ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA

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O SCEGLI NOI O SCEGLI LORO

campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

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venerdì 27 maggio 2016

4° festa dell'Ecologia Sociale e del Gruppo Acquisto Popolare Pordenone

SABATO 4 GIUGNO - Cordenons (area Parareit)
4° festa dell'Ecologia Sociale e del Gruppo Acquisto Popolare

          Programma


15.30 APERTURA MERCATINO DELLE AUTOPRODUZIONI E INFO-POINT
alimenti, vestiario, oggettistica e saperi autoprodotti, dalle produzioni locali ai punti di ascolto e informazione sulle vertenze di comitati, associazioni e gruppi

17.30 forum “ecologia delle libertà” con interventi di realtà attive sul versante delle lotte territoriali, di progetti di reddito alternativo e autodeterminazione alimentare:
-Fuorimercato: http://www.fuorimercato.com/new/
-Coordinamento Biodiversità FVG: https://
biodiversitafvg.wordpress.com/
- Mondeggi/Fattoria senza padroni: https://tbcfirenzemondeggi.noblogs.org/
-Genuino Clandestino - TS: http://
genuinoclandestino.it/
- Rimaflow - MI : http://www.rimaflow.it/
-Mutuo Soccorso Cordenons: https://mutuosoccorso.wordpress.com/

20.30 CENA SOCIALE “casereccia”menù veg su prenotazione, Menù fisso a 10 euro
Il menù Standard:
Primo: Pasta all' amatriciana
Secondo: Tortino del casaro e salame con l'aceto
Contorni: Fagioli con cipolla e carote gratinate
Acqua, vino compresi

Il menù vegano:
Primo: Cous cous di verdure
Secondo: Spezzatino di soia
Contorni: Fagioli con cipolla e carote gratinate
Acqua, vino compresi

Per la cena sociale bisogna prenotarsi entro e non oltre il 31/05/2016 spedendo una mail a info@gap-pordenone.it , specificando se si vuole il menù standard o quello vegano.

21.30 concerto con:

-st. john upon the firedhouse {blues da casarsa}
https://www.youtube.com/watch?v=JwG9V6ByiNQ

-Rusty rockerz {reggae da portogruaro}
https://www.youtube.com/watch?v=pMrVknrnPbY

Seguirà dj set
Vi aspettiamo numerosi



-- 
Gruppo di Lavoro GAP

mercoledì 27 gennaio 2016

Battere l’Isis, fermare Erdogan, sostenere la Rojava

Presidio informativo e di denuncia sulla situazione in Kurdistan e Turchia
Sabato 30 gennaio ore 17, Pordenone, Piazzetta Cavour

Saranno proiettati video e slide show e sarà allestito un banchetto con materiali vari
Rompiamo il silenzio!
Fermiamo il massacro del popolo curdo
Iniziativa Libertaria - Pordenone

 

lunedì 30 novembre 2015

iniziativa Rimaflow a Pordenone

venerdi 4 Dicembre  alle ore 20.45 
                alla casa del Popolo do Torre 


FABBRICHE SENZA PADRONE
reddito, mutualismo, solidarietà

Dalla necessità di un reddito, all'autogestione della fabbrica
da parte di chi lavora, attraverso l'esperienza: la cittadella dell'altraeconomia e le autoproduzioni della filiera fuorimercato

Interverrano:
lavoratori e lavoratrici RIMAFLOW
Organizza:
GAP Pordenone    Collettivo Riff-Raff

Un gruppo di lavoratrici e lavoratori, in grande maggioranza licenziati dalla Maflow di Trezzano sul Naviglio, chiusa definitivamente nel dicembre 2012, ha occupato e recuperato la fabbrica, riconvertendola da automotive verso il riuso e il riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche e sta dando vita a una vera e propria Cittadella dell’altraeconomia.
L’Associazione Occupy Maflow, che prende il nome dai grandi movimenti di questi anni contro le politiche economiche e sociali liberiste dominanti, coordina tutte le attività che si svolgono all’interno di RiMaflow. 
L’Associazione Occupy Maflow si ispira alle società operaie di mutuo soccorso e alle grandi esperienze nate agli albori del movimento operaio e si relaziona in primo luogo con analoghe esperienze di autogestione in Italia e a livello internazione: dalle fabricas recuperadas Argentine alla Association pour l' autogestion Francese e alla biblioteca mediatica Workerscontrol.net.
RiMaflow è una fabbrica recuperata e autogestita che, su una superficie di circa 30mila mq (di cui 14mila coperti), sta costruendo una Cittadella dell’altraeconomia alle porte di Milano. Per i lavoratori oggi la sfida dell’alternativa economica e sociale alla crisi del sistema dominante si gioca sulla riconversione verso produzioni ecologicamente sostenibili ed eticamente responsabili. Per questo le riparazioni, il riuso e il riciclo a km0 di materiali obsoleti è il cuore della riorganizzazione della loro attività produttiva. All'interno ci sono alcuni laboratori artigianali e artistici, attività di co-working e una ciclofficina dove si stanno inoltre sviluppando, sempre allo scopo di fornire un reddito a chi non dispone di mezzi sufficienti, offrendo nel contempo servizi a basso costo per i cittadini. Particolare importanza ha poi Fuorimercato che si configura come una piattaforma logistica per i produttori del Parco agricolo Sud Milano e per i produttori che rispettano l’ambiente e i diritti dei lavoratori, come l’Associazione S.o.S. Rosarno (“Spremi gli agrumi, non i braccianti!”). Fuorimercato è anche il Gas, Gruppo di acquisto solidale, di RiMaflow e strumento di iniziativa sul territorio per la difesa dell’ecosistema e per l'autoderminazione alimentare, contro la cementificazione selvaggia e le grandi opere inutili come Expo a Milano e Tav in Val di Susa.
Negli spazi interni organizzano inoltre eventi culturali, ricreativi e servizi: spettacoli, corsi di lingue e scuole di musica e danza, laboratori per bambini, sala prove musicali, una radio-tv web organizzata da migranti, feste di compleanno, servizio di caf e patronato, ecc

lunedì 9 novembre 2015

No alla strozzatura, No ai contatori

La Regione Friuli-Venezia Giulia si sta dotando del PRTA (Piano Regionale di Tutela delle

Acque), che nell’ex-Art. 50, nella prima bozza del “Progetto di Piano” prevedeva la strozzatura dei pozzi
artesiani per uso domestico a 0,1 litri al secondo di portata media giornaliera, contro l’attuale di circa 1
litro al secondo. In pratica, ciò significa il rischio d’insabbiamento e dismissione dei pozzi.

