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campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

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giovedì 22 ottobre 2020

QUESTO NON è UN LIBRO - QUESTO NON è UN EDITORE. Marcello Baraghini e 50 anni di stampa alternativae oltre ON TOUR


 

Sabato 24 ottobre alle ore 18.00 presso la sede del Circolo Libertario Emiliano Zapata (via Ungaresca, 3/B) sarà con noi Marcello Baraghini che ci racconterà dei "50 anni di stampa alternativa" (e i mitici millelire) e la nuova avventura editoriale con "Strade Bianche” (durante l’iniziativa invitiamo a rispettare il distanziamento e di munirsi di protezioni individuali).

giovedì 8 ottobre 2020

Ottobre/Novembre/Libertariamente! INAUGURAZIONE BIBLIOTECA LIBERTARIA "MAURO CANCIAN" DI PORDENONE E SEDE CIRCOLO ZAPATA

 



A partire da sabato 10 ottobre con una "ufficiale" INAUGURAZIONE della nostra nuova sede, ci si ritrova in P.zza "Migranti" (P.zza Risorgimento) con 

- una Mostra degli striscioni storici degli anarchici ed antimilitaristi pordenonesi, imperdibile! Si racconterà del circolo alla vigilia dei suoi 40 anni di attività

  • presente un banchetto con le novità librarie a carattere anarchico e libertario e con un anteprima live del cantautore Alessio lega, reduce dalla recente vittoria al Club Tenco come miglior interprete per l'album "Nella corte dell'Arbat"

  • dalle 19.00 circa si proseguirà in Via Ungaresca 3/B presso i nuovi locali del Circolo Zapata prima con un ricco buffet e infine godendosi il concerto di Alessio Lega con il suo nuovo lavoro su Bulat Okudžava.


Sabato 24 ottobre alle ore 18.00 sarà con noi Marcello Baraghini che ci racconterà dei "50 anni di stampa alternativa" (e i mitici millelire) e la nuova avventura editoriale con "Strade Bianche"!


Venerdì 30 ottobre sarà ospite nella nostre sede l'Osservatorio Antigone con il professore Giuseppe Mosconi dell'Università di Padova, parleremo delle torture ordinarie (che occasionalmente fanno scalpore per poi tornare nell'oblio) che subiscono i carcerati, come emerso con i casi di Piacenza e Torino, fino a cercare di avere una visione complessiva della situazione carceraria grazie al "XVI Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione", affrontando Il carcere al tempo del Coronavirus. 


Infine con inizio novembre, esattamente sabato 7, dalle 18.00 presso la nostra sede avremo con noi Olmo Losca, poeta sociale, che ci presenterà il libro "Sentieri in Cammino". Un libro tascabile (100 pagine) di racconti sociali. Spazieremo con lui, grazie anche alla lettura dei suoi testi, su tematiche di che vanno dall'arte come attivismo all'antispecismo.

Dopo una pausa a base di ottima cucina vegana grazie alla collaborazione con "il Rifugio Bosco di Morgana" e "Vegrind", avremo sul palco gli "Anèdone", un originale rock d'autore con Francesco “Franz” Martinello (voce e chitarra), Francesca “Meggie” Covre (chitarra e voci) e Giacomo “Jacu” Iacuzzo (percussioni, drum-pads e campionamenti).

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Saranno rispettati i distanziamenti e le protezioni individuali di prevenzione Covid.


Circolo Libertario “Emiliano Zapata” - Via Ungaresca, 3/B - Pordenone

venerdì 17 luglio 2020

Gian Maria Volonté politica e società - Pordenone


























infocaffèzapata + CINEFORUM
luglio/agosto 2020
ore 20.00/apertura ristoro
ore 21.00/inizio proiezionipresso la nuova sede di via Ungaresca, 3/B - Pordenone-------------------
Gian Maria Volonté
politica e società
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17 LUGLIO - SBATTI IL MOSTRO IN PRIMA PAGINA
/1972 diretto da Marco Bellocchio/
24 LUGLIO - SACCO E VANZETTI
/1971 diretto da Giuliano Montaldo/
31 LUGLIO - LA CLASSE OPERAIA VA IN PARADISO
/1971 diretto da Elio Petri/
7 AGOSTO - OGRO
/1979 diretto da Gillo Pontecorvo/
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Circolo Libertario E. Zapata
Biblioteca Mauro Cancian
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ENTRATA LIBERA
portarsi le mascherine, i posti seduti rispetteranno le distanze di sicurezza, all'ingresso ci sarà gel disinfettante per tutti



mercoledì 10 giugno 2020

Salute: la solidarietà non ha prezzo non eroi ma lavoratori

giovedì 11 giugno / ore 20.30
Collegati a https://meet.google.com/iyy-ytkw-mwd
e partecipa direttamente alla conferenza*:
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Salute: la solidarietà non ha prezzo
non eroi ma lavoratori
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saranno con noi

