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lunedì 12 ottobre 2020

David Graeber un pensatore anarchico contemporaneo : articoli raccolti dalla biblioteca Borghi

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il 2 settembre 2020 è morto a Venezia, all'età di 59 anni, David Graeber. Con lui scompare prematuramente una delle menti più brillanti dell'anarchismo contemporaneo. Accademico 
e attivista politico, può essere considerato il più importante antropologo sociale della sua generazione, oltre che un punto di riferimento essenziale dei movimenti politici radicali negli Stati Uniti. 
Era nato a New York in una famiglia ebrea della working class. Anarchico fin dalla giovinezza, era  membro dell'IWW . Allievo e amico del grande antropologo Marshall Sahlins, insegnava alla London School of Economics a Londra. Negli Stati Uniti era stato uno degli animatori del movimento Occupy Wall Street (molti gli attibuiscono lo slogan "Noi siamo il 99 per cento"). Era un appassionato sostenitore della causa del Rojava. 

In un articolo dopo la sua morte, pubblicato nel sito della rivista «Gli Asini», Andrea Borella lo presenta nei seguenti termini:
"Era il più inventivo e autorevole pensatore anarchico del nostro tempo, potremmo dire una sorta di Paul Goodman dei nostri giorni, meno travagliato e poetico, più travolgente e vitale, ma con la stessa capacità di travalicare gli ambiti di appartenenza senza in alcun modo rinunciare alla propria radicalità. Era in grado di parlare a chiunque, con il medesimo tono schietto, da una cattedra universitaria o dentro a un megafono: si rivolgeva a tutti. Ha scritto molti libri, ed è stato introdotto in Italia da Elèuthera a partire dal 2006. Alcuni dei suoi ultimi testi hanno avuto una grande risonanza: Bullshit Jobs  [...], rapidamente diventato un classico, affrontava in modo assolutamente inusuale per la sinistra il tema del lavoro: inusuale perché scavalcava il tradizionale angolo visuale delle garanzie, dei diritti, dei contratti, ecc… per aggredire frontalmente la totale insensatezza di una enorme parte del lavoro nelle cosiddette società evolute. Il libro mostrava l’inutilità e assurdità strutturale – la controproduttività, avrebbe detto Illich – del lavoro nei settori più cruciali della società contemporanea, demolendo sia la presunta efficienza del mercato e delle corporations (tanto cara ai liberisti) che la supposta utilità della burocrazia statale e pubblica (altrettanto cara alla sinistra tradizionale). E lo faceva da una prospettiva «antropologica», mettendo al centro l’immenso sperpero di esistenze che questo ingranaggio implica, e chiamando a una ribellione. Ma, anche al di là della dimensione del lavoro, la critica della burocratizzazione del mondo è stata uno dei fulcri delle sue riflessioni: Burocrazia (Il Saggiatore, 2016; il titolo originale, The Utopia of Rules, era più efficace, e rimandava immediatamente all’insensatezza di pensare di poter regolare tutto) e Oltre il potere e la burocrazia (Elèuthera, 2013) rappresentano una delle rarissime proposte di presa di coscienza e opposizione all’accanimento burocratico e all’impazzimento normativo fatte a partire da un punto di vista egualitario, solidale e civico, una critica della burocrazia che a sinistra è ancora un tabù".

Per ricordare David Graeber e invitare a conoscere i suoi testi, nei giorni scorsi nel sito della Biblioteca Libertaria "Armando Borghi" è stata creata un'ampia sezione a lui dedicata. La sezione contiene una selezione piuttosto nutrita di articoli pubblicati in occasione della morte di Graeber (in lingua italiana, inglese e spagnola) e altri documenti di interesse che lo riguardano.

La sezione su Graeber si trova nella pagina "Pensiero libertario contemporaneo", che contiene anche testi riguardanti Murray Bookchin, Noam Chomsky, Colin Ward, Luce Fabbri, Andrea Papi, Salvo Vaccaro e altri. Il link diretto alla pagina è:   http://bibliotecaborghi.org/wp/index.php/pensiero-libertario/

Riporto qui di seguito, per comodità, l'elenco dei contenuti presenti attualmente nella sezione su David Graeber. Cliccando sui titoli dei testi si può accedere direttamente ai contenuti.
 