Inoltre nel verbale n.30 della IV Commissione Permanente regionale, del 15 gennaio 2014 si
calcava ulteriormente la mano contro le fontane a getto continuo:
“La Commissione condivide pertanto le misure proposte all’articolo 50, tendenti alla limitazione delle
portate prelevate dai pozzi, mediante l’apposizione di dispositivi di regolazione del flusso, atti ad


impedire l’esercizio a getto continuo. La Commissione inoltre valuta […] che il limite di utilizzo medio
giornaliero di cui al comma 4 sia ulteriormente ridotto all’effettivo fabbisogno auspicando, comunque,
il coinvolgimento degli Enti locali nella fase di consultazione pubblica. Si propone anche l’installazione
di contatori per monitorare l’effettivo consumo.”
INCONTRO INFORMATIVO
MERCOLEDI 11 NOVEMBRE
S. VITO AL TAGLIAMENTO

presso la sala Concordia (dietro il Duomo) ore 20 e 30


Nell’estate 2014 è quindi partita una Petizione Popolare in difesa dei pozzi artesiani e il 16
dicembre 2014 sono state presentate oltre 11 mila firme, al Presidente del Consiglio Regionale Franco
Iacop, che si era impegnato all’audizione dei Comitati promotori, prima di ogni decisione delle Regione.
Invece il successivo 30 dicembre, la Giunta Serracchiani ha approvato in maniera quasi occulta, il

Progetto di PRTA. Ora all’Art. 48 (che sostituisce l’Art. 50 della prima versione del PRTA) oltre a
ribadire la necessità della riduzione della portata dei pozzi, si demanda ad un Tavolo Tecnico la
definizione dell’entità della strozzatura stessa. I tempi a disposizione del Tavolo Tecnico sarebbero
quantificabili in circa un anno e mezzo al massimo, ma, come riconosciuto dal CATO ed anche da Gestori
del Servizio Idrico Integrato, come il CAFC, in Provincia di Udine, questo risultato è impossibile perché
i tempi tecnici di una sperimentazione attendibile per verificare gli effetti della strozzatura sui pozzi
artesiani, non possono essere inferiori ai tre/cinque anni.
Inoltre l’Art. 48 è addirittura peggiorativo di quello precedente, perché al comma 2 riappare
l’obbligatorietà di allacciamento all’acquedotto in caso di disponibilità di quest’ultimo sul territorio.

Quindi la politica regionale sembra andare nella direzione di un’acquedottizzazione, più o meno forzata,
con la conseguente chiusura dei pozzi domestici. Provvedimenti del genere non hanno alcuna
giustificazione scientifica, né in termini di ricarica delle falde né in termini di prevenzione
dall’inquinamento. Nella destra Tagliamento urgerebbe piuttosto l’eliminazione delle captazioni a scopo
idroelettrico (Cellina, Meduna), e la drastica riduzione di quelle a scopi industriali, ittici ed agricoli.
Riguardo la qualità delle acque, sono innegabili le responsabilità della mais-coltura intensiva nello
spargere ogni anno tonnellate di fertilizzanti chimici (nitrati) e pesticidi (si ricordi solo il caso atrazina)
nell’alta pianura, destinati a contaminare prima le falde freatiche e poi quelle artesiane.
Attualmente la Regione è in fase di elaborazione delle Osservazioni al Piano trasmesse dagli
interessati entro il 4 agosto 2015, ma è stata rinviata la presentazione pubblica da parte della Regione che era prevista per il 13 ottobre. Sono in corso le riunioni del Tavolo Tecnico (in realtà ferme al mese di
agosto); analizzeremo alcuni verbali nell’incontro qui proposto. Contemporaneamente sul territorio si
cerca di disaffezionare la popolazione dall’utilizzo dell’acqua dei pozzi com’è successo a Sterpo di
Bertiolo, dove il Comune ha posto il cartello di “acqua non potabile” a una fontana pubblica mentre le
analisi dimostrano la perfetta potabilità di quella fonte (vedremo nei dettagli questo caso emblematico).
Chiediamo una moratoria di DIECI anni che consentirebbe di:

1. valutare l’andamento della piovosità a fronte degli indiscutibili cambiamenti climatici in atto;

2. attivare una seria e capillare politica di riduzione e prevenzione dell’inquinamento, a carico
soprattutto del comparto agricolo, del suolo e delle acque superficiali e sotterranee.


martedì 22 settembre 2015

Riflessioni Sulla situazione a livello sanitario - contributi dibattito tavola rotonda sulla sanità del 13 settembre 2025 - Pordenone

