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venerdì 10 novembre 2017

BOZZA DI DICHIARAZIONE DELL’ESERCITO INSORTO RIVOLUZIONARIO (MAKHNOVISTA) DELL’UCRAINA

adottato il 20 ottobre 1919 durante una seduta del Soviet rivoluzionario militare
Le classi lavoratrici dell’Ucraina oggi si trovano di fronte ad eventi di enorme importanza e di grandi conseguenze storiche. Senza dubbio, il significato di tali eventi va al di là dei limiti dell’attività dell’esercito insorto rivoluzionario. Ma, a nostro giudizio in quanto avanguardia della lotta in corso, riteniamo nostro dovere spiegare ai lavoratori dell’Ucraina, della Russia e di tutto il mondo, i fini per cui noi combattiamo, nonché la nostra analisi sugli eventi recenti e sulla situazione attuale.
Nel febbraio e nel marzo del 1917, la Russia e l’Ucraina hanno vissuto la Prima Rivoluzione che ha portato alla caduta dell’autocrazia zarista ed ha introdotto un potere politico statale composto inizialmente da personaggi della borghesia della grande industria e successivamente da rappresentanti della media e piccola borghesia. Nessuno di questi due governi ha goduto di una qualche stabilità. Sono bastati otto mesi perché le masse rivoluzionarie rovesciassero queste autorità che non avevano niente in comune con gli interessi e le aspirazioni dei lavoratori.
Già nel luglio del 1917, era evidente la necessità di una Seconda Rivoluzione. Ciò difatti è avvenuto alla fine di ottobre, aprendo la strada alla presa del potere statale da parte del partito Socialdemocratico Bolscevico, che si considerava il rappresentante del proletariato rivoluzionario e dei contadini poveri rivoluzionari o, in altre parole, della rivoluzione sociale. Ben presto, tale partito si è impegnato in una lunga campagna contro tutti i partiti concorrenti al fine di accaparrarsi tutto il potere. Poiché le sue parole d’ordine coincidevano con le aspirazioni delle masse, queste ultime lo hanno sostenuto nel momento cruciale. E così il periodo di otto mesi di governo della coalizione borghese e di rivalità tra i vari partiti politici si è conclusi con la presa del potere da parte del Partito Bolscevico.
Tuttavia, ben presto si è potuto capire che questo partito e questo potere statale – come qualsiasi partito e ogni potere statale – funzionavano solamente per se stessi rivelandosi totalmente impotenti nel raggiungere i grandi obiettivi della rivoluzione sociale: proprio grazie a questo fatto rappresentano oggi un ostacolo alla libera attività creativa delle masse lavoratrici, le uniche capaci di affrontare il compito. È evidente che, controllando l’intera vita economica e sociale, qualunque potere statale inevitabilmente crea nuovi privilegi politici ed economici e mina le fondamenta stesse della rivoluzione sociale.
L’incapacità del Partito Comunista-Bolscevico nell’offrire una via autentica di lotta per il socialismo ha portato naturalmente allo scontento, alla delusione e all’amarezza tra le masse lavoratrici. La disorganizzazione della vita economica, le conseguenze di una cattiva politica agraria, hanno portato a gravi disordini nelle campagne. Le autorità bolsceviche sono riuscite, tuttavia, ad organizzare in Russia un’imponente macchina statale ed un esercito accondiscendente, il quale viene impiegato proprio come ai tempi dello zarismo, ossia per eliminare ogni manifestazione di scontento e resistenza popolare.
Nell’Ucraina la situazione è diversa…..

martedì 7 novembre 2017

L’altra rivoluzione d’ottobre 2 – Tutto il potere ai Soviet!

Nonostante l’influenza dei dirigenti bolscevichi nei Soviet più importanti, la rivoluzione d’ottobre aveva scatenato in tutto il paese la lotta di classe del proletariato e questa si sviluppava unitariamente ed autonomamente nelle forme dell’organizzazione di base della democrazia diretta.
I Soviet restarono comunque i punti centrali dell’auto-organizzazione proletaria e servirono alla classe operaia per esercitare direttamente il proprio potere e la pratica della decisionalità assembleare, nei Consigli creò un vero e proprio fronte proletario che risultava il principale nemico per i piani del partito bolscevico.
Nella pratica, nella vita quotidiana, in fabbrica, nei villaggi, nei quartieri e nei campi i proletari opponevano tendenzialmente una decentrata, federata e pianificata struttura di potere di base economico-politico ai programmi dei bolscevichi miranti a un centralizzato potere politico economico e militare nelle mani esclusive di una minoranza (il partito) che tendeva soltanto ad eliminare ogni istanza unitaria, auto-organizzatrice, autogestionale ed autonoma di una classe che falsamente diceva di rappresentare.
(da Tutto il potere ai soviet! Russia 1917- 1921. Per una critica comunista libertaria al leninismo e allo spontaneismo)

Testi e documenti sulla rivoluzione russa documenti prodotti da diverse organizzazioni comuniste-anarchiche a partire dagli anni 70

L’opuscolo contiene: 
Critica dei comunisti anarchici al socialismo reale, Federazione dei Comunisti Anarchici, Lucca, 1990
Tutto il potere ai soviet! Russia 1917- 1921. Per una critica comunista libertaria al leninismo e allo spontaneismo,Organizzazione Anarchica Marchigiana, Ancona, 1975
La Macnovicina, un esempio di opposizione alla rivoluzione bolscevica, Gruppo Comunista Anarchico di Firenze,1979
Rapporti sociali in URSS, Federazione dei Comunisti Anarchici, 1985
L’opposizione operaia in Russia 1919-1922, Gruppo Libertario del Politecnico di Milano, 1971

mercoledì 1 novembre 2017

L’altra rivoluzione d’ottobre – Atamansha, la vita di Marusya Nikiforova

La storia dimenticata della comandante ucraina, militante comunista anarchica, processata dai bolscevichi e fucilata dai Bianchi in Crimea nel 1919.

