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martedì 16 marzo 2021

Agroecologia e anarchismo organizzato: Un’intervista con la Federazione Anarchica di Rio de Janeiro (FARJ)

 In risposta al modello industriale e capitalista di produzione alimentare che ha decimato i modi di vita rurali e la nostra madre terra, i movimenti sociali di tutto il mondo hanno identificato l’agroecologia come la loro proposta alternativa per lo sviluppo rurale. Fondata sulle conoscenze contadine e indigene, sulle lotte per la sovranità alimentare e sulla riforma agraria, l’agroecologia è intesa dai movimenti sociali come “uno strumento per la trasformazione sociale, economica, culturale, politica ed ecologica delle comunità e dei territori”. Questa intervista che Black Rose ha condotto nell’estate del 2020 con un militante del Fronte di Lotta Contadina della Federazione Anarchica di Rio de Janeiro (FARJ), esamina il loro lavoro con alcuni dei movimenti sociali del Brasile che lottano per l’agroecologia e la sovranità alimentare. Provenendo da un contesto con movimenti sociali contadini molto sviluppati, FARJ condivide importanti intuizioni da cui i militanti anarchici possono imparare.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

QUI L'INTERVISTA  <CLICCA>

martedì 20 marzo 2018

Assassinio Politico, Terrorismo di Stato: Marielle Franco Presente! - comunicato della CAB

Nella notte dell'ultimo mercoledi, 14 marzo, dopo essere uscita da un dibattito con altre donne nere, a Lapa [quartiere di Rio de Janeiro], Marielle Franco è stata vittima di una brutale esecuzione. Anche l'autista della macchina dove Marielle si trovava, Anderson Pedro Gomes, è stato assassinato.
Hanno ucciso una militante, donna, nera, lesbica, nata nella Favela da Maré, difensora dei Diritti Umani, consigliera comunale del PSOL [Partito Socialismo e Libertà], e che era recentemente diventata relatrice della comissione responsabile per vigilare  l'Intervento Militare a Rio de Janeiro [decretato dal Governo Federale del presidente Temer il 16/02 che pone l'esercito al controllo della sicurezza publicca].
Da anni Marielle veniva denunciando gli abusi della Polizia Militare dello Stato, e stava seguendo da vicino gli sviluppi crudeli del recente intervento federale-militare. Quattro giorni prima della sua morte, Marielle aveva denunciato un azione sanguinaria del 41° battaglione della PM nella Favela do Acari, dove polizziotti atterrorizavano gli e le abitanti, invadendo case e buttando giovani dentro una fossa.
Gli assissanti di Marielle e Anderson rappresentano un azione orchestrata da uno Stato Terrorista e Genocida, che non usa maschere per decimare il popolo nero e per mandare un messaggio a tutti e tutte che si collocano contro il massacro sfrenato promosso nelle periferie. Non è coincidenza o uno sbaglio della Politica di Sicurezza Publicca dello Stato la morte della compagna in piena forza dell'intervento federale-militare. L'avanzare della repressione, attraverso questa misura, è che autorizza questo nuovo e profondo passo del terrorismo di stato. Trattasi di un azione chiaramente ben archittetata: nove spari contro un veicolo, un caso esplicito di esecuzione sommaria di una lottatrice del popolo.
Lo Stato, il capitalismo brasiliano e le sue istituzioni seguono funzionando, con il loro profilo storico di manutenzione delle diseguaglianze strutturali e di perpetuazione diretta o indiretta della barbarie.
In questo momento di dolore, tristezza e odio, dobbiamo dare tutta la solidarietà alle famiglie di Marielle e Anderson, alle compagne e compagni del PSOL e a tutti e tutte quelli che sono quotidianamente in trincea contro il genocidio del popolo nero.

STATO TERRORISTA!
PER LA FINE DELL'INTERVENTO FEDERALE-MILITARE!

PER MEMORIA, VERITÀ E GIUSTIZIA!!!

MARIELLE FRANCO: PRESENTE!
CAB - Coordinazione Anarchica Brasiliana

martedì 7 novembre 2017

Brasile – Giù le mani dal movimento anarchico! Solidarietà con la FAG e gli anarchici brasiliani!

Contro la normalizzazione e la repressione: lotta e organizzazione!

Abbiamo appreso che lo scorso 25 ottobre è stata lanciata «Érebo» (dal nome Erebus del dio greco dell’oscurità), un’ampia operazione di polizia contro il movimento anti-autoritario.
La polizia ha perquisito almeno 4 sedi libertarie e dichiara di avere mandati di perquisizione per un’altra dozzina di sedi e di abitazioni di 30 persone. Hanno perquisito le sedi occupate da  Pandorga e Parrhesia come pure lo spazio politico e culturale Ateneu Libertário Batalha da Várzea che prima era la sede ufficiale della FAG. Con questa operazione viene particolarmente colpita la Federação Anarquista Gaúcha (FAG) perchè considerata nella consueta stupidità della polizia l’organizzazione principale del movimento anarchico di Porto Alegre. La FAG è accusata di costituire una organizzazione criminale dedita a commettere crimini contro la proprietà pubblica e privata.
Va detto che non è la prima volta che la FAG viene colpita. Infatti è la quarta volta in meno di 10 anni che la FAG viene presa di mira dalla polizia e dallo Stato del Rio Grande do Sul (RS, Brazil). Nell’ottobre 2009, mentre la FAG stava conducendo una campagna sulle responsabilità della polizia nella morte di Elton Brum, parecchi poliziotti in assetto anti-sommossa perquisirono la sede della FAG senza alcun mandato mettendo a verbale che era stato rinvenuto materiale di propaganda e letteratura anarchica! Nel 2013, ci sono state due perquisizioni da parte della polizia, in giugno ed in ottobre, nella sede dell’Ateneu Libertário Batalha da Várzea dove hanno requisito e danneggiato computers, mobilio e documentazione. In quel periodo, altre sedi della sinistra sociale e politica nonchè abitazioni private vennero perquisite perchè facenti parte del Bloco de Luta.
Oggi, questa operazione si esplica in un contesto in cui lo State di Rio Grande do Sul ed il comune di Porto Alegre devono fare i conti con lotte dure e determinate nel settore della scuola e degli impiegati comunali. Il governo di Temer è sommerso dai casi di corruzione. La FAG partecipa alle lotte in corso a Porto Alegre quale gruppo di attivisti e lavoratori con idee e prassi libertarie.
L’operazione di polizia Érebo punta a criminalizzare i movimenti sociali ed in particolare la FAG unitamente all’ideologia sociale anarchica che essa sostiene. Questa operazione punta a smontare le lotte ed i sindacati che usano l’azione diretta per difendere le condizioni di vita contro le misure di austerità, contro il sistema capitalista, contro il colonalismo, il razzismo ed il patriarcato.
Ma nessuno può cancellare le idee che sono state il cuore pulsante del movimento dei lavoratori per decenni, nessuno può cancellare la rivolta per la libertà, per l’autonomia di classe, per la democrazia diretta e per il potere popolare!

Giù le mani da chi lotta nella società!
Solidarietà alla Federação Anarquista Gaúcha (FAG), alla Coordenação Anarquista Brasileira (CAB) ed al movimento anarchico di Porto Alegre ed in Brasilel!
Solidarietà con gli scioperi dei lavoratori della scuola e del Comune a Rio Grande do Sul!
Per il socialismo e per la libertà!

La rete Anarkismo e le seguenti organizzazioni firmatarie:
Melbourne Anarchist Communist Group – Melbourne, Australia
Alternative Libertaire – Francia
Alternativa Libertaria/fdca – Italia
Organisation Socialiste Libertaire – Svizzera
Workers Solidarity Movement – Irlanda
Zabalaza Anarchist Communist Front – Sud Africa

martedì 30 maggio 2017

Democrazia diretta subito! Fermare le riforme nelle strade e costruire il potere popolare!


