„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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giovedì 12 febbraio 2015
Non farsi intimidire, non smobilitare! Tutta la nostra solidarietà al compagno Vicente!
Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.
Ed è a loro che va ed andrà la nostra solidarietà insieme ad ogni lavoratore con cui alziamo i nostri pugni. Non ci faremo intimidire ed in ogni manifestazione, in ogni presidio, in ogni sciopero ed in ogni occupazione staremo spalla a spalla con tutti coloro che lottano!
[Português] [Français]
Non farsi intimidire, non smobilitare! Tutta la nostra solidarietà al compagno Vicente!
Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.
E' a loro che va ed andrà la nostra solidarietà insieme ad ogni lavoratore con cui alziamo i nostri pugni. Non ci faremo intimidire ed in ogni manifestazione, in ogni presidio, in ogni sciopero ed in ogni occupazione staremo spalla a spalla con tutti coloro che lottano!
In gennaio, alla vigilia della ripresa delle lotte contro l'aumento delle tariffe nei trasporti e per la difesa del mantenimento dei trasporti pubblici al 100% a Porto Alegre, abbiamo saputo della condanna comminata al compagno Vicente, militante della FAG (Federaçao Anarquista Gaùcha) nonchè attivista del Blocco di Lotta per i Trasporti Pubblici a Porto Alegre. Vicente è stato condannato ad un anno e mezzo di carcere per danni alla proprietà pubblica e per crimini ambientali. "Crimini" che egli avrebbe commesso nell'aprile 2013 nel corso di una manifestazione davanti al Municipio di Porto Alegre. Questa è la prima condanna al carcere a Porto Alegre e per noi si tratta di un evidente tentativo di intimidire ed impaurire il gruppo di attivisti e di realtà che stanno ridando forza alle lotte in questo inizio del 2015. Un espediente politico storicamente usato dai settori dominanti della nostra città come in tutto il mondo: sbattere in galera chi si ribella. Non smobiliteremo e lo dimostreremo con la nostra solidarietà militante nelle strade!
E la criminalizzazione continua…
Il fatto che la condanna sia stata emessa giusto una settimana prima della ripresa nel 2015 delle proteste del Blocco di Lotta per i Trasporti Pubblici non è altro che una scelta discrezionale del potere giudiziario. Un segno da dare all'apertura dell'anno e che allo stesso tempo interferisce nei casi che sono stati giudicati fin dal 2013: aggiungendo nuovi nomi e attribuendo nuovi crimini ai nomi. La condanna in questo contesto punta ad avere lo stesso effetto di un proiettile di gomma o di una granata assordante: un tentativo di intimidire e di spezzare quelle lotte che nelle strade osano mettere in discussione i profitti dei capitalisti e le evidenti connivenze tra imprese e pubbliche autorità.
Non siamo di fronte a casi isolati: la criminalizzazione non si è affatto allentata con il declino delle proteste di strada contro la Coppa del Mondo del 2014, anzi le recenti mosse dei governi e degli apparati repressivi indicano il contrario. Anzi, a Sao Paulo, a Rio de Janeiro ed in molte altre città del paese in cui sono ricominciate le manifestazioni contro gli aumenti dei biglietti degli autobus, la repressione sta usando gli stessi espedienti contro i manifestanti: gas lacrimogeni, proiettili di gomma ed arresti arbitrari. Rafael Braga Vieira, di Rio de Janeiro, che fino ad ora era stato l'unica persona ad essere condannato per le proteste del 2013, è sempre in carcere, mentre a Porto Alegre vengono riaperti dei casi ed aggiunti nuovi nomi, ed ecco che arriva la prima condanna comminata senza alcuna prova. E' il vecchio sistema giudiziario borghese che si sta schierando nella lotta tra oppressori ed oppressi che è ben lungi dall'essere finita.
Tuttavia, la lotta e l'organizzazione di coloro che sono alla base della società non è certo iniziata oggi e continuerà. Occorre mobilitare i giovani, i lavoratori, i senzacasa e le comunità (marginalizzate) delle periferie. Le manifestazioni di strada del 2013 avevano aperto nuove possibilità nella gestazione di esperienze di organizzazione e di lotta di cui l'insieme della sinistra conflittuale ed anticapitalista aveva bisogno per poter avanzare, mettendo da parte il vecchio avanguardismo, le pratiche settarie ed autoritarie che sfortunatamente ancora permeano i discorsi e le pratiche di molte organizzazioni. Noi crediamo che solo così potremo costruire quella forza sociale che, dal basso, metterà in moto l'auto-organizzazione e radicherà il suo orizzonte nel bisogno di una trasformazione sociale di tutta la società. Un vero fronte degli oppressi e dei diseredati in solidarietà con tutti i compagni incarcerati, torturati, assassinati e scomparsi.
2015: avanzare nell'organizzazione, circondare di ancora più solidarietà coloro che lottano!
I criteri di selettività del sistema penale sono emersi con tutta la loro evidenza in questo caso. In tutto questo processo che era iniziato con una dozzina di persone accusate di danneggiamenti commessi nel corso di una manifestazione di più di 1000 persone, abbiamo visto archiviare tutti i casi dei sospettati uno per uno, per dare la colpa invece solo ad un ragazzo nero di ideologia anarchica che era tra gli aaccusati ed a cui ora si aggiunge un altro ragazzo nero del PSTU (Partito Socialista Operaio Unificato). Sappiamo come la ragione fondamentale di questa condanna sia di natura politico-ideologica ma noi non possiamo omettere il fatto che la pelle nera dell'accusato sia un fattore importante.
Gli ultimi casi hanno gettato luce sulla criminalizzazione in atto contro i collettivi ed i movimenti anarchici. Nel 2013, la nostra sede è stata perquisita ed i nostri libri confiscati, subendo pesanti provvedimenti investigativi in cui ciò che veniva giudicato erano le nostre posizioni rispetto all'autorità, al governo, alle forze di polizia e ad altri temi importanti per l'ideologia anarchica. Opuscoli, manifesti e libri sono stati portati come prove, come se si trattasse di prove circostanziali a conforto di un qualche ruolo attribuibile alla nostra ideologia quale mentore intellettuale degli atti di vandalismo e di saccheggi che hanno avuto luogo nel corso delle manifestazioni del 2013, a cui avevano partecipato più di 50.000 persone a Porto Alegre.
Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.
Solidarietà con tutti i compagni perseguitati per le loro lotte!
Basta con la polizia militare!
L'ideologia anarchica non si presta alle caricature!
Federação Anarquista Gaúcha – FAG – Gaúcha Anarchist Federation
Traduzione: Alternativa Libertaria/Fdca - Ufficio Relazioni Internazionali
Link esterno: http://www.federacaoanarquistagaucha.org
giovedì 26 giugno 2014
Contro la Coppa e contro la repressione: seminare lotta e organizzazione!
L'insieme di lotte e conflitti sindacali e sociali in corso nel paese prima e durante la Copa do Mundo, tiene sotto pressione il governo federale, alcuni governi statali, municipi e padroni, generando una guerra dei nervi nei principali centri urbani del paese.
Se l'anno scorso i protagonisti delle grandi manifestazioni furono i settori precarizzati dei giovani e non i movimenti popolari organizzati, nelle manifestazioni del 2014 si sono aggiunti i lavoratori di diverse categorie insieme a settori vicini ed espressione delle classi oppresse. Ne è un esempio la lotta dei lavoratori della metropolitana di São Paulo – i quali nei giorni scorsi hanno dovuto fare i conti con l'intransigenza di una delle più forti espressioni della destra brasiliana [cioè l'organizzazione di estrema destra cattolica Opus Dei Geraldo Alckmin/PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira, ndt)]- vittime di una pesante repressione, delle strumentalizzazioni dei grandi mezzi di comunicazione e del licenziamento di più di 40 lavoratori. I sindacati della metropolitana proseguono nella campagna per il reintegro dei 42 licenziati. La partita più dura si sta giocando sulla pelle di questi valorosi compagni e di altre categorie attualmente in sciopero ed è per questo che ci teniamo a precisare di stare molto attenti a tutti i tentativi di criminalizzazione delle lotte.
