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giovedì 25 febbraio 2016

Mestre (VE) Rete contro guerra e militarismo : Diciamo NO all’intervento militare in Libia


Diciamo NO all’intervento militare in Libia

 

Che si tratti di giorni o qualche settimana, una cosa è certa: si stanno scaldando i motori per un nuovo intervento militare in Libia.  Forze speciali sono già sul posto per preparare l’arrivo di un contingente di oltre 6000 militari europei, italiani compresi, e statunitensi. L’Italia, che si candida a guidare questa nuova missione militare, ha già inviato 4 cacciabombardieri AMX del 51° Stormo di Istrana (Tv) presso la base di Trapani Birgi in Sicilia.

Dobbiamo sin da ora dire no a questa nuova aggressione al popolo libico.

Diciamo NO perché, da che mondo è mondo, chi è causa di problemi non può ergersi a soluzione degli stessi. E le potenze imperialiste occidentali, con la NATO, hanno provocato l’esplosione della situazione libica con l’intervento militare del 2011, lasciando poi che il vuoto politico creato venisse riempito da fazioni, bande, tribù in conflitto tra loro e con le potenze straniere.

Diciamo NO perché le guerre non portano la pace, come sostengono vertici militari e  governi: le guerre provocano lutti, dolore, devastazione, odio e violenza infinita.

L’intervento militare in Libia, con la scusa di stroncare l’ISIS e stabilizzare il paese, servirà solo ai fabbricanti e ai commercianti di armi per arricchirsi con l’apertura di un nuovo “mercato”; servirà solo a soddisfare le mire espansioniste delle grandi potenze e, innanzitutto, dello Stato italiano, che già in passato ha martoriato quella terra con 30 anni di occupazione  macchiandosi di crimini ignobili verso il popolo libico.

Questa guerra, fortemente voluta dagli USA, dall’Unione Europea e dalla NATO, provocherà inevitabili reazioni, trasformando anche il territorio italiano in obiettivo di attentati e atti di ritorsione, e andrà ad alimentare quella spirale bellica, infame e senza fine, che dall’Afghanistan all’Iraq, dalla Siria all’Ucraina, dallo Yemen all’Africa sub-sahariana, sta coinvolgendo l’intero pianeta avvicinandoci sempre più ad un nuovo disastroso conflitto mondiale.

Con la scusa di aiutare il popolo libico, questa guerra in realtà garantirà solo gli interessi delle multinazionali del petrolio e gli equilibri del terrore nel Mediterraneo, ormai trasformato in una area super militarizzata, chiusa ai profughi e i migranti, ma aperta ai mercanti di morte e alle avventure delle potenze imperialiste.

Pretendiamo - e lottiamo - per un Mediterraneo smilitarizzato, per la chiusura di tutte le basi militari e delle fabbriche di armi, perché siano i popoli, oggi sottomessi, a liberarsi dai loro oppressori, con il supporto solidale e internazionalista di tutti coloro che sono impegnati a costruire una società libera dalle guerre, dal razzismo, dallo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, dell’uomo sulla donna, dell’uomo sull’ambiente.

La vera minaccia alla pace proviene dall’interventismo dei nostri governanti e delle classi dominanti per la difesa dei loro interessi, dalla militarizzazione della nostra terra, dagli enormi investimenti in strutture e strumenti di guerra a scapito del lavoro, dei servizi sociali, del benessere collettivo, della salvaguardia del territorio.

Invitiamo chi condivide le nostre idee a mobilitarsi, ovunque e come meglio crede, contro l’intervento militare in Libia; facciamo sentire alta la protesta; costruiamo un forte movimento di opposizione alle politiche avventuriere e imperialiste di cui il governo Renzi è protagonista e complice.

 

Rete contro guerra e militarismo

martedì 20 ottobre 2015

No alla guerra! 24 ottobre, Marghera

CONTRO LA MEGA-ESERCITAZIONE TRIDENT DELLA NATO
CONTRO LE NUOVE SPINTE VERSO LA GUERRA
CONTRO IL BELLICISMO DEL GOVERNO RENZI
Assemblea pubblica sabato 24 ottobre ore 15.30
piazzale Radaelli 3, Marghera, sede del Comitato di sostegno ai lavoratori Fincantieri (5 minuti a piedi da piazza Mercato)
Dal 3 ottobre è in corso in Italia, Spagna e Portogallo “la più grande esercitazione NATO dalla caduta del muro di Berlino”. Impegna (a nostre spese) 36.000 militari, 60 navi e 200 aerei da guerra di 33 paesi, un certo numero di associazioni “umanitarie”. Soltanto in Sardegna, denuncia la scrittrice Michela Murgia, “centinaia di militari, bombardamenti sul territorio di proiettili del cui contenuto sanno qualcosa solo all’Oncologico, fermo pesca, fermo pastorizia, prove di assalto verso terre che vediamo al telegiornale  …”.
Già … le terre lontane (Iraq, Siria) contro le quali, col pretesto della “lotta all’Isis”, il governo Renzi prepara bombardamenti (è “un modo per essere presi finalmente sul serio”, gongola il gen. Jean) ed è pronto a guidare un nuovo intervento armato in Libia, mentre è chiaro ormai che l’intervento in Afghanistan sarà prolungato … Intanto la Turchia di Erdogan, “nostra stretta alleata” (parola del ministro degli esteri Gentiloni), fa strage di curdi, di lavoratori, di compagni, e l’intoccabile Israele di Netanyahu continua nella sua strage infinita di palestinesi …

Sono queste alcune tra le ‘terre lontane’ da cui stanno arrivando a decine di migliaia nuovi emigranti che non hanno altra alternativa che fuggire dalle loro nazioni devastate da decenni dai ‘nostri’ stati e dai nostri eserciti – o no? 30 miliardi annui di spese belliche solo da parte dell’Italia (che gonfiano il debito di stato), per seminare morte e sconvolgere l’esistenza di decine di milioni di persone nel mondo, mentre proprio in nome del debito di stato non fatto da noi, né a nostro vantaggio, si sono tagliate brutalmente le pensioni, le spese per la salute, l’assistenza ai disabili, l’istruzione, l’edilizia popolare… si è fatta la guerra interna ai lavoratori. Quella guerra che la Confindustria e Renzi vogliono portare fino a radere al suolo i contratti collettivi, sulla scia della Fiat e della Fincantieri.
Mentre il ‘movimento pacifista’ di un tempo è scomparso (alcuni suoi esponenti sono ora al governo a programmare i bombardamenti …), questi problemi sono diventati più gravi e urgenti di prima. Dobbiamo tornare a discuterne per tornare a mobilitarci. Altrimenti le guerre che crediamo lontane irromperanno con ancora maggior violenza “lì” e qui, “lì” distruggendo case e vite, qui distruggendo ogni argine all’attacco dei padroni!
Discutiamone insieme in assemblea, sabato prossimo, presso la nostra sede
Piazzale Radaelli 3, Marghera, h 15:30

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)