Contributo del compagno Lusi Corrado della USI AIT Sanità di Firenze per la tavola rotonda del 13 settembre scorso su sanità pubblica e universale organizzata a Pordenone dalla sezione nord est de Alternativa Libertaria / FdCA ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Riflessioni Sulla situazione a livello sanitario Vorrei Partire dal presupposto che lavorare per vivere è un oltraggio alla dignità della persona. Per me questo è sempre stato un principio indiscutibile. Questo insulto si rende ancora più evidente quando timbriamo il cartellino non avendo facoltà e diritto di decidere di cosa e di come produrre. Su questo concetto si fonda la democrazia borghese e la società capitalista. Nostro compito e dovere morale è trovare delle strategie per ribaltare questo sistema e neutralizzare questa forma contemporanea di schiavitù. Nella società moderna ogni essere umano, dal momento in cui mette piede al mondo dovrebbe avere alcuni diritti universali che dovrebbero essere inalienabili, tra di questi il diritto alla salute. Questo diritto e questo principio viene ribadito da tutti quotidianamente raccontando addirittura di mondi da favola, tuttavia specialmente noi che operiamo in ambito sanitario sappiamo molto bene che ogni governo, seppur sbraitandolo come intoccabile e difeso lo nega sistematicamente disattendendo ogni promessa fatta. Questo diritto viene anche sancito dall’articolo 32 della costituzione italiana. Quello a cui stiamo assistendo oggi in ambito sanitario è un qualcosa di diabolico e perverso. Per il capitale la medicina diventa uno strumento di profitto, per cui i bisogni del capitale saranno prioritari rispetto a quelli dell’utenza. Secondo i dati ISTAT l’11% degli italiani, pari a ben sei milioni di cittadini rinuncia alle cure nonostante ne abbia effettivo bisogno, per motivi economici. L’attacco allo stato sociale, portato avanti da una sinistra istituzionale sempre più asservita ad una destra protagonista e regista dello smantellamento della sanità pubblica sta già facendo pagare costi salatissimi. una salute merce, una sanità profitto, una prevenzione azzerata, una qualità assistenziale inesistente perché basata su carichi di lavoro insopportabili e su una precarizzazione totale di ogni diritto dei lavoratori. La concessione ai privati dell’intera gestione degli ospedali è un qualcosa di diabolico. La sanità pubblica, da fabbrica di prestazioni che ha tenuto conto dell’efficienza e non delle esigenze dell’utenza nella ”efficacia” delle sue offerte, si trasformerà in maniera progressiva in una enorme fonte di guadagno per la sanità privata, la quale verrà finanziata e favorita da un pubblico sempre meno capace e desideroso di rispondere al diritto di salute. Non voglio parlare di numeri, in quanto ormai tutti gli addetti ai lavori e comitati vari di lotta che stanno nascendo nei vari territori ne hanno ben chiari con gli effetti ad essi correlati. Vorrei concentrarmi su un altro punto e cioè di iniziare a valutare se vi sia anche da noi la possibilità di pensare in altri termini per un cambiamento radicale del modello sanitario e sul concetto di salute. Sono fermamente convinto che la risposta all’attacco sociale portato avanti indistintamente dai vari governi che si sono succeduti nel corso di questi ultimi decenni è stato un vero e proprio fallimento. Sebbene non sia in questo contesto che dobbiamo analizzare circa le motivazioni e sulle responsabilità, dobbiamo tuttavia avere la consapevolezza e la volontà di andare oltre. Dal momento che come Anarcosindacalisti non cerchiamo di andare contro il sistema, ma bensì di andare fuori dal sistema stesso, dopo anni di proteste fallimentari credo sia arrivato il momento di agire. Occorre dare delle proposte diverse e più consone a ciò che rappresentiamo. Crediamo sia necessaria un’altra idea di salute, un altro modello che apra la via allo sviluppo di un sistema di salute al margine del modello egemonico. Questo è ciò che noi perseguiamo. Noi ambiamo ad un percorso che vada in tutt’altra direzione e che stia in relazione alla necessità di rompere definitivamente con il sistema statale classico il quale ha drammaticamente fallito. Un sistema che non poteva altro che fallire in quanto non stava al servizio dei bisogni dei cittadini ma bensì all’interno di una logica disumana che mercifica il diritto alla salute. Le trasformazioni subite negli ultimi anni dal sistema sanitario hanno generato un servizio pubblico che, per far quadrare i conti, risponde alle logiche gestionali prima che alla domanda di salute. Una sanità gestita nella società alla quale aspiriamo, una società solidaria e umana davvero. Questo cosa vuol dire; Si tratta di prendere atto che a fronte di tagli alla sanità come ad altri servizi, nonchè ai rovesci della produzione nelle attuali crisi economiche, oltre alle lotte rivendicative di resistenza sociale si possano valutare e rendere pratiche forme di riappropriazione diretta anche in ambito sanitario. Dobbiamo essere consapevoli che un altro modello è possibile e le varie esperienze in alcuni paesi lo dimostrano ampiamente. Come USIS ci stiamo lavorando da tempo ed abbiamo in mente un progetto di sperimentazione che verrà presentato al prossimo nostro congresso di settore. Carissimi noi non vogliamo soffermarci sulla bellezza delle idee e sulle parole. Per quanto mi riguarda L’autogestione della salute è un’aspirazione giusta e necessaria per l’insieme della società, che richiede lo sviluppo di centri di salute all’altezza di questa svolta. Abbiamo sempre sostenuto che la salute non può essere un affare ed una merce, pertanto neanche le nostre coscienze possono essere mercanzie al servizio dello Stato, delle industrie farmaceutiche, e del resto dell’apparato sanitario dominante. Non possiamo tuttavia evitare l’importante lotta che si sta sviluppando in seno alla sanità pubblica, contro il percorso perverso intrapreso verso la redditività della salute tramite la riconversione del pubblico in privato. Pensiamo che la lotta non deve essere però solo per il recupero di un luogo di lavoro o di un ospedale privatizzato. Crediamo sia necessaria un’altra idea di salute, un altro modello che apra la via allo sviluppo di un sistema di salute al margine del modello egemonico. Un modello di sanità pubblica cooperativista per la difesa della salute come diritto. Un modello che deve basarsi sulla costruzione e sull’azione partecipativa come parte dello sviluppo umano dell’individuo in tutte le sue dimensioni . Un processo sperimentale collettivo d’insieme con l’obiettivo che le persone possano lavorare in forma sinergica e creativa per dare gestazione ad una società libera. In questo contesto noi crediamo si debba valorizzare ed intervenire dove poter praticare un’idea differente del diritto alla salute, coniugando un’attività concreta di intervento nel territorio con una battaglia politica più generale di trasformazione sociale. Un luogo in cui l’attività svolge anche un ruolo di comunicazione e non di pura osservazione. Un tentativo di unire un concetto di cura e di prevenzione con la denuncia degli abusi di una sanità permeata di profitti, sempre più inaccessibili per i poveri, sempre più a misura di ricchi e assicurazioni private. Il progetto che noi abbiamo in mente nasce dalla convinzione che sia possibile e necessario vivere in modo autonomo e autogestito, dal momento che gli stati ed il sistema hanno smesso di essere un servizio per i cittadini. Se ognuno di noi cambiasse il proprio atteggiamento e smettesse di appoggiarsi alle strutture di potere, potremmo invertire rotta e decidere coscientemente cosa vogliamo e cosa no. I progetti di autogestione che anche come USI sanità ci proponiamo di promuovere mirano alla costruzione di un’informazione diversa finalizzata al reale coinvolgimento dei soggetti, per diventare luogo di autorganizzazione dei bisogni reali. Su questo spirito e sotto questa ottica dobbiamo svolgere permanentemente questo lavoro. Nostra funzione insieme a tutti quei soggetti interessati è di valorizzare questa nuova idea di salute pubblica, ponendosi come obiettivo di dare praticità ad un progetto e fare in modo che non rimanga soltanto forma astratta. In questo contesto non dobbiamo inventarci niente di nuovo, così come non dobbiamo partire completamente impreparati. Dobbiamo confrontarci ed organizzarci. Ci sono molte esperienze a cui poter fare riferimento e da cui attingerne il lavoro e la programmazione per poterla sviluppare ed analizzare anche nel nostro ambito. Abbiamo rivolto per esempio particolare attenzione sull’approfondimento alle esperienze spagnole di autogestione della sanità, che non si limitano soltanto a far fronte a necessità causate dalla crisi, ma propongono un nuovo modello sanitario. Le strutture sanitarie autogestite infatti non devono essere soltanto una risposta a dei problemi che hanno a che fare unicamente con le cura medica, o per riempire il vuoto lasciato dallo stato. Quello che pensiamo è ad un progetto creato mediante un assemblea generale di vicini, progetti sociali e collettivi che vivono e agiscono dentro ai territori che tenga di conto dall’assistenza sanitaria di base, all’ aiuto immediato gratuito e appoggio psicologico fino alla promozione del concetto di una sanità aperta a tutti gli individui senza discriminazioni per razza, colore, origine,identità sessuale o religione. Ciò che deve spingere maggiormente i suoi partecipanti nell' agire politico è il concetto di solidarietà reciproca, contrario ad una visione egoistica o di assistenzialismo filantropico, dato il fatto che tutti possiamo essere migranti, senza tetto,lavoratori precari e senza accesso al sistema sanitario. Per questo ciò che dobbiamo applicare nella pratica è la forma nella quale ci piacerebbe vedere la sanità gestita nella società alla quale aspiriamo, una società solidaria e umana davvero. Riteniamo che il nostro progetto di autogestione debba altresì essere cellula viva di resistenza sociale e di emancipazione contro le barbarie contemporanee,cosi come la collaborazione con le assemblee popolari e i sindacati di base. In ultimo Credo sia importante precisare e tenere conto che, considerando il diritto alla salute come un diritto fondamentale e inalienabile dell’individuo e della collettività, sia opportuno sottolineare che parlare ed attivarsi alla sperimentazione autogestionaria nella sanità non vuole e non deve essere considerata come un’attività sostitutiva ai servizi offerti dal SSN e neppure una attività di generico volontariato, ma una forma di autorganizzazione sociale, solidale e mutualistica. Considero questa battaglia come la fase iniziale di un obiettivo cui raggiungere per l’estensione dei diritti e delle garanzie di cittadinanza per tutti ed un punto di informazione e discussione intorno al tema della salute e del diritto alla cura. Se la salute quindi per quanto ci riguarda è un diritto di carattere pubblico, un bene comune né statale né corporativo, ma bensì di tutti cittadini, come anarcosindacalisti abbiamo il diritto di promuoverlo con ogni mezzo a noi più consono. Corrado Lusi