Stato di emergenza? No, Stato di lotta e di solidarietaà pemanente!
A fronte della Legge Generale sulla Coppa e della Portaria de Garantia della Legge e dell'Ordine che configurano un vero e proprio stato d'emergenza in tutto il paese, si rende estremamente necessaria una solidarietà incondizionata all'interno della sinistra e dei movimenti sociali in tutte le lotte in corso e, soprattutto, per i lavoratori della metropolitana di São Paulo.
Da mesi si assiste ad un aumento della presenza militare e di polizia nei centri urbani, così come nelle periferie e nelle favelas.
Dopo le giornate del giugno 2013, abbiamo visto una crescente preoccupazione da parte dello Stato nel garantire la “tranquillità” durante lo svolgimento della Coppa, che in pratica si è tradotta in provvedimenti giuridici limitativi dei diritti civili e delle libertà democratiche, nell'intensificazione della repressione e della criminalizzazione della protesta e della povertà, nell'aumento della presenza militare e di polizia nei centri urbani, così come nelle periferie e nelle favelas, insieme ai costi delle tecnologie della repressione. La continuità delle lotte sindacali e popolari in questo periodo ci indica che non saranno evitati gli sforzi nella direzione di contenere, spaventare ed impedire che i lavoratori facciano uso degli strumenti legittimi e storici per difendere i propri diritti e le proprie conquiste, come il diritto di scioperare, di fare picchetti, occupazioni e manifestazioni.
A Rio de Janeiro, São Paulo e Ceará, per esempio, sono stati emessi mandati di cattura e di arresto alla vigilia della COPA, con la detenzione di alcuni compagni al fine di diffondere la paura tra gli attivisti sociali. Nel Distrito Federal, i militanti del Comitato Popolare della Coppa hanno ricevuto intimidazioni da presunti rappresentanti della Justiça Eleitoral non-identificatisi, un giorno prima della protesta contro i costi della coppa. A Porto Alegre, diversi attivisti sociali del Bloco de Lutas sono stati denunciati ed intimiditi. Proprio i lavoratori della metropolitana in sciopero hanno subito forti repressioni da parte della Truppe antisommossa della Polizia Militare, che hanno usato lacrimogeni, bombe assordanti e pallottole di gomma. A Goiânia, studenti del Frente de Luta per il Trasporto Pubblico sono stati arbitrariamente arrestati e si vanno ad aggiungere agli innumerevoli fermati ed arrestati nelle lotte per i trasporti in tutto il paese. La lista è lunghissima e potremmo stilare più di una pagina con i casi di intimidazione e di repressione da nord a sud di tutto il Brasile.
Il problema della carenza degli alloggi che qui è gravissimo, porta al moltiplicarsi del numero delle occupazioni urbane nelle grandi città. La risposta dello Stato è stata quella di difendere gli speculatori immobiliari, procedendo a sgomberi forzati. Tranne quando i movimenti per la casa sono scesi in strada denunciando ed esigendo soluzioni come recentemente successo a São Paulo.
Nella nostra analisi siamo consapevoli che stiamo vivendo un momento emblematico nel nostro paese, con l'aumento della repressione politica nei confronti degli attivisti sociali e delle organizzazioni politiche, denunciate con accuse assurde e pesanti che possono preseguire ben oltre la fine della Coppa del Mondo. Tutto questo si interseca con una costante guerra psicologica contro le lotte sociali portata avanti dai grandi mezzi di comunicazione, che distillano odio di classe e menzogne nell'intenzione di costruire un consenso conservatore che rafforzi l'idea che la questione sociale è una questione di ordine pubblico e di polizia. Il periodo di svolgimento della Coppa conferma questo scenario. Con il messaggio al paese del 10 giugno, la presidente Dilma Rousseff ha detto che questa sarà una “coppa di tolleranza, di diversità, di dialogo e di comprensione”. Una chiara riaffermazione dell'attuale patto sociale stipulato dall'attuale governo con la borghesia e con la sua base sociale, sia in termini di partiti che di movimenti sociali che essa controlla, come nel caso della centrale sindacale CUT (Central Única dos Trabalhadores, ndt) per esempio.
Affrontare la repressione: organizzandosi e lottando!
Il periodo che stiamo attraversando sta mostrando il vero volto del sistema di dominazione capitalistico, che non verrà trasformato con un cambio del governo di turno. Quando noi ci muoviamo dal basso, ecco che dall'alto si mettono in atto misure coercitive, repressive e di intimidazione per frenare le lotte. La repressione è sempre stata e sempre sarà l'asso nella manica delle classi dominanti e dello Stato, una carta che distrugge tutto ed impone la “pace sociale”. La violenza che viene dall'alto è costitutiva delle strutture di dominio del capitalismo e, pertanto, non ci sarà mai un'eccezione nel sistema attuale. Questa è la regola che contribuisce a mantenere in funzione le relazioni di potere e di dominazione funzionali ai privilegi delle classe dominanti.
É certo che il carattere delle mobilitazioni, in molte delle quali pesano le direzioni sindacali e le strutture ufficiali del sindacalismo "tradizionale", ci chiede di fare dei passi avanti per costituire forme di organizzazione dal basso che facciano dell'esperienza di lotta di migliaia di lavoratori, degli inquilini delle periferie urbale, dei poveri della campagna e degli studenti un criterio per imparare ciò che serve e ciò che non serve al protagonismo ed all'azione diretta di chi lotta. Questo implica raffrozare e costruire movimenti popolari ed organismi sindacali di base conflittuali ed indipendenti per dare forza sociali agli oppressi, una linea politica che la CAB si è modestamente dedicata a costruire in diversi settori di lotta. Le esperienze di lotta del 2013 e le lotte recenti hanno prodotto un'ideologia conflittuale, di lotta e di scontro. Non è ora di arretrare, è ora di qualità organizzativa!
Ancora una volta è ora di solidarietà permanente, perchè la lotta si è fatta permanente e dove c'è dominazione c'è resistenza! Dove c'è resistenza, lotta ed organizazione di base, si piantano i semi per costruire il Poder Popular.
E' il momento di affrontare la repressione lottando perchè questo nuovo periodo di lotte contro le forze di stato approfondisca i livelli di organizzazione e di coscienza dal basso per superare la paura che la classe dominante ed il suo governo di turno cercano di imporci.
Piena Solidarietà allo sciopero dei lavoratori della metropolitana di São Paulo! Per il diritto di sciopero!
Per il reintegro dei 42 lavoratori della metropolitana in sciopero e licenziati!
Per la fine delle detenzioni e delle intimidazioni verso chi lotta!
Contro la repressione che viene dall'alto, lotta, sciopero ed organizzazione dal basso!
Rafforzare il movimento sindacale e popolare con la democrazia diretta, con l'indipendenza di classe dai governi!
Protestare non è un crimine!
Coordenação Anarquista Brasileira (CAB)
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)
Link esterno: http://anarquismo.noblogs.org/?p=82
martedì 2 luglio 2013
Breve analisi sugli ultimi eventi e sulle mobilitazioni sociali in Brasile e proposte socialiste libertarie per la lotta
Una rapida contestualizzazione
Le manifestazioni contro gli aumenti nei trasporti hanno scosso il paese ed hanno riportato nuovamente l'azione diretta nelle strade come paradigma di lotta. Hanno anche messo allo scoperto i limiti del governo e del neo-sviluppismo nel saper andare incontro alle aspirazioni dei giovani, dei settori precarizzati della classe lavoratrice e di altri gruppi sociali sfruttati. Le proteste generalizzate hanno ridato vita ad organismi, organizzazioni politiche, movimenti sociali e di lavoratori che hanno conseguito una vittoria significativa con la riduzione del costo dei biglietti in varie città. Anche se la vittoria è parziale ed i suoi frutti vengono manipolati dalle amministrazioni locali (nella maggioranza delle città, i Comuni sovvenzionano le imprese dei trasporti), le proteste in strada, le occupazioni dei viali e la paralisi delle città sono tornati ad essere strumenti di lotta di massa.
