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per giulio

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domenica 16 maggio 2021

Il Re è nudo

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La metafora dei vestiti dell’imperatore è gettonatissima in questo periodo di pandemia. 
E l’assurda vicenda dello studente colpito da TSO a Fano la richiama.
 
Un TSO come (unica)  risposta “adulta” capace di gestire uno studente recalcitrante e “disturbante”, che erge un’ espressione di disagio, tra l’altro preesistente, a caso nazionale di lotta civile con tanto di strumentalizzazione mediatica di cui a conti fatti farà le spese proprio il diretto interessato.
 
Al di là delle considerazioni legate al complesso caso specifico a noi rimane la fotografia di in un contesto esasperato dalla vita sotto Covid (Didattica a distanza, relazioni sociali solo digitali, limitazione nello spostarsi ecc.) che segna un punto di non ritorno di una istituzione scolastica che non riesce a dare risposte convincenti né a livello collettivo né a livello individuale, ed è costretta a rifugiarsi in dinamiche puramente autoritarie,  fino al coinvolgimento delle forze dell’ordine che   scaricano la responsabilità  sull’ istituzione ospedaliera. 
Che applica il “normale” protocollo e giudica indifferibile un tampone COVID in questo contesto,senza pensare alle conseguenze  nel dramma delle parti in corso.  Un sindaco che firma “come atto dovuto” un TSO a uno studente prelevato a scuola.
 
 Il Trattamento sanitario obbligatorio, un atto di forza che limita la libertà personale e di cura,  giustificato solo in casi che mettono a repentaglio la propria e l’altrui  incolumità, viene utilizzato in maniera totalmente burocratica su un ragazzino testardo. Una spirale  paranoica che ormai si avvita su sé stessa e in cui tutti rischiamo di collassare.
 
Le forme di disagio psicologico, dei giovanissimi in primis, vengono  completamente misconosciute da una scuola ormai ridotta a semplice custode, incapace di dialogare  e che espelle e lascia indietro senza rimorsi né rimpianti tutti coloro che non stanno al passo, incapace di convincere ed educare  con l’uso della ragione e del sapere scientifico, con metodi che sappia dare agli studenti, e non solo, la capacità di distinguere la differenza tra “opinione”, “fake” e percorso di ricerca scientifica.In cui la responabilità educativa è subordinata alla gestione manageriale del dirigente, che spesso si dibatte tra l’immobilismo impaurito e l’intervento autoritario sacrificando buonsenso e credibilità sua e del corpo docente.
 
La situazione di emergenza in cui viviamo a causa della pandemia scarica sui comportamenti 
individuali tutta la responsabilità della salute pubblica,  mentre glissa elegantemente sulle responsabilità politiche ed economiche. Nulla si è fatto, né si farà, per potenziare la sanità, e le poche risorse ancora disponibili sono drenate dall’emergenza vaccinale, che deve galoppare,  ma… a costo zero. 
 
Poco importa che, per far risaltare meglio i numeri, il governo  decida di procrastinare le seconde dosi, contraddicendo sé stesso e i suoi tecnici e senza fornire uno straccio di supporto scientifico.
 
L’orario del coprifuoco serale, imposta per agevolare il lavoro dei “tutori dell’ordine” ma  la cui valenza simbolica è pesantissima rispetto allo scarso senso sanitario, viene contrattato pensando alle esigenze di baristi e ristoratori  e nessun’altra remora e considerazione.
Non è  accettabile, per noi anarchic*, lasciare  il discorso sulle libertà individuali e collettive in mano a imprenditori e visionari.
 
E se le istituzioni lavorano per riprodurre e difendere sé stesse, non possiamo  perdere la  consapevolezza che la nostra società non dovrebbe essere composta da “istituzioni totali” ma da relazioni di garanzia della corretta applicazione del diritto.
 
La seconda regione più bella del mondo, così dicono le Marche di sé, è quella in cui la spesa per paziente psichiatrico è la  più bassa in italia, escluso basilicata e molise,  in cui tutti i indicatori  rilevano uno scarso affiancamento ai pazienti, quella che ha un numero di TSO superiore alla media nazionale. 
La maggior parte di questi si consuma nel silenzio, e non è accettabile che uno strumento estremo, accettabile solo  per la salvaguardia della vita, venga  utilizzato come forma di controllo o punizione sociale, o anche semplicemente come spauracchio.
 
