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mercoledì 25 ottobre 2017

Santiago Maldonado Presente!

Comunicato dei compagni argentini della Federazione Anarchica di Rosario sulla conferma della morte del militante anarchico Santiago Maldonado. cfr. http://www.anarkismo.net/article/30603

SANTIAGO MALDONADO PRESENTE!

Negli ultimi giorni abbiamo ricordato i tre anni dal ritrovamento del corpo di Luciano Arruga, i sette anni dall'uccisione di Mariano Ferreira ed il 20 ottobre abbiamo appreso della conferma di ciò che avevamo intuito, e cioè che il corpo ritrovato nel fiume Chubut è quello di  Santiago Maldonado.

Un ragazzo di quartiere sparisce perchè non voleva rubare per la polizia,un altro muore per mano di un gang perchè lottava contro la precarizzazione del lavoro, e un altro è scomparso perchè lottava per l'autonomia del popolo Mapuche. In tutti questi casi ci sono elementi in comune, la repressione di stato colpisce quelli che risultano essere pericolosi perché fanno parte di una gioventù che non si sottomette, non abbassa la testa e non obbedisce al sistema. Contro la repressione nei quartieri, contro il lavoro precario e per l'autodeterminazione dei popoli, per tutte queste rivendicazioni così pressanti continueremo a combattere.

Lo stato ha mostrato il suo volto più terribile e vorace, il meccanismo della scomparsa forzata è una metodologia a cui  le classi dominanti ricorrono, con le loro particolarità, nelle diverse congiunture. E sono evidenti anche le operazioni dei media, determinati nell'inoculare nella società un atteggiamento di smobilitazione cercando di attribuire le responsabilità di ciò che sta succedendo a chi lotta dal basso.
Nonostante ciò, non sono stati in grado di fermare le enormi mobilitazioni popolari di vari settori in tutto questo tempo e temono per la crescita della rabbia e dell'indignazione del nostro popolo che, davanti ad una tale offesa alla sua dignità, scenderà presto nelle strade di tutto il paese.

CHI MUORE LOTTANDO VIVE PER SEMPRE IN OGNI COMPAGNO!
SANTIAGO MALDONADO PRESENTE!

Federaciòn Anarquista de Rosario

(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

giovedì 24 novembre 2016

Palestina-Israele, dopo 13 anni di lotta unitaria (12 a Bil'in), abbiamo conquistato il diritto a tenere manifestazioni non-armate contro il muro della separazione, contro i coloni e contro l'occupazione*

 
Bil'in, Ni'ilin, Qaddum, Shikh Jarrah e Colline Sud di Hebron
All'inizio, erano più di 450 gli Israeliani della sinistra radicale che si unirono alle centinaia di Palestinesi di Bil'in e della regione nella lotta contro il furto delle terre del villaggio per costruirvi sopra l'insediamento coloniale di Modi'in Elit protetto dal muro della separazione. Ci son voluti 7 anni perchè le forze di stato smettessero di impedire agli attivisti israeliani di recarsi a Bil'in ogn venerdì per le manifestazioni unitarie. E ci sono voluti altri 5 anni perchè la smettessero di spararci addosso gas lacrimogeni e proiettili "non-letali". Due abitanti di Bil'in hanno perso la vita, centinaia di Palestinesi e di Israeliani sono rimasti feriti, fermati e persino arrestati (per i Palestinesi fino ad un anno e mezzo di detenzione, per gli Israeliani non più di uno o due giorni). Diverse migliaia di attivisti internazionali hanno partecipato insieme a noi alle manifestazioni e contribuito ad allargare la lotta contro l'occupazione a livello internazionale. Proseguono i maltrattamenti notturni contro gli attivisti del villaggio, ma la lotta non si fermerà.













 
 
*Ilan Shalif

http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/



Anarchici Contro Il Muro

http://www.awalls.org



Blog di Ahdut (Unità - organizzazione comunista anarchica israeliana): http://unityispa.wordpress.com/



(traduzione a cura di ALternativa Libertaria/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

mercoledì 9 novembre 2016

Altro che Hilary o Donald ... Sioux Standing Rock !

Sono ormai mesi che il progetto di costruzione di un oleodotto nel nord degli Stati Uniti è stato approvato, con una spesa di 3,7 miliardi di dollari quest'opera andrà ad aiutare l'industria nazionale del petrolio permettendo una produzione di 470 mila barili di grezzo al giorno. Un opera, quindi, che permeterrebe un potente boom per l'economia del paese, diminuendone la necessità delle importazioni petrolifere.

Ma l'oleodotto deve passare per il territorio della riserva sioux (uno dei popoli indigeni) di Standing Rock, il che implica nella distuzione di luoghi di culto e siti di di sepoltura durante i lavori, oltre che la possibilità di contaminazione delle acque del fiume Missouri nel caso di una falla nelle tubature, il che meterebbe a rischio la vita nell'intera regione del Dakota.

Molte proteste si stanno susseguendo in torno ai cantieri dell'oleodotto, ed è sorto un accampamento a difesa del territorio da parte dei sioux e altri solidali. Sono piu di 141 le persone arrestate, in un escalation di violenza che vede un impegno sempre piu militarizzato da parte dello Stato, malgrado i tentativi del movimento di impedire i lavori non solo con le proteste ma anche con ricorsi giudiziari

Tante anche le proteste di solidarietà in diverse parti degli USA, che vedono coinvolti diversi popoli indigeni uniti assieme con altre persone solidali ala causa.

Nella dinamica del conflitto che segue da piu di 500 anni nelle Americhe tra il capitale finaziario e la resistenza dei popoli che oggi chiamiamo originari, è importante impegnare la nostra solidarietà con Standing Rock.

Per piu info il sito del campo http://sacredstonecamp.org/


mercoledì 22 giugno 2016

non dite che non lo sapevamo n° 501 - 502 - 503 - 504

Non dite che non lo sapevamo n°501 Il tour dei "Signori della terra" è un passatempo comune tra i coloni ed i loro sostenitori durante la settimana di Pasqua. Lunedì 25 aprile 2016, i coloni scortati dai soldati sono venuti a fare un giro nel villaggio palestinese di Al-Karmel, nelle colline sud di Hebron. Sono andati alla piscina. I soldati hanno identificato tutti i Palestinesi che volevano entrare.La piscina si trova nell'area "A", che dovrebbe essere sotto il pieno controllo dell'Autorità Palestinese.
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Mercoledì 4 maggio 2016, agenti del governo scortati dalla polizia sono arrivati nelle zone abitate da Beduini nel Negev e vi hanno demolito delle case. A Wadi Gawin, vicino Ghara, hanno demolito una casa. A Buheira, vicino Kseife, due case. Il giorno dopo hanno continuato ed hanno demolito una casa a A-Zarnug, a SE di Nevatim. Ad El Fur'a, a sud di Arad ed a Bir El-Hammam, a SE di Segev Shalom hanno demolito una casa per località.

Non dite che non lo sapevamo n°502 Durante la notte di mercoledì 11 maggio 2016, i soldati israeliani hanno lanciato candelotti lacrimogeni in una cooperativa che alleva galline ovaiole. Tra 1600 e 2000 galline sono morte per le inalazioni.
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Sabato, 1 maggio 2016, la Pattuglia Verde ha confiscato una mandria di 13 cammelli di proprietà di un Beduino che vive a Rakhme, vicino Yeruham. Il proprietario ha dovuto pagare una multa di 16000 NIS per riscattare i cammelli. I costi di trasporto per riportarli da Haifa sono costati altri 12.000 NIS. Giovedì 5 maggio 2016, la Pattuglia Verde ha confiscato un gregge di pecore di proprietà di un Beduino di Al Fur'a (vicino Arad). Il proprietario del gregge ha dovuto pagare una multa di 12500 NIS. Gli hanno demolito anche 2 case, una Shig (un club per uomini) ed un ovile. Lo stesso proprietario ha dovuto pagare 9000 NIS, per il costo dell'avvocato della ILA (Amministrazione Israeliana della Terra) che aveva emesso l'ordinanza di demolizione.

Non dite che non lo sapevamo n°503 Volontati internazionali a Hebron hanno documentato tre casi in cui un poliziotto di confine aveva insegnato ad un suo collega come sparare candelotti lacrimogeni sui bambini palestinesi che vanno a scuola. In maggio (l'8, il 15 ed il 19) come in molti altri casi, i bambini gli hanno tirato delle pietre (mancandoli) La reazione dell'esercito è stata quella di sparare candelotti che hanno ferito molti bambini (come poteva essere altrimenti?), compresi quelli che non avevano tirato neanche una pietra. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~
Mercoledì 18 maggio 2016, rappresentanti del governo, sotto scorta di polizia, sono venuti nei villaggi beduini nel Negev di 'Abde (vicino Ovdat) e Rakhme (vicino Yeruham), dove hanno demolito una casa in ogni villaggio o nelle loro immediate vicinanze. Non solo: non gli bastava solo demolire! A Rakhme hanno confiscato un'automobile con un megafono usato dal muezzin per la chiamata alla preghiera. Ed ancora una volta (ormai non si tiene più il conto) hanno demolito El'Araqib.

Non dite che non lo sapevamo n°504 Ancora una volta (!) l'esercito israeliano sta facendo manovre di sgomberi etnici nel nord della Valle del Giordano in Cisgiordania. 50 famiglie palestinesi dei villaggi di Humsa, Ras El Ahmar e Burj El Malah hanno ricevuto un'ordinanza da parte dell'esercito per lasciare i loro villaggi entro tre giorni, a partire dal 30 maggio 2016, tutti i giorni dall'alba al tramonto. L'esercito sta pianificando manovre militari sulle loro terre.

Questions and queries: amosg@shefayim.org.il =================================
*Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Anarchici Contro Il Muro
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Blog di Ahdut (Unità - organizzazione comunista anarchica israeliana): http://unityispa.wordpress.com/
(traduzione a cura di ALternativa Libertaria/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

sabato 5 dicembre 2015

Palestina-Israele, l'unico stato che la lotta unitaria cerca di cambiare*.

