Partiamo da una domanda
Nell’arco di pochi anni, dall’inizio del nuovo secolo, a Pordenone un gruppo di giovani dell’estrema destra di origine neofascista passa da un’aperta contestazione delle celebrazioni antifasciste del 25 aprile alla conquista di tutte le cariche del potere politico locale, dal Comune alla Provincia, fino alla Regione ed alla rappresentanza parlamentare del collegio. Due tra loro, i fratelli Alessandro e Luca Ciriani, sono assurti al ruolo di leader politici di importanza non più solo meramente locale: il primo come sindaco del capoluogo, formalmente eletto da indipendente 7 ; il secondo, come presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, appare ormai incombere nelle consultazioni televisive sulla segretaria del partito Giorgia Meloni. Tutto ciò a dispetto delle forti contestazioni che li avevano portati, nell’arco di pochi anni, a rinunciare alla sfida di piazza nei confronti degli antifascisti. Ora sono loro a rappresentare le istituzioni dal palco, esponendo le loro tesi revisioniste in veste ufficiale.
Come è potuto accadere?
Stefano Raspa, uno dei principali esponenti dell’anarchismo locale, tempo fa liquidava la cosa sbrigativamente più o meno con questa argomentazione attivistica: «noi in piazza abbiamo vinto, siete voi ad aver perso nelle istituzioni» 8. Si tratta di una presa di posizione significativa, in primo luogo perché – tra le forze politiche - gli anarchici, dopo che le tendenze ad un tempo settarie ed elettoralistiche 9, oltre che personalistiche, hanno portato all’autodistruzione della sinistra di tendenza marxista, sono rimasti a Pordenone la principale forza antagonista, sul piano organizzativo e della capacità di mobilitazione, soprattutto tra i giovani. Inoltre, sono stati proprio gli anarchici pordenonesi l’anima delle contromanifestazioni che hanno sfidato in piazza i giovani di destra, guidati dall’attuale sindaco Alessandro Ciriani. Ma la battuta, a parte esprimere l’autoreferenziale spirito identitario che permea evidentemente anche i libertari, non spiega molto di un fenomeno complesso, che trova le sue radici indietro nel tempo.
Continua a leggere aprendo il file .pdf.
FONTE
http://www.storiastoriepn.it/fattore-ciriani-il-25-aprile-e-la-crisi-dellantifascismo-pordenonese/
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
Visualizzazione post con etichetta pordenone. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pordenone. Mostra tutti i post
lunedì 27 aprile 2020
martedì 24 aprile 2018
Il 25 aprile non sta sui palchi
Il 25 aprile non sta sui palchi
cercatelo fra gli oppressi che alzano la testa
A Teresa Galli
Tra le fandonie che i neofascisti cercano di spacciare, soprattutto fra i giovani, c’è l'idea che il "primo fascismo", quello cosiddetto "diciannovista", fosse rivoluzionario. Quanto di più falso si possa raccontare.
Proprio dalla sua prima azione pubblica si palesò invece per la propria natura reazionaria e antioperaia.Il 15 aprile 1919, a Milano, avvenne la prima aggressione squadrista contro un corteo non autorizzato di socialisti rivoluzionari ed anarchici che protestavano contro l'uccisione di un operaio da parte della polizia, avvenuta 2 giorni prima.
Il corteo fu aggredito mentre si dirigeva verso P.zza del Duomo da circa 200 squadristi tra cui ex arditi di guerra, ufficiali, alcuni futuristi di destra e studenti capeggiati da Marinetti.
Questa aggressione porta con se tutti gli elementi del fascismo per come si dimostrò chiaramente negli anni a venire e cioè il fascismo squadrista: bombe a mano, pistole, violenza antiproletaria, complicità con la polizia che all'atto dell'aggressione apriro- no il cordone per farli passare invece di difendere il corteo.
In quell'aggressione squadrista avvenne la prima vittima, purtroppo dimenticata, del fascismo ovvero Teresa galli, operaia e sovversiva. Dopo l'aggressione, che proseguì con la devastazione della redazione dell'Avanti e l'uccisione di altri 2 socialisti, pochi giorno dopo Marinetti e l'ufficiale che avevano capeggiato l'azione squadrista furono convocati e accolti dal ministro della guerra, il generale Caviglia, e da questo elogiati per aver fatto funzione di polizia volontaria contro un corteo non autorizzato...Il termine che coniò Luigi Fabbri di "controrivoluzione preventiva" è stato lungimirante ed oggi è la lettura più corretta di cosa fosse e a cosa servì il fascismo allora. E oggi?
Il fascismo oggi c'è e si vede
Restiamo a Pordenone
Non saremo in piazza Ellero quest'anno, la farsa ormai ha raggiunto il limite della decenza. Il sindaco di Pordenone nel 2001, ancora da semplice dirigente di sezione di AN/AG, si mette alla testa di un manipolo di una quindicina di persone e sfila il 25 aprile per portare una corona "a tutti i caduti", mettendo in scena una chiara provocazione: parti- giani e fascisti son tutti uguali in quanto italiani.
Una provocazione così evidente che dovranno smetterla dopo 5 anni, contestati da un centinaio di antifascisti che fecero fallire l’operazione. Ciriani nel frattempo diventa presidente della provincia e poi sindaco e in quanto rappre- sentante istituzionale quando prova a parlare dal palco ufficiale, viene contestato da chi non ha la memoria corta, così per qualche anno manda avanti i suoi vice; peccato che da prima cittadino, l'anno scorso, denuncia come provo- catori chi prova a discutere e ragionare sulla “giornata del ricordo”, adoperandosi per negare loro sale pubbliche facendo pressione persino all'autonomia del Teatro verdi, che pur di non aver problema cede al ricatto nonostante avesse già concesso il Ridotto.
Siccome non può più dare il cattivo esempio diventa novello moralizzatore, a senso unico ovviamente.
Infatti mentre sbraita ad ogni occasione contro chi si richiama ai valori dell'antifascismo, con altrettanta faccia tosta, tace quando gruppi neonazisti sono invitati a suonare durante il “giorno della memoria” inneggiando all'olocausto, così come non ha alcun timore nell'accogliere, sempre il 27 gennaio, in municipio una delegazione di Casapound, proprio quelli che si definiscono i "fascisti del 3° millennio", con una lista di aggressioni e violenze di tutto rispetto. Nel frattempo in 2 anni di governo cittadino abbiamo assistito a campagne contro i poveri della città, accattoni, migranti, giovani che cercano di vivere le piazze trattati con fastidio. E poco importa se i tentativi di rivitalizzarle, magari a suon di "pulizie etniche" come in P.zza Risorgimento, siano stati flop clamorosi, con spreco di soldi pubblici e facendo incetta di patetico nazionalismo. Abbiamo dovuto sorbirci una vergognosa strumentalizzazione dei profu- ghi, prima perseguitati e vessati e poi usati come capro espiatorio per voti di scambio nelle campagne elettorali con retate poliziesche in una della città più sicure d'Italia (fonte Ministero dell'Interno).
