„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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sabato 18 giugno 2016
sabato 21 novembre 2015
E' uscito Alternativa Libertaria - novembre 2015
SOMMARIO
- Per una vita senza tornelli,
a cura di Alternativa Libertaria/Fdca Roma
- DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO,
a cura di Alternativa Libertaria/Fdca Cremonese
- Una tragedia operaia,
di Omar C. per Alternativa Libertaria/FdCA Trento
-Utopia, scuola libera a Genova,
a cura di Spazio Libero Utopia rotta334@inventati.org
per leggerla o ricevere copie PDF o cartacea
vai su www.fdca.it o scrivi alla sezione di Alternativa Libertaria/FdCA più vicina
- Per una vita senza tornelli,
a cura di Alternativa Libertaria/Fdca Roma
- DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO,
a cura di Alternativa Libertaria/Fdca Cremonese
- Una tragedia operaia,
di Omar C. per Alternativa Libertaria/FdCA Trento
-Utopia, scuola libera a Genova,
a cura di Spazio Libero Utopia rotta334@inventati.org
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giovedì 28 maggio 2015
Alternativa libertaria - foglio telematico della federazione Alternativa libertaria / Federazione dei comunisti anarchici
E' uscito il numero di maggio 2015 del foglio "Alternativa Libertaria"
indice:
Ambiente: EXPO 2015 - nutrire il capitalismo, energie per lo sfruttamento, FdCA
Storia: 1914-1918 - Il grande massacro
Lavoro: Nel mondo
Internazionale: Palestina-Israele, Ilan Shalif
scrivi a fdca@fdca.it o visita il sito
martedì 11 novembre 2014
IL GIALLO DEL TRENO SCOMPARSO
testo apparso sul numero di ottobre di "Alternativa libertaria - Liguria"
Nella giornata di venerdì, su televisioni, giornali on- line in diretta, tv locali e nazionali e tramite passaparola via internet, una valanga di foto e di parole hanno accompagnato gli aggiornamenti sulla ennesima , tragica alluvione a Genova. Tra queste notizie alcuni ricordano di aver sentito parlare di un treno deragliato a causa di una frana. Un treno che deraglia , qualcuno avrà pensato, non è cosa da poco...
Si parla di un macchinista ferito. Si è rischiata una tragedia.
Poi non se ne è saputo più nulla: nessuno ha visto le immagini in tv del treno e, tanto meno, nessuno ha assistito ad un'intervista al macchinista o a qualcuno dei passeggeri. Chissà... passato qualche giorno ne rimarrà un vago ricordo, qualcuno, forse, arriverà persino a dubitare che il fatto sia realmente accaduto...
A fare bene attenzione si scopre che l'indicazione del luogo è stata evasiva e, in qualche caso sbagliata...eppure non era difficile dare l'indicazione giusta perchè, in corrispondenza di quel punto, che“combinazione”, pochi metri più sopra c'è un grande scavo per il cantiere del terzo valico.
Ma allora: che fine ha fatto quel treno ?
Se lo sono mangiato i media: quello che loro raccontano è “ reale”, quello che si omette, si nasconde, si fa sparire non è mai successo.
Mentre assistiamo allo scaricabarile delle responsabilità, come se si trattasse SOLO di un problema di allerta, non è escluso che l'attenzione e la rabbia verranno convogliati verso il sindaco di turno, la Vincenzi ieri, Doria oggi; morto un papa se ne farà un altro. Non importa il colore sbiadito politico che lo accompagnerà, l'importante è che non venga toccato il sistema affaristico speculativo che sta a monte della non gestione del territorio. Lo stesso sistema affaristico speculativo che sta dietro alla logica delle grandi opere (che permettono lauti guadagni in poche mani) al posto delle numerose piccole opere necessarie per affrontare, per esempio, il problema dei dissesti idrogeologici. La parola prevenzione è sempre troppo poco pronunciata, e rimane, comunque, soltanto un esercizio retorico da effettuare nel momento dei danni. Eppure bisognerà affrontare il problema dell'abbandono, dello spopolamento progressivo di chi, abitando sui monti con il proprio lavoro, costituiva un primo elemento di prevenzione ai dissesti. Molteplici e diversificati interventi si impongono se vogliamo cercare di vivere in un ambiente più sicuro lottando sia contro il degrado che le sempre più frequenti anomalie climatiche... e ci sarebbe anche la possibiltà di creare qualche posto di lavoro in più. Ma tutto questo, nel breve termine, non regala né voti né facili guadagni. E bisogna pure lottare contro i palazzinari che continuano a costruire negli alvei dei torrenti.
