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martedì 1 marzo 2016

LA SITUAZIONE MILITARE IN SIRIA, di Pier Francesco Zarcone


LA SITUAZIONE MILITARE IN SIRIA
di Pier Francesco Zarcone




Si tratta di un argomento praticamente non trattato dai grandi media. Al massimo ogni tanto si comunica il numero di vittime civili a seguito di scontri e bombardamenti, e si dà notizia di successi militari dell'Isis e di altre formazioni jihadiste, magari dilatandone la portata suscitando il classico effetto di Hannibal ante portas, ma senza inquadrarli nelle oggettive proporzioni tattiche e strategiche. Cosa accada davvero sui campi di battaglia resta sconosciuto ai più, e nella presente fase, alquanto negativa per i cosiddetti takfiri (sinonimo dei jihadisti per il loro tacciare di apostasia i musulmani di orientamento diverso), il silenzio è pressoché totale. Eppure in questi circa quattro anni di guerra in Siria sul piano militare (e politico) ci sono stati sviluppi interessanti.


Le premesse tattico-strategiche
In primo luogo va rimarcata l'opportunità della scelta fin dall'inizio effettuata dal governo di Damasco di fronte a una massiccia e capillare invasione di combattenti stranieri sostenuti (militarmente ed economicamente) dall'esterno. Le opzioni possibili erano due: a) cercare di difendere subito tutto il territorio siriano, con prevedibili esiti disastrosi sul terreno, oppure b) attestarsi nella difesa della capitale e della zona costiera (cioè dell'area con la maggiore concentrazione alawita e sciita in genere). Questa seconda ipotesi implicava il temporaneo abbandono al nemico dei territori orientali – che, seppure in buona parte desertici, presentano risorse energetiche importanti - e poi manovrare da quello "zoccolo duro" territoriale per un'auspicata azione di riconquista. La scelta è caduta sulla seconda opzione.
Al riguardo i grandi media l'hanno generalmente interpretata come segnale o della prossima sconfitta militare dei governativi o di una precisa exit strategy, nel senso che Assad avrebbe fatto della zona costiera il ridotto in cui rifugiarsi e concentrarvi la resistenza dopo il disastro sul campo, dato come inevitabile. La prospettiva strategica alla base di quella decisione era diversa e si basava - in ragione della globale situazione siriana, più complessa e comunque diversa rispetto a quelle di Egitto e Tunisia - sulla vera carta giocabile dal governo damasceno: l'appoggio pratico e concreto da parte di Russia, Iran e Hezbollāh libanese. Era quindi essenziale mantenere aperti i canali aerei, terrestri e marittimi con questi alleati, fornitori di aiuti non solo diplomatici, ma anche militari ed economici. Come infatti è avvenuto.
All'inizio della guerra l'Esercito Arabo Siriano (Eas) disponeva di circa 300.000 uomini (tre Corpi d'armata e un raggruppamento direttamente dipendente dallo Stato maggiore, per tredici divisioni: sei corazzate, quattro meccanizzate, due di Parà/Forze speciali, una meccanizzata di Guardie repubblicane, due brigate di fanteria indipendenti e sei reggimenti di Commandos indipendenti). Struttura portante per ogni comando di divisione, la brigata. La maggiore presenza di truppe (divisioni) all'inizio della guerra si trovava nella parte sudovest della Siria, l'11ª divisione era nella zona di Homs, la 18ª in quella di Aleppo, mentre la 17ª era nella parte est, zona di Deir Ezzour.
Non casualmente gli invasori takfiri avevano concentrato gli attacchi sulle città lontane dai centri con maggiore presenza di truppe governative (Hama, Homs e anche Aleppo), al fine di far concentrare su di esse il più consistente sforzo bellico, lasciando così sguarniti centri vitali; tenuto conto dei continui e abbondanti flussi di militanti jihadisti, questo avrebbe significato esporsi a una vasta manovra di accerchiamento non solo in caso di rovescio militare su quel fronte, ma anche qualora il massiccio concentramento governativo su esso venisse - per così dire - "agganciato" dal nemico, in modo da non poter effettuare manovre di ripiegamento senza incorrere in forti perdite. Tanto più che inizialmente l'Eas non era preparato a condurre una guerra non puramente convenzionale.
La prima fase del conflitto, quindi, fu di sostanziale ripiegamento difensivo e poco impegnata sul piano militare, mentre su quello politico il governo riscosse i suoi successi nel referendum costituzionale del febbraio 2012 e nelle elezioni di primavera: entrambi ignorati dai media e dai governi occidentali, in quanto suscettibili di far argomentare (non foss'altro per l'entità della partecipazione popolare) che tutto sommato l'elettorato siriano preferiva lo statu quo alle scelte auspicate da Washington e dall'Ue. Si trattò di successi politici del tutto ininfluenti sul piano militare, e infatti la stessa Damasco fu direttamente minacciata dai jihadisti, con l'attentato al ministero della Difesa (in cui morirono il ministro, generale Dawoud Rajiha, e furono seriamente feriti vari ufficiali d'alto rango) e combattimenti nella capitale. Poi i jihadisti vennero respinti, fu messo in sicurezza l'Aeroporto internazionale e le residue sacche nel Rif Dimanshq non furono più un reale pericolo.
Prima dell'intervento russo si è rivelata fondamentale, nel gennaio 2013, la decisione governativa di formare i Comitati popolari di difesa (detti anche "Milizia Ndf"), nelle cui fila entrarono veterani, giovani non ancora in età di leva, miliziani di gruppi già formatisi in via spontanea, militari rimasti separati dalle unità di appartenenza o anche disertori pentiti. Non solo furono dotati di armi automatiche, ma anche di lanciarazzi, mortai leggeri e medi, e di artiglierie di piccolo e medio calibro, in modo da far svolgere a questi miliziani gli indispensabili compiti di appoggio all'Eas, o presidiando e pattugliando territori già liberati o effettuando operazioni su scala ridotta. Il fatto di operare essenzialmente nelle zone di origine ha reso queste formazioni maggiormente motivate. Né va trascurata al riguardo l'importanza dell'apporto addestrativo da parte di elementi della Guardia rivoluzionaria iraniana. Poi sono intervenuti i Battaglioni del Partito Baath, unità di profughi palestinesi filosiriani e anche milizie religiose sciite e cristiano-assire. Questi volontari sono "coperti" dal mantenimento dei precedenti posti di lavoro, le loro famiglie ricevono dal governo aiuti alimentari e sovvenzioni, e spetta loro metà della paga dei soldati.
Nell'immediato le cose non sono state tanto semplici, giacché le forze armate di Damasco hanno dovuto subire duri colpi da parte jiahdista, come a Idlib, a Jisr al-Shoughour e a Tadmur-Palmira. Tuttavia il collasso militare non c'è stato. Da notare che l'"informazione" occidentale nulla dice circa la tenace resistenza, da anni, dei centri sciiti di Fouaa e Kafraya, oppure dei villaggi della zona di Aleppo come Nubbul e Zahraa; oppure del lungo assedio sostenuto dai militari nella prigione principale di Aleppo, solo alcuni mesi fa liberati dalla stretta jihadista, o anche dei due anni di assedio alla base di Kuweires o della strenua resistenza dei governativi a Deir Ezzour e Hasakah (difesa, oltre che da soldati dell'Eas e miliziani dell'Ndf, dalle Brigate del Baath e da cristiani assiri e curdi).

L'intervento russo e la situazione attuale
Ovviamente l'intervento russo ha fatto sì che le forze armate governative potessero passare a una fase più apertamente offensiva su veri settori, e da qui la riconquista di Homs e Hama, e una sostanziale rimonta ad Aleppo. In questa città i combattimenti continuano, ma ai jihadisti resta solo la parte est con 300.000 abitanti, mentre la parte ovest con 2 milioni di abitanti è sotto il controllo delle forze di Damasco. Innegabilmente senza l'intervento russo - a fronte del non ancora esaurito "serbatoio" di rinforzi umani per i jihadisti - il governo damasceno non avrebbe potuto passare all'attuale fase offensiva. Viene infatti valutata a circa il 70% la perdita del potenziale bellico dei jihadisti a seguito dei bombardamenti russi sui loro magazzini e fabbriche di armi, munizioni, esplosivi e sui depositi di carburante, oltre che sui centri di comando. Anche la loro capacità di manovra e di coordinamento rientra nella predetta percentuale.
Da ciò derivano estreme difficoltà per i jihadisti, dovendosi essi orientare sulla difesa delle posizioni ancora tenute. Proseguire nelle operazioni offensive implicherebbe infatti manovre e concentramenti di uomini e mezzi di una certa entità; cioè qualcosa di non occultabile alla sorveglianza aerea (oggi russo-siriana). E sempre di qui la maggiore capacità di manovra dell'Eas, tanto più che il ritiro dei jihadisti da vari centri abitati rende più agevole l'utilizzazione delle forze corazzate sostenute da un'aviazione che martella le postazioni nemiche prima dell'assalto finale. Superfluo dire che da sempre i conflitti locali servono pure a "testare" i nuovi armamenti, come sta accadendo per i blindati russi 8×8 Bumerang e il nuovo carro T-15.
L'intervento aereo russo conta su vari punti di partenza: la base di Mozdok nell'Ossezia del Nord, con 12 bombardieri pesanti Tu-22M3, in grado di operare in Siria dopo 2 ore e 44 minuti, protetti da una batteria di missili antiaerei S-400 stanziata nella base di Humaymim, Lataqia (è una delle quattro inviate in Siria), e dalla batteria della base di Quwayris, a 30 km a est di Aleppo; circa 64 aerei saranno presto operativi a Humaymim (24 Su-24M2, 12 Su-25, 12 Su-34 e 16 Su-30SM). Infine, una volta terminato il processo di modernizzazione dell'aeronautica militare siriana, entreranno in funzione dai 66 ai 130 aerei siriani (9 MiG-29SMT, 21 Su-24M2, 36 Jak-130 e probabilmente 64 MiG-23-98), in aggiunta ai 112 non modernizzati ma riparati dai russi (MiG-21, Su-22M4 e L-39). Sarebbe folle ritenere che tutto questo costoso materiale riguardi solo un intervento a favore di un alleato sul punto di crollare.
La presenza dell'Isis in Siria è innegabilmente pericolosa, ma non va valutata semplicemente guardando la carta geografica, oppure omologandola a quella in Iraq. Mentre in quest'ultimo paese l'Isis è insediato nella ricca e fertile zona di Ninive, in Siria in realtà controlla solo una piccola parte di "territorio utile", alcune vie di comunicazione e alcuni punti di rilievo strategico, tra cui la città di Raqqa. Le cartine pubblicate dai media in cui si evidenziano i territori siriani in mano all'Isis comprendono enormi estensioni desertiche o rocciose praticamente spopolate, talché non hanno torto quanti le considerano fonte di oggettiva disinformazione, facendo cioè dell'Isis in Siria qualcosa di più incombente e massiccio di quanto non sia.
Il 2 ottobre e il 1° dicembre dello scorso anno, Obama dichiarò che la Russia incontrava in Siria difficoltà di rilievo e che i pochi successi non compensavano gli elevati costi sostenuti e futuri, tanto da parlare di sprofondamento russo in un nuovo Afghanistan. Ma il 28 dicembre la certo non filorussa Reuters ha pubblicato una valutazione fondata su interviste ad analisti del Pentagono, con conclusioni opposte: ottimi risultati già nei primi tre mesi di intervento, scarsi costi operativi (circa 1-2 miliardi di dollari l'anno), e quindi senza sostanziali problemi di bilancio per Mosca. In concreto i predetti analisti avrebbero valutato l'intervento russo come assai flessibile e soft in quanto a materiali e forze, ma rivelando una proficua capacità di coordinamento con le forze di terra. Particolare valenza è stata attribuita a un aspetto sopra accennato: la sperimentazione russa di nuovi armamenti in condizioni di combattimento e della loro capacità operativa immediata. A parte ciò, sembra che dagli analisti del Pentagono pervengano conclusioni non in linea con la tesi ufficiale circa la Siria teatro di guerra civile in cui i russi si sarebbero infilati, trattandosi in realtà di una guerra ibrida e asimmetrica alimentata da aggressori esterni e da competizione fra potenze straniere. Valutazioni del genere inducono a riflessioni critiche circa l'operato statunitense nei recenti teatri del suo intervento bellico. Vale a dire, si profila un dubbio: finora le imprese statunitensi hanno messo in campo mezzi, uomini e risorse economiche infinitamente maggiori, ma dai non esaltanti risultati, del resto sotto gli occhi di tutti. La performance russa in Siria dal canto suo attesterebbe una sorprendente situazione di recupero militare rispetto agli anni '90, con l'ulteriore interrogativo - in prospettiva - circa l'eccesso di congruità del potenziale militare russo rispetto agli odierni conflitti locali.