lunedì 7 settembre 2015

PNREBEL FEST: Continuiamo ad immaginare, creare, agire per riprenderci il futuro

PNREBEL FEST: Continuiamo ad immaginare, creare, agire per riprenderci il futuro Si è conclusa la 2° edizione del Pnrebel Fest che quest’anno, presso il campo sportivo di Vallenoncello, ha ospitato anche la 6° edizione del Torneo Antirazzista di calcio a 7 grazie alla sinergia con l’Ass.ne Dai un Calcio al Razzismo che per 5 annni (dal 2006 al 2010) ha dato vita alle edizioni precedenti presso la polisportiva di Villanova. Cosa è successo durante questa lunga giornata, cominciata dalla mattina presto di sabato 5 settembre e terminata il mattino del giorno dopo? Alcuni numeri possono dare l’idea: il torneo è stato giocato da 6 squadre, sono stati coinvolti più di 40 profughi del pordenonese, molti hanno giocato, altri hanno supportato le squadre; ad ora di pranzo sono stati sfornati 120 pasti per tutti e dopo il pranzo sociale si sono svolte le fasi conclusive del torneo, terminato alle 16.00; le premiazioni sono state puntuali alle 17:00 con il primo posto conquistato dall’Africa United, coppa Far-Play (la più importante) aggiudicata dalla Futura e poi ancora la Coppa Chiosco alla Stella Rossa di Portogruaro. L’assemblea del PnRebel ha discusso poi per oltre due ore, facendo il punto della situazione a distanza di un anno dalla nascita di questo progetto: quasi una cinquantina di persone si sono confrontate discutendo di precarietà lavorativa, abitativa, di spazi sociali, della situazione nelle scuole pordenonesi, di comunicazione, autogestione e delle derive xenofobe in città. Molto l’interesse per il lavoro svolto dal Collettivo Riff Raff, nato proprio come spunto di lavoro dai punti del manifesto d’intenti dell’anno scorso. Un fornito chiosco ha poi accompagnato le oltre 200 persone che hanno partecipato in serata ai concerti degli Atom Tanks, i Wooddrops e i Boyzslega: una serata trascinante fatta di balli ma anche di testi che han saputo raccontarci di cosa succede attorno a noi. Un workshop di graffiti il pomeriggio e una demo di breakdance la sera hanno poi scandito il programma del PnRebel Fest che si è svolto fino alla fine, nonostante la pioggia a intermittenza e la concomitanza di molte iniziative in città e provincia. Un bilancio quindi più che positivo e che ci sprona a impegnarci ancora di più verso la realizzazione di un progetto di riappropriazione della città su basi solidali e autogestionarie. Alla crescente paura e all’odio propagandato dalle destre e dai media, in particolare con lo spauracchio dei profughi in città abbiamo risposto con il loro coinvolgimento e la solidarietà; all’abitudine e al consolidato esercizio di deleghe e finanziamenti abbiamo risposto con l’autorganizzazione, l’autofinanziamento e l’autogestione e infine alla politica degli apparati (istituzioni, partiti e amici degli amici) abbiamo preferito un progetto/percorso fatto di confronto, scambio e pratiche alternative in una città che non conosce spazi oltre il profitto, il tornaconto elettorale e le spartizioni di fette di potere. Un altro anno si apre, siamo solo all’inizio, molto c’è da fare e alla fine di questo festival rilanciamo: niente per noi, tutto per tutti! PnRebel

martedì 5 maggio 2015

VERSO IL 23 MAGGIO A GORIZIA - ASSEMBLEA ANTIFASCISTA ALLA CASA DEL POPOLO DI TORRE A PORDENONE VENERDI 8 MAGGIO ORE 20 E 30

