„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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martedì 20 gennaio 2015
Roma seminario sui trattati transatlantici detti TTIP
Per chi volesse visionarlo c'è in streaming il seminario sul ttip di Roma, registrato, al seguente indirizzo.
mercoledì 10 aprile 2013
“Torino-Lione da cancellare, esperimento di democrazia diretta”. Intervista a Francesco Aucone a cura di PrismaNews
L’ultimo feedback in ordine di tempo sul TAV della Valle di Susa
ci è giunto dalla visita che parlamentari e cittadini hanno fatto a
Chiomonte, luogo del tunnel che serve come pre-opera in vista della
galleria definitiva che collegherà Italia e Francia.
La circostanza ha posto in rilievo una ‘amabile’ contraddizione. E cioè che fino al giorno prima delle elezioni chi si fosse voluto recare sul cantiere e sindacare in merito all’opera sarebbe stato bollato come eversivo o reazionario e forse anche manganellato; 48 ore dopo il voto, invece, quel cittadino ha raggiunto il pieno diritto non solo di recarsi in zona ma addirittura di sindacare a piani polmoni contro la inutilità e la dannosità della linea-merci Torino-Lione, ovviamente evitandosi qualsiasi aggettivo punitivo. Mistero del calendario!
Francesco Aucone, romano, geologo indipendente: posso chiederle un giudizio su questa mia riflessione? Ma non mi dica che la colpa è tutta del calendario! “D’accordo. Faccio leva allora sul dato economico e finanziario: siamo arrivati finalmente a prendere coscienza che si tratta di un’opera di impatto finanziario elevatissimo e insostenibile. Diciamo che quello che è andato in onda di recente in Valle è stato forse un modo ‘onorevole’ di prenderne atto e di uscirne… D’altra parte è vero sì che il Movimento5Stelle nel suo programma dice da sempre che la Torino-Lione è da cancellare e io credo che lo stesso esperimento della democrazia diretta sia un fenomeno da sottolineare, in quanto denota da parte della popolazione italiana chiari segnali in tal senso, ed è pur vero che ora in Parlamento vi è una rappresentanza diretta dei cittadini che adesso hanno il potere di dire NO alla Tav, ma non dimentichiamoci i venti anni di azione diretta dei valligiani, senza la quale non sarebbe pensabile alcuna conquista”.
Visto che parliamo di Val di Susa, che contatto ha lei con questa zona? “Non è un contatto recente bensì datato. Negli Anni ’90 lavoravo al cantiere per l’autostrada A32 del Frejus. Stavo lì e facevo analisi del terreno, ero un giovane alle prime armi, timoroso dei grandi dirigenti che vedevo in giro. Di certo posso dire questo: le trivellazioni fatte in Valle di recente non hanno scoperto nulla che già non si sapesse. Proprio in concomitanza con i lavori dell’autostrada si fecero sondaggi e studi. Le conoscenze ci sono tutte: stupisce quindi che si sia continuato a scavare. Invece non credo sia una notizia sapere che alcuni dei dirigenti dell’epoca ebbero in seguito diversi guai con la giustizia…”.
Nel reportage dedicato da Prismanews al Tav e alla Valle piemontese, fra Susa e dintorni abbiamo incontrato chi ci ha parlato del danno ambientale prodotto dall’opera, con riferimento al milione di litri di acqua che uscirà dalle falde sotterranee. Cosa ci dice lei in proposito? “Che vi sarà, se l’opera verrà portata a compimento, un enorme impatto idro-geologico. La geologia della valle è molto complessa, inizia circa 15-30 milioni di anni fa, con il sollevamento dell’intera area in seguito ad una fase dell’orogenesi alpina; contemporaneamente e successivamente al sollevamento entrano in gioco gli agenti erosivi, rappresentati specialmente dall’azione dei ghiacciai prima e dei corsi d’acqua poi, con conseguente doppia azione erosiva e di deposito, fino a dare alla valle la conformazione che ha oggi. Una testimonianza dell’azione dei ghiacciai è rappresentata ad esempio dalle parti di Avigliana, dove vi sono imponenti formazioni moreniche risalenti all’epoca dei ghiacciai…
Tutti questi sedimenti ospitano oggi una falda di importanza regionale utilizzata anche per scopi agricoli nonché potabili; l’opera prevista, stando agli ultimi piani di fattibilità, interagisce direttamente con questa falda attraversandola longitudinalmente e spesso ‘bucandola’ trasversalmente, con pesanti ed inevitabili ripercussioni sul suo bilancio idrico, mettendo in discussione i livelli dei pozzi, le portate delle sorgenti e quelle dei corsi d’acqua, ecc.”.
