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martedì 7 novembre 2017

Comunicato congiunto di CNT, CGT e Solidaridad Obrera sulla situazione in Catalogna



Le organizzazioni sottoscritte, in qualità di sindacati a livello nazionale, condividono la stessa preoccupazione per la situazione in Catalogna, per la repressione che lo Stato ha scatenato, per la riduzione dei diritti e delle libertà che questo presuppone e paventa e per l’aumento di un nazionalismo rancido che si ripropone in gran parte dello Stato spagnolo.
Noi difendiamo l’emancipazione di tutti i lavoratori della Catalogna e nel resto del mondo. Forse, in questo contesto, è necessario ricordare che noi non intendiamo il diritto all’autodeterminazione in modo statalista, come proclamano i partiti e le associazioni nazionalisti, bensì come diritto all’autogestione della nostra classe in un determinato territorio. In questo senso, l’autodeterminazione si realizza più attraverso il controllo della produzione e del consumo da parte dei lavoratori e di una democrazia diretta dal basso verso l’alto, organizzata secondo principi federalisti, piuttosto che con l’istituzione di una nuova frontiera o con la creazione di un nuovo Stato.
Come internazionalisti, sappiamo che la solidarietà tra i lavoratori non deve limitarsi ai confini nazionali, per cui ci importa poco dove questi vengono tracciati. Ciò che ci sembra molto preoccupante è la reazione che si sta vivendo in molte parti del resto dello Stato, con l’esaltazione di uno spagnolismo rancido, che ricorda per lo più epoche passate, coccolato da parte dei media e in sintonia con la deriva autoritaria del governo, viatico per l’imprigionamento di persone accusate di aver convocato atti di disobbedienza o per l’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione. Siamo consapevoli che questa epidemia nazionalista pone le basi per ulteriori tagli dei diritti e delle libertà, contro cui dobbiamo agire in modo preventivo. L’asfissiante unità delle cosiddette “forze democratiche” per giustificare la repressione, fa presagire un quadro desolante per tutte le dissidenze future. Sembra che il regime post-franchista che ci governa da 40 anni, serrerà i ranghi per garantire la sua continuità.
Questo regime, che è esistito ed esiste in Catalogna e nel resto della Spagna, ritiene che sia in gioco la sua sopravvivenza. Ampiamente messo in discussione e immerso in una profonda crisi di legittimità, questo regime è allarmato all’accumularsi di fronti aperti. La minaccia per l’integrità territoriale dello Stato si aggiunge agli scandali di corruzione, al discredito della monarchia, alla questione dei salvataggi finanziari e dei tagli che sono stati imposti alla popolazione, al malcontento per la schiavitù nei luoghi di lavoro derivata dalle recenti riforme del lavoro, allungando l’età pensionabile e tagliando gli assegni pensionistici, ecc … Gli appelli continui per difendere la Costituzione devono essere intesi come rintocchi di campane per affrontare questa vera e propria crisi esistenziale in cui versa il regime. Il pericolo è che in questo processo si legittimo e diventino normalità i comportamenti repressivi come quelli recentemente osservati in molte città catalane. O peggio.
Ovviamente non sappiamo in quale senso evolveranno gli eventi. Rimarremo attenti a ciò che succede, pronti a difendere gli interessi dei lavoratori in tutto lo Stato. Ci opporremo con tutte le nostre forze alla repressione e alla legittimazione, già in atto, delle manifestazioni della destra radicale. Naturalmente, non ci metteremo al servizio delle strategie dei partiti politici i cui obiettivi ci sono estranei. Allo stesso tempo, non smetteremo di incoraggiare le mobilitazioni della classe lavoratrice quando è essa stessa a decidere, infine, è il momento di scrollarsi di dosso la dittatura di élite politiche ed economiche che da troppo tempo gestiscono il controllo del territorio per servire esclusivamente i propri interessi. Come sindacati di classe combattivi e libertari saremo nelle strade, nelle mobilitazioni, come abbiamo dimostrato in molte occasioni, contro la repressione, per i diritti e per le libertà, contro i tagli e contro la corruzione.
La crisi catalana può essere il punto di volta di un modello di stato morente. Se questo cambiamento andrà in una certa direzione o in un’altra dipenderà dalla nostra capacità, come classe, di portare il processo in atto nella direzione opposta alla repressione e alla crescita dei nazionalismi. Speriamo che il risultato finale sia più libertà e più diritti e non viceversa. La posta in gioco è alta.
PER I DIRITTI E PER LE LIBERTA’! NO ALLA REPRESSIONE CONTRO LE CLASSI LAVORATRICI!
CGT – Solidaridad Obrera – CNT
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/fdca – Ufficio Relazioni Internzionali)
su Anarkismo.net
Link esterno: http://cnt.es/noticias/comunicado-conjunto-de-cnt-cgt-y…lunya