Bil'in, Ni'ilin, Ma'asara, Nebi Saleh, Qaddum, Shikh Jarrah e Colline sud di  Hebron
Si lotta quando si ha la speranza di un cambiamento in corso. Si lotta quando ci si rifiuta di accettare lo stato di cose presente come l'unico possibile futuro. Si lotta anche quando la minima speranza tiene viva la tua dignità. E ci sono persone la cui collera è così forte che non c'è nessun ragionamento che possa trattenerle. Ora, quando sembra evaporata la speranza di un futuro migliore in comune e quando si è ridotta al minimo anche la speranza di un migliore futuro personale, la collera di tanti giovani è più forte della preservazione dell'istinto di vita... si aspetta solo quel grilletto rischioso che spinge un altro ragazzo o un'altra ragazza ad andare in una missione suicida. Ed il potente stato di Israele inizia ad ammettere che la sua brutalità ha raggiunto un muro che non può superare.  Le classi dirigenti militari hanno già ammesso apertamente che la nuova intifada "individualista" che sta emergendo non si può fermare con la forza. Per coloro che non sono ancora giunti alla disperazione, la lotta unitaria non armata è la sola strada sana.
Bil'in

Venerdì 13/11/2015 - la più strana manifestazione nei quasi 11 anni di manifestazioni del venerdì.  A mezzogiorno, ci siamo ritrovati al confine occidentale del villaggio come accade negli ultimi mesi (10 israeliani con gli Anarchici Contro il Muro, decine di internazionali, personaggi politici da Ramallah e le gente del posto), ma il solito convoglio di forze armate israeliane non era lì a bloccarci la strada verso il nuovo muro della separazione.
Ci siamo immediatamente riorganizzati e ci siamo diretti nelle vicinanze del cancello del muro della separazione. Ci siamo avvicinati al cancello con prudenza, ma non è successo niente.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207958920354006
I soldati hanno aperto simbolicamente il cancello per farci vedere l'autoblindo parcheggiato dietro le porte e poi le hanno chiuse. Anche quando i pochi giovani hanno iniziato a lanciare le pietre sui soldati, questi si sono astenuti da qualsiasi minaccia o reazione.
Molti dei partecipanti, annoiati, sono ritornati al villaggio, mentre i più animosi si sono spostati verso il bosco di Abu Lamun dove tutti i giovani si sono ritrovati.
Ben presto, la polizia di confine, diversamente dall'esercito, è giunta sul posto con le auto, malmenando i giovani e gli altri manifestanti. Hanno anche arrestato Mohamed Khatib del comitato del villaggio insieme a tre internazionali.
"Volete sapere cosa ha detto il comandante israeliano ai suoi soldati?"
"Non vi avvicinate troppo a quei giornalisti palestinesi, hanno con sè dei coltelli. Se uno di loro vi si avvicina, sparategli"
Guardate come 6 soldati israeliani attaccano e picchiano brutalmente un uomo italiano prima di arrestarlo per aver partecipato alla manifestazione non-violenta in solidarietà col popolo palestinese. Arrestati anche un palestinese e 2 americani .
https://www.facebook.com/media/set/?set=p.788946081214623
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/videos/10206...4576/
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/videos/163368696...8341/
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/videos/163367104...9933/
https://www.facebook.com/almasrapres/videos/71702913840...2675/
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/posts/1633639150...39789
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/8384955...16446
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10207958938154451 *
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207958920354006 **
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207958920394007
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/788943547881543
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10207958975835393
https://www.youtube.com/watch?v=Bn2gus7k9nA
20-11-15 https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/102080...34819
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102069...78046
27-11-15 https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/11996246...33296
https://www.facebook.com/ShehabAgency.MainPage/posts/12...99567
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10208040113263778

Nabi Saleh

13/11/2015 "gli abitanti di Nabi Saleh si sono scontrati con l'esercito, protestando contro l'occupazione in corso, contro la confisca della terra e contro gli arresti di massa. Dato che molti dei giovani del villaggio si trovano nelle carceri israeliane in attesa di processo, l'esercito compie incursioni notturne e spesso chiude le principali vie d'accesso al villaggio. I soldati israeliani hanno fatto ampio uso di candelotti lacrimogeni e di proiettili d'acciaio ricoperti di gomma per disperdere i manifestanti. Nessun ferito grave."
L'International Solidarity Movement (ISM) fa sapere via twitter che le forze di occupazione israeliane hanno sparato circa 20 raffiche di lacrimogeni sulla manifestazione pacifica del venerdì, prendendo di mira gli addetti-stampa. 4 attivisti internazionali sono stati arrestati, mentre ad un italiano è stato impedito di ricevere cure mediche.
David Reeb https://www.youtube.com/watch?v=4SoOoW5RkVk
https://schwarczenberg.com/nabi-saleh-13112015/
20/11/2015
Il villaggio di Nabi Sales commemora Rushdi Tamimi che è stato colpito a morte dall'esercito israeliano tre anni fa, durante una manifestazione contro la guerra su Gaza, operazione pilastro della difesa. I residenti e gli attivisti hanno manifestato lungo la strada principale, mentre l'esercito sparava raffiche di lacrimogeni e proiettili d'acciaio ricoperti di gomma. Un candelotto è stato sparato verso di me, provocandomi agli occhi un'acuta sensazione di bruciore. Anche quando mi sono accovacciato al suolo, i soldati hanno continuato a sparare contro di me. Gli effetti dei lacrimogeni si sono fatti sentire fino a molte ore dopo la fine della manifestazione.
Haim Schwarczenberg https://schwarczenberg.com/nabi-saleh-20112015/
27-11-15 Con un numero di feriti superiore a 100, tra cui parecchie donne e minorenni, gli abitanti di Nabi Saleh si sono scontrati con l'esercito israelano in una dimostrazione di sfida, biasimando l'impunità degli israeliani e chiedendo la fine dell'occupazione e del furto della terra. I soldati hanno sparato candelotti lacrimogeni e molte raffiche di proiettili d'acciaio ricoperti di gomma, che hanno provocato in alcuni delle lievi ferite.
https://schwarczenberg.com/nabi-saleh-27112015
https://www.facebook.com/belal.tamimi/posts/10153052215...26371

Ni'ilin

13-11-2015
http://antinarrativeblog.com/2015/11/16/%D9%86%D8%B9%D9...7%9F/

Qaddum

venerdì 27-11-15 due feriti con proiettili veri a Kafr Qadddom
Qaysar Jehad di 13 anni e Hamza Motee´ di 22  anni sono stati colpiti alle gambe durante l'intervento dell'esercito israeliano contro il corteo a Kafr Qudoum.
La manifestazione è iniziata dopo le preghiere nella parte orientale del villaggio, ma in un primo momento non si vedeva nessun soldato, così abbiamo pensato che si erano nascosti per tenderci un agguato, dato che avevamo visto una jeep venire verso di noi per poi fare marcia indietro allo scopo di farsi inseguire dai giovani ed attirarli nell'agguato per arrestarli.
Improvvisamente è comparso un gruppo delle forze speciali i cui proiettili veri hanno provocato 2 feriti.
Dopo  i soldati ci hanno inseguito con le jeep e con le ruspe, sparandoci addosso lacrimogeni e proiettili di gomma,fino a che la manifestazione si è conclusa alle 15.00
https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/11996071...68373

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Non dite che non lo sapevamo n°473

L'esercito israeliano persiste nel suo sforzo di costringere i Palestinesi ad andarsene dalla Valle del Giordano. Hanno notificato agli abitanti palestinesi di Khirbet Khumsa, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, l'ordine di evacuare a causa di esercitazioni militari. Gli abitanti sono stati sgomberati lunedì 2 novembre 2015, dalle 6.00 del mattino fino a mezzanotte. Giovedì 5 novembre, sono stati nuovamente sgomberati per la stessa ragione. L'esercito li ha informati che nella settimana successiva sarebbero stati sgomberati ancora il lunedì, il mercoledì ed il giovedì.

- continuazione del numero 468 -- L'esercito israeliano ha detto ad un palestinese di  Umm El Jamal, nel versante nord della Valle del Giordano, che poteva riavere il trattore che l'esercito gli aveva sequestrato il 16 settembre scorso, se pagava una multa di 4600 NIS (new israeli shekel, pari a 1121 euro, ndt). Il mese precedente aveva riottenuto lo stesso trattore per 3700 NIS (902 euro, ndt). Gli hanno detto che avrebbero continuato a confiscargli le sue cose finchè non se ne fosse andato via da lì.
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Per paura che  le minacce dello Stato  li costringessero a pagare per la demolizione delle loro case, due Beduini di Wadi Gawin (vicino alla Strada 31) hanno demolito le loro case con le loro mani.

Giovedì 5 novembre 2015, agenti governativi scortati dalla polizia sono arrivati per demolire le case dei Beduini. Ne hanno demolito una a est di Tell Sheva. Poi un negozio ad Al Fur'a, vicino  Arad.  Ad El Dardani, vicino 'Ar'ara, hanno demolito una casa.

Non dite che non lo sapevamo n°474

Sabato 31 ottobre 2015, Ahmed Nassar si è fermato con un'ambulanza vicino ad una manifestazione palestinese, davanti alla base militare di Beit El. Una jeep dell'esercito ha colpito uno dei manifestanti.  Ahmed ed un altro infermiere dell'ambulanza sono andati verso la persona ferita per assisterlo e portarlo in ospedale. I soldati dell'esercito gli hanno impedito di farlo, spruzzandogli dello spray urticante. E' stato ferito anche un giornalista che stava documentando quello che succedeva. Due giorni e mezzo dopo (alle 2.30 del mattino), i soldati si sono presentati in casa di Ahmed per arrestarlo. Nel corso dell'arresto, lo hanno picchiato e gli hanno rotto 5 costole. Durante l'interrogatorio, gli hanno contestato il lancio di pietre contro i soldati a Beitunia (dove egli vive). Quando è emerso che l'accusa era completamente infondata, lo hanno rilasciato.

Non dite che non lo sapevamo n°475

Giovedì 19 novembre 2015, ancora una volta ci sono stati scontri tra i soldati dell'esercito e bambini palestinesi che passavano per il posto di blocco di Qitoun sulla strada per andare a scuola a Hebron. Volontari internazionali, lì per monitorare la situazione, fanno sapere che sono state sparate 18 granate contro i ragazzini. Poco dopo, i soldati dell'esercito hanno sparato candelotti lacrimogeni nelle vicinanze della scuola femminile di Al Zahra. 37 ragazze hanno sofferto per l'inalazione di gas.

