ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA

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campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

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sabato 15 luglio 2017

Costruire solidarietà…, riconquistare spazi franchi di agibilità…, riguadagnare l’utopia….


Tre azioni che sembrano, in questo periodo storico, difficili, ardue e persino scoraggianti.
Siamo infatti in una realtà plasmata dalle paure e dal terrore, dalle guerre e dalla povertà, in cui lo scontro tra le minoritarie classi dominanti e le centinaia di milioni di proletari si inabissa duro ed implacabile nelle sofferenze dello sfruttamento inflitto a uomini e donne di ogni latitudine mentre si assiste all’opera di devastazione portata avanti dal capitalismo.
Le devastazioni portate dal capitalismo e dagli Stati
Una devastazione economica e finanziaria resettata come austerità e schiavitù dal debito, una devastazione ambientale riqualificata come valorizzazione dello scempio del territorio, una devastazione del mondo del lavoro ridefinita come subordinazione dei lavori e dei saperi, una devastazione dei diritti e delle libertà sindacali ridenominata come regolamentazione/repressione del conflitto all’interno di relazioni industriali dettate dall’impresa, una devastazione delle condizioni di vita sociale riciclata come aggiustamento strutturale sulla spesa pubblica, una devastazione delle relazioni sociali e personali, degli affetti, della cultura, dell’arte, della ricerca, sottoposte  -come fossero merce- alle leggi del mercato.
Un’opera di violenta distruzione e ricostruzione violenta, che dura, nella sua virulenza massima, da dieci anni e che punta a  rendere volatile qualsiasi opzione di cambiamento.
Votare per cambiare, cambiare per votare
Le classi dirigenti non hanno mai amato tanto il voto come in questi anni.
Le elezioni non sono più lo strumento per sancire la rappresentanza, truccata o meno, dei partiti in competizione, bensì il mezzo per adeguare continuamente le strutture e le leggi dello Stato e gli assetti del potere statuale alle necessità delle classi dirigenti nazionali ed europee.
Lo spostamento di sovranità su diversi aspetti politico-economici dagli stati-nazione all’Unione Europea offre la possibilità di usare le elezioni e la conquista dell’esecutivo per cambiare ruolo e compiti dello Stato, cambiando o usando le leggi elettorali vigenti per disfarsi degli avversari, per affermare un nuovo movimento che deve apparire….nuovo.
Questa mutazione in atto dello Stato finge di lagnarsi, ma in realtà non si cura degli alti tassi di astensionismo (nonostante la continua attesa che possa materializzarsi almeno in parte come opposizione sociale organizzata), nemmeno del successo parziale di formazioni politiche della sinistra europea.
La lotta tra le fazioni delle classi dominanti è per il potere, e la democrazia rappresentativa torna utile come legittimazione.
Ci attendono lunghi mesi in cui molte forze della sinistra italiana verranno risucchiate nel tentativo di costruire un soggetto politico alternativo al PD ed al M5S.
Molte energie verranno impiegate. C’è da augurarsi che tutto il loro affaccendarsi non si esaurisca lì. In Italia c’è bisogno di tanta sinistra, soprattutto nella società e nelle lotte sociali.
Si dirà che le ultime tornate elettorali in Europa hanno spazzato via gran parte delle forze di destra e di estrema destra.
Ma è ben magra consolazione.
Sconfitte le destre?
Ogni volta che la destra subisce una sconfitta, fosse anche elettorale, non c’è che esserne soddisfatti.
Tuttavia, la destra razzista e xenofoba, sovranista e nazionalista di questi anni si è diffusa in profondità nelle società europee ed in particolare in quella italiana, dove riesce ad inserirsi nella coalizione elettorale di centro-destra, a costringere il M5S a svelare il suo posizionamento a destra, a portare liste alle elezioni amministrative con qualche successo.
Questa destra non sarà mai messa fuori gioco solo a colpi di elezioni.
Occorre un lavoro capillare nei territori, di vigilanza e di recupero di valori di cultura della solidarietà che contrastino il razzismo in società sempre più ed inevitabilmente multietniche.
Occorre costruire reti antifasciste per porre ampi argini sociali nei quartieri e nelle città, in cui la destra deve sentirsi estranea, priva di sacche di reclutamento.
Il coraggio delle lavoratrici e dei lavoratori
In questa situazione di restaurazione del potere d’impresa ai danni dei lavoratori e delle loro organizzazioni di massa, emergono ancora una volta dal cuore dell’appartenza di classe il coraggio, la voglia di riscatto e di conflitto.
La manifestazione della CGIL a Roma del 17 giugno contro la truffa e la scellerataggine della legge sui vouchers, unitamente allo sciopero nei trasporti e nella logistica indetto da diverse organizzazioni sindacali di base il 16 giugno, dimostrano che ci sono le possibilità per riconquistare spazi di conflitto e di riscatto.
Le lotte sindacali, il cui strumento è il diritto di sciopero e la cui anima è la capacità di coalizione dei lavoratori nei luoghi di lavoro e nel territorio, sono da salutare sempre come una speranza ed una realtà insopprimibili.
La rivoluzione industriale 4.0 non ha archiviato lo sfruttamento e l’estrazione di plusvalore, nè la decurtazione dei salari e gli aumenti di orario ed i demansionamenti, nemmeno i licenziamenti ed i ricatti, la flessibilità ed il precariato: la lotta di classe 4.0 è dunque appena iniziata.
Se la CGIL, dopo la beffa subita dal governo Gentiloni, è sempre più costretta a rivedere il suo posizionamento per sedersi ad eventuali tavoli di contrattazione con rapporti di forza meno sfavorevoli, i sindacati di base sanno che stringe sempre di più il tempo per confederare le forze e non disperdere i risultati di un lavoro difficile di decenni.
Riguadagnare l’orizzonte di una società più giusta
E’ un orizzonte verso il quale si va tutti insieme o si allontanerà sempre di più.
E’ un orizzonte ancora visibile in ogni quartiere, in  ogni città, in ogni Paese.
Verso cui mettersi in cammino ogni volta che le forze sociali per una società più giusta e più ugualitaria riescono a fare coalizione, a federarsi, a costruire alternativa reale nei luoghi di vita, nel territorio, nei posti di lavoro; a rivendicare bisogni sociali fondamentali come il diritto alla mobilità, allo studio, al verde, agli spazi gratuiti in cui poter fare cultura, arte, meeting; a costruire esperienze di autogestione del lavoro e della produzione federate in ecoreti; ad aggregare situazioni di cooperazione con i migranti; a contrastare razzismo ed esclusione, emarginazione e precarietà.
Alle organizzazioni politiche anticapitaliste che hanno come orizzonte una società egualitaria fondata sulla libertà non sfuggirà la necessità sempre più pressante di costruire situazioni di cooperazione e di coordinamento per sostenere quelle forze sociali che sono il tessuto reale dell’alternativa di oggi e di domani.
Il comunismo, quello libertario, è sempre all’ordine del giorno. 98° Consiglio dei Delegati di Alternativa Libertaria
Fano, 24 giugno 2017