E' tutto questo che sta a indicare il treno scomparso. Per uno scherzo del destino, o per un sussulto della montagna ferita, l'inevitabile frana è andata a intralciare un treno veloce , una Freccia Bianca.
E' per la creazione di treni ancora più veloci e costosi, che si vogliono sottrarre risorse per il traffico dei pendolari, per il trasporto merci su rotaia, potenziabile sulle linee già esistenti, attualmente sottoutilizzate, e per tante altre cose di cui ci sarebbe bisogno.
Per uno scherzo del destino la frana ha puntato il dito accusatore su tutto questo, ha ricordato ai ciechi, ai sordi e agli ignoranti come disboscamenti insensati e sbancamenti di terra causano facilmente frane, ed ha ricordato anche come delle opere mastodontiche eseguite in economia e date in appalto a ditte in odor di mafia (quando non sono già state condannate) possano essere pericolose. E come possono questi stessi signori per bene rassicurarci che l'estrazione del terreno, ricco di amianto , gestita da loro non costituisce un pericolo ? Tutto questo stava a indicare il treno deragliato, e allora, meglio non parlarne e farlo sparire; ci penseranno gli uomini del Cociv a dire ai bambini nelle scuole elementari che l'Opera è bella.
Allora riprendiamolaLeggendo i comunicati dei comitati No Tav si può sapere che:
Venerdì mattina intorno alle 12 una frana provocata dal disboscamento di COCIV a Trasta per la realizzazione del cantiere del Terzo Valico, il cosiddetto cantiere “Galleria Campasso” in via Castel Morrone, a Fegino (e non a S Quirico come è stato detto !) ha bloccato il Freccia Bianca 9764 Roma-Torino. La massa di terra, staccatasi dal cantiere, è crollata su quattro vagoni del convoglio , ferendo incredibilmente solo il macchinista, causando il deragliamento del treno con la fuoriuscita dai binari di numerosi vagoni.
No all'OMERTAV ! Ribellarsi è possibile!
Roberto Pisani (un terrorista no tav)
martedì 14 ottobre 2014
Il PD non è un movimento anarchico
Ci mancherebbe altro! ce ne vergogneremmo profondamente!
Cosa sia ora il PD è per noi abbastanza chiaro: un partito di centro di natura e principi oligarchici che si dedica alla gestione degli affari dell’oligarchia che rappresenta.
Gestore e garante degli affari, e spesso del malaffare, di un paese dove almeno un terzo della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e dove un ristretto
gruppo di famiglie possiede la maggior parte delle ricchezze, uno dei paesi dove la distribuzione della ricchezza è tra le più ineguali del mondo, dove la stampa e i media
sono asserviti al potere, dove le classi sfruttate di proletari e sottoproletari sono emarginate dalla vita politica.
Né più nobili sono le sue origini se si guarda alle componenti storiche che hanno concorso alla sua formazione: Partito Comunista Italiano e Democrazia Cristiana.
Partito Comunista Italiano
Nato nel 1921 da una scissione del Partito Socialista Italiano. sotto la direzione di Amedeo Bordiga esso prese le distanze dalla “Politica del Fronte Unico antifascista”,
sconfessando quei suoi militanti che aderirono al Fronte Unico antifascista affermando:
“…ma che cosa volete fare
Con della gente dalla mente tanto confusa
Gente che non ha letto probabilmente
Nemmeno il terzo libro del Capitale”
(dall’inno degli Arditi del popolo: Siam del popolo gli arditi)
Divenuto ben presto terzinterniazionalista venne diretto da uomini di fiducia del Comintern di stretta obbedienza moscovita, scaricò ben presto il suo leader Gramsci e
la direzione passò a Togliatti che provvide ad epurarne scientificamente le fila, eliminando nei gulag della Siberia i dissidenti. Si distinse agli ordini di Gallo
(pseudonimo di Luigi Longo) per l’assassinio sistematico dei combattenti rivoluzionari – soprattutto degli anarchici come Camillo Berneri – durante la Guerra
civile spagnola. Continuò il sistematico omicidio delle avanguardie politiche non in linea col Partito durante la lotta antifascista e si onora di avere fra i suoi epuratori a
Napoli l’ex fascista Napolitano Giorgio, in servizio presso la federazione di Napoli.