dal Brasile

Barricadas en Paraná (Brasil)
Barricate a Paraná (Brasil)
Il Brasile sta vivendo un terremoto politico, che sta facendo emergere il marciume delle elites del paese e che sta ulteriormente indebolendo i legami che le tengono al potere. L'operazione orchestrata che ha permesso la registrazione della telefonata tra il presidente Michel Temer e il proprietario di JBS, la più grande azienda di carni bovine nel mondo, altera l'equilibrio delle forze nel paese e getta benzina sulla crisi politica e sociale. Con l'instabilità politica, il governo ha più difficoltà a mobilitare la sua base per andare avanti con le riforme delle pensioni e dei diritti dei lavoratori, uno dei più grandi attacchi contro la classe operaia. Questo non è certo un motivo per festeggiare, non abbiamo nulla da guadagnare da questi scontri di potere. Ora è il momento di muoversi, di accumulare le mobilitazioni con il blocco delle strade, ricorrere allo sciopero generale per bloccare i tagli al welfare e le riforme. Dobbiamo radicare la democrazia, ma la democrazia diretta, con cui i/le lavoratori/trici nei luoghi di lavoro,  nei luoghi di studio e di vita possano decidere la direzione del paese. Non possiamo accettare le briciole dall'alto, abbiamo bisogno di imporre un  programma popolare dei diritti sociali costruito e deciso dal popolo. Abbiamo bisogno di costruire la democrazia diretta, nei quartieri, nelle favelas, nelle baraccopoli, nelle occupazioni di terreni e abitazioni, nelle fabbriche, nelle scuole, al di fuori degli accordi di potere.
Il colpo di stato che ha messo fine al quarto mandato della presidenza PT / PMDB (Partito del Movimento Democratico Brasiliano, ndt)  ha reso possibile l'adozione di misure dure contro il popolo ad un ritmo travolgente, con un ampio sostegno nel Congresso e nei media, soprattutto della rete televisiva Globe . Michel Temer ha approvato la riforma dell'istruzione, la legge sui tetti di spesa, la legge di outsourcing, le privatizzazioni e altri attacchi - già previsti  durante il governo dello stesso Partito dei Lavoratori (PT). Decenni di burocratizzazione delle lotte da parte delle grandi centrali sindacali e di pratica della cooptazione dei dirigenti dei principali movimenti sociali da parte del PT, hanno contribuito e contribuiscono alla smobilitazione della popolazione ed ostacolano l'estensione di massa della resistenza contro questi attacchi. Tuttavia, altri settori come quelli degli studenti e degli indigeni stanno dando un rinnovato incoraggiamento alla lotta sociale. La crescente insoddisfazione popolare verso le riforme delle pensioni e del lavoro si è manifestata con grande impatto per le strade, nelle manifestazioni per lo sciopero generale del 15 e 28 aprile, costringendo i golpisti a fare marcia indietro rispetto alle proposte iniziali.
Con oltre il 90% di opposizione, il governo Temer non ha alcuna legittimità per sostenere questo falso sistema democratico. Che serve solo a mantenere gli uomini d'affari e la classe politica per rubare e uccidere la gente. I governi di conciliazione di classe di Lula e Dilma sono stati governi per gli imprenditori e per i ricchi, con qualche briciola per i poveri. E le innumerevoli accuse di corruzione non fanno che rendere evidente il disgustoso rapporto di favori tra le  grandi imprese e lo Stato. I casi di corruzione non sono eventi isolati, ma fanno muovere la ruota dello Stato e del settore privato. Cioè, il sistema rappresentativo non serve gli interessi del popolo, ma quelli del capitalismo e della classe politica e delle imprese affinchè possano portare avanti i loro progetti.
È per questo che le "soluzioni magiche" come le privatizzazioni, l'outsourcing, gli attacchi ai diritti del lavoro servono solo a dare maggiori benefici agli imprenditori. Della stessa stregua sono gli attacchi ai diritti sociali, gli attacchi contro le popolazioni indigene e dei loro territori, ai contadini senza terra, alle donne, a LGBT, il genocidio del popolo nero e degli abitanti delle favelas e delle baraccopoli, la criminalizzazione della povertà. Sono tutte misure e politiche per la destra e per i  conservatori, per gli uomini d'affari, per i proprietari terrieri, per i banchieri affinchè possano imporre la loro ideologia, possano lucrare di più, possano concentrare più ricchezza e sfruttare più persone. Gli imprenditori, come João Dória, non sono diversi da altri politici, sono nemici del popolo. Se i politici di professione sono screditati, il ​​sistema giudiziario tenta di legittimarsi con le operazioni anti-corruzione per aumentare il suo potere nella struttura dello Stato. La cupola formata da magistratura, polizia federale e Ministero Pubblico, con i settori allineati direttamente con gli Stati Uniti, hanno il massiccio sostegno della rete mediatica Globo per accumulare potere con esiti pericolosamente autoritari. Bisogna respingere questa strategia ed evitare qualsiasi illusione in una salvezza che provenga dalla giustizia borghese.
I vecchi media svolgono un ruolo cruciale nel groviglio di interessi della classe dominante. La rete Globo, la stessa che ha sostenuto il colpo di Stato mediatico-giuridico-parlamentare e che ha costruito e legittimato il golpe recente, ora si schiera dalla parte del più forte, con la Procura Generale della Repubblica (PGR) per le dimissioni di Temer. Lo scopo è quello di ripristinare le condizioni per l'approvazione delle riforme con l'elezione di un nuovo presidente tramite elezioni indirette. Non possiamo sottovalutare il ruolo che i giganti dei media svolgono a livello   ideologico. La posizione del Globo contro Temer non significa nessun progresso per le masse. Nel discredito dei politici di professione e delle vecchie figure, come Aécio Neves, il Globo orienta la sua agenda verso la tendenza globale a sfruttare le candidature di personalità apparentemente "fuori" del campo politico-partitico. (Doria, Meirelles), della magistratura (Nelson Jobim, Carmem Lúcia, Joaquim Barbosa), o anche dei media di intrattenimento (Luciano Huck). Si tratta di una mossa strategica in discredito dei vecchi media per rafforzare il ritmo di democratizzazione della comunicazione limitato al potere di queste società e per rafforzare i media popolari.
E' necessario mettere in discussione il motivo per cui le denunce arrivano solo in questo momento. Anche se alcuni politici sono stati fatti fuori e si è innescata una certa instabilità, l'azione dimostra accordi di fedeltà tra lo Stato e il capitale. Il criterio è economico e sta nell'interesse a difendere una società che di recente è stata travolta dallo scandalo "carne fradicia", un'azione che, se da un lato ha mostrato le condizioni terribili in cui viene prodotto il nostro cibo, serve prioritariamente gli interessi americani per indebolire un concorrente nel mercato internazionale della carne. Va notato che è stato il governo del PT / PMDB che ha ingrassato la produttrice di carni JBS tramite la BNDES (Banca per lo sviluppo, ndt) con aiuti milionari, trasformando  l'azienda in una delle più grandi al mondo.

Dal basso e da sinistra, democrazia diretta subito!
Il fatto è che la spinta che ha portato molte persone in piazza in questo primo anno di governo Temer può diventare realtà: le dimissioni di Michel Temer della Presidenza della Repubblica. E ci chiediamo: e adesso? Qual è il prossimo passo? Sappiamo che con i golpisti indeboliti e con la loro base parlamentare oscillante, mancano le condizioni per dare continuità  nella gestione delle riforme del lavoro e della pensione. Dunque è urgente intensificare la lotta contro le riforme e riguadagnare i diritti che sono stati rimossi dai golpisti del passato e contro la attuale congiuntura che vive il PT / PMDB. Oltre a fermare le riforme, abbiamo bisogno di costruire un progetto che farà pagare ai ricchi il conto della crisi e che riconosca le elite politiche, gli imprenditori ed i media come nemici del popolo. Le grandi aziende come JBS devono al governo più di 400 miliardi di euro, circa tre volte il valore del falso debito per la sicurezza sociale.
Solo l'organizzazione delle persone e la pressione per le strade possono impedire le riforme e gli attacchi ai diritti sociali. Nulla potrà venire dal parlamento. Dobbiamo evitare che gli imprenditori e l'elite politiche realizzino i loro accordi da cupola e golpe per dare continuità al loro progetto. La mobilitazione e la pressione popolare sono urgenti e  necessari ora per evitare lo stato di avanzamento delle riforme in mezzo a questa instabilità. E' necessario fare pressione per imporre al governo le volontà popolari, anche nel caso di un'elezione diretta. E la mobilitazione del popolo oggi è urgente per prevenire lo scenario peggiore, che è una sospensione delle elezioni nel 2018 attraverso un intervento politico-militare e la persecuzione dei settori militanti della sinistra.
La sinistra elettoralista richiede ora la Presidenza della Repubblica e il lulismo può riemergere, come anni fa, presentandosi come soluzione popolare nel bel mezzo del terremoto da crisi politica. Non possiamo farci ingannare! Abbiamo detto e continuiamo a dire: occorre superare il PTismo e tutta la sua eredità a sinistra. La convinzione che Lula saprà come affrontare la crisi e portare miglioramenti nelle vite degli oppressi non ha alcun fondamento. L'elezione di Lula rappresenterebbe solo un altro patto di classe con la borghesia ed i padroni, in termini ancor più prudenti rispetto agli anni precedenti.
La cosa importante ora è che la lotta deve essere dal basso e nelle strade per far avanzare un programma popolare dei diritti! Promuovere l'organizzazione, la mobilitazione contro la riforma delle pensioni e dei diritti del lavoro e la costruzione di un progetto popolare con autonomia di classe. Catalizzare l'insoddisfazione popolare in rivolta e avanzare nella lotta nei luoghi di militanza. Non si deve fare nessun affidamento nelle soluzioni derivanti dalla riorganizzazione della sinistra e dagli  accordi della cupola per salvare la democrazia borghese. Nessuno ha il coniglio nel cilindro, la soluzione è quella di costruire un'organizzazione popolare nei quartieri, nelle scuole, nei luoghi di lavoro con i poveri e gli oppressi. Dobbiamo esigere la sospensione di tutte le misure anti-politiche avviate nel governo del PT e proseguite  dal colpo di stato Temer.
Il momento non è favorevole per noi oppressi ed oppresse, ma la crisi e la disputa tra le élite aprono margini per altri progetti. Abbiamo bisogno di usare l'insoddisfazione per delegittimare il sistema e canalizzare lotta sociale.
Democrazia diretta subito! Per la sospensione di tutte le misure antipolitiche! Contro l'austerità e contro i tagli ai diritti! Fuori i golpisti del Globo! Costruire il Potere Popolare contro l'austerità e contro la repressione!
(traduzione a cura di AL/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)
Protesta en San Pablo (Brasil)
Protesta a San Pablo (Brasil)