Gianpiero Landi


Ricordando David Graeber (selezione di articoli pubblicati in occasione della sua morte) 

Sian ChainDavid Graeber, anthropologist and author of Bullshit Jobs, dies aged 59«The Guardian», 03/09/2020  (in inglese)
Viola StefanelloMorto a 59 David Graeber, l’antropologo anarchico statunitense che ispirò Occupy Wall Street«La Repubblica», 04/09/2020
Alberto PrunettiDavid Graeber, la verità ai margini dei movimenti«Il Manifesto», 05/09/2020
Astra Taylor [et al.]David Graeber, 1961-2020«The New York Review of Books», 05/09/2020 (in inglese)
Giacomo BorellaIn ricordo di David Graeber«Gli Asini», 07/09/2020
Benjamin BalthaserDavid Graeber, in memoria di un ebreo-non-ebreo«Jacobin Italia», 07/09/2020
Veronica BarassiDavid Graeber e le Possibilità Umane«Le Parole e le Cose.it», 08/09/2020
Viola VertigoPer David Graeber: chi ha compagn* non muore mai«Dinamopress», 08/09/2020
Lorenzo VelottiDavid non ci vorrebbe Graeberiani«Gli Asini», 10/09/2020
Flavio Figliuolo ed Enrico VocciaSiamo sempre il 99% ma uno ci manca«Umanità Nova», 13/09/2020
Simone CerulliLo sguardo sul mondo di David Graeber«Dinamopress», 13/09/2020
Enzo RossiOccupy the Future. In memoria di David Graeber«Le Parole e le Cose.it», 14/09/2020
Enzo RossiDavid Graeber, antropologo del futuro«Jacobin Italia», 15/09/2020
Octavio AlberolaDavid Graeber y el anarquismo«Dominio Público», 19/09/2020 (in castigliano)

Altri documenti:

► Enrico Voccia, Testi per capire il presente: 1 – David Graeber, Debito, «Umanità Nova»,  a. 100, n. 23, 28/06/2020.

► Enrico Voccia, Testi per capire il presente: 4 – David Graeber, Bullshit Jobs, «Umanità Nova», a. 100, n. 27, 20/09/2020.

martedì 21 aprile 2020

I VIDEO DELLE CONFERENZE DELLA BIBLIOTECA " ARMANDO BORGHI"

 tutti i video delle conferenze fatte presso la sede della biblioteca ancrchica "A.Borghi"


SEGUI QUI

venerdì 30 novembre 2018

Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)

Biblioteca Libertaria “Armando Borghi”

In occasione del cinquantesimo anniversario della morte
di Armando Borghi (1882-1968)

Convegno su Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)”

 

Castel Bolognese, 8 dicembre 2018


La Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” (BLAB), in collaborazione con la Biblioteca Comunale “Luigi Dal Pane” di Castel Bolognese, organizza un Convegno di studi sul tema Le organizzazioni nazionali del movimento anarchico nell’Italia repubblicana (1943-2018)”Il Convegno avrà luogo a Castel Bolognese, nel Teatrino del Vecchio Mercato, via Rondanini 19. La giornata di studi si terrà sabato 8 dicembre 2018, con inizio alle ore 9:30 e termine verso le ore 18:30.