Al PCI si deve l’amnistia a favore dei fascisti repubblichini e tra l’altro il rilascio di una patente di partigiano a Licio Gelli da parte della Federazione di Pistoia come
ringraziamento per la partecipazione all’assassinio del partigiano anarchico Silvano Fedi.
Il PCI partecipò alla nascita della Repubblica promuovendo, in accordo con la DC l’art.7 della Costituzione che garantisce ancora oggi i privilegi della Chiesa cattolica.
Espulso ben presto dal governo del paese, garantì comunque la stabilità del sistema e una opposizione sempre prona alle scelte del capitale, istituzionalizzando il dissenso,
normalizzando il sindacato (CGIL) e promuovendone l’espulsione della corrente di sinistra, obiettivo realizzato nel 1952.
La sua egemonia sulla sinistra italiana venne rimessa in discussione nel 1968 dalle lotte della classe operaia e degli studenti, ma la normalizzazione arrivò presto con la
“strategia del compromesso storico”, formulata dopo il settembre 1973 da Enrico Berlinguer, un terzinternazionalista pentito, già al servizio dell’URSS, ma attento ai
nuovi equilibri di potere in Europa. Seguirono una serie di proposte come la strategia dell’EUR in campo sindacale che portò all’introduzione della concertazione,
costruendo di fatto un sistema consociativo.
Dopo il progressivo inaridimento della “spinta propulsiva” del partito e il crollo dei regimi dell’Est Europa, nel 1991 il PCI si sciolse. Le mutate condizioni sociali del
paese indussero i suoi quadri dirigenti nel 1994 a dar vita all’aggregazione elettorale dell’Ulivo, nel quale confluirono anche i resti della disciolta democrazia Cristiana.
Da allora si realizzarono le cosiddette “convergenze parallele” e le oligarchie dei due partiti marciarono insieme, passando per diverse trasformazioni, fino a dar vita
all’attuale Partito Democratico.
La Democrazia Cristiana
Nata nel 1917 con il nome di Partito Popolare, si distinse nella lotta contro la classe operaia e contadina durante il “Biennio Rosso”, venendo sonoramente sconfitta.
Dopo la marcia su Roma una parte consistente di essa, guidata da Federzoni, confluì nel fascismo. Quando le sorti della seconda Guerra Mondiale volsero a favore degli
alleati la Chiesa cattolica decise di rivitalizzare il Partito che entrò a far parte del Comitato di Liberazione Nazionale e venne da questi rilegittimato come forza
democratica.
Nata la Repubblica, con il sostegno USA, il suo leader Alcide De Gasperi estromise le sinistre dal governo, inaugurando un lungo quarantennio di governo durante il
quale il Partito fu forza egemone, prima alleato dei partiti di centro destra e, dagli anni 70, del Partito Socialista. Come il suo epigono PCI il partito si sciolse in fasi
successive a partire dal 1993 e una parte consistente di esso entrò a far parte della coalizione dell’Ulivo. Per tramite della Margherita da quella nidiata viene Renzi,
reduce dai corsi di formazione politica fatti insieme ad Alfano. Da allora ex democristiani e ex PCI hanno avuto una storia comune.
Il PD ora: partito oligarchico di centro
Dopo una serie di modificazioni, quella che Luigi Bersani definisce come “la Ditta”, è diventata un'agenzia, ovvero un’azienda, che colloca sul mercato gli oligarchi del
paese nei settori più diversi dalla politica all’economia, dalla gestione delle istituzioni agli apparati di polizia.
E’ per questi motivi che il PD non è e non sarà mai un movimento anarchico
Tra gli anarchici, soprattutto se comunisti anarchici, vige la responsabilità collettiva che impegna chi vi aderisce a rispettare le decisioni prese in comune, mentre ogni
mandato è revocabile e sottoposto a costante verifica.
Il PD, per la sua natura composita di formazione politica centrista e a causa della sua dichiarata vocazione maggioritaria, oggi esprime un aggregato di interessi che i
comunisti anarchici combattono strenuamente.
La Redazione di Crescita Politica
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