Pierpaolo Brovedani
/ pediatra ospedaliero /

Adelina Zanella
/ delegata RSU sanità /

Segue dibattito
interventi liberi
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Circolo Libertario E. Zapata
Biblioteca Mauro Cancian





venerdì 26 ottobre 2018

Cannibali e Re presenta: “Cronache Ribelli” almanacco di utopie reali, identità indelebili e rinnovata memoria

Domenica 28 ottobre ore 18:00 presso la Biblioteca Mauro Cancian via Pirandello, 22 (prefabbricato quartiere Villanova) - Pordenone
Cannibali e Re presenta:
“Cronache Ribelli”
almanacco di utopie reali, identità indelebili e rinnovata memoria.
250 storie di lotta coraggio ed amore.
A seguire interventi musicali e aperitivo con buffet!
"E' di te che si parla in questo Almanacco che stai tenendo tra le mani, anche se forse ancora non te ne stai rendendo conto. Tu non pensi di essere un nero nel Mississippi razzista, o un Guaraní nell’Amazzonia che va in fiamme, o ancora un minatore nella Virginia di inizio ‘900. Ma ti sbagli. Se oggi sei una donna in un ambiente maschilista, se sei un laureato sottopagato, se sei un lavoratore senza diritti, se sei un ragazzo disoccupato, se sei un artigiano senza futuro, se sei un bambino solo, un vecchio abbandonato, un disabile, un malato, un emarginato, se sei oggetto di discriminazione e di bullismo, se ti ritrovi dentro una gabbia fisica o mentale, allora sei esattamente un pezzo di quella Storia che noi abbiamo cercato di raccontare. Se senti un’ingiustizia sulla tua pelle o su quella degli altri e non stai zitto, se ti alzi e lotti, se non ti arrendi ma combatti ogni giorno per un giusto salario, per la pensione, per un lavoro decente, per la tua dignità e quella degli altri, allora non sei diverso dagli ammutinati di Kiel, dagli scioperanti di Seattle e dalle donne di San Pietroburgo. E leggere questo Almanacco, se non altro, riuscirà a dimostrarti che sei parte di una Storia più grande di te, che non sei stato mai solo e che non lo sarai mai"
Per chi ancora non lo sapesse, lo scorso aprile è uscito Cronache Ribelli, il nostro Almanacco autoprodotto. Si tratta di - citando la copertina - un Almanacco di utopie reali, identità indelebili e rinnovata memoria. 250 Storie di lotta, coraggio e amore. E' un libro nel quale abbiamo provato a riprendere il lavoro fatto in questi due anni sulla pagina e rinnovarlo dal punto di vista grafico e metodologico. E' stato il primo passo fuori dallo spazio "social" di questo progetto che vuole cambiare la narrazione storica ma anche l'approccio stesso alla divulgazione in ambito storico. Lo stiamo presentando in giro per tutta Italia e siamo davvero entusiasti dell'accoglienza che ci avete riservato dal Trentino alla Puglia. Grazie grazie e ancora grazie a tutti voi che ci seguite ed alle numerose realtà che ci hanno ospitato. Il libro sarà disponibile alle nostre presentazioni ed anche su internet all'indirizzo che troverete nel primo commento. In quest'ultimo caso precisiamo che siamo sempre noi a gestire il lavoro di presa degli ordini e spedizioni, avendo rifiutato sin dal primo istante l'utilizzo dei canali di distribuzione classici ed online.
Cannibali e Re è un progetto di rinnovamento della narrazione storica. Si propone di raccontare la storia degli ultimi.

