ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA

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campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

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mercoledì 16 marzo 2016

IL CINEMA DEL NO - Elèuthera editrice

sabato 19 Marzo 2016 ore 17,30
All’Ateneo degli Imperfetti
 
 
 
 Il cinema del no
Visioni anarchiche della vita e della società libro
 
Elèuthera Editrice, Milano 2015
presentazione del libro
 
ne discutiamo con:
Goffredo Fofi
critico cinematografico e letterario
 
Se è vero che la grande arte ha sempre in sé qualcosa di anarchico, di critica dell’esistente, di contestazione dell’ordine sociale dato, il cinema ha sempre avuto
due anime: quella consolatoria, ovvia, tesa a intorpidire le menti (prevalente), e quella non conciliata, provocatoria, critica del “mondo così com’è” (minoritaria). Ed è di quest’ultima che si
occupa Fofi ………..

Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)

tel. 327.5341096

giovedì 9 ottobre 2014

Assemblea di fondazione dell'Ateneo libertario friulano

Assemblea di fondazione dell'Ateneo libertario friulano San Giorgio di Nogaro domenica 19 ottobre 2014 ore 17.00 evento facebook https://www.facebook.com/events/1484100951874438/ La catastrofe climatica è in arrivo, anche i recenti dati forniti dal WMO (World Meteorological Organization) sugli incrementi delle concentrazioni di CO2 in atmosfera, non fanno che confermarlo. Sarà impossibile mantenere l’aumento di temperatura entro i 2°C per fine secolo; peraltro, come se questo dato non fosse già di per sé un bel guaio. Quindi: prepariamoci! Dobbiamo incominciare a simulare gli scenari di quello che ci capiterà nei prossimi decenni, se non già nei prossimi anni. Ovviamente dobbiamo pensare globalmente, ma agire localmente. In Friuli si presentano scenari molto diversificati fra loro … dal mare ai monti, quindi è necessario conoscere molto bene l'ambiente che ci circonda, con tutte le sue peculiarità e fragilità. In generale, è necessario un approccio culturale e scientifico multidisciplinare, per avere un’immagine affidabile della realtà nella quale viviamo, per elaborare strategie politiche, sociali e di “autodifesa climatica”, da realizzare a breve, media e lunga scadenza. Si tratta di mettere assieme Pensiero ed Azione; Lavoro Manuale e Lavoro Intellettuale; Teoria e Pratica in una prospettiva ecologica e non-gerarchica. Cioè vogliamo rilanciare i principi base dell'anarchismo, ma rapportati alle problematiche del 21° secolo. Vogliamo prepararci a far fronte alla crisi globale ed irreversibile che stà sconvolgendo il Pianeta Terra ed i suoi abitanti. Per questo scopo dobbiamo rinnovare i nostri strumenti concettuali e pratici per affrontare e combattere la morsa del dominio capitalista ed autoritario che stringe le nostre vite e l'intera biosfera. In particolare dobbiame (drammaticamente) prendere in considerazione il mutamento del clima determinato dal riscaldamento globale antropogenico ed organizzarci in modo appropriato per fare fronte alle conseguenze sempre più pesanti e drammatiche che si manifesteranno nei prossimi anni. il programma dei temi trattati verrà esposto con maggiore dettaglio successivamente all'assemblea di fondazione dell'Ateneo Libertario. Fra le altre cose stiamo costruendo un archivio digitale condiviso, su tutti i temi, ma evoluto e super-organizzato. Soprattutto vogliamo creare una gradissima biblioteca digitale. Condividete con noi i vostri file, i vostri libri, i vostri video, la vostra musica.

giovedì 27 febbraio 2014

LA DISATTESA DEL POTERE FRA INFANZIA E FILOSOFIA

Nella prospettiva di Kohan l’infanzia viene intesa non tanto in senso anagrafico, come un momento della vita da superare o addirittura da negare, quanto piuttosto in una luce costantemente generativa. Filosofia e infanzia si incontrano e non necessariamente il loro rapporto mostra direzioni e confini univoci, la loro relazione si apre al non previsto, all’impensato, persino all’impensabile. incontro con Walter Omar Kohan SABATO 01 Marzo 2014 alle ore 17:30 All’Ateneo degli Imperfetti Come d’abitudine la convivialità post conferenza si regge sulla condivisione del cibo e del bere: è pertanto auspicabile che tutte le persone contribuiscano a rendere ricca e appetitosa la nostra mensa Ateneo degli Imperfetti Diego www.ateneoimperfetti.it

venerdì 29 novembre 2013

Silvio e Giorgio, affinità e “fratellanza”?