                                               *          *          *
Sono trascorsi cinquant’anni dalla morte di Armando Borghi (1882-1968), noto esponente anarchico di rilievo nazionale e internazionale,  nonché dirigente sindacale,  oratore, scrittore e giornalista. Per celebrare degnamente l’anniversario e rendere omaggio alla sua vita e alla sua attività politica e sindacale, la Biblioteca Libertaria di Castel Bolognese, a lui intitolata, ha programmato di organizzare un Convegno di studi di una giornata sulle organizzazioni nazionali anarchiche italiane dal dopoguerra ad oggi. Il Convegno si terrà a Castel Bolognese, città che ad Armando Borghi ha dato i natali e dove è sepolto.
Il tema dell’organizzazione è sempre stato molto dibattuto all’interno del movimento anarchico. Nel periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, in particolare, l’anarchismo italiano si è confrontato per decenni con modelli organizzativi spesso diversi, che hanno contribuito a dare vita a reti associative e federazioni alternative tra loro e talvolta in conflitto, con lacerazioni e polemiche, pur all’interno di un “sentire comune” di fondo e di un riconoscimento reciproco, che faceva scattare regolarmente la solidarietà di fronte alle aggressioni esterne e alla repressione del potere istituzionale.   
La recente pubblicazione di alcuni libri sulla FAI (Con l’amore nel pugno. Federazione Anarchica Italiana (1945-2012),  Zero in Condotta, 2018), sui GAAP ( Gruppi anarchici d’azione proletaria. Le idee. i fatti, i militanti, l’organizzazione:  Vol. 1. Dal fronte popolare alla "legge truffa": la crisi politica e organizzativa dell'anarchismo ; Vol. 2. Dalla rivolta di Berlino all’insurrezione di Budapest: dall’organizzazione libertaria al partito di classe, a cura di Franco Bertolucci, BFS-Pantarei, 2017-18), sui GAF (il cui ruolo appare centrale nella ricostruzione tentata da Nico Berti nel suo volume Contro la storia. Cinquant’anni di anarchismo in Italia (1962-2012), Biblion, 2016), rende i tempi maturi per provare a tracciare un bilancio storiografico e politico di quelle esperienze.
Il Convegno si propone appunto di ricostruire più di settant'anni di vita dell’anarchismo in Italia, attraverso l’ottica privilegiata delle organizzazioni di estensione nazionale espresse dal movimento libertario. Buona parte delle organizzazioni di cui si parlerà non esistono più da tempo (GAAP, GIA, GAF...), ma esse hanno segnato in qualche modo un'epoca, una fase della vita del movimento anarchico di lingua italiana. Che cosa resta di loro e della loro esperienza? Quale eredità ci hanno lasciato?  La stessa domanda, in qualche modo, andrebbe rivolta anche alle sigle ancora in vita (FAI, Alternativa Libertaria/FdCA, USI), rispetto alle quali ci si può porre anche il quesito del rapporto tra passato e presente, tra ciò che sono state in altre fasi politiche e ciò che sono ora. 
Gli organizzatori del Convegno non hanno tesi precostituite da fare prevalere, e sono interessati a un confronto libero e ad ampio raggio. Ci si propone un livello di riflessione e di dibattito piuttosto alto, non una semplice celebrazione autoreferenziale. Fermo restando che uno degli scopi del convegno è anche quello di ricordare (pure in questo caso con una riflessione di alto profilo e non con una commemorazione più o meno agiografica) la figura di Armando Borghi.  I nomi dei relatori che hanno accettato di partecipare al Convegno,  per la particolare competenza rispetto agli argomenti sui quali interverranno, nonché per la pluralità e la diversità dei punti di vista e delle loro esperienze, dovrebbero costituire una garanzia rispetto al raggiungimento di questi obiettivi.

Il Convegno è aperto a tutti.

PROGRAMMA del Convegno.

Sessione del mattino (ore 9:30-13:00):

--- Gianpiero Landi, Presentazione del Convegno. Saluti di Giovanni Morini, Assessore alla Cultura del Comune di Castel Bolognese.

--- Pasquale IUSO (Università di Teramo): Gli anarchici nella Repubblica dalla Resistenza al crollo del comunismo.

--- Giorgio SACCHETTI (Università Roma Tre): Federazione Anarchica Italiana: fonti, metodi, periodizzazioni per un nuovo soggetto storiografico. 

--- Pietro ADAMO (Università di Torino): Cesare Zaccaria, il momento post-classico e la critica dell'organizzazione.

--- Lorenzo PEZZICA (Centro Studi Libertari - Milano): Appunti per una storia dei Gruppi di Iniziativa Anarchica (1965-1975).

--- Franco SCHIRONE (Associazione Culturale Pietro Gori - Milano): I gruppi giovanili anarchici del dopoguerra: tre esperienze.

Dibattito.

Sessione del pomeriggio (ore 14:30-18:30):

--- Maurizio ANTONIOLI (Prof. emerito Università di Milano): Armando Borghi sindacalista.

--- Franco BERTOLUCCI (Biblioteca Franco Serantini - Pisa): I GAAP (1949-1957): un'esperienza «revisionista» dell'anarchismo di lingua italiana? Problemi e interpretazioni.

--- Francesco CODELLO (Filosofo e Pedagogista): Pensiero e azione: i Gruppi Anarchici Federati (1970-1978).

--- Giulio ANGELI (Alternativa Libertaria/FdCA): Il movimento comunista libertario in Italia dagli anni ’70 del ‘900 ad oggi: una riflessione.

--- Gianfranco CARERI (Archivio Nazionale USI): L'Unione Sindacale Italiana nel secondo dopoguerra.