Questions and queries: amosg@shefayim.org.il

Non dite che non lo sapevamo n°476
Anche se un'ordinanza di alt ai lavori era stata congelata fino al 31 dicembre 2015, mercoledì 25 novembre, i soldati israeliani sono arrivati ed hanno distrutto circa 200 metri della strada di ingresso al villaggio palestinese di El Hadidiya, vicino all'insediamento di Roee, nella Valle del Giordano. Dopo alcune telefonate, un funzionario dell'amministrazione civile è arrivato sul posto ed ha fermato la distruzione della strada.
Il giorno dopo, i soldati sono ritornati ed hanno demolito le case di tre famiglie e gli ovili. Dopo di che, l'esercito non ha più permesso ai residenti di ereggere tende e ricorre alle minacce di sgombero per favorire l'abbandono del sito.
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Giovedì 26 novembre 2015, rappresentanti del governo sono arrivati accompagnati dalla polizia ed hanno demolito ancora una volta il villaggio di El Araqib.

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*Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org
Blog di Ahdut (Unità - organizzazione comunista anarchica israeliana): http://unityispa.wordpress.com/
Documento politico di Ahdut sulla lotta palestinese: http://www.anarkismo.net/article/27038
Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
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giovedì 26 giugno 2014

Sulla crisi in Iraq

La crisi in Iraq risale al regime di Saddam Hussein ed è proseguita con “l'attuale regime democratico" dopo l'invasione del 2003. Non c'era libertà, nè giustizia sociale; nessuna uguaglianza e pochissime opportunità per coloro che erano indipendenti dai partiti al potere. Oltre alle violenze ed alle discriminazioni contro le donne e la gente comune si è creata una forbice enorme tra i ricchi ed i poveri, con i ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri. La crisi in corso non è molto dissimile da quella pecedente. Infatti non è che il protrarsi della stessa situazione degli ultimi decenni. La sola differenza sta nei nomi e nella forza dei partiti al potere. I politici ed i mass-media amano dire che gli scontri in corso sono la continuazione di antiche lotte e conflitti tra le principali correnti islamiche: gli Sciiti ed i Sunniti e che queste si portano dietro una scia di sangue dagli inizi della religione islamica. Se guardiamo alla storia delle nazioni, dei paesi e dei popoli, troviamo sempre conflitti tra i dominatori ed i dominati, tra gli sfruttatori e gli sfruttati, tra gli occupanti ed i popoli che subiscono l'occupazione, tra gli invasori e chi lotta contro il dominio, contro le autorità e contro gli Stati. Per farla breve una guerra per maggiore accumulazione e maggiori profitti. Ciò che sta avvenendo in Iraq con "lo Stato Islamico di Iraq e Levante (Siria), Isis” non è ciò che viene dipinto dai media. Questi sono i fatti: 1. l'avanzata di Isis è opera di una piccola minoranza aiutata dalle fazioni sunnite deluse dal governo sciita a Baghdad: si tratta dei capi tribali sunniti, di esponenti del partito Ba’ath, di ufficiali del vecchio esercito e di fazioni dell'insurrezione precedente, tutti insieme per vedere come dare scacco al primo ministro iracheno Nouri al-Maliki . Quando Isis si è messo in marcia verso Mosul, conquistando la terza città del paese, non erano che meno di 2000, mentre in città c'erano almeno 60.000 uomini tra poliziotti, soldati delle forze di intelligence e di sicurezza. Una forza molto ben equipaggiata con aerei da combattimento, carri armati e diversi tipi di armi speciali, ma questo esercito è collassato e si è volatilizzato di fronte all'Isis offrendo una scarsa se non nessuna resistenza. 2. quello che sta accadendo è molto probabilmente un piano messo a punto da Turchia, paesi del Golfo e Governo della Regione Curda “K.R.G”, un piano noto anche a Stati Uniti e Regno Unito. 3. E' molto difficile sapere cosa accadrà poi alla fine, dato che nella maggior parte dei casi questo dipende dagli interessi statunitensi e dei paesi occidentali, i quali valutanto ogni insurrezione ed ogni movimento in base ai vantaggi o danni per i loro interessi. Fino ad ora USA&Regno Unito hanno insistito perchè il popolo iracheno fosse unito e vivesse all'interno dello stesso sistema. Ma se dovessero vedere che i loro interessi vengono minacciati non avrebbero nessuno scrupolo a dividere l'Iraq in 3 mezzi-Stati tra Curdi, Sunniti e Sciiti. 4. Questa situazione ha spinto l'Iraq sull'orlo di una guerra settaria, specialmente dopo la fatwa emessa dall'Ayatollah Ali Al-Sistani, uno dei più riveriti esponenti del clero sciita, per l'armamento dei cittadini e l'arruolamento nell'esercito. 5. Per noi uno degli scopi di questa guerra è quella di contenere e strangolare il movimento democratico di massa del popolo curdo che vive nel Kurdistan occidentale (cioè in territorio siriano) e la sua amministrazione locale. Un movimento di massa che ha dimostrato come ci sia un'alternativa allo stato-nazione, al vecchio e nuovo liberismo ed al suo governo. Un movimento che ha dimostrato che non è necessario seguire le "Primavere Arabe" che hanno portato all'insediarsi di governi islamici. Inoltre questo movimento ha dimostrato che un popolo può insorgere senza il sostegno degli USA, della UE e dei loro agenti. Ha dimostrato che la rivoluzione sociale deve iniziare dal basso e non dall'alto e questo può essere raggiunto costruendo realtà locali che prendono le loro decisioni in autonomia. Questo movimento non è evidentemente utile agli interessi dei politici e del neo-liberismo, per cui la prossima mossa sarà l'attacco al Kurdistan occidentale ed al movimento di massa dei Curdi. In base a quanto detto finora il KAF denuncia come questa guerra è stata scatenata ed imposta al popolo iracheno, crediamo che sia necessario organizzarsi al di fuori dei partiti politici, al di fuori dei sostenitori della guerra, delle istituzioni statali e dei governi; è necessario organizzarsi nei posti di lavoro, nei quartieri, nelle scuole, nelle università e nelle strade per essere uniti e contrastare la guerra, l'ingiustizia, la povertà, la fame, le disuguaglianze e la repressone che viene imposta tramite questo brutale sistema fatto di Stati, imprese capitalistiche, istituzioni finanziarie, mass media neoliberisti e servizi di spionaggio. Kurdistan Anarchist’s Forum 18.06.2014 Link esterno: http://www.anarchistan.tk (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

Palestina-Israele: Lotta senza fine per bloccare l'avanzata del progetto coloniale sionista*

