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campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

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venerdì 6 dicembre 2013

WAR GAMES! SOLO GAMES? - Gruppo Libertario Remo Tartari

La base NATO di Poggio Renatico, che per inciso davano tutti per spacciata ed in via di smantellamento, in realtà “lavora” che è una meraviglia: all'inizio del 2013 il Combined Air Operations Center 5 è stato disattivato dopo aver ceduto le proprie funzioni di comando e controllo al neo-costituito CAOC di Torrejon de Ardoz in Spagna, in realtà la base continua ad essere un centro operativo, e non certo di seconda categoria! Infatti sarebbe interessante sapere perché nonostante tutto all'interno del perimetro si continui a costruire ... mah, miracolo italiota! E tutto ciò nel silenzio più totale. Comunque il fatto che nella sonnacchiosa provincia estense si stia operando una “innocua” guerra simulata con scenari di crisi “internazionali” la dice molto lunga su ciò che ci aspetta in futuro, soprattutto tenendo presente che gli stati in tutto il mondo si stanno armando pesantemente. Perché tutto questo? “Loro” sanno qualcosa che “noi” non sappiamo? O che al massimo possiamo solo immaginare? Dal nostro punto di vista queste esercitazioni di guerra simulata, il progressivo riarmo degli stati, sono solo la fase preparatoria di una conflagrazione su scala mondiale. Il generale prussiano von Clausewitz osservava giustamente che: « La guerra non scoppia mai in modo del tutto improvviso, la sua propagazione non è l'opera di un istante. », quindi è ovvio che qualcosa di serio all'orizzonte c'è. Quello che purtroppo non ravvisiamo all'orizzonte è una chiara coscienza antimilitarista in grado di opporsi alla probabile futura macelleria globale. Ovviamente quando parliamo di coscienza antimilitarista non devono intendersi le sparate ad effetto di certi partiti della “Sinistra Komunista” che si ricordano della campagna NO F35 solo sotto elezioni e solo il tempo di una foto ed un trafiletto sui fogli del mainstream informativo casereccio. Purtroppo la popolazione vive in una costante incertezza ed è incapace di comprendere ciò che sta per verificarsi complice anche una certa propaganda patriottarda, tuttavia invitiamo tutti, per quanto possibile e nel proprio piccolo a comprendere l'importanza di questa lotta che non può e non deve essere strumentalizzata. Ricordate che in guerra non periscono mai “loro” ma sempre e comunque “noi”. “Nessuna guerra di qualunque nazione, in ogni era, è stata dichiarata dal popolo.” Eugene V. Debs