Gli Usa
Poiché film e serie televisive made in Usa ci hanno abituati a divaricazioni e conflitti operativi fra Cia, Fbi, Dea e varie altre agenzie di intelligence, quanto segue non sembrerà molto strano o del tutto anomalo. Secondo un articolo di Seymour Hersh, pubblicato alla fine dello scorso anno sulla London Review of Books, vertici del Pentagono avrebbero dato vita a una svolta contraria alla linea finora tenuta da Washington e dalla Cia. La premessa sta nell'inclusione della Turchia nel programma della Cia per armare i "ribelli moderati" in Siria, e nel fatto che il governo turco decise di effettuare un "riorientamento" di questi aiuti statunitensi in favore dei jihadisti, tra cui Jabhat an-Nusra e l'Isis. Al Pentagono, invece, si sarebbero "accorti" della sostanziale inesistenza di questi ribelli moderati, e quindi nell'autunno del 2013 i Joint Chiefs of Staff (Jcs) del generale Martin Dempsey avrebbero deciso di inviare informazioni di intelligence a Germania, Russia e Israele affinché le trasmettessero al governo di Assad. Certo non gratuitamente, ma con la richiesta a Damasco di cercare di mettere un po' di freno a Hezbollāh verso Israele, di tenere aperti i negoziati sulle alture del Golan e di indire le elezioni dopo la fine della guerra. Secondo questa ricostruzione, nell'estate del 2013, in barba alla Cia sarebbero state inviate ai ribelli siriani armi obsolete, quale attestazione di buona fede ad Assad. Il ritiro di Dempsey a settembre avrebbe posto fine al tentativo di intesa.
Nella Siria nordoccidentale la sconfitta jihadista sembra essere più che prossima. Nella provincia di Aleppo i governativi hanno già tagliato le maggiori vie di rifornimento dalla Turchia ed è finito il quadriennale assedio di Nubul e al-Zahra, con la liberazione di più di 70.000 abitanti, e la stessa grande città del nord non è lungi dall'essere ripulita dalla presenza takfira, e non c'è da stupirsi se a breve tutto il confine turco sarà di nuovo sotto il controllo di Damasco. Anche la provincia di Lataqia è praticamente ripulita.
Importante, anche in prospettiva, il fatto che nella Siria nordoccidentale la sconfitta jihadista sembra essere più che prossima. Si ha notizia che dal 10 febbraio sono in corso scontri e bombardamenti a nordovest della base aerea di Kuweyres contro militanti dell'Isis che cercano sia di arginarne l'avanzata governativa verso la parte orientale del sobborgo industriale aleppino di Sheikh Najjar (il che preluderebbe alla chiusura di una vasta sacca tra l'aeroporto di Aleppo e Kuweyres), sia di prevenire la riconquista di Al-Sin e Jubb al-Kalb. Il giorno 9 si è avuta notizia dell'arrivo a Damasco e Aleppo di ben 6.000 ufficiali e soldati iraniani: questo dopo un'opera di disinformazione di Teheran per far credere a un suo ritiro militare dalla Siria.

Torna il problema curdo
Ci sono due fatti importanti da ricordare. Il 7 febbraio truppe siriane (appoggiate da miliziani di Hezbollāh e da paramilitari iracheni di Nujaba, Kataeb Hezbollah, Badr) hanno occupato la località di Kiffin, prossima a Ziyarah (sotto controllo di milizie curde) e creato nella zona un centro di coordinamento siriano-curdo, sia in funzione operativa sul campo, sia per non lasciare ai soli occidentali la "carta curda". A ciò si aggiunga che truppe siriane e iraniane hanno l'ordine di non ostacolare l'azione delle milizie curde, ed è chiaro l'intento russo di far valere nei "colloqui di pace" (a prescindere dall'esito che daranno) il peso dell'avanzata delle forze curde verso il confine turco.
E proprio la questione curda potrebbe trovarsi dietro al fatto che, nel quadro della persistente e non ridotta tensione fra Russia e Turchia, si sia parlato da parte russa di un possibile intervento turco in Siria – seguìto dal minaccioso avvertimento che ogni eventuale incursione sarà affrontata con la forza e non con la diplomazia. Che Erdoğan possa compiere qualche colpo di testa non è impossibile: semmai c'è da chiedersi fino a che punto la Nato sarebbe così folle da andargli dietro. E c'è pure da domandarsi se esista un collegamento tra una tale previsione e la messa in allerta - ai primi di febbraio - delle forze aviotrasportate del Distretto militare meridionale russo.
Il fatto è che il coordinamento tra i governativi siriani e le milizie curde potrebbe accelerare la completa e forse definitiva chiusura del confine turco ai rifornimenti per i jihadisti. Su Ankara incombe sempre il pericolo di saldature fra i curdi della Siria e quelli della Turchia, cosa suscettibile di complicare le relazioni anche con gli Usa. In precedenza Erdoğan aveva minacciato di bombardare i curdi siriani se avessero superato la linea dell'Eufrate, e quando in estate si prospettò un'operazione curda per prendere Jarabulus e quindi interrompere i rifornimenti all'Isis, la Turchia minacciò l'intervento militare: questione tamponata dagli Stati Uniti annullando quell'operazione. Sta di fatto che a nord di Aleppo i curdi hanno operato sotto la copertura degli aerei russi e si sono comunque avvicinati al confine. In questo pasticcio le possibilità di manovra russe ci sono eccome, facilitate dalla contraddittorietà (ovvero incompatibilità) delle alleanze di Washington. Non è chiaro fino a che punto Bashar al-Assad sia del tutto felice per la prospettiva di un'alleanza con i curdi, ma è certo che - a prescindere dal non potersi opporre alle manovre moscovite in questo senso e dall'utilità militare dell'apporto curdo - nel dopoguerra la questione dovrà essere affronta da Damasco realisticamente, e non certo lasciandola irrisolta alla maniera turca. Vedremo come andrà a finire, ma se davvero Putin riuscisse a sfilare i curdi (Iraq a parte) dall'intesa con gli Stati Uniti farebbe un bel colpaccio.

Nella diffusione e/o ripubblicazione di questo articolo si prega di citare la fonte: www.utopiarossa.blogspot.com

sabato 5 dicembre 2015

Palestina-Israele, l'unico stato che la lotta unitaria cerca di cambiare*.

Bil'in, Ni'ilin, Ma'asara, Nebi Saleh, Qaddum, Shikh Jarrah e Colline sud di  Hebron
Si lotta quando si ha la speranza di un cambiamento in corso. Si lotta quando ci si rifiuta di accettare lo stato di cose presente come l'unico possibile futuro. Si lotta anche quando la minima speranza tiene viva la tua dignità. E ci sono persone la cui collera è così forte che non c'è nessun ragionamento che possa trattenerle. Ora, quando sembra evaporata la speranza di un futuro migliore in comune e quando si è ridotta al minimo anche la speranza di un migliore futuro personale, la collera di tanti giovani è più forte della preservazione dell'istinto di vita... si aspetta solo quel grilletto rischioso che spinge un altro ragazzo o un'altra ragazza ad andare in una missione suicida. Ed il potente stato di Israele inizia ad ammettere che la sua brutalità ha raggiunto un muro che non può superare.  Le classi dirigenti militari hanno già ammesso apertamente che la nuova intifada "individualista" che sta emergendo non si può fermare con la forza. Per coloro che non sono ancora giunti alla disperazione, la lotta unitaria non armata è la sola strada sana.
Bil'in

Venerdì 13/11/2015 - la più strana manifestazione nei quasi 11 anni di manifestazioni del venerdì.  A mezzogiorno, ci siamo ritrovati al confine occidentale del villaggio come accade negli ultimi mesi (10 israeliani con gli Anarchici Contro il Muro, decine di internazionali, personaggi politici da Ramallah e le gente del posto), ma il solito convoglio di forze armate israeliane non era lì a bloccarci la strada verso il nuovo muro della separazione.
Ci siamo immediatamente riorganizzati e ci siamo diretti nelle vicinanze del cancello del muro della separazione. Ci siamo avvicinati al cancello con prudenza, ma non è successo niente.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207958920354006
I soldati hanno aperto simbolicamente il cancello per farci vedere l'autoblindo parcheggiato dietro le porte e poi le hanno chiuse. Anche quando i pochi giovani hanno iniziato a lanciare le pietre sui soldati, questi si sono astenuti da qualsiasi minaccia o reazione.
Molti dei partecipanti, annoiati, sono ritornati al villaggio, mentre i più animosi si sono spostati verso il bosco di Abu Lamun dove tutti i giovani si sono ritrovati.
Ben presto, la polizia di confine, diversamente dall'esercito, è giunta sul posto con le auto, malmenando i giovani e gli altri manifestanti. Hanno anche arrestato Mohamed Khatib del comitato del villaggio insieme a tre internazionali.
"Volete sapere cosa ha detto il comandante israeliano ai suoi soldati?"
"Non vi avvicinate troppo a quei giornalisti palestinesi, hanno con sè dei coltelli. Se uno di loro vi si avvicina, sparategli"
Guardate come 6 soldati israeliani attaccano e picchiano brutalmente un uomo italiano prima di arrestarlo per aver partecipato alla manifestazione non-violenta in solidarietà col popolo palestinese. Arrestati anche un palestinese e 2 americani .
https://www.facebook.com/media/set/?set=p.788946081214623
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/videos/10206...4576/
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/videos/163368696...8341/
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/videos/163367104...9933/
https://www.facebook.com/almasrapres/videos/71702913840...2675/
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/posts/1633639150...39789
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/8384955...16446
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10207958938154451 *
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207958920354006 **
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10207958920394007
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/788943547881543
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10207958975835393
https://www.youtube.com/watch?v=Bn2gus7k9nA
20-11-15 https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/102080...34819
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102069...78046
27-11-15 https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/11996246...33296
https://www.facebook.com/ShehabAgency.MainPage/posts/12...99567
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10208040113263778