Alternativa LIbertaria Fano

mercoledì 20 gennaio 2021

Il Capitalismo della sorveglianza. Shoshana Zuboff

 

Il Capitalismo della sorveglianza.

Presentazione riassuntiva del volume di di Shoshana Zuboff (2019) e di altri materiali
 (The social dilemma, docufilm, materiali tradotti in Italia, bibliografia)

a cura di Alternativa Libertaria- Fano.

Ora più che mai sono evidenti i risultati politici e culturali dei meccanismi di “trascinamento ed amplificazione” di contenuti disinformanti nel web e nei social operati dalle grandi aziende del settore, dallo scopo di aumentare la redditività degli inserzionisti ed la dipendenza dalle loro piattaforme si sono sviluppate capacità condizionanti mostruose . Molti dei “disertori” di questo sistema parlano di dissenso, resistenza, riscrittura delle regole del grande mercato del web. Il pensiero anarchico e libertario è centrale nella critica si sistemi di controllo e nel seguire consapevolmente la grande trattativa in corso tra poteri istituzionali e questo potere strumentalizzante. E tutti coloro che stanno cercando da decenni di implementare sistemi di condivisione orizzontale del sapere sul web sono, in varia misura, consapevoli della necessità di darsi regole nuove, antiautoritarie, e della difficoltà di farlo su vasta scala sia nel mondo reale nel quale i sistemi democratici cedono il passo al capitalismo della produzione globalizzata che nel mondo virtuale che prende il controllo di ciò che facciamo ogni secondo della nostra vita con questo nuovo tipo di Capitalismo.
scaletta

- Casa o esilio nel futuro digitale
- Le basi del capitalismo di sorveglianza: la scoperta del “surplus comportamentale”
- Il concetto di “peccato di rapina” nel nuovo colonialismo digitale
- il ruolo dell’11 settembre nel lancio di nuove regole contro il diritto alla privacy
- La divisione dell’apprendimento nella società: “algoritmi”e nuovi sacerdoti
- il concetto di “renderizzazione” del reale e dei nostri corpi; internet delle cose, l’uso del potere della certezza.
- i sistemi democratici di fronte alla globalizzazione ed al digitale: chi rappresenta chi?
- “dove va uno, andiamo tutti” (Q), i movimenti complottisti ed il ‘brucia-cervello’ da complessità
- l’identità singola nell’era di Facebook: intersezionalità e frantumazione dell’Io
- rapporto Stato-imprese private(caso cinese, caso italiano), uso delle App (il caso Disconnect inc.), uso dei dati biometrici, cittadini e video-mappatura .
- esempi di resistenza alla strumentalizzazione digitale.

materiali a cura di Francesca ‘Dada’ Knorr.



lunedì 27 aprile 2020

#iorestocittadina/o 4punti sulla libertà di gregge - proposte di sanità partecipata










 #iorestocittadina/o
4punti sulla libertà di gregge
qui

Marche: screening Covid capillare subito, limitazioni prolungate al movimento rischiano ledere diritti civili.
Piano pandemico partecipato, via delega al governatore.
No deportazione “100 letti”. Ridestinare i fondi agli ospedali ed ai servizi territoriali.