mercoledì 16 dicembre 2015

MIGRANTI E PROFUGHI - Comunicato 92° Consiglio dei Delegati di Alternativa Libertaria , Fano 13 dicembre 2015



E' vero, gli esseri umani si sono sempre spostati nella storia. Da soli o popoli interi, per fame di conoscenza, di cibo e di libertà. E se anche oggi si muovono  milioni di persone in marcia o condotte in luoghi di segregazione, questo rappresenta non la fine della storia ma solo la fine del sogno liberista, che pretende che i confini degli Stati consentano  la libera circolazione delle merci e del capitale ma tengano imprigionati gli uomini.

Oggi nel mondo  più di 50 milioni di persone sono in viaggio, (e molto spesso rinchiuse) alla ricerca di un luogo di sopravvivenza. Lo sfruttamento, lespropriazione delle ricchezze naturali, le guerre, sia quelle  combattute con le armi che quelle economiche, la devastazione ambientale, prodotti del sistema capitalistico hanno perennemente modificato intere regioni e paesi, rendendoli invivibili. Lo sviluppo diseguale del capitalismo,  e in particolare  le politiche quarantennali del liberismo,  hanno  accelerato e moltiplicato le dinamiche di un fenomeno fisiologico, essendo funzionale da sempre spostare la mano dopera necessaria alla propria accumulazione.