Nabi Saleh

13/11/2015 "gli abitanti di Nabi Saleh si sono scontrati con l'esercito, protestando contro l'occupazione in corso, contro la confisca della terra e contro gli arresti di massa. Dato che molti dei giovani del villaggio si trovano nelle carceri israeliane in attesa di processo, l'esercito compie incursioni notturne e spesso chiude le principali vie d'accesso al villaggio. I soldati israeliani hanno fatto ampio uso di candelotti lacrimogeni e di proiettili d'acciaio ricoperti di gomma per disperdere i manifestanti. Nessun ferito grave."
L'International Solidarity Movement (ISM) fa sapere via twitter che le forze di occupazione israeliane hanno sparato circa 20 raffiche di lacrimogeni sulla manifestazione pacifica del venerdì, prendendo di mira gli addetti-stampa. 4 attivisti internazionali sono stati arrestati, mentre ad un italiano è stato impedito di ricevere cure mediche.
David Reeb https://www.youtube.com/watch?v=4SoOoW5RkVk
https://schwarczenberg.com/nabi-saleh-13112015/
20/11/2015
Il villaggio di Nabi Sales commemora Rushdi Tamimi che è stato colpito a morte dall'esercito israeliano tre anni fa, durante una manifestazione contro la guerra su Gaza, operazione pilastro della difesa. I residenti e gli attivisti hanno manifestato lungo la strada principale, mentre l'esercito sparava raffiche di lacrimogeni e proiettili d'acciaio ricoperti di gomma. Un candelotto è stato sparato verso di me, provocandomi agli occhi un'acuta sensazione di bruciore. Anche quando mi sono accovacciato al suolo, i soldati hanno continuato a sparare contro di me. Gli effetti dei lacrimogeni si sono fatti sentire fino a molte ore dopo la fine della manifestazione.
Haim Schwarczenberg https://schwarczenberg.com/nabi-saleh-20112015/
27-11-15 Con un numero di feriti superiore a 100, tra cui parecchie donne e minorenni, gli abitanti di Nabi Saleh si sono scontrati con l'esercito israelano in una dimostrazione di sfida, biasimando l'impunità degli israeliani e chiedendo la fine dell'occupazione e del furto della terra. I soldati hanno sparato candelotti lacrimogeni e molte raffiche di proiettili d'acciaio ricoperti di gomma, che hanno provocato in alcuni delle lievi ferite.
https://schwarczenberg.com/nabi-saleh-27112015
https://www.facebook.com/belal.tamimi/posts/10153052215...26371

Ni'ilin

13-11-2015
http://antinarrativeblog.com/2015/11/16/%D9%86%D8%B9%D9...7%9F/

Qaddum

venerdì 27-11-15 due feriti con proiettili veri a Kafr Qadddom
Qaysar Jehad di 13 anni e Hamza Motee´ di 22  anni sono stati colpiti alle gambe durante l'intervento dell'esercito israeliano contro il corteo a Kafr Qudoum.
La manifestazione è iniziata dopo le preghiere nella parte orientale del villaggio, ma in un primo momento non si vedeva nessun soldato, così abbiamo pensato che si erano nascosti per tenderci un agguato, dato che avevamo visto una jeep venire verso di noi per poi fare marcia indietro allo scopo di farsi inseguire dai giovani ed attirarli nell'agguato per arrestarli.
Improvvisamente è comparso un gruppo delle forze speciali i cui proiettili veri hanno provocato 2 feriti.
Dopo  i soldati ci hanno inseguito con le jeep e con le ruspe, sparandoci addosso lacrimogeni e proiettili di gomma,fino a che la manifestazione si è conclusa alle 15.00
https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/11996071...68373

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Non dite che non lo sapevamo n°473

L'esercito israeliano persiste nel suo sforzo di costringere i Palestinesi ad andarsene dalla Valle del Giordano. Hanno notificato agli abitanti palestinesi di Khirbet Khumsa, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, l'ordine di evacuare a causa di esercitazioni militari. Gli abitanti sono stati sgomberati lunedì 2 novembre 2015, dalle 6.00 del mattino fino a mezzanotte. Giovedì 5 novembre, sono stati nuovamente sgomberati per la stessa ragione. L'esercito li ha informati che nella settimana successiva sarebbero stati sgomberati ancora il lunedì, il mercoledì ed il giovedì.

- continuazione del numero 468 -- L'esercito israeliano ha detto ad un palestinese di  Umm El Jamal, nel versante nord della Valle del Giordano, che poteva riavere il trattore che l'esercito gli aveva sequestrato il 16 settembre scorso, se pagava una multa di 4600 NIS (new israeli shekel, pari a 1121 euro, ndt). Il mese precedente aveva riottenuto lo stesso trattore per 3700 NIS (902 euro, ndt). Gli hanno detto che avrebbero continuato a confiscargli le sue cose finchè non se ne fosse andato via da lì.
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Per paura che  le minacce dello Stato  li costringessero a pagare per la demolizione delle loro case, due Beduini di Wadi Gawin (vicino alla Strada 31) hanno demolito le loro case con le loro mani.

Giovedì 5 novembre 2015, agenti governativi scortati dalla polizia sono arrivati per demolire le case dei Beduini. Ne hanno demolito una a est di Tell Sheva. Poi un negozio ad Al Fur'a, vicino  Arad.  Ad El Dardani, vicino 'Ar'ara, hanno demolito una casa.

Non dite che non lo sapevamo n°474

Sabato 31 ottobre 2015, Ahmed Nassar si è fermato con un'ambulanza vicino ad una manifestazione palestinese, davanti alla base militare di Beit El. Una jeep dell'esercito ha colpito uno dei manifestanti.  Ahmed ed un altro infermiere dell'ambulanza sono andati verso la persona ferita per assisterlo e portarlo in ospedale. I soldati dell'esercito gli hanno impedito di farlo, spruzzandogli dello spray urticante. E' stato ferito anche un giornalista che stava documentando quello che succedeva. Due giorni e mezzo dopo (alle 2.30 del mattino), i soldati si sono presentati in casa di Ahmed per arrestarlo. Nel corso dell'arresto, lo hanno picchiato e gli hanno rotto 5 costole. Durante l'interrogatorio, gli hanno contestato il lancio di pietre contro i soldati a Beitunia (dove egli vive). Quando è emerso che l'accusa era completamente infondata, lo hanno rilasciato.

Non dite che non lo sapevamo n°475

Giovedì 19 novembre 2015, ancora una volta ci sono stati scontri tra i soldati dell'esercito e bambini palestinesi che passavano per il posto di blocco di Qitoun sulla strada per andare a scuola a Hebron. Volontari internazionali, lì per monitorare la situazione, fanno sapere che sono state sparate 18 granate contro i ragazzini. Poco dopo, i soldati dell'esercito hanno sparato candelotti lacrimogeni nelle vicinanze della scuola femminile di Al Zahra. 37 ragazze hanno sofferto per l'inalazione di gas.

Questions and queries: amosg@shefayim.org.il

Non dite che non lo sapevamo n°476
Anche se un'ordinanza di alt ai lavori era stata congelata fino al 31 dicembre 2015, mercoledì 25 novembre, i soldati israeliani sono arrivati ed hanno distrutto circa 200 metri della strada di ingresso al villaggio palestinese di El Hadidiya, vicino all'insediamento di Roee, nella Valle del Giordano. Dopo alcune telefonate, un funzionario dell'amministrazione civile è arrivato sul posto ed ha fermato la distruzione della strada.
Il giorno dopo, i soldati sono ritornati ed hanno demolito le case di tre famiglie e gli ovili. Dopo di che, l'esercito non ha più permesso ai residenti di ereggere tende e ricorre alle minacce di sgombero per favorire l'abbandono del sito.
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Giovedì 26 novembre 2015, rappresentanti del governo sono arrivati accompagnati dalla polizia ed hanno demolito ancora una volta il villaggio di El Araqib.

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*Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org
Blog di Ahdut (Unità - organizzazione comunista anarchica israeliana): http://unityispa.wordpress.com/
Documento politico di Ahdut sulla lotta palestinese: http://www.anarkismo.net/article/27038
Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
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lunedì 30 marzo 2015

Palestina-Israele, la lotta unitaria in tempi turbolenti di frammentazione della classe dirigente sionista *