Arkib, Bil'in, Ma'asara, Nabi Saleh, Ni'ilin, Qaddum, Colline sud di Hebron, Sheikh Jarrah, Giaffa-Tel-Aviv Negli ultimi 12 giorni la macchina propagandistica israeliana ha pompato alla grande sul caso del sequestro dei 3 giovani coloni al fine di giustificare ulteriori sforzi per spingere i palestinesi ad un trasferimento "volontario". Hanno finto di usare il sequestro per spezzare Hamas.In realtà hanno usato entrambi nel tentativo disperato di provocare una terza intifada. Far confluire 700 soldati nel villaggio di Na'ama (vicino Bil'in) che conta 2000 abitanti per arrestare due attivisti di Hamas è una cosa davvero ridicola a cui è difficile dare credito. Falliti i tentativi di far scoppiare una terza intifada e di bloccare il compromesso tra Hamas e Fatah (uno dei più importanti pilastri della politica israeliana del divide et impera), si fa sempre più invasiva la pressione delle potenze imperialiste mondiali su Israele per mettere fine all'occupazione del 1967. La lotta unitaria degli attivisti radicali israeliani insieme agli attivisti palestinesi mantiene alta la presenza sui media mondiali. Bil'in Manifestazione settimanale di venerdì 13/6/2014 Oggi a Bil'in, i residenti (accompagnati da attivisti israeliani ed internazionali) hanno manifestato in solidarietà con i prigionieri politici palestinesi in sciopero della fame. I manifestanti portavano posters con immagini dei prigionieri, alcuni indossavano in solidarietà l'uniforme da carcerato, si chiedeva il rilascio dei prigionieri e la fine dell'occupazione israeliana. Tre giornalisti palestinesi sono stati feriti. Uno è finito in ospedale. Altri 3 giornalisti sono scampati ai proietili di gomma grazie ai loro giubbotti antiproiettile. I soldati hanno sparato lacrimogeni e proiettili di gomma direttamente su un gruppo di giornalisti accreditati, senza risparmiare gli altri 80 manifestanti. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=682344538486270 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.5523844515479...50543 https://www.facebook.com/media/set/?set=pcb.528316487272692 Venerdì 20.6.14 Haitham Al Khatib https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102032...22136 israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=jNnRy3IV9jk David Reeb http://youtu.be/X7FddxA6Jyo Nabi Saleh venerdì 13.6.2014 http://youtu.be/vU0nTJSGZ3o Ni'ilin 13. 6. 2014 Yisrael Puterman https://www.youtube.com/watch?v=ydlwIdS2bm4 Qaddum manifestazione settimanale di venerdì 13/6/2014 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152478323442500 https://www.youtube.com/watch?v=6_IL_jt7bJU 20-6-14 https://www.youtube.com/watch?v=80AxCY75Z0o ------------------------------------------------------ Non dite che non lo sapevamo n° 412 L'esercito israeliano sta cercando da anni di impedire che i palestinesi vadano a scuola nel quartiere di Kitun a Hebron. Nel 2011, all'inizio dell'anno scolastico, l'esercito aveva installato un metal-detector al Checkpoint 29, sulla strada che porta alle 3 scuole. Conseguentemente, gli insegnanti e gli alunni hanno fatto scuola in strada, prima di arrivare al checkpoint. Tre giorni fa i soldati hanno sparato lacrimogeni sugli studenti. Da allora insegnanti ed alunni passano per il metal-detector. I soldati hanno sparato lacrimogeni addosso a studenti che camminavano per strada per ritorsione a volte contro un lancio di pietre da parte dei bambini ma altre volte senza nessuna ragione. Il 5 maggio 2014 i soldati hanno sparato due granate assordanti contro bambini che andavano a scuola. Per reazione i bambini gli hanno tirato delle pietre. Al che i soldati hanno sparato dei lacrimogeni. il 25 maggio 2014, tre soldati si sono lanciati contro i bambini che sostavano all'ingresso della scuola. Alcuni bambini hanno lanciato delle pietre contro i soldati che hanno reagito sparando una granata assordante e due lacrimogeni. il 27 maggio 2014, mentre i bambini andavano a scuola, i soldati hanno fermato per 20 minuti 5 insegnanti ed un ragazzo. -------------------------- Non dite che non lo sapevamo n° 413 Lunedì 26 maggio 2014, Imad Shukri Salem, un pescatore palestinese che lavora nella striscia di Gaza a 300 metri dal confine israeliano, è stato gravemente ferito da spari di soldati israeliani. Domenica 5 giugno 2014 è morto per le ferite riportate. Criminali I Beduini cittadini di Israele hanno commesso un terribile crimine: quello di essere nati Beduini in uno stato ebraico! Come è possibile? Semplice, lo Stato di Israele ha costituito una unità di polizia il cui unico mandato è quello di perseguitare i cittadini beduini. Questa unità si chiama "Yoav Unit" ed è parte integrante della polizia israeliana. Finora sono 150 i poliziotti che ne fanno parte, ma si pensa di portarne il numero a 400. Devono effettuare demolizioni di case, distruggere i raccolti e demolire i villaggi dei Beduini. Questa guerra da parte dello Stato di Israele contro i suoi cittadini Beduini non è cosa recente. Risale all'insediamento dello Stato. Al pari del resto dei palestinesi che vivevano nel paese prima del 1948, la maggior parte dei Beduini venne espulsa e costretta alla fuga durante la guerra. Quello che non si sa è che dopo la fine della guerra, lo Stato di Israele non ha smesso di fare la guerra ai cittadini Beduini, che hanno subito provvedimenti di espulsione per altri 10 anni fino alla cessazione delle ostilità. I Beduini rimasti sono stati concentrati nella riserva di Sayag nel nord-est del Negev, mettendo in atto un gigantesco furto delle loro terre. Fu in questo modo che si è creato il problema dei rifugiati interni, non durante il conflitto, ma quale conseguenza di una guerra unilaterale condotta dal governo israeliano contro i cittadini Beduini. Ma non bastava ancora. Alla fine degli anni '60, il governo diede inizio alla politica di concentramento della popolazione beduina in baraccopoli, riproducendo ancora una volta il problema dei rifugiati interni in questa sorta di guerra uniltarale contro i cittadini Beduini. Ed è così che fino ad oggi lo Stato è riuscito a concentrare circa la metà della popolazione beduina nel Negev in agglomerati separati fatti apposta per loro. C'è solo un problema: la maggior parte dei Beduini non "capisce" che lo Stato "vuole solo il loro bene" – così per aiutarli a capire, lo Stato demolisce le loro case, distrugge i loro raccolti, limita i loro pascoli, gli nega l'acqua corrente, l'elettricità ed i servizi comunali. E se non basta, gli distrugge interi villaggi. L'obiettivo è quello di spingerli ad abbandonare le loro terre, i loro villaggi e le loro case per "accettare" di trasferirsi in questi agglomerati abitativi fatti apposta per loro. Che sono posti destinati ad essere discriminati nei finanziamenti urbani per diventare centri di povertà, disoccupazione e criminalità. Quando ci si trova a parlare con gli Ebrei cittadini di Israele sulla situazione dei Beduini cittadini di Israele, il tema ricorrente è che i Beduini sono dei delinquenti, che fanno case abusive e si prendono le terre demaniali, per cui si rimane sconvolti da come la propaganda di stato sia riuscita a distorcere la realtà al punto che i derubati sono diventati i ladri e le vittime divengono dei criminali. E poi non si trova nessuna traccia sui media israeliani del fatto che solo nel 2011, il governo israeliano ha demolito più di 1000 abitazioni dei Beduini. Non ci sono notizie sulle centinaia di demolizioni di case che vengono fatte ogni anno. I media restano silenti quando lo Stato di Israele costringe i cittadini Beduini a demolire le loro stesse case. E vige il silenzio anche di fronte alla distruzione di migliaia di acri di coltivazioni ogni anno. Nessuno parla della legislazione che permette allo Stato di rubare la maggior parte delle terre dei Beduini. Non viene mai spiegato come mai sono state fatte leggi razziste che negano ai Beduini la possibilità di costruirsi le case legalmente. Quando ci si imbatte in notizie sui media ebraici riguardo alla guerra dello stato contro i Beduini, sembra che i Beduini siano dei criminali che stanno danneggiando lo Stato. Ora che il governo israeliano, con l'istituzione della "Yoav Unit", ha tracciato una linea rossa nella guerra contro questi irriducibili Beduini della famiglia Abu-Amdiam, i quali insistono nel voler vivere sulla loro terra nel villaggio di El-Araqib, ora che ha invaso il loro cimitero e distrutto tutti gli edifici (tranne la moschea), ci si viene a dire che è per solo per rafforzare la legge. Ma a dire il vero, coloro che stanno combattendo i Beduini sono gli stessi che hanno fatto la legge che gli permette di rubare la terra ai Beduini. Così è stato creato un corpus legale per ignorare la proprietà tradizionale dei Beduini sulle loro terre, anche quando questi hanno documenti che provano la loro legittima proprietà. Anche se è tutto legale, non è una legge nè giusta nè eticamente accettabile. Anche le leggi di Norimberga nella Germania nazista, le leggi razziali in Sud Africa e quelle razziali negli Stati Uniti erano legali. Avevano tutte un solo problema: erano immorali. per altre informazioni: amosg@shefayim.org.il ------------------------------------------- Tel Aviv - Giaffa Solidarietà con i prigionieri politici palestinesi, piazza dell'orologio: attivisti di Giaffa (con altri di Tel Aviv - per lo più Palestinesi ma anche molti ebrei) hanno fatto un presidio serale in solidarietà con i prigioneri politici palestinesi in sciopero della fame. I manifestanti erano nella piazza dell'orologio nel centro storico, a chiedere la liberazione dei prigionieri e l'abolizione della detenzione amministrativa. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.5534232614440...50543 Me too: https://www.facebook.com/schwarczenberg/photos/a.553423...10674 Tel Aviv manifestazione per: "dire no alle punizioni collettive, liberi tutti i prigionieri politici. Sabato 21 giugno alle 20.30 davanti alla base militare Kyria a Tel Aviv. L'esercito, su mandato del governo, sta effettuando centinaia di arresti e di fermi, mette in atto incursioni notturne nelle case, procede alla chiusura di intere regioni, arresta giornalisti e parlamentari palestinesi, dà luogo a punizioni collettive ai danni dei residenti di Hebron, Nablus, Betlemme, Jenin e di molte altre località, arresta bambini e minori, minaccia di tagliare le linee dell'elettricità e quelle telefoniche. Il vero scopo di tutto ciò NON è quello di trovare i ragazzi israeliani rapiti. Speriamo con tutto il cuore che i 3 ragazzi vengano trovati e riportati sani e salvi a casa. Ma nei fatti, Netanyahu ed il suo governo sta cinicamente usando questo caso come pretesto per un offensiva a tutto campo. Il governo israeliano conferma apertamente e vigliaccamente che continuerà con la stessa tattica, senza curarsi della ricerche in corso. Per il governo israeliano questa non è altro che una scusa per colpire Hamas e interrompere l'accordo unitario palestinese. Se le spese militari stavano per essere tagliate, ora è evidente che torneranno a crescere. Raduniamoci e chiediamo che si metta fine alle violenze ed alle uccisioni quotidiane. Basta con gli abusi e le punizioni collettive contro la popolazione civile che vive sotto occupazione militare! Sabato, 21.6, ore 20:30, davanti il Kiria (Ministero della Difesa), a Tel Aviv (Kaplan Street). La manifestazione è promossa da attivisti di base, coinvolti in diverse organizzazioni. Invitiamo tutti i gruppi ed i movimenti ad unirsi ed a sostenere questa manifestazione. Ogni giorno che passa, è un giorno di silenzio in più! https://www.facebook.com/events/828035260540418/? ================================= *Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/ Anarchici Contro Il Muro http://www.awalls.org Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

martedì 3 giugno 2014

PALESTINA - ISRAELE , ALTERNATIVA N°6 - documento di AHDUT (UNITà) sulla lotta palestinese