Biblioteca Mauro Cancian
Circolo Libertario E. Zapata

martedì 24 aprile 2018

Il 25 aprile non sta sui palchi

Il 25 aprile non sta sui palchi
cercatelo fra gli oppressi che alzano la testa
A Teresa Galli
Tra le fandonie che i neofascisti cercano di spacciare, soprattutto fra i giovani, c’è l'idea che il "primo fascismo", quello cosiddetto "diciannovista", fosse rivoluzionario. Quanto di più falso si possa raccontare.
Proprio dalla sua prima azione pubblica si palesò invece per la propria natura reazionaria e antioperaia.
Il 15 aprile 1919, a Milano, avvenne la prima aggressione squadrista contro un corteo non autorizzato di socialisti rivoluzionari ed anarchici che protestavano contro l'uccisione di un operaio da parte della polizia, avvenuta 2 giorni prima.
Il corteo fu aggredito mentre si dirigeva verso P.zza del Duomo da circa 200 squadristi tra cui ex arditi di guerra, ufficiali, alcuni futuristi di destra e studenti capeggiati da Marinetti.
Questa aggressione porta con se tutti gli elementi del fascismo per come si dimostrò chiaramente negli anni a venire e cioè il fascismo squadrista: bombe a mano, pistole, violenza antiproletaria, complicità con la polizia che all'atto dell'aggressione apriro- no il cordone per farli passare invece di difendere il corteo.

In quell'aggressione squadrista avvenne la prima vittima, purtroppo dimenticata, del fascismo ovvero Teresa galli, operaia e sovversiva. Dopo l'aggressione, che proseguì con la devastazione della redazione dell'Avanti e l'uccisione di altri 2 socialisti, pochi giorno dopo Marinetti e l'ufficiale che avevano capeggiato l'azione squadrista furono convocati e accolti dal ministro della guerra, il generale Caviglia, e da questo elogiati per aver fatto funzione di polizia volontaria contro un corteo non autorizzato...Il termine che coniò Luigi Fabbri di "controrivoluzione preventiva" è stato lungimirante ed oggi è la lettura più corretta di cosa fosse e a cosa servì il fascismo allora. E oggi?
Il fascismo oggi c'è e si vede
Restiamo a Pordenone
Non saremo in piazza Ellero quest'anno, la farsa ormai ha raggiunto il limite della decenza. Il sindaco di Pordenone nel 2001, ancora da semplice dirigente di sezione di AN/AG, si mette alla testa di un manipolo di una quindicina di persone e sfila il 25 aprile per portare una corona "a tutti i caduti", mettendo in scena una chiara provocazione: parti- giani e fascisti son tutti uguali in quanto italiani.
Una provocazione così evidente che dovranno smetterla dopo 5 anni, contestati da un centinaio di antifascisti che fecero fallire l’operazione. Ciriani nel frattempo diventa presidente della provincia e poi sindaco e in quanto rappre- sentante istituzionale quando prova a parlare dal palco ufficiale, viene contestato da chi non ha la memoria corta, così per qualche anno manda avanti i suoi vice; peccato che da prima cittadino, l'anno scorso, denuncia come provo- catori chi prova a discutere e ragionare sulla “giornata del ricordo”, adoperandosi per negare loro sale pubbliche facendo pressione persino all'autonomia del Teatro verdi, che pur di non aver problema cede al ricatto nonostante avesse già concesso il Ridotto.
Siccome non può più dare il cattivo esempio diventa novello moralizzatore, a senso unico ovviamente.
Infatti mentre sbraita ad ogni occasione contro chi si richiama ai valori dell'antifascismo, con altrettanta faccia tosta, tace quando gruppi neonazisti sono invitati a suonare durante il “giorno della memoria” inneggiando all'olocausto, così come non ha alcun timore nell'accogliere, sempre il 27 gennaio, in municipio una delegazione di Casapound, proprio quelli che si definiscono i "fascisti del 3° millennio", con una lista di aggressioni e violenze di tutto rispetto. Nel frattempo in 2 anni di governo cittadino abbiamo assistito a campagne contro i poveri della città, accattoni, migranti, giovani che cercano di vivere le piazze trattati con fastidio. E poco importa se i tentativi di rivitalizzarle, magari a suon di "pulizie etniche" come in P.zza Risorgimento, siano stati flop clamorosi, con spreco di soldi pubblici e facendo incetta di patetico nazionalismo. Abbiamo dovuto sorbirci una vergognosa strumentalizzazione dei profu- ghi, prima perseguitati e vessati e poi usati come capro espiatorio per voti di scambio nelle campagne elettorali con retate poliziesche in una della città più sicure d'Italia (fonte Ministero dell'Interno).
D'altra parte questo è un sindaco che si vanta di essere "ricco di famiglia" e mette like su post razzisti senza dover rendere conto di niente, mentre dispensa poltrone agli amici e favori agli amici degli amici.
Non serve scomodare ideologie per accorgersi di come opera il fascismo oggi, strisciante nelle istituzioni, con quel capottino democratico che gli tocca indossare per governare indisturbato mentre sta dalla parte di aziende e categorie economiche contro i lavoratori sempre più precarizzati e senza tutele. E lo fa usando il classico spauracchio della sicurezza e del decoro, utilizzando alla bisogna anche gruppi di neofascisti composti da quel mix di figli bene della borghesia locale e picchiatori del Fronte Veneto Skinhead passati a miglior partito.