Sottoscrivi l’appello Twitter lanciato da Alternativa libertaria, aderisci come persona o associazione, nel testo che ti alleghiamo in versione estesa ulteriori considerazioni sulla questione Ceriscioli-Bertolaso.
Anche sulla pagina di: FB Alternativa libertaria Fano-Pesaro
evento FB: #iorestocittadina/o su Infoshop Fano
Pagina politica FdCA: #iorestocittadina/o
Immagine e punti: appello-twitter-immagine
#iorestocittadina/o
4 punti sulla libertà del gregge.
(versione estesa)
  • Siamo un gregge. Inutile contestarlo: siamo la massa degli esseri umani, vulnerabile ai virus. Dobbiamo tutelarci a vicenda. Il sapere scientifico, basato sulla ricerca e sui dati, deve essere guida per le azioni da intraprendere con raziocinio. Il primo consiglio è stato l’isolamento tempestivo delle persone positive e lo screening accurato dei contatti. In Italia ciò ancora non viene fatto ci si è di fatto affidati alla sola limitazione della circolazione privata dei cittadini (tranne nella loro veste di lavoratori). Scarsissime risorse sono state destinate allo screening. Siamo per la responsabilità collettiva, e disposti a fare i sacrifici necessari. Ma siamo cittadini e non pecore, abbiamo il diritto di avere gli strumenti per conoscere e gestire il nostro stato di salute, il diritto di conoscere la ratio delle misure intraprese, altrimenti le limitazioni prolungate al movimento sono lesione dei diritti civili di ognuno. Così come non accettiamo arbitrarietà e soprusi.
  • La salute di tutti viene prima del profitto economico di chiunque. E l’esplodere della pandemia ha dimostrato che esistono riserve pubbliche e capitali finanziari larghi a cui attingere. La pandemia costringe i governi a programmare maggiori sistemi di sostegno al reddito dei cittadini. Ma al di là del ritorno ad alcune forme di sostegno di emergenza ciò che manca è una politica generale lungimirante, ecologista e anticapitalista, che metta alla corda le multinazionali, da tempo padrone lobbiste in ogni continente, che spingono a scelte economiche e politiche dannose per le persone ed il pianeta.
  • I modelli Lombardia e Marche sono sbagliati. Quello che accomuna le due regioni, forse le ultime due regioni che potranno uscire dal “lockdown” è la privatizzazione dei servizi sanitari, il decadere della medicina preventiva territoriale, la programmazione della sanità regionale come industria, per il profitto di alcuni. Questo ha causato in queste due Regioni percentuali di mortalità per Covid elevatissime. L’emergenza non può legittimare l’autoritarismo, il caso Marche, col suo governatore Ceriscioli (che è anche assessore alla sanità!), è emblematico. “Delega temporanea”, diceva nel 2015 …per confermarla nel 2018 (con il consigliere delegato alla sanità, Volpini, dimesso per protesta): siamo nel 2020 e di fronte alla pandemia l’assessore/governatore prima lascia la patata bollente della riorganizzazione d’urgenza dei presidi sanitari ai dirigenti, che si arrabattano, poi invoca l’ospedale da campo della Marina militare, montato a Jesi il 25 marzo, un mese dopo il primo caso positivo al Covid nelle Marche. Senza alcun atto pubblico pregresso,  lancia il 23 marzo una raccolta fondi esorbitante su un  conto corrente bancario non istituzionale,  chiedendo soldi a tutti gli imprenditori marchigiani per la costruzione di una sorta di ospedale Covid di “emergenza” da farsi in pochi giorni. Nessuna delibera regionale in merito…se non a conti fatti: basta  il sopralluogo del 23 marzo del “consulente” (mai nominato) G. Bertolaso,  positivo al Covid, poi tornato nelle Marche il 17 aprile, senza quindi aver rispettato la quarantena post-tamponi, ed è tutto giò deciso. La delibera regionale arriva a posteriori, il 3 aprile (DGR 415), e cita una relazione del GORES regionale (Gruppo Operativo Regionale emergenza Sanitaria), non pubblicata, che giustificherebbe la necessità di ‘deportazione’ a Civitanova Marche dei futuri “100” cittadini necessitanti di terapia intensiva, o di cure post acuzie… La relazione del Gores  parla  di  “90 posti letto di terapia intensiva e sub intensiva” “in relazione all’attuale (a quale data?) scenario epidemiologico”.  Il dott Chiarello, anestesista (AAROI Marche),  tra gli altri che contestano questa scelta, rimarca  che i posti letto per pazienti Covid vanno creati negli ospedali, perché è lì che si curano le persone, con le specialità necessarie,  basterebbe prevedere anche per il futuro il 35% di posti di intensiva in più. E’ sulla prevenzione e sulla medicina territoriale che si giocherà la vera partita contro il Covid.
    In molti denunciano il sistema di  lobby , simile a quello messo in scena a Milano Fiera, comitati di cittadini  chiedono screening organizzati citando il modello tedesco, parte una raccolta di firme. Persino l’ex governatore D’Ambrosio scrive due volte a  Ceriscioli, il 29 marzo ed il 14 aprile,  stigmatizzando: “non si capisce in base a quali criteri si sia affidata la raccolta di fondi ad un soggetto, il sovrano Militare Ordine di Malta”.
    Uniamoci a tutti quelli che, medici ed infermieri, cittadini e cittadine, chiedono chiarezza e condivisione  sulle scelte.
  • Programmare la sanità oltre l’emergenza: La Funzione pubblica dei sindacati conf. diffonde una nota congiunta il 20 aprile per chiedere, come fanno dall’inizio dell’emergenza, la fornitura di DPI adeguati, garanzia della somministrazione a tappeto e periodica dei test clinici per rilevare l’eventuale positività al Covid19 di tutto il personale sanitario; Piano straordinario di stabilizzazione dei precari e di nuove assunzioni in vista delle prossime manovre di riordino della spesa pubblica, dopo i tagli degli ultimi anni. “Occorre guardare oltre l’emergenza e potenziare i servizi pubblici, linee guida nazionali sulla separazione tra aree covid19 e non covid19  dei percorsi assistenziali nella medicina territoriale, nella rete dell’emergenza e reparti ospedalieri, nelle Rsa e nelle strutture residenziali. Insistere sugli accreditamenti dei gestori privati dei servizi pubblici che ancora non riconoscono i CCNL ai lavoratori da 13 anni (sanità privata) e 8 anni (Rsa) e che continuano a percepire risorse dalle Regioni traendo profitti dai sacrifici di lavoratori e cittadini.”
    Senza un deciso cambio di strategia, partecipativa, basata sulla ricerca scientifica indipendente dalle lobby, sull’esperienza dei lavoratori e delle lavoratrici del settore, dell’ associazionismo … si resterà nell’emergenza mentre occorre tornare alla centralità delle esigenze dei cittadini.
Alternativa Libertaria Fano-Pesaro. 21 aprile 2020.
Rimarchevole Blog.
Femminismi.it