La saldatura tra le classi dirigenti sioniste e capitaliste che era iniziata nel 1948, è controllata dal 2010 dai magnati dell'economia. Quel neoliberismo "così vincente" è stato sfidato dalla lotta sociale, dai conflitti all'interno della stessa classe dirigente capitalista e minacciato dalla pressione internazionale che mina il potere calante del vecchio ordine da quando la destra ha perso la maggioranza assoluta nel parlamento a causa ora dell'opposizione sionista più moderata (Kachlon). Non è certo quanto velocemente l'arretramento della corrente neoliberista insieme alla sconfitta dei magnati e combinata con la pressione internazionale porteranno ad un arretramento anche del progetto di espansione sionista che espelle i Palestinesi. Nel frattempo la lotta unitaria prosegue a Bil'in, Ni'ilin, Nebi Saleh, Kadum, Ma'asarah, colline sud di Hebron, Sheikh Jarrah, tra i Beduini del sud, Dahamsh... con località che si aggiungono di tanto in tanto. Bil'in Questo venerdì, 7 Israeliani, alcuni internazionali ed "ospiti" della regione si sono uniti agli abitanti di Bil'in per la manifestazione del venerdì n°527. Nonostante la gigantesca quantità di gas lacrimogeni sparati mai vista finora, i terroristi dell'esercito non sono riusciti a disperderci grazie anche ad un vento a noi favorevole. Dopo un lungo scontro, l'esercito si è ritirato dall'area più calda per invadere la parte meridionale del villaggio. Dozzine di feriti e di casi di soffocamento, nel corso della manifestazione. L'esercito israeliano ha fatto piovere candelotti lacrimogeni, proiettili di metallo ricoperti di gomma sui manifestanti che si muovevano dalla periferia del villaggio verso ovest. Il corteo era partito dal centro del villaggio con la partecipazione dei residenti, tra cui ragazzi ed amici internazionali ed israeliani che lottano contro l'occupazione in ogni sua forma. C'erano bandiere palestinesi e fotografie del bambino incarcerato Khalid Hossam El-Sheikh, e di altri 5 bambini detenuti. Oggi ricorre il secondo anniversario del loro arresto. Sono stati scanditi slogan contro l'arresto dei bambini palestinesi ed un appello per il rilascio di tutti i ragazzi arrestati che sono circa 300. Si fa appello alle organizzazioni umanitarie e per i diritti umani affinchè intervengano per il loro rilascio. C'erano anche foto in solidarietà con l'attivista americano Tristan Anderson. Ma anche slogan come "Tristan sempre nei nostri cuori" e "Preghiamo per la tua guarigione". Tristan è un giovane americano che era in Palestina nel 2009 a portare la sua solidarietà. Venne colpito direttamente alla testa da un candelotto sparato da una guardia di confine israeliana. Il colpo gli ha procurato una quadriplegia totale e permanente a tutti gli arti nonchè la perdita della vista all'occhio destro. Il fatto avvenne il 13 marzo 2009 nel villaggio di Nilin, ad ovest di Ramallah, dove oggi ricorre il sesto anniversario del suo ferimento. Il candelotto che ha ferito Anderson è dello stesso tipo che ha causato la morte di Bassem Abu Rahma. Il caso è stato portato davanti al governo israeliano, ma finora non si è venuto a capo di nulla, anzi viene ritenuto inammissibile poichè avvenuto in zona di guerra, tanto che secondo il procuratore pubblico si ritiene possibile che Anderson sia stato colpito da un palestinese e non da una guardia, mentre cercava di fuggire. I manifestanti portavano anche foto dell'attivista americana Rachel Corrie, per commemorare il 12°anniversario del suo martirio, che cade lunedì. "Sono molto felice che i miei nipotini, le nipoti ed altri bambini siano ancora vivi ed in buona salute dopo che le forze di occupazione hanno sparato direttamente contro le nostre case quando sono entrate nel villaggio durante la manifestazione settimanale" https://www.facebook.com/video.php?v=10205281842378562 https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102052...72762 https://www.facebook.com/iyad.burnat/posts/1041735159174180 https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/7308781...78191 Bil'in, manifestazione di venerdì 20-3-15. 15 Israeliani degli Anarchici Contro il Muro si sono uniti agli internazionali ed ai residenti. Le forze di stato israeliane "ci hanno permesso" di attraversare le terre restituite al villaggio. Tuttavia, proprio quando siamo giunti sul posto hanno iniziato a lanciare lacrimogeni. Grazie al vento variabile, non sono riusciti a disperderci così velocemente come speravano. Quindi sono venuti con gli autoblindo per farci arretrare nell'area residenziale del villaggio, ma abbiamo resistito finchè le forze di stato non se ne sono andate. Contenti della nostra persistenza, siamo rimasti un altro po' lì prima di mettere fine alla manifestazione. https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/102063...59404 https://www.facebook.com/anatllanat/posts/690903744352191 Nabi Saleh Venerdì 13/03/2015. L'esercito israeliano ha represso violentemente la manifestazione di questa settimana. Mentre i residenti ed altri attivisti camminavano lungo la strada principale che porta all'ingresso del villaggio, i soldati li hanno presi di mira con candelotti lacrimogeni, proiettili veri ed infine violenza fisica. Un giovane ha subito una ferita da “tutu” (un tipo di proiettile vero) ed è stato ricoverato in ospedale. Parecchi altri, tra cui bambini, sono stati percossi senza pietà. Tre donne sono state arrestate: Boshra Tamimi, Shireen Al Araj e Tali Shapiro. Tali è stata liberata dopo parecchie ore (poichè ella è una cittadina ebrea israeliana). Intanto Boshra rimane in stato di arresto per altri 4 giorni e Shireen per altre 24 ore. Tali ha raccontato che sebbene siano state picchiate nel corso dell'arresto, Boshra e Shireen stavano bene e facevano "scuola" ai soldati ed ai poliziotti occupanti. Le spregevoli forze di occupazione hanno deciso di spezzare lo spirito delle manifestazioni di Nabi Saleh con una violenza tale da usare proiettili veri ed arresti arbitrari di manifestanti. Nei giorni prima c'erano stati degli arresti durante la notte. https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1552971941639844 http://schwarczenberg.com/?p=4406 https://www.facebook.com/munther.amira/posts/1020499653...45580 Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=v-eHISZIoA0 Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=O4yh_p5LF70 David Reeb http://youtu.be/83UmBEPHHOc israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=KmVLoPxlmc4 https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10538633...76089 https://www.facebook.com/video.php?v=1555834488020256 David Reeb https://youtu.be/5Qx3_xLqUC0 Ni'lin Venerdì 20-3-15. Cannonate e lacrimogeni nei cieli durante la preghiera del venerdì. Non c'era stata nessuna provocazione da parte dei ragazzi che stavano davanti alla collina, all'interno dell'area del villaggio e lontano dal Muro dell'Apartheid. C'erano state delle urla e delle maledizioni tra i soldati sulla collina ed i ragazzi in basso. I soldati, che sembravano esaltati dal potere delle loro armi oppure erano solo ubriachi, hanno sparato a volontà proiettili metallici ricoperti di gomma e candelotti tra una bestemmia e l'altra. Allora ho deciso di andare verso i soldati. Loro si sono precipitati verso di me e quando erano a circa 10 metri, uno di loro mi ha sparato un proiettile di gomma sul piede. (La foto mostra che erano in tre, ma io penso che fosse quello al centro). Questo è stato sicuramente il proiettile di gomma che più di tutti mi ha fatto male. Questi eroi che sparano su un fotografo disarmato, se ne sono tornati rapidamente sulla cima della collina ed io sono stato trasportato via con un'ambulanza. Un amico ha fatto delle foto a me ed al resto della manifestazione, che si è fatta lo stesso anche se i soldati avevano provato a disperderla prima che iniziasse. Poco dopo sono uscito dall'ambulanza ed ho cercato di avvicinarmi di nuovo alla collina. I soldati continuavano a sparare a volontà. Ma questa volta i ragazzi gli hanno ripagati con un lancio di sassi. Per un attimo ho pensato che i tre soldati vedendoni avrebbero smesso, ma era solo un pio desiderio. https://antinarrativeblog.wordpress.com/2015/03/22/%D9%...02696 Kafr Qadoom "I fatti più importanti nella manifestazione a Kafr Qaddum del 20-3-2015 2 Palestinesi feriti da proiettili metallici ricoperti di gomma: · Mohammad Jomaa di 17 anni, alla gamba. · Mohammad Baz, di 22 anni alla gamba · Alaa Badarna, fotografo per un'agenzia europea è caduto quando l'esercito ha costretto i giornalisti ad evacuare l'area. 5 soldati hanno arrestato Zahi Ali di 47 anni in un frantoio abbandonato dove si erano nascosti per sorprendere ed arrestare dei giovani L'esercito ha sparato grandi quantità di lacrimogeni provocando molti casi di soffocamento. L'esercito ha anche svuotato tutto il serbatoio di acqua fetida nella casa di Zohdi Shtaiwi. L'esercito ha invaso il villaggio da tre direzioni, ma i giovani li hanno fermati con l'uso di pietre. Centinaia di palestinesi insieme agli amici israeliani hanno manifestato scandendo lo slogan " Pazienza ed Unità" https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10540684...55582 Abu Dis 13.3.2015 Una pacifica manifestazione è diventata violenta in un momento dopo che l'esercito ha arrestato 2 manifestanti che non avevano fatto nulla di sbagliato. 15 soldati si sono schierati di fronte a 30 manifestanti. Nessuna delle due parti si muoveva. Il Tenente colonnello al comando ha dichiarato che non avrebbe permesso nessuna manifestazione del tipo di quelle di Bil'in. Si è fatto da parte e si è messo a cercare qualcosa sul suo Smart-phone quando uno dei suoi subordinati ha dato l'ordine di arrestare due manifestanti che non avevano fatto nulla. I ragazzi allora hanno iniziato a tirare pietre contro i soldati. Questi hanno sparato proiettili metallici ricoperti di gomma e gas lacrimogeni direttamente su di loro. Quando un gruppo di fotografi si è avvicinato, si è udito un soldato dire agli altri "attenti, ci sono i fotografi". Ed il lancio di candelotti si è interrotto. La madre di uno degli arrestati si è seduta per terra rifiutandosi di muoversi. All'inizio ero certo che i soldati non avrebbero esitato a spostarla con la forza, ma lei ha chiesto ai fotografi presenti di documentare il tutto. La presenza delle macchine fotografiche ha probabilmente evitato un intervento di forza dei soldati. Lentamente ma evidentemente lo sguardo di odio dei soldati si è trasformato in occhiate imbarazzate. https://antinarrativeblog.wordpress.com/2015/03/14/%D8%...2015/ 17-3-15 Palestinesi con rinforzi di Anarchici Contro il Muro ed attivisti internazionali, hanno affrontato l'esercito israeliano nella ricostruzione della tenda di protesta "Porta di Gerusalemme" vicino Abu Dis. La tenda di protesta era stata demolita diverse volte in precedenza ed era stata eretta per rivendicare un territorio destinato invece solo ad un nuovo insediamento ebreo. L'esercito ha disperso con violenza i manifestanti usando lacrimogeni, granate assordanti e proiettili d'acciaio ricoperti di gomma, arrestando sette manifestanti (3 palestinesi e 4 israeliani). Attivisti palestinesi, internazionali ed israeliani hanno manifestato contro i piani di appropriazione e di edificazione sull'area E1, che separerebbe la Cisgiordania settentrionale da quella meridionale. Circa 10 attivisti sono riusciti ad entrare nell'area di costruzione ed a salire su 8 ruspe israeliane. I soldati hanno sparato lacrimogeni e bombe assordanti contro i manifestanti. Gli attivisti hanno anche cercato di tirar su due tende di protesta, ma senza riuscirci poichè i soldati hanno chiuso l'area. Sono stati arrestati 7 attivisti e messi in un container da cantiere per 2 ore prima di essere prelevati da una jeep militare. Gli attivisti israeliani arrestati sono stati poi rilasciati su cauzione, mentre i 3 palestinesi sono stati schedati e portati al Tribunale Militare di Ofer. Negli ultimi 2mesi, i palestinesi hanno piazzato una tenda di protesta nell'area e l'hanno chiamata "Jerusalem Gate.” La tenda è stata distrutta dalle forze israeliane e ricostruita dai palestinesi per oltre 7 volte. https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10531013...85623 http://schwarczenberg.com/?p=4452 israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=VpFds6HS6_8 https://antinarrativeblog.wordpress.com/2015/03/19/%D8%...ndard -------------------------------------------------- Non dite che non lo sapevamo n°445 Martedì 3 marzo 2015, dei rappresentanti del governo, scortati dalla polizia, sono giunti nel villaggio beduino di Rakhme nel Negev (vicino Yeruham). Hanno distrutto circa 2000 dune (1 duna = 1000 mq) di coltivazioni di cereali. Mercoledì 4 marzo 2015, sono andati a El-Bagar (vicino Sde Boker) e ad ’Abde (vicino Ovdat) dove hanno distrutto almeno 500 dune di coltivazioni. Nello stesso giorno hanno distrutto 4 case nel villaggio beduino di Sa’wa (est di Hura). ------------------------------------------------------- Non dite che non lo sapevamo n°446 Domenica 1 marzo 2015, nella città di Hebron, la polizia isareliana ha arrestato per 5 ore due volontari di un'organizzazione internazionale di pace, poichè stavano scortando verso casa dei bambini palestinesi usciti dall'asilo. Ancora, giovedì 5 marzo 2015, la polizia di confine ha arrestato altri 4 volontari, perchè stavano davanti al Checkpoint 29 di Hebron per garantire che i bambini palestinesi di scuola elementare passassero il checkpoint di ritorno a casa. Lunedì 9 marzo 2015, ancora una volta, la polizia di confine ha arrestato 3 volontari nello stesso Checkpoint 29 a Hebron, per le medesime ragioni. ------------------------------ ------------------- Questa settimana ancora una volta, agenti del governo scortati dalla polizia hanno distrutto campi di cereali dei Beduini del Negev. Martedì e mercoledì hanno distrutto campi di cereali di Al Sera, a nord della base aerea israeliana di Nevatim ed anche a Tel Al Malah, lì vicino. Giovedì hanno distrutto campi di cereali a Wadi Al Na'am, vicino alla discarica di Ramat Hovav. For further information: amosg@shefayim.org.il ================================= * From my blog at: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com (traduzione a cura di Alternativa LIbertaria/Fdca -Ufficio Relazioni Internazionali) Link esterno: http://awalls.org

lunedì 23 febbraio 2015

Palestina-Israele, 10 anni di lotta unitaria a Bil'in contro i coloni, contro il muro/recinzione della separazione e contro l'occupazione*