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RELATORI

Pietro Adamo: (1959) è professore associato di Storia delle dottrine politiche  nell’Università di Torino. Si occupa della cultura politica del protestantesimo radicale, della storia della tradizione libertaria e del percorso delle controculture. Ha curato le edizioni italiane di opere di John Mitchel, Paul Goodman, John Goodwin, Thomas Jefferson, Camillo Berneri e John Stuart Mill. Tra i suoi ultimi libri, la curatela del catalogo della mostra Sex&Revolution (Skira, 2018); L’anarchismo americano del Novecento (FrancoAngeli, 2016); William Godwin e la società libera (Claudiana,  2017).
Giulio Angeli: (1954) lavora presso l’Università di Pisa con  l’incarico di tecnico. Collabora con il Centro di Documentazione “Franco Salomone” di Fano.  Militante comunista libertario fin dagli anni Settanta,  svolge attività politica e sindacale. Collocato nelle componenti che hanno rivendicato la necessità dell’organizzazione politica degli anarchici ha partecipato, fin dalla fondazione nel 1986, all’attività della Federazione dei Comunisti Anarchici (FdCA) poi Alternativa Libertaria/FdCA,  organizzazione politica di cui è tuttora esponente. Collabora con il «Foglio Telematico» di Alternativa Libertaria/FdCA. Tra i redattori  di «Comunismo Libertario», è autore di documenti e saggi sul mondo del lavoro, la condizione operaia, la salute e l’imperialismo.
Maurizio Antonioli: (1945) già professore ordinario di Storia  contemporanea nell'Università degli studi di Milano. Si è occupato principalmente di storia del movimento sindacale nonché di quello anarchico. E’ stato tra i fondatori e redattori della «Rivista Storica dell’Anarchismo» (1994-2004) e condirettore del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (BFS, 2003-04). Nel 1990 ha pubblicato il volume Armando Borghi e l'Unione sindacale italiana (Lacaita). Tra le altre numerose sue opere: La Fiom dalle origini al fascismo, 1901-1924 (con B. Bezza, De Donato, 1978); Vieni o maggio: aspetti del Primo Maggio in Italia tra Otto e Novecento (FrancoAngeli, 1988); Azione diretta e organizzazione operaia. Sindacalismo rivoluzionario e anarchismo tra la fine dell'ottocento e il fascismo (Lacaita, 1990); Pietro Gori. Il cavaliere errante dell’anarchia (BFS, 1995); Sentinelle perdute. Gli anarchici, la morte, la guerra (BFS, 2009); Figli dell'officina.Anarchismo, sindacalismo e movimento operaio tra Ottocento e Novecento (BFS, 2012).
Franco Bertolucci: (1957) è bibliotecario e archivista presso la Biblioteca Franco Serantini, editore e libero ricercatore nelle discipline storiche. Ha collaborato a vari progetti nazionali come la «Rivista Storica dell’Anarchismo» (1994-2004), il Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (2003-04) e ha curato alcuni saggi e volumi di ambito storico e biblioteconomico. Gli ultimi lavori sono dedicati alla storia dei GAAP: Gruppi anarchici d'azione proletaria. Le idee, i militanti, l'organizzazione, t. 1-2 (BFS-Pantarei, 2017-18) e al centenario della Rivoluzione russa: A Oriente sorge il sol dell'avvenire. La rivoluzione russa vista dagli anarchici italiani 1917-1922 (BFS, 2017).

