„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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venerdì 7 marzo 2014
Ucraina dopo Yanukovich . 50 sfumature di bruno
Il rovesciamento del regime autoritario non significa in nessun senso per noi la fine della nostra lotta. Nuovi dittatori sono pronti a prendere il posto del Partito delle Regioni. Essi non si faranno scrupolo nell'impiegare non solo le indebolite forze di sicurezza, ma anche i militanti di estrema destra. Il regime di polizia e di arbitrarietà giudiziaria ha meritato senza dubbio di essere rovesciato, ma adesso potrebbe essere giunto il tempo per un nuovo terrore che giustificherà ideologicamente la propria legittimità. Al momento, il potere centrale è concentrato nelle mani del partito dell'opposizione “Batkivshchyna” (Patria), che ha tentato di riunire una parte sostanziale della classe dirigente. Il suo leader, rilasciato recentemente di prigione, Yulia Tymoshenko, ha ovvie ambizioni presidenziali. Va ricordato tuttavia, che quando è stata pronunciata la sentenza contro Yulia Tymoshenko, la manifestazione in suo sostegno a Kiev ha riunito non più di cinquemila persone, e in tutte le manifestazioni di massa organizzate da questo partio le piazze sono state riempite pagando persone esterne al partito stesso. “Batkivshchyna”, come anche il Partito delle Regioni, non ha, nella pratica, alcun serio supporto nella società né una base di attivisti, ma ha risorse materiali abbastanza vaste.
Al fine di restare al potere, la squadra di Yulia Tymoshenko dovrà placare gli estremisti di destra, in particolare il “Pravy Sektor” (Settore di Destra). Due di questi tentativi sono già stati fatti – i fascisti che erano incarcerati per casi non legati ai fatti di Maidan erano stati rilasciati dopo il varo della relativa legge in Parlamento. Il nuovo Ministro dell'Interno Arsen Avakov ha promesso di inserire rappresentanti del “Pravy Sektor” nel suo ministero. Ora potremo chiamare gli sbirri “nazisti” con buona ragione. Ma “Batkivshchyna” è chiaramente terrorizzato dalla presenza nelle strutture di potere di un tale elemento fanatico e incontrollabile. Essi tenteranno allora di tenere l'estrema destra sotto controllo, non solo comprandoli ma anche compromettendoli in fatti di sangue. Infatti “Pravy Sektor” sogna di regolare vecchi conti con gli antifascisti e la loro sottocultura, per questo sono stati attentamente riforniti di fascicoli del Servizio di Sicurezza e della polizia contenenti dati personali. Probabilmente nel prossimo futuro le autorità chiuderanno i propri occhi di fronte alla violenza contro la sinistra o agli attacchi razzisti, ma se ne ricorderanno un paio di mesi dopo, quando avranno bisogno di una scusa per tenere in riga gli alleati scomodi. “Pravy Sektor” fa il proprio gioco, e lo ha fatto abbastanza a lungo. Oggi il suo leader Dmitry Jarosh reclama un posto nei più alti livelli del potere, come vice primo ministro per le agenzie di pubblica sicurezza. Allo stesso tempo, come è stato riportato dal giornalista Mustafa Nayem, in base alle registrazioni trovate nella Amministrazione Presidenziale, Yarosh era in comunicazione con Yanukovich o con i suoi rappresentanti in 20 Febbraio. Anche prima di allora, il 28 gennaio le negoziazioni tra “Pravy Sektor” ed il Servizio di Sicurezza / Ministero degli Affari Interni era stato annunciato ufficialmente. Un giorno dopo i rappresentanti della destra si lasciarono sfuggire questo fatto, dichiarando “il desiderio di prendere parte al processo di negoziazione”. Probabilmente tali negoziazioni hanno in realtà avuto luogo già da molto prima, specialmente quando si considera il background di tutte quelle organizzazioni che erano parte di “Paravy Sektor”: “Tryzub” (Tridente), come anche SNA, e come “Bely Molot” (Martello Bianco) hanno in varie forme interagito attivamente con politici appartenenti ad entrambe le parti del sistema, e con le forze di sicurezza si dagli anni '90/2000.
