Sabato 9 Settembre anche noi saremo a Bologna a
sostenere Làbas e il suo laboratorio sociale, culturale e politico
sgomberato con violenza lo scorso 8 Agosto insieme ad un altro luogo
storico dell’autorganizzazione, il Crash.
Làbas, esperienza solidale ed inclusiva, punto di riferimento della
città, non può essere cancellata per logiche di speculazione e profitto.
Se dall’alto vogliono il deserto e l’abbandono, il quartiere ha
dimostrato di preferire uno spazio che sperimenta cooperazione,
mutualismo ed accoglienza in un mondo che impone miseria, razzismo e
guerra tra poveri.
RiapriAmo Làbas e il Laboratorio Crash!
Alternativa Libertaria Correggio/Reggio Emilia
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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venerdì 8 settembre 2017
lunedì 19 maggio 2014
Dall'unionismo industriale degli IWW al sindacalismo di base
CONVEGNO
Dall'unionismo industriale degli IWW al sindacalismo di base
Agli inizi del ventesimo secolo il sindacato rivoluzionario statunitense IWW affermava apertamente nel
proprio programma
“La classe dei lavoratori e quella dei capitalisti non hanno nulla in comune. Non vi può essere pace finché la
fame e l’indigenza sono il retaggio di milioni di lavoratori, finché lo scarso numero di persone che
compongono la classe capitalistica gode di tutte le buone cose che valgono ad allietare l’esistenza. Fra
queste due classi la lotta deve continuare finché i lavoratori di tutto il mondo non si organizzino e non
diventino una unità che pigli possesso della terra e delle macchine produttrici, finché non venga abolito il
lavoro salariato“
Gli IWW animarono contro il governo, i padroni, il sindacalismo corporativa una straordinaria stagione di
lotte nel cuore della più “avanzata” economia capitalistica del pianeta.
Riflettere sulla loro esperienza ci aiuta nella quotidiana azione del sindacati indipendente e di base che, ora
come allora, si scontra con la repressione, la corruzione, leggi liberticide che padronato, sindacati
istituzionali e governi impongono.
Ora come allora alla nostra classe serve un'organizzazione indipendente che sappia organizzare i lavoratori a
prescindere dalla nazionalità, dal genere, dalla situazione contrattuale.
Sabato 7 giugno dalle 11
Via San Giacomo 7
Aula Ex Industrie Agricole
Bologna
Interverranno
Valerio Evangelisti
Autore di diversi testi sul sindacalismo radicale negli USA
Stefano Capello
Coordinatore Regionale CUB Piemonte
Cosimo Scarinzi
Coordinatore Nazionale CUB Scuola Università Ricerca
martedì 26 novembre 2013
Da Genova a Bologna - 22/23 novembre 2013
22/23 novembre 2013
I tranvieri di Genova hanno segnato un passaggio importante e guadagnato una posizione fondamentale: hanno bloccato la privatizzazione e non hanno accettato peggioramenti alla loro prestazione lavorativa e questo serve come riferimento al resto del paese.
Se non sono i lavoratori dei servizi che si oppongono al disegno del capitale in merito allo stato sociale, non si va da nessuna parte.
Resta il punto su come reperiranno le istituzioni i miliardi che occorrono, le linee che verranno appaltate, come evitare una privatizzazione mascherata. Non è finita, da qui fino alla fine del 2014 la partita è aperta, ma tutto questo non spetta ai soli tranvieri, non li si può lasciare soli.
E almeno due sono i punti fondamentali: il primo è la ridefinizione della rappresentanza sindacale o la sua ricostruzione non su basi di sigle, ma su basi più aderenti alle necessità; il secondo è una rappresentanza sociale in città che esprima contenuti politici di mantenimento dello stato sociale contro le privatizzazioni, rappresentanza sociale dove i lavoratori siano presenti e determinanti.
A Bologna per la dignità per i diritti. Sono state queste le semplici parole d'ordine stampate sul manifesto di convocazione della manifestazione dei facchini della logistica.
La manifestazione riuscita di Bologna sta a indicare che la repressione dentro i luoghi di lavoro del settore della logistica fatta di ricatti, servilismi, licenziamenti di delegati e di attivisti sindacali, con l'aggiunta di denunce per i blocchi degli interporti che si esplicita in un attacco diretto alle lotte, non passa, non ha distrutto quello che in questo anno e mezzo di iniziative è stato costruito.
La logistica è un settore fondamentale dello scontro/conflitto fra capitale e lavoro che possiamo definire strategico ed importante seguire, capire, per partecipare allo sviluppo delle lotte, delle forme organizzative di costruzione e ricostruzione che la classe mette in campo per rompere il dominio del capitale sulla prestazione lavorativa e la condizione di vita dei lavoratori.
La strada sin qui seguita con la costruzione della rappresentanza nelle lotte che pone come punto iniziale la conquista del lavoro contrattato, che rompe la logica del mercato delle braccia e non solo gestito dai padroni, indica un percorso di classe che ci riporta ai fondamentali della organizzazione di resistenza che la stessa ha costruito o meglio costruisce.
Pur non credendo ai facili entusiasmi, siamo impegnati e agiamo nella difficile e complessa azione politica di ricostruzione dei rapporti di forza, oggi distrutti.
I segnali, quello che la classe ha messo in campo a Genova e Bologna nella settimana trascorsa, vanno con tutto il loro carico di difficoltà e incertezze in questa direzione.
Commissione Sindacale
Federazione dei Comunisti Anarchici
24 novembre 2013
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