Oggi saremo all'ex caserma Martelli a ricordare i 9 partigiani, giovanissimi, fucilati dai fascisti locali durante la resistenza. E lo saremo da lavoratori, precari, studenti, migranti e antifascisti, perché le scelte autoritarie, nazio- naliste, populiste e antiproletarie dei governi nazionali e delle amministrazioni locali vanno fermate: dirsi antifa- scisti, ricordare e attualizzare la resistenza diventa oggi non solo possibile ma necessario. Picchetti militari, gonfaloni, orazioni con politicanti senza vergogna in piazze sempre più vuote di gente e di giovani hanno svuo- tato il 25 aprile, ripartiamo dalle strade, dalle lotte, senza retorica e guardandoci negli occhi per riallacciare la nuove resistenze con la nostra storia.
Iniziativa Libertaria - Pordenone

Pordenone concerto resistente 25 aprile


mercoledì 7 giugno 2017

Naon jazz up! Per una cultura diffusa, libera e solidale a Pordenone

Naon jazz up! Per una cultura diffusa, libera e solidale.
È sulla base di questo messaggio semplice ma incisivo, rivolto alla città come monito di fronte al pericolo di una deriva settaria e negazionista, che nasce uno straordinario evento musicale al quale hanno aderito i migliori jazzisti nostrani (Bruno Cesselli, Massimo De Mattia, Francesco Bearzatti, Juri Dal Dan, Emanuel Donadelli e Romano Todesco); organizzato dal circolo Zapata, si svolgerà sabato 17
giugno alle ore 21 presso il ridotto del Teatro Verdi.
Prima le dichiarazioni del sindaco Ciriani, poco intenzionato a concedere un nuovo spazio alla storica ultratrentasettenale associazione culturale di orientamento libertario; poi una riuscitissima raccolta di firme (circa 600) lanciata da un gruppo di storici locali allo scopo di chiedere una sede per il circolo Zapata e la sua importante biblioteca - dotata di 2000 e più volumi; ora questa originale manifestazione musicale organizzata dai libertari zapatisti di Pordenone, che hanno voluto lanciare un messaggio fortemente propositivo: fare cultura attraverso una pratica autogestionaria, autofinanziata e in un rapporto solidaristico tra i soggetti coinvolti è possibile anche in una città in cui la prassi della censura delle diverse sensibilità culturali si fa norma istituzionale ed è concreto il rischio di perdere la pratica del confronto e del libero pensiero.
Non stupisce quindi che a rispondere all’appello “una casa per la biblioteca intitolata a Mauro Cancian” siano stati diversi musicisti jazz. Come scriveva Steve Lucy: “Possiamo dire che il jazz è un virus, un virus di libertà che si è diffuso sulla terra, “infettando” tutto ciò che ha trovato sulla sua strada: il cinema, la poesia, la pittura e la vita stessa”. Il jazz è libertà: o stai dalla sua parte o dall’altra.
La musica sarà ancora una volta il linguaggio universale e meticcio, sarà il luogo di contaminazioni e sperimentazioni, sarà la metafora di un tessuto sociale e culturale che parla più lingue, sarà l'espressione di una pluralità di soggetti e pensieri, sarà l'antidoto al pensiero unico e ai diktat di un apparato politico/burocratico, miope e arrogante, chiuso dentro una logica di autoreferenzialità, che non sa e non intende cogliere le diverse istanze e la ricchezza rappresentate dal variegato mondo sociale, artistico e culturale che, ancora oggi, si conferma essere la vera anima della città. E allora… Naon Jazz Up!