mercoledì 27 luglio 2016

Breve sguardo sul Brasile alla vigilia delle Olimpiadi

Il 30 giugno l’Istituto di Sicurezza Pubblica ha divulgato i dati degli omicidi commessi dalle forze di polizia e possiamo constatare l’allarmante risultato di crescita di questi crimini alla vigilia delle olimpiadi. Se prendiamo maggio come esempio abbiamo a Rio de Janeiro nel 2015 17 persone uccise dalla polizia, mentre nel 2016 sono 40!
Questo aumento del 137% di casi di violenza poliziesca non è un caso e possiamo connetterlo direttamente all’arrivo dei giochi olimpici, in una dinamica a cui abbiamo già assistito nel 2014 con l’arrivo dei Mondiali.
Una situazione percettibile anche a chi a Rio ci vive in questo momento e che mentre la torcia olimpica sfila per il paese (non senza incidenti quale quello in cui un ragazzo ha provato a spegnerla lanciano acqua da un secchio a metà giugno) deve confrontarsi con incursioni delle squadre di polizia e contrattacchi del traffico di droghe che rialza la testa sempre di più, malgrado l’operazione in corso dal 2010 di occupazione da parte della Polizia Militare dei quartieri di periferia detti “favelas”.
Anche che il processo per l’omicidio di 5 ragazzi che erano in una macchina e hanno ricevuto 33 spari dalla polizia sia finito nel nulla assoluto, senza nessuna condanna, è un indicatore del clima che il Governo dello Stato di Rio de Janeiro vuole instaurare. Oppure dal mantenimento in carcere di Rafael Braga Vieira, condannato a 4 anni di carcere per porto di esplosivi in un corteo dove lui non era neanche presente (una bottiglia di plastica contenente detersivo) che esprime tutto il razzismo di questa guerra ai poveri che miete in alcuni casi tragici anche la vita di bambini, ma che si maschera per guerra al narcotraffico.
Complicata la situazione quella del governatore sostituto di uno stato fallito che ha dichiarato la bancarotta mentre proclamava lo “stato di calamità pubblica” (delegando alle forze dell’ordine la gestione della sicurezza pubblica visto che lo stato non ha soldi per fare niente) e che non paga più i salari dei funzionari pubblici con il risultato diretto di chiusura di università e sciopero dell’istruzione.
E se consideriamo che nei mesi precedenti il sindaco di Rio assieme al segretario dei trasporti hanno annunciato il taglio di centinaia di linee d’autobus dopo un altro vergognoso aumento del biglietto a cui ora si aggiungono probabili tagli alle agevolazioni resta ancora più chiara l’intenzione di isolare le periferie sempre di più e controllare ogni velleità rivendicativa tramite la politica del terrore.
Questo il lascito delle Olimpiadi e di tutti i grandi eventi. Una città che si dimostra in gran parte vetrina per turisti, totalmente diversa da quella reale. Come quando venne il Papa nel 2013 e per due giorni la metro è rimasta in funzionamento soltanto per i pellegrini in possesso della tessera speciale, escludendo tutti i cittadini che ancora non erano stati esclusi dai prezzi esorbitanti dei biglietti.
Alzando lo sguardo alla politica nazionale, il quadro non migliora e il progetto di paese che il Brasile è diventa sempre più chiaro: il nuovo governo, punta di lancia del colpo di stato appena consumato, sta accelerando riforme che il governo anteriore aveva dato mostra di volerle realizzare. Precarizzazione del lavoro, alzamento dell’età pensionabile ai 70 anni, fine della demarcazione delle terre indigene e contadine… Per non parlare delle proposte che girano in parlamento da parte dei settori più reazionari (rappresentanti di latifondisti, banchieri, produttori di armi, clero neo-pentecostale) come il “scuola senza partito” che proibisce agli insegnanti di esprimere qualsiasi opinione politica (ovviamente di sinistra) e chiude definitivamente le lezioni già scarse di sociologia e filosofia.
Il 2013 ha segnato un momento molto importante per il Brasile, quando a giugno milioni di persone scesero in piazza rispondendo all’appello del Movimento Passe Livre per impedire l’alzamento dei biglietti d’autobus. Non solo giornate di protesta che non si vedevano da anni e che hanno lasciato polizia, giornalisti e politici impalliditi e incapaci di reagire ma che sono riuscite ad arrivare alla vittoria nel giro di tre settimane.
Se non è stato un fulmine a ciel sereno come molto si è detto in giro tra sociologi e giornalisti internazionali, di sicuro è stato un incredibile alzamento del conflitto, merito dei movimenti popolari che si organizzano e lottano da quasi 30 anni. Merito di chi si sta dedicando alla vera ricostruzione democratica del paese, dopo i 21 anni di dittatura finiti nel 1985.
Davanti a tale pericolo di un salto di qualità della classe nel portare avanti le proprie lotte, la borghesia si è vista a dover ammettere che il governo di “patto di classe” del Partito dei Lavoratori (PT) aveva funzionato nel 2003, ma ormai dopo più di 10 anni non funziona più. Per questo la scelta del colpo di stato “bianco”, di rovesciare sulla presidentessa Dilma Roussef il malcontento dei ceti medi e alti che dopo le politiche di assistenza del Governo verso i più poveri si sentivano minacciati nei propri privilegi e che con paura hanno sempre visto il montare delle mobilitazioni. E in tale contesto è passata quasi sotto silenzio la legge che ha introdotto il reato di terrorismo nel codice penale, una delle ultime misure del governo Dilma, quella di lasciare ancora più margine alla repressione dei movimenti popolari e alla criminalizzazione della protesta.
Purtroppo dal 2013 poco si è imparato, e la maggior parte delle organizzazioni politiche hanno pensato di poter capitalizzare l’evento per i propri scopi sia istituzionali o insurrezionali. Una strategia che si è dimostrata disastrosa all’inizio del 2014, per concretizzarsi e diventare evidente durante i mondiali.
Per fortuna possiamo contare su chi invece ha preferito (e da prima del 2013) investire nella costruzione del sociale, spazi e movimenti popolari in grado di aggregare diversi settori sfruttati con l’intento di diventare essi stessi protagonisti, indipendenti da qualsiasi avanguardia.
E abbiamo visto che il lascito del 2013 ha potuto andare anche molto oltre il 2014 (un l’ondata di scioperi) e a fine 2015 fino ad esso centinaia di scuole in diverse regioni del paese sono state occupate dagli studenti di 13-18 anni che denunciavano le condizioni assurde della scuola pubblica. Significativo il fatto che i tentativi dei sindacati studenteschi gialli di cooptare le occupazioni e negoziare col governo siano sempre caduti a vuoto, screditando ancora una volta gli organi della sinistra istituzionale della conciliazione.
Una nuova generazione che si è dimostrata capace di gestire una lotta intensa e complicata e di uscirne vittoriosa nelle richieste ottenuta e rafforzata con il costituirsi di tante realtà che puntano alla costruzione di sindacati studenteschi autonomi e autogestiti.
In Brasile si avvicinano le elezioni, e possiamo constatare felicemente che si stiano muovendo in alcune città quegli spazi che già da molti anni si strutturano sotto l’insegna dell’Altra Campagna, aggregazioni di lotte e movimenti che rifiutano di partecipare al gioco elettorale e costruiscono dal basso e sul loro territorio discussioni e delineando strategie di cambiamento tramite il potere popolare, molto al di la delle retoriche. Significativi per questo processo organizzazioni sociali come la Resistenza Popolare e il Movimento di Organizzazione di Base che si fanno sentire nei quartiere di periferia, nell’educazione popolare di giovani e bambini.
Per concludere possiamo constatare che il fallimento della politica istituzionale e insurrezionalista (quest’ultima in pezzi dopo il 2014) non vuol dire il fallimento delle istanze politiche e ideologiche, lo vediamo con la crescita lenta ma costante della Coordinazione Anarchica Brasiliana, che da 4 anni in qua si sta aprendo la propria strada e che ormai conta con 12 organizzazioni in 12 stati del paese, e centinaia di militanti.
Una crescita che non è isolata dal resto del Sud America, dove l’anarchismo di matrice specifista (che in Europa chiamiamo comunismo anarchico) diventa sempre più riconoscibile nella sua inserzione sociale, tra le lotte e l’organizzazione della classe.
Di questo si tratta, sin dal 1500, costruire un alternativa di paese, un altra storia, un altro potere. Le Olimpiadi passeranno, e lasceranno dietro di sé una scia di sangue e abusi percettibili nelle nuove opere e riorganizzazione dello spazio urbano. Ma la ruspa delle classi dominanti che ha rimosso interi quartieri e intere vite, non è ancora riuscita a passare sopra l’indignazione organizzata, e ci auguriamo che non passerà mai, dando tutta la nostra solidarietà a chi tutti i giorni combatte il razzismo, il terrore, il sessismo e lo sfruttamento.
Un brasiliano residente in Italia e militante di Alternativa Libertaria