D'altra parte questo è un sindaco che si vanta di essere "ricco di famiglia" e mette like su post razzisti senza dover rendere conto di niente, mentre dispensa poltrone agli amici e favori agli amici degli amici.
Non serve scomodare ideologie per accorgersi di come opera il fascismo oggi, strisciante nelle istituzioni, con quel capottino democratico che gli tocca indossare per governare indisturbato mentre sta dalla parte di aziende e categorie economiche contro i lavoratori sempre più precarizzati e senza tutele. E lo fa usando il classico spauracchio della sicurezza e del decoro, utilizzando alla bisogna anche gruppi di neofascisti composti da quel mix di figli bene della borghesia locale e picchiatori del Fronte Veneto Skinhead passati a miglior partito.
Oggi saremo all'ex caserma Martelli a ricordare i 9 partigiani, giovanissimi, fucilati dai fascisti locali durante la resistenza. E lo saremo da lavoratori, precari, studenti, migranti e antifascisti, perché le scelte autoritarie, nazio- naliste, populiste e antiproletarie dei governi nazionali e delle amministrazioni locali vanno fermate: dirsi antifa- scisti, ricordare e attualizzare la resistenza diventa oggi non solo possibile ma necessario. Picchetti militari, gonfaloni, orazioni con politicanti senza vergogna in piazze sempre più vuote di gente e di giovani hanno svuo- tato il 25 aprile, ripartiamo dalle strade, dalle lotte, senza retorica e guardandoci negli occhi per riallacciare la nuove resistenze con la nostra storia.
Tra le fandonie che i neofascisti cercano di spacciare, soprattutto fra i giovani, c’è l'idea che il "primo fascismo", quello cosiddetto "diciannovista", fosse rivoluzionario. Quanto di più falso si possa raccontare.
Proprio dalla sua prima azione pubblica si palesò invece per la propria natura reazionaria e antioperaia.Il 15 aprile 1919, a Milano, avvenne la prima aggressione squadrista contro un corteo non autorizzato di socialisti rivoluzionari ed anarchici che protestavano contro l'uccisione di un operaio da parte della polizia, avvenuta 2 giorni prima.
Il corteo fu aggredito mentre si dirigeva verso P.zza del Duomo da circa 200 squadristi tra cui ex arditi di guerra, ufficiali, alcuni futuristi di destra e studenti capeggiati da Marinetti.
Questa aggressione porta con se tutti gli elementi del fascismo per come si dimostrò chiaramente negli anni a venire e cioè il fascismo squadrista: bombe a mano, pistole, violenza antiproletaria, complicità con la polizia che all'atto dell'aggressione apriro- no il cordone per farli passare invece di difendere il corteo.
In quell'aggressione squadrista avvenne la prima vittima, purtroppo dimenticata, del fascismo ovvero Teresa galli, operaia e sovversiva. Dopo l'aggressione, che proseguì con la devastazione della redazione dell'Avanti e l'uccisione di altri 2 socialisti, pochi giorno dopo Marinetti e l'ufficiale che avevano capeggiato l'azione squadrista furono convocati e accolti dal ministro della guerra, il generale Caviglia, e da questo elogiati per aver fatto funzione di polizia volontaria contro un corteo non autorizzato...Il termine che coniò Luigi Fabbri di "controrivoluzione preventiva" è stato lungimirante ed oggi è la lettura più corretta di cosa fosse e a cosa servì il fascismo allora. E oggi?
Il fascismo oggi c'è e si vede
Restiamo a Pordenone
Non saremo in piazza Ellero quest'anno, la farsa ormai ha raggiunto il limite della decenza. Il sindaco di Pordenone nel 2001, ancora da semplice dirigente di sezione di AN/AG, si mette alla testa di un manipolo di una quindicina di persone e sfila il 25 aprile per portare una corona "a tutti i caduti", mettendo in scena una chiara provocazione: parti- giani e fascisti son tutti uguali in quanto italiani.
Una provocazione così evidente che dovranno smetterla dopo 5 anni, contestati da un centinaio di antifascisti che fecero fallire l’operazione. Ciriani nel frattempo diventa presidente della provincia e poi sindaco e in quanto rappre- sentante istituzionale quando prova a parlare dal palco ufficiale, viene contestato da chi non ha la memoria corta, così per qualche anno manda avanti i suoi vice; peccato che da prima cittadino, l'anno scorso, denuncia come provo- catori chi prova a discutere e ragionare sulla “giornata del ricordo”, adoperandosi per negare loro sale pubbliche facendo pressione persino all'autonomia del Teatro verdi, che pur di non aver problema cede al ricatto nonostante avesse già concesso il Ridotto.
Siccome non può più dare il cattivo esempio diventa novello moralizzatore, a senso unico ovviamente.
Infatti mentre sbraita ad ogni occasione contro chi si richiama ai valori dell'antifascismo, con altrettanta faccia tosta, tace quando gruppi neonazisti sono invitati a suonare durante il “giorno della memoria” inneggiando all'olocausto, così come non ha alcun timore nell'accogliere, sempre il 27 gennaio, in municipio una delegazione di Casapound, proprio quelli che si definiscono i "fascisti del 3° millennio", con una lista di aggressioni e violenze di tutto rispetto. Nel frattempo in 2 anni di governo cittadino abbiamo assistito a campagne contro i poveri della città, accattoni, migranti, giovani che cercano di vivere le piazze trattati con fastidio. E poco importa se i tentativi di rivitalizzarle, magari a suon di "pulizie etniche" come in P.zza Risorgimento, siano stati flop clamorosi, con spreco di soldi pubblici e facendo incetta di patetico nazionalismo. Abbiamo dovuto sorbirci una vergognosa strumentalizzazione dei profu- ghi, prima perseguitati e vessati e poi usati come capro espiatorio per voti di scambio nelle campagne elettorali con retate poliziesche in una della città più sicure d'Italia (fonte Ministero dell'Interno).
D'altra parte questo è un sindaco che si vanta di essere "ricco di famiglia" e mette like su post razzisti senza dover rendere conto di niente, mentre dispensa poltrone agli amici e favori agli amici degli amici.
Non serve scomodare ideologie per accorgersi di come opera il fascismo oggi, strisciante nelle istituzioni, con quel capottino democratico che gli tocca indossare per governare indisturbato mentre sta dalla parte di aziende e categorie economiche contro i lavoratori sempre più precarizzati e senza tutele. E lo fa usando il classico spauracchio della sicurezza e del decoro, utilizzando alla bisogna anche gruppi di neofascisti composti da quel mix di figli bene della borghesia locale e picchiatori del Fronte Veneto Skinhead passati a miglior partito.