Il 23 maggio, l'organizzazione neo-fascista Casapoud Italia ha indetto, con lo slogan "alcuni italiani non si arrendono", una manifestazione nazionale a Gorizia per celebrare l'entrata in guerra dell'Italia. L'Osservatorio regionale antifascista ( a cui aderiscono diverse realtà politiche e individualità) ha lanciato due appelli (che allego) per una manifestazione transnazionale antifascista e antirazzista da tenersi lo stesso giorno. Al fine di promuovere gli appelli e mettere in campo alcune iniziative locali, in vista di una nostra partecipazione alla manifestazione, abbiamo indetto una riunione per venerdì 8 maggio alle ore 20:30 presso la Casa del Popolo. Visto la deriva fascista e xenofoba che ha investito anche la nostra regione, così come l'apertura di due sedi fasciste in provincia, Vi invitiamo tutti a partecipare e a far circolare i testi degli appelli. circolo zapata PN ------------------------------------------------------------------------ Appello per una Manifestazione Antifascista e Antimilitarista a Gorizia - 23 maggio 2015 Il 24 maggio di cent'anni fa l'Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale e i fascisti del terzo millennio scelgono questo giorno di vergogna per ribadire il loro slogan demenziale: “alcuni italiani non si arrendono”. Infatti per sabato 23 maggio 2015, Casa Pound ha convocato un corteo nazionale a Gorizia. È degno dei fascisti celebrare milioni di morti inviati al macello per il riassetto di quei poteri che subivano prima e subirono ancora dopo nelle loro vite. Proprio i fascisti sono sempre stati e sempre saranno i migliori alleati di quegli stessi poteri: le prime azioni squadriste furono proprio contro gli scioperi e le autorganizzazioni popolari per garantire gli interessi e i profitti di quei poteri o contro gli sloveni, in queste terre, per creare il mito di una identità nazionale contro “i barbari”.
 “Risorgi, combatti e vinci” dice Casa Pound. A parte il fatto che ben poco fu vinto e molta ignominia ricade ancora sul comportamento dei “generali” sadici che mandarono al macello seicentomila persone, certamente non si trattò di un risorgimento perché in quella guerra e dalla sua mitologia nazionalista e razzista si propagarono poi i prodromi e le radici lunghe del fascismo e degli orrendi crimini di cui si macchiò poi lungo questi confini.
 Si trattò certamente per centinaia di migliaia di uomini di combattere una guerra che non era la loro, strappati a forza dalle loro terre e mandati al massacro in condizioni disumane: è facile trovare testimonianze, foto e video che restituiscono lo schifo e l'orrore di quella “bella morte” che esiste solo nei deliri fascisti. Casa Pound sceglie Gorizia perché fu l'unica città conquistata con le armi, al prezzo di decine di migliaia di vite e della distruzione e abbandono dell'intera città – l'8 agosto 1916 vi era tra le macerie solo un decimo degli iniziali trentamila abitanti – che di “redenzione” visse assai poco e, in più, conobbe la prima deportazione razzista a danno degli sloveni che erano circa la metà della popolazione iniziale. Ma sceglie Gorizia anche perché da decenni è stato seminato in questa città, da parte di alcune organizzazioni, un seme nazionalista, irredentista, che legittima operazioni come quelle che ora si vorrebbero attuare.
 
Solo dei fascisti possono trovare in tutto questo qualcosa di degno e glorioso.
 Noi ci troviamo solo putrefazione e morte: per dirla con Kafka, a noi “La guerra non suggerisce nessuna idea degna”. 
Come dice Dürrematt “Quando lo stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria”. Non ci piace quell'Europa nella quale gli stati e il capitalismo a suon di patriottismo costruivano e affermavano il loro dominio con la guerra e i massacri e ci opprime quella di oggi fondata sull'austerity imposta dalla Banca Centrale e dalla Commissione Europea, sulla privatizzazione di tutto, sulla distruzione dei diritti e la precarizzazione di ogni aspetto della vita, mentre l'1% si arricchisce tanto da possedere quanto il rimanente 99%.

 Il nostro nemico non è chi vive oltre una qualche linea chiamata confine ma chi ci opprime ogni giorno e, a ben guardare, non è cambiato poi molto. Si è solo organizzato meglio.
 Di queste terre a noi piace ricordare le rivolte, l'ammutinamento e la resistenza di tante e tanti nelle fabbriche, nei quartieri, nei luoghi di lavoro che si diedero allora così come in altre forme quarant'anni dopo e poi ancora, sino ad oggi, nella trama di una società che, quella sì, non si arrende mai reclamando diritti e dignità per tutte e tutti. Ci è impossibile accettare che il 23 maggio a Gorizia si celebri l'infamia dei massacri, tanto più da parte di un’esplicita organizzazione neofascista come Casa Pound che, nella fattispecie, sfrutta proprio le coincidenze simboliche degli anniversari per esaltare la guerra da un lato e infangare la Resistenza Antifascista dall’altro. Il 23 maggio a Gorizia ci saranno manifestazioni antifasciste e rivolgiamo un appello per una mobilitazione ampia e plurale a tutte e tutti coloro – antifascist*, antirazzist*, movimenti sociali, associazioni, individualità – che hanno per patria il mondo intero, che odiano la guerra ma amano la resistenza e la liberazione dai fascismi di ieri e di oggi. Osservatorio Regionale Antifascista del Friuli Venezia Giulia Allo stato attuale è stato comunicato alla Questura di Gorizia un presidio per tutta la giornata di sabato 23 maggio in Piazza della Vittoria e lo svolgimento di due cortei: uno che parte da Piazza Transalpina e raggiunge Piazza della Vittoria e l’altro che parte dalla stazione ferroviaria e arriva, a sua volta, in Piazza della Vittoria. Ulteriori informazioni verranno ovviamente date in seguito attraverso i giornali, i siti internet, facebook eccetera. PER ADERIRE A QUESTO APPELLO SCRIVERE A: antifa.fvg@gmail.com ---------------------------------------------------------------------- Appello agli storici, agli intellettuali e agli artisti Il prossimo 23 maggio, in occasione del Centenario dell'entrata nel Primo conflitto mondiale dell'Italia con la dichiarazione di guerra all'ex alleato Impero Austro-Ungarico, a Gorizia è stata indetta una manifestazione nazionale da parte di Casa Pound Italia, i cosiddetti “Fascisti del Terzo Millennio”. Detta manifestazione avrà le parole d'ordine “Risorgi, combatti, vinci” che suonano come una provocazione in una città che, a causa del conflitto, ha sofferto più di tutte essendo distrutta tre volte. Nel comunicato di convocazione, Casa Pound sostiene che la “Grande Guerra fu uno sforzo colossale in cui italiani di tutte le classi sociali e di tutte le regioni si unirono per portare a termine il percorso di indipendenza nazionale”. Si tace dell'immane massacro e del fatto che tali italiani erano spinti all’assalto – spesso suicida – anche dalla minaccia di processi sommari e fucilazione. Siamo convinti che le arbitrarie interpretazioni e manipolazioni storiche di stampo nazionalista e nostalgico siano state criticate e smentite dalla ricerca scientifica più puntuale. Logicamente, restano aspetti e problemi ancora da esaminare. Come ricercatori/trici e creatori/rici di cultura critica e di coscienza civile, non possiamo restare indifferenti di fronte alla mobilitazione neofascista del 23 maggio a Gorizia, quanto mai strumentale e nefasta. Il 23 maggio, Gorizia sarà anche il luogo in cui si svolge il festival storico “èStoria” – vetrina che dà lustro alla città a livello nazionale e internazionale – in cui quest'anno si approfondiranno le vicende legate a quella guerra in un modo che si presenta scientifico e non parziale. Il giorno dopo la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella tra le trincee testimonierà il giusto cordoglio per la morte di centinaia di migliaia di giovani. Notiamo anche che Gorizia, città storicamente plurilingue e crocevia di popoli, ora si sta impegnando nella solidale accoglienza di profughi in fuga da altri conflitti. Per questo crediamo che nessuna credibilità debba essere lasciata a chi, richiamandosi a passate dittature, inneggia ai massacri di un secolo fa e riteniamo sia molto più logico e utile affermare la contrarietà a tutte le guerre ribadendo il desiderio di dialogo e confronto fra le culture e le lingue che caratterizzano questa terra. Per aderire a questo appello scrivere all'indirizzo: noncestoriagorizia@gmail.com