Il Partito “Svoboda” (Libertà) è allo stesso modo in concorrenza sia con “Batkivshchyna” che con “Pravy Sektor”. Quest'ultimo interverrà direttamente sull'elettorato di “Svoboda” e con il tempo delle elezioni la tensione tra queste due forze politiche aumenterà. Adesso svoboda ha una presidenza nell'ufficio della pubblica accusa. È simbolica, perché la polizia ed il pubblico ministero lavorano sempre a stretto contatto ed allo stesso tempo si odiano l'un l'altro; i loro interessi sono molto simili, ma di tanto in tanto entrano in conflitto. Questo è il tipo di rapporto che esiste tra “Svoboda” e “Pravy Sektor”. Il Servizio di Sicurezza è guidato da Nalivaychenko, che già deteneva il posto sotto il Presidente Yushenko. L'ufficiale capo della sicurezza del paese è famoso non solo per il procedimento postumo contro Joseph Stalin (che sembrava uno scherzo particolarmente macabro) per l'Holodomor, il genocidio ucraino, ma anche per la lotta contro “l'organizzazione terrorista Antifa finanziata dal Cremlino”. Dopo aver perso il proprio posto di lavoro, Nalivaychenko ha lavorato con l'estrema destra (incluso Eugene Karas, che sarebbe poi diventato attivista di “Svoboda”, conosciuto con lo pseudonimo “Vortex”), cercando di creare un movimento “Otpor”, ma questo progetto non ha avuto successo.
Allo stesso tempo, le regioni che non sono ancora sottomesse al nuovo governo, ma che rifiutano Yanukovych, stanno maturando propri sentimenti fascisti. I rappresentanti del Partito delle Regioni, che hanno fallito nel tentativo di unirsi alla maggioranza parlamentare, hanno fatto blocco con estremisti di destra pro-Russia e stalinisti. Imperialisti e stalinisti, Cosacchi e fanatici ortodossi - tutti insieme combattono contro dei Banderoviti (soldati di Stepan Bandera, capo militare e politico collaborazionista durante l'occupazione nazista) spesso immaginari, mentre reprimono giornalisti e attivisti per i diritti umani. Il centro bruno si trova a confrontarsi con regioni quantomeno altrettanto brune. La sola differenza è la tradizione storica a cui si richiamano. Tutti questi si concentrano sul proprio “combattere per i valori tradizionali”, facendo appello alla solidarietà sociale e allo stesso tempo tagliando drasticamente la spesa sociale.
Noi non prendiamo parte nel conflitto tra i nazionalisti Ucraini e i nazionalisti Russi. Ma molti che avevano manifestato contro il potere di Yanukovich resteranno insoddisfatti sia dalle politiche rapaci di “Batkivshchyna”, che colpirà le tasche dei lavoratori, e la “rivoluzione nazionale” del “Pravy Sektor” e di “Svoboda”, che cercheranno di eliminare quel che resta di diritti umani e libertà. Queste persone che sono indifferenti all'ultra destra e critiche nei confronti del sistema dell'opposizione, i “membri delusi di Maidan”, che possono presto riempire le file della sinistra e degli anarchici.
AST-Kiev, 24.02.2014
Автономна Спілка Трудящих / Unione Autonoma dei Lavoratori
Link esterno: http://avtonomia.net/
Tra l'incudine russa e il martello occidentale
La crisi in Ucraina assomiglia troppo a quella che negli anni novanta devastò la Jugoslavia.
In Jugoslavia l'ultimo atto della guerra venne rappresentato dall'"operazione tempesta" nella Krajina croata e vide l'espulsione in massa della popolazione serba che abitava quelle regioni da secoli.