venerdì 15 luglio 2016

1986-2016: trent'anni fa fondata a Fano la Associazione per lo sbattezzo

Esce in questi giorni il numero estivo (409) di A rivista contenente l’articolo “Trent’anni di diserzioni”, breve storia della fondazione dell’ Associazione per lo sbattezzo, nata a Fano nel 1986.
Si è trattato della prima forma associativa nel mondo contro il “cattolicesimo obbligatorio”, costituita il 15 agosto 1986 a Fano (Terzo meeting anticlericale), durante una nutrita assemblea con provenienze da tutt’Italia e rappresentanze delle maggiori associazioni laiche del Paese.

L’originalità dell’Associazione è consistita nell’ aver dato forma collettiva al dissenso già analizzato negli anni Cinquanta dal filosofo non violento Aldo Capitini, in anni in cui il papato di Wojtyla promuoveva una pesante ingerenza nella politica internazionale.
Scriveva l’Associazione nella Millelire edita da Stampa alternativa: “E’ bene innanzitutto chiarire che l’Associazione per lo Sbattezzo non amministra lo sbattezzo. Se lo facesse si porrebbe al pari di una Chiesa! L’Associazione invece nasce dalla consapevolezza che ogni essere umano è padrone di se stesso e che è quindi in suo potere rigettare qualsiasi atto di incorporazione ad una qualsivoglia fede o religione che cerchi di vincolarlo”.
In questi ultimi due decenni, l’occasione della tutela dei dati personali per intervenire sui Registri parrocchiali ha aumentato in Italia il ricorso allo sbattezzo con picchi di oltre 45mila moduli all’anno scaricati dal sito web di UAAR.