Adottato il 25 Aprile 2014 dai militanti dell'organizzazione comunista-anarchica Ahdut (Unità) attiva in Palestina/Israele Il progetto coloniale sionista, sponsorizzato dalle potenze imperialiste, ha soggiogato la Palestina sia compiendo ogni sforzo possibile per l'espulsione delle popolazioni indigene residenti nell'area interessata, sia concentrandole in enclaves chiuse. Una parte della popolazione palestinese ha evitato l'espulsione diventando cittadini di Israele ed andando incontro a discriminazioni sia giuridiche che pratiche. E lo Stato di Israele persiste nell'adottare misure che ne fanno cittadini emarginati. Recentemente queste misure si sono concentrate nel Piano Prawer per il Negev, che evoca il piano di giudaizzazione della Galilea degli anni '70 insieme ai fatti della Giornata della Terra del 30 marzo 1976. Un'altra parte della popolazione palestinese vive nei territori occupati da Israele nel 1967, per lo più sotto giurisdizione militare. In questi territori, le autorità militari israeliane hanno una grande libertà di azione nel decidere se sgomberare i palestinesi o concentrarli in enclave, più di quanta ne possano avere all'interno degli stessi confini israeliani. Oltre a porre gradualmente sotto assedio la maggior parte delle terre palestinesi, Israele impedisce ogni sviluppo economico sia individuale che collettivo della popolazione palestinese, nega la libertà di movimento, di riunione e di parola e reprime con vari mezzi la resistenza dei palestinesi contro l'occupazione e la colonizzazione in atto. Tuttavia, è il caso di notare che in Palestina non ci sono due economie separate: nelle aree del 1948 i Palestinesi erano pienamente integrati nell'economia israeliana – sia come lavoratori salarialmente discriminati sia come residenti di città e di di villaggi sotto-sviluppati ed una parte considerevole dei Palestinesi in Cisgiordania lavora per proprietari israeliani o per imprese locali, che vendono i loro prodotti sul mercato israeliano – sia negli insediamenti coloniali in Cisgiordania sia nel mercato interno israeliano. La maggior parte dei Palestinesi espulsi dal paese nonchè i loro discendenti, come pure molti di coloro che hanno evitato l'ondata di sgomberi e di espulsioni, vivono internamente come profughi o come persone sfollate, sia nei territori conquistati da Israele nel 1948 o nel 1967 sia nei paesi confinanti. Nel corso degli anni, i Palestinesi hanno resistito agli sgomberi, all'oppressione ed allo sfruttamento. In varie località, la resistenza ha assunto varie forme: a volte solo dimostrative o simboliche, a volte di azione diretta, a volte di lotta armata, altre volte non-violente o ancora violente ma non armate. La maggior parte delle azioni di resistenza non prevedono la cooperazione con israeliani oppositori della politica sionista, ma altre forme di resistenza sì. La multiforme resistenza palestinese espressa dalla popolazione nel corso degli anni è riuscita soprattutto a ritardare ed a contenere i processi di sottomissione, ma purtroppo senza essera riuscita generalmente e rimettere indietro le lancette dell'orologio. Noi non condividiamo l'illusione di alcune componenti in lotta tanto palestinesi che israeliane per le quali in questa spiacevole situazione si deve accettare la "soluzione dei due Stati". La divisione della Palestina in due Stati è stata promossa per un centinaio di anni da potenze mondiali come il Regno Unito, la Francia, gli USA e l'URSS. Rientrava nelle loro strategie sul Medio Oriente, che è stato così condannato all'immobilismo, a regimi dispotici, ad uno stato di ostilità e di belligeranza etnica e religiosa, soffocando le aspirazioni ad uno sviluppo economico e politico delle popolazioni proletarie residenti nella regione. La costituzione di uno Stato Palestinese, su un territorio pari al 15% o al 25% della Palestina sotto l'ex-mandato britannico, non risolverebbe i problemi fondamentali del paese e certamente non "metterebbe fine al conflitto": tutt'al più sarebbe un accordo di compromesso tra l'elite capitalistica israeliana ed il collaborazionista regime dell'Autorità Palestinese; agenti locali acquisirebbero così una franchigia legale per opprimere e sfruttare direttamente la popolazione palestinese a proprio vantaggio ed a vantaggio di interessi stranieri. Certamente, un ritiro israeliano dai territori occupati nel 1967 metterebbe un freno ai processi diretti allo spossessamento ed alla oppressione delle masse proletarie palestinesi che vivono lì sotto l'occupazione delle forze armate israeliane. Verosimilmente si ridurebbero le occasioni di frizione e di scontro tra gli abitanti della Cisgiordania e della Striscia di Gaza da una parte e le forze armate ed i coloni israeliani dall'altra, come pure si ridurrebbero le offensive militari israeliane, che alimentano le fiamme di un odio diffuso e rafforzano il nazionalismo che serpeggia tra i conquistatori come tra i conquistati. Nell'eventualità di un ritiro ci potrebbe essere anche un limitato ritorno dei rifugiati nei territori dello stato palestinese. C'è da dire che un accordo che renda possibile uno stato palestinese solleverebbe a livello internazionale il problema della legittimità delle conquiste israeliane nella guerra del 1948 e della nakbah – cioè dello spossessamento, sradicamento ed espulsione di centinaia di migliaia di palestinesi dell'epoca (diventati oggi milioni). Un tale accordo porterebbe anche al rafforzamento della separazione politica ed economica del paese in due parti, in ognuna delle quali ci sono abitanti palestinesi, ma anche ad una separazione tra popolazione araba e popolazione ebrea. Il che ostacolerebbe la lotta per una giusta conclusione dello scontro con il movimento sionista -di cui le vittime principali sono i proletari palestinesi, ma che colpisce in vari modi anche i proletari ebrei all'interno di Israele. Finchè i profughi non ritorneranno e riavranno ciò che gli è stato rubato, finchè esisterà il regime nazional-sionista israeliano -che esclude, discrimina ed opprime i suoi sudditi palestinesi ed i cittadini-, non ci sarà nessuna "fine al conflitto". Un'altra parte dei proletari, specialmente tra i Palestinesi, è per la costituzione di uno stato democratico per tutti gli abitanti in Palestina-Israele. Si dovesse costituire un solo stato, si potrebbero assicurare diritti civili uguali per tutti i cittadini e mettere fine alla discriminazione istituzionale ufficiale contro i Palestinesi. Si potrebbe ugualmente rendere possibile il ritorno dei profughi. Ma significherebbe anche lo smantellamento dello Stato di Israele e dell'Autorità Palestinese, sfidando le strategie delle potenze imperialiste. Un programma simile si baserebbe su una misura di speranza e non di disperazione o di acquiescenza con l'esistente ordine politico. Tuttavia questa speranza viene sviata, perchè finchè non sarà sconfitta l'elite capital-sionista che governa Israele, l'unico solo stato disponibile è quello attualmente esistente. Anche se il tentativo di costituire un solo stato democratico avesse successo, non dimentichiamo che gli Stati in generale e quelli democratici in particolare, sono forme politiche costituite e gestite da una minoranza fatta di classi dominanti, allo scopo di mantenere un sistema di relazioni sociali fondato sull'oppressione e sullo sfruttamento. Il carattere di oppressione e di sfruttamento varia e diviene più sofisticato nei paesi più sviluppati, ma la sua essenza fondamentale non viene meno neanche per un istante. In uno stato del genere, i proletari palestinesi ed ebrei potrebbero ritrovarsi a vivere in una società futura simile a quella del Sud Africa, in cui c'è una piccola minoranza di capitalisti bianchi che insieme ai loro giovani soci non-bianchi possiedono la maggior parte dei mezzi di produzione e della terra, mentre le multinazionali godono di un'ampia libertà d'azione. Noi riaffermiamo la conclusione a cui sono giunti i nostri predecessori nella lotta: sconfiggere la classe dominante capital-sionista ed insieme il suo progetto di colonizzazione e di spossessamento richiede una profonda rivoluzione sociale; dunque non solo una rivoluzione politica, ma una trasformazione delle relazioni di produzione e di tutte le altre relazioni sociali fondamentali. Inoltre, è ragionevole assumere che una tale rivoluzione sarà possibile solo su scala regionale e quindi anche in parecchi paesi vicini piuttosto che in maniera separata solo in Palestina-Israele. Solo una simile trasformazione renderebbe possibile la costruzione di una società non-autoritaria libera dallo sfruttamento, in cui la libertà, l'uguaglianza e la fratellanza potrebbero davvero imporsi ed in cui verrebbe meno l'ostilità nazionalista accumulata nel tempo. Oltre a quanto fin qui detto, ci corre l'obbligo di ribadire ciò che è ovvio: noi parteciperemo, sia come organizzazione sia come individualità, unitamente ai palestinesi residenti in Cisgiordania e ad altri attivisti israeliani, alla quotidiana lotta contro tutti gli aspetti dell'occupazione e dell'oppressione nei territori occupati dal 1967; noi sosterremo e coopereremo al meglio delle nostre capacità con la lotta degli abitanti di Gaza contro l'aggressione di Israele e contro l'assedio israelo-egiziano; e saremo attivi all'interno dei confini del 1948 contro la discriminazione, contro l'oppressione e contro lo spossessamento dei proletari palestinesi che hanno la cittadinanza israeliana. Ahdut (Unità) (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali) blog: http://unityispa.wordpress.com/

giovedì 27 febbraio 2014

Palestina-Israele, il profumo della vittoria si avvicina grazie al contributo della lotta unitaria*

Palestina-Israele, il profumo della vittoria si avvicina grazie al contributo della lotta unitaria* I media israeliani sono del tutto ossessionati dalla escalation della campagna B.D.S. (Boycott, Disinvest, Sanctions, ndt) come se sapessero cose che non possono rivelare. Sia i sostenitori che i detrattori della fine dell'occupazione iniziano a ritenerla immanente in un futuro non lontano. Una componente del capitalismo israeliano, colpita dal boicottaggio e timorosa che possa andare sempre peggio ha iniziato a spingere per una accelerazione della fine dell'occupazione. Un centinaio di capitalisti israeliani si sono recati alla conferenza di Dabus dove si sono ufficialmente costituti in organizzazione. Sul campo, sembra che le forze di stato israeliane stiano aumentando la repressione sulle lotte in corso così come stanno forzando gli sgomberi di interi villaggi da territori considerati strategici. Bil'in celebrerà il nono anniversario della sua lotta incessante il 28 febbraio. Bil'in manifestazione settimanale del 14.02.2014 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7936211440003...18321 I militanti dell'organizzazione comunista-anarchica Ahdut gradualmente si integrano nella lotta unitaria. "Anarchici israeliani contro il muro e contro gli insediamenti, sempre insieme ai palestinesi contro l'occupazione israeliana. https://www.facebook.com/hamde.abu/media_set?set=a.3784...80860 Invito per il corteo di Bil'in nel 9° anniversario di venerdì 28\2\2014 21-2-14 https://www.facebook.com/media/set/?set=np.125234397.10...53245 AlMasara venerdì 14.2.2014 https://www.facebook.com/media/set/?set=np.124975114.10...53245 Nabi Saleh 14.2.2014, manifestazione settimanale le forze israeliane hanno brutalmente represso la protesta di oggi a Nabi Saleh sparando una cospicua quantità di lacrimogeni che hanno provocato crisi da soffocamento per decine di manifestanti, tra cui bambini e donne in corteo. I manifestanti hanno scandito slogan di amore per la Palestina, contro la brutale occupazione israeliana e la totale mancanza di quasiasi forma di giustizia e di pace. Le forze israeliane hanno anche sparato proiettili di gomma sui manifestanti pacifici dichiarando tutta l'area zona militare. I manifestanti che volevano raggiungere le terre minacciate da confisca sono stati bloccati e raggiunti da lacrimogeni. Scontri tra giovani e forze israeliane sono durati per ore. I manifestanti hanno anche protestato per il blocco dell'ingresso a Nabi Saleh con un grande cancello metallico messo dalle forze israeliane e per la distruzione di una tenda eretta dai residenti sulle loro terre. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4937015974162...50543 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7935828540041...18321 TAMIMI PRESS https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7023638098081...62736 David Reeb http://youtu.be/zN8TrEPAuNc 21-2-2014 Il comitato di resistenza popolare a Nabi Saleh (Intifada) ha lanciato un appello per una strategia nazionale della resistenza popolare in Palestina allo scopo di far crescere il movimento e raggiungere l'obiettivo della liberazione della Palestina. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7054204895024...62736 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7983860935238...18321 Ni'ilin 02/14/2014 manifestazione israelpnm http://www.youtube.com/watch?v=PQy7cwp5tV8 Qaddum 14-2-14 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.6972358036318...14816 Odai Qaddomi http://www.youtube.com/watch?v=pSUEoAbaYNM 21-2-2014 L'esercito israeliano ha represso il corteo a Kafr Qudoom causando molti casi da soffocamento. Oggi a K Q corteo con quasi 50 soldati che hanno preso parte all'azione di repressione sui manifestanti usando gas lacrimogeni e bombe assordanti insieme a proiettili metallici coperti di plastica. Il corteo come al solito è partito dopo le preghiere con la partecipazione di centinaia di residenti, amici internazionali ed israeliani. L'esercito ha sparato molti candelotti lacrimogeni su di noi sia dai fucili che dalle jeep. Noi, popolo di KAFR QUDOOM crediamo nel nostro diritto ad avere la libertà di circolazione sulle strade e la fine dell'occupazione. Al tempo stesso subiamo la repressione israeliana in molte forme: arresti, invasioni del villaggio, danni alle case, posti di blocco infiniti https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7006407632913...14816 http://www.youtube.com/watch?v=Lx4s1AVGMEg Colline sud di Hebron Maltrattamenti continui ai danni di contadini e pastori palestinesi sulle colline sud di Hebron da parte di coloni e soldati israeliani. Costoro hanno preso possesso delle terre e ne impediscono l'accesso. Sabato 22 febbraio, ci saranno iniziative in diverse località dell'area, con accompagnamento di pastori e contadini palestinesi sulle loro terre per aiutarli a resistere per i loro diritti. Senza la presenza degli attivisti, molti contadini non ce la fanno a coltivare la terra. C'è un rapporto diretto tra la presenza di molti attivisti e la possibilità di lavorare per i contadini per avere una vita relativamente normale. Hebron "Hebron segna il 20° anniversario del massacro fatto da Baruch Goldstein nella moschea di Ibrahimi. All'alba del 25 febbraio 1994, Baruch Goldstein, un colono e fisico, aprì il fuoco su centinaia di fedeli musulmani nella moschea, uccidendone 29. A Hebron/Khalil, ci sarà una manifestazione per chiedere l'apertura di Shuhada Street. Questa strada che era la strada del mercato ed il centro sociale della città, è chiusa ai palestinesi da dopo il massacro di Goldstein nel 1994, per cui gli stessi residenti sono obbligati a salire sui loro tetti per accedere alle strade adiacenti. La manifestazione per aprire Shuhada street è stata tra le più dure che io ricordi. L'esercito ha violentemente disperso i manifestanti e l'eco dei colpi da sparo rimbalzava forte tra le case. Non meno pesante dei lacrimogeni, delle granate assordanti e dei proiettili è la vista del posto di blocco nel centro della strada, nel centro di ogni cosa, il peggiore significato della parola occupazione." venerdì- 21 febbraio 2014 Circa 2000 manifestanti a Hebron, attivisti di vari partiti ed organizzazioni, attivisti internazionali ed israeliani (tra cui anarchici), si sono radunati per sfidare la continua chiusura e le restrizioni alla mobilità del palestinesi nella loro città, chiedendo l'apertura di Shuhada street. L'esercito ha risposto com raffiche di lacrimogeni, proiettili d'acciaio ricoperti di gomma e granate assordanti sparati direttamente sui manifestanti nel tentativo di disperderli. Parecchi i feriti. Un manifestante è stato ricoverato in ospedale dopo una ferita alla testa. Cinque persone sono state arrestate nel pomeriggio di venerdì, mentre più di 13 sono state ferite nel corso della manifestazione annuale per l'apertura di Shudada Street organizata da Gioventù contro gli Insediamenti a Hebron in memoria dei 20 anni dal massacro alla moschea Ibrahimi. https://www.facebook.com/photo.php?v=10152212706102500 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4974621970401...50543 http://www.facebook.com/guy.butavia/media_set?set=a.101...92137 israelpnm http://www.youtube.com/watch?v=2W5Bi3tTllY David Reeb http://youtu.be/ol_NIPL2cL4 Sheikh Jarrah https://www.facebook.com/amir.bitan/media_set?set=a.797...37581