martedì 1 luglio 2014

Juan Luis Gonzales

Il 17 aprile 2014, all'età di 56 anni per un male fulminante ed incurabile, è venuto a mancare a Madrid il compagno Juan Luis Gonzales, fondatore e primo direttore della rivista Libre Pensamiento della CGT. Juan Luis è stato un militante anarcosindacalista, iscritto al sindacato della CNT-sanità di Malaga fin dal 1977; negli anni '80 visse con intensità il processo evolutivo dalla CNT verso la CGT dopo il Congresso di Unificazione del 1984. Fu suo ad esempio il documento sulla Strategia Sindacale presentato a questo congresso. Poeta, giornalista, scrittore, ricercatore, in questo periodo di profonda attività organizzativa divenne segretario della CGT dell'Andalucia e membro della Segreteria Permanente del Comitato Confederale della CGT ed insieme ad altri compagni e suoi amici come Carlos Pena, si prese l'enorme incarico di fondare quelli che oggi sono gli organi di stampa fondamentali della CGT: il mensile Rojo y Negro e la rivista Libre Pensamiento. (adattamento e traduzione dal necrologio di Jacinto Ceacero apparso sul n°78 di Libre Pensamiento)

giovedì 26 giugno 2014

Anarchismo e lotta all'alcolismo nella Guerra Civile Spagnola (1936-1939)

Anarquismo y lucha antialcohólica en la Guerra Civil Española (1936-1939), scritto dallo storico Mariano Lázaro e dal dottor Manuel Cortés, è il terzo libro che viene pubblicato nella Serie Transhistorias, una collana di storia sociale e politica delle edizioni Piedra Papel Libros. Gli autori hanno curato un'interessante ricerca su un tema che, in genere, è stato poco affrontato dagli studi sull'anarchismo iberico. Nel saggio che viene pubblicato come libro per la prima volta, si parte dalle origini della lotta all'alcolismo portata avanti dal movimento libertario. Una lotta che almeno durante la Guerra Civile, andò in qualche modo radicalizzandosi, a causa soprattutto della necessità di una moralità inattaccabile che doveva servire da punto di forza per conseguire la vittoria militare e per consolidare il processo rivoluzionario che aveva posto la gestione dell'economia nelle mani dei lavoratori e delle lavoratrici. Tuttavia, un aspetto che riteniamo molto interessante che viene affrontato in questo breve lavoro, è quello che rivela la contraddizione ―vissuta con passione sulla stampa libertaria― tra lotta radicale all'alcolismo a cui si faceva riferimento prima e sostegno da parte dei sindacati anarchici ad un buon numero di aziende produttrici di vino e liquori che erano state collettivizzate in precedenza. Sarà proprio questa contraddizione, unitamente ad altri fattori citati nel saggio, la ragione per cui , nella prassi, la politica antialcolismo del movimento libertario non avrà un'ampia accoglienza, rimanendo circoscritta nei circoli dei militanti ideologicamente più intransigenti. Per concludere, ci piace segnalare lo stile, rigoroso eppur divulgativo, con cui è stato scritto il saggio. Un'opera breve che, almeno dal nostro punto di vista, invita i lettori ad interessarsi ad un aspetto del movimento libertario, ormai sempre più invisibile per la predominanza in ambito universitario di storici di scuola liberale o neomarxista. Speriamo che vi piaccia. Link esterno: http://piedrapapellibros.com/2014/02/11/anarquismo-y-lu...lica/ (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

martedì 3 giugno 2014

ISMA e MIGUEL LIBERI !!!!! campagna di sostegno per la liberazione degli arrestati nel corso delle manifestazioni del 22 marzo.

