„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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sabato 18 giugno 2016
sabato 5 dicembre 2015
NO INQUISIZIONE NO INDICE DEI LIBRI PROIBITI -comunicato dell'associazione del Libero Pensiero su Vatileaks
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Union Mondiale des Libres Penseurs - International Humanist and Ethical Union
APPELLO – COMUNICATO STAMPA
NO INQUISIZIONE NO INDICE DEI LIBRI PROIBITI
LA REPUBBLICA ITALIANA TUTELI LA LIBERTÀ DI STAMPA
Gli organi istituzionali difendano i giornalisti Fittipaldi e Nuzzi
Dal 24 novembre lo Stato della Città del Vaticano ha messo sotto processo due giornalisti, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, per aver riferito gli scandali finanziari della S. Sede nei loro documentatissimi libri inchiesta (rispettivamente Avaritia e Via crucis), stampati in Italia.
Il Vaticano non contesta la veridicità dei documenti pubblicati, ma il fatto di averli resi noti, violandone la “segretezza” a cui li avrebbe voluti confinare.
Sotto processo, quindi, non sono solo i due giornalisti, cittadini della Repubblica Italiana.
Sotto processo è il diritto (anzi, il dovere professionale) del giornalista di divulgare le notizie di cui è a conoscenza.
Sotto processo è la libertà di stampa, garantita dalla Costituzione italiana, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Sotto processo sono la libertà di pensiero, di comunicazione e di critica.
Non sorprende che questi fondamentali diritti umani non siano riconosciuti dalla monarchia assoluta vaticana, che per altro non ha mai sottoscritto la Dichiarazione universale dei diritti umani, né la Carta dell’Unione Europea.
Sorprende, invece il silenzio dello Stato italiano, che a livello istituzionale sta lasciando i due giornalisti in balia del tribunale papalino, il quale vieta agli imputati persino la difesa di avvocati non accreditati dal Foro ecclesiastico.
Lo Stato italiano deve pronunciarsi allora ufficialmente in difesa dei due giornalisti, denunciando la violenta intimidazione che con questo processo si sta perpetrando per intimorire tutti i giornalisti italiani, al fine di dissuaderli dall’indagare su ciò che il Vaticano non gradisce si sappia.
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
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