Aumentano le infiltrazioni da destra
Anche se le manifestazioni si esprimono in formule storiche delle lotte combattive della classe lavoratrice, la destra ha iniziato ad infiltrarsi nel movimento. I primi sono stati i media borghesi sollevando rivendicazioni generiche e temi cari ai settori conservatori (contro la corruzione, ecc.) per appropriarsi del movimento. Poi c'è stato il tentativo di buttarla in “caricatura” ( i “vandali”, i “facinorosi”) per creare capri espiatori all'interno delle proteste al fine di dividere la sinistra, già frammentata di suo. La destra rappresenta e sintetizza gli interessi di una classe sociale dominante (la borghesia industriale, l'agroalimentare, ecc.) ed un movimento di massa, qualunque esso sia, è destinato a subire le interferenreze politiche di questi settori nella misura in cui va a confliggere con gli interessi della borghesia. Ribadiamo che la crescita della presenza dei temi conservatori all'interno delle manifestazioni va spiegata, principalmente, con la attuale struttura di classe della società brasiliana e con i rapporti di forza presenti nel paese.
La destra e l'antipartitismo
Nel corso delle mobilitazioni, settori della destra ed anche dell'ultra-destra, per quanto minoritari, hanno iniziato ad infiltrarsi nelle manifestazioni ed a cavalcare l'onda patriottica difesa dai media monopolisti (Rede Globo, ecc.) aggredendo i compagni e causando confusione tra le nostre fila. Si tratta di settori reazionari composti dai partiti istituzionali legali (PSDB, DEM, PP), da raggruppamenti nazionalisti autoritari (Frente Integralista Brasileira, Pátria Minha, MV-BRASIL) e da bande (skinheads nazionalisti, teste rapate del Brasile). Il violento attacco fascista ai movimenti sociali, ai partiti politici ed ai sindacati tende a ridurre la forza della sinistra di classe nelle mobilitazioni, per canalizzare il malcontento popolare verso posizioni reazionarie. E' il caso di sottolinealre che non tolleriamo assolutamente qualsiasi atteggiamento fascistoide all'interno delle manifestazioni! Rigettiamo il fascismo degli ultras e non tolleriamo le aggressioni ai militanti di sinistra, dei partiti politici e dei movimenti popolari! Diamo la nostra solidarietà a tutt* i/le compagn* aggredit*!
Se non tutti i manifestanti che portano la bandiera del Brasile nelle manifestazioni sono di destra o nazionalisti, va da sè che la reazione sta cercando di far presa sulle proteste popolari e sui settori giovanili che partecipano alle manifestazioni. É una lotta ideologica. Non possiamo, comunque, sovrastimare la presenza della destra, la cui forza e consistenza si vedranno nelle prossime manifestazioni. Ci porterebbe a distoglierci dal punto cruciale del momento, quello di avere una linea politica chiara di cui siano protagonisti i movimenti sociali e le realtà di classe, con rivendicazioni effettivamente di classe per “cambiare le sorti in gioco”.
Le mancate responsabiltà della sinistra
L'autocritica può essere uno strumento di diagnosi accurato per un movimento come questo, con i suoi punti deboli ed i punti di forza, evidenziati dai limiti di alcune pratiche storiche della sinistra che meritano di essere riconsiderate. Limiti come quello della priorità della sinistra istituzionale nel disputarsi gli apparati sindacali e studenteschi a detrimento del rafforzamento della base. Limiti nella pratica cooptatrice e strumentale verso i movimenti sociali (che servono nella maggioranza dei casi a dare man forte alla voce del partito). Il movimento ha messo in evidenza molto bene la mancaza di inserimento sociale di gran parte della sinistra tra i disoccupati, nelle favelas, tra i giovani poveri e precari (che potrebbero essere fondamentali in un processo di approfondimento delle rivendicazioni popolari). Ha messo in evidenza le politiche equivoche della sinistra centrate sugli sforzi nella conquista dell'apparato statale, nelle elezioni borghesi o nella conquista di seggi "di lotta" in parlamento per alcuni settori, segnati da personalismo o da legalismo borghese nel rito del voto. Ha messo in evidenza i limiti nella difesa della polizia "dei cittadini" (quando la stessa ONU aveva raccomandato al Brasile di sciogliere la Polizia Militare) e di appoggio a certe proposte politiche nel recente passato verso gli scioperi corporativi nella polizia, la quale, al contrario dell'idealismo di queste posizioni, mostrava la sua “coscienza di classe” massacrando i manifestanti nelle strade (ed in modo ancora più violento nelle favelas, con l'uso di proiettili "veri").
Anche se tutto questo non è sufficiente per spiegare l'ascesa della destra che oggi cavalca l'onda delle proteste popolari, queste pratiche egemoniche all'interno della sinistra perpetuate pe decenni (escluso il minoritario settore libertario con la sua difesa dell'autonomia e dell'indipendenza popolare), hanno contribuito in parte alla diffusione di un “apoliticismo” e antipartitismo che oggi sono un reale effetto collaterale di cui beneficia la destra reazionaria.
L'anarchismo conflittuale e la lotta contro gli aumenti: unità contro la destra e potere popolare contro il governo
La soluzione a questa situazione non può essere che l'organizzazione popolare di base e gli organismi di lotta nei quartieri, nelle periferie, nei territori di resistenza e di lotta contadina, negli spazi studenteschi e sindacali, che sappiano dialogare ed incanalare le aspirazioni dei giovani che oggi scendono in strada. E' necessario riscattare la credibilità di un progetto rivoluzionario in questo scenario, e noi anarchici, tra gli altri militanti, abbiamo un compito fondamentale, in quanto ala libertaria del socialismo. In primo luogo, dobbiamo aver chiaro che sconfiggere la destra è un lavoro che si può realizzare solo con un'alleanza di classe. Ma il governo non può usare l'ascesa della destra reazionaria per scaricarsi delle sue responsabilità. Poi denunciare i temi della destra e del capitale che sono contemplati nelle politiche del PT.
Per questo il compito è quello di rafforzare la resistenza popolare. Occorre basarsi su linee-guida concrete che puntino al miglioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. Per costruire il potere popolare a partire dalla base, occorre lottare per questi miglioramenti senza farci sviare da questioni elettorali. Il potere popolare si costruisce sul lungo periodo e non sono le elezioni a scandirne il processo. La cooptazione dei movimenti sociali li rende dipendenti dal governo eletto ed in questa situazione li porta a difendere il “male minore”. Invece di andare su e giù per le strade, vediamo in questo momento storico la possibilità di avanzare, o nel caso, di conquistare autonomia per rafforzare ed ampliare le basi dei movimenti sociali per fare un salto di qualità.
I reazionari devono essere sconfitti ed in questo è fondamentale ora l'unità della sinistra, ma ci devono essere criteri di classe perchè non diventi un alibi. Il movimento si muove verso il conservatorismo quando accoglie tra le sue fila gruppi sociali legati strettamente agli interessi della borghesia, i quali hanno come funzione quella di reprimere il popolo. Allo stesso tempo, l'azione diretta e popolare nelle strade ha bisogno di essere sostenuta da un lavoro di base nei posti di lavoro, di vita e di studio. Un lavoro che dia protagonismo ai movimenti popolari e sappia includere nelle organizzazioni di classe degli sfruttati e degli oppressi anche coloro i quali oggi vanno in strada!
Con queste posizioni, noi della FARJ che ha quasi 10 anni di vita ed in misura maggiore la Coordenação Anarquista Brasileira (composta da 9 organizzazioni di diversi stati del Brasile), umilmente continuiamo a costruire una alternativa di lotta insieme agli altri compagni e compagne, ai movimenti popolari nelle campagne e nelle città. Tra le strade ed organizzando il lavoro di base sempre con la coscienza delle sfide che abbiamo davanti. Lavorare per battere la destra nei quartieri, nei campi, nei sindacati e nelle strade! Imporre al governo le rivendicazioni popolari soffocate dai limiti della democrazia borghese.