Analogia nel nome, questione etimologica si, ma che cela la sostanza delle vicende comuni ad una zona appunto di frontiera, Ucraina come Krajina hanno lo stesso significato, terra di confine, frontiera.
Da sempre terre e popoli facili preda di nazionalismi e di una etnicizzazione dirompente nei rapporti sociali, paradosso di una storia che in Europa come negli USA si vorrebbe passata.
La visuale eurocentrica non aiuta a comprendere quanto accade e quanto è accaduto in passato nelle terre di confine. Qualche nostalgico neofascista ha voluto farci credere che l'abbattimento delle statue di Lenin o in Croazia di Tito aprissero al mondo strade nuove e felici ai popoli coinvolti, ma così non è stato, mai.
La crisi Ucraina nasce in un paese che non è mai stato uno Stato-nazione, da sempre attraversato da lingue, culture e popoli diversi, ed ora attraversato letteralmente da oleodotti e metanodotti che portano nella EU gli idrocarburi russi. Contrariamente a quanto vogliono far credere i seguaci del "complottismo", sempre pronti a cercare le cause delle rivolte sociali nelle influenze esterne, l'esplosione di rivolte a cui partecipano ampie fette di popolazione hanno sempre delle cause interne di varia natura economica, sociale e politica, su cui inoltre si innescano rivendicazioni etniche e/o religiose. Su queste poi cercano di far leva gli interessi politici ed economici delle classi borghesi nazionali e gli interessi economici e strategico-politici degli Stati imperialisti, che cercano di utilizzare gli eventi a loro favore.
In Ucraina si scontrano le differenze economiche ed etniche di due settori geo-politici: quello occidentale e centrale a prevalenza etnica ucraina, caratterizzato da una bassa industrializzazione e da un enorme bacino agricolo sotto sfruttato, storicamente più legato alle Nazioni che confinano ad occidente (e quindi più tendenzialmente all'Europa), e quello orientale e meridionale, a prevalenza etnica russa, caratterizzato da una più forte, anche se obsoleta, industrializzazione, storicamente ed economicamente più legato alla grande madre Russia.
La rivolta esplode nel settore centro occidentale ed assume, per le peculiarità sopra esposte, caratteristiche anti-Russe. Ha origini politiche, prevalentemente nelle classi medie e negli studenti che si ribellano contro la corruzione dell'apparato statale del filo russo Yanukovich, e origini socio-economiche in seguito alle illusioni delle classi lavoratrici, tradite dalle oligarchie dirigenti susseguitesi dopo la caduta del muro di Berlino e tradite dagli effetti dell'ultima crisi capitalista.
In questo scenario si inseriscono, come spesso accade a queste longitudini, i tentativi delle organizzazioni di estrema destra e fasciste di aumentare la loro influenza attraverso l'acquisizione di fette di potere politico; è la strada che stanno percorrendo organizzazioni del settore centro-occidentale, fasciste e nazionaliste, come i partiti Svoboda, Batkivshchyna e Pravy Sektor, spesso in concorrenza tra loro. Ma le organizzazioni fasciste sono proprie anche del blocco antagonista filo-russo, dove estremisti di destra, stalinisti, Cosacchi e fanatici ortodossi, combattono tutti insieme contro i Banderoviti (soldati di Stepan Bandera, capo militare e politico collaborazionista durante l'occupazione nazista). La sola differenza è la tradizione storica a cui si richiamano.
Ed in questo scenario si innescano anche le mire politico-economiche dei potentati oligarchici locali, in concorrenza tra loro, come quelli rappresentati dalla famiglia Yanukovich o da Yulia Tymoshenko, personaggio falsamente descritto dalla propaganda mediatica occidentale come un'eroina della libertà, quando in realtà è una sorta di Berlusconi ucraina, immischiata in diverse faccende finanziarie.