Oggi saremo all'ex caserma Martelli a ricordare i 9 partigiani, giovanissimi, fucilati dai fascisti locali durante la resistenza. E lo saremo da lavoratori, precari, studenti, migranti e antifascisti, perché le scelte autoritarie, nazio- naliste, populiste e antiproletarie dei governi nazionali e delle amministrazioni locali vanno fermate: dirsi antifa- scisti, ricordare e attualizzare la resistenza diventa oggi non solo possibile ma necessario. Picchetti militari, gonfaloni, orazioni con politicanti senza vergogna in piazze sempre più vuote di gente e di giovani hanno svuo- tato il 25 aprile, ripartiamo dalle strade, dalle lotte, senza retorica e guardandoci negli occhi per riallacciare la nuove resistenze con la nostra storia.
martedì 20 marzo 2018
No borders a Pordenone
24 marzo 2018 - h 17.00, Piazza Migranti [P.zza Risorgimento] Pordenone
NO BORDERS NO NATIONS
libertà di movimento - libertà di pensiero e di espressione - PER UN MONDO SENZA CONFINI
sit-in + open mike
CUBA CABBAL presenta il suo ultimo album
RESISTERE TRA I RESTI
con DJ Stranier
con Interventi a microfono aperto
IN CASO DI PIOGGIA SI TERRA' AL PREFABBRICATO di Villanova in Via Pirandello, 22
NESSUN CONFINE PUO' O DEVE DIVIDERE I POPOLI DELLA TERRA
PER UNA SENSIBILITA' NON GERARCHICA, PER L'AUTOGESTIONE E IL MUTUO SOCCORSO!
CONTRO OGNI RI-APERTURA DEI "LAGER" PER MIGRANTI (CPR)
CONTRO UN MODELLO ECONOMICO CHE AFFAMA, ESPROPRIA E SFRUTTA
CONTRO LE ISTITUZIONI CHE CRIMINALIZZANO CREANDO GUERRE FRA POVERI
Iniziativa Libertaria - PN
NO BORDERS NO NATIONS
libertà di movimento - libertà di pensiero e di espressione - PER UN MONDO SENZA CONFINI
sit-in + open mike
CUBA CABBAL presenta il suo ultimo album
RESISTERE TRA I RESTI
con DJ Stranier
con Interventi a microfono aperto
IN CASO DI PIOGGIA SI TERRA' AL PREFABBRICATO di Villanova in Via Pirandello, 22
NESSUN CONFINE PUO' O DEVE DIVIDERE I POPOLI DELLA TERRA
PER UNA SENSIBILITA' NON GERARCHICA, PER L'AUTOGESTIONE E IL MUTUO SOCCORSO!
CONTRO OGNI RI-APERTURA DEI "LAGER" PER MIGRANTI (CPR)
CONTRO UN MODELLO ECONOMICO CHE AFFAMA, ESPROPRIA E SFRUTTA
CONTRO LE ISTITUZIONI CHE CRIMINALIZZANO CREANDO GUERRE FRA POVERI
Iniziativa Libertaria - PN
punk 4 Afrin a Pordenone
Concerto in solidarietà con il popolo curdo oppresso.
I gruppi cominceranno a suonare puntuali alle 17:00!
SELF TITLED (Punk\HC dalla Serbia come il Buran) https://selftitledbeoci n.bandcamp.com/releases
DALTONIC OUT CRY (Old skool HC da Pordenone)
https://daltonicoutcry. bandcamp.com/
I gruppi cominceranno a suonare puntuali alle 17:00!
SELF TITLED (Punk\HC dalla Serbia come il Buran) https://selftitledbeoci
DALTONIC OUT CRY (Old skool HC da Pordenone)
https://daltonicoutcry.
Fermiamo l'aggressione dello Stato Turco contro il cantone di Afrin!!
Dal 20 gennaio 2018, l'esercito turco e i suoi alleati jihadisti (militanti dell’esercito libero siriano (FSA) armati e addestrati dalla Turchia), con la complicità degli Stati Uniti e della Russia e il silenzio dell'Europa, stanno attaccando il cantone di Afrin nel nord della Siria (Rojava). La Turchia, paese Nato, continua a colpire le Unità di Difesa del Popolo e delle Donne YPG e YPJ che hanno sconfitto l'Isis e con l'avvio dell'operazione “Ramoscello d'ulivo” sta compiendo attacchi sistematici e brutali sui civili (ad oggi, sono 60 i civili ad essere stati uccisi e 153 feriti durante gli attacchi), sulle infrastrutture e sul patrimonio artistico (è stato colpito il complesso di templi di Ain Dara Hittite) mettendo in atto una vera e propria pulizia etnica.
Nonostante l’embargo e i blocchi delle forniture, Afrin è riuscita ad accogliere centinaia di migliaia di rifugiati e profughi interni che sono fuggiti dal terrorismo del Fronte Al Nusra e dello Stato Islamico, condividendo con loro il pane e la terra. Un largo numero di civili uccisi dagli attacchi turchi negli ultimi giorni erano proprio rifugiati. Specialmente il campo rifugiati di Rubar (dove trovano rifugio oltre 20.000 profughi provenienti da diverse parti della Siria) è stato preso di mira dagli attacchi.
La Turchia che a lungo è stata la maggiore sostenitrice dei gruppi di opposizione islamisti, in particolare del Fronte Al Nusra e di Isis, non si è risparmia alcuno sforzo per sopprimere i curdi. Dopo il suo fallimento a Kobane, l’esercito turco, che agisce su ordine del Partito per la Giustizia e lo sviluppo (AKP) e del suo leader Erdogan, ha iniziato a diffondere il suo odio a Afrin nel tentativo di liberarsi dei curdi.
Da alcuni anni in Rojava si sta portando avanti un progetto di autodeterminazione del popolo curdo e dei popoli presenti nel nord della Siria che va sotto il nome di “Confederalismo democratico”. Un progetto pluralista di democrazia diretta, che supera l'idea di Stato-nazionale per mettere in pratica l'autogoverno delle assemblee popolari e nuove forme di strutturazione sociale basate sulla pari rappresentanza e sulla cooperazione fra tutti i popoli della Siria e del Medio Oriente.
Questo esperimento sociale rappresenta una vera e propria minaccia per chi sta usando il Medio Oriente al fine di portare avanti le proprie mire di dominio imperialista e nazionalista.
La guerra, gestita dalle potenze occidentali e dai suoi alleati attraverso la “guerra per procura”, ha tra i suoi obiettivi il controllo delle materie prime (in primis il petrolio) e la distruzione di un esperimento politico e sociale che potrebbe essere preso come esempio da altri popoli del Medio Oriente per liberarsi definitivamente dal dominio degli Stati.
Fermiamo l’aggressione della Turchia contro il cantone di Afrin che è un atto criminale, un massacro contro il popolo curdo a cui il resto del mondo assiste in silenzio e complicità.
Sosteniamo il “Confederalismo democratico” e la lotta per l'autodeterminazione del popolo curdo.