mercoledì 15 aprile 2015

25 aprile a Pordenone

Sabato 25 aprile dalle 9.00 Allerta ANTIFA in P.le Ellero dalle 10.30 Memoria Resistente all'ex caserma Martelli in ricordo dei 10 partigiani fucilati dai nazifascisti A Villanova presso il Prefabbricato di Via Pirandello, 22 dalle 16:30 CONCERTONE Punk-HC-Rock 'n 'roll con: -North East Rebels -Great Escape -Malfas -Ant Abuser -Daltonik Out Cry dalle 21:00 Rap-Militante con: -Cicatrice (PN) -Antony Kong (BL) -Invisibile (PN-VE) -C.U.B.A. Cabbal (Pescara CostaNostra) e Alla Consolle Vita*Dee (BL) CHIOSCO FORNITISSIMO E AUTOGESTITO BANCHETTI CON DISTRO ENTRATA LIBERA E GRATUITA Organizza PnRebel - Pordenone

giovedì 12 febbraio 2015

sabato 14 febbr. Pordenone ore 11 Conferenza presentazione Petizione rischio nucleare

VI trasmetto copia del comunicato stampa con la comunicazione della conferenza stampa di sabato prossimo 14/2 a PN saletta Degan della Biblioteca Comunale in piazza XX Settembre. CONFIDANDO NELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTE/I FATE GIRARE QUESTA MAIL TRA I VOSTRI CONTATTI INVITANDO PERSONE INTERESSATE. Nel corso della conferenza sono disponibili volantini per raccolta firme, Michele COMUNICATO STAMPA Dopo la pubblicazione dello studio promosso dal Governo austriaco nel corso di un convegno internazionale a Vienna lo scorso dicembre dove si ipotizzavano le conseguenze dello scoppio delle bombe nucleari di Aviano, a seguito di un attacco o incidente, si è costituito a Pordenone il Comitato "rischio nucleare" composto da un diversi cittadine e cittadini della provincia, con sede presso l'Oratorio della Parrocchia di Vallenoncello a Pordenone. Con l'avvio di una Petizione alle autorità (Prefetto, Sindaci e Presidente Provincia) si vogliono avere notizie sulla presenza nucleare nella base Usaf di Aviano, sulle misure di sicurezza attivate, sui piani evacuazione e sicurezza previste a protezione della popolazione e le esercitazioni predisposte in caso che ciò avvenga. Per presentare il Comitato, il testo della Petizione e le iniziative previste è convocata per sabato 14 febbraio alle ore 11 presso la saletta Degan della Biblioteca Civica in piazza XX Settembre una conferenza stampa. Nel corso della stessa verranno proiettate alcune diapositive sullo studio austriaco. Comitato “Rischio Nucleare” Per info: rischionucleare@gmail.com Tel 0434 578140 (Giacomo), 3384475550 (Michele)

giovedì 4 dicembre 2014

13 dicembre la "FIESTA" del Gruppo di Mutuo Soccorso di Cordenons (PN)

Con la presente vi invitiamo a partecipare alla “Fiesta” del Gruppo di Mutuo Soccorso a cui il sottoscritto appartiene, organizzata per sabato 13 dicembre alla Casa del Popolo di Torre. Il nostro gruppo è attivo dal 2012 nel campo della solidarietà (ai terremotati dell'Emilia, ai lavoratori dell'Electrolux e dell'Idealstandard, agli alluvionati di Serbia e Bosnia, ai profughi afghani e pakistani ora a Cordenons), della pace e della tutela dell'ambiente. La “Fiesta” inizierà con un'assemblea aperta per la promozione della costituzione di un orto sociale a Cordenons (il terreno ci sarebbe già) e proseguirà con musica dal vivo e la cena sociale (euro 10 comprese bevande, i bambini sotto i 12 anni non pagano). Vi aspettiamo numerosi. Un caro saluto, Daniele “FIESTA” DEL MUTUO SOCCORSO di Cordenons c/o Casa del Popolo di Torre-Pordenone in via Carnaro, 10 h. 17 “Podere al popolo”: assemblea promozione progetto di orto sociale a Cordenons h. 19 Musica dal vivo con il gruppo “Re-balton” h. 20 Cena sociale friul-cubana (prenotazione necessaria entro il 6 dicembre 2014) h. 21,30 Concerto con “guest star” cordenonese Menù Pizzette & Sauvignon Congri’ (Riso, spezie e fagioli neri) Muset con polenta Avocado alla cubana polpettine zucchine e ricotta pavo en salsa (tacchino) Cabernet e Dolce della Casa (del pueblo) info e prenotazioni ecoandequo2012@gmail.com Daniele 340.2840728