Gli immigrati ed i profughi che stanno cercando da mesi di attraversare i confini dellEuropa sono solamente una piccolissima parte di coloro che in tutto il mondo si sono messi in cammino.

Non sono le condizioni di partenza, se  in fuga dalla guerra piuttosto che dalla miseria o dalle dittature, ma la chiusura delle frontiere e il commercio infame che ne deriva, a trasformare i migranti, in quanto soggetti che vendono la loro forza lavoro, in profughi, persone che per sopravvivere sono costrette a rischiare tutto, compresa la loro vita,  per accedere ad un livello seppur minimo di sopravvivenza.

E il dramma che si consuma  sulla pelle dei profughi e dei migranti ha conseguenze dirette sulla vita di tutti.

La gradazione dei diritti fondamentali, resa fatto compiuto in questi anni di legislazione sulla cosidetta emergenza migratoria, anche quando emergenza non era, trova il suo compimento in questi mesi. All'interno di un'Europa che si propone ancora culla dei diritti universali convivono con noi persone cui sono negati i diritti elementari non solo dalle spietate leggi del mercato, superiori di rango a qualunque carta costituzionale, ma  da leggi speciali e ordinarie, persino da circolari ministeriali.

In Italia è  ormai evidente come decenni di legislazione scalcagnata, criminale e apparentemente dilettantesca, a partire dalla Bossi Fini,  sull'immigrazione, abbiano dato un contributo fondamentale a creare le condizioni dello smantellamento dei diritti e della precarizzazione esacerbata oggi imperante per tutti e tutte nel mondo del lavoro, mentre  il ricatto lavorativo legato al rinnovo dei permessi di soggiorno mostra in questo periodo di crisi tutta la sua violenza istituzionale, e viene utilizzato come arma di ricatto contro ogni forma di organizzazione e di lotta che parta o coinvolga lavoratori migranti.

E  il diritto sacrosanto dei profughi a muoversi, in ogni timido riconoscimento viene utilizzato, paradossalmente e in perenne e aperta violazione di ogni convenzione firmata dagli stati europei, per combattere ogni  migrazione economica, quasi sempre accompagnata invece da una ricerca di protezione, pace e giustizia.  E se dopo l'implosione della Libia il ruolo del gendarme ai confini dell'Europa viene affidato al macellaio Erdogan, ripagandolo in impunità e sostegno per le sue politiche antisociali e i suoi sporchi affari con l'Isis, l'equazione profughi immigrati terrorismo viene utilizzata, e non solo dalle destre, per limitare ancora una volta di più diritti di espressione ma anche di organizzazione e di dissenso. Le prime vittime della legislazione d'emergenza dopo gli attentati di Parigi sono stati non a caso i movimenti che contestavano la ritualità del vertice sul clima.

Ma, dato il soffiare sul fuoco delle destre ancor più  in questo  periodo di forte destrutturazione del mondo del lavoro, l'evitare il riprodursi di situazioni di conflitto etnico/religioso o di veri e propri pogrom sarà responsabilità  che le associazioni dei lavoratori si devono assumere, insieme a tutti i soggetti collettivi che non possono stare a guardare. Risiede nella nostra  forza e volontà la capacità di disinnescare le mine che si stanno disseminando, per contrattare la forza lavoro ed i diritti sociali almeno in ambito europeo senza farsi trascinare dalle miserie e dalle inconcludenti diatribe degli aspetti nazionali. La gestione di questo periodo di emergenza sociale si scontra infatti sempre di più con la criminalizzazione e la chiusura di ogni spazio di accoglienza e solidarietà  autogestita e dal basso, da quelli ai confini a quelli nelle nostre metropoli e nei punti di snodo dei percorsi migratori, dove le uniche risposte possibili sembrano  la militarizzazione e/o la gestione istituzionale, spesso in mano a mafie di ogni tipo.