lunedì 7 luglio 2014

L'ira dell'elite contro il governo che organizza la loro Coppa del Mondo

Scritto dopo il debutto della nazionale brasiliana e prima della fine delle qualificazioni La Coppa del Mondo della FIFA viene considerata come uno dei più grandi eventi sportivi mondiali. Non c'è niente di strano se i dirigenti dell'istituzione guidata da Blatter proseguono nel fare cento richieste al paese che accoglie il torneo. Nella realtà i diritti fondamentali sono stati sospesi, proprio nel paese in cui c'è un governo "di sinistra". Peggio nel paese tropicale. L'élite che ha fischiato ed insultato la presidente nella inaugurazione è la presenza dominante negli stadi. Quando il Brasile fu eletto come sede del 2014, il governo brasilano non poteva immaginare la grandezza della sfida che poneva l'organizzazione della Coppa del Mondo per compiacere tutti. Curiosamente (o no), la classe dei più insoddisfatti era la vera beneficiaria della competizione della FIFA. L'élite che ha fischiato ed insultato la presidente alla inaugurazione è la presenza dominante negli stadi. Il che può spiegare gli insulti esagerati. La presidente del Brasile sapeva cosa l'aspettava, forse per questa ragione ha evitato di pronunciare il discorso di apertura durante la cerimonia. Come tutti sanno, è stato il cosiddetto "yellow block" (neologismo inventato dalla TV Folha in un impagabile reportage) a dare inizio alla reazione più reazionaria. Gli insulti ed i fischi sono iniziati nella zona VIP, dove di sicuro non ci va il popolo. Il presentatore TV Luciano Huck, proprietario del marchio d'abbigliamento "Use Huck" che aveva dato origine alle T-shirts della campagna "Siamo tutti scimmie", è stato accusato di essere uno dei primi a fischiare. Dettaglio: i biglietti d'ingresso in questa area dello stadio costavano intorno ai 900 reales (circa 400 dollari yankee!). Huck si è difeso nella sua trasmissione settimanale, sbraitando contro l'attitudine al dileggio da parte del pubblico presente. Ha calmato bloccata in una catena nazionale la rabbia della elite brasiliana, la quale non riesce a coesistere con un governo che non è stato eletto per loro, e ancor peggio, non sanno come regolarsi in una festa fatta per incarico di coloro che sono ai vertici della società. Le stesse persone che si lamentavano dei movimenti sociali che protestavano fuori, "protestavano" negli stadi, chiedendo birra d'importazione. Le polpette di pollo fritto non erano mai buone. Nelson Rodrigues spiega che il menar calci è un trauma della elite brasiliana; quelli che sono in fondo alla società ne soffrono le conseguenze, perchè tendono a riprodurre le abitudini di vita imposte dai controllori dell'apparato di riproduzione ideologica. Un bilancio degli stadi Gli stadi, i tribunali ed i campi sono lo spazio di polemica dei contratti ufficiali. Tutti gli stadi brasiliani costruiti per la Coppa del Mondo sono stati messi alla prova, ci sono stati alcuni problemi, però niente di grave. Itaquerão (Sao Paulo, Brasil) - Luogo della partita inaugurale del torneo. I giornalisti si sono lamentati che il segnale internet era instabile nel centro stampa e nelle zone comuni. Qualcuno si è lamentato dei bar per la mancanza di cibo e per le bibite calde. Durante la partita le luci si sono spente, ma non tutte, ma non c'è stata nessuna interruzione di gioco. Mané Garrincha (Brasilia, Distrito Federal) - Lunghe code si sono formate agli ingressi per i controlli con i metal detector per la partita Svizzera- Ecuador. Molti tifosi sono entrati a partita in corso. Maracanã (Rio de Janeiro, Rio de Janeiro) - Bar sotto accusa allo stadio Mario Filho, la scarsità di cibo e le lunghe code per acquistare le bibite hanno reso nervosi i tifosi per la partita tra Argentina e Bosnia. L'incidente più grave si è avuto per la partita tra Cile e Spagna: i tifosi cileni hanno invaso il centro-stampa con l'intenzione di giungere alle gradinate, la polizia di Río è ricorsa all'aiuto delle guardie di sicurezza della FIFA per contenere gli invasori. Mineirão (Belo Horizonte, Minas Gerais) - Molti problemi col traffico fuori dello stadio. All'interno reclami per il servizio bar inefficiente. Ed anche per le lunghe code ai bagni. Arena Pantanal (Cuiabá, Mato Grosso) - Qui lunghe code ai bar e reazione dei rivenditori, il fatto più grave durante la partita Australia-Cile, in cui i tifosi sono riusciti ad entrare con i razzi. Il comitato organizzatore locale (COL) ha definito l'episodio dei razzi come "inaccettabile". Arena Pernambuco (São Lourenço da Mata Grande Recife, Pernambuco) - Mancanza di cibo nei bar, inoltre violazioni della sicurezza. I tifosi della Costa d'Avorio sono riusciti a portare strumenti musicali (proibiti dal regolamento della FIFA), dando luogo ad una festa con grande allegria degli africani. Arena Fonte Nova (Salvador, Bahia) - Problema con le lunghe code all'ingresso e per le file ai bar all'inizio della prima partita. Nella seconda è andata meglio. Arena das Dunas (Natal, Rio Grande do Norte) - Lamentele per la mancanza di segnale per i telefoni cellulari, con momenti in cui ogni comunicazione era impossibile. Castelão (Fortaleza, Ceará) - Il problema era il 3G, l'instabilità del segnale per i cellulari ha ostacolato il lavoro dei giornalisti e provocato lamentele nel pubblico. Arena da Baixada (Curitiba, Paraná) – Molti ritardi all'entrata, i tifosi si sono lamentati anche dei tempi di attesa ai bar ed ai bagni. Beira-Rio (Porto Alegre, Rio Grande do Sul) - Problemi col segnale telefonico per internet, alcuni tornelli bloccati con code all'ingresso. Il problema maggiore con l'impianto sonoro dello stadio, che ha impedito l'esecuzione degli inni nazionali e le informazioni audio per la partita tra Francia e Honduras. Arena Amazônia (Manaus, Amazonas) - Lamentele per le lunghe code ai bar e per le carenze nel personale volontario incapace di dare informazioni e di parlare lingue straniere. La gente seduta sulle scale o a far confusione nei passaggi impediva la vista della partita. Mancanza del segnale telefonico. In questo paese il diritto alla protesta è sospeso. Continua in Brasile anche durante la Coppa del Mondo, l'ondata di proteste con le sue rivendicazioni, quantunque non sia la stessa dell'anno scorso. Esiste una mobilitazione per rivendicazioni concrete, gli obiettivi sono simili, però non è proprio la stessa cosa. E' difficile che le proteste assurgano a carattere di massa in questo 2014, a causa del fatto che forze come il PSOL e il PSTU, capitalizzando i dividendi della campagna elettorale che hanno davanti, scendono in strada e moltiplicano gli eventi pubblici. Trascorsa più di una settimana dall'inizio dei mondali, ci sono manifestazioni in tutte le città che li ospitano. Alcuni dicono che i manifestanti sono degli opportunisti e che si stanno approfittando dell'eco mediatica che offre il Mondiale. A San Paolo uno scontro tra polizia e manifestanti ha provocato dei feriti, tra cui due giornalisti della CNN. Di fatto, l'opportunità di protestare si dà per il fatto che la realizzazione della Coppa presenta un conto che sarà pagato dai più poveri. Siamo di fronte a sgomberi di massa di intere aree geografiche, al caro-prezzi del suolo urbano, alla realizzazione di opere in posti dove non ci sono società di calcio rilevanti (vedi Cuiabá e Brasília), o alla costruzione di stadi nuovi dove esistono tre squadre professionistiche con i loro propri stadi (come a Recife). Siamo avanti ad ovvi abusi ed eccessi di polizia. Mentre Brasile e Messico se la giocavano a Castelão, a Fortaleza c'è stato un duro scontro con la polizia militare dello stato di Ceará e lo stesso è successo nello stato di Pernambuco. A Recife, gli occupanti dei movimento Occupy Estelita hanno cercato di occupare il centro della città. La ragione sta nel progetto edilizio "Nuevo Recife", il cui obiettivo è la costruzione di torri altissime in una città già piena, con un percorso fatto di illegalità, d'accordo con le autorità fiscali federali. L'occupazione si è svolta pacificamente, con una programmazione di attività ludiche. Come sempre, il governo dello stato di Pernambuco, ha mandato la polizia antisommossa sul posto, con uso di lacrimogeni e proiettili di gomma contro gli occupanti. Hanno approfittato del clamore della partita della nazionale per mettere in essere un'azione completamente antipopolare. Chi è che è stato opportunista in questo caso? Dilma fischiata e la non identità tra il governo in carica e l'élite che va allo stadio. I fischi a Dilma, accompagnati da maldicenze e parolacce hanno dato il segno all'inizio della Coppa del Mondo. In questo momento, dopo una stereotipata festa di inaugurazione, il lulismo si è trovato faccia a faccia col suo peggior nemico. Per essere chiari, Lula ed i suoi non cercano una identificazione con quel Brasile a cui piacerebbe parlare una lingua straniera e che guarda sorpreso ed a bocca aperta al centro del capitalismo come la quintessenza della civiltà. Il maggior partito di ex-sinistra del continente viene tollerato –e senza amore– da coloro che dominano il paese a livello ideologico, economico e politico. Si tratta di una doppia lealtà mai risolta dal PT nella sua coalizione di governo oligarchico. L'era di Lula (e Dilma) è stata segnata dal "guadagnar-guadagnar", per cui chi sta sopra fattura grazie al “Bismarckismo Tropical” e le politiche sociali migliorano la vita di chi sta sotto. Il problema sta nella punta superiore della piramide sociale. Come di solito succede, c'è una una mediocre interpretazione da parte della tendenza materialista. Gli ex-militanti hanno associato la lealtà di classe ai benefici materiali portati dalle realizzazioni del governo. Il ragionamento è corretto, soprattutto quando si tratta di guadagnare un'enorme riserva elettorale. Come nel resto dell'America Latina, la maggioranza dei governi agiscono solo a proprio beneficio e della loro frazione di classe, qualche provvedimento redistributivo è visto come un'eccezione, conquistando così immediatamente la lealtà (il voto e l'affetto), di coloro che hanno ottenuto il minimo sperato all'interno di un sistema democratico. Questo governo funziona con la logica di rafforzare le struttture del capitalismo e la conseguente proiezione del Brasile sullo scenario internazionale, intendendo necessario l'aumento del potere delle imprese del capitale nazionale o associato. Il PT ed i suoi alleati hanno fatto un buon governo per un paese capitalista la cui struttura si basa sullo stato patrimoniale. Per qualche mente lucida di destra si è trattato dell'opzione "meno peggio". Però si sono dimenticati di combinare questo con la classe dominante e con la sua frazione ausiliaria, quella classe medio-alta che opera per la riproduzione dei grandi controllori materiali e simbolici della nazione. Dilma è stata fischiata da costoro perchè non si identificano con lei, almeno per la maggior parte del pubblico presente a Itaquerão. La ex- guerrillera fa di tutto per costruire un paese che accompagni lo sviluppo del capitalismo brasiliano, però non dispone di una classe dominante predisposta a tale audacia. Infine, chi la mandó al governo cercando di soddisfare coloro da cui è così mal riconosciuta come la élite brasiliana? dijairalemdasquatrolinhas@gmail.com blimarocha@gmail.com *Dijair Brilhante è studente in giornalismo e Bruno Lima Rocha è professore in scienze politiche e relazioni internazionali Link esterno: http://estrategiaeanalise.com.br/contenido-original-en-....html (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

giovedì 26 giugno 2014

Contro la Coppa e contro la repressione: seminare lotta e organizzazione!