Iniziativa Libertaria - Pordenone
Dal 20 gennaio 2018, l'esercito turco e i suoi alleati jihadisti (militanti dell’esercito libero siriano (FSA) armati e addestrati dalla Turchia), con la complicità degli Stati Uniti e della Russia e il silenzio dell'Europa, stanno attaccando il cantone di Afrin nel nord della Siria (Rojava). La Turchia, paese Nato, continua a colpire le Unità di Difesa del Popolo e delle Donne YPG e YPJ che hanno sconfitto l'Isis e con l'avvio dell'operazione “Ramoscello d'ulivo” sta compiendo attacchi sistematici e brutali sui civili (ad oggi, sono 60 i civili ad essere stati uccisi e 153 feriti durante gli attacchi), sulle infrastrutture e sul patrimonio artistico (è stato colpito il complesso di templi di Ain Dara Hittite) mettendo in atto una vera e propria pulizia etnica.
Nonostante l’embargo e i blocchi delle forniture, Afrin è riuscita ad accogliere centinaia di migliaia di rifugiati e profughi interni che sono fuggiti dal terrorismo del Fronte Al Nusra e dello Stato Islamico, condividendo con loro il pane e la terra. Un largo numero di civili uccisi dagli attacchi turchi negli ultimi giorni erano proprio rifugiati. Specialmente il campo rifugiati di Rubar (dove trovano rifugio oltre 20.000 profughi provenienti da diverse parti della Siria) è stato preso di mira dagli attacchi.
La Turchia che a lungo è stata la maggiore sostenitrice dei gruppi di opposizione islamisti, in particolare del Fronte Al Nusra e di Isis, non si è risparmia alcuno sforzo per sopprimere i curdi. Dopo il suo fallimento a Kobane, l’esercito turco, che agisce su ordine del Partito per la Giustizia e lo sviluppo (AKP) e del suo leader Erdogan, ha iniziato a diffondere il suo odio a Afrin nel tentativo di liberarsi dei curdi.
Da alcuni anni in Rojava si sta portando avanti un progetto di autodeterminazione del popolo curdo e dei popoli presenti nel nord della Siria che va sotto il nome di “Confederalismo democratico”. Un progetto pluralista di democrazia diretta, che supera l'idea di Stato-nazionale per mettere in pratica l'autogoverno delle assemblee popolari e nuove forme di strutturazione sociale basate sulla pari rappresentanza e sulla cooperazione fra tutti i popoli della Siria e del Medio Oriente.
Questo esperimento sociale rappresenta una vera e propria minaccia per chi sta usando il Medio Oriente al fine di portare avanti le proprie mire di dominio imperialista e nazionalista.
La guerra, gestita dalle potenze occidentali e dai suoi alleati attraverso la “guerra per procura”, ha tra i suoi obiettivi il controllo delle materie prime (in primis il petrolio) e la distruzione di un esperimento politico e sociale che potrebbe essere preso come esempio da altri popoli del Medio Oriente per liberarsi definitivamente dal dominio degli Stati.
Fermiamo l’aggressione della Turchia contro il cantone di Afrin che è un atto criminale, un massacro contro il popolo curdo a cui il resto del mondo assiste in silenzio e complicità.
Sosteniamo il “Confederalismo democratico” e la lotta per l'autodeterminazione del popolo curdo.
Iniziativa Libertaria - Pordenone
domenica 8 ottobre 2017
14 ottobre a Pordenone Reclaim the Cities / Riprendimoci le Città
MANIFESTAZIONE
Reclaim the Cities / Riprendimoci le Città
>ore 15.00/Pordenone P.zza Cavour<
BASTA alla deriva reazionaria e xenofoba e al rigurgito della violenza squadrista e fascista in città
BASTA alla connivenza dell'amministrazione comunale con i gruppi neofascisti
BASTA usare la retorica della sicurezza per imporre politiche di austerità, di guerra tra i poveri e di esclusione sociale
PER una città libera, aperta e solidale
PER il diritto alla casa e ad un welfare che garantisca una vita dignitosa per tutti/e, per spazi sociali autogestiti e una socialità non mercificata
PER una città fondata su quartieri attivi e creativi attraverso forme di relazioni comunitarie, solidali e autogestite
PER l'autodeterminazione dei corpi, delle identità, delle sessualità
Osservatorio Antifascista Regionale FVG
Reclaim the Cities / Riprendimoci le Città
>ore 15.00/Pordenone P.zza Cavour<
BASTA alla deriva reazionaria e xenofoba e al rigurgito della violenza squadrista e fascista in città
BASTA alla connivenza dell'amministrazione comunale con i gruppi neofascisti
BASTA usare la retorica della sicurezza per imporre politiche di austerità, di guerra tra i poveri e di esclusione sociale
PER una città libera, aperta e solidale
PER il diritto alla casa e ad un welfare che garantisca una vita dignitosa per tutti/e, per spazi sociali autogestiti e una socialità non mercificata
PER una città fondata su quartieri attivi e creativi attraverso forme di relazioni comunitarie, solidali e autogestite
PER l'autodeterminazione dei corpi, delle identità, delle sessualità
Osservatorio Antifascista Regionale FVG
evento facebook: https://www. facebook.com/events/ 505358879828573/
mercoledì 7 giugno 2017
La città é nuda - urbanistica libertaria a Pordenone
Via Pirandello, 22 - Ore 20.30
----------
9 giugno
Franco Bunčuga*
urbanistica e libertà
“relazioni tra territorio e progettualità libertaria”
16 giugno
Andrea Staid**
abitare illegale
“Etnografia del vivere ai margini in Occidente”
23 giugno
Tullio Zampedri**
paesaggio,
architettura e energia
“connessioni, relazioni e articolazioni
tra architettura e ambiente”
Naon jazz up! Per una cultura diffusa, libera e solidale a Pordenone
Naon jazz up! Per una cultura diffusa, libera e solidale.
È
sulla base di questo messaggio semplice ma incisivo, rivolto alla città
come monito di fronte al pericolo di una deriva settaria e
negazionista, che nasce uno straordinario evento musicale al quale hanno
aderito i migliori jazzisti nostrani (Bruno Cesselli, Massimo De
Mattia, Francesco Bearzatti, Juri Dal Dan, Emanuel Donadelli e Romano
Todesco); organizzato dal circolo Zapata, si svolgerà sabato 17
giugno
alle ore 21 presso il ridotto del Teatro Verdi.
Prima
le dichiarazioni del sindaco Ciriani, poco intenzionato a concedere un
nuovo spazio alla storica ultratrentasettenale associazione culturale di
orientamento libertario; poi una riuscitissima raccolta di firme (circa
600) lanciata da un gruppo di storici locali allo scopo di chiedere una
sede per il circolo Zapata e la sua importante biblioteca - dotata di
2000 e più volumi; ora questa originale manifestazione musicale
organizzata dai libertari zapatisti di Pordenone, che hanno voluto
lanciare un messaggio fortemente propositivo: fare cultura attraverso
una pratica autogestionaria, autofinanziata e in un rapporto
solidaristico tra i soggetti coinvolti è possibile anche in una città in
cui la prassi della censura delle diverse sensibilità culturali si fa
norma istituzionale ed è concreto il rischio di perdere la pratica del
confronto e del libero pensiero.