giovedì 27 novembre 2014

OVUNQUE KOBANE

Kobane è la città del Kurdistan siriano sotto attacco da parte delle milizie di ISIS. A Kobane e nella regione del Rojava la popolazione ha dato vita, da più di due anni, a forme di sperimentazione più o meno ampie di autogoverno territoriale e di superamento delle discriminazioni di genere. E' una regione del nord della Siria, abitata in prevalenza da gente di lingua curda ma anche assira, caldea, turca, armena, araba. Si tratta di una zona da troppo tempo scenario di scontri di potere, tanto su base regionale quanto globale, che continuano a martoriare la popolazione. Lo sanno bene gli uomini e le donne in armi che difendono la propria autonomia non solo dalle truppe dell’ISIS ma anche dalle pressioni degli Stati Uniti, che subordinano il proprio appoggio alla resistenza alla rinuncia all'esperienza di autogoverno popolare. Le frontiere con la Turchia restano serrate per i volontari e le armi dirette a Kobane sotto assedio, così come per chi è in fuga dalle zone occupate; l'esercito turco non si è fatto scrupolo a sparare sugli attivisti accorsi in aiuto dei profughi. Il passaggio però è garantito alle truppe del Kurdistan iracheno, regione controllata da vent’anni dal PDK, partito filo statunitense di Barzani. Il PDK nei mesi scorsi ha di fatto lasciato a ISIS campo libero, ritirandosi di fronte all'avanzata senza curarsi della popolazione civile, soccorsa – per quanto possibile - dalle milizie del PKK (turco) e del YPG (siriano). Il PDK ora tenta di accreditarsi come unico referente della resistenza in armi, marginalizzando le milizie di autodifesa popolare che concretamente da mesi resistono all'assedio, tra mille difficoltà e in condizione di inferiorità numerica e militare. L’autogoverno del Rojava sta dimostrando sul campo la possibilità di un’alternativa alla spartizione del Medio Oriente, alla guerra fratricida, alla oppressione femminile, alla rapina delle risorse. Ma si trova stretto in una morsa di interessi contrapposti, assediato e minacciato quotidianamente nella sua stessa esistenza. Di tutto questo, in Italia i media mainstream hanno parlato poco e male, quasi esclusivamente in una generica - e spesso razzializzante e quindi razzista - chiave anti-islamica. Nonostante ciò, molte sono state le iniziative dal basso che hanno cercato di raccontare, conoscere, capire. Una verità che, seppur parziale, tenta di dar voce a chi direttamente ogni giorno lotta e resiste. OVUNQUE KOBANE “autogoverno e resistenza popolare in Rojava” PORDENONE Sabato 29 ore 18.00 via Pirandello, 22 sede E. ZAPATA conferenza con Yilmaz Orkan rapp. UIKI ~ Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia organizza il Coordinamento Libertario Regionale www.info-action.net

mercoledì 29 ottobre 2014

31 ottobre venerdìREBEL

31 ottobre venerdìREBEL al Prefabbrikato: apertura alle 19.00 con aperitivo SERATA DJ con DJ Gianluca Pitton & DJ Max entrata libera e gratuita AMA LA MUSICA, ODIA IL RAZZISMO! presso il Prefabbrikato sito in Via Pirandello, 22 a Villanova, quartiere popolare di Pordenone. ************************************************************************************* Chi siamo Per sapere chi siamo leggi sul nostro blog il MANIFESTO PER…che ha ispirato la prima assemblea aperta. ( http://pnrebel.wordpress.com/2014/09/09/un-manifesto-per/ ) Ci ritroviamo il martedì dopo le 21.00 presso il Prefabbrikato sito in Via Pirandello, 22 a Villanova, quartiere popolare di Pordenone. Contattaci tranite il blog, la pagina Facebook o l’email o partecipa alle serate che facciamo! Diffondi autogestione!

venerdì 24 ottobre 2014

PN Rebels i venerdi al prefabbrikato

CALENDARIO dei venerdìRebel al Prefabbrikato OTTOBRE Venerdi 24 ottobre / serata hip hop apertura h 19.00 h 19.30 open mic ~ h 20.30 concerto con Cicatrice (PN) Invisibile (VE)... h 22.00 segue dj Delzo (PN) dj Modo (TV) ~ fino alle 24.00 Venerdi 31 ottobre serata dj dj Gianluca Pitton & dj Max (PN) apertura h 19.00 fino alle h 24.00 NOVEMBRE Venedi 07 novembre / aperitivo rebel apertura h 19.00 info-point e distribuzione ~ fino alle h 23.00 Venerdi 14 novembre / proiezione video “torneo antirazzista pordenonese” apertura h 19.00 ~ fino alle h 23.00 Venerdi 21 novembre / aperitivo precario apertura h 19.00 spettacolo teatrale con “The Leaving Brains” h 20.30 concerto con "la banda di piero" (folk-rock) ~ fino alle 24.00 Venerdi 28 novembre / anti night live apertura h 19.00 con aperitivo h 20.30 concerto con Warhawk (VE) Joke it (BL) h 22.00 dj Sert Dezo Spazz ~ fino alle h 24.00 DICEMBRE Venerdi 05 dicembre / serata reggae roots dub apertura h 19.00 con Cultural Redemption fino alle h 24.00 ...to be continued Altro...

martedì 14 ottobre 2014

PRESIDIO IN SOLIDARIETA' CON LA RESISTENZA KURDA, CONTRO I TERRORISTI DELL'ISIS!

VENERDI' 17 OTTOBRE ORE 18.30 in P.tta Cavour a Pordenone PRESIDIO IN SOLIDARIETA' CON LA RESISTENZA KURDA, CONTRO I TERRORISTI DELL'ISIS! Da più di due anni il popolo del Rojava – regione a maggioranza curda nel nord della Siria – ha liberato il proprio territorio sperimentando una vera e propria rivoluzione sociale, fondata sulla partecipazione dal basso, l'uguaglianza tra uomini e donne e il rispetto dell'ambiente. Proprio in queste ore, la "confederazione democratica" del Rojava è sotto attacco. Le sue milizie di difesa del popolo (YPG) e delle donne (YPJ), con l'aiuto dei guerriglieri del PKK, stanno combattendo – in particolare nel cantone di Kobane – un'eroica e disperata resistenza contro i tagliagole dello “Stato islamico”. L'autogoverno del Rojava sta dimostrando sul campo la possibilità di un' alternativa alla balcanizzazione del Medio oriente, alla guerra fratricida, alla rapina delle risorse... Proprio per questo si trova isolato, censurato, strangolato, dalla politica ipocrita di tutte le forze statali e capitaliste (Turchia in testa), che sostengono di fatto l'avanzata dell'I.S., mentre pubblicamente fingono di opporvisi. Proprio per questo, in ogni dove c’è chi sta riconoscendo come propria la resistenza degli uomini e delle donne di Rojava! Spezziamo l'isolamento! Sosteniamo la resistenza del Rojava! INIZIATIVA LIBERTARIA - PORDENONE