Nel mondo è dopo i fatti narrati nel film “Spotlight” sui casi di pedofilia venuti alla luce a Boston e in tutti gli Stati Uniti dal 2002, e dopo i casi di pedofilia nel clero in Irlanda resi noti dalla stampa tra il 1994 e il 2006 che lo sbattezzo diventa di massa, con oltre cinquecentomila richieste in Irlanda. Tanto che il Pontificio Consiglio deve emanare, il 13 marzo 2006, una Lettera nella quale si davano precise indicazioni sulla trascrizione nei registri parrocchiali della “uscita dal gregge”, trascrizione resa obbligatoria in Italia da una sentenza del Garante per la privacy istituito nel 1996 (sentenza su ricorso presentato da Uaar e accolto nel 1999).

L’Associazione per lo Sbattezzo ha costituito negli anni Ottanta e Novanta un richiamo fondamentale alla tutela della libertà personale basata sui principi di libertà individuale e si è anche dedicata a una massiccia campagna di informazione sul meccanismo dell’Otto per mille Irpef, istituito in seguito al Nuovo Concordato (1984).
Denunciava nel 1991 il bollettino dell’Associazione: “Chi non esprimerà la scelta vedrà ripartita la propria quota in proporzione al numero delle scelte espresse. Per essere più chiari, ipotizzando che su 100 contribuenti 20 rispondano e che di questi 15 optino per una della Chiesa e 5 a favore dello Stato, l'ammontare verrebbe ripartito ratificando il democraticissimo criterio con il quale il 15% dei soggetti determina il 75% del risultato.”
Ciò accade tutt’ora, basti vedere i dati del gettito 2011, del quale sappiamo che su un 45,81 per cento di scelte espresse il 36,75 per cento degli aventi diritto ha scelto la Chiesa cattolica per il suo otto per mille, poco più di quindici milioni di persone, col risultato di destinare quasi l’80 per cento dell’otto per mille Irpef nazionale, consistente in 1 miliardo e 13 milioni di euro, alla Chiesa cattolica.
Meccanismo fiscale che già quindi prefigurava un “premio di maggioranza” che ora minaccia di essere di nuovo collaudato anche nel meccanismo elettorale, col risultato di sottrarre sempre più libertà di scelta ai cittadini.
Francesca Palazzi Arduini.
 

domenica 1 febbraio 2015

Analisi logica delle illogicità di Lega nord.