•Per la tariffa zero nei trasporti! Trasporto pubblico al 100% senza sovvenzioni alle imprese!
•Contro la rimozione delle occupazioni!
•Per lo scioglimento della polizia militare!
•Per una riforma agraria con controllo della terra da parte di chi la lavora!
Vincere con la forza popolare di classe!
Costruire il potere popolare!
L'anarchismo conflittuale ed il poder popular camminano insieme!
Federação Anarquista do Rio de Janeiro (FARJ)
Link esterno: http://farj.org/
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni INternazionali)
Le manifestazioni contro gli aumenti nei trasporti hanno scosso il paese ed hanno riportato nuovamente l'azione diretta nelle strade come paradigma di lotta. Hanno anche messo allo scoperto i limiti del governo e del neo-sviluppismo nel saper andare incontro alle aspirazioni dei giovani, dei settori precarizzati della classe lavoratrice e di altri gruppi sociali sfruttati. Le proteste generalizzate hanno ridato vita ad organismi, organizzazioni politiche, movimenti sociali e di lavoratori che hanno conseguito una vittoria significativa con la riduzione del costo dei biglietti in varie città. Anche se la vittoria è parziale ed i suoi frutti vengono manipolati dalle amministrazioni locali (nella maggioranza delle città, i Comuni sovvenzionano le imprese dei trasporti), le proteste in strada, le occupazioni dei viali e la paralisi delle città sono tornati ad essere strumenti di lotta di massa.
Aumentano le infiltrazioni da destra
Anche se le manifestazioni si esprimono in formule storiche delle lotte combattive della classe lavoratrice, la destra ha iniziato ad infiltrarsi nel movimento. I primi sono stati i media borghesi sollevando rivendicazioni generiche e temi cari ai settori conservatori (contro la corruzione, ecc.) per appropriarsi del movimento. Poi c'è stato il tentativo di buttarla in “caricatura” ( i “vandali”, i “facinorosi”) per creare capri espiatori all'interno delle proteste al fine di dividere la sinistra, già frammentata di suo. La destra rappresenta e sintetizza gli interessi di una classe sociale dominante (la borghesia industriale, l'agroalimentare, ecc.) ed un movimento di massa, qualunque esso sia, è destinato a subire le interferenreze politiche di questi settori nella misura in cui va a confliggere con gli interessi della borghesia. Ribadiamo che la crescita della presenza dei temi conservatori all'interno delle manifestazioni va spiegata, principalmente, con la attuale struttura di classe della società brasiliana e con i rapporti di forza presenti nel paese.
La destra e l'antipartitismo
Nel corso delle mobilitazioni, settori della destra ed anche dell'ultra-destra, per quanto minoritari, hanno iniziato ad infiltrarsi nelle manifestazioni ed a cavalcare l'onda patriottica difesa dai media monopolisti (Rede Globo, ecc.) aggredendo i compagni e causando confusione tra le nostre fila. Si tratta di settori reazionari composti dai partiti istituzionali legali (PSDB, DEM, PP), da raggruppamenti nazionalisti autoritari (Frente Integralista Brasileira, Pátria Minha, MV-BRASIL) e da bande (skinheads nazionalisti, teste rapate del Brasile). Il violento attacco fascista ai movimenti sociali, ai partiti politici ed ai sindacati tende a ridurre la forza della sinistra di classe nelle mobilitazioni, per canalizzare il malcontento popolare verso posizioni reazionarie. E' il caso di sottolinealre che non tolleriamo assolutamente qualsiasi atteggiamento fascistoide all'interno delle manifestazioni! Rigettiamo il fascismo degli ultras e non tolleriamo le aggressioni ai militanti di sinistra, dei partiti politici e dei movimenti popolari! Diamo la nostra solidarietà a tutt* i/le compagn* aggredit*!
Se non tutti i manifestanti che portano la bandiera del Brasile nelle manifestazioni sono di destra o nazionalisti, va da sè che la reazione sta cercando di far presa sulle proteste popolari e sui settori giovanili che partecipano alle manifestazioni. É una lotta ideologica. Non possiamo, comunque, sovrastimare la presenza della destra, la cui forza e consistenza si vedranno nelle prossime manifestazioni. Ci porterebbe a distoglierci dal punto cruciale del momento, quello di avere una linea politica chiara di cui siano protagonisti i movimenti sociali e le realtà di classe, con rivendicazioni effettivamente di classe per “cambiare le sorti in gioco”.
Le mancate responsabiltà della sinistra
L'autocritica può essere uno strumento di diagnosi accurato per un movimento come questo, con i suoi punti deboli ed i punti di forza, evidenziati dai limiti di alcune pratiche storiche della sinistra che meritano di essere riconsiderate. Limiti come quello della priorità della sinistra istituzionale nel disputarsi gli apparati sindacali e studenteschi a detrimento del rafforzamento della base. Limiti nella pratica cooptatrice e strumentale verso i movimenti sociali (che servono nella maggioranza dei casi a dare man forte alla voce del partito). Il movimento ha messo in evidenza molto bene la mancaza di inserimento sociale di gran parte della sinistra tra i disoccupati, nelle favelas, tra i giovani poveri e precari (che potrebbero essere fondamentali in un processo di approfondimento delle rivendicazioni popolari). Ha messo in evidenza le politiche equivoche della sinistra centrate sugli sforzi nella conquista dell'apparato statale, nelle elezioni borghesi o nella conquista di seggi "di lotta" in parlamento per alcuni settori, segnati da personalismo o da legalismo borghese nel rito del voto. Ha messo in evidenza i limiti nella difesa della polizia "dei cittadini" (quando la stessa ONU aveva raccomandato al Brasile di sciogliere la Polizia Militare) e di appoggio a certe proposte politiche nel recente passato verso gli scioperi corporativi nella polizia, la quale, al contrario dell'idealismo di queste posizioni, mostrava la sua “coscienza di classe” massacrando i manifestanti nelle strade (ed in modo ancora più violento nelle favelas, con l'uso di proiettili "veri").
Anche se tutto questo non è sufficiente per spiegare l'ascesa della destra che oggi cavalca l'onda delle proteste popolari, queste pratiche egemoniche all'interno della sinistra perpetuate pe decenni (escluso il minoritario settore libertario con la sua difesa dell'autonomia e dell'indipendenza popolare), hanno contribuito in parte alla diffusione di un “apoliticismo” e antipartitismo che oggi sono un reale effetto collaterale di cui beneficia la destra reazionaria.
L'anarchismo conflittuale e la lotta contro gli aumenti: unità contro la destra e potere popolare contro il governo
La soluzione a questa situazione non può essere che l'organizzazione popolare di base e gli organismi di lotta nei quartieri, nelle periferie, nei territori di resistenza e di lotta contadina, negli spazi studenteschi e sindacali, che sappiano dialogare ed incanalare le aspirazioni dei giovani che oggi scendono in strada. E' necessario riscattare la credibilità di un progetto rivoluzionario in questo scenario, e noi anarchici, tra gli altri militanti, abbiamo un compito fondamentale, in quanto ala libertaria del socialismo. In primo luogo, dobbiamo aver chiaro che sconfiggere la destra è un lavoro che si può realizzare solo con un'alleanza di classe. Ma il governo non può usare l'ascesa della destra reazionaria per scaricarsi delle sue responsabilità. Poi denunciare i temi della destra e del capitale che sono contemplati nelle politiche del PT.