L'insieme di lotte e conflitti sindacali e sociali in corso nel paese prima e durante la Copa do Mundo, tiene sotto pressione il governo federale, alcuni governi statali, municipi e padroni, generando una guerra dei nervi nei principali centri urbani del paese. Se l'anno scorso i protagonisti delle grandi manifestazioni furono i settori precarizzati dei giovani e non i movimenti popolari organizzati, nelle manifestazioni del 2014 si sono aggiunti i lavoratori di diverse categorie insieme a settori vicini ed espressione delle classi oppresse. Ne è un esempio la lotta dei lavoratori della metropolitana di São Paulo – i quali nei giorni scorsi hanno dovuto fare i conti con l'intransigenza di una delle più forti espressioni della destra brasiliana [cioè l'organizzazione di estrema destra cattolica Opus Dei Geraldo Alckmin/PSDB (Partido da Social Democracia Brasileira, ndt)]- vittime di una pesante repressione, delle strumentalizzazioni dei grandi mezzi di comunicazione e del licenziamento di più di 40 lavoratori. I sindacati della metropolitana proseguono nella campagna per il reintegro dei 42 licenziati. La partita più dura si sta giocando sulla pelle di questi valorosi compagni e di altre categorie attualmente in sciopero ed è per questo che ci teniamo a precisare di stare molto attenti a tutti i tentativi di criminalizzazione delle lotte. Stato di emergenza? No, Stato di lotta e di solidarietaà pemanente! A fronte della Legge Generale sulla Coppa e della Portaria de Garantia della Legge e dell'Ordine che configurano un vero e proprio stato d'emergenza in tutto il paese, si rende estremamente necessaria una solidarietà incondizionata all'interno della sinistra e dei movimenti sociali in tutte le lotte in corso e, soprattutto, per i lavoratori della metropolitana di São Paulo. Da mesi si assiste ad un aumento della presenza militare e di polizia nei centri urbani, così come nelle periferie e nelle favelas. Dopo le giornate del giugno 2013, abbiamo visto una crescente preoccupazione da parte dello Stato nel garantire la “tranquillità” durante lo svolgimento della Coppa, che in pratica si è tradotta in provvedimenti giuridici limitativi dei diritti civili e delle libertà democratiche, nell'intensificazione della repressione e della criminalizzazione della protesta e della povertà, nell'aumento della presenza militare e di polizia nei centri urbani, così come nelle periferie e nelle favelas, insieme ai costi delle tecnologie della repressione. La continuità delle lotte sindacali e popolari in questo periodo ci indica che non saranno evitati gli sforzi nella direzione di contenere, spaventare ed impedire che i lavoratori facciano uso degli strumenti legittimi e storici per difendere i propri diritti e le proprie conquiste, come il diritto di scioperare, di fare picchetti, occupazioni e manifestazioni. A Rio de Janeiro, São Paulo e Ceará, per esempio, sono stati emessi mandati di cattura e di arresto alla vigilia della COPA, con la detenzione di alcuni compagni al fine di diffondere la paura tra gli attivisti sociali. Nel Distrito Federal, i militanti del Comitato Popolare della Coppa hanno ricevuto intimidazioni da presunti rappresentanti della Justiça Eleitoral non-identificatisi, un giorno prima della protesta contro i costi della coppa. A Porto Alegre, diversi attivisti sociali del Bloco de Lutas sono stati denunciati ed intimiditi. Proprio i lavoratori della metropolitana in sciopero hanno subito forti repressioni da parte della Truppe antisommossa della Polizia Militare, che hanno usato lacrimogeni, bombe assordanti e pallottole di gomma. A Goiânia, studenti del Frente de Luta per il Trasporto Pubblico sono stati arbitrariamente arrestati e si vanno ad aggiungere agli innumerevoli fermati ed arrestati nelle lotte per i trasporti in tutto il paese. La lista è lunghissima e potremmo stilare più di una pagina con i casi di intimidazione e di repressione da nord a sud di tutto il Brasile. Il problema della carenza degli alloggi che qui è gravissimo, porta al moltiplicarsi del numero delle occupazioni urbane nelle grandi città. La risposta dello Stato è stata quella di difendere gli speculatori immobiliari, procedendo a sgomberi forzati. Tranne quando i movimenti per la casa sono scesi in strada denunciando ed esigendo soluzioni come recentemente successo a São Paulo. Nella nostra analisi siamo consapevoli che stiamo vivendo un momento emblematico nel nostro paese, con l'aumento della repressione politica nei confronti degli attivisti sociali e delle organizzazioni politiche, denunciate con accuse assurde e pesanti che possono preseguire ben oltre la fine della Coppa del Mondo. Tutto questo si interseca con una costante guerra psicologica contro le lotte sociali portata avanti dai grandi mezzi di comunicazione, che distillano odio di classe e menzogne nell'intenzione di costruire un consenso conservatore che rafforzi l'idea che la questione sociale è una questione di ordine pubblico e di polizia. Il periodo di svolgimento della Coppa conferma questo scenario. Con il messaggio al paese del 10 giugno, la presidente Dilma Rousseff ha detto che questa sarà una “coppa di tolleranza, di diversità, di dialogo e di comprensione”. Una chiara riaffermazione dell'attuale patto sociale stipulato dall'attuale governo con la borghesia e con la sua base sociale, sia in termini di partiti che di movimenti sociali che essa controlla, come nel caso della centrale sindacale CUT (Central Única dos Trabalhadores, ndt) per esempio. Affrontare la repressione: organizzandosi e lottando! Il periodo che stiamo attraversando sta mostrando il vero volto del sistema di dominazione capitalistico, che non verrà trasformato con un cambio del governo di turno. Quando noi ci muoviamo dal basso, ecco che dall'alto si mettono in atto misure coercitive, repressive e di intimidazione per frenare le lotte. La repressione è sempre stata e sempre sarà l'asso nella manica delle classi dominanti e dello Stato, una carta che distrugge tutto ed impone la “pace sociale”. La violenza che viene dall'alto è costitutiva delle strutture di dominio del capitalismo e, pertanto, non ci sarà mai un'eccezione nel sistema attuale. Questa è la regola che contribuisce a mantenere in funzione le relazioni di potere e di dominazione funzionali ai privilegi delle classe dominanti. É certo che il carattere delle mobilitazioni, in molte delle quali pesano le direzioni sindacali e le strutture ufficiali del sindacalismo "tradizionale", ci chiede di fare dei passi avanti per costituire forme di organizzazione dal basso che facciano dell'esperienza di lotta di migliaia di lavoratori, degli inquilini delle periferie urbale, dei poveri della campagna e degli studenti un criterio per imparare ciò che serve e ciò che non serve al protagonismo ed all'azione diretta di chi lotta. Questo implica raffrozare e costruire movimenti popolari ed organismi sindacali di base conflittuali ed indipendenti per dare forza sociali agli oppressi, una linea politica che la CAB si è modestamente dedicata a costruire in diversi settori di lotta. Le esperienze di lotta del 2013 e le lotte recenti hanno prodotto un'ideologia conflittuale, di lotta e di scontro. Non è ora di arretrare, è ora di qualità organizzativa! Ancora una volta è ora di solidarietà permanente, perchè la lotta si è fatta permanente e dove c'è dominazione c'è resistenza! Dove c'è resistenza, lotta ed organizazione di base, si piantano i semi per costruire il Poder Popular. E' il momento di affrontare la repressione lottando perchè questo nuovo periodo di lotte contro le forze di stato approfondisca i livelli di organizzazione e di coscienza dal basso per superare la paura che la classe dominante ed il suo governo di turno cercano di imporci. Piena Solidarietà allo sciopero dei lavoratori della metropolitana di São Paulo! Per il diritto di sciopero! Per il reintegro dei 42 lavoratori della metropolitana in sciopero e licenziati! Per la fine delle detenzioni e delle intimidazioni verso chi lotta! Contro la repressione che viene dall'alto, lotta, sciopero ed organizzazione dal basso! Rafforzare il movimento sindacale e popolare con la democrazia diretta, con l'indipendenza di classe dai governi! Protestare non è un crimine! Coordenação Anarquista Brasileira (CAB) (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali) Link esterno: http://anarquismo.noblogs.org/?p=82

mercoledì 29 gennaio 2014

Lotte sociali e poder popular in Brasile - dibattito a Pordenone 31 gennaio

Venerdì 31 gennaio ore 20:00 presso il prefabbrikato - via Pirandello, 22 (quartiere Villanova) - Pordenone Incontro/dibattito su "Lotte sociali e poder popular in Brasile" con Livio della FARJ - Federaçao Anarquista de Rio de Janeiro, per parlare di lotte popolari, tariffa zero, comitati di quartiere, lotta di classe, mundial e quello che verrà... Prima del dibattito aperitivo e buffet per prenotazioni: info@zapatapn.org ------------------------------------------------------------------------------