La lotta unitaria dei comitati popolari dei villaggi e degli israeliani di "Anarchici contro il muro" è iniziata circa 12 anni fa nel campo di Maskha. Le lotte unitarie si sono sviluppate in vari villaggi con successo alterno, ma solo la lotta del villaggio di Bil'in si è fatta persistente anno dopo anno tenendo alta la bandiera della lotta popolare non-armata e diventando il punto di riferimento per l'attenzione e l'ispirazione dei Palestinesi di tutta di Cisgiordania e di migliaia di attivisti internazionali che si sono uniti a noi per brevi periodi (alcuni anche più a lungo) diffondendo le notizie e la lotta una volta tornati a casa. Anche alcune migliaia di attivisti della variegata sinistra radicale israeliana sono stati a Bil'in almeno una volta aiutandoci ad impedire l'emarginazione della resistenza popolare palestinese. Il 20 febbraio celebreremo i 10 anni di Tsumud (persistenza) palestinese, la sola cosa che ha impedito ai Sionisti di portare a compimento il totale sfollamento dei Palestinesi. Bil'in 6/2/2015. Oggi a Bil'in, Cisgiordania, i ragazzi palestinesi si sono fermamente opposti all'occupazione. Come di consueto, i manifestanti non-violenti sono stati accolti da lacrimogeni e proiettili di gomma. Non c'è nessuna infanzia per i bambini palestinesi. L'occupazione si è presa anche quella. Natalie Wallach https://www.facebook.com/natali.babku/posts/10203749765...85660 Haitham Al Khatib https://www.facebook.com/video.php?v=10205023502320222 Venerdì 13-2-15:8 Israeliani degli Anarchici Contro il Muro (di cui 4 comunisti-anarchici di Ahdut [Unità]) si sono uniti ad una dozzina di internazionali ed ai residenti per la manifestazione dei 10 anni di lotta. Mentre stavamo convergendo verso le ultime case del villaggio, le forze di stato israeliane hanno iniziato a inondare la strada di lacrimogeni. Poco dopo, il vento ha spazzato via i gas e noi abbiamo iniziato il corteo in direzione della strada dell'originario muro poi smantellato dopo anni di lotta per essere sostituito con un muro che passa un chilometro più ad ovest.... L'esercito ha cercato di bloccarci ma molti di noi sono riusciti ad attraversare la piccola valle e ad arrivare prima della reazione dei soldati. Non essendo riusciti a bloccarci con i gas ed i proiettili hanno iniziato a spruzzare pepe irritante sulle facce di alcuni di noi arrestandone due: Mohamed Khatib del comitato di lotta del villaggio ed un attivista del Regno Unito. Un manifestante ha subito una ferita alla gamba provocata da un proiettile d'acciaio coperto di gomma, mentre 10 manifestanti hanno sofferto per irritazioni provocate dallo spray al pepe spruzzato sui loro visi. Esperimenti a Bil'in: strano che in un ventoso venerdì, con un vento da ovest che ostacolava la manifestazione, molte persone siano riuscite ad avvicinarsi ai soldati. Sembra che, come già successo in passato, le forze di stato israeliane abbiano fatto in modo che i manifestanti si avvicinassero per poter sperimentare su di loro nuove armi tattiche. Oggi, hanno testato l'uso di massa di uno spray al pepe su 10 manifestanti (tra cui 2 donne israeliane ed altri due che hanno arrestato dopo averli spruzzati per osservarne gli effetti). https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102050...21248 https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/102060...44955 Ni'lin 6.2.2015 https://antinarrativeblog.wordpress.com/2015/02/09/%D9%...2015/ Nabi Saleh Alcune decine vittime di sintomi di soffocamento nel corso della manifestazione settimanale di Nabi Saleh. Il corteo era partito da Piazza dei Martiri in direzione dell'ingresso principale del villaggio, chiuso da cancelli di ferro. I manifestanti palestinesi e stranieri erano preceduti da bambini che portavano cartelli con slogan contro l'occupazione e per i diritti nazionali. Quando i manifestanti sono giunti a 100 metri dal cancello, sono iniziati gli scontri ed i soldati israeliani hanno sparato candelotti di lacrimogeni e proiettili di gomma sui manifestanti. I quali si sono poi diretti verso una fonte d'acqua su terre espropriate, dove gli uomini e le donne hanno preso la testa del corteo per fare da scudo ai giovani e per proteggerli dai cecchini. IL movimento di resistenza popolare ha lanciato un appello per formare una dirigenza unitaria e proporre un programma di lotta sulla base della resistenza popolare allo scopo di resistere alle politiche di sradicamento, di sfollamento e di insediamenti coloniali, affinchè la comunità internazionale possa far passare risoluzioni contro l'occupazione. Le donne, i bambini e gli uomini palestinesi hanno manifestato contro l'occupazione ed il furto illegale della terra. La manifestazione è stata accolta da un centinaio di candelotti lacrimogeni sparati da soldati israeliani. Le donne ed i bambini del villaggio hanno dovuto affrontare i cecchini israeliani che stavano cercando di occupare tumuli di terra tra i manifestanti. Oggi a Nabi Saleh: i cecchini delle forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco sugli abitanti con proiettili veri. https://www.facebook.com/bassem.tamimi/posts/1020517362...12619 https://www.facebook.com/ismpalestine/posts/10152831779...94145 https://www.facebook.com/SHEHABNEWS/posts/987492787959808 http://schwarczenberg.com/?attachment_id=4031 David Reeb https://www.youtube.com/watch?v=87hcrwWG7NE israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=1CLTNv1ucy4 Venerdì 13-2-15: abitanti di Nabi Saleh hanno manifestato sotto una pioggia battente contro l'occupazione in corso e contro l'annessione delle terre. Agli inizi della settimana, Israele ha rivelato i suoi piani espansionistici delll'insediamento di Halamish, costruito su terreni confiscati ai residenti. I manifestanti si sono diretti verso l'ingresso priincipale del villaggio dove sono stati accolti da raffiche da candelotti lacrimogeni e proiettili d'aacciaio ricoperti di gomma sparati dai soldati israeliani nel tentativo di disperdere la manifestazione. Nessun ferito. https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10320123...94526 http://schwarczenberg.com/?p=4340 Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=U7DCO0gvNfc David Reeb https://www.youtube.com/watch?v=EymJwpJQV6I Qaddum Gli abitanti di Kufr Qaddum (Cisgiordania, vicino Nablus) manifestano e resistono contro il furto delle loro terre, contro l'occupazione militare, contro gli insediamenti coloniali e contro il muro della separazione. Abdallah Qaddomi https://www.youtube.com/watch?v=UGrUSUJO168 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.8820452884841...14816 Venerdì 13-2-15: manifestazione settimanale di protesta a Kafr Qaddum. Murad Shtewi, il coordinatore del comitato di resistenza, ha dichiarato che il 17enne Jamil Shtewi è stato colpito alla gamba quando le forze israeliane hanno sparato lacrimogeni, proiettili ricoperti di gomma e proiettili veri contro i manifestanti. Il ragazzo è stato portato all'ospedale di Rafidia a Nablus. Dozzine di manifestanti hanno sofferto per le inalazioni di gas e sono stati soccorsi sul campo. Le ruspe israeliane hanno scaricato i resti di pneumatici bruciati nel cortile di casa di Adnan Ali. https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10320075...28342 https://www.youtube.com/watch?v=XP6EpuWBTiI https://www.facebook.com/media/set/?set=a.8857099247843...14816 Sheikh Jarrah Manifestazione di venerdì 6 febbraio 2015 https://www.facebook.com/amir.bitan/media_set?set=a.101...37581 13-2-15 https://www.facebook.com/amir.bitan/media_set?set=a.102...37581 #‎Jerusalem_Gate 6 febbraio 2015 - nota del Comitato di Coordinamento della Lotta Popolare: attivisti di Resistenza Popolare stanno ricostruendo il ‪#‎Jerusalem_Gate‬ sulle terre di Abu Dies e di Al Eizarieh per la sesta volta dopo essere stato demolito dall'occupazione. Questa è la sesta volta che il loro campo viene demolito questa settimana. Ogni volta viene ricostruito un piccolo ricovero, con tre muri ed un tetto di fortuna. Molto probabilmente anche oggi verrà distrutto ancora una volta dal governo israeliano e poi ricostruito dai palestinesi. ------------------------------------------------ Non dite che non lo sapevamo n°440 Martedì 27 gennaio, l'esercito israeliano ha svolto delle manovre nella parte nord-occidentale del villaggio palestinese di Bardalah, nel nord della Valle del Giordano occupata. Centinaia di soldati sono entrati nel villaggio con armi da fuoco e sparando granate assordanti. Hanno fatto anche delle perquisizioni nelle case del villaggio. Le manovre continueranno nei prossimi venerdì. ------------------------------------ Rettifica: Al contrario di quanto precedentemente comunicato, i terreni su cui è avvenuta la distruzione di raccolti sulle Colline sud di Hebron si trovano su suolo di proprietà israeliana. Tali terreni erano di proprietà dei residenti prima della guerra del 1948. Dopo la guerra, dal momento che si trovavano sul versante israeliano del confine, Israele ne ha preso la proprietà. I proprietari originari ne reclamano la restituzione. Non dite che non lo sapevamo n°441 Mercoledì 4 febbraio 2015, i trattori dell'Autorità per i Parchi e le Riserve Naturali hanno distrutto quasi 800 dune (1 duna=1000 mq) di raccolti di proprietà palestinese sulla Colline sud di Hebron, su terreni appartenenti a residenti dei villaggi di Jinba, Halawa e Markaz. ------------------------- ------------------------------ Martedì 3 febbraio 2015, rappresentati del governo scortati dall'unità Yoav della polizia sono giunti nelle località beduine nel Negev a sradicare e distruggere i raccolti. Prima hanno colpito Abu Grinat, vicino Aroer junction, e poi Hura. Di ritorno da Hura sono stati coinvolti in un incidente in cui sono rimaste uccise 8 donne beduine e 30 sono i feriti. per altre informazioni: amosg@shefayim.,org.il ================================= * dal mio blog: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com (traduzione a cura di Alternativa Libertaria/Fdca - Ufficio Relazioni Internazionali) See at the blog previous reports about the joint struggles the Anarchists Against the Wall take part in. See also: Stories from the year 2100 - 50 years after the revolution http://awalls.org http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses.html http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses-it.html http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses-heb.html Ahdut (Unity) blog: http://unityispa.wordpress.com/ Ahdut (Unity) Position paper about the Palestinian struggle English - http://www.anarkismo.net/article/27019 Arabic - http://www.ahewar.org/debat/show.art.asp?aid=430180