Circolo Libertario Emiliano Zapata


mercoledì 23 novembre 2016

Donne Contro a Pordenone il 1 dicembre e Staranzano (GO) il 2 dicembre

Giovedì 1 Dicembre ore 20.45
Al Prefabbrikato via Pirandello 22
quartiere Villanova Pordenone

Presentazione del libro:
Donne Contro
Interviste a dieci donne anarchiche, marxiste e femministe incontrate tra la Catalonia, la Francia e l' Italia
del marzo 1977 al febbraio 2013
Con la presenza dell' autrice: Isabella Lorusso

Incontro organizzato dal Circolo Libertario E. Zapata

ENTRATA LIBERA

Contatti:
Pagina fb: https://www.facebook.com/amicizapatisti/
Blog :www.zapatapn.org
E-mail: info@zapatapn.org

martedì 25 ottobre 2016

Spagna 1936 tra guerra e rivoluzione




80° anniversario
Spagna 1936 tra guerra e rivoluzione
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sabato 29 ottobre 2016 - ore 18.00
saletta Teresina Degan/biblioteca civica - Pordenone
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incontro/dibattito
con MARIO SALVADORI
(Autore di articoli e saggi sulla rivoluzione spagnola)

In Spagna il 17 luglio del 1936 inizia la sollevazione militare guidata dal generale Francisco Franco, sostenuta dalla Chiesa, dai monarchici e dai nazionalisti, che mirava ad instaurare un regime autoritario fascista che sostituisse il governo repubblicano e stroncasse la volontà rivoluzionaria della classe lavoratrice spagnola.
Non è il governo ma lo sciopero generale a fermare il colpo di stato. A Barcellona, Madrid, nei principali centri urbani e nelle regioni più importanti della Spagna i militari sono sconfitti dalle lavoratrici e dai lavoratori che in armi si oppongono al tentativo fascista. Due giorni dopo la sollevazione, solo il Marocco e parte della Spagna sono sotto il controllo dei generali golpisti. Inizia la guerra che durerà fino al 1939. Ma è anche l'inizio della Rivoluzione.
La vittoria del popolo in armi rende possibile la collettivizzazione delle industrie, dei campi, la distribuzione dei prodotti. I militanti della Federazione Anarchica Iberica e del sindacato anarcosindacalista CNT sono impegnati nell'organizzazione della produzione, dei trasporti, del consumo, della sanità, dell'educazione e degli spettacoli. L'autogestione si realizza concretamente in ogni ambito della società.
Ottant'anni dopo questa Rivoluzione Interrotta è possibile continuare, riconoscendone limiti e forza, a praticare oggi l'autogestione in una prospettiva rivoluzionaria attuale?

seguirà dibattito
INGRESSO LIBERO




 







































mercoledì 13 aprile 2016

Sull'Anarchia - Porenone 16 aprile

INCONTRO/PROIEZIONE/CENA SOCIALE

"Sull'Anarchia" è un documentario di Bruno Bigoni che affronta attraverso molteplici aspetti le diverse forme dell’idea anarchica, l’esperienza dell’essere anarchici e le innumerevoli realtà libertarie che ancora oggi si concretizzano ovunque.
Il film racconta attraverso testimonianze, immagini e scritti questa straordinaria esperienza, così difficile da vivere in un tempo come il nostro dominato dal denaro e dall'egoismo.
Περί Αναρχίας - Sull'Anarchia - non mira a definire che cosa sia l'Anarchia, per sua natura restia ad ogni sorta di etichetta, ma, andando oltre pregiudizi e falsità, vuole restituirla per ciò che essa è nel profondo: l'Anarchia come modo, modo di essere, di pensare, di vedere e di vivere.
L'Anarchia come capacità d'immaginare un mondo diverso.

- Incontro con l'autore Bruno Bigoni
- Poiezione film
- Cenza sociale (gradita prenotazione)

Iniziativa Libertaria - PN

martedì 5 maggio 2015

VERSO IL 23 MAGGIO A GORIZIA - ASSEMBLEA ANTIFASCISTA ALLA CASA DEL POPOLO DI TORRE A PORDENONE VENERDI 8 MAGGIO ORE 20 E 30