mercoledì 16 ottobre 2013

LETTERA AI POPOLI DEL MONDO - Anonymous Rio

Questa lettera è una dichiarazione al mondo, una dichiarazione di tutto >ciò che si è verificato negli ultimi mesi in Brasile. Lei è anche una nota >di applicazione e sostenere tutte le lotte e le rivolte popolari che si >sono verificati in tutto il mondo, che si verificano in ogni luogo dove la >crisi del capitale ha fatto rivivere la speranza di un mondo nuovo. >Chiediamo che tutti i popoli del mondo traducete e diffondete questo >messaggio a tutti. > >Il Brasile sta vivendo un bollore, un'effervescenza-politico, dal momento >che l'anno 2011. Era una dimostrazione di crescita che coinvolgono cause >indigene, ambientale, diritto alla città, l'alloggio, l'istruzione, >l'inflazione, la speculazione e le padrone di casa, la violenza della >polizia. Tutte le linee guida raggruppata sotto il tema della corruzione >della classe politica che non può nemmeno rappresentare se stessi, più il >popolo del Brasile. Tutti questi movimenti prima di recenti avvenimenti >serviti per addensare il brodo che si è verificato negli ultimi mesi in >tutto il Brasile, con più intensità nelle città di Rio de Janeiro e São >Paulo. > >Il mese di Giugno 2013 è stato l'apice delle mobilitazioni sociali in >tutto il paese. Con un povero sistema di trasporto pubblico in cui le >tariffe sono troppo alte, l'ultima goccia nella pazienza delle persone >erano aumenti del valore del biglietto dell'autobus in varie città del >paese. Eruttato diverse manifestazioni pacifiche in quasi tutte le città >del paese e la classe politica continentale ha rifiutato di ascoltare le >grida popolari e di ridurre il valore delle tariffe. A quel tempo le >persone sono state già dicendo che non era solo l'aumento delle tariffe è >stato di diritto! La gente era per le strade per essere estremamente >stanco della politica praticata dai despoti. Qui in Brasile la classe >politica froda le elezioni del DRE e fa ciò che vuole, senza mai >consultare il popolo. Ma nel mese di giugno la gente parlava, la gente ha >chiesto. > >Tutte le proteste pacifiche giugno sono stati soppressi con estrema >violenza con gas lacrimogeni e spray al peperoncino. Ma le tariffe sono >diminuite, la pressione era così tanto che ha dovuto abbassare le tariffe. >Solo che non era solo per i soldi, era da diritti. Ora le persone in >concorso strada, ed era il tempo della Confederations Cup FIFA. Gli Eventi >Mega (Confederations Cup, Coppa del Mondo e Olimpiadi) ha portato la spesa >esorbitante di denaro pubblico, traslochi e baraccopoli e nessuna >trasparenza. Una delle grida che echeggiano nelle strade era "Coppa Ho la >mano aperta che voglio è il denaro per la salute e l'istruzione." Le urla >erano attutiti colpi di proiettile di gomma, gas lacrimogeni e spray al >peperoncino. > >Erano circa 3 mesi di proteste pacifiche con massiccia repressione di >stato. Agenti di polizia che in inferiorità numerica i 200 polizia, mai >meno lo erano. Ogni volta equipaggiato per la guerra, a volte con cavalli, >cani e auto blindate (caveirão). La gente pacifica sempre stata >massacrata. Alcuni sono stati accecati da aver ricevuto gomma proiettile >sparato in un occhio, un giornalista e un fotografo sono stati tra le >vittime. Molti feriti da schegge di bombe sganciate dalla polizia. Tutti >sono stati esposti a strappare gas. Tutti questi mesi di intransigenza del >governo, che non avrebbe incontrato il clamore popolare per più >trasparenza, equità e riforme nella struttura politica, più l'estrema >violenza che i manifestanti ricevuti dallo Stato, hanno generato un >movimento noto in tutto il mondo: Nero Bloc. > >Era un bisogno di sicurezza per i manifestanti che venivano massacrati >dalle forze di polizia del governo. In questo momento le proteste sono >state più intense a Rio de Janeiro, con la richiesta in uscita del >governatore e sindaco del suo ufficio, e in San Paolo, criticando anche il >governatore e il sindaco. Il parlamento di Rio de Janeiro ignorato le >chiamate popolari e proteste intensificate. La repressione intensificata e >anche una parte dei manifestanti hanno anche intensificato la >radicalizzazione. > >Dal momento che le proteste sono iniziate più di mille persone sono state >fermate solo a Rio de Janeiro. Circa 30 persone sono rimaste intrappolate >in un carcere di massima sicurezza per un certo tempo. Un decreto è stato >stabilito a Rio de Janeiro che permette la violazione della riservatezza >del telefono e del computer. Molti video mostrano la brutalità della >polizia e prigioni con prove artefatte. Gli attivisti sono perseguitati >dal governo. Molestato e arrestato. > >Su 11 Ottobre 2013 si è tenuta una caccia per diversi membri di gruppi >anarchici. Era chiaro che si trattava di una persecuzione politica. In >qualsiasi momento, più persone possono essere tenute. Oggi il Brasile, nel >qual caso il Rio de Janeiro, la sofferenza di un gran numero di violazioni >dei diritti umani, dei diritti di espressione e la libertà di stampa. I >media indipendenti anche perseguitati e criminalizzati. Il governo dello >stato di Rio de Janeiro ha dimostrato dittatore. > >Più di recente gli insegnanti in sciopero sono stati picchiati in pubblico >e il parlamento dello stato non sentirono le rivendicazioni di lavoratori >dell'istruzione . Che razza di democrazia è questa ? La persecuzione e >criminalizzazione dei movimenti sociali e anarchici è enorme . La censura >di Internet è cresciuto enormemente pure. Secondo le informazioni >contenute nel rapporto " Freedom of the Net 2013, " l' internet brasiliano >è passato da "libero " a " parzialmente libero ". Noi , attivisti sociali >, siamo minacciati . Possiamo in qualsiasi momento diventare prigionieri >politici in un paese che si definisce democratico . > >Ci serve l'aiuto delle persone del mondo per diffondere queste storie e di >essere ascoltati da tutto il mondo . Abbiamo bisogno di Occupy >nordamericani , gli spagnoli indignati , l'EZLN messicano , gli insorti >d'Egitto , la Turchia , la Palestina e la Grecia , gli studenti cileni . >Abbiamo bisogno di tutti i ribelli del pianeta . Dobbiamo unirci contro >ogni tirannia che opprime le persone . >Questa è una lettera a tutti i popoli insorti mondo . Si tratta di una >lettera di richiesta di assistenza e anche per sostenere il mondo . >Tradurre e replicare questa lettera . Abbiamo bisogno di tutti

martedì 2 luglio 2013

Breve analisi sugli ultimi eventi e sulle mobilitazioni sociali in Brasile e proposte socialiste libertarie per la lotta

Una rapida contestualizzazione


Le manifestazioni contro gli aumenti nei trasporti hanno scosso il paese ed hanno riportato nuovamente l'azione diretta nelle strade come paradigma di lotta. Hanno anche messo allo scoperto i limiti del governo e del neo-sviluppismo nel saper andare incontro alle aspirazioni dei giovani, dei settori precarizzati della classe lavoratrice e di altri gruppi sociali sfruttati. Le proteste generalizzate hanno ridato vita ad organismi, organizzazioni politiche, movimenti sociali e di lavoratori che hanno conseguito una vittoria significativa con la riduzione del costo dei biglietti in varie città. Anche se la vittoria è parziale ed i suoi frutti vengono manipolati dalle amministrazioni locali (nella maggioranza delle città, i Comuni sovvenzionano le imprese dei trasporti), le proteste in strada, le occupazioni dei viali e la paralisi delle città sono tornati ad essere strumenti di lotta di massa.

Aumentano le infiltrazioni da destra

Anche se le manifestazioni si esprimono in formule storiche delle lotte combattive della classe lavoratrice, la destra ha iniziato ad infiltrarsi nel movimento. I primi sono stati i media borghesi sollevando rivendicazioni generiche e temi cari ai settori conservatori (contro la corruzione, ecc.) per appropriarsi del movimento. Poi c'è stato il tentativo di buttarla in “caricatura” ( i “vandali”, i “facinorosi”) per creare capri espiatori all'interno delle proteste al fine di dividere la sinistra, già frammentata di suo. La destra rappresenta e sintetizza gli interessi di una classe sociale dominante (la borghesia industriale, l'agroalimentare, ecc.) ed un movimento di massa, qualunque esso sia, è destinato a subire le interferenreze politiche di questi settori nella misura in cui va a confliggere con gli interessi della borghesia. Ribadiamo che la crescita della presenza dei temi conservatori all'interno delle manifestazioni va spiegata, principalmente, con la attuale struttura di classe della società brasiliana e con i rapporti di forza presenti nel paese.

La destra e l'antipartitismo

Nel corso delle mobilitazioni, settori della destra ed anche dell'ultra-destra, per quanto minoritari, hanno iniziato ad infiltrarsi nelle manifestazioni ed a cavalcare l'onda patriottica difesa dai media monopolisti (Rede Globo, ecc.) aggredendo i compagni e causando confusione tra le nostre fila. Si tratta di settori reazionari composti dai partiti istituzionali legali (PSDB, DEM, PP), da raggruppamenti nazionalisti autoritari (Frente Integralista Brasileira, Pátria Minha, MV-BRASIL) e da bande (skinheads nazionalisti, teste rapate del Brasile). Il violento attacco fascista ai movimenti sociali, ai partiti politici ed ai sindacati tende a ridurre la forza della sinistra di classe nelle mobilitazioni, per canalizzare il malcontento popolare verso posizioni reazionarie. E' il caso di sottolinealre che non tolleriamo assolutamente qualsiasi atteggiamento fascistoide all'interno delle manifestazioni! Rigettiamo il fascismo degli ultras e non tolleriamo le aggressioni ai militanti di sinistra, dei partiti politici e dei movimenti popolari! Diamo la nostra solidarietà a tutt* i/le compagn* aggredit*!

Se non tutti i manifestanti che portano la bandiera del Brasile nelle manifestazioni sono di destra o nazionalisti, va da sè che la reazione sta cercando di far presa sulle proteste popolari e sui settori giovanili che partecipano alle manifestazioni. É una lotta ideologica. Non possiamo, comunque, sovrastimare la presenza della destra, la cui forza e consistenza si vedranno nelle prossime manifestazioni. Ci porterebbe a distoglierci dal punto cruciale del momento, quello di avere una linea politica chiara di cui siano protagonisti i movimenti sociali e le realtà di classe, con rivendicazioni effettivamente di classe per “cambiare le sorti in gioco”.

Le mancate responsabiltà della sinistra

L'autocritica può essere uno strumento di diagnosi accurato per un movimento come questo, con i suoi punti deboli ed i punti di forza, evidenziati dai limiti di alcune pratiche storiche della sinistra che meritano di essere riconsiderate. Limiti come quello della priorità della sinistra istituzionale nel disputarsi gli apparati sindacali e studenteschi a detrimento del rafforzamento della base. Limiti nella pratica cooptatrice e strumentale verso i movimenti sociali (che servono nella maggioranza dei casi a dare man forte alla voce del partito). Il movimento ha messo in evidenza molto bene la mancaza di inserimento sociale di gran parte della sinistra tra i disoccupati, nelle favelas, tra i giovani poveri e precari (che potrebbero essere fondamentali in un processo di approfondimento delle rivendicazioni popolari). Ha messo in evidenza le politiche equivoche della sinistra centrate sugli sforzi nella conquista dell'apparato statale, nelle elezioni borghesi o nella conquista di seggi "di lotta" in parlamento per alcuni settori, segnati da personalismo o da legalismo borghese nel rito del voto. Ha messo in evidenza i limiti nella difesa della polizia "dei cittadini" (quando la stessa ONU aveva raccomandato al Brasile di sciogliere la Polizia Militare) e di appoggio a certe proposte politiche nel recente passato verso gli scioperi corporativi nella polizia, la quale, al contrario dell'idealismo di queste posizioni, mostrava la sua “coscienza di classe” massacrando i manifestanti nelle strade (ed in modo ancora più violento nelle favelas, con l'uso di proiettili "veri").