martedì 18 novembre 2014

Palestina-Israele - la lotta unitaria in tempi turbolenti*

La lotta popolare non-armata delle comunità palestinesi, a cui aderiscono gli Anarchici Contro il Muro ed altri, non è una lotta di "liberazione nazionale" o di "autodeterminazione" della nazione palestinese. E' invece la lotta del popolo palestinese, la cui stragrande maggioranza è composta di lavoratori, contro la minaccia di sgomberi e contro lo sfruttamento imposto dal progetto coloniale sionista di Israele. Nessuno di coloro i quali partecipano alle lotte e che non stanno dentro l'elite palestinese nutre illusioni sull'elite palestinese e sullo Stato che governeranno e gestiranno dopo la fine dell'occupazione. Nessuno di coloro i quali partecipano alla lotta credono che la fine dell'occupazione militare potrà risolvere la tragedia della Nakba del 1948 ed il problema dei rifugiati. Tuttavia, essi ritengono preferibile la fine dell'occupazione e l'indipendenza da Israele, su dominio diretto di Israele, in quanto non sarà un agente di trasferimenti o di tale brutale repressione e sfruttamento. Bil'in 17 Israeliani ed un po' di amici internazionali provenienti da vari paesi si sono uniti ai residenti, in numero superiore al solito, per la manifestazione del venerdì. Le forze armate israeliane hanno preso posizione con i loro autoblindo lungo la vecchia strada della recinzione della separazione per impedire ai manifestanti di avvicinarsi alle aree liberate che prima erano al di là del muro. (Neanche pensare di avvicinarsi al muro costruito sul confine delle terre liberate). Quando abbiamo iniziato a scendere dall'area residenziale verso la vecchia strada, i soldati hanno iniziato ad inondarci di gas. A causa del vento di sud-est siamo riusciti a stare nei campi fuori dalla gittata dei lacrimogeni israeliani. Di tanto in tanto i soldati hanno cercato di avvicinarci per allontanarci ma sono stati costretti a retrocedere a causa del vento e dei candelotti "restituiti al mittente" dai giovani. Dopo più di un'ora di totali fallimenti -tra incursioni e ritirate delle forze armate- hanno iniziato a sparare proiettili di gomma senza però riuscire a ferire gravemente nessuno dei manifestanti. 31/10/14https://www.facebook.com/PopularStruggle/photos/pcb.955...93327 anche noiWe too https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/95502475...26619 https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/102052...48905 7-11-14 https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/posts/1495884550...81917 Mohammed Basman Yasin https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/6679285...73149 Haitham Al Khatib https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102043...82740 31/10/2014 , Al Ma'sara Palestina occupata Le forzedi occupazione hanno represso una manifestazione ad Al Ma'sara ed i manifestanti hanno bloccato la Strada 3157 in solidarietà con Al Aqsa. Le forze di occupazione hanno represso la manifestazione settimanale ad Al Ma'asarah ed impedito l'accesso alle terre confiscate. I manifestanti hanno chiuso la Strada 60 impedendo così ai coloni di poter usare la via di comunicazione che collega gli insediamenti alle terre del villaggio. La manifestazione era in solidarietà con Al Aqsa, che è esposta ai crimini più truci commessi dall'occupazione a dai coloni. La manifestazione era indetta dai Comitati Popolari contro il Muro e contro gli insediamenti nel villaggio con la partecipazione di dozzine di attivisti internazionali e del villaggio stesso. I Comitati Popolari del villaggio hanno confermato che la resistenza popolare continuerà fino alla sconfitta dell'occupazione dei territori palestinesi, denunciando la crudele campagna di occupazione verso la moschea di Al-Aqsa Mosque con un appello alla comunità internazionale affinchè intervenga per mettere fine all'occupazione. 7/11/14 "17 Israeliani ed un po' di amici internazionali provenienti da vari paesi si sono uniti ai residenti, in numero superiore al solito, per la manifestazione del venerdì. Le forze armate israeliane hanno preso posizione con i loro autoblindo lungo la vecchia strada della recinzione della separazione per impedire ai manifestanti di avvicinarsi alle aree liberate che prima erano al di là del muro. (Neanche pensare di avvicinarsi al muro costruito sul confine delle terre liberate). Quando abbiamo iniziato a scendere dall'area residenziale verso la vecchia strada, i soldati hanno iniziato ad inondarci di gas. A causa del vento di sud-est siamo riusciti a stare nei campi fuori dalla gittata dei lacrimogeni israeliani. Di tanto in tanto i soldati hanno cercato di avvicinarci per allontanarci ma sono stati costretti a retrocedere a causa del vento e dei candelotti "restituiti al mittente" dai giovani. Dopo più di un'ora di totali fallimenti -tra incursioni e ritirate delle forze armate- hanno iniziato a sparare proiettili di gomma senza però riuscire a ferire gravemente nessuno dei manifestanti". "All'arrivo del corteo all'ingresso del villaggio, c'erano dozzine di soldati israeliani che formavano una barriera umana per impedire ai manifestanti di arrivare alle terre confiscate. Quando i manifestanti hanno cercato di raggiungere le terre, le forze di occupazione hanno caricato e minacciato di fare arresti se la manifestazione non si fosse sciolta. I manifestanti hanno continuato a scandire slogan contro l'occupazione di fronte ai soldati." http://schwarczenberg.com/?p=903 David Reeb https://www.youtube.com/watch?v=okknB6Uu0Jk israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=F4DnGaG_nbM NABI SALEH manifestazione settimanale 31-10-2014 Bilal Tamimi https://www.facebook.com/belal.tamimi/posts/10152307789...91371 Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=MRrxluM7Khk Ni'ilin 31.10.2014 https://www.youtube.com/watch?v=LnJO8H3sf6Q 31/10/2014 , Kufur kadom, Palestina occupata Repressione di decine di manifestanti a Kufur kadom a causa della repressione contro la manifestazione settimanale anti-insediamenti. I partecipanti ed i residenti scandivano slogan di condanna verso gli insediamenti in solidarietà con Al Aqasa. L'esercito israeliano ha attaccato la manifestazione con candelotti lacrimogeni e proiettili di gomma che hanno creato problemi di soffocamento a dozzine di manifestanti, tutti trattati sul campo. Il coordinatore della manifestazione ha dichiarato che il corteo di oggi era di supporto ad Al Aqsa, che è sotto un crudele attacco sionista. Ha anche sottolineato che l'esercito ha deliberatamente mirato sulle case con candelotti ed acqua fetida come forma di punizione collettiva per le continue manifestazioni. 7-11-14 giornata straordinaria a kufr Qaddum. Durante i recenti colloqui tra l'esercito e i DCO (District Coordination Offices, ndt) Palestinesi, l'esercito ha proposto di riaprire parzialmente e gradualmente la strada del villaggio in cambio della fine delle manifestazioni. In particolare l'esercito ha detto che potrebbe riaprire la strada parzialmente la prossima settimana, se il villaggio interrompe il lancio di pietre e l'incendio dei copertoni. Così oggi un centinaio di residenti, un esponente dei dco, più stampa, 4 ebrei e 4 coreani hanno preso parte ad una breve manifestazione del tutto pacifica verso il blocco stradale, presidiato dall'esercito con uno schieramento simbolico ma minaccioso. Il morale era alto e tutti si aspettano di vedere se l'esercito manterrà la promessa. Amnon Lotan https://www.facebook.com/amnonlotan/posts/10152829769047037 Matan S. Cohen https://www.facebook.com/photo.php?fbid=101528295116725...ype=1 Sheikh Jarakh Isawia Guy Butavia https://www.facebook.com/guy.butavia/posts/101528436094...62138 Colline Sud di Hebron Sabato 8.11.14: oggi sulle colline sud di Hebron - palestinesi di A-Twani hanno costruito una strada sterrata dal capoluogo Yatta alla strada che porta al loro villaggio. Abbiamo fatto il lavoro tutto a mano, sempre sotto gli occhi di soldati e poliziotti e di un funzionario dell'amministrazione civile. Quando un trattore è venuto a fare un po del lavoro più agevolmente, hanno minacciato l'autista e citato qualche stupida accusa per dire che l'opera non era consentita. Tel Aviv Venerdì 7-11-14 manifestazione in solidarietà con i disertori in prigione, Udi Degal e Uriel Shmuel Ferera https://www.facebook.com/israelsocialtv/photos/a.101520...ype=1 -------------------- ----------------------- Non dite che non lo sapevamo n° 426 L'esercito continua a far danni contro i residenti palestinesi nella Valle del Giordano. Lunedì, 20 ottobre 2014, hanno demolito la casa di una famiglia e 4 ovili a Jiftlik. Mercoledì 22 ottobre, l'esercito ha evacuato i residenti di Ras El Ahmar, vicino 'Atuf, alle 6.00, a causa delle esercitazioni militari nell'area. Verso le 18.00 i residenti sono tornati nelle loro case. Nello stesso giorno, l'esercito ha evacuato i residenti vicino Hammam El Malih, sotto il Monastero dei Crociati. Sono tornati a casa alle 14.00. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Mercoledì 22 ottobre 2014, rappresentanti del governo scortati dalla polizia sono venuti nelle aree dei Beduini e gli hanno demolito le case. Ad A-Zarnug, a nord della Strada 25, hanno demolito una casa. A norddel municipio di 'Ar'ara hanno demolito un'altra casa. A Bir Hadaj, vicino al Kibbutz Revivim, hanno demolito tre case. Non dite che non lo sapevamo n°427 Il villaggio beduino di Umm El-Kheir, situato sulle colline sud di Hebron, ha subito per anni le politiche di demolizione ed i maltrattamenti inflitti loro dai coloni dell'insediamento di Carmel. Lunedì 27 ottobre 2014, l'esercito e le forze di polizia sono arrivate nella parte occidentale del villaggio dove hanno demolito 4 case e due rimesse. Venti persone soni rimaste senza casa. Hanno demolito un tabun (un forno tradizionale usato per la cottura del pane) - senza nessun mandato - su richiesta dei coloni portata in tribunale. Due giorni dopo, i soldati sono venuti ed hanno demolito di nuovo il forno che intanto era stato riparato. ~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~ Da tempo siamo testimoni del fenomeno di arresti usati come punizione - sia di Beduini che di palestinesi cittadini israeliani. Non si tratta nè di interrogatori nè di detenzione che precede una incarcerazione. Questa continua ben oltre l'interrogatorio. Purtroppo i tribunali autorizzano queste procedure. Durante la demolizione di una casa a Wadi El Na'am, il 14 ottobre 2014, la polizia ha arrestato 5 residenti del villaggio (vedi n°425). Sono ancora in prigione. Incidentalmente, quelli arrestati una manifestazione vicino Hura, alla fine del novembre 2013, sono ancora agli arresti domiciliari. Questions & queries: amosg@shefayim.org.il ================================= Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/ Anarchici Contro Il Muro http://www.awalls.org Blog di Ahdut (Unità - organizzazione comunista anarchica israeliana): http://unityispa.wordpress.com/ Documento politico di Ahdut sulla lotta palestinese: http://www.anarkismo.net/article/27038 Traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