Gianfranco Careri: (1952) dopo un periodo di militanza anarchica (dal 1969) è tra i riattivatori dell'USI dal 1977. Ricopre la carica di segretario nazionale dell'USI per due volte (1983-1985 e 2002-2005), di redattore di «Lotta di Classe» (1985-1992) ed altri incarichi nell'organizzazione anarcosindacalista. Fondatore e responsabile dell'Archivio Nazionale dell'USI (la cui sede e' ad Ancona). Tra i suoi scritti i libri Il sindacalismo autogestionario: l'USI dalle origini ad oggi (USI, 1991) e Camillo Berneri, l'anarcosindacalismo, la guerra di classe (USI, 2008). Nel 2012 cura l'edizione dei due volumi sul centenario dell'USI che vedono la collaborazione di studiosi e militanti. Tra i suoi contributi all’opera le biografie di Alceste De Ambris e Umberto Marzocchi e saggi sui combattenti anarcosindacalisti italiani in Spagna e sulle fasi della riattivazione dell'USI dagli anni settanta ad oggi.
Francesco Codello: (1953) filosofo e pedagogista, è stato insegnante e dirigente scolastico. E’ membro dell’International Democratic Education Network, dell’European Democratic Education Community, fondatore della «Rete dell’Educazione Libertaria». Già redattore di «Volontà», di «Libertaria» e ora di «Elèuthera», attivista nell’Ateneo degli Imperfetti di Marghera e nel Centro Studi Libertari/ Archivio G. Pinelli di Milano. È autore di numerosi saggi, prevalentemente su temi educativi, storici e sull’anarchismo, in diverse testate e pubblicazioni e dei seguenti libri: Educazione e anarchismo (Corso, 1995), La Buona educazione (FrancoAngeli, 2005), Vaso creta o fiore? (La Baronata, 2005), Gli anarchismi (La Baronata, 2009), Liberi di imparare, (con Irene Stella, Terra Nuova, 2011), La campanella non suona più (La Baronata, 2015); Né obbedire né comandare, lessico libertario (Elèuthera, 2009); La condizione umana nel pensiero libertario (Elèuthera, 2017). Ha curato la raccolta di saggi di Colin Ward dal titolo L’educazione incidentale (Elèuthera, 2018).
Pasquale Iuso: (1961) professore di Storia Contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Teramo. Autore di numerosi saggi di storia sindacale e di storia dell’anarchismo. Condirettore del Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (BFS, 2003-04). Tra i suoi lavori più recenti: Gli anarchici nell’età Repubblicana (BFS, 2014); Esercito Guerra e Nazione (Ediesse, 2009); Le violenze di frontiera. Nazionalismo, regionalismo e identità nazionale (numero monografico di «Storia e Problemi Contemporanei», n.74, aprile 2017).
Lorenzo Pezzica:  (1965) archivista e storico, vive e lavora a Milano. Collabora con il Centro Studi Libertari /Archivio G. Pinelli e insegna “memoria e archivi digitali” al Master in Public History dell'Università degli studi di Modena e Reggio Emilia. Si occupa di Gender history, Public history, storia dell'anarchismo e dei movimenti radicali. Ha recentemente pubblicato: Anarchiche. Donne ribelli del Novecento (Shake, 2013); Vivere il tempo della Grande guerra. Bergamo durante e dopo la Prima guerra mondiale (Lubrina, 2016); Le magnifiche ribelli 1917-1921 (Elèuthera, 2017).
Giorgio Sacchetti: (1951) professore associato abilitato in Storia contemporanea. Attualmente docente a contratto di "Didattica della Storia" presso il dipartimento di Studi Umanistici dell'Università Roma Tre. Si occupa di Labour history, storia dell'anarchismo e del movimento operaio. Ultimi libri pubblicati: Carte di Gabinetto. Gli anarchici italiani nelle fonti di polizia (La Fiaccola, 2015); Vite di partito. Traiettorie esistenziali nel PCI togliattiano (ESI, 2016); Eretiche. Il Novecento di Maria Luisa Berneri e Giovanna Caleffi (Biblion, 2017); Con l'amore nel pugno. Federazione Anarchica Italiana, storia e documenti (1945-2012) (Zero in Condotta, 2018).
Franco Schirone: (1950) libero ricercatore su tematiche anarchiche e anarcosindacaliste. Autore de La Gioventù Anarchica negli anni delle contestazioni, 1965-1969 (Zero in Condotta, 2006). Nel 2012 alcuni suoi saggi sono pubblicati nei due volumi sul centenario dell'USI: Interventismo contro antimilitarismo, lo scontro interno e la scelta dell'USI;  Il biennio rosso e l'occupazione di terre e fabbricheL'Unione Sindacale Italiana tra esilio e clandestinità (1923-1945);  Alibrando Giovannetti (biografia). Tra le ultime sue pubblicazioni I Provos, i Beatniks e l'Anarchia (1966-1967) (Bruno Alpini-Stella Nera, 2018) e, con Mauro de Agostini, Per la Rivoluzione Sociale. Gli anarchici nella Resistenza a Milano (1943-45) (Zero in Condotta, 2015).

venerdì 19 maggio 2017

Il sole dell’avvenire

Castel Bolognese. Presentazione della trilogia di
Valerio Evangelisti “Il sole dell’avvenire”

La Biblioteca Libertaria “Armando Borghi”, in collaborazione con la
Biblioteca Comunale “Luigi Dal Pane”, organizza a Castel Bolognese la
presentazione della trilogia di Valerio Evangelisti Il sole dell’avvenire
(Milano, Mondadori, 2013-2016). Attraverso tre romanzi, in cui le vicende di
alcuni personaggi principali creati dalla immaginazione dell’autore si
intrecciano con quelle di numerosi militanti politici e sindacali realmente
esistiti, alcuni più o meno noti e altri ormai dimenticati, si ripercorre l’intera
storia del movimento operaio e socialista in Emilia Romagna dall’ultimo
trentennio dell’Ottocento al 1950 circa.
I tre volumi saranno presentati nel Teatrino del Vecchio Mercato (via
Rondanini, 19) il venerdì 19 maggio 2017, con inizio alle ore 20,45.
La presentazione sarà a cura di Massimo Ortalli. E’ previsto il collegamento
in video-conferenza con Valerio Evangelisti. L’iniziativa si colloca
nell’ambito della edizione 2017 della rassegna “Libri a catinelle”.

