„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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mercoledì 11 giugno 2014
PAOLA NICOLAZZI
Ciao Paola, la tua voce ci accompagnerà sempre nelle nostre lotte!
Si è spenta sabato mattina al termine di una lunga malattia Paola Nicolazzi. Storica attivista anarchica, cantautrice e cofondatrice dell’Archivio Germinal e della cooperativa Tipolitografica, dove, ancora oggi, viene stampato il settimanale anarchico “Umanità Nova”, Paola Nicolazzi aveva appena compiuto 81 anni.
Nata a Stresa in provincia di Novara, sul Lago Maggiore, era arrivata a Carrara nel 1976, per rag...giungere il fratello Alfonso Nicolazzi, insieme al quale, con altri compagni, contribuì a dar vita alla tipografia di via San Piero.
La vita di Paola si divide tra la passione politica e quella per la musica e il canto: collaborò con i Dischi del Sole, storica etichetta discografica con sede a Milano, esprimendo la sua militanza nei gruppi anarchici con la voce, come interprete e autrice; girando le piazze d’Italia con spettacoli e recital legati alle varie campagne del movimento. Tra i suoi lavori, la trasposizione in musica della poesia “Schiavi” di Belgrado Pedrini, da cui nacque “Il Galeone”, uno dei brani storici del canzoniere libertario; l’impegno per la liberazione di Giovanni Marini e contro le centrali nucleari; la lotta per la chiusura della Farmoplant di Avenza. Paola Nicolazzi amava cantare accompagnandosi con la chitarra: tra le interpretazioni a lei più care, quella di “Addio a Lugano” con Giorgio Gaber e Francesco De Gregori, nel 1975 al Teatro Uomo di Milano. Nel corso degli anni ebbe molte collaborazioni lavorando tra gli altri con Giovanna Marini, Gualtiero Bertelli, Ivan Della Mea, les Anarchistes e da ultimo con Alessio Lega.
https://www.youtube.com/watch?v=3IHiiRiIGy4
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Biblioteca Archivio Germinal Carrara
www.bagcarrara.wordpress.com
Piazza Matteotti n. 31 Piano II
Carrara (MS) 54033
casella di posta 14
lunedì 30 settembre 2013
Presentazioni del fumetto su Nestor Makhno "La rivoluzione russa in Ucraina" - Carrara
Venerdì 4 ottobre alle 17.30 presso la sala di rappresentanza del comune di Carrara, verrà presentato per la prima volta il fumetto di Jean Pierre Ducret "La rivoluzione russa in Ucraina" su Nestor Makhno, il rivoluzionario anarchico. Sarà presente l'autore insieme a Dominique Stroobant e verranno per l'occasione esposte alcune tavole originali.
La presentazione verrà ripetuta domenica 6 ottobre, alle Vetrine dell'editoria anarchica di Firenze, alle ore 18.50, sarà anche in questo caso presente l'autore che presenterà insieme a Riccardo Villari.
Non mancate!
(Dall'introduzione al volume)
Nestor Ivanovič Makhno ha avuto il discutibile privilegio di dare il proprio nome a un movimento rivoluzionario, il makhnovismo, a un'armata partigiana, la makhnovicina e infine, all’intera “epopea” della guerra insurrezionale contadina dell’Ucraina.
L'opera che vogliamo presentarvi è particolarmente meritoria, anche per lo strumento di cui si avvale, il fumetto. Ma non in quanto mezzo “basso”, popolare, utile col suo procedere semplificatorio alla volgarizzazione per immagini. Tutto al contrario: qui il fumetto diventa lo strumento narrativo ideale per restituire – attraverso la stratificazione e la contrapposizione di memorie, documenti, racconti – la complessità, le contraddizioni, le emozioni del vissuto dei protagonisti nella loro sfaccettata interezza.
Il labirinto di immagini che si apre al lettore, con la sua grafica evocativa un po’ retrò, cifra di un amore tenace e minuzioso per un’altra epoca e per altre prospettive, riesce felicemente a ridar vita e attualità a quell’epoca e a quelle prospettive; restituisce al presente lo spirito della rivoluzione passata.
Quindi chi si appresta a leggere non si aspetti un romanzo d’appendice o una “chanson de geste”, e ancor meno un'opera divulgativa o di propaganda. Bensì un piccolo “trattato per immagini” che ripercorre la memoria e le memorie dei protagonisti, dei testimoni, delle vittime, dei carnefici.
Più info qui: http://bagcarrara.wordpress.com/2013/09/24/1124/
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