La CGT partecipa alla campagna di sostegno per la liberazione degli arrestati nel corso delle manifestazioni del 22 marzo. Potete inviare la vostra solidarietà a: mail plataformalibertadisma@gmail.com e miguel.libertad.22m@gmail.com facebook Plataforma por la libertad de Isma / Miguel libertad 22m twitter: @Libertad_isma / @TodxsconMiguel Caja resistencia: (banco santander) IBAN: ES93 0049 2680 4522 9417 9928 Merci. Libertà per i detenuti per lottare! Àngel Bosqued Secretaría Relaciones Internacionales - CGT +34 669114920 @CGTrelinternac www.cgt.org.es ----------------------------------------------------------------- ciao, vi stiamo contattando a nome della Plataforma por la libertad de Isma" ed a nome di Todos con Miguel" per dirvi della detenzione a cui sono costretti i nostri compagni Miguel ed Isma dal giorno della manifestazione del 22 marzo, nota come Marches for the Dignity" o 22M" svoltasi in Spagna. Per vostra informazione abbiamo allegato un documento ufficiale scritto in diverse lingue. Vi invitiamo anche ad organizzare nelle vostre città manifestazioni e presidi per il rilascio e l'assoluzione di Miguel ed Isma, nella Giornata Internazionale di Solidarietà prevista per il 5 giugno. Miguel ed Isma hanno bisogno del nostro aiuto e non possiamo lasciarli soli. Per questa ragione il 5 giugno riempiamo le strade di ogni città chiedendo: LIBERTA' ED ASSOLUZIONE PER MIGUEL ED ISMA! Trovate in allegato anche un poster completo di tutti i dati necessari. Fate girare in rete e grazie in anticipo per l'aiuto che potrete dare ----------------------------------------------------- COMUNICATO DELLA PIATTAFORMA PER LA LIBERTA' DI ISMA E MIGUEL Il 22 marzo scorso le diverse anime della Marcia della Dignità sono confluite a Madrid per dare vita ad un'immensa giornata di mobilitazione che ha riempito le vie di Madrid. Poco prima della fine della giornata, un gruppo della UIP (polizia anti-sommossa) ha caricato il grosso dei manifestanti verso le 20 :40 in una Piazza Colombo piena di gente che attendeva la conclusione della manifestazione. Denunciamo questo comportamento come sproporzionato ed aggravato dal fatto che durante questa carica è stato fatto uso di gas lacimogeni e di proiettili di gomma. Di questa condotta riteniamo responsabili diretti la Delegazione del Governo ed i dirigenti della Polizia. E' stato provato che tutti gli arrestati sono stati sottoposti a maltrattamenti. Tra loro, solo Miguel, di 21 anni, è stato messo in detenzione preventiva, malgrado con avesse alcun precedente. Cosa che dovrebbe bastare per evitare una misura così pesante anche in vista di un processo. La balla del « l'allarme sociale » generata ad hoc, alimentata artificialmente, appare essere il solo pretesto che lo tiene in prigione, dato che non vi è nessuna differenza oggettiva tra le imputazioni a suo carico e quelle a carico degli altri manifestanti accusati che compariranno nello stesso processo. Questa situazione si è riprodotta con una seconda ondata di arresti nel quadro dell'operazione Puma-70 in cui più di 10 persone sono state arrestate, ma una sola messa in carcere provvisorio: Isma, di 18 anni, della zona sud di Madrid. Anche lui non ha precedenti e viene tenuto in detenzione preventiva in totale assenza di elementi necessari per giustificare un misura di questo tipo. In primo luogo esigiamo la liberazione di Isma e Miguel, poi l'assoluzione per tutti gli arrestati il 22 marzo. Riteniamo che Isma e Miguel siano stati criminalizzati per contrastare la portata mediatica della Marcia della Dignità. Crediamo che questa situazione sia stata provocata dall'aggressione della polizia; nessun poliziotto è stato incolpato per aver procurato ad un manifestante la perdita di un testicolo e ad un altro la perdita di un occhio a causa dell'uso improprio dei proiettili di gomma. Gli ha fatto gioco la campagna di criminalizzazione che abbiamo dovuto subire, con la creazione di numerose prove false, tra cui l'ormai celebre stampella spada. Noi esigiamo la liberazione di Isma e Miguel et l'assoluzione per tutti gli arrestati nelle mobilitazioni del 22 marzo. Libertà per i detenuti per la lotta! (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