La lettura di alcuni brani estratto dal libro “I panni sporchi della sinistra”, di Ferruccio Pinotti e Stefano Santachiara (Ed. Chiarelettere, Milano 2013) mi ha riportato alla memoria un opuscoletto pubblicato nel maggio 1939 – a cura dei Gruppi Anarchici della Valle dell’Antracite degli USA – illustrante il modo di agire dei massoni italiani e stranieri, visto da Camillo Berneri e Armando Borghi. Sono paginette illuminanti sul sostegno dato dalla massoneria alla causa interventista prima ed al fascismo dopo che dimostra come la storia – ahimé – si ripeta. Nulla di nuovo sotto al sole … a ben vedere. Tutti “amici degli amici” contro chi suda e lavora per portare a casa un salario che – in moltissimi casi – è insufficiente a vivere dignitosamente: pescecani del mondo politico e finanziario, “capitani coraggiosi” specializzati nell’accaparramento, appaltatori specializzati nello sfruttamento e nella frode, evasori fiscali, banchieri e speculatori finanziari. Tutti pronti a svenderci al primo offerente in omaggio al senso di responsabilità, al buon governo, alla “dottrina europea”: ce lo chiede l’Europa rispondono alle contestazioni. Quello che propongo è uno scritto di Armando Borghi intitolato: “Come gli agenti segreti della massoneria sanno trescare nell’ombra” nel quale troviamo le “gesta” di due massoni tristemente famosi: Maria Rygier (in campo anarchico) e Benito Mussolini (in campo socialista). pasquale piergiovanni Il giornale “La Controcorrente” di Boston (numero del 5 febbraio 1939) ha riesumato uno scritto che la famigerata Rygier pubblicò un decennio addietro a Parigi. Utile riesumazione. Perché anche le porcate istruttive col tempo si smarriscono nel polverio della lontananza. Perché un ricordo tira l’altro e completa e illumina le analogie. Perché, infine, mentre codesto scritto rigeriano viene rimescolando molta della mota di cui è impastata l’animaccia del truce, serve altresì a smoccolare il lucignolo dell’esperienza e permette di intravedere le arruffianate manovre della massoneria, per il suo occulto disfattismo di classe, per la sua missione di gesuitismo statale. Ed è questa la parte che noi glosseremo pesantemente. Ti prego, o compagno lettore, di rileggermi se ti parrò oscuro. Ti prego altresì di aguzzare la mente, perché nel passato potrai forse vedere il riflesso del presente, o viceversa; perché le volpi perdono il pelo ma non il vizio; perche infine, non è necessario di accorgersi sempre a scorno ed a malanno subito, di come ci fregano coi tentati incendi dolosi ai danni del nostro movimento, gli incendiari che dovrebbero riscuotere la polizza di assicurazione. Maria Rygier ci racconta: 1. Che l’ex suo infallibile di Predappio era stato nel 1904 spia di questura in Francia e che, se nel 1914 egli passò all’interventismo francofilo, si fu perché il governo francese poté ricattarlo sul suo infame precedente. 2. La Rygier trae argomento da quanto sopra (ed è qui l’addentellato per noi) per illustrare le manovre francesi nel 1914/15, tendenti a determinare in Italia, col mezzo di interventi finanziari e di agenti corruttori, una falla mortale nel movimento sovversivo antibellico e una corrente interventista rossa, artefatta e comprata. 3. Infine la Rabagas in sottana si esalta in vanteria, spiegando che si dovette a lei in carne ed ossa gran parte del progetto di fondare un quotidiano dalle mentite apparenze di socialista, per i fini guerraioli. E adesso eccovi alla fonte testuale. Turatevi il naso: (…)”Io non fui estranea a questa, subitanea “conversione” di Mussolini, grazie al consiglio che avevo dato a Barrere, ambasciatore francese presso il Quirinale, di fondare a Milano, importante centro industriale e, per conseguenza, proletario, un quotidiano socialista dedicato agli interessi dell’Intesa, rinunziando alla creazione, allora progettata dal governo francese, di un giornale democratico a Roma. Io ritenevo infatti che l’essenziale per la causa dell’interventismo era di portare la discordia e la confusione tra i socialisti, che erano nella grande maggioranza ostili alla guerra”. Seguono schiarimenti dettagliati: la Francia pensava alla fondazione non di un quotidiano socialista, ma di uno democratico e non a Milano. Ma a Roma. Senonché la Rygier temeva (testuale) “che questa intrusione finanziaria della Francia nella nostra stampa democratica avrebbe ferito profondamente la coscienza nazionale”. Fu per evitare questa svolta maldestra del governo francese e fu per viemmeglio lubrificare il congegno della corruzione antiproletaria, che la Rygier credé bene di consigliare alla Francia di cambiar progetto e di congegnare un magnifico cavallo di Troia; quanto dire