Ed in questo scenario, e non poteva essere altrimenti, si inseriscono gli interessi degli Stati imperialisti. Interessi che sono strategici, addirittura vitali, come quelli russi che in Crimea hanno una loro fondamentale base militare; politici come quelli nord-americani, che cercano di sfruttare il conflitto per far perdere terreno alla Russia o perlomeno di ostacolare un probabile avvicinamento di interessi tra questa e la UE. Ci sono gli interessi politici ed energetici dell'Europa, visto che l'Ucraina è, come dicevamo sopra, terra di attraversamento di importanti corridoi energetici che trasportano gli idrocarburi russi in territorio europeo. Ed infine ci sono gli interessi economici cinesi, indifferenti alla forma politica dello Stato ucraino, ma profondamente interessati alle potenzialità agricole dello stesso.
Che il conflitto, o la spartizione del paese per evitarlo, sia quindi inevitabile è quasi un dato di fatto: da un lato nazisti galiziani e nazionalisti confusi appoggiati dalla Unione Europea a caccia di mercati e di manodopera a basso costo, con a fianco l'amico/rivale Stati Uniti desideroso di spostare ad Est il fronte NATO, dall'altro la Russia che non è disposta ad essere spodestata dalla propria influenza su territori vitali.
Tutto questo impone una riflessione su quanto sta avvenendo. È fondamentale, a partire dagli strumenti analitici in possesso della prassi antiautoritaria e antimperialista, fare il possibile affinché la classe lavoratrice non sia preda dell'influenza nefasta dell'uno o dell'altro potentato interno e dell'uno o dell'altro polo imperialista. Perché troppo spesso si assiste a fatidici antimperialisti che si schierano con Putin e la Russia, oppure a parte della sinistra "per bene" che si trova a fianco dell'imperialismo americano ed europeo, a rappresentanze politiche che stanno zitte o balbettano confuse, ai seguaci della caduta tendenziale del tasso di profitto e della "comunistizzazione" subito che si perdono in analisi tanto fantasmagoriche quanto inutili.
È importante innanzitutto fare chiarezza sul fatto che il proletariato ucraino non ha governi amici, che siano di colore bruno o arancione, e che il proletariato internazionale non ha Stati amici, che siano borghesi o presunti operai. E che non esistono scorciatoie nazionaliste: l'unica strada percorribile, a corto e a lungo termine, è l'autonomia e l'autodeterminazione delle classi sfruttate a tutte le latitudini e le longitudini. Fare chiarezza su questo aspetto, in questo periodo di grande confusione, è il primo obiettivo, senza il quale non sarà possibile costruire, così come auspichiamo, una ricomposizione del fronte di classe internazionalista.
L'assenza di guerra non è pace, ma ora come ora che per evitare che il maggior numero di proletari rimangano coinvolti in una guerra fratricida, che almeno la ridisegnazione dei confini e degli assetti avvenga senza ulteriori spargimenti di sangue.
Segreteria Nazionale
Federazione dei Comunisti Anarchici
5 marzo 2014
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sabato 8 febbraio 2014
Dieudonné/Soral - L'anticapitalismo degli imbecilli - dal numero 234 di Alternative Libertaire del dicembre 2013
Si potrebbe pensare che dopo tutti i loro scivoloni e le loro prese di posizione reazionarie, non ci sarebbe più niente da scrivere sul duo tragicomico Dieudonné e Soral. Eppure la capacità di nuocere di questi due nemici del movimento rivoluzionario sembra ancora intatta. Innanzitutto questo duo d'assalto ha una sola funzione: quella di cercare di sensibilizzare alle tesi dell'estrema destra un pubblico abitualmente insensibile. Questi due tentano di confondere le acque presentandosi come al di là degli schieramenti, quando le cose stanno molto diversamente. Infatti, Soral è stato membro del Comitato Centrale del Front National (FN) prima di dare le dimissioni perchè non gli veniva data abbastanza importanza. Quanto a Dieudonné, passa il suo tempo con gente più che coinvolta con il FN e con altra gentaglia di estrema destra (come Chatillon, consigliere di Marine Le Pen e vecchio membro del GUD-Groupe Union Defense). Affitta inoltre il suo teatro al FN per delle iniziative di formazione, ricevendone lauto compenso. D'altronde le sole azioni politiche proposte da Soral si possono riassumere in un "comprate i miei prodotti, comprate i biglietti per le mie conferenze e votate per il FN".