Ma combattere la xenofobia, il razzismo il fascismo, il nazionalismo, proporre una società aperta ed inclusiva, trovare negli aspetti etici e nelle risposte storiche dellazione politica le soluzioni per gestire limmigrazione è base indispensabile, per  gestire l'oggi e per costruire il  futuro

E a questo serve l'impegno di tutti,  di chi semplicemente ed empaticamente  condivide le sofferenze e le aspirazioni di ogni uomo e di ogni donna  e riafferma un diritto che è quello alla vita contro i muri e i fili spinati, e  di chi a questa necessaria risposta di coscienza aggiunge lo sforzo per comprenderne le cause e gli effetti, senza sovrapporne i piani ma fondendoli  nella parte importante dellazione politica.

Un movimento sindacale europeo consapevole, inclusivo  e solidale e la mobilitazione degli antirazzisti sono tra gli elementi che devono costruire  una accettabile risposta allarrivo di milioni di persone in Europa, nel pretendere:

- Il rifiuto della gabbia europea, per quanto ci riguarda nostro spazio minimo  di azione politica, - l'abbattimento di tutti i muri e il rispetto del diritto di circolazione
l- a fine degli accordi di Dublino e di tutte le legislazioni securitarie di emergenza
- la costruzione di corridoi umanitari dalle aree di crisi per favorire l
arrivo di profughi, anche di quelli che per motivi di salute e/o economici non possono allontanarsi dai luoghi colpiti dalla catastrofe delle politiche guerresche e di distruzione del capitalismo liberista, - la chiusura dei centri di identificazione e l'immediata sospensione dei rientri forzati dei migranti economici
- una gestione aperta al territorio e ai comuni
 
dei centri di accoglienza, pubblici o appaltati a cooperative in cui sia garantita la trasparenza degli appalti e delle condizioni di lavoro degli operatori - il rispetto del diritto all'istruzione e all
inserimento scolastico, alla salute e alla cura di ogni persona comunque presente in Europa - il rispetto del diritto al lavoro, nel consentire a quanti potranno di lavorare, sia in settori privati che nel terzo settore,  sia in lavori di pubblica utilità, in cooperative sotto il controllo dei lavoratori - la tutela e la depenalizzazione  di ogni forma di autorganizzazione e di  solidarietà dal basso, unico vero antidoto alla deriva fascista in Europa, ben sapendo che milioni di anonimi e impauriti elettori saranno  spinti  a  legittimare una classe politica di approfittatori, razzista e fascista in tutti i paesi.

Nessuno potrà domani chiederci voi dove eravate, il nostro compito, il nostro dovere, è sempre quello di stare dalla parte di chi i torti li subisce,dalla parte degli sfruttati, degli ultimi della terra che così tanto stanno spaventando le certezze borghesi di un' Europa finita sugli scogli della paura alimentata da stregoni sanguinari, spaventati dallarrivo di milioni di persone che si volevano sottosviluppati e diversi, psichiatrizzati avrebbe detto Franz Fanon. Non sarà facile sorreggere il peso dello scontro, una nuova fase della lotta antimilitarista ed antifascista ci vedrà coinvolti come sempre, per linternazionalismo proletario contro il capitalismo e le sue sempre nuove, sempre vecchie, forme di sfruttamento e di violenza.

Alternativa Libertaria/fdca

92° Consiglio dei Delegati

Fano, 13 dicembre 2015

martedì 18 febbraio 2014

mentecatto colpo dei soliti ignoti - comunicato stampa

Fano: mentecatto colpo dei soliti ignoti. Svastiche e croci celtiche, e uno scontato "froci: " è l’imbrattamento effettuato oggi sul portone dell'Infoshop, piccola galleria autogestita da più realtà che domani ospita un'iniziativa pacifista sulla Siria nel pomeriggio (Dalla Turchia alla Siria: volti e storie di una guerra dimenticata) e lo sportello antifratto per le famiglie in difficoltà la mattina. Ad agire sono gli stessi che ogni tanto ammorbano le nostre strade con volantini razzisti, che sperano di seminare odio e paura approfittando della crisi, gentaglia che le nostre città hanno finora isolato e respinto. Utili idioti che non si rendono conto di essere al servizio dei poteri forti, e da quelli usati o messi da parte a seconda della convenienza politica del momento. Altrove hanno tentato di scrivere che Fano è cosa loro, tipico liguaggio mafioso. Non è vero, Fano non è cosa loro. Fano è delle associazioni, dei gruppi, delle persone che tutti i giorni, a viso scoperto, lavorano per creare solidarietà e risposte alla crisi, di chi non accetta le logiche della guerra tra poveri, di chi non teme alcuna diversità (diverso da chi?), e ama l'amore e la libertà, di chi costruisce economia alternativa, di chi racconta le miserie della guerra perchè non si faccia in nostro nome, di chi pretende case e lavoro per tutti e per tutte, di chi si confronta, di chi è antifascista, e non può non esserlo, per tutti questi motivi, e anche per quest’ultimo gesto di vigliaccheria. Alternativa Libertaria/FdCA