* * * * *
L'obiettivo della trilogia Il sole dell’avvenire, progettata e realizzata da
Valerio Evangelisti, è di raccontare la storia d'Italia dal 1875 al 1950 circa
attraverso la storia personale di tre famiglie di braccianti e mezzadri
romagnoli dai destini intrecciati, i Verardi, i Minguzzi e gli Zambelli, a partire
dal capostipite Attilio Verardi, ex garibaldino. Più di millecinquecento
pagine complessive scritte in uno stile scorrevole e avvincente. Un grande
affresco storico, che ha il respiro dei classici dell’Ottocento, capace di
appassionare il lettore e al tempo stesso di farlo pensare.

► Vivere lavorando o morire combattendo (2013). Nel primo volume della
trilogia, ambientato come gli altri due in Emilia Romagna, lo sfondo storico
verte sulla crisi agraria, la formazione del bracciantato di massa, i contrasti
tra mazziniani, anarchici e socialisti, la nascita delle cooperative, le
bonifiche, l'ingresso dei socialisti in parlamento e nei comuni, le prime
leghe di resistenza. Evangelisti si dedica a questo progetto di affresco
storico e sociale attraverso un grande lavoro di documentazione svolto su
fonti d'epoca. Ma, al tempo stesso, Evangelisti mantiene la sua cifra più
vera e dà vita a un'opera lontana da tutti i romanzi e i film di ambientazione
rurale. L'obiettivo non è magnificare la "civiltà contadina", ma raccontarla
nella sua complessità: la storia dei protagonisti, mai esenti da
contraddizioni, e la storia del Paese e del movimento operaio, in tutte le
sue luci ma anche in tutte le sue ombre.

► Chi ha del ferro ha del pane (2014). Nel secondo, autonomo volume de
"II Sole dell'Avvenire", Evangelisti continua a seguire le vicende di alcune
famiglie romagnole attraverso i grandi cambiamenti che investono l'Italia
intera, in un arco temporale che va dal 1900 al 1925, dall'affermarsi del
movimento operaio, cooperativo e socialista ai grandi scioperi generali,
dalle imprese coloniali alla prima guerra mondiale e al "biennio rosso", fino
all'affermarsi della dittatura fascista. Come nel primo volume, testimoni di
un periodo storico così drammatico sono personaggi inseriti in processi di
cui intuiscono appena la portata. Eleuteria, fragile e incapace di ribellarsi
alle avversità; Reglio, giovane ribelle involontario, che cerca di sottrarsi al
servizio militare e alle compagnie di disciplina; Narda, che col suo
spontaneo eroismo riscatterà l'onore di una famiglia che sembrava per
sempre macchiata dalla vigliaccheria. Ciò è narrato attraverso piccoli
episodi, ora tragici ora umoristici, che vedono in scena personaggi
picareschi, litigiosi o astuti. Impegnati a cercare di sopravvivere in un
mondo sempre più difficile, a contatto con le grandi figure del loro tempo.
Ma sullo sfondo, o forse in primo piano, è il passaggio epocale dal mondo
rurale all'agricoltura di tipo industriale, nonché l'opera lenta e paziente di
edificazione di una società capace di volgere il cambiamento a favore dei
più umili e sfruttati. Operazione fallita: il Sole dell'Avvenire sarà spento sul
nascere. Ma non per sempre.

► Nella notte ci guidano le stelle (2016). Nel tormentato periodo che va
dagli anni Venti alle soglie degli anni Cinquanta, il fascismo si afferma ed
esplode, dissolvendo, tra l'altro, la compattezza dei nuclei familiari.
Spartaco, "Tito", Verardi diviene squadrista e architetto della distruzione
delle conquiste del movimento operaio. Destino Minguzzi è assorbito, quasi
suo malgrado, dal mondo dei clandestini e degli esuli antifascisti, e dalle
sue lacerazioni a volte drammatiche. Soviettina, "Tina", Merighi si trova a
partecipare alla guerra di liberazione nella più anticonformista e
"romagnola" delle formazioni partigiane. Nessuno di costoro "fa la storia",
ma tutti, a loro modo, vi partecipano. Non senza chiedersi, alla nascita di
una nuova Italia, se la realtà corrisponda davvero ai loro auspici. Su questo
interrogativo si chiude una grande saga popolare, un'opera unica nel
panorama letterario italiano.