mercoledì 16 ottobre 2013

La CGT celebra il suo XVII congresso confederale a La Coruña

La Confederación General del Trabajo (CGT) celebrerà il suo previsto XVII Congresso nazionale dal 17 al 20 ottobre nell'Auditorium del Rettorato della Università di La Coruña. “Non basta resistere, costruiamo la autogestione” è il motto che la CGT ha scelto per la riunione del suo massimo organo decisionale, a cui si prevede la affluenza di 400 delegati, provenienti da tutto lo Stato spagnolo e da tutte le categorie, in rappresentanza di più di 80.000 iscritti al sindacato. Il Congresso, oltre all'elezione ed alla nomina della nuova segreteria permanente, si occuperà della azione sindacale e sociale della CGT nell'attuale fase di crisi fraudolenta, così come della strategia di lotta. Delle relazioni nazionali ed internazionali. Dell'azione nella formazione, nella cultura e nella comunicazione e degli statuti. La CGT è presente in tutte le Comunità Autonome ed in tutti i settori della produzione industriale e dei servizi. La sua maggiore presenza si registra nei settori del Telemarketing, Marittimi e Portuali, Banca, Informatica, Ferrovie, Comunicazione, Pulizie, Poste, Trasporti. In questi settori la CGT si colloca fra le prime tre forze sindacali. Centro stampa: Juana Vázquez - 610 268 822 UFFICIO STAMPA CONFEDERALE DELLA CGT Link esterno: http://www.cgt.org.es/acuerdos-de-la-cgt/congresos/cgt-...oruna (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

venerdì 17 maggio 2013

Repressione via facebook in spagna !

La mattina del 15 maggio, l'Ateneu llibertarii di Sabadell

(Barcellona) è stato perquisito.

Cinque anarchici sono stati arrestatio in
quello che sembra far parte di un nuovo piano governativo per
reprimere i movimenti libertari in Spagna. Sembra che i cinque siano
stati presi di mira da parte della polizia perché sono stati
considerati responsabili del contenuto di una
pagina Facebook che al governo, ovviamente, non piaceva. Essi saranno
portati in tribunale venerdì (oggi, ndr).

Lo spazio libertario Ateneu Llibertarii è di proprietà del
CNT-AIT, e il sindacato Sabadell ha la sua sede lì. È anche un
luogo di incontro per gli altri anarchici e anche per le assemblee del 15M. Il
raid è stato ordinato dal Tribunale Nazionale ed è stato eseguito senza
mandato. Le cinque persone arrestate erano presumibilmente del
gruppo Bandera Negra, anche se alcuni attivisti del territorio e la
Madrid Gruppo di Bandera Negra dicono che la situazione non è chiara. bandera
Negra non ha potuto confermare questa informazione e la cosiddetta "Bandera
Negra collettiva "può essere un gruppo virtuale su Facebook, non legata alla
Bandera Negra di Madrid. Gli arrestati sono stati accusati di
" apologia di terrorismo".

La polizia sostiene che stavano complottando attività terroristiche. Queste
accuse sono inserite nel contesto di un recente allarme anarchico sui
media, in cui ci sono state segnalazioni di "anarchici pericolosi in visita"
secondo inverosimili teorie del complotto, che i media ovviamente
utilizzano per dare supporto all'operato della polizia.

Oltre a Sabadell, in Catalogna la polizia regionale sta lanciando
raid su richiesta della Audiencia Nacional in altre città
e ci sono voci che un 'azione nazionale contro
anarchici si allargherà a tutta la Spagna.

E 'chiaro che si tratta di nuovi tentativi da parte delle autorità di
criminalizzare i movimenti sociali, specialmente alla luce del malessere sociale
e della corruzione e degli scandali del governo.


Gli anarchici in tutta la Spagna stanno rispondendo alla repressione.

aggiornamenti possono essere trovati qui:

https://www.facebook.com/ateneu.ateneullibertarisabadell

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)