che il quotidiano doveva dichiararsi socialista e uscire nella Milano proletaria e non nella burocratica Roma. A ciascuno il suo fetente mestiere! Gongolante, la Rygier ora racconta che il di lei progetto (testuale) “fu considerato giusto dalla Francia ed eseguito alla lettera, salvo in ciò che concerneva la futura personalità del direttore del giornale”. Essa infatti non aveva pensato di indicare al Barrere l’integerrimo direttore dell’Avanti! come giornalista comprabile; ma aveva proposto “un noto sindacalista” (osservazione mia: certamente il de Ambris) e quando apprese che la Francia era riuscita ad impegnare Mussolini, essa (testuale): “concepì una vivissima ammirazione per la diplomazia francese, ben sapendo che questa conversione era costata (al suo amico Guesdes allora ministro socialista di guerra) un grosso rotolo di biglietti da mille”. Che abbondanza di dettagli superflui, dopo un quarto di secolo! E che diffamatori, sciocchi, zizzanieri e … venduti alla Germania, quelli che lo videro subito … L’importante è di rilevare come i consigli di questa sadica del rabagasinismo, che tuttavia ancora in quel tempo continuava a proclamarsi “compagna” e accusava noi di tradire .. i maestri; i consigli di questa tecnica dell’incendio doloso, all’ambasciatore francese fossero più destri, più “competenti”, più aderenti alle pratiche praticabili del raggiro, che non i progetti del superficiale Barrere. Non aspettate che vi schizzino l’occhio per vedere il dito. Qui si tocca con mano come i mestatori accuratamente truccati nel dietro scena, per il vantaggio che hanno di camminare al buio, per vie percorse, sono insostituibili nell’arte di dare i “falsi scambi” ai binari sovversivi, nelle ore difficili della storia, al favore delle grandi ondate della “mistica” ufficiale; come sono i veri indicati a tirare i fili di qualche bamboccio preso al laccio della cecità o dell’ingenuità, o dell’incoscienza. Barrere diplomatico – tutto dire in fatto di senza scrupoli – concepisce l’idea di un quotidiano pro-Francia; ma di un quotidiano democratico, senza maschera sovversiva. La Rygier, anarchica, che, se fosse dipeso da lei ancora avrebbe vissuto nell’ambiente nostro come compagna -; la Rygier dice no! Sa di meglio lei! Vede oltre! E’ il ladro che ruba dal di dentro, che fa la guida e la guardia ai ladri di fuori, che egli introduce in casa propria, perché saccheggino all’ora giusta e sapendo dove mettere le mani. La Rygier sa che un giornale borghese che si confessi per quello che è, sia pur democratico, non varrà una cicca come strumento di deviazione tra le masse rosse. Un tale foglio ignorerà le chiavi del cuore di masse che sono fresche della Settimana Rossa; difenderà a controsenso la causa della guerra; finirà col servire la causa opposta. La borghesia ne indispettirebbe; il proletariato gli griderebbe: merda!… Altra, altra è la via. Il nuovo quotidiano perché possa servire a colpire l’antibellicismo dei socialisti e degli altri deve sbraitare di “socialismo”; ma questo per opera di qualcuno che sappia le astuzie del camaleonte, sì da far servire le stesse vecchie parole rosse all’uso opposto, senza che l’escamotaggio si scopra. Giornale piazzaiolo, sassaiolo, scamiciato falsomenatario dei principi, che sappia svoltare e che riesca a deviare per gradi insensibili gli ingenui, i creduloni (che sempre son lì ad imprestare agli impostori la loro porzione di buona fede cogliona, rendendosi loro complici necessari) e che sappia montare e gonfiare qualche nullità che pur di parere persona non aspetta che l’arrivo spettacoloso di Dulcamara. Parentesi: una commedia consimile ce la giocarono, più tardi, i bolscevichi (infamatisi non solo – no no! – dopo l’infortunio toccato a Trotsky o dopo l’assassinio di Berneri e compagni), quando una lunga serie di anni – dopo Kronstadt, dopo Makno, dopo l’assalto internazionale dei funzionari cekisti d’ogni lingua contro l’anarchismo d’ogni paese, trovarono in ogni parte del mondo – e anche in America e più di tutto a New York – dei ferri del loro immondo mestiere, loro accoliti loschi e mascherati, complici necessari delle loro devastazioni nel campo nostro, sotto il segno bifronte dei fronti unici e delle alleanze; sì che sarebbero ben riusciti a colpire questo nostro movimento ricomposto dai superstiti di tante bufere, se non ci fossero stati per le vie del mondo coloro i quali puntarono i piedi, che smascherarono gli impresari delle sognate liquidazioni ideologiche, rinforzati da delusi e avariati di ogni risma, e che mandarono all’aria le imprese di Jago e di Caino coalizzati. La parentesi è chiusa. Dicevamo… Che ne poteva sapere più della Rygier un coglione