Il 23 maggio, l'organizzazione neo-fascista Casapoud Italia ha indetto, con lo slogan "alcuni italiani non si arrendono", una manifestazione nazionale a Gorizia per celebrare l'entrata in guerra dell'Italia. L'Osservatorio regionale antifascista ( a cui aderiscono diverse realtà politiche e individualità) ha lanciato due appelli (che allego) per una manifestazione transnazionale antifascista e antirazzista da tenersi lo stesso giorno. Al fine di promuovere gli appelli e mettere in campo alcune iniziative locali, in vista di una nostra partecipazione alla manifestazione, abbiamo indetto una riunione per venerdì 8 maggio alle ore 20:30 presso la Casa del Popolo. Visto la deriva fascista e xenofoba che ha investito anche la nostra regione, così come l'apertura di due sedi fasciste in provincia, Vi invitiamo tutti a partecipare e a far circolare i testi degli appelli. circolo zapata PN ------------------------------------------------------------------------ Appello per una Manifestazione Antifascista e Antimilitarista a Gorizia - 23 maggio 2015 Il 24 maggio di cent'anni fa l'Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale e i fascisti del terzo millennio scelgono questo giorno di vergogna per ribadire il loro slogan demenziale: “alcuni italiani non si arrendono”. Infatti per sabato 23 maggio 2015, Casa Pound ha convocato un corteo nazionale a Gorizia. È degno dei fascisti celebrare milioni di morti inviati al macello per il riassetto di quei poteri che subivano prima e subirono ancora dopo nelle loro vite. Proprio i fascisti sono sempre stati e sempre saranno i migliori alleati di quegli stessi poteri: le prime azioni squadriste furono proprio contro gli scioperi e le autorganizzazioni popolari per garantire gli interessi e i profitti di quei poteri o contro gli sloveni, in queste terre, per creare il mito di una identità nazionale contro “i barbari”.
 “Risorgi, combatti e vinci” dice Casa Pound. A parte il fatto che ben poco fu vinto e molta ignominia ricade ancora sul comportamento dei “generali” sadici che mandarono al macello seicentomila persone, certamente non si trattò di un risorgimento perché in quella guerra e dalla sua mitologia nazionalista e razzista si propagarono poi i prodromi e le radici lunghe del fascismo e degli orrendi crimini di cui si macchiò poi lungo questi confini.
 Si trattò certamente per centinaia di migliaia di uomini di combattere una guerra che non era la loro, strappati a forza dalle loro terre e mandati al massacro in condizioni disumane: è facile trovare testimonianze, foto e video che restituiscono lo schifo e l'orrore di quella “bella morte” che esiste solo nei deliri fascisti. Casa Pound sceglie Gorizia perché fu l'unica città conquistata con le armi, al prezzo di decine di migliaia di vite e della distruzione e abbandono dell'intera città – l'8 agosto 1916 vi era tra le macerie solo un decimo degli iniziali trentamila abitanti – che di “redenzione” visse assai poco e, in più, conobbe la prima deportazione razzista a danno degli sloveni che erano circa la metà della popolazione iniziale. Ma sceglie Gorizia anche perché da decenni è stato seminato in questa città, da parte di alcune organizzazioni, un seme nazionalista, irredentista, che legittima operazioni come quelle che ora si vorrebbero attuare.
 
Solo dei fascisti possono trovare in tutto questo qualcosa di degno e glorioso.
 Noi ci troviamo solo putrefazione e morte: per dirla con Kafka, a noi “La guerra non suggerisce nessuna idea degna”. 
Come dice Dürrematt “Quando lo stato si prepara ad assassinare, si fa chiamare patria”. Non ci piace quell'Europa nella quale gli stati e il capitalismo a suon di patriottismo costruivano e affermavano il loro dominio con la guerra e i massacri e ci opprime quella di oggi fondata sull'austerity imposta dalla Banca Centrale e dalla Commissione Europea, sulla privatizzazione di tutto, sulla distruzione dei diritti e la precarizzazione di ogni aspetto della vita, mentre l'1% si arricchisce tanto da possedere quanto il rimanente 99%.