Fra l’altro è venuta fuori la storia dell’Uranio e dell’Amianto come materiali di risulta ad alto impatto. “Verissimo. Il riferimento è sempre alla geologia della valle; le rocce sono composte o da litologie cristalline tipo i graniti (chi scava qui trova l’Uranio) o da rocce metamorfiche tipo i serpentini e le anfiboliti (e qui viene fuori l’Amianto). Mi ricollego a quanto ho detto a proposito degli scavi effettuati negli Anni ’90: all’epoca la posizione della scienza ufficiale era che tutto fosse noto visto che si era già proceduto alla costruzione di tunnel del genere in altre parti del mondo. Invece io sostengo che le informazioni che si hanno sono alquanto scarse e ciò impedisce di avere una mappatura completa circa la composizione delle rocce. Aggiunto: la stessa ARPA Piemonte aveva dei dati sperimentali che contraddicevano la scienza ufficiale”.
In che senso dati contradditori? Ci aiuti a capire. “I rilevamenti, effettuati nell’estate dello scorso anno, avevano a oggetto la cittadina di Sauce d’Oulx. Si era misurata la quantità di amianto nell’aria e si era scoperto come essa fosse superiore alla norma. L’Arpa aveva rilevato che bastava addirittura una banalissima gara di mountain-bike - attenzione: biciclette, mica moto! - per sollevare pulviscolo contenente amianto; ciò perché è la natura del territorio ad essere particolare… immagini cosa accade quando i camion del movimento-terra vanno avanti e indietro lungo la Valle. Ecco, questo è un altro aspetto che non viene mai preso sufficientemente in esame. Per la scienza, infine, sei tipi di minerali sono considerati ‘amianti’: e in Val di Susa nel sottosuolo ne sono presenti ben tre”.
Ci sarebbe anche da chiedersi il come e il perché circa la gestione delle Grandi Opere in Italia, ma è argomento che esula dalla sue competenze, così come esula il fatto che i ¾ del costo del Tav siano a carico italiano nonostante i ¾ del tunnel siano in territorio francese. Invece vorrei domandarle cosa dicano le sue ricerche su quanto si dovrebbe realizzare - ma speriamo di no - in zona. “Personalmente non ho dati specifici. Ma questo non mi impedisce di affermare che neppure coloro che sono impegnati a vario titolo nel cantiere ne abbiano; e la cosa che più mi mette addosso ansia è che costoro si facciano forti di parametri parziali proprio per portare la verità dalla propria parte e per smentire chi la pensa in modo diverso! Di inquinamento si dovrebbe parlare ad esempio tenendo conto delle resine colloidali che serviranno per consolidare il terreno e renderlo impermeabile. Altro esempio: l’Uranio.
Uno dei prodotti del decadimento di tale elemento radioattivo è il Radon: quello presente nell’aria non è nocivo perché si disperde rapidamente ma quello che si sprigiona al chiuso no… Pensi a chi lavora dentro la galleria: alcuni esperti hanno stimato che, anche in presenza di modeste quantità di Uranio nella roccia, le concentrazioni di Radon che si formerebbero in galleria sarebbero talmente elevate, che per evitare danni alla salute si debba depurare l’aria ogni sessanta minuti!” .
A volte - accetti la mia provocazione - sarebbe quasi meglio che i soldi venissero regalati: girerebbero comunque, qualcuno si arricchirebbe sì ma almeno ma non si farebbe scempio né della Natura nè della salute dei cittadini! “Ritorno agli sconvolgimenti di natura idro-geologica con cui abbiamo avviato la chiacchierata. Chi sta in Valle ha ragioni sacrosante, confermate da quanto accaduto tra Firenze e Bologna per la Variante di Valico. Lì vi sono state trasformazioni imponenti, decine tra corsi d’acqua, sorgenti, pozzi e acquedotti si sono prosciugati arrecando danno non solo alla bio-diversità del luogo ma anche all’economia. In Val di Susa c’è una falda acquifera, che se sarà sconvolta, si danneggerà anche irrimediabilmente il corso del fiume Dora.