FALSO: i rifugiati non sono clandestini ma hanno fatto richiesta di asilo. Le spese non le paga lo Stato ma la UE che ha destinato all’Italia decine di milioni di euro (solo 10,8 milioni per il 2011-2013) per le Politiche e sistemi di asilo (Decisione 573/2007). Descrivere queste persone come “clandestine” (ricordiamoci che in questo paese l'immigrazione clandestina è un crimine, anche se secondo noi la libera circolazione di ogni individuo è un diritto inalienabile), significa diffamarle, soprattutto se, come fa Lega nord, si fa cenno poi ai “furti” compiuti da stranieri, fenomeno che non c’entra nulla coi rifugiati! UNA FALSITA’: tanto è vero che la stessa Lega poi, accennando al trattato di Schengen, rende implicito il fatto che la maggior parte delle persone che compiono furti negli appartamenti hanno un regolare documento di identità EUROPEO. Il problema è quindi territoriale e non c’entra l’immigrazione da paesi extra europei. Immigrazione che non è “senza regole e senza limiti”, ma regolato proprio dalla loro Bossi-Fini, e con un flusso in discesa del 12,3%. Negli stessi testi inerenti i “clandestini” inesistenti contro cui la Lega protesta a Fano si accenna poi alla solidarietà con i vignettisti uccisi a Parigi, si cerca quindi di usare il tragico fatto per addossare ai profughi una presunta appartenenza al radicalismo islamico. FALSO: guardiamo allora i paesi di origine di questi ospiti, Bangladesh, Etiopia, Gambia, Nigeria, paesi dei quali solo uno è a maggioranza islamica, e dai quali si fugge proprio perché avversi al regime politico, l’Etiopia è a maggioranza cristiana, in Nigeria si fugge da Boko Haram. Cosa c’entra l’Isis? Assolutamente niente. L’uso della solidarietà a Charlie hebdo è quindi strumentale. Quelle persone hanno perso la vita, ricordiamolo, per mano di due cittadini francesi, nati in Francia, non per mano di clandestini. Sempre che per la Lega nord Fano le persone con lontane origini razziali differenti dalla loro debbano per sempre portarsi addosso un marchio: e questo è razzismo e basta. Non lo diciamo solamente noi, lo dicono le tante associazioni e persone che si occupano di povertà e solidarietà sociale che in questi giorni hanno criticato duramente le illazioni di Lega nord. E poi arriva Oriana Fallaci, fatta resuscitare da Lega nord Fano in questo sit-in con letture dei suoi ultimi testi, quelli scritti dopo il suo ritiro a New York, tra il 1990 e il 2006, anno della sua morte. Fallaci vagheggiava di un complotto islamico per conquistare il mondo dal suo appartamento, nel quale viveva reclusa. Dopo l’attentato di Bin Laden del 2001 poi scrisse testi durissimi contro l’Islam, confondendo l’uso politico dell’islamismo radicale con l’islam in generale. Un bell’esempio di lucidità riproporla oggi, nel momento in cui tutte le associazioni di musulmani in Europa si schierano contro la violenza. ULTIMA FALSITA’, la guerra tra poveri… le colpe dei tagli alla sanità sarebbero non di Spacca ma dei profughi, il fatto che non ci siano aiuti ai disoccupati sarebbe colpa non di Renzi ma degli immigrati. Eppure sappiamo anche che a lucrare nella maniera più spudorata coi fondi europei sull’accoglienza è stata una lobby condotta dal fasci-mafioso Carminati, è stato un gruppo di persone che proprio coi suoi amici in Parlamento poi tuonava contro gli immigrati. Che differenza c’è quindi tra noi nati in Italia e i profughi che fuggono dai loro Paesi o gli immigrati che cercano lavoro qua? Nessuna, siamo comunque usati da chi vuole lucrare sulla nostra pelle e sul nostro lavoro, e proprio per questo che non dobbiamo dividerci, ma unirci. Alternativa libertaria- FdCA Fano, Pesaro

