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venerdì 1 maggio 2020

sul primo maggio al tempo della quarantena da covid19 a Pordenone

Puntuale come un orologio svizzero è arrivata la diffida del questore nei nostri confronti. La seconda dopo quella del 25 aprile.
La pubblichiamo, così si sputtanano una volta per tutte gli spacciatori di fake news ovvero Telepordenone, il Gazzettino, il Sindaco Alessandro Ciriani e i loro fascio-fan club.
La diffida (risposta negativa) è l'atto formale con cui la questura risponde ad una notifica ovvero alla comunicazione da parte di un singolo o un gruppo di persone dell'intenzione di svolgere un evento su suolo pubblico.
Questo è l'unico documento esistente a firma nostra, il resto sono bufale. Se la nostra notifica non avesse avuto intoppi ci avrebbero rilasciato solo delle prescrizioni
Come scritto da subito e come era naturale che fosse nessuna denuncia, querela, segnalazione in questura era stata fatta riguardo al presidio dei commercianti, presidio concordato col Sindaco di Pordenone, di cui tutti avevano notizia, dalla stampa alla questura. 
La notifica conteneva, come detto da subito, tra i vari riferimenti anche il nulla osta alla manifestazione dei commercianti motivo per cui non avrebbero potuto impedirci di realizzare la nostra. 
Almeno così pensavamo.
Farebbe ridere assai l'idea che una manifestazione pubblica, già attuata in gran parte d'Italia e in corso dappertutto, annunciata ovunque avesse bisogno della segnalazione degli anarchici, farebbe ridere se non fosse che i faziosi della legalità, beccati in castagna, cercano invece in tutti i modi di scaricare su altri le proprie responsabilità ovvero aver garantito l'impunità ai commercianti esponendoli invece alla repressione.
La questura nel consegnarci la diffida ha sottolineato che tutti quelli che saranno individuati in manifestazione saranno sanzionati in violazione DPCM, per tanto visto il solito accanimento poliziesco non ce la sentiamo di mettere a repentaglio i redditi già martoriati in questo periodo di quarantena di operai, cassaintegrati, precari e disoccupati.
Se per sindaco e questore esistono lavoratori di serie A e altri di serie B, noi ribadiamo che solo una rinnovata coscienza di classe può farci uscire dalle secche di un capitalismo che tutto travolge, impoverendo e devastando.
Tutti debbono poter manifestare liberamente, senza discriminazioni, senza gerarchie.

 
Iniziativa Libertaria - Pordenone
 
 
 
 
 
 
 
 

lunedì 27 aprile 2020

Fattore Ciriani. Il 25 aprile e la crisi dell’antifascismo pordenonese

Partiamo da una domanda 



Nell’arco di pochi anni, dall’inizio del nuovo secolo, a Pordenone un gruppo di giovani dell’estrema destra di origine neofascista passa da un’aperta contestazione delle celebrazioni antifasciste del 25 aprile alla conquista di tutte le cariche del potere politico locale, dal Comune alla Provincia, fino alla Regione ed alla rappresentanza parlamentare del collegio. Due tra loro, i fratelli Alessandro e Luca Ciriani, sono assurti al ruolo di leader politici di importanza non più solo meramente locale: il primo come sindaco del capoluogo, formalmente eletto da indipendente 7 ; il secondo, come presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, appare ormai incombere nelle consultazioni televisive sulla segretaria del partito Giorgia Meloni. Tutto ciò a dispetto delle forti contestazioni che li avevano portati, nell’arco di pochi anni, a rinunciare alla sfida di piazza nei confronti degli antifascisti. Ora sono loro a rappresentare le istituzioni dal palco, esponendo le loro tesi revisioniste in veste ufficiale.  

Come è potuto accadere?

Stefano Raspa, uno dei principali esponenti dell’anarchismo locale, tempo fa liquidava la cosa sbrigativamente più o meno con questa argomentazione attivistica: «noi in piazza abbiamo vinto, siete voi ad aver perso nelle istituzioni» 8. Si tratta di una presa di posizione significativa, in primo luogo perché – tra le forze politiche - gli anarchici, dopo che le tendenze ad un tempo settarie ed elettoralistiche 9, oltre che personalistiche, hanno portato all’autodistruzione della sinistra di tendenza marxista, sono rimasti a Pordenone la principale forza antagonista, sul piano organizzativo e della capacità di mobilitazione, soprattutto tra i giovani. Inoltre, sono stati proprio gli anarchici pordenonesi l’anima delle contromanifestazioni che hanno sfidato in piazza i giovani di destra, guidati dall’attuale sindaco Alessandro Ciriani. Ma la battuta, a parte esprimere l’autoreferenziale spirito identitario che permea evidentemente anche i libertari, non spiega molto di un fenomeno complesso, che trova le sue radici indietro nel tempo.







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FONTE  
http://www.storiastoriepn.it/fattore-ciriani-il-25-aprile-e-la-crisi-dellantifascismo-pordenonese/

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)