Anche perché il tunnel della Torino-Lione, come abbiamo già visto, passa al di sotto della falda, e nei pressi di Susa, secondo le ultime ipotesi di tracciato, addirittura la ‘buca’ trasversalmente. In questi termini non è difficile prevedere quali saranno le conseguenze disastrose sulle risorse idriche della valle…”.
grazie a Prisma News
http://www.prismanews.net/ambiente/torino-lione-da-cancellare-esperimento-di-democrazia-diretta-francesco-aucone.html
La circostanza ha posto in rilievo una ‘amabile’ contraddizione. E cioè che fino al giorno prima delle elezioni chi si fosse voluto recare sul cantiere e sindacare in merito all’opera sarebbe stato bollato come eversivo o reazionario e forse anche manganellato; 48 ore dopo il voto, invece, quel cittadino ha raggiunto il pieno diritto non solo di recarsi in zona ma addirittura di sindacare a piani polmoni contro la inutilità e la dannosità della linea-merci Torino-Lione, ovviamente evitandosi qualsiasi aggettivo punitivo. Mistero del calendario!
Francesco Aucone, romano, geologo indipendente: posso chiederle un giudizio su questa mia riflessione? Ma non mi dica che la colpa è tutta del calendario! “D’accordo. Faccio leva allora sul dato economico e finanziario: siamo arrivati finalmente a prendere coscienza che si tratta di un’opera di impatto finanziario elevatissimo e insostenibile. Diciamo che quello che è andato in onda di recente in Valle è stato forse un modo ‘onorevole’ di prenderne atto e di uscirne… D’altra parte è vero sì che il Movimento5Stelle nel suo programma dice da sempre che la Torino-Lione è da cancellare e io credo che lo stesso esperimento della democrazia diretta sia un fenomeno da sottolineare, in quanto denota da parte della popolazione italiana chiari segnali in tal senso, ed è pur vero che ora in Parlamento vi è una rappresentanza diretta dei cittadini che adesso hanno il potere di dire NO alla Tav, ma non dimentichiamoci i venti anni di azione diretta dei valligiani, senza la quale non sarebbe pensabile alcuna conquista”.
Visto che parliamo di Val di Susa, che contatto ha lei con questa zona? “Non è un contatto recente bensì datato. Negli Anni ’90 lavoravo al cantiere per l’autostrada A32 del Frejus. Stavo lì e facevo analisi del terreno, ero un giovane alle prime armi, timoroso dei grandi dirigenti che vedevo in giro. Di certo posso dire questo: le trivellazioni fatte in Valle di recente non hanno scoperto nulla che già non si sapesse. Proprio in concomitanza con i lavori dell’autostrada si fecero sondaggi e studi. Le conoscenze ci sono tutte: stupisce quindi che si sia continuato a scavare. Invece non credo sia una notizia sapere che alcuni dei dirigenti dell’epoca ebbero in seguito diversi guai con la giustizia…”.
Nel reportage dedicato da Prismanews al Tav e alla Valle piemontese, fra Susa e dintorni abbiamo incontrato chi ci ha parlato del danno ambientale prodotto dall’opera, con riferimento al milione di litri di acqua che uscirà dalle falde sotterranee. Cosa ci dice lei in proposito? “Che vi sarà, se l’opera verrà portata a compimento, un enorme impatto idro-geologico. La geologia della valle è molto complessa, inizia circa 15-30 milioni di anni fa, con il sollevamento dell’intera area in seguito ad una fase dell’orogenesi alpina; contemporaneamente e successivamente al sollevamento entrano in gioco gli agenti erosivi, rappresentati specialmente dall’azione dei ghiacciai prima e dei corsi d’acqua poi, con conseguente doppia azione erosiva e di deposito, fino a dare alla valle la conformazione che ha oggi. Una testimonianza dell’azione dei ghiacciai è rappresentata ad esempio dalle parti di Avigliana, dove vi sono imponenti formazioni moreniche risalenti all’epoca dei ghiacciai…
Tutti questi sedimenti ospitano oggi una falda di importanza regionale utilizzata anche per scopi agricoli nonché potabili; l’opera prevista, stando agli ultimi piani di fattibilità, interagisce direttamente con questa falda attraversandola longitudinalmente e spesso ‘bucandola’ trasversalmente, con pesanti ed inevitabili ripercussioni sul suo bilancio idrico, mettendo in discussione i livelli dei pozzi, le portate delle sorgenti e quelle dei corsi d’acqua, ecc.”.