L’attivista anarchica ucraina Maria Nikiforova (1887–1919) è stata  a volte paragonata a Giovanna D’Arco. (…..) Ma non c’è nessun culto di Maria Nikiforova. Non ci sono scaffali di libri, in nessuna lingua, dedicati alla sua vita. Sebbene lei abbia avuto un ruolo molto importante nella Rivoluzione Russa del 1917 e nella seguente Guerra Civile, è stata virtualmente espunta dalla storiografia sovietica sul periodo. Un dizionario di biografie della Rivoluzione Russa pubblicato nell’Unione Sovietica, con centinaia di nomi, non ne fa alcuna menzione, nemmeno tra le sole due dozzine di donne inserite. Compaiono eroine bolsceviche come Alexandra Kollontai, Larissa Reissner ed Inessa Armand ma nessuna di queste donne ha mai avuto un comando militare indipendente come fu per la Nikiforova.
Non c’è nessuna ricerca biografica universitaria su Maria Nikiforova, nessuna storiografia della sua vita che possa essere aggiornata e magari reinterpretata (….. )
Persino autori vicini all’anarchismo non ne fanno menzione.
Sebbene lei fosse molto vicina al famoso contadino anarchico Nestor Makhno, è raro trovarla menzionata nei libri sulla figura di Makhno. Eppure nel 1918 la Nikiforova era già famosa come una atamansha (comandante militare) anarchica in tutta l’Ucraina, quando Makhno era ancora un personaggio poco noto, attivo solo nelle retrovie della provincia. La Nikiforova non compare in alcuna opera di Peter Arshinov, di Volin e di Paul Avrich. Alexandre Skirda le dedica solo un capitolo nel suo libro di 400 pagine su Makhno.
Fanno eccezione lo stesso Makhno ed il suo ex-assistente Victor Belash. Nelle sue memorie (che coprono 22 mesi di rivoluzione e guerra civile) Makhno riporta testimonianze di diversi scontri drammatici in cui la Nikiforova ebbe un ruolo dirigente. Anche in Belash, la cui opera è stata salvata dagli archivi della polizia segreta sovietica, compaiono fonti primarie su di lei.
(…..)
Le opinioni politiche di Marusya sono ben note grazie ai suoi numerosi comizi. Il carcere, i lavori forzati e le sue peregrinazioni in vari paesi avevano rafforzato le convinzioni politiche della sua gioventù. Era solita dire: “Gli anarchici non fanno promesse. Gli anarchici vogliono solo che il popolo prenda coscienza della sua situazione e conquisti la libertà con le sue mani.” Il suo credo, espresso più volte, era questo: “Gli operai ed i contadini devono, il più rapidamente possibile, prendersi tutto ciò che essi hanno costruito nel corso dei secoli ed usarlo per i loro propri interessi.”
Nel dicembre 1918, Marusya partecipò al primo Congresso di tutti i comunisti anarchici russi a Mosca. Quello che segue è il suo breve
intervento che è stato riportato nel verbale:
Guardando al modo in cui gli anarchici vivono la loro vita, mi sento depressa per quante carenze vedo nel loro lavoro. Qual è la causa
di tutto questo? Una mancanza di talento? Ma che non può essere perché non si può dire che non ci sia talento tra gli anarchici. Ma perché poi le organizzazioni anarchiche sono al collasso? Perché, quando gli anarchici hanno seguito la loro coscienza, non hanno ottenuto i risultati che speravamo? Tutto questo non può continuare, gli anarchici devono capire dove sbagliano.
Nell’approcciarsi al loro lavoro, gli anarchici non devono limitarsi alle imprese grandiose. Qualsiasi tipo di lavoro è utile. Sacrificare se stessi è più facile che lavorare costantemente, fermamente, per il raggiungimento degli obiettivi definiti. Tale lavoro richiede una grande capacità di resistenza e un sacco di energia. Gli anarchici non hanno abbastanza capacità di resistenza e di energia e inoltre, devono essere pronti a sottoporsi – da compagni – alla disciplina e all’ordine.
Gli anarchici devono:
1. essere modelli di comportamento (gli anarchici attualmente non sono uniti);
2. distribuire ampiamente la loro stampa;
3. organizzarsi e stare in contatto l’uno con l’altro. Per far questo è necessario avere un registro di tutti gli anarchici, ma abbiamo bisogno di essere selettivi e favorire non tanto quelli che sanno di teoria quanto quelli che possono metterla in pratica.
Il processo della rivoluzione sociale è in corso e gli anarchici devono essere pronti per quel momento in cui dovranno usare tutte le loro forze e ciascuno portare avanti il suo proprio compito, senza sperare di ricevere qualcosa in cambio. Ma il nostro lavoro si deve basare sulla esemplarità, per esempio nella stessa Mosca dovremmo creare una intera rete di orti su basi comuniste. Questo sarebbe il miglior mezzo di agitazione tra la
gente, tra persone che, in sostanza, sono anarchici naturali.”

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)