martedì 22 ottobre 2013

SOLIDALI CON RAFAEL E JeiJei ! IL 19 OTTOBRE NON SI FERMA ! OCCUPY PORTA PIA !

comunicato di solidarietà Sabato a Roma come venerdì a Pesaro, un percorso di mobilitazione sociale a partire dalla pretesa di riprenderci il nostro futuro e la dignità di tutti, i diritti alla casa, alla salute, al reddito, all'istruzione, continuamente espropriati e svenduti per fare cassa, ha raggiunto uno snodo importante, ha dimostrato che l'autorganizzazione paga, che insieme si costruisce. Tanto resta ancora da fare, tutt* insieme. Massima solidarietà a Rafael e JeiJei, compagni che lottano a viso scoperto, di cui esigiamo il ritorno a casa, alle nostre lotte comuni, e con loro a tutt* gli/le arrestat*. Alternativa Libertaria/FdCA Fano-Pesaro TENETE DURO, VI RIPORTIAMO A CASA 20 ottobre 2013 alle ore 19.08Ieri eravamo in 70 .000 per le strade di Roma. Un corteo grande ed eterogeneo che ha saputo mettere in rete le lotte per la difesa dei territori e per il diritto all’ abitare, migranti, precari, disoccupati, studenti e tutte quelle fasce più colpite dalla crisi e dalle politiche di austerità imposte dall’ UE. Ieri abbiamo chiesto reddito, diritti, dignità, una vita migliore. Questo è il dato da cui bisogna partire, il resto è solo fango di un’informazione ormai totalmente asservita ai dettami di una classe politica che non ha più niente da dire né da rappresentare. Fra gli arrestati ci sono due nostri compagni, due compagne di Napoli, un compagno di Genova e uno di Caserta. Ancora una volta si mette alle sbarra chi quotidianamente si batte contro gli abusi di chi ci opprime, per un’esistenza degna. Il loro posto è nelle strade, nei picchetti, nelle assemblee e nei territori in lotta, non certo in galera. Due ragazzi conosciuti da tutt* nel territorio in cui vivono, che hanno sempre vissuto alla luce del sole nelle lotte che abbiamo affrontato insieme; arrestati durante una carica spropositata che ha spaccato e ingabbiato il corteo, oggi diventano, insieme agli altri imputati, la legittimazione di una violenza che ha il solo scopo di uccidere sul nascere un movimento con grosse prospettive e potenzialità. Ma già oggi 20 ottobre nelle strade di Urbino, Pesaro, Fano oltre al solito disco incantato che vuole dividere i movimenti sociali in cattivi e buoni, facendo il gioco dei nostri affamatori, si sentono voci di solidarietà e di vicinanza; anche chi personalmente non conosce JEI JEI E RAFAEL, alla notizia dell’arresto dei due militanti della provincia, ha reagito con rabbia e sconforto. Questo è il segno che la gente, colpita nei diritti che i cortei del 18 a Pesaro e del 19 a Roma ha visto rivendicare, ha capito da che parte sta il nemico e comincia a capire anche il suo sporco gioco. Il re è nudo. La solidarietà che questo territorio ha mostrato verso i due compagni è la stessa che sente verso tutti gli arrestati, fermati, picchiati dagli sbirri arroccati intorno ai palazzi del potere nei confronti dei quali si respira sempre più insofferenza e delegittimazione. Lanciamo sin da subito una campagna di solidarietà attiva su tutto il territorio, non cediamo alla divisione fra buoni e cattivi, non arretriamo di un passo rispetto alla rabbia e allo schifo verso chi si impadronisce delle nostre vite. Invitiamo tutta la comunità studentesca, le realtà associative presenti sul territorio, i collettivi e tutte quelle persone che vogliono solidarizzare con i nostri compagni a venire domani alle 16:00 all’ assemblea pubblica su quanto accaduto, in cui discuteremo della campagna di solidarietà. L’appuntamento è alle 16:00 alla “ Libera Biblioteca de Carlo “, aula C3 del “Polo didattico Paolo Volponi”. Accorrete in massa! Solidali e complici con JEI JEI e RAFAEL e tutt* gli/le arrestat*. Tenete duro, vi riportiamo a casa! Collettivo per l’ Autogestione Urbino CSA Oltrefrontiera