martedì 26 agosto 2014

1984 - 2014 : 30 anni fa a Fano il primo meeting anticlericale

1984-2014: 30 anni fa a Fano il primo meeting anticlericale. Una mostra multimediale ne presenta le edizioni, i materiali, gli ospiti, le pubblicazioni. A Fano, presso l’Infoshop di via G. da Serravalle 16, dal 29 al 31 agosto con orario 18/21. La mostra è a cura di Alternativa libertaria- FdCA e dell’ Archivio- Biblioteca E.Travaglini. Il meeting anticlericale si è svolto a Fano per 15 anni, diventando un punto di riferimento nella battaglia italiana per il rispetto della diversità culturale e della libertà di pensiero, in un Paese tuttora per molti aspetti fortemente arretrato rispetto al riconoscimento di libertà individuali e di diritti civili invece ritenuti scontati in altri paesi d’Europa: dal testamento biologico alla fecondazione eterologa, ai diritti civili delle coppie di fatto. Storia di autogestione e di sfide, di repressione (dai tentativi di vietare l’esposizione della scritta “meeting anticlericale” al divieto di usare spazi pubblici nel 1990), e di caos creativo, punto d’incontro dal quale nel 1986 nacque anche la prima versione organizzata della protesta civile contro la scorretta “conta dei fedeli” cattolici in Italia: l’Associazione per lo Sbattezzo. Piccola Woodstock italiana, il meeting ha avuto tanti ospiti illustri e grandi performances, è stato fanese sino al 1998 diventando poi itinerante con tappe in diverse città italiane. Completamente autogestito, ha usato spazi pubblici allora semi abbandonati: la Rocca Malatestiana, il Bastione Sangallo, il Chiostro san Michele. Sono gli anni dell’avvio del papato di Wojtyla, eletto nel 1978, e delle manovre finanziarie e politiche che sfociano nello scandalo dello Ior, nel 1982 con l’incriminazione del cardinale Paul Marcinkus e l’assassinio di Roberto Calvi. Sono anche gli anni della riforma dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, con la legge Falcucci del 1985, e la protesta di chi si ritrova, non volendo frequentare l’ora di religione cattolica, messo ai margini dell’orario scolastico. Sono gli anni in cui Craxi col ‘nuovo Concordato’ vara l’otto per mille, allora riservato alla sola confessione cattolica. C’è tanto da discutere, e i libertari e anarchici fanesi dell’attivissimo Circolo Papini si vedono catapultati nel grande successo dell’iniziativa, che giunge, edizione dopo edizione, a servire il “Menù eretico” alla mensa autogestita con oltre 500 pasti al giorno. Decine di gruppi musicali e di artisti decidono di contribuire con spettacoli gratuiti, ogni edizione riempie i campeggi, pensioni e alberghi fanesi. Negli anni seguenti i principali mass media nazionali mandano inviati, e quelli internazionali (tra cui il Times) si interessano al meeting. Da quel 3/5 agosto del 1984, il meeting è rimasto testimone di libertà e di anticonformismo ed anche, forse, un esempio di come oggi sia invece difficile intersecare contestazione, spontaneità e creatività per socialità che deve sottostare alla commercializzazione, a maggiore burocrazia e alle solite pressioni del potere politico. Certo, i benpensanti fanesi che fecero guerra ai meeting, con il passare degli anni hanno avuto ben altro di cui “scandalizzarsi”: le rivelazioni shock sulla pedofilia nel clero, gli omicidi e gli scandali dei Corvi in Vaticano, le inchieste sullo IOR hanno riconfermato da sé la grande corruzione insita nei tradizionali modelli del potere temporale della Chiesa cattolica; la realtà ormai fa sembrare ingenua la stessa satira anticlericale. Ma se ancora adesso alcuni benpensanti hanno reazioni scomposte di fronte alla parola “anticlericale” (lo abbiamo visto lo scorso anno con la “censura” alla presentazione alla Rocca Malatestiana di un libro su Joyce Lussu ed i meeting) è perché forse questa è la chiave di lettura politica più efficace di tanto malaffare italiano e l’esorcismo di tanta retorica che cela dietro alla religiosità quegli schemi tipici di lobby e clientelismo dei quali il nostro Paese purtroppo non vuole ancora fare a meno. Evento Fb: https://www.facebook.com/#!/events/574438046000514/? ref_dashboard_filter=upcoming Per altre informazioni: http://www.arivista.org/? nr=356&pag=dossier_anticlericale http://www.bibliotecaliberopensiero.it/http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_per_lo_Sbattezzo

martedì 18 febbraio 2014

mentecatto colpo dei soliti ignoti - comunicato stampa

Fano: mentecatto colpo dei soliti ignoti. Svastiche e croci celtiche, e uno scontato "froci: " è l’imbrattamento effettuato oggi sul portone dell'Infoshop, piccola galleria autogestita da più realtà che domani ospita un'iniziativa pacifista sulla Siria nel pomeriggio (Dalla Turchia alla Siria: volti e storie di una guerra dimenticata) e lo sportello antifratto per le famiglie in difficoltà la mattina. Ad agire sono gli stessi che ogni tanto ammorbano le nostre strade con volantini razzisti, che sperano di seminare odio e paura approfittando della crisi, gentaglia che le nostre città hanno finora isolato e respinto. Utili idioti che non si rendono conto di essere al servizio dei poteri forti, e da quelli usati o messi da parte a seconda della convenienza politica del momento. Altrove hanno tentato di scrivere che Fano è cosa loro, tipico liguaggio mafioso. Non è vero, Fano non è cosa loro. Fano è delle associazioni, dei gruppi, delle persone che tutti i giorni, a viso scoperto, lavorano per creare solidarietà e risposte alla crisi, di chi non accetta le logiche della guerra tra poveri, di chi non teme alcuna diversità (diverso da chi?), e ama l'amore e la libertà, di chi costruisce economia alternativa, di chi racconta le miserie della guerra perchè non si faccia in nostro nome, di chi pretende case e lavoro per tutti e per tutte, di chi si confronta, di chi è antifascista, e non può non esserlo, per tutti questi motivi, e anche per quest’ultimo gesto di vigliaccheria. Alternativa Libertaria/FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)