martedì 14 ottobre 2014

Palestina Israele, la lotta unitaria compie 11 anni e non si ferma

Gli scontri tra le forze armate israeliane (insieme ai coloni) ed una folla unita composta da attivisti ebrei israeliani e palestinesi all'interno dei territori occupati nel 1967 è una cosa talmente frequente che la gente non riesce a coglierne l'unicità. Il disastro mediatico del progetto sionista di sgomberi ha costretto Israele a dover escludere che si potessero usare munizioni vere per uccidere manifestanti palestinesi disarmati soprattutto in caso di presenza di cittadini israeliani. Oltre alle consuete località di lotta unitaria, si apprende dai media che nuove località palestinesi hanno dato inizio alle proteste. I media israeliani, a cui non sono stati rivelati i dettagli dell'accordo con Hamas sulla fine del lancio di razzi, presentano senza sosta fatti ed opinioni generiche che possono essere spiegate solo come una razionalizzazione dei cambiamenti subiti nell'accordo con Hamas. Bil'in Venerdì 3.10.14 Bil'in era alla vigilia dell'inizio della raccolta delle olive. Oltre a sette israeliani ed una dozzina di internazionali c'erano solo una dozzina e mezza di palestinesi in manifestazione. A causa della stagione della raccolta delle olive mancavano gli attivisti più assidui ed i giovani lanciatori di pietre. Per ragioni note soltanto a loro, le forze armate israeliane hanno compiuto un'insolita manovra. Si sono disposte in una fila composta da soldati e guardie di confine in una piazza appena al di là del percorso del vecchio (e smantellato) muro della separazione, impedendoci di muovere verso la riserva di Abu Lemon ed il nuovo muro della separazione. Dopo una lunga fase fatta di scontri solo verbali, alcuni dei nostri si sono avviati lungo la vecchia strada della recinzione ormai smantellata. Per tutta risposta, le forze armate hanno chiamato come rinforzo una jeep armata che ha cercato invano di localizzarci sulle strade bianche che attraversano la zona liberata pur sparando a casaccio sporadiche raffiche di gas lacrimogeni. Quando la mancanza di scontri ha iniziato ad annoiarci, i manifestanti sono ritornati al villaggio. venerdì 10 ottobre 2014 è successa una cosa rara. Per la prima volta in tantissimi mesi non ho sentito nè l'odore nè una goccia di gas lacrimogeni. https://www.facebook.com/natali.babku/posts/10202878847...93267 venerdì 10.10.14 Prima della manifestazione, i soldati sono entrati nell'area tra il vecchio ed il nuovo muro per dare fuoco ad un piccolo edificio. Poi si sono messi ad attendere i manifestanti dalla parte del villaggio che dà sul nuovo muro e, mentre gli attivisti si stavano radunando nella riserva di Abu Lamun, i soldati procedevano all'arresto di un manifestante palestinese mentre allontanavano gli altri a colpi di gas. I manifestanti si sono radunati di nuovo sulla strada del vecchio muro. I soldati sono giunti anche lì ed hanno iniziato a tenere lontani i manifestanti a colpi di gas, avanzando fino alla periferia del villaggio. Nonostante la ridotta presenza dei giovani, i soldati non solo hanno sparato gas, ma anche proiettili veri per spaventare i manifestanti non violenti. Hanno anche messo una bomba assordante sotto l'auto di una persona disabile, rendendo l'auto inutilizzabile a causa dell'esplosione. Il manifestante arrestato all'inizio del corteo è stato poi rilasciato, dopo essere stato picchiato a sangue sul viso. Bil'in 10:10:14, Attacco delle forze armate israeliane alla manifestazione del venerdì come non si vedeva da diversi anni. Dieci israeliani e circa 2 dozzine di internazionali si sono uniti agli attivisti del villaggio nella querceta di Abu Lemon vicino al muro della separazione. Prima che il corteo si muovesse, i soldati che stazionavano nei pressi della querceta hanno arrestato Mohammed Khatib, esponente del Comitato Popolare e lo hanno picchiato a sangue. Hanno inondato di gas gli altri manifestanti. Hanno anche fatto esplodere una granata assordante sotto l'auto di Rani Burnat, prima che egli potesse tirar fuori la sua carrozzella. L'auto in panne è stata poi rimorchiata nel villaggio. Gradualmente, ci hanno spinto verso il villaggio usando jeep armate. Siamo ancora riusciti a ricomporre il corteo, ma ci hanno fatto arretrare fino al villaggio. Un attacco così non si vedeva da più di 2 anni. Dopo un'ora e mezza di pressioni, le forze armate hanno rilasciato Mohammed e se ne sono andati dalla terre del villaggio non senza prima sparare altre munizioni vere ed arrestando un ragazzo che collezionava candelotti di alluminio usati. https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/6544494...21060 Nabi Saleh 3-10-2014 Nel villaggio di Nabi Saleh la manifestazione settimanale si è scontrata con le forze di occupazione all'ingresso del villaggio che hanno usato proiettili di gomma e lacrimogeni. Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=iTeoIkcC448 10.10.2014 Il piccolo Karim al-Tamimi, il fotogiornalista Bilal Tamimi, un internazionale e molti altri hanno sofferto di sintomi da soffocamento durante la dura repressione delle violente forze di occupazione ai danni del corteo settimanale di Nabi Saleh. Il corteo era in solidarietà con Al-Aqsa e Gerusalemme, che sono state sotto attacco sionista nelle ultime settimane. L'ufficio stampa della resistenza popolare di Nabi Saleh ha fatto sapere che il bambino è stato colpito alla testa con conseguente emorragia. E' stato ricoverato nel centro medico palestinese a Ramallah. https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/94164224...98203 https://www.facebook.com/Tamimipresspage/posts/82574292...70189 Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=fzBz-BwPfSw Nabi Saleh 10.10.2014 yisraelpnm https://www.youtube.com/watch?v=jd4cHEyJV7U David Reeb http://youtu.be/KpZYTiaagVg Al- Ma’sara Venerdì 10-10-2014 le forze di occupazione reprimono la manifestazione settimanale di Al- Ma’sara Le forze di occupazione hanno represso la manifestazione settimanale indetta per condannare l'espansione coloniale finalizzata a confiscare le terre per toglierle ai palestinesi. La manifestazione è partita dal centro del villaggio con la partecipazione di dozzine di residenti, di attivisti internazionali e di attivisti della Resistenza Popolare giunti da varie località per prendere parte alla manifestazione. Sono state dispiegate le bandiere palestinesi e si sono sentiti canti si solidarietà e slogan popolari. I soldati israeliani hanno attaccato il corteo impedendogli di procedere. Gli attivisti hanno chiuso la strada per impedire agli occupanti di potersi muovere liberamente. Il Comitato Popolare contro il Muro ha confermato che la resistenza popolare nel villaggio continuerà fino alla fine dell'occupazione. Hanno anche denunciato il processo di espansione coloniale nella città di Betlemme https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/94162254...33507 con la presenza dei residenti di Betlemme sud, degli attivisti della resistenza popolare, dei dirigenti del movimenti politici, dei rappresentanti dei sindacati, della società civile, del movimento giovanile e della solidarietà internazionale. Siete tutti invitati a partecipare alla manifestazione ad Al-Ma'sara per l'8° anniversario della resistenza popolare nel villaggio quando: venerdì 17-10-2014 alle 12.00 presso il Centro Culturale Alshmoh Qaddum 3-10-2014 Kufur Qaddum nella Palestina occupata - Un giovane ferito da un cecchino durante il corteo a Kufur Qaddum. Un giovane è stato ferito da un cecchino a Kufur Qaddum durante gli scontri scoppiati dopo la preghiera del venerdì, ci sono anche 4 civili feriti da proiettili di gomma e dozzine di casi di soffocamento per inalazione di gas lacrimogeni. Il corteo è partito dalla moschea di Omar Iben al-Khattab in direzione della strada chiusa. I manifestanti scandivano con ampia partecipazione popolare slogan di condanna per gli insediamenti coloniali. Il coordinatore del corteo ha affermato che si andrà avanti fino all'ottenimento dei diritti. Ha aggiunto che l'occupazione israeliana ha deliberatemente inondato le case e gli alberi con acqua putrida come punizione collettiva per il popolo della città. https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/93631328...97766 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.8126041854283...14816 Dopo quasi 4 anni di manifestazioni della resistenza popolare, il villaggio di Kuffor Qaddom riesce ad aprire la strada principale che porta alla città di Nablus . Questa strada passa vicino all'insediamento illegale di Kadumim ed era stata chiusa ai palestinesi mentre era rimasta aperta agli illegali coloni israeliani per 13 annis !! Congratulazioni ... LUNGA VITA ALLA RESISTENZA Kufr Qaddoum ha anche perso 4000 durums di terra a vantaggio dei 5 insediamenti illegali israeliani che circondano il villaggio. I contadini che cercano di raggiungere le loro terre devono affrontare minacce, aggressioni ed arresti. Alcune delle terre agricole di proprietà palestinese sono state dichiarate "zone militari chiuse" ed i coloni israeliani vi appiccano il fuoco regolarmente. 10-10-2014 Palestina , kufur Qaddom Kufur Qaddum:Irruzione in una casa e decine di casi di soffocamento negli scontri a Kufur Qadoom. Decine di casi di soffocamento dovuti agli attacchi dell'esercito alla manifestazione settimanale contro gli insediamenti a Kufur Qadoom. I soldati israeliani hanno attaccato il corteo con gas provocando casi di soffocamento tra i manifestanti, tutti poi soccorsi sul campo. I soldati hanno fatto irruzione nella casa di Abu Ihab e da lì hanno sparato proiettili veri e di gomma contro i giovani ma senza feriti. Hanno anche lanciato getti di acqua putrida sulle case, sugli alberi e sui manifestanti per farli desistere. Il corteo era partito dalla moschea di Omar ibn al-Khattab con la partecipazione di decine di residenti in direzione della strada chiusa, scandendo slogan per la fine degli insediamenti e per l'apertura della strada. Il coordinatore ha sottolineato che, nonostante la stagione delle olive, la manifestazione è stata lanciata con forza per dare un segnale di unità; nessuna opzione e nessuna soluzione senza l'apertura della strada chiusa e senza la fine delle attività dei coloni sulle terre palestinesi. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.8167252716828...14816 https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/94162000...67094 ---------------------------------------------------- Non dite che non lo sapevamo n°423 L'esercito israeliano ha demolito più volte il villaggio palestinese di Tall al Hashaba (Tawa'il), a nord est di Akraba (nella regione di Nablus). Guardate il n°410. Lunedì 29 settembre 2014, l'esercito ha distrutto quasi 70 pali elettrici sulla strada per il villaggio e dentro il villaggio. Anche in precedenza, il 20 agosto 2014, era stata demolita la casa di due famiglie ed un ovile. 17 persone sono rimaste senza un tetto. Colline sud di Hebron Un altro attacco brutale agli attivisti di Ta'ayush da parte di coloni di Mitspe Yaia Sabato, 11.10.2014, colline sud di Hebron, mentre attivisti di Ta'ayush accompagnavano le famiglie Awad e Jabareen sulle loro terre vicino l'avanposto di Mitspe Yair. ... https://www.youtube.com/watch?v=EH2-Sm3RpNc ================================= (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali) * From my blog at: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com See at the blog previous reports about the joint struggles the Anarchists Against the Wall take part in. See also: Stories from the year 2100 - 50 years after the revolution http://awalls.org http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses.html http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses-it.html http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses-heb.html Link esterno: http://awalls.org

martedì 26 agosto 2014

Dietro il conflitto in corso

L'Egitto insiste nel voler annientare il governo di Hamas, propaggine dei Fratelli Musulmani, sulla Striscia di Gaza. Israele vuole "solo" sabotare il cedimento/compromesso di Hamas verso l'Autorità Palestinese sulla Cisgiordania. Per capire l'importanza del contesto politico degli eventi in corso bisogna rifarsi al novembre 2012, con l'accordo tra Israele ed Hamas sponsorizzato dall'Egitto. (Hillary Clinton era presente quale "chaperone"). La transazione del novembre 2012 si occupò di due cose: 1. un cessate-il-fuoco reciproco e 2. l'apertura di accessi per il passaggio di beni e persone (essendo stati i punti di accessi ufficiali di accesso "sostituiti" nel corso degli anni con oltre 1500 tunnel scavati sotto il confine, grazie ai quali è passato tutto quello che non poteva passare attraverso gli accessi ufficiali, compresa la maggior parte dei fondi destinati ad Hamas). Soprattutto - secondo fonti ufficiali della sicurezza israeliana - Hamas avrebbe rispettato la sua parte "correttamente": nessuna azione bellica e molto spesso si sarebbe impegnata per impedire che altre organizzazioni aprissero il fuoco. Hamas è intervenuta contro organizzazioni palestinesi intenzionate ad attaccare Israele, cosa che molti ingnorano. In cambio, Hamas si aspettava un significativo allentamento dell'assedio. Cosa che nei fatti è accaduta (anche se meno di quanto promesso ed atteso, ma almeno tollerabile) finchè i Fratelli Musulmani erano al potere in Egitto. Ma dopo l'ascesa al potere in Egitto di Sisi (estate 2013) e la caduta del governo dei Fratelli Musulmani, i valichi sono stati di nuovo chiusi e soprattutto i tunnell dall'Egitto - cioè la maggiore fonte di rifornimenti e di fondi per Hamas. Con la graduale chiusura dei tunnell sotto il confine non più aperto , Sisi ha strangolato il popolo di Gaza ed il sistema di potere di Hamas. Hamas si è ritrovata progressivamente in una situazione insostenibile: da un lato garantiva un tipo di sicurezza per Israele (cosa di cui il primo ministro israeliano Bibi Netanyahu era orgoglioso), e dall'altro la chiusura dei tunnell e dei valichi portava Hamas a non poter più pagare i 43.000 dirigenti e militari reclutati nella Striscia di Gza). Il governo di Hamas si è ritrovato sull'orlo di un collasso. Di conseguenza, Hamas ha gradualmente allentato i controlli su altre organizzazioni e così sono ripresi i lanci di mortaio, missili, ecc. Il che spiega anche la sua reazione alle provocazioni di Israele con tutta la sua forza. Questo è il contesto che aveva portato Hamas a fare un accordo in aprile con L'OLP/AL Fatah. In cui Hamas si dichiarava favorevole a dare parte del suo potere ad Abu-Mazen (presidente della Autorità Palestinese della Cisgiordania), soprattutto la responsabilità per gli stipendi governativi a Gaza. C'era stato un dibattito su quanti dei 43000 dipendenti di Hamas sarebbero rimasti in carica e su quale ruolo avrebbero avuto i 70.000 dipendenti della Autorità Palestinese cacciati dalla Strisia di Gaza quando Hamas ne prese il controllo nel 2007. In questi 7 anni, erano stati pagati da Ramallah per restarsene a casa ed ora avrebbero dovuto riprendere servizio. Ma la più incandescente ed irrisolta questione tra Hamas e l'Autorità Palestinese è il debito dei salari che non sono stati pagati per mesi e mesi. Nè è stato definito lo status dei 20.000 uomini armati di Hamas. Abu-Mazen dice di non avere responsabilità e che spetta ad Hanas trovare una soluzione. Ci sono tutta una serie di problemi e di questioni infinite in questo accordo, ma la quella più urgente riguarda gli arretrati degli stipendi. E la codizione minima per Hamas per fermare i combattimenti è fare ritorno all'accordo precedente con la riapertura degli oltre 1500 tunnell. Hamas ha detto di aver trovato chi paga: il Qatar. Ma Israele e le potenze occidentali con le loro varie banche -per una ragione o per un'altra, giustificata o meno- si sono rifiutate di far passare i soldi. L'ONU si è offerta di risolvere il problema, ma Israele ha deciso di bloccare questo canale diplomatico ponendo il veto. Risultato: decine di migliaia di palestinesi a Gaza, comprese le forze militari e di sicurezza di Hamas, non prendono lo stipendio da mesi. Visto che Hamas non impediva più i lanci delle organizzazioni dissidenti, Israele ha iniziato l'intensificazione del conflitto con Hamas sfruttando il rapimento dei 3 giovani coloni quale scusa (sebbene sia stato recentemente appurato che Hamas non c'entrasse nulla). Al presente, gli Egiziani -che cercano di distruggere Hamas - si rifiutano di ritornare agli accordi precedenti al generale Sisi, il quale ha invece deciso di strangolare la Striscia di Gaza per indurre Hamas ad arrendersi alla Autorità Palestinese (accordi che Israele, d'altra parte. probabilmente appoggerebbe). Impaurita da questo "accordo unitario" che metteva fine alle divisioni tra i Palestinesi, Israele ha iniziato la guerra nella speranza di costringere Hamas a cercare un'opzione differente. Israele favorirebbe una maggiore "apertura" con una continuazione di un governo indipendente di Hamas di Gaza, in considerazione che l'alternativa sarebbe il caos o un governo jihadista. Sia Israele che l'Egitto non vogliono che l'accordo tra Hamas e l'Autorità Palestinese sia risolto: l'Egitto perchè teme che Hamas possa salvarsi dal collasso totale ed Israele perchè dimnuirebbe la capacità di Hamas di dividere i Palestinesi. Da un'angolazione surrealistica potremmo vedere questa guerra non come un conflitto tra Israele ed Hamas ma tra Israele ed Egitto. L'Egitto vuole distruggere Hamas ed Israele vuole restaurare Hamas al potere. Anarchists Against the Walls: http://awalls.org Ahdut (Unity): http://unityispa.wordpress.com Related Link: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali) Scopri istella, il nuovo Impaurita da questo "accordo unitario" che metteva fine alle divisioni tra i Palestinesi, Israele ha iniziato la guerra nella speranza di costringere Hamas a cercare un'opzione differente. Israele favorirebbe una maggiore "apertura" con una continuazione di un governo indipendente di Hamas di Gaza, in considerazione che l'alternativa sarebbe il caos o un governo jihadista. Sia Israele che l'Egitto non vogliono che l'accordo tra Hamas e l'Autorità Palestinese sia risolto: l'Egitto perchè teme che Hamas possa salvarsi dal collasso totale ed Israele perchè dimnuirebbe la capacità di Hamas di dividere i Palestinesi. Da un'angolazione surrealistica potremmo vedere questa guerra non come un conflitto tra Israele ed Hamas ma tra Israele ed Egitto. L'Egitto vuole distruggere Hamas ed Israele vuole restaurare Hamas al potere. Anarchists Against the Walls: http://awalls.org Ahdut (Unity): http://unityispa.wordpress.com Related Link: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/(traduzione a cura d