Ascoltando i suoi discorsi, ogni tanto sembra che inserisca degli elementi interessanti e progressisti, ma sfrondando alquanto, la sua solfa è composta dai soliti vecchi ingredienti rancidi dell'estrema destra più fascisteggiante. Soral si presenta oggi come portavoce dei cittadini? Vediamo invece qual è il suo pensiero:"La sola speranza [per gli algerini, nda] è quella di tornarci [in Algeria, nda]" e ancora "La Francia sta diventando un paese di anglosassoni nevrotici invasa da maghrebini ostili". Vi ricorda forse qualcuno?
Altra questione che a volte confonde: Soral è un anticapitalista? Forse gli piacerebbe, ma malauguratamente dietro la posa da vero ribelle si sente piuttosto il conformismo più piatto.
Le sue teorie si limitano a una critica superficiale della finanza, delle multinazionali straniere ed alla più bieca apologia dei piccoli padroni.
Soral ha tra l'altro usurpato la sua reputazione di sovversivo basandosi su un cosiddetto antisionismo radicale. Si autoproclama regolarmente insieme al suo compare l'alfa e l'omega di questa lotta. E intanto alla televisione non fa che dire:"Io non sono nè filo-palestinese nè filo-israeliano, sono solo francese, signori".
Ma Soral ha una ottima opinione di un certo Pietro Sangiorgio il quale, aderente al fan-club dello stesso Soral "Uguaglianza e Riconciliazione", dice che per lui Israele è uno Stato modello.
E invece il suo antisemitismo è del tutto tangibile: Alain Soral ha ristampato "La France juive" di Drumont (figura storica dell'antisemitismo francese della fine del XIX secolo, nda) e la sua analisi del capitalismo si riduce alla denuncia del complotto pluto-giudaico.
In quanto al comico Dieudonné, tutti i suoi spettacoli sono impregnati del più becero antisemitismo e negazionismo. Aggiungiamo che Soral fa propaganda di tutte le tesi complottistiche più idiote prese dalla rete per spiegare come va il mondo.
Soral e Dieudo non sono che dei piccoli piazzisti, riflesso di un'epoca senza speranza, sono l'oppio che ottunde la coscienza rivoluzionaria.
L'ultimo numero da prestigiatori del nostro duo è stato l'indegna arringa a favore di Esteban Morillo, l'assassino del giovane antifascista Clément Méric [aggredito il 5 giugno 2013 da skinheads del gruppo di estrema destra JNR-Jeunesse National Revolutionnaire, ndt]
Riprendendo una stanca litania, il nostro duo si presenta come al di sopra delle parti e invitano al loro spettacolo Serge Ayoub, leader del gruppuscolo fascista di cui fa parte l'assassino di Méric, presentando una versione totalmente di parte dei fatti in nome del diritto alla verità.
La prima verità invece è che sarebbe il caso di ricordare che questo Serge Ayoub e Soral si conoscevano talmente bene da aver aperto insieme un bar.
E allora vi sembra ancora così divertente la comicità di questi due buffoni?