lunedì 23 settembre 2013

Fuorisalone libertario: tre giorni di condivisione e libertà - tirando le somme - comunicato stampa

Nonostante il veto imposto dall’assessorato alla cultura allo svolgimento presso la sala esposizioni della Rocca Malatestiana dell’iniziativa, il Fuorisalone libertario ha concluso ieri felicemente il suo programma. Si è trattato di un percorso costruito assieme ad altre/i sul lavoro che l’associazione culturale Alternativa libertaria ha svolto durante tutto l’anno, la nostra onlus è sempre inserita nel tessuto culturale della città con l’Archivio biblioteca a Fano 2 e la cogestione della saletta mostre ‘Infoshop’ di via da Serravalle. Il 6 settembre, nei giardini pubblici antistanti la Rocca in collaborazione con l’Archivio biblioteca “E.Travaglini” , abbiamo svolto la presentazione del libro “Joyce Lussu. Un’eretica del nostro tempo. Gli interventi di Joyce Lussu ai meeting anticlericali”, avevamo scelto un preambolo ironico (“A volte ritornano”) per ricordare il passato di quello spazio storico della città e certo la reazione scomposta dell’assessorato ha dato segno di grande superficialità, ottenendo come risultato di impedire che le relazioni sul libro dedicato a una donna nota in tutto il mondo, e medaglia argento della Resistenza, si svolgessero su un prato nel più assoluto disagio. Sabato 7, grazie all’ospitalità di casa Archilei, si è svolta la parte centrale dell’iniziativa, “Tutta mia la città”, sull’abitare la città e l’uso degli spazi urbani in tempi di crisi. A condurre il seminario i nostri ospiti di “Babel-abitare critico” Francesca Iovino e Francesco Ronconi noti per aver realizzato strutture per la socialità urbana e progetti di autocostruzione in Europa ed oltre. Sulla progettazione condivisa degli spazi urbani, sul diritto degli abitanti all’uso della città, sul riciclo e riuso dei materiali e sull’autocostruzione, il seminario è proseguito con un workshop sul concetto di Parco urbano presso il Campo di aviazione, domenica mattina. Il workshop ha permesso il passaggio di conoscenze ed esperienze importanti; progettare la città diviene un progettare assieme dei cittadini, la cittadinanza torna a discutere delle proprie esigenze di fruizione degli spazi, diviene “cittadinanza creativa”… si confronta con la realtà dei luoghi pubblici presso cui vive cercando di trovare soluzioni concrete al disagio, recuperando luoghi abbandonati ma anche riprendendo potere sugli spazi che le sono stati tolti da chi manovra interessi economici legati alla cementificazione. Certo il discorso sulla libera fruizione degli spazi pubblici, sul concetto di rispetto e responsabilità dei cittadini che sono in grado di autogestire i luoghi della città è stato tragicamente smentito a Fano dal la censura sul Fuorisalone, in realtà nella nostra città la fruizione dei luoghi pubblici continua ad essere gestita politicamente dal Patrocinio comunale, sorta di “placet” che viene concesso dall’alto. Lo spazio è “concesso” è non è accettata la visibilità vera verso la città di soggetti non uniformi a quello che viene ritenuto il “pensiero unico” dall’amministrazione. Infine, nonostante l’espulsione dalla Rocca, con l’ardito lavoro della ragazze di Femminismi, è stato possibile per i fanesi vedere almeno due delle tre mostre in programma, domenica pomeriggio presso l’Infoshop di via da Serravalle: la mostra delle tavole originali del fumetto “Suore Nija” edito da Starcomics (una delle più importanti case editrici di fumetto in Italia), ed “L-volution”, una esilarante mostra delle vignette di Maureen Lister pubblicate dalla rivista lesbica “Towanda!” negli anni ’90. La presenza di Vanessa Cardinali, artista marchigiana autrice di “Suore Ninja” ha permesso una divertente e gioiosa discussione sulla visione della misoginia vaticana da parte di giovani della generazione anni ’80, con tanto di autografo sugli albi. Chiediamo a tutti i cittadini e le cittadine fanesi, in conclusione del Fuorisalone, di non accettare la “tutela” morale e politica di questa Giunta comunale sulle proposte culturali pubbliche alla città: è stata tolta alla cittadinanza la possibilità di visitare la Rocca malatestiana usufruendo anche della nostra offerta culturale che è fatta di confronto e apertura alla diversità. Ma questo Fuorisalone è stato un successo che rafforza una visione libertaria degli spazi pubblici e della libertà di parola per promuovere una cittadinanza creativa, la ‘creative citizenship’. Ringraziamo tutte le associazioni che ci hanno sostenuto e hanno firmato con noi la nota di venerdì scorso. Alternativa libertaria, 9 settembre 2013. altlib@altraofficina.it