Per questo il compito è quello di rafforzare la resistenza popolare. Occorre basarsi su linee-guida concrete che puntino al miglioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. Per costruire il potere popolare a partire dalla base, occorre lottare per questi miglioramenti senza farci sviare da questioni elettorali. Il potere popolare si costruisce sul lungo periodo e non sono le elezioni a scandirne il processo. La cooptazione dei movimenti sociali li rende dipendenti dal governo eletto ed in questa situazione li porta a difendere il “male minore”. Invece di andare su e giù per le strade, vediamo in questo momento storico la possibilità di avanzare, o nel caso, di conquistare autonomia per rafforzare ed ampliare le basi dei movimenti sociali per fare un salto di qualità.
I reazionari devono essere sconfitti ed in questo è fondamentale ora l'unità della sinistra, ma ci devono essere criteri di classe perchè non diventi un alibi. Il movimento si muove verso il conservatorismo quando accoglie tra le sue fila gruppi sociali legati strettamente agli interessi della borghesia, i quali hanno come funzione quella di reprimere il popolo. Allo stesso tempo, l'azione diretta e popolare nelle strade ha bisogno di essere sostenuta da un lavoro di base nei posti di lavoro, di vita e di studio. Un lavoro che dia protagonismo ai movimenti popolari e sappia includere nelle organizzazioni di classe degli sfruttati e degli oppressi anche coloro i quali oggi vanno in strada!
Con queste posizioni, noi della FARJ che ha quasi 10 anni di vita ed in misura maggiore la Coordenação Anarquista Brasileira (composta da 9 organizzazioni di diversi stati del Brasile), umilmente continuiamo a costruire una alternativa di lotta insieme agli altri compagni e compagne, ai movimenti popolari nelle campagne e nelle città. Tra le strade ed organizzando il lavoro di base sempre con la coscienza delle sfide che abbiamo davanti. Lavorare per battere la destra nei quartieri, nei campi, nei sindacati e nelle strade! Imporre al governo le rivendicazioni popolari soffocate dai limiti della democrazia borghese.
•Per la tariffa zero nei trasporti! Trasporto pubblico al 100% senza sovvenzioni alle imprese!
•Contro la rimozione delle occupazioni!
•Per lo scioglimento della polizia militare!
•Per una riforma agraria con controllo della terra da parte di chi la lavora!
Vincere con la forza popolare di classe!
Costruire il potere popolare!
L'anarchismo conflittuale ed il poder popular camminano insieme!
Federação Anarquista do Rio de Janeiro (FARJ)
Link esterno: http://farj.org/
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni INternazionali)
giovedì 27 giugno 2013
BRASILE : Solidarietà con la Federación Anarquista Gaùcha vittima delle persecuzioni
Petizione di solidarietà ed adesioni contro la persecuzione in atto in Brasile contro gli anarchici brasiliani e contro la Federación Anarquista Gaúcha di Porto Alegre (RS)
Solidarietà con la Federación Anarquista Gaùcha vittima delle persecuzioni
A Porto
Alegre, lo scorso 20 giugno, circa 15 agenti della Polizia Civile senza
nessun mandato di perquisizione hanno fatto irruzione nell'Ateneo
Batalha da Varzea, luogo
sociale e politico in cui ha sede la Federación Anarquista Gaúcha.
In
questa città sono in corso da un anno mobilitazioni di massa
caratterizzate da rivendicazioni popolari per il trasporto pubblico,
per la sanità, per l'istruzione, contro la corruzione, che esprimono
una
grande spinta per il cambiamento sociale in tutto il paese.
Un
paese in cui migliaia di persone scendono in strada per denunciare che
è tutto marcio e che è necessario un cambiamento. Denunciano lo sfarzo
di
opulenza dei potenti, gli stadi costruiti per la coppa delle
confederazioni e per il Mondiale della FIFA. Denunciano la enorme
repressione in corso, gli sgomberi e la militarizzazione dei
quartieri popolari, lo stato d'abbandono quasi totale della sanità
pubblica, dell'istruzione, l'usura e le ruberie di cui sono un
corollario gli aumenti nei trasporti e la loro pessima qualità.
E si
pretende di criminalizzare la FAG, di accusarla di essere responsabile
della rabbia e della furia che esprime tutta la popolazione del paese?
Si pretende di accusare la FAG di avere nella sua sede stampa
anarchica? E cosa ci si aspetta di trovare in una sede anarchica?. Si
accusa la FAG di fare accordi con la destra estrema, quando invece la
FAG agisce in situazioni che la destra combatte, come i Comitati di
Resistenza Popolare, il movimento dei
Catadores nelle discariche, il Sindacalismo, il movimento contadino, la
lotta
studentesca, le attività per coinvolgere quante più persone in pratiche
culturalmente liberatorie.
E ci tante
altre cose che separano la FAG da quello che è il suo nemico storico,
come la perquisizione della sede che subì nel 2009 per ordine della
governatrice Yeda Crusius, quando la FAG la accusò di essere la
responsabile della morte di Elthon Brum, militante del MST
misteriosamente assassinato.
Dunque la
FAG è sempre stata contro i potenti, contro quelli che stanno in alto
ed i loro alleati del momento. Questa perquisizione ha una natura del
tutto ideologica,
perchè dimostra come al primo posto ci sia una persecuzione nei
confronti delle nostre idee. E' questo che si vuole debellare: tutti i
significati di rivolta e di liberazione che possano assumere le nostre
lotte, l'indipendenza della classe, la democrazia diretta, la
costruzione del potere popolare.
Esprimiamo
dunque la nostra più grande preoccupazione e vigilanza su quello che è
successo, pronti a reagire lì dove sta la storia delle nostre lotte!!.
Basta con
la repressione del
movimento popolare brasiliano!!
Basta col criminalizzare la FAG!!
Arriba los que luchan!!!
Adesioni:
Columna
Libertaria Joaquín Penina (Rosario, Argentina)
Columna Libertaria Errico Malatesta (CABA, Argentina)
Federación Anarquista Uruguaya (Uruguay)
Zabalaza Anarchist Communist Front (Sudáfrica)
Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia)
Federación Comunista Libertaria (Chile)
Unión Socialista Libertaria (Perú)
Coordination des Groupes Anarchistes (Francia)
Organización Anarquista Socialismo Libertario (San Pablo - Brasil)
Libertäre Aktion Winterthur (Suiza)
Miami Autonomy & Solidarity (EEUU)
Federación Anarco Comunista (Argentina)
Autogestión Oscar Barrios (Buenos Aires - Argentina)
Convergencia Libertaria (Valparaíso - Chile)
Gisela Gaeta - actriz - (Buenos Aires - Argentina)
Red Libertaria Estudiantil (Valparaíso - Chile)
Dr Alejandro Horowicz, titular de "Los cambios en el sistema
políticomundial", Sociologia, Universidad de Buenos Aires (Argentina)
Osvaldo Bayer (Buenos Aires - Argentina)
Sala Alberdi (Buenos Aires - Argentina)
Pueblos, Barrios y Colonias en Defensa de Atzcapotzalco (Mejico)
Luciano Andrés Valencia, Escritor e historiador (Rio Negro - Patogonia
Argentina)
Mb12 de Agosto (Claypole - Glew - Argentina)
Salvemos al Iberá (Corrientes - Argentina)
Martín Jaime (Argentina)
Analia Casafu, Ruben Saboulard, Angela Morin, Comision de Coordinacion
de las
ASAMBLEAS DEL PUEBLO (Argentina)
Sociedad de Resistencia Oficios Varios San Martín adherida a la FORA -
AIT
(Argentina)
FOB - Federación de Organizaciones de Base, Córdoba, Rosario , Buenos
Aires ,
José C. Paz, Berazategui, Almirante Brown, Florencio Varela, Valentin
Alsina,
Lanus, Lugano, La Matanza, Lomas de Zamora (Argentina)
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni
Internazionali)
martedì 25 giugno 2013
Una lettura socialista libertaria delle lotte che si schiudono in Brasile
“Noi portiano nei nostri cuoriAnche Belo Horizonte è tra le città protagoniste delle manifestazioni che si susseguono in Brasile in seguito alla decisione abusiva di aumentare le tariffe del trasporto pubblico, ed in solidarietà con la lotta che ha avuto inizio a San Paolo contro i mega-eventi della FIFA (Coppa delle Confederazioni e Coppa del Mondo). Tra il 13 e 17 giugno, vi si è svolto il convegno del COPAC (Comitato Popolare delle persone colpite dalla Coppa) e più di 60mila persone sono scese in strada nelle 2 grandi manifestazioni di sabato e lunedì, in una mobilitazione che non si vedeva da più di 20 anni. Le azioni sono durate più di 6 ore, occupando le corsie delle grandi arterie della città, occupando le strade in modo fermo, affrontando la violenta repressione da parte della polizia, formando giganteschi spazi occupati per folle di persone che non discutevano di altro se non della attuale situazione nello Stato e nel paese. Nel bel mezzo della grande rivolta popolare che attraversa il paese, dovremmo tutti noi discutere in modo approfondito alcuni punti che sono a diretto contatto con le mobilitazioni in corso. Crediamo che se non ci sarà un grande sforzo da parte dei movimenti popolari, delle organizzazioni politiche della sinistra e delle forze in seno al popolo, le nostre mobilitazioni corrano il rischio di smarrirsi, di essere frenate e cooptate da elementi esterni alla lotta popolare che vi si stanno infiltrando.