Anche se tutto questo non è sufficiente per spiegare l'ascesa della destra che oggi cavalca l'onda delle proteste popolari, queste pratiche egemoniche all'interno della sinistra perpetuate pe decenni (escluso il minoritario settore libertario con la sua difesa dell'autonomia e dell'indipendenza popolare), hanno contribuito in parte alla diffusione di un “apoliticismo” e antipartitismo che oggi sono un reale effetto collaterale di cui beneficia la destra reazionaria.

L'anarchismo conflittuale e la lotta contro gli aumenti: unità contro la destra e potere popolare contro il governo

La soluzione a questa situazione non può essere che l'organizzazione popolare di base e gli organismi di lotta nei quartieri, nelle periferie, nei territori di resistenza e di lotta contadina, negli spazi studenteschi e sindacali, che sappiano dialogare ed incanalare le aspirazioni dei giovani che oggi scendono in strada. E' necessario riscattare la credibilità di un progetto rivoluzionario in questo scenario, e noi anarchici, tra gli altri militanti, abbiamo un compito fondamentale, in quanto ala libertaria del socialismo. In primo luogo, dobbiamo aver chiaro che sconfiggere la destra è un lavoro che si può realizzare solo con un'alleanza di classe. Ma il governo non può usare l'ascesa della destra reazionaria per scaricarsi delle sue responsabilità. Poi denunciare i temi della destra e del capitale che sono contemplati nelle politiche del PT.

Per questo il compito è quello di rafforzare la resistenza popolare. Occorre basarsi su linee-guida concrete che puntino al miglioramento delle condizioni di vita delle classi popolari. Per costruire il potere popolare a partire dalla base, occorre lottare per questi miglioramenti senza farci sviare da questioni elettorali. Il potere popolare si costruisce sul lungo periodo e non sono le elezioni a scandirne il processo. La cooptazione dei movimenti sociali li rende dipendenti dal governo eletto ed in questa situazione li porta a difendere il “male minore”. Invece di andare su e giù per le strade, vediamo in questo momento storico la possibilità di avanzare, o nel caso, di conquistare autonomia per rafforzare ed ampliare le basi dei movimenti sociali per fare un salto di qualità.

I reazionari devono essere sconfitti ed in questo è fondamentale ora l'unità della sinistra, ma ci devono essere criteri di classe perchè non diventi un alibi. Il movimento si muove verso il conservatorismo quando accoglie tra le sue fila gruppi sociali legati strettamente agli interessi della borghesia, i quali hanno come funzione quella di reprimere il popolo. Allo stesso tempo, l'azione diretta e popolare nelle strade ha bisogno di essere sostenuta da un lavoro di base nei posti di lavoro, di vita e di studio. Un lavoro che dia protagonismo ai movimenti popolari e sappia includere nelle organizzazioni di classe degli sfruttati e degli oppressi anche coloro i quali oggi vanno in strada!

Con queste posizioni, noi della FARJ che ha quasi 10 anni di vita ed in misura maggiore la Coordenação Anarquista Brasileira (composta da 9 organizzazioni di diversi stati del Brasile), umilmente continuiamo a costruire una alternativa di lotta insieme agli altri compagni e compagne, ai movimenti popolari nelle campagne e nelle città. Tra le strade ed organizzando il lavoro di base sempre con la coscienza delle sfide che abbiamo davanti. Lavorare per battere la destra nei quartieri, nei campi, nei sindacati e nelle strade! Imporre al governo le rivendicazioni popolari soffocate dai limiti della democrazia borghese.



•Per la tariffa zero nei trasporti! Trasporto pubblico al 100% senza sovvenzioni alle imprese!

•Contro la rimozione delle occupazioni!

•Per lo scioglimento della polizia militare!

•Per una riforma agraria con controllo della terra da parte di chi la lavora!



Vincere con la forza popolare di classe!

Costruire il potere popolare!

L'anarchismo conflittuale ed il poder popular camminano insieme!


Federação Anarquista do Rio de Janeiro (FARJ)


Link esterno: http://farj.org/

(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni INternazionali)











giovedì 27 giugno 2013

BRASILE : Solidarietà con la Federación Anarquista Gaùcha vittima delle persecuzioni

Petizione di solidarietà ed adesioni contro la persecuzione in atto in Brasile contro gli anarchici brasiliani e contro la Federación Anarquista Gaúcha di Porto Alegre (RS)

Solidarietà con la Federación Anarquista Gaùcha vittima delle persecuzioni


A Porto Alegre, lo scorso 20 giugno, circa 15 agenti della Polizia Civile senza nessun mandato di perquisizione hanno fatto irruzione nell'Ateneo Batalha da Varzea, luogo sociale e politico in cui ha sede la Federación Anarquista Gaúcha.
In questa città sono in corso da un anno mobilitazioni di massa caratterizzate da rivendicazioni popolari per il trasporto pubblico, per la sanità, per l'istruzione, contro la corruzione, che esprimono una grande spinta per il cambiamento sociale in tutto il paese. 
Un paese in cui migliaia di persone scendono in strada per denunciare che è tutto marcio e che è necessario un cambiamento.  Denunciano lo sfarzo di opulenza dei potenti, gli stadi costruiti per la coppa delle confederazioni e per il Mondiale della FIFA. Denunciano la enorme repressione in corso,  gli sgomberi e la militarizzazione dei quartieri popolari, lo stato d'abbandono quasi totale della sanità pubblica, dell'istruzione, l'usura e le ruberie di cui sono un corollario gli aumenti nei trasporti e la loro pessima qualità. 
E si pretende di criminalizzare la FAG, di accusarla di essere responsabile della rabbia e della furia che esprime tutta la popolazione del paese? Si pretende di accusare la FAG di avere nella sua sede stampa anarchica? E cosa ci si aspetta di trovare in una sede anarchica?. Si accusa  la FAG di fare accordi con la destra estrema, quando invece la FAG agisce in situazioni che la destra combatte, come i Comitati di Resistenza Popolare, il movimento dei Catadores nelle discariche, il Sindacalismo, il movimento contadino, la lotta studentesca, le attività per coinvolgere quante più persone in pratiche culturalmente liberatorie.
E ci tante altre cose che separano la FAG da quello che è  il suo nemico storico, come la perquisizione della sede che subì nel 2009 per ordine della governatrice Yeda Crusius, quando la FAG la accusò di essere la responsabile della morte di Elthon Brum, militante del MST misteriosamente assassinato.
Dunque la FAG è sempre stata contro i potenti, contro quelli che stanno in alto ed i loro alleati del momento. Questa perquisizione ha una natura del tutto ideologica, perchè dimostra come al primo posto ci sia una persecuzione nei confronti delle nostre idee. E' questo che si vuole debellare: tutti i significati di rivolta e di liberazione che possano assumere le nostre lotte, l'indipendenza della classe, la democrazia diretta, la costruzione del potere popolare.
Esprimiamo dunque la nostra più grande preoccupazione e vigilanza su quello che è successo, pronti a reagire lì dove sta la storia delle nostre lotte!!.

Basta con la repressione del movimento popolare brasiliano!!
Basta col criminalizzare la FAG!!
Arriba los que luchan!!!

Adesioni:

Columna Libertaria Joaquín Penina (Rosario, Argentina)
Columna Libertaria Errico Malatesta (CABA, Argentina)
Federación Anarquista Uruguaya (Uruguay)
Zabalaza Anarchist Communist Front (Sudáfrica)
Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia)
Federación Comunista Libertaria (Chile)
Unión Socialista Libertaria (Perú)
Coordination des Groupes Anarchistes (Francia)
Organización Anarquista Socialismo Libertario (San Pablo - Brasil)
Libertäre Aktion Winterthur (Suiza)
Miami Autonomy & Solidarity (EEUU)
Federación Anarco Comunista (Argentina)
Autogestión Oscar Barrios (Buenos Aires - Argentina)
Convergencia Libertaria (Valparaíso - Chile)
Gisela Gaeta - actriz - (Buenos Aires - Argentina)
Red Libertaria Estudiantil (Valparaíso - Chile)
Dr Alejandro Horowicz, titular de "Los cambios en el sistema políticomundial", Sociologia, Universidad de Buenos Aires (Argentina)
Osvaldo Bayer (Buenos Aires - Argentina)
Sala Alberdi (Buenos Aires - Argentina)
Pueblos, Barrios y Colonias en Defensa de Atzcapotzalco (Mejico)
Luciano Andrés Valencia, Escritor e historiador (Rio Negro - Patogonia Argentina)
Mb12 de Agosto (Claypole - Glew - Argentina)
Salvemos al Iberá (Corrientes - Argentina)
Martín Jaime (Argentina)
Analia Casafu, Ruben Saboulard, Angela Morin, Comision de Coordinacion de las ASAMBLEAS DEL PUEBLO (Argentina)
Sociedad de Resistencia Oficios Varios San Martín adherida a la FORA - AIT (Argentina)
FOB - Federación de Organizaciones de Base, Córdoba, Rosario , Buenos Aires , José C. Paz, Berazategui, Almirante Brown, Florencio Varela, Valentin Alsina, Lanus, Lugano, La Matanza, Lomas de Zamora (Argentina)

 (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

martedì 25 giugno 2013

Una lettura socialista libertaria delle lotte che si schiudono in Brasile

Noi portiano nei nostri cuori
un mondo nuovo, che cresce in ogni momento.
E sta crescendo in questo istante [...].