mercoledì 29 gennaio 2014

Palestina-Israele, il futuro bussa alla porta della lotta unitaria

I media israeliani della borghesia non fanno che parlare del boicottaggio contro Israele, che non solo è diventato significativo economicamente e politicamente ma che è a due passi dal diventate valanga. Molti attivisti che si attardano a sostenere che la battaglia non verrà vinta sul piano locale ma a livello internazionale vanno fuori di testa quando vedono che i vantaggi immediati risultano poi minimi. Costoro non comprendono che la lotta locale è il punto di Archimede, la leva su cui poggia la campagna B.D.S. (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni, ndt). Quindi, la lotta unitaria prosegue. Gli attivisti internazionali che vengono qui portano poi la lotta nei loro paesi quando fanno ritorno a casa. Che si comprenda o no l'importanza della lotta unitaria, centinaia di israeliani vanno ogni fine-settimana a Bil'in, a Ni'ilin, a Ma'asara, a Nebi Saleh, a Qaddum, a Sheikh Jarrakh, sulle colline sud di Hebron, e sporadicamente in altre località. Bil'in Dieci israeliani, una dozzina di internazionali e due dozzine di palestinesi hanno manifestato questo venerdì a Bil'in. Quando abbiamo raggiunto il cancello del muro, le forze di stato israeliane si sono limitate alle semplici minacce. Poco dopo ci siamo spostati più a sud, lungo il muro, e allora le forze di stato hanno iniziato a sparare lacrimogeni sui giovani fermi nella querceta di Abu Lamun, colpendo all'anca uno di loro con un proiettile vero. Quando l'intensità dei lacrimogeni è diventata insopportabile abbiamo iniziato a far ritorno al villaggio. https://www.facebook.com/media/set/?set=ms.779945062034...18321 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10203036149567628 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7799448620346...18321 Nabi Saleh manifestazione settimanale del 24.1.2014 Gli scontri sono iniziati a Nabi Saleh quando le forze israeliane hanno represso la manifestazione pacifica nel villaggio che stava scandendo slogan per la libertà, ed hanno dichiarato il villaggio zona militare chiusa. Secondo alcuni report un aereo militare ha sorvolato il villaggio durante la manifestazione scattando foto delle persone in corteo. Decine di manifestanti hanno sofferto di soffocamento da inalazione dei gas sparati dalle forze israeliane. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7799524553671...18321 israelpnm http://www.youtube.com/watch?v=RNCK5EKAfoI Qaddum Molti casi di feriti tra cui bambini e giornalisti in una delle manifestazioni più imponenti che ci siano mai state. Più di 600 palestinesi hanno preso parte al corteo di oggi insieme ai nostri amici (SFP-ISM, attivisti israeliani e molti internazionali). Decine di soldati, di ruspe e di jeep hanno attaccato la città sparando centinaia di lacrimogeni verso le persone e le case, prendendo spesso di mira i giornalisti. Alla fine c'erano più di 60 persone con crisi di soffocamento da gas lacrimogeno. Besan Murad Shtaiwi di 2 mesi è rimasto soffocato quando l'esercito ha colpito la casa rompendo i vetri e provocando l'infiltrazione di gas; ma ora sta bene. Jaafar Shtayeh, fotografo di un'agenzia francese, è stato colpito direttamente alla mano ed alla schiena da due candelotti, con ricovero in ospedale. Naser Braham, 44 anni, è stato colpito da proiettili di gomma alla schiena, Sobhi Mansour, 14 anni, colpito da proiettili di gomma alla gamba. Modar Abbas, 35 anni, colpito da candelotti sulla schiena. Abdullah Salem, due anni, colpito da candelotti allo stomaco. Salemah shtaiwi, 70 anni, crisi da soffocamento in casa sua 24-1-2014 "ORA a Kafr Qaddum: Almeno 5 manifestanti palestinesi ed un giornalista sono rimasti feriti da un lancio massiccio di lacrimogeni da parte dell'esercito israeliano durante la manifestazione contro l'occupazione del 24 gennaio 2014". Yotam Ronen/Activestills.org https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151874640272073 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=687507127938010 La TV canale 2 parla di un allargamento della campagna BDS. Ne parla in modo molto auto-vittimistico e molto carente dal punto di vista dell'auto-consapevolezza. TV2 si chiede perchè il mondo boicotti Israele, ma non si chiede perchè Israele occupa la Palestina. Infatti, pare proprio che secondo TV2 Israele non stia facendo nulla di sbagliato e che sia solo un caso se si trova ad essere un capro espiatorio internazionale. ================================= Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/ Anarchici Contro Il Muro http://www.awalls.org Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

giovedì 5 dicembre 2013

Appello alla mobilitazione e alla solidarietà LIBERTA' PER BAHAR KIMYONGUR

LIBERTA' PER BAHAR KIMYONGUR Giovedì 21 novembre scorso, la Digos di Bergamo ha arrestato il compagno Bahar Kimyongur, cittadino belga di origini turche, in base ad una richiesta di estradizione da parte della Turchia. Bahar era appena arrivato all'aeroporto Bergamo, proveniente da Bruxelles: il motivo della sua venuta in Italia era partecipare a due incontri pubblici sulla situazione in medioriente. Bahar Kimyongur è un militante antimperialista, da molto tempo attivo nella solidarietà con i prigionieri politici in Turchia e nell'opposizione alle politiche del regime turco, soprattutto rispetto alla repressione e all'espansionismo nell'area mediorientale. Attualmente animava il Comitato contro l'ingerenza in Siria, rendendosi protagonista della lotta contro la guerra imperialista, condotta per procura – armando i cosiddetti “ribelli” - e direttamente dalle potenze della Nato, Turchia in primis, da Israele e dai regimi arabi reazionari (Arabia Saudita, Qatar, Giordania...). Per questa sua militanza è già stato incarcerato in Olanda e Belgio, accusato dell'appartenenza al gruppo comunista turco Partito - Fronte di Liberazione del Popolo Rivoluzionario (DHKC-P), dove è stato processato e infine assolto. Quest'estate è stato arrestato in Spagna, ove si trovava in vacanza con la famiglia, sempre per l'estradizione richiesta dalla Turchia, successivamente liberato su cauzione ed ora in attesa di processo. Martedì 3 dicembre il tribunale competente di Brescia ha deciso per gli arresti domiciliari in Italia del compagno Bahar, che ora si trova a Massa Carrara. Oggi il compagno Bahar si ritrova incarcerato dallo stato italiano, che dimostra come l'Italia è un paese imperialista, uno dei maggiori partner economici della Turchia, il paese che ha consegnato Ocalan ai boia turchi, che in nome degli interessi economici e politici nell'area mediorientale “sacrifica” facilmente la vita di un compagno che lotta contro questa società. Quando la polizia di Erdogan, a giugno, massacrava le masse popolari che manifestavano a Piazza Taskim, la ministra degli esteri del governo di larghe intese – la presunta eroina dei “diritti umani” Emma Bonino - commentava “questa non è una primavera”, dando sostanzialmente appoggio ai massacri del fascista turco. Esprimiamo la nostra massima solidarietà al compagno incarcerato e invitiamo tutte le realtà di lotta alla mobilitazione per esprimere il nostro dissenso contro questa operazione di polizia con un presidio a Venezia nei pressi del consolato turco per sabato 14 dicembre alle 10.00. Invitiamo tutte/i le/i compagne/i interessati alla mobilitazione e solidarietà alla riunione di preparazione del presidio lunedì 9 dicembre dalle ore 21.00 al Tuttinpiedi. CON BAHAR KIMYONGUR CONTRO LE GUERRE E LA REPRESSIONE DELL'IMPERIALISMO! MOBILITARSI CON OGNI MEZZO PER LA SUA LIBERAZIONE! Tuttinpiedi, 5 dicembre 2013 tuttinpiedi@gmail.com

mercoledì 20 novembre 2013

Palestina-Israele, non si ferma la lunghissima lotta dei palestinesi per resistere agli sgomberi forzati