Non
stupisce quindi che a rispondere all’appello “una casa per la
biblioteca intitolata a Mauro Cancian” siano stati diversi musicisti
jazz. Come scriveva Steve Lucy: “Possiamo dire che il jazz è un virus,
un virus di libertà che si è diffuso sulla terra, “infettando” tutto ciò
che ha trovato sulla sua strada: il cinema, la poesia, la pittura e la
vita stessa”. Il jazz è libertà: o stai dalla sua parte o dall’altra.
La
musica sarà ancora una volta il linguaggio universale e meticcio, sarà
il luogo di contaminazioni e sperimentazioni, sarà la metafora di un
tessuto sociale e culturale che parla più lingue, sarà l'espressione di
una pluralità di soggetti e pensieri, sarà l'antidoto al pensiero unico e
ai diktat di un apparato politico/burocratico, miope e arrogante,
chiuso dentro una logica di autoreferenzialità, che non sa e non intende
cogliere le diverse istanze e la ricchezza rappresentate dal variegato
mondo sociale, artistico e culturale che, ancora oggi, si conferma
essere la vera anima della città. E allora… Naon Jazz Up!
Circolo Libertario Emiliano Zapata
Etichette:
circolo Zapata,
iniziativa libertaria pordenone,
Naon jazz up!,
pordenone
mercoledì 15 febbraio 2017
LAVORARE GRATIS, dalla "buona scuola" all' Alternanza scuola lavoro - Pordenone
Il
processo di aziendalizzazione della scuola è stato notevolmente
accelerato e riproposto dalla riforma “Buona Scuola” del 2015, la quale
comprende in sé anche la famigerata “Alternanza Scuola/Lavoro”.
Il concetto di azienda presuppone il concetto di merce, ma qual è il prodotto, il bene oggetto di acquisto che l’azienda[scuola] si propone di vendere? L’istruzione.
Ma aziendalizzare la scuola significa creare strutture che abbiano come obiettivo primario la “produzione” di reale sapere critico, la “distribuzione” di libera conoscenza, la crescita culturale, sociale e psicologica degli allievi/e, oppure la realizzazione del massimo profitto economico, in un regime di concorrenza spietata?
Probabilmente creare questo tipo di strutture può trasformare in merce l’istruzione.
Ricondurre la scuola in un’ottica aziendale non permette cultura né libera ricerca; in questo modo non si approfondiscono le materie né tantomeno si fonda una ampia e creativa “visione del mondo”, ma si propinano “moduli didattici” che diano un’infarinatura di conoscenze al servizio delle aziende esterne.
E’ possibile che in un simile ambiente si lavori collegialmente o si collabori solidalmente e fraternamente? Oppure ciò porterebbe alla competizione sia tra lavoratori/trici sia tra studenti, al “nascondersi” reciprocamente le conoscenze, al gareggiare contro gli altri “concorrenti” per emergere e scalare posti in “azienda”?
In questo contesto si cala il progetto dell’alternanza scuola/lavoro, ancor più mirato a rafforzare questo processo di adeguazione alla scalata sociale, alla precarietà, alla competizione insana, alla mercificazione dell’istruzione non solo in quanto tale, ma anche delle sue risorse, dei suoi “clienti” , “dipendenti”, “collaboratori”.
Per conoscere e confrontarci su questo tema e per dare voce a chi vive la riforma in prima persona (studenti e lavoratori del settore) vi invitiamo a partecipare all’incontro, in cui tutti potranno offrire riflessioni, esporre esperienze in questi ambiti e/o porre domande al relatore.
Introdurrà la discussione Mauro De Agostini (docente CUB Scuola), vi sarà una proiezione di un breve video inchiesta a studenti sull'Alternanza Scuola-Lavoro nelle scuole di Pordenone. Seguirà Assemblea aperta.
Vi aspettiamo nella saletta del Caffè Municipio!
Il concetto di azienda presuppone il concetto di merce, ma qual è il prodotto, il bene oggetto di acquisto che l’azienda[scuola] si propone di vendere? L’istruzione.
Ma aziendalizzare la scuola significa creare strutture che abbiano come obiettivo primario la “produzione” di reale sapere critico, la “distribuzione” di libera conoscenza, la crescita culturale, sociale e psicologica degli allievi/e, oppure la realizzazione del massimo profitto economico, in un regime di concorrenza spietata?
Probabilmente creare questo tipo di strutture può trasformare in merce l’istruzione.
Ricondurre la scuola in un’ottica aziendale non permette cultura né libera ricerca; in questo modo non si approfondiscono le materie né tantomeno si fonda una ampia e creativa “visione del mondo”, ma si propinano “moduli didattici” che diano un’infarinatura di conoscenze al servizio delle aziende esterne.
E’ possibile che in un simile ambiente si lavori collegialmente o si collabori solidalmente e fraternamente? Oppure ciò porterebbe alla competizione sia tra lavoratori/trici sia tra studenti, al “nascondersi” reciprocamente le conoscenze, al gareggiare contro gli altri “concorrenti” per emergere e scalare posti in “azienda”?
In questo contesto si cala il progetto dell’alternanza scuola/lavoro, ancor più mirato a rafforzare questo processo di adeguazione alla scalata sociale, alla precarietà, alla competizione insana, alla mercificazione dell’istruzione non solo in quanto tale, ma anche delle sue risorse, dei suoi “clienti” , “dipendenti”, “collaboratori”.
Per conoscere e confrontarci su questo tema e per dare voce a chi vive la riforma in prima persona (studenti e lavoratori del settore) vi invitiamo a partecipare all’incontro, in cui tutti potranno offrire riflessioni, esporre esperienze in questi ambiti e/o porre domande al relatore.
Introdurrà la discussione Mauro De Agostini (docente CUB Scuola), vi sarà una proiezione di un breve video inchiesta a studenti sull'Alternanza Scuola-Lavoro nelle scuole di Pordenone. Seguirà Assemblea aperta.
Vi aspettiamo nella saletta del Caffè Municipio!
mercoledì 8 febbraio 2017
I GIORNI DEI RICORDI - Pordenone
La
Casa del Popolo si è offerta di ospitare la nostra conferenza del 10
febbraio sulla complessità del confine orientale “i giorni dei ricordi”.
Non avevamo dubbi che la disponibilità di un luogo storico, simbolo
ieri della resistenza al nazifascismo e oggi della pluralità di un posto
vivo, radicato nel quartiere di Torre senza mai rinunciare ai valori
antirazzisti e antifascisti, potesse venire meno.
Ma avevamo un vezzo, una caparbia determinazione a riconoscere nel centro di una città l’accoglienza di quei luoghi che si vantano d’essere centri di cultura, dell’eccellenza della cultura (una città candidata addirittura a "capitale della cultura!). C'eravamo quasi riusciti.
Volevamo avere voce, o meglio, volevamo "dare voce" a vagiti di verità contro una becera propaganda che non conosce rispetto della storia, della ricerca, delle differenze.
