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domenica 13 marzo 2016

18 marzo sciopero generale contro la guerra e l'autoritarismo del mondo del lavororo





 
 
 
 
 
Il SI Cobas, La Cub e l’USI-Ait hanno indetto per l’intera giornata di Venerdì 18 Marzo uno Sciopero Generale Nazionale, che vedrà i due cortei principali snodarsi tra le vie di Milano e Napoli.

 

Con questo sciopero ci opponiamo

·           alle legislazioni degli ultimi decenni e in particolare al Jobs Act che hanno cancellato diritti conquistati con la lotta, liberalizzato i licenziamenti, reso precari tutti i contratti di lavoro esistenti,

·           agli accordi tra padroni e sindacati venduti che espellono la democrazia e il dissenso dai luoghi di lavoro.

 

Nello stesso tempo lo sciopero si propone di  unificare le lotte, diffuse ma frastagliate, di quei settori che si oppongono alla brutale offensiva del grande capitale e del suo governo e in molti casi riescono a strappare miglioramenti,(vedi accordi della logistica) per generalizzarle agli altri settori e creare un fronte di classe.

All’offensiva interna contro i lavoratori corrisponde un’offensiva esterna degli Stati imperialisti per imporre e spartire il loro dominio sul mondo. Per questo la nostra lotta è tutt’uno con la lotta contro tutte le guerre di oppressione che alimentano il terrorismo  e minacciano esperienze   rivoluzionarie dal basso (es. a Kobane nel Rojava).

Quindi un forte NO A OGNI INTERVENTO MILITARE ITALIANO, in Libia o altrove!

Chiediamo la cancellazione delle pessime riforme sulla scuola che hanno sottratto risorse a quella pubblica per privilegiare le private e che l’hanno sottomessa agli interessi speculativi delle aziende, regalandovi manodopera gratuita con l’alternanza scuola-lavoro.

Rivendichiamo una sanità gratuita e di qualità, un reddito dignitoso per disoccupati e precari, un aumento delle pensioni e l’uguaglianza per gli immigrati.

Lottiamo contro inquinamento e devastazione ambientale, commessi in funzione degli interessi del capitalismo, per la difesa della salute.

Lottiamo per il  diritto all’abitare, negato dalle politiche antipopolari dei governi che, per favorire la speculazione edilizia, svendono le case popolari ai privati e criminalizzano gli occupanti in stato di necessità con minacce e sgomberi militarizzati.

 

Contro questo crescendo di macelleria sociale ai danni dei lavoratori, degli studenti, dei pensionati, dei disoccupati, degli inquilini è necessario unirci e lottare.