martedì 3 dicembre 2013

ANNOTAZIONI SANITARIE - gruppo libertario Remo Tartari di Ferrara

ANNOTAZIONI SANITARIE Premessa In questi mesi il Gruppo Libertario Remo Tartari è più volte tornato sulla questione del disfacimento del sistema sanitario provinciale ad opera di nani, ballerine e sicari del sistema che in nome dell'autoconservazione non esitano un attimo a sacrificare i diritti del popolo per un garantirsi un futuro che non gli appartiene. Scenario La lotta per la salvaguardia del San Camillo di Comacchio che dura da 13 anni e non arretra di un millimetro, le lotte intraprese da nuovi comitati per la salvaguardia dell'Ospedale del Delta a Lagosanto, quello di Copparo e di Argenta hanno preso in contropiede il sistema politico-consociativo dell'Emilia-Romagna. Il sistema abituato a decenni di impunità anche attorno alle più grandi porcate a scapito dell'interesse collettivo, complici una classe politica di nominati e cooptati ben attenti a mantenere la massa nell'ignoranza attraverso basse strategie tipo “divide et impera”, si trova in una situazione che oggettivamente non è più in grado di gestire. Questa incapacità di gestire il malcontento si evince da una serie di elementi facilmente deducibili da tutti coloro che prestano un minimo di attenzione ai fatti: a) 15 anni fa l'azione dei comitati per il diritto alla salute sarebbe semplicemente passata sotto silenzio in ossequio al miglior centralismo democratico e consociativo di togliattiana memoria [ricordiamo che nel silenzio più totale l'Ospedale di Cento ha semplicemente sbattuto fuori a calci nel sedere l'A.S.L. per passare ad una gestione privata], al contrario oggi La Nuova Ferrara, Estense.com, Il Resto del Carlino e Telestense danno sempre maggior spazio a queste inedite dinamiche della nostra terra; b) Un tempo il sistema non provava neppure a difendersi, adesso assistiamo pure, giusto per fare l'esempio più simpatico, a Nicola Zagatti [cofondatore del Comitato per la Salvaguardia dell'Ospedale del Delta] che via facebook sbertuccia la presidente della provincia estense Marcella Zappaterra ... una comica! Altro siparietto che denota la bassezza morale del meccanismo agit-prop Pdino è il tentativo semi-abortito di creare un contro-comitato di nani, ballerine e postulanti guidati da qualche kommissar che vuole tentare la scalata. Noi sappiamo. Noi vi osserviamo; c) la crisi sta mettendo a dura prova il sistema clientelare e consociativo che nel bene e nel male ha ammansito la popolazione in questi decenni: oggi il buon ufficio del piccolo palazzo periferico o del partito [o meglio la cricca dei postulanti] nella ricerca del lavoro conta poco o nulla, e quando conta penso che i più avveduti ci pensino due volte prima di fare la classica “raccomandazione”, quindi è ovvio che le sparate ad effetto e/o ideologiche non contano un bel niente. Sono finiti i tempi in cui in nome del partito ci si faceva anche umiliare pubblicamente: per questioni anagrafiche qual tipo di persona è ormai sotto un metro di terra; d) il “Sistema Emilia” è in crisi. A Ferrara e provincia, probabilmente l'unica vera zona che ha beneficiato poco o nulla della grande abbuffata, la cosa è ancora più evidente: mentre da Bologna a Piacenza il sistema emiliano ha prodotto un certo circolo virtuoso, in provincia di Ferrara il benessere emiliano è arrivato solo di striscio; e) quando si parla di “Sistema Emilia”, si parla ovviamente del contraltare al sistema democristiano ormai decotto [vedi Lombardia e fine ingloriosa di Formigoni] voluto dal partito azienda PCI-PDS-DS-PD. Questo sistema sta collassando, non solo per colpa della crisi economica, ma soprattutto perché questo sistema è ormai ingestibile anche dal punto di vista sociale e politico: attualmente nel PD assistiamo alla resa dei conti fra i due veri potentati del partito ossia l'area toscana e quella emiliana, con la prima che avanza come uno schiacciasassi e la seconda in ritirata indecorosa [per la prima volta]; f) in questa situazione abbastanza disgustosa anche istituzioni quali Questura e Prefettura collezionano una figuraccia dietro l'altra: si trovano nella posizione scomoda di dover puntellare un sistema ormai putrescente. Non credano che vietando o mettendo paletti a manifestazioni di dissenso dei vari comitati, ponendosi come mediatori spesse volte tutt'altro che imparziali, si mantenga un'immagine positiva; semmai si sta dimostrando il contrario. E noi congoliamo! Pericoli e antidoti I comitati di salvaguardia dei vari ospedali a rischio chiusura si muovono in un orizzonte che vede i partiti di maggioranza in crisi di credibilità e immersi in un clima da resa dei conti interna, quelli di opposizione semplicemente sono degli sprovveduti e verosimilmente degli incapaci conclamati che non vedono l'ora di sostituirsi ai primi per gestire a loro favore un sistema del quale neppure comprendono fino in fondo la complessità. La classe politica è delegittimata? Allora perché non legittimarsi gettandosi in questa lotta per il diritto alla salute? Destra, pseudo-rivoluzionari, sinistra defenestrata, giustizialisti, tutti lì ad aderire sperando forse, anche se non tutti, un futuro tornaconto. Stiano attenti i comitati che i politici di TUTTI gli schieramenti possono essere cavalli di Troia pronti a snaturare qualsiasi lotta legittima per il proprio vantaggio. L'unico antidoto, forse il più bel regalo che il movimento anarchico contemporaneo può dare ai comitati sorti in ogni dove, è la proposizione di un sistema basato sulla libera discussione in cui vengono definiti i percorsi di lotta, un sistema autogestito in cui i politici/politicanti sono svuotati di ogni possibilità di strumentalizzazione e se necessario isolati come elementi portatori di pratiche consociative ed autoritarie. Un sistema autogestito della lotta non può e non deve ragionare in termini localistico-campanilistici: Comacchio, Lagosanto, Argenta, Copparo, ecc. . Nelle altre regioni italiane ormai si ragiona in termini regionali, nel nostro caso ragionare in termini di provincia sarebbe già un ottimo punto di partenza. A margine ricordiamo, giusto per chi non lo sapesse, che il buon Paolo Saltari fu costretto ad abbandonare Pordenone (fu messo in libertà via fax senza troppi complimenti) proprio per la coalizione dei comitati che misero alle strette il potere politico/politicante. Noi anarchici e i comitati Inutile dire che il movimento anarchico estense è in crisi: meglio la delega all'autorganizzazione, lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo piuttosto che la solidarietà e l'autogestione. In definitiva fino a oggi è stato meglio lo schifo che ci troviamo a fronteggiare piuttosto che una società libera ed eguale. Come direbbe Giordano Bruno: “È cosa normale che le pecore ch’hanno il lupo per governatore, vegnano castigate con esser vorate da lui.”. Qualcosa sta cambiando? Difficile dirlo. Gli anarchici non sono certo un “partito”, almeno non nel senso corrente del termine, tuttavia riteniamo con le nostre poche forze che sia opportuno ed eticamente più rispettoso verso i comitati, aderire come semplici individui senza palesare eccessivamente la nostra adesione politica: non vogliamo certo sentire qualche trombetta di regime che accusa il buon Manrico Mezzogori, Nicola Zagatti, ecc. di essere dei pericolosi anarchici. Finché i comitati si muoveranno in un orizzonte di rottura con il sistema il nostro appoggio silente sarà incondizionato e totale. Aforisma Si può essere anarchici o meno, ma guardando al passato, al presente incerto ed al futuro probabilmente molto gramo, pensiamo che questa “chicca” sia di puro buonsenso. “Non chinarsi davanti a nessuna autorità, per quanto rispettata; non accettare nessun principio, finché non sia stabilito dalla ragione.” Pëtr Kropotkin

venerdì 6 settembre 2013

Gruppo Libertario Remo Tartari di Ferrara e Usi - Ait nazionale : Manifesto contro l'intervento militare in Siria

 manifesto Usi - Ait contro l'intervento armato in Siria , ripreso dal gruppo libertaio Remo Tartari di Ferrara

























http://gruppolibertarioremotartari.blogspot.it/2013/09/contro-la-guerra.html

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)