Abbiamo trovato conferme di un sindaco e dei suoi sgherri (come altro chiamarli?) piazzati nelle varie poltrone che contano, che nonostante la spolverata liberaleggiante in campagna elettorale ha immediatamente mostrato cosa ci sia sotto: la solita prepotente arroganza del potere, di cui i fascisti han sempre fatto vanto.
E scopriamo che nelle commemorazioni ufficiali tra relatori e relatrici compare un "figlia di esule istriano"...anche tra i nostri relatori c'è un "figlio di esule istriano", evidentemente ci sono figli di serie A e altri di serie B, alcuni possono parlare e altri devono tacere. Se si aggiunge che questa "figlia" è pure una ex collega di partito del sindaco l'imbarazzo e la vergogna per quanto stiamo assistendo raggiunge limiti insperati.
Lo squallido dietrofront del Teatro Verdi ha però fatto emergere le crepe di questa corazzata di mammut parcheggiati in una cristalleria, abbiamo raccolto solidarietà, sostegno persino da parti che non ci aspettavamo. Ci sembra già molto.
La conferenza ci sarà, dunque, il 10 febbraio alle ore 20.45 alla Casa del Popolo, vedremo come risponderà la città.
Se il governo cittadino ha gettato la maschera sulle proprie attitudini autoritarie, pezzi di società, luoghi storici come la Casa del popolo hanno, di fatto, dato una lezione a questi signori: la libertà di parola e di pensiero trovano sempre qualcuno disposto ad accoglierli.
Non ci siamo fermati né ci fermeremo.
Noi ricordiamo tutto!
PnRebel
Ma avevamo un vezzo, una caparbia determinazione a riconoscere nel centro di una città l’accoglienza di quei luoghi che si vantano d’essere centri di cultura, dell’eccellenza della cultura (una città candidata addirittura a "capitale della cultura!). C'eravamo quasi riusciti.
Volevamo avere voce, o meglio, volevamo "dare voce" a vagiti di verità contro una becera propaganda che non conosce rispetto della storia, della ricerca, delle differenze.
Abbiamo trovato conferme di un sindaco e dei suoi sgherri (come altro chiamarli?) piazzati nelle varie poltrone che contano, che nonostante la spolverata liberaleggiante in campagna elettorale ha immediatamente mostrato cosa ci sia sotto: la solita prepotente arroganza del potere, di cui i fascisti han sempre fatto vanto.
E scopriamo che nelle commemorazioni ufficiali tra relatori e relatrici compare un "figlia di esule istriano"...anche tra i nostri relatori c'è un "figlio di esule istriano", evidentemente ci sono figli di serie A e altri di serie B, alcuni possono parlare e altri devono tacere. Se si aggiunge che questa "figlia" è pure una ex collega di partito del sindaco l'imbarazzo e la vergogna per quanto stiamo assistendo raggiunge limiti insperati.
Lo squallido dietrofront del Teatro Verdi ha però fatto emergere le crepe di questa corazzata di mammut parcheggiati in una cristalleria, abbiamo raccolto solidarietà, sostegno persino da parti che non ci aspettavamo. Ci sembra già molto.
La conferenza ci sarà, dunque, il 10 febbraio alle ore 20.45 alla Casa del Popolo, vedremo come risponderà la città.
Se il governo cittadino ha gettato la maschera sulle proprie attitudini autoritarie, pezzi di società, luoghi storici come la Casa del popolo hanno, di fatto, dato una lezione a questi signori: la libertà di parola e di pensiero trovano sempre qualcuno disposto ad accoglierli.
Non ci siamo fermati né ci fermeremo.
Noi ricordiamo tutto!
PnRebel
Etichette:
10 febbraio,
foibe,
giorno del ricordo,
NEA,
Nord est Antifà,
pn rebels,
pordenone
mercoledì 1 febbraio 2017
WELCOME di Beppe Casales a Pordenone
venerdì 3 febbraio~ore 20.30
Ridotto del Teatro Verdi ~ Pordenone
"WELCOME"
uno spettacolo di e con Beppe Casales
musiche originali di Isaac de Martin
Il racconto che Beppe Casales porta in scena parte da Idomeni, dal muro che l'europa ha innalzato per fermare le migrazioni lungo la rotta Balcanica. Idomeni è stata per mesi il simbolo negativo e nefasto delle politiche migratorie europee ma dopo Idomeni l'attenzione è tornata a concentrarsi sul mediterraneo, su quei barconi e quelle migliaia di morti. Abbiamo raccontato per 2 mesi, con la campagna #overthefortress, come nel bene e nel male il sud Italia accoglie le migliaia di migranti che sbarcano sulle nostre coste. Ci svegliamo una mattina del nuovo anno con la morte di Sandrine e le forti proteste dei 1400 migranti ospiti nel "ghetto" di Cona, provincia di Venezia. Profondo nord.
ENTRATA LIBERA
Organizza:
Rete Solidale PN
Ass.ne “Dai un Calcio al Razzismo”
Ass.ne Immigrati PN - PnRebel
Circolo Libertario E. Zapata
Alternativa Libertaria/FdCA Pn
ArciPelago Cordenons - Arci Tina Merlin
Rete Studenti Medi Pordenone
Comitato Diritti Civili Prostitute ONLUS
--------------------------
“Welcome” è uno spettacolo sulle migrazioni umane. Quello che ha prodotto la guerra in Siria è stato definito il più grande movimento migratorio dopo la Seconda Guerra Mondiale. Io penso che il teatro non possa non raccontarlo.
Perciò parto da Idomeni perché da qualche parte bisogna partire. Parto da Idomeni perché è diventato il simbolo di quello che sta succedendo da oltre un anno in Europa: un movimento di uomini donne e bambini che nel cercare pace trovano un muro, un confine chiuso. Parto da Idomeni perché è stato il più grande campo profughi d’Europa. È stato la vergogna dell’Europa. Uno schiaffo alla dignità dell’uomo."
Lo spettacolo nasce dalla partecipazione di Beppe Casales alla campagna di solidarietà attiva e monitoraggio #overthefortress al campo di Idomeni e nei campi governativi greci, e dal sostegno di 85 produttori dal basso che hanno creduto nel progetto. Crediamo che questi passaggi storici non debbano essere raccontati solo attraverso la cronaca dei giornali e delle televisioni. Crediamo che il teatro possa restituire profondità di sguardo alle storie di questi esseri umani. Crediamo che il teatro sia una delle chiavi per capire chi siamo, e cosa sta succedendo intorno a noi.
"Idomeni si è sparsa ovunque. Idomeni è quel confine in cui la nostra vita si incontra con le vite degli altri. Idomeni è un luogo dove è possibile un incontro o uno scontro. Idomeni è una parte fondamentale della nostra vita. Dove siamo disposti a vivere realmente un'esposizione di noi stessi? Dove possiamo rivelarci agli altri senza paura del giudizio? Dove possiamo essere riconosciuti come esseri umani al di là di tutto? Idomeni è il confine tra la nostra vita privata e tutti gli altri esseri umani. Idomeni è il punto in cui inizia tutto. Tutto."