di diplomatico come il Barrere che non era mai stato un sovversivo? Che ne avrebbero capito più di lui i suoi pennivendoli da salotto, estranei al popolo, alla piazza ed ai capi popolo? Su avanti dunque “le competenze”: avanti de Ambris, in alto un Mussolini, gente che poteva parlare all’orecchio di un Corridoni, di un Masotti, di un Tancredi, di quanti si sapeva che avevano qualche marachella di cui arrossire e sulla quale poteva far leva il ricatto … O con noi o contro di noi … ma allora! Oh! Esperienza, esperienza, che servi mai nella vita, se non a render più fonda la pena di servire la causa, per il contrasto tra la chiaroveggenza acquisita e la miopia dei molti, che spesso non sono colpevoli? Giovani allora, quanti di noi saremmo stati presi al laccio dei ricattatori “revisionisti” se non avessimo – e oggi come allora – potuto guardare nel bianco degli occhi dei mascalzoni che facevano ressa attorno al banditore delle coscienze all’incanto? Urge ora una domanda: come spiegare che la chiassosa anarchica Rygier, fumanti ancora gli incendi della Settimana Rossa, potesse godersi questi tu per tu coll’ambasciatore di Francia pressi il Quirinale? E ciò in condizioni che ci poteva rivelare solo lei stessa dopo tanti anni; ma che nessuno avrebbe potuto allora né vedere né provare, se pur c’era chi poteva, in generale, intuirlo? Misteri delle loggie! Camillo Berneri, scaltrito da alcuni anni di vita militante in Francia, e che aveva esperienza delle imboscate e degli imboscatori politici del mondo francese sulla preda degli esuli (molti dei quali fuori del loro paese, ricordano “Cola” il protagonista dell’Aria del Continente, nel capolavoro del Martoglio); Berneri si era bene accorto, lui, del ruolo della massoneria, anche nei settori più estremi. L’Adunata ha riprodotto il suo lucido articolo: io sforbicio questo brano eloquente: (…)”per fortuna il fenomeno massonico è nel campo dell’anarchismo italiano del tutto trascurabile. Ma vi è una notevole minoranza di anarchici che, allettata dalla speranza dei “grandi mezzi”, si è lasciata attrarre nei giuoco politico di quell’antifascismo equivoco che sboccò nelle legioni garibaldine, poi nei vari movimenti più o meno clandestini e che ora sta ritessendo le sue reti” (…). Berneri non poteva dirci di più. Egli, più giovane, ignorava che (a parte il noto lontano fenomeno revisionista costiano del 1879) il fenomeno della massoneria nel campo italiano, per quanto trascurabile, è tuttavia più vecchio di quel che appaia. E per quanto trascurabile “numericamente”, ha dato sempre e sempre darà dei risultati di devastazione proporzionati alla potenza dei mezzi, delle influenze, delle protezioni, delle connessioni e del sabotaggio occulto, proprii del sistema centralizzato e intrigante della massoneria. Il fenomeno interventista lo sappiamo – e lo documenta Berneri – fu di derivazione massonica. Oggi lo sanno anche i sassi che la Rygier fu uno strumento della massoneri; massone essa stessa. La sua stessa presenza in Francia nel 1925 è noto che era in relazione ad una sua missione presso i fratelli francesi, contro il Commendator Palermi, accusato di indisciplina. Ora la Rygier non divenne massona dopo di essere divenuta interventista. Fu nel 1913 che essa si recò in Francia la prima volta. Vi si recò per estendervi l’agitazione pro Masetti. Io vi ero stato profugo tutto il 1912 ce, con Vezzani, Malato, Pierre Martin ed altri avevamo dato inizio a questo lavoro. Fu in quel tempo e in quella circostanza che l’energumena passò alla massoneria. A suo tempo, ma tardi, ne seppero qualcosa il Vezzani ed altri a Parigi La Rygier quindi lasciò l’Italia anarchica e fece ritorno dalla Francia anarchica-massonica. Essa visse quindi i nostri contatti politici, come compagna di fede, nascondendo che apparteneva alla “Internazionale della borghesia” (Bakunin). Ecco spiegati molti enigmi di un quarto di secolo fa, e tanti altri di tempi meno lontani. E non solo della Rygier si trattò: massoni erano i Tancredi, i Masotti, i Rossi, i Fasella, i Corridoni; – sindacalisti questi ultimi, al seguito del loro gran maestro, il de Ambris, l’inseparabile di quel massone di rango che è il Campolonghi. Dico Campolonghi e de Ambris, quelli che non mancano mai, come chi tiene il mestolo, in tutti gli intrighi popolareschi, coll’indispensabile ingrediente “libertario”. Ciò a partire dalla ricordata politica interventista, all’invio del denaro francese a Mussolini, fino al Ricciottismo, senza garibaldinismo, e al Macismo in terra di Francia del 1925-26. E per ora altro non si può dire; ma molto si vede. Col filo si trova il gomitolo! Armando Borghi – Toronto (Canada) – Maggio 1939 -