 Il nostro nemico non è chi vive oltre una qualche linea chiamata confine ma chi ci opprime ogni giorno e, a ben guardare, non è cambiato poi molto. Si è solo organizzato meglio.
 Di queste terre a noi piace ricordare le rivolte, l'ammutinamento e la resistenza di tante e tanti nelle fabbriche, nei quartieri, nei luoghi di lavoro che si diedero allora così come in altre forme quarant'anni dopo e poi ancora, sino ad oggi, nella trama di una società che, quella sì, non si arrende mai reclamando diritti e dignità per tutte e tutti. Ci è impossibile accettare che il 23 maggio a Gorizia si celebri l'infamia dei massacri, tanto più da parte di un’esplicita organizzazione neofascista come Casa Pound che, nella fattispecie, sfrutta proprio le coincidenze simboliche degli anniversari per esaltare la guerra da un lato e infangare la Resistenza Antifascista dall’altro. Il 23 maggio a Gorizia ci saranno manifestazioni antifasciste e rivolgiamo un appello per una mobilitazione ampia e plurale a tutte e tutti coloro – antifascist*, antirazzist*, movimenti sociali, associazioni, individualità – che hanno per patria il mondo intero, che odiano la guerra ma amano la resistenza e la liberazione dai fascismi di ieri e di oggi. Osservatorio Regionale Antifascista del Friuli Venezia Giulia Allo stato attuale è stato comunicato alla Questura di Gorizia un presidio per tutta la giornata di sabato 23 maggio in Piazza della Vittoria e lo svolgimento di due cortei: uno che parte da Piazza Transalpina e raggiunge Piazza della Vittoria e l’altro che parte dalla stazione ferroviaria e arriva, a sua volta, in Piazza della Vittoria. Ulteriori informazioni verranno ovviamente date in seguito attraverso i giornali, i siti internet, facebook eccetera. PER ADERIRE A QUESTO APPELLO SCRIVERE A: antifa.fvg@gmail.com ---------------------------------------------------------------------- Appello agli storici, agli intellettuali e agli artisti Il prossimo 23 maggio, in occasione del Centenario dell'entrata nel Primo conflitto mondiale dell'Italia con la dichiarazione di guerra all'ex alleato Impero Austro-Ungarico, a Gorizia è stata indetta una manifestazione nazionale da parte di Casa Pound Italia, i cosiddetti “Fascisti del Terzo Millennio”. Detta manifestazione avrà le parole d'ordine “Risorgi, combatti, vinci” che suonano come una provocazione in una città che, a causa del conflitto, ha sofferto più di tutte essendo distrutta tre volte. Nel comunicato di convocazione, Casa Pound sostiene che la “Grande Guerra fu uno sforzo colossale in cui italiani di tutte le classi sociali e di tutte le regioni si unirono per portare a termine il percorso di indipendenza nazionale”. Si tace dell'immane massacro e del fatto che tali italiani erano spinti all’assalto – spesso suicida – anche dalla minaccia di processi sommari e fucilazione. Siamo convinti che le arbitrarie interpretazioni e manipolazioni storiche di stampo nazionalista e nostalgico siano state criticate e smentite dalla ricerca scientifica più puntuale. Logicamente, restano aspetti e problemi ancora da esaminare. Come ricercatori/trici e creatori/rici di cultura critica e di coscienza civile, non possiamo restare indifferenti di fronte alla mobilitazione neofascista del 23 maggio a Gorizia, quanto mai strumentale e nefasta. Il 23 maggio, Gorizia sarà anche il luogo in cui si svolge il festival storico “èStoria” – vetrina che dà lustro alla città a livello nazionale e internazionale – in cui quest'anno si approfondiranno le vicende legate a quella guerra in un modo che si presenta scientifico e non parziale. Il giorno dopo la presenza del Presidente della Repubblica Mattarella tra le trincee testimonierà il giusto cordoglio per la morte di centinaia di migliaia di giovani. Notiamo anche che Gorizia, città storicamente plurilingue e crocevia di popoli, ora si sta impegnando nella solidale accoglienza di profughi in fuga da altri conflitti. Per questo crediamo che nessuna credibilità debba essere lasciata a chi, richiamandosi a passate dittature, inneggia ai massacri di un secolo fa e riteniamo sia molto più logico e utile affermare la contrarietà a tutte le guerre ribadendo il desiderio di dialogo e confronto fra le culture e le lingue che caratterizzano questa terra. Per aderire a questo appello scrivere all'indirizzo: noncestoriagorizia@gmail.com

giovedì 5 marzo 2015

COMUNICATO STAMPA DEL CIRCOLO LIBERTARIO EMILIANO ZAPATA DI PORDENONE IN RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DI LOPERFIDO

Loperfido, consigliere comunale di Fratelli d'Italia (ex Alleanza Nazionale ex MSI) attacca il circolo Zapata per l'ennesima volta sui giornali locali accostandoci a Casapound per attaccare i centrosinistra. Comunicato Stampa Il Circolo Zapata paga da più di 20 anni un affitto come tutte le altre associazioni al Comune di Pordenone. Di agevolato in città ci sono sono gli amici di Loperfido e Ciriani come l'associazione Eureka che s'è fatta comprare una sede (200.000 €) dalla regione grazie ai Ciriani brothers e dopo che nel più becero nepotismo hanno sistemato in provincia gli amici degli amici e dato appalti e consulenze ad ex Alleanza Nazionale. Che Loperfido, quello che ha portato a Pordenone Prosperini, il condannato per traffico d'armi e corruzione e arrestato in diretta TV, faccia paragoni vergognosi accostando un gruppo di neofascisti con una storica associazione libertaria che ha compiuto da poco 30 anni dimostra solo la sua simpatia fascista malcelata da quel finto liberalismo da destra italica. Come si suol dire "un elefante in una cristalleria". Circolo Libertario E. zapata