* * * * *
Valerio Evangelisti (Bologna, 1952) si è laureato in Scienze politiche e ha
intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990. Dopo avere
pubblicato vari saggi di storia, tra i quali vanno citati soprattutto Storia del Partito
Socialista Rivoluzionario (1881-1893) (1981) con Emanuela Zucchini, e Gli sbirri
alla lanterna. La plebe giacobina bolognese (1792-1797) (1991), si è dedicato
interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas
Eymerich, inquisitore, che ha vinto il premio Urania. Il ciclo di Eymerich è
proseguito per Mondadori con Le catene di Eymerich (1995), Il corpo e il sangue
di Eymerich (1996), Il mistero dell’inquisitore Eymerich (1996), Cherudek (1997),
Picatrix, la scala per l’inferno (1998), Il castello di Eymerich (2001), Mater
Terribilis (2002), La furia di Eymerich (fumetto illustrato da Francesco Mattioli,
2003), La luce di Orione (2007) e Rex Tremendae Maiestatis (2010).
Tra le sue altre opere ricordiamo Magus. Il romanzo di Nostradamus (1999), Il
collare di fuoco (2005), Il collare spezzato (2006), Controinsurrezioni (2008, con
Antonio Moresco), Tortuga (2008), Veracruz (2009), Cartagena (2012) e
l’imponente Il sole dell’avvenire, trilogia sulla storia del socialismo in Emilia
Romagna (2013-2016), tutte edite Mondadori. Per Einaudi ha scritto Metallo
urlante (1998) e Black Flag (2002). Per Giunti ha pubblicato Day Hospital (2012),
cronaca della battaglia vittoriosa dell’autore contro una malattia letale. È tradotto
in diciassette lingue, in tre continenti.

* * * * *
Massimo Ortalli (Fidenza, 1946) è farmacista, bibliofilo e saggista. Si occupa di
storia dell’anarchismo e cura l’Archivio Storico nazionale della Federazione
Anarchica Italiana che ha sede a Imola. Collabora con «A rivista anarchica» e
con altre testate libertarie. E’ inoltre uno dei soci della Cooperativa che gestisce
la Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” di Castel Bolognese. Ha scritto varie
voci per il Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani (Pisa, BFS, 2003-2004).
Ha pubblicato Gaetano Bresci tessitore, anarchico e uccisore di re (Roma, Nova
Delphi, 2011) con la presentazione di Ascanio Celestini, e Ritratti in piedi.
Dialoghi fra storia e letteratura (Imola, La Mandragora, 2013) Ha curato inoltre
due libri riguardanti l’intellettuale e militante libertario Luigi Fabbri: La prima
estate di guerra. Diario di un anarchico (1 maggio-20 settembre 1915) (Pisa,
BFS, 2015) e La biblioteca perduta di Luigi Fabbri. Mille titoli di editoria sociale
(1871-1926) (Bologna, Bononia University Press, 2015). Sta preparando una
bibliografia dell’anarchismo di lingua italiana dal 1871 al 1940.