mercoledì 19 giugno 2013

7° festa di Alternativa libertaria . "L'altro comunismo" . Reggio nell'Emilia 22-23 giugno 2013

VII Festa di Alternativa Libertaria

22-23 giugno 2013, presso Casa Bettola, Casa Cantoniera autogestita in Via Martiri della Bettola a Reggio Emilia


Due giorni di discussione e di approfondimento sull'alternativa sociale e politica sulla proposta comunista e libertaria, su di uno scenario di crisi sistemica che non lascia appelli, discuteremo dell'alternativa possibile, attraverso il comunismo libertario, all'uscita dalla crisi del capitalismo, indicando percorsi di riappropriazione dello spazio politico che le elite borghesi rendono impraticabile da decenni ai lavoratori ed ai ceti popolari, i soggetti che la crisi la stanno drammaticamente pagando a caro prezzo. Per la riscoperta della democrazia diretta come metodo, nella creazione di un nuovo contropotere costituente, che ripartendo dal basso sappia connettere la grande esigenza di cambiamento richiesto dai lavoratori e dai ceti popolari, per il controllo diretto della attività politica e sociale fuori dalle illusioni prodotte dal simulacro della democrazia parlamentare.
Discuteremo di quella che ormai è non solo una nuova figura, ma, in costante ascesa, la condizione di vita di milioni di giovani e di lavoratori per i prossimi decenni, un precariato fatto di non lavoro e di miseria che le scelte dei governi hanno alimentato barbaramente, precariato e de-integrazione sociale il tema del dibattito, e le prospettive per invertire questa tendenza saranno al centro della discussione e delle proposte.
Questa esperienza nella cornice di Casa Bettola è dentro ai nuovi percorsi di riappropriazione e di sperimentazione su quelli che comunemente vengono chiamati "Beni Comuni", nuove pratiche autogestite di vita sociale, solidali, antifasciste ed antiautoritarie, ecologiste, ma soprattutto altro rispetto a quanto impone l'agenda neoliberista.
È una festa e dunque non mancheranno libri e musica, buon vino e buon cibo, mostre che narrano di esperienze solidali ed antirazziste, autoproduzioni e tanta socialità, in uno spazio - Casa Bettola - da sempre aperto ed attento alle nuove forme di mutualismo.
Alternativa Libertaria/FdCA vi invita a questo momento di discussione e di socialità.

PROGRAMMA

Sabato 22 giugno 2013

  • ore 16.30: L'altro comunismo - i temi dell'oggi dibattuti in una prospettiva comunista e libertaria

  • ore 20.00: Cena (meglio con prenotazione) - burritos, insalate, riso, verdure, vino, birra...