Buenaventura Durruti
Anche Belo Horizonte è tra le città protagoniste delle manifestazioni che si susseguono in Brasile in seguito alla decisione abusiva di aumentare le tariffe del trasporto pubblico, ed in solidarietà con la lotta che ha avuto inizio a San Paolo contro i mega-eventi della FIFA (Coppa delle Confederazioni e Coppa del Mondo). Tra il 13 e 17 giugno, vi si è svolto il convegno del COPAC (Comitato Popolare delle persone colpite dalla Coppa) e più di 60mila persone sono scese in strada nelle 2 grandi manifestazioni di sabato e lunedì, in una mobilitazione che non si vedeva da più di 20 anni. Le azioni sono durate più di 6 ore, occupando le corsie delle grandi arterie della città, occupando le strade in modo fermo, affrontando la violenta repressione da parte della polizia, formando giganteschi spazi occupati per folle di persone che non discutevano di altro se non della attuale situazione nello Stato e nel paese. Nel bel mezzo della grande rivolta popolare che attraversa il paese, dovremmo tutti noi discutere in modo approfondito alcuni punti che sono a diretto contatto con le mobilitazioni in corso. Crediamo che se non ci sarà un grande sforzo da parte dei movimenti popolari, delle organizzazioni politiche della sinistra e delle forze in seno al popolo, le nostre mobilitazioni corrano il rischio di smarrirsi, di essere frenate e cooptate da elementi esterni alla lotta popolare che vi si stanno infiltrando.

VIOLENZA: STATO + FIFA per IL POPOLO

É importante misurare e soppesare i mezzi fisici, ideologici ed economici a disposizione delle due parti in campo: lo Stato ha l'esercito; ha la sua polizia, una investigativa ed una militare; ha i militari con decine di battaglioni (da blitz, da azioni tattiche/speciali, la cavalleria, i cani, etc.); con le auto, gli elicotteri, i blindati; ha le bombe (dissuasive, lacrimogeni, spray al peperoncino) e le munizioni (letali, di gomma, d'effetto, etc.). Questa struttura dello Stato è gestita dalle grandi elites brasiliane per finanziare le campagne dei politici, e gli orientamenti di tali grandi elite sono veicolati in tutto il complesso ben strutturato del potere dei media. La Fifa, un'impresa privata nord-americana, per tenere le mani nel potere politico ed economico internazionale che ruota intorno al calcio, sottomette qualsiasi Stato alle sue direttive tramite la realizzazione di mega-eventi, riducendo in polvere le storiche conquiste popolari, legittimando massacri e perseguitando i poveri. Il popolo, da parte sue, non ha che la sua coscienza, la sua solidarietà, i suoi sogni ed al massimo qualche pietra e qualche molotov. É drammatica e surreale la discrepanza di questo confronto. Un popolo sottomesso dalla barbarie dello Stato a causa di profitti esorbitanti e di politiche antipopolari, quando si ribella, mette in atto una naturale condizione di autodifesa. Le vetrine delle banche - sanguisughe della ricchezza nazionale -, le auto distrutte, i graffiti di protesta, alcune pietre lanciate e le stesse barriere di fuoco per le strade non hanno confronto con la violenza economica, politica e fisica che il popolo deve subire quotidianamente - e oggi ancor più a causa della Coppa.
Si percepisce chiaramente tra la maggioranza dei manifestanti una riproduzione del discorso che predica "anti-violenza" e "manifestazione pacifica". Quando qualche compagno osa attaccare i simboli della Fifa o delle grandi imprese che finanziano la Coppa, parecchi manifestanti non approvano e reprimono. A nostro avviso si tratta di atteggiamenti che si prestano ad equivoci e che sono apprezzati dai nostri nemici.

LA PREOCCUPAZIONE DEI MEDIA: AMICHEVOLI CON I PACIFICI, DIFFAMATORI VERSO I "VIOLENTI"

É la paura che ha spinto i grandi media a trovare un accordo di manipolazione dell'informazione che dà una connotazione positiva alle "manifestazioni pacifiche" mentre si continua con la linea tradizionale di diffamare i cosiddetti "violenti". Nessuno di aspettava che le manifestazioni assumessero queste dimensioni ed ora mettono seriamente in allarme i nostri nemici. Le oltre 500mila persone che sono scese in strada in tutto il paese, e ben 100mila a San Paolo (la città più esposta a livello internazionale, per essere il centro economico del Brasile) sono una realtà che spaventa le elites. Ma tutta questa mobilitazione che si agita pacificamente - criminalizzando quelli che sono etichettati come violenti – con persone che urlano "abbasso la corruzione", "il gigante si è svegliato", "fuori Renan" e "fuori Dilma", mentre si sventolano le bandiere del Brasile, di fatto non causa poi tanto timore. La grande paura dei nostri nemici sta nella situazione di conflittualità che è iniziata a San Paolo ed è nata in altre città. La questione della riduzione delle tariffe, il rifiuto verso la Fifa per la catastrofe sociale ed economica che ha portato e il rifiuto della violenza della polizia, insieme a manifestazioni combattive e con carattere di scontro, sono molto più pericolose degli slogan contro la corruzione, contro Dilma e contro Renan, dei cortei patriottici e pacifici. Sono più pericolose, in primo luogo, perchè attaccano direttamente una delle radici dei problemi sociali - che sta nelle scelte operate dai ricchi -, e, in secondo luogo, perchè osano smantellare la disciplina ed il controllo sui ribelli imposti dallo Stato e dai nostri nemici, fattori fondamentali per il mantenimento del capitale, dello sfruttamento e dell'oppressione.

LA PREOCCUPAZIONE DELLA POLIZIA: L'AMICA CHE TI DA' UNO SCHIOCCO

In questo senso abbiamo visto la Polizia Militare di Minas Gerais (PMMG) muoversi strategicamente per conquistarsi i manifestanti: con un colonnello che emette comunicati gentili, che si mostra affidabile e cordiale con i ribelli, al comando di una truppa che attraversa il centro della manifestazione facendo foto con i manifestanti e sventolando le bandiere del Brasile. É una dichiarata strategia di pacificazione d'immagine (ma già bruciata) da parte della Polizia Militare, che, in pratica, con 50mila persone in marcia verso la miniera, mostra poi il suo vero volto vomitando piombo sulla popolazione, senza preoccuparsi di colpire donne, anziani e bambini. Inoltre, emerge uno schema articolato tra la PMMG ed i media, quando vediamo gruppi isolati che attaccano la prefettura o saccheggiano i negozi senza nessuna rappresaglia da parte della polizia che assiste da lontano, mentre le telecamere dei media riprendono tutto col chiaro intento di criminalizzare il movimento.

INFILTRAZIONI DI DISCORSI E PRATICHE DI DESTRA

É anche molto evidente una infiltrazione strategica della destra organizzata all'interno delle mobilitazioni. Ne è prova il discorso accalorato ed a senso unico che si sente e che attacca il PT e la corruzione (che già si fondono): ma la ragione è quella di screditare il governo federale in vista delle prossime elezioni, o addirittura di possibile rivolte contro il "PT", che alla fine dei conti diventano rivolte contro la "sinistra" in generale, per far cambiare idea alla popolazione sullo spettro della destra. Quei militanti non caratterizzati dei partiti storicamente di destra (PSDB, DEM etc) o quelle stesse persone deliberatamente di destra ma che non sono iscritte a nessun partito, lanciano slogan ed incentivano pratiche che dovrebbero essere respinte dai ribelli in generale (come fare foto per la polizia, linciare manifestanti radicali, etc.). Daltra parte deve essere ripudiato l'uso e riproduzione dei simboli nazionali. Un inno ed una bandiera nazionale sono simboli che rappresentano più di 500 anni di tragedie e di sfruttamento del popolo, perpetrati da parte delle elites. Il motto che sta sulla bandiera nazionale, "Ordine e Progresso", é molto chiaro quando si pensa alla necessità delle elites di mantere l' "Ordine" sulle persone affinchè vi sia il vostro "Progesso". É questo stesso sentimento nazionalista e patriottico che è stato utlizzato per ingannare il nostro popolo durante gli innumerevoli contesti di conflitto sociale, dalla dittatura di Vargas e dei militari fino ai giorni nostri. Il nostro popolo ha diverse parole d'ordine, bandiere e simboli di resistenza e di lotta che sono molto più compatibili con il momento rispetto a simboli che rappresentano una storia di manipolazione e di sfruttamento. Detestano le nostre bandiere che hanno un contenuto "socialista", "comunista", “anarchico” o "rivoluzionário", ma intanto, cantano la bandiera di "Ordine e Progresso". In questo modo, silenziosa e pericolosa, la destra tenta di avanzare con la diffusione dei suoi temi e con la deposizione delle nostre bandiere di lotta.
Ci sono altre questioni che vengono discusse e presentate all'interno delle manifestazioni, ma sono meno complicate e non hanno l'urgenza di essere appofondite come quelle suddette. E' chiaro che ad ogni nuova giornata di mobilitazione, nella attuale situazione, alcuni scenari mutano, risolvendosi taluni problemi politici e presentandosene altri. É in questo senso che i militanti del COMPA cercano di agire nel movimento a Belo Horizonte, sia nelle riunioni, sia nelle assemblee, nelle manifestazioni, nei movimenti sociali o in qualunque spazio dove esistono o stanno per emergere connessioni per le mobilitazioni della rivolta.
Costruire il Poder Popular nella pratica e nelle Assemblee Popolari ed orizzontali per far sì che i nostri nemici si ritirino, per riconquistare le nostre bandiere!
Creare un popolo forte per costruire il Poder Popular!
Da sinistra e dal basso, Avanti nella lotta!


Coletivo Mineiro Popular Anarquista

Belo Horizonte, 20 giugno 2013 Traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni INternazionali


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IX Congresso Nazionale della FdCA

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