Aumentano gli sforzi di stato per estinguere la lotta delle comunità di base ricorrendo come di recente al terrore contro le popolazioni dei villaggi nella speranza che la pressione esercitata sugli attivisti li costringa a rinunciare al confronto con le forze israeliane di occupazione. Dopo esser riusciti a mettere fine alle manifestazioni settimanali di Beit Ummar, ora nutrono maggiori speranze. Tuttavia, l'incremento degli sforzi negli sgomberi in poche aree rurali sembrano sviluppare un effetto opposto. La frustrazione dello stato israeliano si esprime negli sgomberi di massa di decine di migliaia di Beduini all'interno di Israele. Gli eroici villaggi di Bil'in, Ni'ilin, Nabi Saleh, Qaddum, Sheikh Jarrah, colline sud di Hebron ed il comitato di coordinamento della lotta popolare continuano ad aderire alla lotta unitaria insieme agli israeliani di Anarchici Contro il Muro e ad altri attivisti israeliani. Palestesi distruggono la barriera della separazione in due villaggi della Cisgiordania Durante le prime ore di venerdì mattina, palestinesi di tre villaggi hanno preso parte ad una "azione diretta" per distruggere parti della barriera della separazione. A Bir Nabala, situato sull'altro lato della Strada 443, i Palestinesi hanno usato martelli per aprire un buco nel muro, mentre i Palestinesi di Rafat (vicino il carcere militare di Ofer) hanno tagliato 20 metri del recinto di sicurezza che confina col loro villaggio. http://972mag.com/photos-palestinians-destroy-separatio...1937/ L'esercito non c'era durante l'azione e nessun giornalista era stato invitato. A Bil'in è stato rimosso l'intero cancello del muro, lasciando spalancato un buco a sorpresa per i soldati. Palestinesi usano un martello per aprire un varco nel muro della separazione nel villaggio di Bir Nabala in Cisgiordania. (foto: Activestills) Palestinesi in Cisgiordania nel villaggio di Rafat tagliano il recinto della separazione vicino al carcere militare di Ofer. (foto: Activestiils) Per ulteriori analisi ed ultime notizie visitare il profilo +972 Magazine's Facebook oppure su Twitter. La nostra newsletter contiene un esaustivo elenco degli eventi della settimana. 14/11/2013 Bilin, un gruppo di giovani palestinesi organizzati dal Comitato Popolare contro il Muro e gli insediamenti di Bilin lacera un cancello principale del muro israeliano dell'apartheid a Bilin a mezzanotte, e si è poi spostato verso il villaggio per ricordare l'occupazione che continuiamo a rifiutare. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=618144088231911 15.11.2013 Un gruppo di attivisti palestinesi demolisce parte del muro in cemento che isola la città di Gerusalemme dal villaggio di Bir Nabala.. Haitham Khatib https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201788401564725 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201789212905008 Haitham Al Khatib Servizio TV palestinese sulle azioni dirette a contro il muro a Bil'in, Bir Naballa e Rafa'at 17/11/2013. Nuovo raid notturno nel villagio di Bil'in - 6 jeep israeliane hanno scorazzato per il villaggio dalle 2.30 per riprendersi il cancello del muro dell'apartheid "confiscato" il venerdì prima. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=619593028087017 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=648035735241125 https://www.youtube.com/watch?v=aPwVmAKvMvU (Anteprima) Riproduci (Mostra collegamento) تقرير علي دار علي ليلة من التحرير دخلنا فيها القدس ومحيط سجن عوفر ali darali حصريا لتلفزيون فلسطين : ليلة كاملة من العمل ، نشطاء المقاومة الشعبية وبعض المتضامنين ، يهدمون مقاطع من جدار الفصل العنصري في بلدة بير نبالا شمال غرب مدينة القدس المحتلة ، ويقطعون اسلاكا شائكة في محيط سجن عوفر الاحتلالي، فيما ازال عدد آخر بوابة عسكرية على اراضي بلعين . تصوير :محمد راضي / مونتاج : علي الطويل (Mostra collegamento) Lotta dei Beduini Continua lo sgombero strisciante dei cittadini palestinesi dentro i confini israeliani del 1948. Domenica, nella comune di Sdeh Boker, una riunione speciale del consiglio dei ministri ha deciso lo sgombero di 500 persone della tribù di Um Hiran per metterci una città nazional-religiosa. La stessa tribù era stata sgomberata nel 1956 dalla terra degli antenati vicino all'insediamento della comune di Shoval. La manifestazione unitaria davanti alla comune è finita con il fermo di due persone e l'arresto di un membro palestinese del Parlamento. Almeno tre attivisti sono stati arrestati per una protesta contro lo sgombero di due villaggi beduini nel Negev. Il governo israeliano sta tenendo un incontro speciale nel kibbutz di Sde Boker, dove Ben-Gurion si era ritirato e dove è sepolto, per approvare il piano di sgombero. Gli attivisti stanno protestando fuori del kibbutz sede della riunione del governo. Dopo che i Beduini sono stati forzatamente trasferiti in una delle municipalità più povere di Israele, il governo ha pianificato di costruire un insediamento ebraico sulle rovine delle loro case. Ancor peggio, i Beduini di Umm el-Hiran hanno ricevuto dall'esercito l'ordinanza di vivere nell'attuale sito dopo essere già stati sgomberati nel 1948. Ulteriori informazioni su: http://972mag.com/government-to-confirm-destruction-of-...1638/ https://fbcdn-sphotos-a-a.akamaihd.net/hphotos-ak-frc1/...n.jpg https://www.facebook.com/events/645799542106803 Manifestazione a Giaffa contro il Piano Prawer, 16.11.2013 In anticipo sulla "giornata dell'ira" prevista per il 30.11.2013, gli attivisti di Giaffa, sia palestinesi che ebrei, hanno protestato nella storica piazza dell'orologio contro il Piano Prawer che minaccia di sgomberare almeno 30mila Beduini dalle loro case situate in "villaggi non riconosciuti" verso la zona del Naqab / Negev, nel sud della Palestina. Anche prima che il piano venisse sottoposto al voto parlamentare, il governo israeliano aveva già deciso la demolizione dei due villaggi beduini di Umm al-Hiran ed 'Atir, allo scopo di costruirvi Hiran, un insediamento di soli ebrei. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4502263184304...50543 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151667042787554 Bil'in 8.11.13 "Bil'in rivisitata: come cambia la vita quotidiana sotto l'occupazione Partecipare alla manifestazione settimanale contro il muro a Bil’in senza esitazione, mette a nudo le piccole differenze nella routine dell'occupazione e della resistenza. Sono passati due mesi dalla mia ultima visita a Bil’in. Non troppi, ma abbastanza da notare improvvisamente alcuni piccoli cambiamenti occorsi nell'ambiente di vita quotidiano, cambiamenti che le persone possono a volte non notare se ci stai dentro. Il primo lo si nota sulla via da Tel Aviv. Passando per l'insediamento di Hashmonaim sono rimasto sorpreso nel realizzare all'improvviso che c'era un recinto in meno – e questo in una regione in cui recinti e muri tendono a proliferare, non a scomparire. Il recinto in questione separava gli uliveti del villaggio vicino a Ni’ilin dalla strada principale che usano la maggior parte dei coloni. Dopo parecchi anni di costruzione, il muro della separazione a Ni'ilin è stato completato e questi uliveti sono ora irraggiungibili per la maggior parte dei palestinesi; qualcuno deve essersi accorto che il recinto non era più necessario a proteggere la strada. La vista, ovviamente, è più godibile che non attraverso una rete metallica, ma accorgersi che la ratio che sta dietro la sua rimozione è quella di collegare le terre palestinesi alle strade dei coloni continuando a tenere il villaggio isolato, rende le cose un po' più amare. Il secondo lo si avverte dove una volta c'era il posto di blocco di Ni’ilin. Apparentemente, l'intera base militare che comprendeva il posto di blocco è stata di recente privatizzata ed è ora gestita da una agenzia di sicurezza (il cui nome non si trova da nessuna parte) ed il nome è cambiato nel più orecchiabile “Hashmonaim Crossing.” Non un posto di confine, attenzione, dal momento che non si trova su confini riconosciuti a livello internazionale e che ci sono ancora coloni e soldati dall'altra parte. E' solo un "crossing". Un attraversamento. I soldati sono stati veloci nell'aprire il fuoco sul corteo ma il vento a loro sfavorevole ha ridotto gli effetti dei gas. Dopo circa due ore di manifestazione, con saltuarie scariche di lacrimogeni e lancio di pietre da parte dei giovani verso i soldati dietro il muro, siamo ritornati al villaggio. Appena di ritorno dall'aver portato la bandiera nella manifestazione del venerdì n°455 a Bil'in (8/11/2013). Io, altri 5 israeliani, dozzine di residenti di Bil'in e dozzine di internazionali abbiamo evitato per più di un'ora il massiccio lancio di gas lacrimogeni nei pressi del cancello del muro, ma la maggior parte di noi era fuori tiro per le forze di stato. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=615216138524706 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.5394354894823...26831 Rani Abdel Fatah https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10202488263711009 Mohammed Basman Yasin https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/media_set?set...50807 Manifestazione settimanale a Bil'in ..15.11.2013 La manifestazione è iniziata con la preghiera nel querceto di Abu Lamoun, alla presenza di molti locali e molti ospiti. I manifestanti poi si sono diretti verso il buco nel muro. A 100 metri dal muro i manifestanti si sono radunati per ascoltare il comizio di Jibril Rajoub, che è stato leggermente colpito dai gas mentre stava parlando. Poi, mentre i manifestanti avanzavano con prudenza e pacificamente verso i soldati, con i giovani disponibili a non lanciare pietre su richiesta degli organizzatori del corteo, i soldati hanno iniziato a riempire l'aria con i gas. I manifestanti sono stati costretti a ripiegare, un'auto-TV è stata colpita ed ha preso fuoco (per fortuna subito spento), ed i giovani hanno iniziato a replicare con le pietre. Alcuni manifestanti hanno fatto dei graffiti sul muro, inseguiti dai soldati. L'ambulanza aveva il suo da fare, ma per quanto mi consta tutti i feriti sono stati soccorsi. I soldati hanno continuato ad avanzare, sparando gas e proiettili a lungo. Haitham Al Khatib https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201792942278240 Haitham Al Khatib https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201792928357892 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7658912167608...07611 https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10201792942278240 Attivisti "dipingono" il muro della separazione mentre le forze di stato si scatenano contro il corteo. VIDEO https://www.facebook.com/photo.php?v=504082113032308 Basel Mansour https://www.facebook.com/bmansour1/posts/10202030733322851 MA’SARAH Corteo nell'anniversario del nono anniversario dell'assassinio di Yasser Arafat. Corteo contro il negoziato e per la condanna dell'uccisione di giovani nei checkpoint israeliani in Cisgiordania. Corteo organizzato dalla resistenza popolare contro il muro dell'apartheid. Dopo la preghiera del venerdì il corteo non-violento si è mosso da centro Al-Shomou’ nel villaggio di Ma’sara con la partecipazione di dozzine di locali e di internazionali, che sventolavano bandiere palestinesi, foto-poster dei prigionieri di cui si chiedeva la liberazione insieme alla fine dell'occupazione israeliana. Appena il corteo ha raggiunto l'ingresso di Al- Ma’sara’s in direzione delle terre confiscate dove gli internazionali ed i manifestanti avevano sorpreso le forze di occupazione israeliane organizzando una partita di calcio, i soldati sono arrivati con i loro veicoli dichiarando l'area zona militare chiusa. A quel punto, l'esercito israeliano ha arrestato un attivista francese nel corso di un attacco con scudi di plastica. In questo caso, Mahmoud Zawahrah coordinatore della resistenza popolare contro il muro dell'apartheid e contro gli insediamenti, ha condannato le uccisioni di giovani palestinesi che si verifcano ai checkpoints israeliani, ha affermato che la resistenza andrà avanti finchè l'occupazione sionista israeliana svanirà e sarà finalmente richiesto l'intervento della comunità internazionale per mettere fine all'occupazione israeliana. https://www.facebook.com/AlMasraPress/photos Nabi Saleh La manifestazione settimanale di venerdì 08/11/2013 contro l'occupazione israeliana e contro il furto della terra ha commemorato Yasser Arafat, i cui resti sono stati esumati ed analizzati. L'autopsia ha chiaramente evidenziato che il presidente Arafat morì per cause non naturali, presumibilmente per avvelenamento da polonio. I residenti portavano foto di Arafat per protestare contro la sua uccisione. Insieme a loro attivisti internazionali ed israeliani. Mentre i manifestanti procedevano verso il cancello chiuso vicino alla torre di guardia militare, i soldati hanno disperso la manifestazione con lacrimogeni ed proiettili d'acciaio ricoperti di gomma. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.6509254749519...62736 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4465935754603...50543 israel putermam http://www.youtube.com/watch?v=zmW5vyyBTks (Anteprima) Riproduci (Mostra collegamento) village of Nabi Saleh, West Bank, November 8, 2013 yisraelpnm Palestnians, Israeli and international activists march during the weekly protest against the occupation in the West Bank village of Nabi Saleh, November 8, 2013 (Mostra collegamento) 15-11-13 La manifestazione settimanale nel villaggio di Nabi Saleh ha commemorato Rushdi Tamimi, un giovane del posto, padre di un infante, colpito un anno fa dai soldati israeliani durante una protesta contro la guerra su Gaza. Tamimi morì due giorni dopo per le ferite subite e venne seppellito nel cimitero del villaggio, da dove è partita la manifestazione odierna. I residenti, tra cui la famiglia di Rushdi Tamimi, hanno marciato dal cimitero verso il luogo dell'uccisione, portando striscioni con la sua immagine e bandiere palestinesi, sfidando i soldati israeliani che cercavano di reprimere la manifestazione. Hanno sparato lacrimogeni e proiettili d'acciaio ricoperti di gomma contro i manifestanti, residenti ed attivisti sia internazionali che israeliani, uniti nella manifestazione. By: Haim Schwarczenberg https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4496547251542...50543 David Reeb http://youtu.be/XZqT8Ndyyoc N'ilin 15-11-12 yisraelpnm https://www.youtube.com/watch?v=-E8irBvFSVY Qaddum Bambini senza infanzia: Oggi a Qaddum: 15/11/2013, alle 9:00, le forze di occupazione hanno invaso il villaggio di Qadum lanciando granate assordanti sulle case ed arrestando 4 bambini: 1 - Ahmed Abd Salam di 5 anni - Ahmad ha detto: "Mi hanno colpito alla gamba destra" 2 - Tariq Hcamt di 9 anni. Tariq ha detto "Mi hanno legato le mani" 3 - Malik Hacamt di 8 anni. 4 - Hussam Khaldun di 8 anni. Li hanno rilasciati dopo ore di detenzione Visualizzare l'occupazione: bambini sotto il regile legale israeliano | +972 Magazine 972mag.com I differenti sistemi legali usati per israeliani e palestinesi vengono usati anche per i bambini. Come +972 ha copiosamente documentato, ci sono bambini palestinesi arrestati dall'esercito ttp://www.facebook.com/avi.shavit.1/media_set?set=a.53...46289 "Guarda il video - nessun ferito, nessun arrestato, Qaddum ha vinto ancora". Odai Qaddomi http://www.youtube.com/watch?v=ie2WFvi6Fh0 (Anteprima) Riproduci (Mostra collegamento) كفر قدوم:مواجهات عنيفة مع الاحتلال في ذكرى استشهاد القائد ياسر عرفات Odai Qaddomi تابعونا على صفحتنا الرسمية الفيس بوك لمعرفة اخر الاخبار ومشاهدة الصور والفيديوهات المسيرة كفرقدوم https://www.facebook.com/AlMasira.KufurKaddom (Mostra collegamento) Qaddum, 15 Novembre 2013 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.6539045212982...14816 Shaykh Jarrah I residenti di Sheikh Jarrah stanno continuando i loro presidi nel quartiere ogni venerdì, protestando contro gli sgomberi violenti dalle loro case, contro la presa in possesso del quartiere da parte dei coloni e contro la giudaizzazione di Gerusalemme est. Chiedono sostegno a chiunque voglia sostenere la loro lotta, per essere presenti venerdì 15 novembre al presidio a sostegno della loro lotta. il presidio inizia alle 15.00 nei giardini di Sheikh Jarrah Garden, tra Nablus Road e Dahlmann St. TAMIMI PRESS https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10152341565294688 Colline sud di Hebron questa settimana accompagnamento dei contadini e pastori palestinesi in diverse località delle colline sud di Hebron. Ancora maltrattamenti contro i contadini ed i pastori palestinesi da parte dei coloni e dell'esercito. Tel-Aviv-Jaffa Sabato 16-11-13. A mezzogiorno gli attivisti palestinesi di Giaffa con attivisti di Tel Aviv hanno fatto un presidio sotto la torre dell'orologio di Giaffa per protestare contro il piano Praver che prevede lo sgombero di 30mila Beduini. "In anticipo sulla "giornata nazionale dell'ira" del 30.11.2013, gli attivisti di Giaffa, sia palestinesi che ebrei, hanno protestatto nella storica piazza dell'orologio contro il piano Prawer che minaccia lo sgombero di almeno 30mila Beduini dalle loro case in "villaggi non riconosciuti" verso il Naqab / Negev, nella Palestina meridionale. Anche prima che il piano venisse sottoposto al voto parlamentare, il governo israeliano aveva già deciso la demolizione dei due villaggi beduini di Umm al-Hiran ed 'Atir, allo scopo di costruirvi Hiran, un insediamento di soli ebrei." Sabato sera 3 dozzine di attivisti sociali - tra cui una mezza dozzina dei comunisti-anarchici di Ahdut (Unità) e mezza dozzina di altri anarchici, si sono ritrovati davanti alla casa del ministro della giustizia per protestare contro la violenza della polizia ed il fallimento dell'inchiesta interna alla polizia per individuare gli agenti violenti. Dopo una lunga sosta abbiamo manifestato per le strade del quartiere. https://www.youtube.com/watch?v=jODl5e1-RLI (See clearly at 1:04 - 1:08) https://www.facebook.com/media/set/?set=pcb.442695835834758 http://tv.social.org.il/social/2013/11/17/demo-against-...mahas Burqa Da più di 10 anni il villaggio di Burqa vicino Ramallah è isolato dalla città a cui era strettamente collegato. La strada che univa il villaggio alla città e su cui dipendeva economicamente e per i servizi sanitari, è stata bloccata da un'arbitraria decisione dei militari e da allora è chiusa. Il popolo di Burqa deve subire ogni giorno le violenze dei coloni che minacciano la vita dei residenti e sono giunti l'anno scorso persino a bruciare la moschea del villaggio insieme ad alcune auto, mentre in un'altra occasione hanno bruciato 3 auto e fatto un graffito offensivo sulla facciata della ricostruita moschea. 1000 dunam (1 dunam = 1000mq,ndt) delle terre private di Burqa sono state occupate da avanposti dei coloni di Givat Assaf e Migron. La perfiferia di Burqa che è controllata da armati coloni fuorilegge è diventata una zona pericolosa per i residenti, costringendo i pastori del villaggio a rinunciare alla loro attività ed alla loro fonte di reddito. Ed i militari sovraintendono a tutto ciò e proteggono le azioni dei coloni. Burqa è indifesa e nessuno ascolta il suo urlo di dolore. Il popolo di Burqa si è trattenuto per molto tempo. Avevano la speranza che il loro approccio pacifico sarebbe stato colto dai governanti, i quali avrebbero almeno messo fine ad un peggioramento delle cose se non proprio al risarcimento delle ingiustizie. Domani (18-11-13) alle 15.00 ci sarà un meeting a Burqa con i rappresentanti dei villaggi vicini di Dir Dibwan, Ein Yabrud e Bitin. Ci hanno invitato come Anarchici Contro il Muro. ================================= lan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/ Anarchici Contro Il Muro http://www.awalls.org Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)