Fra l’altro è venuta fuori la storia dell’Uranio e dell’Amianto come materiali di risulta ad alto impatto. “Verissimo. Il riferimento è sempre alla geologia della valle; le rocce sono composte o da litologie cristalline tipo i graniti (chi scava qui trova l’Uranio) o da rocce metamorfiche tipo i serpentini e le anfiboliti (e qui viene fuori l’Amianto). Mi ricollego a quanto ho detto a proposito degli scavi effettuati negli Anni ’90: all’epoca la posizione della scienza ufficiale era che tutto fosse noto visto che si era già proceduto alla costruzione di tunnel del genere in altre parti del mondo. Invece io sostengo che le informazioni che si hanno sono alquanto scarse e ciò impedisce di avere una mappatura completa circa la composizione delle rocce. Aggiunto: la stessa ARPA Piemonte aveva dei dati sperimentali che contraddicevano la scienza ufficiale”.
In che senso dati contradditori? Ci aiuti a capire. “I rilevamenti, effettuati nell’estate dello scorso anno, avevano a oggetto la cittadina di Sauce d’Oulx. Si era misurata la quantità di amianto nell’aria e si era scoperto come essa fosse superiore alla norma. L’Arpa aveva rilevato che bastava addirittura una banalissima gara di mountain-bike - attenzione: biciclette, mica moto! - per sollevare pulviscolo contenente amianto; ciò perché è la natura del territorio ad essere particolare… immagini cosa accade quando i camion del movimento-terra vanno avanti e indietro lungo la Valle. Ecco, questo è un altro aspetto che non viene mai preso sufficientemente in esame. Per la scienza, infine, sei tipi di minerali sono considerati ‘amianti’: e in Val di Susa nel sottosuolo ne sono presenti ben tre”.
Ci sarebbe anche da chiedersi il come e il perché circa la gestione delle Grandi Opere in Italia, ma è argomento che esula dalla sue competenze, così come esula il fatto che i ¾ del costo del Tav siano a carico italiano nonostante i ¾ del tunnel siano in territorio francese. Invece vorrei domandarle cosa dicano le sue ricerche su quanto si dovrebbe realizzare - ma speriamo di no - in zona. “Personalmente non ho dati specifici. Ma questo non mi impedisce di affermare che neppure coloro che sono impegnati a vario titolo nel cantiere ne abbiano; e la cosa che più mi mette addosso ansia è che costoro si facciano forti di parametri parziali proprio per portare la verità dalla propria parte e per smentire chi la pensa in modo diverso! Di inquinamento si dovrebbe parlare ad esempio tenendo conto delle resine colloidali che serviranno per consolidare il terreno e renderlo impermeabile. Altro esempio: l’Uranio.
Uno dei prodotti del decadimento di tale elemento radioattivo è il Radon: quello presente nell’aria non è nocivo perché si disperde rapidamente ma quello che si sprigiona al chiuso no… Pensi a chi lavora dentro la galleria: alcuni esperti hanno stimato che, anche in presenza di modeste quantità di Uranio nella roccia, le concentrazioni di Radon che si formerebbero in galleria sarebbero talmente elevate, che per evitare danni alla salute si debba depurare l’aria ogni sessanta minuti!” .
A volte - accetti la mia provocazione - sarebbe quasi meglio che i soldi venissero regalati: girerebbero comunque, qualcuno si arricchirebbe sì ma almeno ma non si farebbe scempio né della Natura nè della salute dei cittadini! “Ritorno agli sconvolgimenti di natura idro-geologica con cui abbiamo avviato la chiacchierata. Chi sta in Valle ha ragioni sacrosante, confermate da quanto accaduto tra Firenze e Bologna per la Variante di Valico. Lì vi sono state trasformazioni imponenti, decine tra corsi d’acqua, sorgenti, pozzi e acquedotti si sono prosciugati arrecando danno non solo alla bio-diversità del luogo ma anche all’economia. In Val di Susa c’è una falda acquifera, che se sarà sconvolta, si danneggerà anche irrimediabilmente il corso del fiume Dora.