giovedì 9 ottobre 2014

10 ottobre giornata di mobilitazione del mondo della scuola

In occasione della giornata nazionale di mobilitazione della scuola indetta da varie realtà studentesche e del sindacalismo di base in regione vi saranno due cortei: uno a Trieste e uno a Udine. TRIESTE: ore 8.30 piazza Goldoni UDINE: ore 8.30 piazzale Cavedalis TREVISO: ore 8.30 in stazione dei treni Il 10 ottobre gli studenti di molte città italiane scenderanno in piazza con un corteo per rivendicare una scuola pubblica, aperta ed inclusiva contro il ''patto educativo'' Renzi-Giannini, che continua a riproporre il modello neoliberista ed aziendalistico imposto alla scuola dalle riforme degli ultimi anni. La richiesta è quella di una scuola degna fuori dalle logiche del mercato, di un sapere libero che non si basi su di una meritocrazia malsana. Il definanziamento della scuola pubblica incide inesorabilmente anche sull'edilizia scolastica: ogni anno si constatano nuovi danni e l'inadeguatezza strutturale degli edifici scolastici, che mette ogni giorno a dura prova l'incolumità di chi all'interno di quelle strutture passa la maggior parte della sua giornata. Gli studenti scenderanno in piazza anche contro ogni forma di razzismo, sessismo e xenofobia, rigettando ogni forma di nuovo e vecchio fascismo all’interno delle scuole per costruire dal basso e tutte e tutti insieme una scuola accessibile, solidale e di qualità. Oggi, 7 Ottobre, gli studenti hanno organizzato iniziative di lancio della manifestazione, per informare i giovani di ogni problema che affligge la scuola pubblica. I volantinaggi, svolti nei luoghi più frequentati delle varie città, sono stati un'ottima occasione per confrontarsi con studenti e cittadini e capire come migliorare insieme la situazione attuale, per costruire un futuro migliore! TREVISO Questo primo pomeriggio, il Coordinamento degli Studenti Medi di Treviso, si è trovato davanti alla Stazione fs, luogo di passaggio di molti studenti che ogni mattina l’attraversano per dirigersi nelle relative scuole. Ha organizzato un’iniziativa blitz di volantinaggio e di stesura di uno striscione con su scritto “Di la verità Renzi, nella scuola che vuoi creare, c’è spazio per pensare? “. La domanda, di carattere sarcastico, è indirizzata al Governo Renzi e all’attuale ministro della pubblica istruzione Giannini che, con la nuova proposta di riforma che non è altro che una continuazione della riforma Gelmini fortemente contestata dai movimenti studenteschi, si propone di attuare una Scuola-Azienda, non considerando il fine primo della scuola: la formazione dell’individuo in tutta la sua completezza fisica, intellettuale ma soprattutto CULTURALE. È chiaro che invece questa riforma, come le precedenti, mira a una privatizzazione del sistema scolastico, a una omologazione di tutti gli studenti attraverso la somministrazione del test INVALSI e a una progressivo annullamento della libertà di insegnamento che i professori hanno e, cercano, in tutti i modi di mantere. Proprio per questo, siete tutti invitati studenti, professori, personale ATA alla manifestazione organizzata per venerdì 10 ottobre alle ore 8.30 in stazione dei treni a Treviso.

Assemblea di fondazione dell'Ateneo libertario friulano

Assemblea di fondazione dell'Ateneo libertario friulano San Giorgio di Nogaro domenica 19 ottobre 2014 ore 17.00 evento facebook https://www.facebook.com/events/1484100951874438/ La catastrofe climatica è in arrivo, anche i recenti dati forniti dal WMO (World Meteorological Organization) sugli incrementi delle concentrazioni di CO2 in atmosfera, non fanno che confermarlo. Sarà impossibile mantenere l’aumento di temperatura entro i 2°C per fine secolo; peraltro, come se questo dato non fosse già di per sé un bel guaio. Quindi: prepariamoci! Dobbiamo incominciare a simulare gli scenari di quello che ci capiterà nei prossimi decenni, se non già nei prossimi anni. Ovviamente dobbiamo pensare globalmente, ma agire localmente. In Friuli si presentano scenari molto diversificati fra loro … dal mare ai monti, quindi è necessario conoscere molto bene l'ambiente che ci circonda, con tutte le sue peculiarità e fragilità. In generale, è necessario un approccio culturale e scientifico multidisciplinare, per avere un’immagine affidabile della realtà nella quale viviamo, per elaborare strategie politiche, sociali e di “autodifesa climatica”, da realizzare a breve, media e lunga scadenza. Si tratta di mettere assieme Pensiero ed Azione; Lavoro Manuale e Lavoro Intellettuale; Teoria e Pratica in una prospettiva ecologica e non-gerarchica. Cioè vogliamo rilanciare i principi base dell'anarchismo, ma rapportati alle problematiche del 21° secolo. Vogliamo prepararci a far fronte alla crisi globale ed irreversibile che stà sconvolgendo il Pianeta Terra ed i suoi abitanti. Per questo scopo dobbiamo rinnovare i nostri strumenti concettuali e pratici per affrontare e combattere la morsa del dominio capitalista ed autoritario che stringe le nostre vite e l'intera biosfera. In particolare dobbiame (drammaticamente) prendere in considerazione il mutamento del clima determinato dal riscaldamento globale antropogenico ed organizzarci in modo appropriato per fare fronte alle conseguenze sempre più pesanti e drammatiche che si manifesteranno nei prossimi anni. il programma dei temi trattati verrà esposto con maggiore dettaglio successivamente all'assemblea di fondazione dell'Ateneo Libertario. Fra le altre cose stiamo costruendo un archivio digitale condiviso, su tutti i temi, ma evoluto e super-organizzato. Soprattutto vogliamo creare una gradissima biblioteca digitale. Condividete con noi i vostri file, i vostri libri, i vostri video, la vostra musica.

venerdì 19 settembre 2014

Manifestazione a Trieste. Palestina: tregua non è pace!

Un'importante manifestazione promossa da un insieme variegato di gruppi e associazioni cittadine ma che vedrà la partecipazione anche di compagni e compagne di altre città della regione. Un'occasione importante in cui scendere in piazza per riaffermare la solidarietà alla popolazione palestinese. sabato 20 settembre piazza della borsa

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)