lunedì 2 settembre 2013

1° FuoriSalone Libertario "Per non chiudersi dentro" , Fano (PU) 6 - 7 8 settembre 2013

1 ° FUORISALONE LIBERTARIO. “Per non chiudersi dentro”
Fano, venerdì 6, sabato 7, domenica 8 Settembre 2013.
Sala esposizioni Rocca Malatestiana.
 
venerdì 6 settembre 
 
-ore 18.30: A volte ritornano: 1985-2013, Introduzione al Fuorisalone Libertario.
-ore 19.00: “Un’eretica del nostro tempo” -  Gli interventi di Joyce Lussu ai meeting anticlericali
Presentazione del libro edito da Gwynplaine,  con l’editore Orlando Micucci, Donato Romito, Walter Siri.
 
sabato 7 settembre 
-ore 18.30: Tutta mia la città, laboratori su: spazi sociali  e spazi urbani in tempi di crisi
Tavola rotonda  e workshop con il collettivo Babel – Abitare critico – Sciatto Produzie e le realtà associative attive sul territorio.
Coordina Alternativa libertaria.

Domenica 8 settembre
-ore 18.30: “Suore ninja: il Vaticano in salsa manga” 
Presentazione del fumetto  “Suore ninja"  (Starcomics ), dialogo con l'autrice Vanessa Cardinali e Francesca Palazzi Arduini  (Femminismi).
-break a cura degli InFestanti
-ore 21.30 circa: performances.
 
Durante l’iniziativa:

* 40 volumi non più all’indice, libri  d’epoca scelti e schedati da Luigi Balsamini dell’Archivio bilioteca “E.Travaglini”- Biblioteca del libero pensiero.
*Joyce Lussu, un’eretica del nostro tempo,  mostra sulla scrittrice, saggista, partigiana.
*Suore Ninja, tavole originali di Vanessa Cardinali,  “Zombie gay in Vaticano” ed altre.
*L-volution,
le vignette di Maureen Lister apparse sulla rivista lesbica “Towanda!”, corredate dalle riviste originali, a cura di Femminismi
*Mutoid must stay: materiali e petizione a favore di Mutonia (Sant’Arcangelo di Romagna).
Libri e riviste anarchiche e libertarie, gadget  anticlericali,  proiezioni.
Collaborano a questo Fuorisalone:
- Archivio bilioteca “E.Travaglini”, www.bibliotecaliberopensiero.it
-Anarchici /che Valcesano
-Babel-/Abitare critico, Forte Prenestino Roma,  www.babelbabel.net
-Femminismi, www.femminismi.wordpress.com
-Fano in Transizione
-Strictly Inc.
, www.strictlyincognito.com
-gli InFestanti  