  • ore 22.00: Musica con "Il Timido e la Faina", duo blues da Reggio Emilia

Domenica 23 giugno 2013

  • ore 10.30: "Precariato e de-integrazione sociale" - discussione sulla condizione proletaria oggi sullo scenario della crisi

  • ore 13.00: Pranzo (meglio con prenotazione) - grigliata di carne e verdure
Nei due giorni, libreria e socialità con una mostra fotografica a cura della Casa Popolare Spartaco. Saranno presenti banchetti con autoproduzioni da Puglia, Liguria...
Per chi desidera pernottare a Reggio Emilia: Hotel:
  • PARK HOTEL
    vicinissimo alla festa, a pochi metri, prezzi:
    singola €50, doppia €58, tripla €65 incluso colazione
    Tel. 0522 292141 www.parkhotel.re.it

  • Ostello della Ghiara in centro città

  • Sacco a Pelo, in Casa Popolare Spartaco a Correggio (dista 15 Km dal luogo della festa)

  • B&B Quattro Colli (Quatto Castella) a 15 km dalla festa
    Camere da €30 (singola) a €50 (doppia) incluso colazione
    Tel. +393402220667-3406474953 Mail info@quattrocolli.it

Organizza Alternativa Libertaria/FdCA Info: 3398142374 - www.fdca.it - logisticafesta@gmail.com


Link esterno: http://www.fdca.it

mercoledì 12 giugno 2013

L'ultima Era - ateneo degli imperfetti , marghera (VE) sabato 22 giugno 2013



SABATO 22 GIUGNO alle ore 17:30
All’ATENEO DEGLI IMPERFETTI

PRESENTAZIONE DEL LIBRO:

L’ultima era
comparsa, decorso, effetti di quella patologia sociale ed ecologica chiamata civiltà

Abbiamo cominciato diecimila anni fa soggiogando la natura per trasformarla in “fattore produttivo” (attraverso l’agricoltura) e oggi ci ritroviamo totalmente sottomessi a quella stessa Macchina civilizzatrice che abbiamo costruito per dominare il mondo.
Basterà rimodernarne un po’ i “motori” con una nuova Economia, una nuova Politica, una nuova Tecnologia, una nuova Scienza, una nuova Cultura per ritrovare un’esistenza che valga la gioia di essere vissuta?


ne parliamo con l’autore
Enrico Manicardi
avvocato e saggista




Come d’abitudine la convivialità post conferenza si regge sulla condivisione del cibo e del bere: è pertanto auspicabile che tutte  le persone contribuiscano a rendere ricca e appetitosa la nostra mensa


 Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)

tel. 327.5341096

mercoledì 5 giugno 2013

Ciao Franca - in ricordo di Franca Rame

Ciao Franca.
Per almeno 4 decenni, Franca Rame ha dato un contributo fondamentale
alle speranze, alle lotte ed ai movimenti per cambiare e buttarsi
dietro le spalle una cultura ed una mentalità fortemente patriarcale e
sessista che ammorbavano il paese e tuttora imperano in Italia.
Lo ha fatto come donna, come femminista, come attrice, come militante
politica a tutto tondo.
Ha pagato personalmente per il suo impegno, per il suo irriducibile
denunciare le violenze del sistema  maschilista e di classe nella
società. Venne stuprata da uomini di estrema destra. Da uomini
fascisti, su ordine di uomini dello Stato. Da uomini insofferenti per
la sua militanza femminista, per la sua autonomia come donna, come
artista, come perturbante un ordine costituito da secoli.
Quello stupro, quella violenza sul corpo di Franca Rame, doveva essere
il monito per tutte le femministe, per tutti i compagni attivi nelle
lotte che nel 1973 riguardavano il divorzio, l'aborto e la libertà
sessuale.
Venne scelta lei per dare un esempio scellerato alle migliaia di donne
e di femministe che negli anni '70 denunciavano le disuguaglianze di
genere nel lavoro e nella società, toglievano il velo alle ipocrisie
sociali sulla subordinazione delle donne nelle famiglie e nelle
relazioni coniugali, nelle relazioni sessuali ed in quelle politiche.
Franca Rame continuò a usare il teatro, la cultura, la piazza, la
costruzione di luoghi alternativi per dimostrare che si potevano
aprire spazi di autonomia e di libertà nella società dominata dal
patriarcato, per resistere alla violenza. Non accettò di essere
vittima, non si fece rubare la sua libertà, la sua allegria, la sua
passione.
Oggi la piangiamo per il suo impegno, per il suo insegnamento, per il
suo coraggio, per la sua arte.
Sappiamo che tutto ciò che lei ha fatto non è stato invano, ancora
oggi la sfida alla società patriarcale, sessista ed omofoba riguarda
tutte e tutti noi in prima persona. Ciao  Franca, e grazie.
SN FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)