giovedì 27 febbraio 2014

Non dite che non lo sapevamo . Palestina , Israele ....

Non dite che non lo sapevamo n°401 Proseguono le azioni di sgombero dell'esercito nel nord della Cisgiordania, nella Valle del Giordano. Giovedì 31 gennaio 2014, l'esercito ha ordinato lo sgombero entro 48 ore di 30 famiglie palestinesi da Umm El Jamal (nell'area di Hammamat El Melah), a causa di manovre militari nella zona. Dopo 14 ore i residenti sono tornati nelle loro case. Lunedì 10 febbraio 2014, rappresentanti del governo scortati dalla polizia hanno distrutto i raccolti dei Beduini nel Negev, a Qatamat, ad ovest della Superstrada 80, a Tel ‘Arad, a nord della Superstrada 31. Il giorno dopo, martedì, è toccato ai raccolti di Wadi El-Na’am, vicino Ramat Hovav. Il mercoledì, stessa azione a Umm Batin, a est di Beersheba. Giovedì 13 febbraio il villaggio di El-Araqib è stato ancora una volta demolito. Amos Gvirtz Lotta Sociale Giovedì 20-2-14, le vittime della gentrificazione in un piccolo villaggio di Tel Aviv - Givat Amal, sono state raggiunte da attivisti di "Not Nice" e dei comunisti-anarchici di Ahdut per una manifestazione davanti alla sede dei gestori del progetto אתמול עם הלא נחמדים ותושבי גיבעת עמל אצל תשובה ברמת פולג https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn2/...n.jpg ================================= Ilan Shalif http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/ Anarchici Contro Il Muro http://www.awalls.org Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali

Palestina-Israele, il profumo della vittoria si avvicina grazie al contributo della lotta unitaria*

Palestina-Israele, il profumo della vittoria si avvicina grazie al contributo della lotta unitaria* I media israeliani sono del tutto ossessionati dalla escalation della campagna B.D.S. (Boycott, Disinvest, Sanctions, ndt) come se sapessero cose che non possono rivelare. Sia i sostenitori che i detrattori della fine dell'occupazione iniziano a ritenerla immanente in un futuro non lontano. Una componente del capitalismo israeliano, colpita dal boicottaggio e timorosa che possa andare sempre peggio ha iniziato a spingere per una accelerazione della fine dell'occupazione. Un centinaio di capitalisti israeliani si sono recati alla conferenza di Dabus dove si sono ufficialmente costituti in organizzazione. Sul campo, sembra che le forze di stato israeliane stiano aumentando la repressione sulle lotte in corso così come stanno forzando gli sgomberi di interi villaggi da territori considerati strategici. Bil'in celebrerà il nono anniversario della sua lotta incessante il 28 febbraio. Bil'in manifestazione settimanale del 14.02.2014 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7936211440003...18321 I militanti dell'organizzazione comunista-anarchica Ahdut gradualmente si integrano nella lotta unitaria. "Anarchici israeliani contro il muro e contro gli insediamenti, sempre insieme ai palestinesi contro l'occupazione israeliana. https://www.facebook.com/hamde.abu/media_set?set=a.3784...80860 Invito per il corteo di Bil'in nel 9° anniversario di venerdì 28\2\2014 21-2-14 https://www.facebook.com/media/set/?set=np.125234397.10...53245 AlMasara venerdì 14.2.2014 https://www.facebook.com/media/set/?set=np.124975114.10...53245 Nabi Saleh 14.2.2014, manifestazione settimanale le forze israeliane hanno brutalmente represso la protesta di oggi a Nabi Saleh sparando una cospicua quantità di lacrimogeni che hanno provocato crisi da soffocamento per decine di manifestanti, tra cui bambini e donne in corteo. I manifestanti hanno scandito slogan di amore per la Palestina, contro la brutale occupazione israeliana e la totale mancanza di quasiasi forma di giustizia e di pace. Le forze israeliane hanno anche sparato proiettili di gomma sui manifestanti pacifici dichiarando tutta l'area zona militare. I manifestanti che volevano raggiungere le terre minacciate da confisca sono stati bloccati e raggiunti da lacrimogeni. Scontri tra giovani e forze israeliane sono durati per ore. I manifestanti hanno anche protestato per il blocco dell'ingresso a Nabi Saleh con un grande cancello metallico messo dalle forze israeliane e per la distruzione di una tenda eretta dai residenti sulle loro terre. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4937015974162...50543 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7935828540041...18321 TAMIMI PRESS https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7023638098081...62736 David Reeb http://youtu.be/zN8TrEPAuNc 21-2-2014 Il comitato di resistenza popolare a Nabi Saleh (Intifada) ha lanciato un appello per una strategia nazionale della resistenza popolare in Palestina allo scopo di far crescere il movimento e raggiungere l'obiettivo della liberazione della Palestina. https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7054204895024...62736 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7983860935238...18321 Ni'ilin 02/14/2014 manifestazione israelpnm http://www.youtube.com/watch?v=PQy7cwp5tV8 Qaddum 14-2-14 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.6972358036318...14816 Odai Qaddomi http://www.youtube.com/watch?v=pSUEoAbaYNM 21-2-2014 L'esercito israeliano ha represso il corteo a Kafr Qudoom causando molti casi da soffocamento. Oggi a K Q corteo con quasi 50 soldati che hanno preso parte all'azione di repressione sui manifestanti usando gas lacrimogeni e bombe assordanti insieme a proiettili metallici coperti di plastica. Il corteo come al solito è partito dopo le preghiere con la partecipazione di centinaia di residenti, amici internazionali ed israeliani. L'esercito ha sparato molti candelotti lacrimogeni su di noi sia dai fucili che dalle jeep. Noi, popolo di KAFR QUDOOM crediamo nel nostro diritto ad avere la libertà di circolazione sulle strade e la fine dell'occupazione. Al tempo stesso subiamo la repressione israeliana in molte forme: arresti, invasioni del villaggio, danni alle case, posti di blocco infiniti https://www.facebook.com/media/set/?set=a.7006407632913...14816 http://www.youtube.com/watch?v=Lx4s1AVGMEg Colline sud di Hebron Maltrattamenti continui ai danni di contadini e pastori palestinesi sulle colline sud di Hebron da parte di coloni e soldati israeliani. Costoro hanno preso possesso delle terre e ne impediscono l'accesso. Sabato 22 febbraio, ci saranno iniziative in diverse località dell'area, con accompagnamento di pastori e contadini palestinesi sulle loro terre per aiutarli a resistere per i loro diritti. Senza la presenza degli attivisti, molti contadini non ce la fanno a coltivare la terra. C'è un rapporto diretto tra la presenza di molti attivisti e la possibilità di lavorare per i contadini per avere una vita relativamente normale. Hebron "Hebron segna il 20° anniversario del massacro fatto da Baruch Goldstein nella moschea di Ibrahimi. All'alba del 25 febbraio 1994, Baruch Goldstein, un colono e fisico, aprì il fuoco su centinaia di fedeli musulmani nella moschea, uccidendone 29. A Hebron/Khalil, ci sarà una manifestazione per chiedere l'apertura di Shuhada Street. Questa strada che era la strada del mercato ed il centro sociale della città, è chiusa ai palestinesi da dopo il massacro di Goldstein nel 1994, per cui gli stessi residenti sono obbligati a salire sui loro tetti per accedere alle strade adiacenti. La manifestazione per aprire Shuhada street è stata tra le più dure che io ricordi. L'esercito ha violentemente disperso i manifestanti e l'eco dei colpi da sparo rimbalzava forte tra le case. Non meno pesante dei lacrimogeni, delle granate assordanti e dei proiettili è la vista del posto di blocco nel centro della strada, nel centro di ogni cosa, il peggiore significato della parola occupazione." venerdì- 21 febbraio 2014 Circa 2000 manifestanti a Hebron, attivisti di vari partiti ed organizzazioni, attivisti internazionali ed israeliani (tra cui anarchici), si sono radunati per sfidare la continua chiusura e le restrizioni alla mobilità del palestinesi nella loro città, chiedendo l'apertura di Shuhada street. L'esercito ha risposto com raffiche di lacrimogeni, proiettili d'acciaio ricoperti di gomma e granate assordanti sparati direttamente sui manifestanti nel tentativo di disperderli. Parecchi i feriti. Un manifestante è stato ricoverato in ospedale dopo una ferita alla testa. Cinque persone sono state arrestate nel pomeriggio di venerdì, mentre più di 13 sono state ferite nel corso della manifestazione annuale per l'apertura di Shudada Street organizata da Gioventù contro gli Insediamenti a Hebron in memoria dei 20 anni dal massacro alla moschea Ibrahimi. https://www.facebook.com/photo.php?v=10152212706102500 https://www.facebook.com/media/set/?set=a.4974621970401...50543 http://www.facebook.com/guy.butavia/media_set?set=a.101...92137 israelpnm http://www.youtube.com/watch?v=2W5Bi3tTllY David Reeb http://youtu.be/ol_NIPL2cL4 Sheikh Jarrah https://www.facebook.com/amir.bitan/media_set?set=a.797...37581

IX Congresso Nazionale della FdCA

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1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)