giovedì 12 febbraio 2015

LE SCHIERE NERE CONTRO IL NAZISMO - presentazione

Pordenone Sabato 14 febbraio ore 18.00 Saletta ex Convento S. Francesco P.le Motta LE SCHIERE NERE CONTRO IL NAZISMO [La Fiaccola, 2014] incontro con l’autore David Bernardini Uniforme nera, cappello da carpentiere, si diffondono in Germania nel corso del 1930, come gruppi di autodifesa delle manifestazioni anarco-sindacaliste e libertarie in genere. Sono le Schwarze Scharen, qualcosa di simile ai nostri “arditi del popolo”. Circolo Libertario E. Zapata

mercoledì 26 novembre 2014

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA …PARCHEGGI (Appello/Pensiero/Azione)

IL SONNO DELLA RAGIONE GENERA …PARCHEGGI (Appello/Pensiero/Azione) Chiediamo: •Che venga annullata la dedica a FT del parcheggio di via Vallona •Che vengano rimosse le immagini e i testi che riguardano FT dal parcheggio •Che la figura e l’opera di FT non siano usate in modo strumentale da politici e operatori culturali •In omaggio alle “trovate” di Federico che ha voluto istituire un premio di poesia a suo nome finché era vivo, chiediamo che il parcheggio di via Vallona sia intitolato più coerentemente ad un vivo che ha fatto tanto per rendere invivibile la città! •Chiediamo a tutti quelli che sono rimasti increduli di fronte a questa vergogna, che hanno aspettato mesi nella speranza che qualche testa pensante o politico o bambino avanzasse qualche proposta riparatoria, di sottoscrivere questo appello al seguente indirizzo: http://zapatapn.wordpress.com/ GLI “AMICI DI TAVAN” Nonostante il pensiero di Federico, i solerti “amici” più o meno i soliti, ammaliati da un’idea “geniale”, iniziano il percorso di santificazione/assimilazione dell’eretico: musici, poeti, fumettisti, fotografi, cooperatori sociali, politici, politici pentiti prestati alla letteratura, tutti insieme appassionatamente in un grande “salotto” targato GSM (l’azienda che gestisce i parcheggi anche a Pordenone) a cui in cambio di pochi spicci vendono il nome e l’immagine del Poeta. Ebbene si: un parcheggio Federico Tavan! La celebrazione del “genio maledetto”, il Campana friulano, del poeta e della sua poesia “trascritta sia in dialetto andreano che in lingua italiana” come leggiamo dalla presentazione dell’iniziativa (sigh!) ovvero uno squallido tentativo di santificazione della “nostra preziosa eresia” per usare l’abusatissima citazione della Vellerugo. Decidetevi…Santo o Eretico? E’ il rogo che fa la differenza ! In queste premesse possiamo già indovinare retrospettivamente la parabola di solitudine e sofferenza, intellettuale prima che esistenziale, che lo avrebbe portato alla sua “morte” poetica/politica prima, reale dopo. Noi ci vediamo anche la totale mancanza di rispetto verso il suo pensiero, scritto e dichiarato, che caratterizzerà costantemente i rapporti con i vari salotti (come lui li chiamava) con cui si incrocerà e si scontrerà. “In un mondo di arroganti, impostori, geni soltanto perché loro stessi dicono d’essere dei geni. Facilmente smontabili, ma non puoi. Se li smonti, crollerebbe lo stato democratico” Federico Tavan

lunedì 22 settembre 2014

La Rivoluzione Russa in Ucraina

Di quanto successe in Ucraina all'indomani della rivoluzione russa poco si sa e quel poco è generalmente mistificato dalla propaganda di ambo le parti in guerra del tempo, eppure un'alternativa al comunismo autoritario si stava sperimentando ed era un'alternativa di massa. Per raccontarla nel migliore dei modi vi proponiamo questo fumetto di Jean Pierre Ducret “La Rivoluzione Russa in Ucraina”. Sabato 4 ottobre alle 17.30 non prendete impegni, vi aspettiamo presso la sede del Circolo libertario E. Zapata in via pirandello 22 (dietro il centro anziani a villanova) con l'autore, i curatori del volume e una piccola mostra delle sue tavole originali, poi per chi vuole cena sociale a prezzi popolari.

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)