un mondo nuovo, che cresce in ogni momento.
E sta crescendo in questo istante [...].”
Buenaventura Durruti
VIOLENZA: STATO + FIFA per IL POPOLO
É importante misurare e soppesare i mezzi fisici, ideologici ed economici a disposizione delle due parti in campo: lo Stato ha l'esercito; ha la sua polizia, una investigativa ed una militare; ha i militari con decine di battaglioni (da blitz, da azioni tattiche/speciali, la cavalleria, i cani, etc.); con le auto, gli elicotteri, i blindati; ha le bombe (dissuasive, lacrimogeni, spray al peperoncino) e le munizioni (letali, di gomma, d'effetto, etc.). Questa struttura dello Stato è gestita dalle grandi elites brasiliane per finanziare le campagne dei politici, e gli orientamenti di tali grandi elite sono veicolati in tutto il complesso ben strutturato del potere dei media. La Fifa, un'impresa privata nord-americana, per tenere le mani nel potere politico ed economico internazionale che ruota intorno al calcio, sottomette qualsiasi Stato alle sue direttive tramite la realizzazione di mega-eventi, riducendo in polvere le storiche conquiste popolari, legittimando massacri e perseguitando i poveri. Il popolo, da parte sue, non ha che la sua coscienza, la sua solidarietà, i suoi sogni ed al massimo qualche pietra e qualche molotov. É drammatica e surreale la discrepanza di questo confronto. Un popolo sottomesso dalla barbarie dello Stato a causa di profitti esorbitanti e di politiche antipopolari, quando si ribella, mette in atto una naturale condizione di autodifesa. Le vetrine delle banche - sanguisughe della ricchezza nazionale -, le auto distrutte, i graffiti di protesta, alcune pietre lanciate e le stesse barriere di fuoco per le strade non hanno confronto con la violenza economica, politica e fisica che il popolo deve subire quotidianamente - e oggi ancor più a causa della Coppa.Si percepisce chiaramente tra la maggioranza dei manifestanti una riproduzione del discorso che predica "anti-violenza" e "manifestazione pacifica". Quando qualche compagno osa attaccare i simboli della Fifa o delle grandi imprese che finanziano la Coppa, parecchi manifestanti non approvano e reprimono. A nostro avviso si tratta di atteggiamenti che si prestano ad equivoci e che sono apprezzati dai nostri nemici.
LA PREOCCUPAZIONE DEI MEDIA: AMICHEVOLI CON I PACIFICI, DIFFAMATORI VERSO I "VIOLENTI"
É la paura che ha spinto i grandi media a trovare un accordo di manipolazione dell'informazione che dà una connotazione positiva alle "manifestazioni pacifiche" mentre si continua con la linea tradizionale di diffamare i cosiddetti "violenti". Nessuno di aspettava che le manifestazioni assumessero queste dimensioni ed ora mettono seriamente in allarme i nostri nemici. Le oltre 500mila persone che sono scese in strada in tutto il paese, e ben 100mila a San Paolo (la città più esposta a livello internazionale, per essere il centro economico del Brasile) sono una realtà che spaventa le elites. Ma tutta questa mobilitazione che si agita pacificamente - criminalizzando quelli che sono etichettati come violenti – con persone che urlano "abbasso la corruzione", "il gigante si è svegliato", "fuori Renan" e "fuori Dilma", mentre si sventolano le bandiere del Brasile, di fatto non causa poi tanto timore. La grande paura dei nostri nemici sta nella situazione di conflittualità che è iniziata a San Paolo ed è nata in altre città. La questione della riduzione delle tariffe, il rifiuto verso la Fifa per la catastrofe sociale ed economica che ha portato e il rifiuto della violenza della polizia, insieme a manifestazioni combattive e con carattere di scontro, sono molto più pericolose degli slogan contro la corruzione, contro Dilma e contro Renan, dei cortei patriottici e pacifici. Sono più pericolose, in primo luogo, perchè attaccano direttamente una delle radici dei problemi sociali - che sta nelle scelte operate dai ricchi -, e, in secondo luogo, perchè osano smantellare la disciplina ed il controllo sui ribelli imposti dallo Stato e dai nostri nemici, fattori fondamentali per il mantenimento del capitale, dello sfruttamento e dell'oppressione.LA PREOCCUPAZIONE DELLA POLIZIA: L'AMICA CHE TI DA' UNO SCHIOCCO
In questo senso abbiamo visto la Polizia Militare di Minas Gerais (PMMG) muoversi strategicamente per conquistarsi i manifestanti: con un colonnello che emette comunicati gentili, che si mostra affidabile e cordiale con i ribelli, al comando di una truppa che attraversa il centro della manifestazione facendo foto con i manifestanti e sventolando le bandiere del Brasile. É una dichiarata strategia di pacificazione d'immagine (ma già bruciata) da parte della Polizia Militare, che, in pratica, con 50mila persone in marcia verso la miniera, mostra poi il suo vero volto vomitando piombo sulla popolazione, senza preoccuparsi di colpire donne, anziani e bambini. Inoltre, emerge uno schema articolato tra la PMMG ed i media, quando vediamo gruppi isolati che attaccano la prefettura o saccheggiano i negozi senza nessuna rappresaglia da parte della polizia che assiste da lontano, mentre le telecamere dei media riprendono tutto col chiaro intento di criminalizzare il movimento.INFILTRAZIONI DI DISCORSI E PRATICHE DI DESTRA
É anche molto evidente una infiltrazione strategica della destra organizzata all'interno delle mobilitazioni. Ne è prova il discorso accalorato ed a senso unico che si sente e che attacca il PT e la corruzione (che già si fondono): ma la ragione è quella di screditare il governo federale in vista delle prossime elezioni, o addirittura di possibile rivolte contro il "PT", che alla fine dei conti diventano rivolte contro la "sinistra" in generale, per far cambiare idea alla popolazione sullo spettro della destra. Quei militanti non caratterizzati dei partiti storicamente di destra (PSDB, DEM etc) o quelle stesse persone deliberatamente di destra ma che non sono iscritte a nessun partito, lanciano slogan ed incentivano pratiche che dovrebbero essere respinte dai ribelli in generale (come fare foto per la polizia, linciare manifestanti radicali, etc.). Daltra parte deve essere ripudiato l'uso e riproduzione dei simboli nazionali. Un inno ed una bandiera nazionale sono simboli che rappresentano più di 500 anni di tragedie e di sfruttamento del popolo, perpetrati da parte delle elites. Il motto che sta sulla bandiera nazionale, "Ordine e Progresso", é molto chiaro quando si pensa alla necessità delle elites di mantere l' "Ordine" sulle persone affinchè vi sia il vostro "Progesso". É questo stesso sentimento nazionalista e patriottico che è stato utlizzato per ingannare il nostro popolo durante gli innumerevoli contesti di conflitto sociale, dalla dittatura di Vargas e dei militari fino ai giorni nostri. Il nostro popolo ha diverse parole d'ordine, bandiere e simboli di resistenza e di lotta che sono molto più compatibili con il momento rispetto a simboli che rappresentano una storia di manipolazione e di sfruttamento. Detestano le nostre bandiere che hanno un contenuto "socialista", "comunista", “anarchico” o "rivoluzionário", ma intanto, cantano la bandiera di "Ordine e Progresso". In questo modo, silenziosa e pericolosa, la destra tenta di avanzare con la diffusione dei suoi temi e con la deposizione delle nostre bandiere di lotta.Ci sono altre questioni che vengono discusse e presentate all'interno delle manifestazioni, ma sono meno complicate e non hanno l'urgenza di essere appofondite come quelle suddette. E' chiaro che ad ogni nuova giornata di mobilitazione, nella attuale situazione, alcuni scenari mutano, risolvendosi taluni problemi politici e presentandosene altri. É in questo senso che i militanti del COMPA cercano di agire nel movimento a Belo Horizonte, sia nelle riunioni, sia nelle assemblee, nelle manifestazioni, nei movimenti sociali o in qualunque spazio dove esistono o stanno per emergere connessioni per le mobilitazioni della rivolta.