San Vincente (Alternative Libertaire - Bruxelles)
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali dal numero 234 di Alternative Libertaire del dicembre 2013)
Ucraina: novità sull'EuroMaidan
Le leggi che sono state approvate il 16 gennaio dimostrano come la fazione della classe dominante che ora controlla il governo è pronta ad instaurare una dittatura borghese e reazionaria sul modello dei regimi latinoamericani degli anni '70. Le "leggi dittatoriali" criminalizzano ogni protesta e limitano la libertà di parola; inoltre introducono il reato di "estremismo". In Parlamento, i portavoce della dittatura di classe della burocrazia corrotta e della borghesia monopolista sono il Partito delle Regioni ed il cosiddetto Partito "Comunista" d'Ucraina che da molto tempo è diventato una forza al servizio degli interessi del capitale.
Il sistema repressivo ucraino si appoggia sull'apparato di polizia e sulle bande di strada degli assaltatori filo-governativi. A volte queste strutture paramilitari sono comandate da ufficiali di polizia in pensione. Ci sono anche gli squadroni della morte. Secondo fonti attendibili, due persone sono state rapite da un ospedale e sottoposte a tortura. Una di queste è stata trovata morta in una foresta. Le forze speciali usano puntatori di precisione contro i manifestanti e non solo armi traumatizzanti. Uno degli uccisi, in base ad una foto del suo corpo, era stato colpito al cuore. In base a tutti gli elementi disponibili risulta che è stato colpito da un cecchino. La mattina del 23 gennaio, il numero degli uccisi andava da 5 a 7 persone. Ma non conosciamo il reale bilancio della violenza.
L'ideologia del regime al governo è un misto di nazionalismo stile-Putin, di teorie della cospirazione e di autoconvinzione di essere nel giusto nel governare, come elite, su una popolazione di stupidi. I gruppi di supporto alla Berkut (la principale forza anti-sommossa della polizia) sui social networks sono pieni di articoli antisemiti secondo i quali i dirigenti dell'opposizione sono ebrei che vogliono traviare il popolo legalizzando i matrimoni tra omosessuali. In questo non c'è nessuna differenza con la retorica della destra radicale ucraina.
Negli ultimi giorni non è solo la destra estrema a scontrarsi col governo, ma anche popolazione con opinioni più moderate. E sono la maggioranza dei manifestanti. Molti di loro sono indifferenti o negativamente predisposti verso il nazionalismo. Molti di loro non sono per l'integrazione nella UE. Le persone scendono in strada per protestare contro la violenza della polizia. Ed una parte significativa non è entusiasta ed è persino scettica sulle azioni in Via Grushevskogo. Spesso si sente dire che gli estremisti di destra sono il "cavallo di troia" di Yanukovych e dei servizi speciali, col compito di gettare discredito sulla protesta. Certamente ci sarebbero molti più abitanti di Kiev a partecipare alle manifestazioni se ci fosse un modo per buttare fuori dalle strade questi idioti utili al governo. In cima alle loro richieste c'è un posto di lavoro nel Servizio di Sicurezza Ucraino all'indomani della "vittoriosa rivoluzione".
Gli anarchici dovrebbero partecipare alle manifestazioni ed ai picchetti che sono predisposti per difendere il diritto alla libertà abolito dalle leggi del 16 gennaio. E' necessario attivarsi sul proprio posto di lavoro e nei quartieri per contribuire al sabotaggio delle decisioni dittatoriali. Non ha molto senso partecipare alle azioni in Via Grushevskogo, che non hanno mai avuto nessuna significatività già dall'inizio. Queste azioni fanno solo fare bella figura al governo in televisione e gli permettono di identificare gli elementi più radicali attraverso i cellulari e le telecamere.
Nel caso di una vittoria dell'opposizione, come pure nel caso di una vittoria del governo, dovremo comunque affrontare una lunga e dura lotta contro l'uno o l'altro regime. Questo dovrebbe essere chiaro. E' necessario radunare le forze allo scopo di iniziare a dettare il nostro programma libertario e proletario nella politica ucraina.
Nè dio, nè padroni! Nè nazioni, nè confini!
Sindacato dei Lavoratori Autonomi, sezione di Kiev
23 gennaio 2014
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)
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