Anche perché il tunnel della Torino-Lione, come abbiamo già visto, passa al di sotto della falda, e nei pressi di Susa, secondo le ultime ipotesi di tracciato, addirittura la ‘buca’ trasversalmente. In questi termini non è difficile prevedere quali saranno le conseguenze disastrose sulle risorse idriche della valle…”.
grazie a Prisma News
http://www.prismanews.net/ambiente/torino-lione-da-cancellare-esperimento-di-democrazia-diretta-francesco-aucone.html
LO TSUNAMI E' ARRIVATO ! A ROMA SI OCCUPA !
Roma. Un'altra ondata di occupazioni. 9 palazzi, 3000 persone prendono casa
La proposta dei movimenti: "gli enti locali acquistino a prezzo di costo le 51,000 case sfitte sul mercato per risolvere l'emergenza abitativa, si smetta di costruire e si recuperi il dismesso e l'invenduto". A Ponte di Nona occupate le case sfitte di Caltagirone e a Garbatella ex Asl dismessa. Colpito il patrimonio sfitto dell'Atac con due occupazioni sulla Tiburtina. A San Basilio occupato uno stabile di proprietà del fondo immobiliare del Banca Popolare di Milano, mentre in XI municipio occupati locali prima dell'assessorato alla Casa della Regione Lazio, ora sul mercato con un fondo immobiliare con sede a Lussemburgo. Sull'Appia lo stabile invaso da famiglie in emergenza abitativa è di proprietà dei Cavalieri dell'Ordine di Malta. In via Antonio Musa è nato lo studentato occupato Degage dove alle 17 si terrà un'assemblea pubblica (leggi il comunicato). A CasalBertone gli studenti universitari di MushRoom Project occupano uno studentato vuoto (leggi il comunicato). Guarda le prime foto e leggi il comunicato dei movimenti per il diritto all'abitare.
Vedi anche:
Ondata di occupazioni a Roma http://it.notizie.yahoo.com/roma-ondata-di-occupazioni-dei-movimenti-per-la-203519800.html
La proposta dei movimenti: "gli enti locali acquistino a prezzo di costo le 51,000 case sfitte sul mercato per risolvere l'emergenza abitativa, si smetta di costruire e si recuperi il dismesso e l'invenduto". A Ponte di Nona occupate le case sfitte di Caltagirone e a Garbatella ex Asl dismessa. Colpito il patrimonio sfitto dell'Atac con due occupazioni sulla Tiburtina. A San Basilio occupato uno stabile di proprietà del fondo immobiliare del Banca Popolare di Milano, mentre in XI municipio occupati locali prima dell'assessorato alla Casa della Regione Lazio, ora sul mercato con un fondo immobiliare con sede a Lussemburgo. Sull'Appia lo stabile invaso da famiglie in emergenza abitativa è di proprietà dei Cavalieri dell'Ordine di Malta. In via Antonio Musa è nato lo studentato occupato Degage dove alle 17 si terrà un'assemblea pubblica (leggi il comunicato). A CasalBertone gli studenti universitari di MushRoom Project occupano uno studentato vuoto (leggi il comunicato). Guarda le prime foto e leggi il comunicato dei movimenti per il diritto all'abitare.