martedì 2 dicembre 2014

PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI CARLO DOGLIO

Si trasmette in allegato materiale informativo sulle iniziative che si terranno a Bologna, in occasione del Centenario della nascita di Carlo Doglio (1914-1995), a partire dal prossimo giovedì 27 novembre. In tale data sono previsti un seminario/convegno e l'inaugurazione di una mostra documentaria (che resterà poi aperta fino al 7 dicembre 2014). Cordiali saluti. Gianpiero Landi per la Biblioteca Libertaria "Armando Borghi" di Castel Bolognese Date mostra: 27 novembre – 7 dicembre 2014 (Inaugurazione mostra: ore 16:30) In collaborazione con: Urban Center Bologna - Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” (BLAB) Con il patrocinio di: Dipartimento di Architettura – Università di Bologna, Comune di Bologna, INU – Istituto Nazionale di Urbanistica, Cineteca di Bologna, IBC-Istituto Beni Artistici, Culturali e Naturali Note sulla mostra A cura di Stefania Proli, la mostra “Il piano aperto”. Carlo Doglio e Bologna è composta da pannelli che ripercorrono la biografia intellettuale di Doglio – con particolare riferimento al suo legame con la città di Bologna – e da una selezione del materiale multimediale disponibile su di lui, fra cui: i documentari realizzati per la mostra di urbanistica alla X Triennale (1954), curata insieme a Giancarlo De Carlo, Ludovico Quaroni e Elio Vittorini; le puntate del programma televisivo “Tra ieri e oggi. La città” (1977), condotte con Giuseppe Samonà e trasmesse sulle reti della RAI; alcune interviste a architetti realizzate per la RAI in occasione del seminario internazionale “La rinascita della città” (Bologna, 1982). Molti dei documenti esposti alla mostra (fotografie, lettere, libri, riviste, etc.) provengono dal Fondo Carlo Doglio presso la BLAB di Castel Bolognese. PER IL CENTENARIO DELLA NASCITA DI CARLO DOGLIO Da alcuni anni la Biblioteca Libertaria “Armando Borghi” ha ricevuto in deposito il Fondo Carlo Doglio. Si tratta di uno tra i Fondi documentari più importanti della BLAB, sia per la quantità che per la qualità dei materiali (migliaia di libri e opuscoli, centinaia di testate di riviste e giornali, documenti d’archivio, progetti urbanistici, fotogra#e, registrazioni foniche, ecc.). Il Fondo contiene i documenti raccolti nel corso della sua intensa vita dal professor Carlo Doglio, intellettuale anarchico di grande prestigio, urbanista e docente universitario. Doglio era di origine romagnola, essendo nato a Cesena nel 1914. Dopo essersi laureato in Giurisprudenza a Bologna nel 1936, svolse attività clandestina antifascista e prese parte poi alla Resistenza in Romagna e a Milano. Aderì in quegli anni al movimento anarchico, di cui divenne negli anni del secondo dopoguerra un esponente di primo piano e un attivo militante e propagandista. Di vasti interessi culturali, in relazione con molti noti intellettuali (tra cui A. Ban#, E. Vittorini, F. Ferrarotti, A. Capitini, G. De Carlo, F. Fortini), si interessò inizialmente di cinema ma presto orientò i suoi studi verso l’urbanistica, interpretata in senso marcatamente libertario. Punti di riferimento per lui furono soprattutto Kropotkin, Geddes e Mumford. Lavorò a Milano per la Mondadori e poi a Ivrea per Adriano Olivetti. Dal 1955 al 1960 si trasferì a Londra, dove tra l’altro collaborò ai programmi della BBC e della RAI. Si allontanò in quegli anni progressivamente dall’anarchismo, #no ad aderire al Partito socialista e poi al Psiup. Rientrato in Italia, trascorse alcuni anni in Sicilia collaborando con Danilo Dolci. Intraprese poi la carriera universitaria. Dopo avere insegnato nelle Università di Palermo, Napoli e Venezia, concluse la sua carriera di docente come titolare della cattedra di “Piani#cazione e organizzazione territoriale” alla Facoltà di Scienze Politiche a Bologna, città in cui stabilì de#nitivamente la sua residenza a partire dai primi anni Settanta. Si riavvicinò in quegli anni all’anarchismo, su posizioni dichiaratamente nonviolente. A queste concezioni restò poi fedele #no alla morte, avvenuta a Bologna nel 1995. Il suo maggiore contributo al pensiero anarchico va rintracciato nell’essere stato uno dei principali propugnatori nel nostro paese di una “urbanistica libertaria”, che per lui consisteva essenzialmente in una piani#cazione territoriale “dal basso”, che partisse dalle esigenze e dalla volontà espressa dai cittadini che vivevano in un determinato territorio. Quest’anno cade il centenario della nascita di Carlo Doglio. Per celebrare degnamente la ricorrenza la BLAB ha deciso di intensi#care gli sforzi per rendere #nalmente accessibile al pubblico il Fondo Doglio. Entro il prossimo anno dovrebbe concludersi il lavoro di riordino e descrizione delle carte dell’archivio (attualmente condotto da una archivista professionista che lavora presso l’Istituto Beni Culturali della Regione Emilia- Romagna) e contestualmente verrà completato la schedatura dell’emeroteca. La BLAB ha deciso inoltre di collaborare alle iniziative in ricordo di Carlo Doglio – un Convegno di studi e una Mostra – previste a Bologna per il prossimo 27 novembre 2014. Le iniziative sono indirizzate a tracciare l’eredità di Carlo Doglio all’interno dell’ambiente culturale della città di Bologna. Interverranno allievi, studiosi e amici, fra cui l’architetto Pierluigi Cervellati, l’antropologo Franco La Cecla, il professore Vittorio Capecchi e lo storico dell’arte Andrea Emiliani. Gianpiero Landi

IX Congresso Nazionale della FdCA

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1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)