mercoledì 8 aprile 2015

CORTEO INTERNAZIONALE DEL PRIMO MAGGIO A MILANO - Partenza da Pordenone

Stringono i tempi per organizzare una corriera dal nord-est per manifestare il primo maggio a Milano contro Expo. Invitiamo tutti gli interessati di contattarci ai seguenti numeri di cellulare: 3396812954 (Lino) oppure 3425622991 (Michele) La quota indicativa da pagare a persona é di: - 30 euro mentre per i lavoratori - 15 euro per gli studenti, i precari e disoccupati La società di trasporti ci ha concesso ancora una settimana di tempo, sollecitiamo gli interessati a comunicare nel più breve tempo possibile la propria disponibilità al fine di valutare l'adesione numerica e confermare il noleggio della corriera. Alleghiamo testo appello e programma manifestazione. ------------------------------------------------------------------------------- CORTEO INTERNAZIONALE DEL PRIMO MAGGIO A MILANO / STREET DEMO ON INTERNATIONAL WORKERS’ DAY IN MILAN Da Milano all’Europa: primo maggio 2015 tutt@ a Milano, capitale della crisi Al settimo anno di crisi, l’orgoglio precario si è tramutato in rabbia e indignazione per la disoccupazione dilagante e l’immiserimento crescente che le politiche di austerità, dettate da BCE, Fmi e tutta l’eurocrazia, hanno imposto alla maggioranza della popolazione, particolarmente in Italia, Grecia e nel resto dell’Europa Latina. Massacro sociale, saccheggio di ricchezza e beni comuni, fine della città pubblica, sono i tratti comuni delle soluzioni imposte per rispondere alla crisi. L’intero spazio urbano è oggi fulcro di tensioni non controllabili, dominato dalla rendita e dalla spirale speculativa, dal consumo di suolo e dalla formula della città vetrina, in cui il brand territoriale è tutto e i bisogni degli abitanti nulla: dalla distruzione del territorio e la militarizzazione della vita dei suoi abitanti, come succede in Val Susa, fino all’attacco ai quartieri popolari delle nostre città. Anche l’Italia subisce sulla pelle viva della popolazione la precarizzazione delle vite, la repressione e la chiusura degli spazi di attivismo e critica politica, la devastazione e lo sfruttamento dei territori e di tutte le forme senzienti che li rendono vivi. In linea con i suoi omologhi europei e con i suoi predecessori, Renzi ha definitivamente dichiarato guerra agli abitanti delle città e dei territori. Il sigillo di questo attacco è la sospensione del Primo Maggio, a beneficio dell’uno maggio inaugurale di Expo 2015, l’Esposizione Universale figlia di questi processi e poteri, che proprio il 1° maggio si autocelebreranno a Milano alla faccia di tutte e tutti quelli che vengono quotidianamente sfruttati con condizioni di lavoro e di vita degradanti e umiliati con il free job. Le scelte e le azioni della governance di Expo e della crisi sono aggressioni violente verso i giovani, i migranti, i lavoratori e i poveri. A questo si aggiunge una narrazione tossica, che ricicla sponsor imbarazzanti (CocaCola, Nestlè, McDonald’s), e legittima con la loro presenza governi dittatoriali e stati come Israele e le sue politiche contro il popolo palestinese. Così come nocivo e specista è il modello di sostenibilità e alimentazione che Expo propone, distruttivo per l’eco-sistema e basato sul dominio umano sulle altre specie viventi. Respingiamo questo clima, rimandiamo questi attacchi al mittente. Costruiamo una convergenza di blocchi sociali uniti dalla volontà di smettere di subire e tornare a contrattaccare. Per questi motivi, in contemporanea con l’apertura dei cancelli di Expo2015, la rete metrolombarda Attitudine NoExpo e l’opposizione sociale italiana lanciano questo appello. Dal 2001 il Primo Maggio a Milano è MayDay Parade, parade delle precarie e dei precari insorgenti e queer. Ma il 1° maggio 2015 sarà anche di più: un corteo internazionale gioiosamente e lucidamente incazzato, ribelle, popolare che attraversi il centro di Milano, capitale della crisi e della precarietà, vetrina per Expo, ribadendo che ExpoFaMale e che noi lo sciopereremo, che gratis non si lavora, che le ricette di Renzi e della Trojka non ci piacciono, solidali coi lavoratori della Scala sotto ricatto per la Turandot e con le migliaia di persone che il 1° maggio 2015 saranno costrette a lavorare, in barba a ogni norma e sentenza. Chiediamo a tutte le studentesse e gli studenti, a tutte le precarie e i precari, a tutte le disoccupate e i disoccupati, a tutte le migranti e a tutti i migranti, ai lavoratori e alle lavoratrici, agli artisti e alle artiste di strada, a tutte le attiviste e attivisti d’Europa e del Mondo, di unirsi a noi in un gigantesco corteo e di partecipare alle iniziative che abbiamo previsto a Milano dal 29 aprile al 3 maggio con il seguente programma: 29 APRILE MILANO SI OPPONE ALLA MARCIA FASCISTA- coordinamento Fascisti e Razzisti No Grazie 30 APRILE: CORTEO STUDENTESCO NAZIONALE- INIZIO CAMPEGGIO INTERNAZIONALE NOEXPO che durerà fino al 3 maggio con dibattiti e workshop 1 MAGGIO: #NOEXPOMAYDAY 2 MAGGIO: MOBILITAZIONI DIFFUSE CONTRO EXPO 3 MAGGIO: ASSEMBLEA PLENARIA GENERALE di lancio della mobilitazione per i 6 mesi di Expo e DAL 3 MAGGIO IN AVANTI: 6 MESI DI #ALTEREXPO! conflitto, incontro e alternativa contro il modello Expo e oltre i grandi eventi IL PRIMO MAGGIO 2015 TUTTI/⁠E A MILANO #NOEXPOMAYDAY MAYDAY, MAYDAY! 1 maggio 2015 @ 14:00 – 15:00 Piazza XXIV Maggio Milano Da Milano ad Atene, da Istanbul a Kobane, da Berlino a Madrid, da New York a Melbourne since 1886, the Workers’ World Expo I compagni e le compagne della Rete Attitudine Noexpo

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)