Vedi anche:
Ondata di occupazioni a Roma http://it.notizie.yahoo.com/roma-ondata-di-occupazioni-dei-movimenti-per-la-203519800.html
venerdì 5 aprile 2013
IN-SICUREZZA NELLE FERROVIE - ASSEMBLEA PUBBLICA (con dibattito e interventi) ROMA LUNEDI’ 15 APRILE 2013 DALLE ORE 16.30 A VIA GIOLITTI 231
LUNEDI’ 15 APRILE 2013 DALLE ORE 16.30 A VIA GIOLITTI 231
c/o CONSIGLIO METROPOLITANO DI ROMA (vicino Stazione Termini)
ASSEMBLEA PUBBLICA (con dibattito e interventi)
IN-SICUREZZA NELLE FERROVIE
rischi per chi viaggia e per chi ci lavora
Promuove il COMITATO 5 APRILE DI ROMA – snodo romano della RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E SUI TERRITORI
Interventi di
DANTE DE ANGELIS (detto Dante, RLS plurilicenziato e plurireintegrato, ferroviere)
RICCARDO ANTONINI (ferroviere, licenziato per aver prestato a titolo gratuito la sua consulenza tecnica all’Assemblea 29 giugno e ai familiari della strage di Viareggio)
Contributo di SANDRO GIULIANI (capotreno, licenziato per aver chiesto l’applicazione di regole a tutela di chi lavora e di chi viaggia sui treni regionali)
ROSALBA RIZZUTO (Comitato pendolari FR8)
ROBERTO TESTA (Usb Trasporti)
Un rappresentante dell’ORSA Trasporti
Coordinano l’iniziativa pubblica DANIELA CORTESE (Comitato 5 Aprile) e
ROBERTO MARTELLI (USI – Comitato 5 aprile)
Interventi dal pubblico e dibattito
Si ricorda che dal mese di Aprile 2013, il Comitato 5 Aprile di Roma svolgerà presso lo spazio di Via Giolitti 231, dalle ore 19 alle ore 20.30 ogni 15 giorni (anche previo appuntamento) uno SPORTELLO INFORMATIVO, DI CONSULENZA E DI SOSTEGNO SULLE TEMATICHE DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.
Riferimenti e mail per contatti e info: comitato5aprile.lavorosicuro@gmail.com
circolotlc@hotmail.com, usiait1@virgilio.it,
e mail nazionale della Rete nazionale: bastamortesullavoro@gmail.com
Comitato 5 aprile di Roma c/o Usicons Largo G. Veratti 25 00146 Roma
c/o CONSIGLIO METROPOLITANO DI ROMA (vicino Stazione Termini)
ASSEMBLEA PUBBLICA (con dibattito e interventi)
IN-SICUREZZA NELLE FERROVIE
rischi per chi viaggia e per chi ci lavora
Promuove il COMITATO 5 APRILE DI ROMA – snodo romano della RETE NAZIONALE SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO E SUI TERRITORI
Interventi di
DANTE DE ANGELIS (detto Dante, RLS plurilicenziato e plurireintegrato, ferroviere)
RICCARDO ANTONINI (ferroviere, licenziato per aver prestato a titolo gratuito la sua consulenza tecnica all’Assemblea 29 giugno e ai familiari della strage di Viareggio)
Contributo di SANDRO GIULIANI (capotreno, licenziato per aver chiesto l’applicazione di regole a tutela di chi lavora e di chi viaggia sui treni regionali)
ROSALBA RIZZUTO (Comitato pendolari FR8)
ROBERTO TESTA (Usb Trasporti)
Un rappresentante dell’ORSA Trasporti
Coordinano l’iniziativa pubblica DANIELA CORTESE (Comitato 5 Aprile) e
ROBERTO MARTELLI (USI – Comitato 5 aprile)
Interventi dal pubblico e dibattito
Si ricorda che dal mese di Aprile 2013, il Comitato 5 Aprile di Roma svolgerà presso lo spazio di Via Giolitti 231, dalle ore 19 alle ore 20.30 ogni 15 giorni (anche previo appuntamento) uno SPORTELLO INFORMATIVO, DI CONSULENZA E DI SOSTEGNO SULLE TEMATICHE DELLA SALUTE E DELLA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO.
Riferimenti e mail per contatti e info: comitato5aprile.lavorosicuro@gmail.com
circolotlc@hotmail.com, usiait1@virgilio.it,
e mail nazionale della Rete nazionale: bastamortesullavoro@gmail.com
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mercoledì 20 marzo 2013
AUTOGESTIONI: CONVERSAZIONE SUL SENSO DI UN'INIZIATIVA a cura di Stefano Macera da Bentornatabandierarossa.blogspt.it
Il 2 marzo scorso,
nello Spazio Sociale 100celle aperte di Roma, si è tenuto un
incontro sulla Comune di Urupia, nel Salento, interno ad un percorso
di discussione intitolato “Autogestioni”.
Una iniziativa
decisamente in controtendenza, in un momento in cui il dibattito a
sinistra era inevitabilmente dominato dagli scenari post-elettorali.
Ne abbiamo parlato con uno degli organizzatori, Francesco, che ci ha
proposto un punto di vista personale, ma comunque indicativo di
alcune linee di un dibattito collettivo.
http://bentornatabandierarossa.blogspot.it/2013/03/autogestioni-conversazioni-sul-senso-di.html#more
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