Alternativa libertaria/FdCA,  http://www.fdca.it, altlib@altraofficina.it




Fuorisalone libertario: dai coraggiosi meeting … alle nuove esperienze di Occupy.
L’associazione Alternativa libertaria propone il 6-7-8 settembre una serie di iniziative che animeranno la Sala esposizioni della Rocca Malatestiana di Fano. Un “Fuorisalone” che espone le battaglie che in realtà facciamo tutti i giorni.
Con un ironico “A volte ritornano”, abbiamo deciso di inaugurare le tre serate in spazio che fu teatro negli anni ’80 di una rivoluzione culturale, i tanto temuti “Meeting anticlericali”, animati proprio dalla corrente libertaria dell’anticlericalismo italiano (nel 1986, proprio nella sala esposizioni al piano superiore della Rocca, l’assemblea fondatrice della Associazione per lo sbattezzo, con presenza di delegati di associazioni da tutt’Italia).
Allora c’era bisogno di discutere e proporre una critica politica all’ingerenza della Chiesa cattolica nella vita del Paese, oggi la chiesa cattolica ha saturato gli spazi politici con un’ingerenza ancora più forte e lobbystica ma ha mostrato aspetti interni paradossali … due Papi che non fanno altro che fare gaffe, … brogli finanziari, … eminenti Monsignori “riordinatori” delle banche vaticane beccati con valigie diplomatiche piene di riviste porno … tutto con buona pace di Comunione e liberazione, che ogni anno rilancia la love story tra D come Dio e D come Denaro.
Legge di Dio o legge dello Stato? Questo il dilemma tragico riproposto anche dalle crisi politiche mediorientali. Nel nostro paese ,che attende la decisione sull’ineleggibilità di un personaggio politico emblema dello stato di eccezione e della iniquità del Potere … possiamo solo appellarci al principio di libertà, ed a un’etica che prescinda da ogni fede ma che guardi ai fatti. Vogliamo e possiamo riprendere in mano idee e pratiche libertarie costruite dal basso attraverso modalità di organizzazione condivise che sappiano scoprire le criticità del potere economico e politico di pochi sui molti (“siamo il 99%” recitava uno slogan delle recenti occupazioni di tante città nel mondo),  rimettersi in gioco per discutere a partire da sé delle proprie esigenze rapportandole con quelle degli altri in una visione collettiva, queste le idee centrali del nostro “Fuorisalone”.
Il workshop di sabato 7, con l’aiuto delle architette di “Babel” (Forte Prenestino occupato, Roma), si occuperà ragionare sull’uso collettivo degli spazi urbani in una città che vive la crisi. Partiamo discutendo dell’esempio dalla contestata Rocca malatestiana, oggetto lo scorso anno di un contenzioso con la Giunta comunale fanese.
Uguaglianza di diritti, partecipazione, … crisi. In un momento come questo, quando per rispondere alla “crisi” si fanno avanti le solite “voci forti”, i leader maschi che accentrano l’attenzione dei mass media … noi proponiamo invece il modello partecipativo della “Rete”, le esperienze sia concrete che operate nel web di collaborazione su piattaforme, l’esperienza organizzativa anarchica delle grandi assemblee di Occupy. E una riflessione sul ruolo delle associazioni culturali, soprattutto quelle più giovani, in una società di lavoro interinale e di sfruttamento integrale, in una città senza parco, senza una rete ciclabile vera, con un ospedale svenduto e la continua emigrazione giovanile.
Il contributo fondamentale di Femminismi, che presenta un dibattito e due mostre (Quella sull’album a fumetti “Suore Ninja” e la mostra di vignette lesbiche dell’artista Maureen Lister), l’apporto di materiali del Centro studi E.Travaglini con la collezione di libri d’epoca che ripercorrono al storia del libero pensiero e dell’anticlericalismo in Italia, l’esposizione di gadget e riviste (tra le quali le “Millelire” anticlericali e la “Ministoria dei meetings anticlericali), contribuisce a rendere questo appuntamento, completamente autogestito, un evento realmente aperto al futuro./   Si allega il programma completo dell’iniziativa.

Alternativa libertaria/Federazione dei Comunisti Anarchici
con la collaborazione di Femminismi, Centro studi E.Travaglini/Biblioteca del libero pensiero.
Aggiornamenti del programma anche su: rimarchevole.wordpress.com
 

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)