Trailer del film: http://bit.ly/2hUsNbg
Progetto finanziato da 85 produttori dal basso e realizzato in collaborazione con Teatri di Marzo e Fucina Underground. “Welcome” sostiene i progetti #overthefortress, Melting Pot Europa e Refugee Accommodation and Solidarity Space City Plaza – Atene
** L'immagine della locandina è di Tammam Azzam
Contatti:
mail: beppe.casales@gmail.com
web: www.beppecasales.com
Etichette:
antirazzismo,
pordenone,
rete solidale Pordenone,
welcome di beppe casales
mercoledì 2 novembre 2016
martedì 25 ottobre 2016
Spagna 1936 tra guerra e rivoluzione
80° anniversario
Spagna 1936 tra guerra e
rivoluzione
------------------------------ -------
sabato 29 ottobre 2016 -
ore 18.00
saletta Teresina
Degan/biblioteca civica - Pordenone
------------------------------ -----------------------
incontro/dibattito
con MARIO SALVADORI
(Autore di articoli e
saggi sulla rivoluzione spagnola)
In Spagna il 17 luglio
del 1936 inizia la sollevazione militare guidata dal generale
Francisco Franco, sostenuta dalla Chiesa, dai monarchici e dai
nazionalisti, che mirava ad instaurare un regime autoritario fascista
che sostituisse il governo repubblicano e stroncasse la volontà
rivoluzionaria della classe lavoratrice spagnola.
Non è il governo ma lo
sciopero generale a fermare il colpo di stato. A Barcellona, Madrid,
nei principali centri urbani e nelle regioni più importanti della
Spagna i militari sono sconfitti dalle lavoratrici e dai lavoratori
che in armi si oppongono al tentativo fascista. Due giorni dopo la
sollevazione, solo il Marocco e parte della Spagna sono sotto il
controllo dei generali golpisti. Inizia la guerra che durerà fino al
1939. Ma è anche l'inizio della Rivoluzione.
La vittoria del popolo in
armi rende possibile la collettivizzazione delle industrie, dei
campi, la distribuzione dei prodotti. I militanti della Federazione
Anarchica Iberica e del sindacato anarcosindacalista CNT sono
impegnati nell'organizzazione della produzione, dei trasporti, del
consumo, della sanità, dell'educazione e degli spettacoli.
L'autogestione si realizza concretamente in ogni ambito della
società.
Ottant'anni dopo questa
Rivoluzione Interrotta è possibile continuare, riconoscendone limiti
e forza, a praticare oggi l'autogestione in una prospettiva
rivoluzionaria attuale?
seguirà dibattito
INGRESSO LIBERO
Etichette:
80° della rivoluzione spagnola,
circolo Zapata,
pordenone
mercoledì 14 settembre 2016
martedì 13 settembre 2016
sabato 18 giugno 2016
La biblioteca della bibblioteca nella Casa del Popolo di Torre a Pordenone
Sabato 18 Giugno
ore 10:30
Presentazione della
rinnovata Biblioteca
dedicata a
“Mario Bettoli” e
del catalogo on line
Introduzione a cura della Presidente Elena Beltrame
Narrazione storica a cura di Gianluigi Bettoli
Seguriranno una presentazione della Biblioteca e del sito internet
Visita della Biblioteca e intervento musicale a cura di
Aperitivo finale a cura del GAP - gruppo acquisto popolare di PordenoneLa cittadinanza è invitata
Per info:
Associazione
Casa del Popolo di Torre
Via Carnaro 10 - Pordenone
Tel 0434 540483
venerdì 27 maggio 2016
4° festa dell'Ecologia Sociale e del Gruppo Acquisto Popolare Pordenone
SABATO 4 GIUGNO - Cordenons (area Parareit)
4° festa dell'Ecologia Sociale e del Gruppo Acquisto Popolare
Programma
15.30 APERTURA MERCATINO DELLE AUTOPRODUZIONI E INFO-POINT
alimenti, vestiario, oggettistica e saperi autoprodotti, dalle produzioni locali ai punti di ascolto e informazione sulle vertenze di comitati, associazioni e gruppi
17.30 forum “ecologia delle libertà” con interventi di realtà attive sul versante delle lotte territoriali, di progetti di reddito alternativo e autodeterminazione alimentare:
-Fuorimercato: http://www.fuorimercato.com/new/
-Coordinamento Biodiversità FVG: https://biodiversitafvg.wordpress.com/
- Mondeggi/Fattoria senza padroni: https://tbcfirenzemondeggi.noblogs.org/
-Genuino Clandestino - TS: http://genuinoclandestino.it/
- Rimaflow - MI : http://www.rimaflow.it/
-Mutuo Soccorso Cordenons: https://mutuosoccorso.wordpress.com/
20.30 CENA SOCIALE “casereccia”menù veg su prenotazione, Menù fisso a 10 euro
4° festa dell'Ecologia Sociale e del Gruppo Acquisto Popolare
Programma
15.30 APERTURA MERCATINO DELLE AUTOPRODUZIONI E INFO-POINT
alimenti, vestiario, oggettistica e saperi autoprodotti, dalle produzioni locali ai punti di ascolto e informazione sulle vertenze di comitati, associazioni e gruppi
17.30 forum “ecologia delle libertà” con interventi di realtà attive sul versante delle lotte territoriali, di progetti di reddito alternativo e autodeterminazione alimentare:
-Fuorimercato: http://www.fuorimercato.com/new/
-Coordinamento Biodiversità FVG: https://biodiversitafvg.wordpress.com/
- Mondeggi/Fattoria senza padroni: https://tbcfirenzemondeggi.noblogs.org/
-Genuino Clandestino - TS: http://genuinoclandestino.it/
- Rimaflow - MI : http://www.rimaflow.it/
-Mutuo Soccorso Cordenons: https://mutuosoccorso.wordpress.com/
20.30 CENA SOCIALE “casereccia”menù veg su prenotazione, Menù fisso a 10 euro
Il menù Standard:
Primo: Pasta all' amatriciana
Secondo: Tortino del casaro e salame con l'aceto
Contorni: Fagioli con cipolla e carote gratinate
Acqua, vino compresi
Il menù vegano:
Primo: Cous cous di verdure
Secondo: Spezzatino di soia
Contorni: Fagioli con cipolla e carote gratinate
Acqua, vino compresi
Per la cena sociale bisogna prenotarsi entro e non oltre il 31/05/2016 spedendo una mail a info@gap-pordenone.it , specificando se si vuole il menù standard o quello vegano.
21.30 concerto con:
-st. john upon the firedhouse {blues da casarsa}
https://www.youtube.com/watch?v=JwG9V6ByiNQ
-Rusty rockerz {reggae da portogruaro}
https://www.youtube.com/watch?v=pMrVknrnPbY
Seguirà dj set
Vi aspettiamo numerosiPrimo: Pasta all' amatriciana
Secondo: Tortino del casaro e salame con l'aceto
Contorni: Fagioli con cipolla e carote gratinate
Acqua, vino compresi
Il menù vegano:
Primo: Cous cous di verdure
Secondo: Spezzatino di soia
Contorni: Fagioli con cipolla e carote gratinate
Acqua, vino compresi
Per la cena sociale bisogna prenotarsi entro e non oltre il 31/05/2016 spedendo una mail a info@gap-pordenone.it , specificando se si vuole il menù standard o quello vegano.