Creare un popolo forte per costruire il Poder Popular!
Da sinistra e dal basso, Avanti nella lotta!
Coletivo Mineiro Popular Anarquista
Belo Horizonte, 20 giugno 2013 Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni INternazionali
Link esterno: http://www.socialismolibertario.com.br
BRASILE : Scendere in piazza contro la destra ed il governo. Per un programma di proposte popolari!
La lunga notte di scontri del 17 giugno ha cambiato la situazione in
Brasile ed ha ridimensionato le proteste sociali. Una simile massiccia
mobilitazione di circa 1 milione di manifestanti in decine di grandi e
più piccole città del paese non si verificava nella storia politica del
Brasile dai tempi del "Fuori Collor" del 1992. C'è un prima e c'è un
dopo quando compare sulla scena nazionale un nuovo soggetto storico
collettivo che diventa nelle strade catalizzatore di una imponente forza
sociale.
Nella gestazione di questi nuovi rapporti di forza, la lotta contro
l'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici si è manifestata come la
più articolata espressione di una valanga di sentimenti e di
rivendicazioni represse che vanno ben oltre la capacità di controllo e
di comando sulla società brasiliana. Siamo di fronte ad una saturazione
del modello capitalista che si è ulteriormente approfondita negli ultimi
10 anni di governi del PT votati ad un modello di neo-sviluppo. Questo
modello prometteva un Brasile grande e moderno anche a scapito di un
brutale deterioramento dell'ambiente, degli spazi pubblici e delle
condizioni di vita del popolo lavoratore e dei giovani.
Il modello dominante chiedeva un patto sociale tra le classi che aumentasse il potere del grande capitale sulle città, sui beni comuni e sulle frontiere agricole. L'intero terrirorio è stato ridisegnato in base alle rappresentazioni dell'ideale produttivista emergente all'interno del sistema mondiale del potere e della ricchezza. Mega-eventi, opere pubbliche ed infrastrutture private, aziende agroalimentari stanno scrivendo l'ideologia della crescita in Brasile. Il neo-sviluppismo è dovuto ad un mutamento del ruolo dello Stato come fattore di crescita del grande capitale, di integrazione conseguente dei settori popolari e di normalizzazione sociale. Questa struttura di dominio del potere sembra non temere le crepe prodotte dallo sfruttamento e delle disuguaglianze sociali, anzi al contrario, riformula ed olia i suoi meccanismi attraverso una ideologia fatta di desideri individuali di consumo e di prosperità.
La presunta inclusione sociale tramite l'accesso a determinati beni porta ad associare la felicità al consumo, ma non è in grado di soddisfare le richieste collettive che plasmano la qualità della vita nelle città. La percezione di giorni migliori per il popolo si dissolve di fronte all'insopportabilità di una struttura oppressiva della vita sociale di tutti i giorni. Lo sviluppo urbano accelera l'espropriazione dei settori popolari al diritto alla città, restringe gli spazi pubblici e la mobilità, deteriora la sanità e l'istruzione, diffonde il lavoro precario e flessibile, la negligenza e la distruzione della gioventù marginalizzata nelle periferie. Per coloro che non si integrano nelle norme di condotta, che non si rassegnano ad un mondo di miseria e che sono refrattari alle tecniche del potere, si erge un Stato penale fatto di carceri piene di poveri e di neri. Per gli emarginati è pronto un programma conservatore che prevede l'abbassamento dell'età di carcerazione e l'internamento obbligatorio per i tossicodipendenti.
Nell'interno del paese questo modello viene applicato con forza bruta sui diritti degli indigeni e degli afro-brasiliani e con una riforma agraria ed urbana che rivalorizza i latifondi verso il settore agroalimentare e la speculazione immobliare. Una nuova tappa della guerra di sterminio degli indigeni sopprime i confini delle terre e criminalizza la resistenza, con morti e distruzione di culture.
Se la destra più conservatrice nel paese cerca di cavalcare l'onda, che non solo non ha creato, ma fa di tutto per reprimerla, portando a casa già alcuni risultati seminando una certa confusione tra il popolo e tra la sinistra, noi non possiamo giungere a precipitose conclusioni se non quella che questa destra "ha ribaltato le carte". I giochi restano aperti e spetta alla sinistra di classe di questo paese raddoppiare gli sforzi per capitalizzare al massimo i sentimenti di indignazione che oggi attraversano il paese. Senza settarismi e senza dispute meschine che portano alla calunnia come mezzo di autocostruzione, occorre che la sinistra si assuma la sua responsabilità di stringere i pugni e far fronte al nemico.
Se ci precipitiamo ad affermare che la destra “ha rovesciato il tavolo” e/o allo stesso tempo non siamo capaci di superare i vizi del settarismo e, nell'unità di lotta, non sapremo incidere con una agenda classista in questo scenario, finiremo disgraziatamente per consegnare il controllo delle strade alla destra più reazionaria del paese, che cerca di metter su il “carnevale della reazione”, agitando la sua agenda generica ed opportunista che parla di “lotta contro la corruzione” (come se loro non facessero parte della corruzione strutturale che esiste in questo paese), di abbassamento dell'eta di carcerazione, della lotta contro “le borse della miseria” insieme ad altre rivendicazioni proprie della loro lotta ideologica e dei grandi oligopoli dei media.
Per noi anarchici della FAG, se la forza delle strade e dell'azione diretta é decisiva nell'esprimere il potere degli oppressi, al tempo stesso non è sufficiente se gli stessi oppressi non posseggono strumenti di lotta e di organizzazione in cui le cose chieste nelle strade possano essere discusse, elaborate e coordinate in altri spazi di organizzazione. I sindacati, le entità studentesche e le associazioni di Moradores ne sono un esempio, ma occorrono collettivi di lavoro locale, comitati di discussione su temi che ci riguardano come i trasporti, la salute e l'istruzione nei quartieri, le scuole, ecc, i quali sono altri esempi di organizzazione che dovrebbero essere realizzati affinchè le cose che rivendichiamo quotidianamente possano essere discusse, concordate e lanciate con forza nelle strade con le nostre mobilitazioni.
Senza questi spazi di base, finiamo con il seguire l'andamento delle cose, di quei gruppi organizzati che hanno interessi ben definiti e che in ogni momento cercano di condizionare le mobilitazioni, mentre noi non costruiremo un progetto autonomo, in quanto oppressi capaci di far fronte alle classi dominanti ed ai loro strumenti con cui oggi tentano di cooptare quelle mobilitazioni che con molta forza, organizzazione e dedizione continuiamo ad alimentare.
