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martedì 23 febbraio 2016

YPG: Noi non c'entriamo niente con l'attentato di Ankara. La Turchia invece sta prerarando l'attacco di terra alla Rojava

Il Comando Generale delle YPG ha dichiarato che non esiste nessun legame tra loro e l'attentato, sottolineando come Davutoğlu abbia lanciato le sue accuse per preparare il terreno all'offensiva turca in Rojava ed in Siria. Il Comando Generale ha messo in evidenza che le YPG non sono impegnate da tempo in nessuna attività militare contro lo Stato turco nonostante gli attacchi e le provocazioni messe in essere da quest'ultimo.

Qui di seguito il testo integrale del comunicato diffuso dal Comando Generale delle YPG:

"Come è noto al nostro popolo ed all'opinione pubblica, la rivoluzione in Rojava è entrata nel suo quarto anno di vita. Come forze delle YPG, stiamo proteggendo il nostro popolo nella regione della Rojava fin dal primo giorno della rivoluzione. In condizioni molto difficili, stiamo proteggendo il nostro popolo da bande barbariche come l'ISIS e  Al-Nusra. Non si contano le dichiarazioni di Stati e di organi di stampa in cui è stato ripetutamente denunciato il sostegno che la Turchia ha fornito a questi gruppi terroristici. A parte contro questi gruppi terroristici che ci attaccano, le YPG non hanno in corso alcuna attività militare contro gli Stati vicini o contro altre forze. Nonostante tutti gli attacchi e le provocazioni subiti lungo il confine della Rojava, il nostro atteggiamento è stato di lungimirante responsabilità non dando mai luogo a ritorsioni contro la Turchia. Durante i 4 anni trascorsi, la Rojava è diventata l'area più sicura lungo il confine turco-siriano e non vi è stata nessuna azione militare condota dalle YPG per tutto questo tempo. Questa verità è ben nota ai militari turchi ed al governo dell'AKP. Che stanno deliberatamente distorcendo la verità scaricando su di noi la responsabilità per le esplosioni di Ankara.

Vorremmo che il nostro messaggio giungesse anche ai popoli della Turchia e del mondo intero: noi non abbiamo nulla a che fare con questo incidente. Non abbiamo nulla a che vedere con questo attentato specifico così come non siamo mai stati coinvolti in attacchi contro la Turchia. Lo stato turco non può provare in alcun modo nessun nostro coinvolgimento in qualsiasi attentato contro la Turchia, dato che non siamo mai stati coinvolti in azioni simili.  Le accuse del Primo Ministro turco Davutoğlu secondo cui "L'attentato di Ankara è stato diretto dalle YPG" è una menzogna ed è quanto di più lontano dalla verità. Con le sue dichiarazioni, Davutoğlu intende spianare la strada ad un'offensiva turca in Siria ed in Rojava, per dissimulare le relazioni della Turchia con l'ISIS, che è cosa nota ormai a tutto il mondo.

Come Unità di Difesa Popolare-YPG, ribadiamo ancora una volta che non abbiamo nessun legame con le esplosioni in Ankara ed invitiamo tutti gli stati vicini ad avere rispetto per la rivoluzione della Rojava e per la volontà popolare
". Fonte ANF.

KQ aggiunge che il Partito di Unione Democratica (PYD), a cui sono affiliate le YPG, ha dichiarato che sono "totalmente da respingere" le accuse di un suo coinvolgimento.

Anche Saleh Muslim, co-presidente del PYD, ha respinto le accuse contro le YPG dell'attentato in Turchia. "Le YPG non considerano la Turchia come un nemico" ha dichiarato all'agenzia Reuters.

venerdì 16 ottobre 2015

Turchia, Ankara: Report del funerale dell'anarcosindacalista Ali Kitapci

Turchia, Ankara: Report del funerale dell'anarcosindacalista Ali Kitapci

La manifestazione per pace, organizzata dai sindacati nazionali (DİSK, KESK, TMMOB and TTB) [Confederazione dei Sindacati Rivoluzionari, Confederazione dei Sindacati del Pubblico Impiego, Sindacato degli Ingegneri ed Architetti, Sindacato dei Medici] non si è svolta a causa di un attentato dinamitardo. Era stata organizzata ad Ankara per il 10 ottobre su base nazionale. Le due esplosioni in successione hanno ucciso 128 persone e ferite più di 500. Questo orribile evento, il più grave incidente nella storia della Turchia in quanto a perdite di vite umane, si è verificato proprio il giorno prima della attesa dichiarazione di cessate-il-fuoco da parte del PKK/KCK.
Ali Kitapci (1958-2015) era uno dei 14 iscritti del sindacato BTS-KESK [Sindacato Indipendente dei Trasporti] che sono stati uccisi dall'esplosione.  Attivo inizialmente nel movimento anarchico in Inghilterra ha continuato la sua militanza per 30 anni. Oltre alla sua battaglia da sindacalista, era stato un compagno attivo in molte organizzazioni anarchiche di Ankara nella seconda metà degli anni '80 e premeva sugli anarchici affinchè si unissero per una lotta comune. E' stato il primo ad organizzare la causa anarcosindacalista nella Turchia moderna. E' stato un punto di riferimento per molti compagni di diverse generazioni, al di là delle idee.
A migliaia hanno partecipato alla cerimonia funebre organizzata il 12 ottobre dal suo sindacato di Ankara presso la stazione ferroviaria in memoria di tutti gli iscritti al sindacato che hanno perso la vita. Dopo questa cerimonia, le esequie si sono svolte nel Cimitero di Karsiyaka alla presenza della sua compagna di vita e di lotta Emel, del figlio Artun Siyah e dei compagni anarcosindacalisti giunti da diverse parti della Turchia. Le centinaia di anarchici che erano presenti al funerale hanno promesso di proseguire nella lotta.
Le parole della sua compagna di vita e di lotta Emel pronunciate al funerale erano anche espressione dei sentimenti di tutti i compagni presenti.

“Il nostro cuore è con lui.
La nostra rabbia si nutre della sua forza.
Siamo tutti qui.
Siamo tutti qui.
Solo il suo corpo resterà qui.
Lui sarà sempre con noi.
Sarà la nostra luce per sempre.”

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Questo testo è stato scritto dagli anarchici, compagni di Alì:


Per Ali Kitapci..
Piove. Su tutti i nostri ricordi con Alì...
Piove. Eppure ieri gli assassini hanno lavato via il sangue sulla strada da un pezzo.
Piove.
Tutti quei bicchieri bevuti insieme, tutte le iniziative fatte insieme, tutti gli slogan urlati insieme, tutti i lacrimogeni che abbiamo respirato. Le crisi di asma di Alì..
Piove.
Lo Stato attacca.
Piove di brutto.
Tutti i compagni, siamo tutti insieme proprio come 20 anni fa.
Tutti insieme proprio come era successo nel 1936!
Ali ha dato la sua vita per la lotta di classe, per il movimento sindacale.
Era uno di quegli "eroi" senza nome che hanno lottato per trasformare il movimento anarchico da un debole respiro in una viva alternativa di libertà.
Portiamo il suo ricordo con noi compagni...
Nessun oblio, nessun perdono!
Comunicato e testo da Istanbul Indymedia
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In un report della BBC ci sono delle sequenze del funerale di Alì. Lo si può vedere qui  http://www.bbc.com/news/world-europe-34511869 - le sequense del funerale di Alì partono da 2.10 nel video

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(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

IX Congresso Nazionale della FdCA

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1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)