21.30 concerto con:
-st. john upon the firedhouse {blues da casarsa}
https://www.youtube.com/watch?v=JwG9V6ByiNQ
-Rusty rockerz {reggae da portogruaro}
https://www.youtube.com/watch?v=pMrVknrnPbY
Seguirà dj set
-- Gruppo di Lavoro GAP
martedì 1 marzo 2016
1 marzo 2016: giornata transnazionale contro i confini e la precarizzazione in Europa
Perché una giornata transnazionale contro i confini e la precarizzazione in Europa?
Perché le politiche nazionali sul lavoro e il welfare sono inserite in una cornice europea, la precarietà è organizzata lungo catene transnazionali di produzione e sfruttamento e il lavoro migrante e la mobilità dei migranti stanno sfidando l’ordine europeo e il regime dell’austerity come mai prima d’ora. Mentre l’UE e i suoi Stati membri combattono per controllare e governare la mobilità in vista del profitto, noi dobbiamo sperimentare nuove forme di organizzazione e iniziativa transnazionale. Non vogliamo salvare quest’Europa, ma rifiutiamo l’idea che la sovranità nazionale sia la soluzione per conquistare la libertà contro lo sfruttamento. Non vogliamo salvare Schengen assicurando i confini esterni, vogliamo libertà di movimento per tutti. Per queste ragioni stiamo dalla parte dei migranti e rivendichiamo un permesso di soggiorno europeo senza condizioni.
Perché il primo marzo?
Perché il primo marzo 2010, dopo un appello partito dalla Francia per organizzare una giornata dei migranti con lo slogan «24 ore senza di noi», in Italia è stato organizzato da un’ampia coalizione di forze uno sciopero politico nazionale contro la legge sull’immigrazione. Da quel giorno, abbiamo assunto la forza del lavoro migrante e la sua capacità di essere il punto di connessione tra diversi luoghi e condizioni. Il primo marzo vogliamo riprendere l’idea di uno sciopero del lavoro migrante ed estenderlo a tutte le figure che oggi stanno subendo il regime dei confini e le misure di austerity, perché solo creando un vasto fronte sociale possiamo avere la forza di lottare per i nostri diritti.
Perché adesso?
Il ricatto contro la Grecia e la cosiddetta «crisi dei rifugiati» hanno scosso l’Europa: è questo il tempo di portare la voce dei migranti e il rifiuto di ogni tentativo di organizzare l’Europa attraverso un più rigido governo della mobilità, il regime dell’austerity e la precarizzazione di tutto il lavoro. Per farlo, è il momento di prendere posizione e superare i confini imposti dalle tradizionali forme di conflitto sul lavoro e di iniziativa politica, tra movimenti sociali e sindacati.
È solo un’altra giornata Europea di lotta come ne abbiamo viste in passato?
Non sarà una giornata di lotta come altre: sarà il primo esperimento di un più lungo processo verso uno sciopero sociale transnazionale in Europa unito da rivendicazioni comuni. Queste rivendicazioni riguardano un salario minimo europeo, un reddito di base e un sistema di welfare europei basati sulla residenza, un permesso di soggiorno europeo senza condizioni, indipendente dal contratto di lavoro e dai livelli di reddito.
Dove è organizzato il primo marzo?
Oggi più di 20 città in nove diversi paesi (Austria, Francia, Germania, Italia, Svezia, Inghilterra, Polonia, Scozia, Slovenia), hanno annunciato azioni e manifestazioni. La lista completa è riportata nel nostro sito. Useremo gli hashtag #1M e #TSS per connettere le diverse iniziative.
Che cos’è uno sciopero sociale transnazionale?
Lo sciopero è transnazionale e sociale quando è capace di attraversare i confini esistenti tra attivismo e sindacalismo, paesi e categorie, muovendosi tra la società e i posti di lavoro al di fuori delle forme tradizionali di organizzazione e aggredendo le condizioni politiche dello sfruttamento e le questioni sociali. Ciò che vogliamo è riprenderci lo sciopero come strumento di insubordinazione.
Che cos’è la Transnational Social Strike Platform?
La Transnational Social Strike Platform non è un collettivo né un coordinamento tra diversi gruppi, ma una piattaforma politica con lo scopo di coinvolgere sempre più organizzazioni e persone in Europa e non solo, verso l’obiettivo di uno sciopero sociale transnazionale. Non abbiamo né un’identità né un passato da difendere, ma solo un processo aperto per travolgere il presente.
Come si possono avere più informazioni o unirsi al processo?
Per info riffraff@autistici.org
Etichette:
migranti,
pordenone,
primo marzo,
riff raff Pordenone,
strike meeting
mercoledì 27 gennaio 2016
Battere l’Isis, fermare Erdogan, sostenere la Rojava
Presidio informativo e di denuncia sulla situazione in Kurdistan e Turchia
Sabato 30 gennaio ore 17, Pordenone, Piazzetta Cavour
Sabato 30 gennaio ore 17, Pordenone, Piazzetta Cavour
giovedì 5 novembre 2015
iniziativa percapire e costruire accoglienza: lunedì 9 nov. a Pordenone - Vieni e diffondondi !
Invito
A Pordenone, come in tutta la nostra regione, sono aumentati da circa un anno gli arrivi di persone che fuggono da guerre, persecuzioni, discriminazioni, situazioni di grave pericolo.
I progetti attivati, come prescrive la legge seguendo direttive europee, dallo Stato/Prefettura dovrebbero assicurare accoglienza al momento della presentazione della domanda di asilo ma questo avviene oggi con parecchio ritardo: Diversi Comuni specie quelli dell'Ambito sociale pordenonese non attivano iniziative proprie o la costituzione di coordinamenti con associazioni e singoli per una ospitalità diffusa.
- Noi crediamo che ACCOGLIERE questi richiedenti asilo (così come dare risposte concrete a chiunque si trovino in condizione di grave difficoltà) significhi gettare le basi di una nuova e vera cittadinanza.
- COSTRUIRE non muri di divisione ma una grande RETE di SOLIDARIETA' che contrasti indifferenza, pregiudizi e sordità di amministratori e forze politiche.
- Un INVITO a PARTECIPARELUNEDI' 9/11 ore 20,30Casa . Popolo di Torre-Pordenone (v. Carnaro 10)ad un incontro pubblico per valutare la situazione e confrontarci su propostecon Gianfranco SCHIAVONEpresidente ICS, associazione di accoglienza a Trieste, esperto nazionale ASGIpromuoveRete Solidale Pordenone
Iscriviti a:
Post (Atom)