Aprire la scatola nera dei padroni del trasporto pubblico! Per un modello pubblico al 100%!
Democratizzazione dei media!
Contro le spese per i Mondiali di calcio. In difesa della sanità e dell'istruzione pubblica e formazione pubblica di qualità. La protesta con è un crimine!
Contro il massacro dei giovani poveri ed i giovani neri nelle periferie!
Il modello dominante chiedeva un patto sociale tra le classi che aumentasse il potere del grande capitale sulle città, sui beni comuni e sulle frontiere agricole. L'intero terrirorio è stato ridisegnato in base alle rappresentazioni dell'ideale produttivista emergente all'interno del sistema mondiale del potere e della ricchezza. Mega-eventi, opere pubbliche ed infrastrutture private, aziende agroalimentari stanno scrivendo l'ideologia della crescita in Brasile. Il neo-sviluppismo è dovuto ad un mutamento del ruolo dello Stato come fattore di crescita del grande capitale, di integrazione conseguente dei settori popolari e di normalizzazione sociale. Questa struttura di dominio del potere sembra non temere le crepe prodotte dallo sfruttamento e delle disuguaglianze sociali, anzi al contrario, riformula ed olia i suoi meccanismi attraverso una ideologia fatta di desideri individuali di consumo e di prosperità.
La presunta inclusione sociale tramite l'accesso a determinati beni porta ad associare la felicità al consumo, ma non è in grado di soddisfare le richieste collettive che plasmano la qualità della vita nelle città. La percezione di giorni migliori per il popolo si dissolve di fronte all'insopportabilità di una struttura oppressiva della vita sociale di tutti i giorni. Lo sviluppo urbano accelera l'espropriazione dei settori popolari al diritto alla città, restringe gli spazi pubblici e la mobilità, deteriora la sanità e l'istruzione, diffonde il lavoro precario e flessibile, la negligenza e la distruzione della gioventù marginalizzata nelle periferie. Per coloro che non si integrano nelle norme di condotta, che non si rassegnano ad un mondo di miseria e che sono refrattari alle tecniche del potere, si erge un Stato penale fatto di carceri piene di poveri e di neri. Per gli emarginati è pronto un programma conservatore che prevede l'abbassamento dell'età di carcerazione e l'internamento obbligatorio per i tossicodipendenti.
Nell'interno del paese questo modello viene applicato con forza bruta sui diritti degli indigeni e degli afro-brasiliani e con una riforma agraria ed urbana che rivalorizza i latifondi verso il settore agroalimentare e la speculazione immobliare. Una nuova tappa della guerra di sterminio degli indigeni sopprime i confini delle terre e criminalizza la resistenza, con morti e distruzione di culture.
Il carattere nazionale delle lotte
Questa saturazione del modo di vita ha prodotto una conflittualità di strada in tutto il paese, poichè non ha trovato spazi di rappresentanza nelle istituzioni politiche borghesi e nemmeno nella voce dei grandi media. Tuttavia, se in un primo momento le mobilitazioni sollevavano principalmente questioni relative all'aumento delle tariffe nei trasporti, abbiamo visto nelle ultime mobilitazioni aggiungersi bandiere e rivendicazioni di natura interclassista ed in a alcuni casi, come ad esempio a San Paolo, assumere un carattere conservatore, nazionalista e vanaglorioso. In questo frangente di mobilitazioni di massa, i grandi media rinunciano agli iniziali attacchi che criminalizzavano le manifestazioni e cercano di riposizionarsi sostenendo il diritto legittimo a manifestare per poi isolare gli atti di vandalismo fatti da una minoranza. In questo modo, esce di scena il carattere classista e di sinistra delle rivendicazioni per un trasporto pubblico al 100% ed entra in scena un discorso apolitico, molte volte intriso di nazionalismo estramemente vanaglorioso, che nella rete si impone con “tormentoni” del tipo "sono brasiliano, con molto orgoglio, con molto amor!”.Se la destra più conservatrice nel paese cerca di cavalcare l'onda, che non solo non ha creato, ma fa di tutto per reprimerla, portando a casa già alcuni risultati seminando una certa confusione tra il popolo e tra la sinistra, noi non possiamo giungere a precipitose conclusioni se non quella che questa destra "ha ribaltato le carte". I giochi restano aperti e spetta alla sinistra di classe di questo paese raddoppiare gli sforzi per capitalizzare al massimo i sentimenti di indignazione che oggi attraversano il paese. Senza settarismi e senza dispute meschine che portano alla calunnia come mezzo di autocostruzione, occorre che la sinistra si assuma la sua responsabilità di stringere i pugni e far fronte al nemico.
Se ci precipitiamo ad affermare che la destra “ha rovesciato il tavolo” e/o allo stesso tempo non siamo capaci di superare i vizi del settarismo e, nell'unità di lotta, non sapremo incidere con una agenda classista in questo scenario, finiremo disgraziatamente per consegnare il controllo delle strade alla destra più reazionaria del paese, che cerca di metter su il “carnevale della reazione”, agitando la sua agenda generica ed opportunista che parla di “lotta contro la corruzione” (come se loro non facessero parte della corruzione strutturale che esiste in questo paese), di abbassamento dell'eta di carcerazione, della lotta contro “le borse della miseria” insieme ad altre rivendicazioni proprie della loro lotta ideologica e dei grandi oligopoli dei media.
I limiti della strada e la necessità di organizzarzi dal basso
La dimensione assunta dalle proteste, insieme al lavoro svolto dai grandi media e dai settori della destra per far passare le loro parole d'ordine all'interno delle manifestazioni, mostra i limiti di questa forma di lotta quando non c'è un'organizzazione di base che dia sostegno alla lotta nei periodi di riflusso. I settori che stanno partecipando alle proteste fanno parte, in maggioranza, di una generazione di più giovani che non ha gli stessi riferimenti organizzativi e di lotta della generazione di fine anni '80 ed inizio anni '90, che lottò per la fine della dittatura civil-militare e successivamente contro il neoliberismo forgiando strumenti di organizzazione come il PT, la CUT e il MST, fino a riorganizzare la UNE. Si tratta di una generazione che ha nuovi referenti, molto vincolata ai social network della rete che finisce per essere il luogo che macina idee, proposte, critiche e processi. In questo contesto, le mobilitazioni di strada, pur quando molto partecipate, dimostrano limiti che riteniamo necessario superare.Per noi anarchici della FAG, se la forza delle strade e dell'azione diretta é decisiva nell'esprimere il potere degli oppressi, al tempo stesso non è sufficiente se gli stessi oppressi non posseggono strumenti di lotta e di organizzazione in cui le cose chieste nelle strade possano essere discusse, elaborate e coordinate in altri spazi di organizzazione. I sindacati, le entità studentesche e le associazioni di Moradores ne sono un esempio, ma occorrono collettivi di lavoro locale, comitati di discussione su temi che ci riguardano come i trasporti, la salute e l'istruzione nei quartieri, le scuole, ecc, i quali sono altri esempi di organizzazione che dovrebbero essere realizzati affinchè le cose che rivendichiamo quotidianamente possano essere discusse, concordate e lanciate con forza nelle strade con le nostre mobilitazioni.
Senza questi spazi di base, finiamo con il seguire l'andamento delle cose, di quei gruppi organizzati che hanno interessi ben definiti e che in ogni momento cercano di condizionare le mobilitazioni, mentre noi non costruiremo un progetto autonomo, in quanto oppressi capaci di far fronte alle classi dominanti ed ai loro strumenti con cui oggi tentano di cooptare quelle mobilitazioni che con molta forza, organizzazione e dedizione continuiamo ad alimentare.
Democratizzazione dei media!
Contro le spese per i Mondiali di calcio. In difesa della sanità e dell'istruzione pubblica e formazione pubblica di qualità. La protesta con è un crimine!
Contro il massacro dei giovani poveri ed i giovani neri nelle periferie!
Federação Anarquista Gaúcha
Membro della Coordenação Anarquista Brasileira (CAB) Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
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