ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA

ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA
O SCEGLI NOI O SCEGLI LORO

campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

per giulio
Visualizzazione post con etichetta Coordination des Groupes Anarchistes. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Coordination des Groupes Anarchistes. Mostra tutti i post

domenica 18 gennaio 2015

No al fascismo, nazionalista o religioso che sia

Noi condanniamo le uccisioni pepetrate il 7 gennaio nei locali della rivista Charlie Hebdo. Niente permette di giustificare un tale crimine fascista. Non lo sono di meno la cattura di ostaggi e le uccisioni antisemite che si sono verificate in un negozio di alimentari kasher venerdì 10 gennaio. Condanniamo anche le aggressioni fasciste rivolte contro luoghi di culto musulmani o contro persone musulmane o designate come tali. vedi link sul sito di Paris Luttes Infos : http://paris-luttes.info/deferlante-raciste-et-islamoph...-2397). Questi attacchi si inscrivono in una crescita generale del fascismo, di quel fascismo che avanza dietro lo slogan della "difesa della nazione", di quello che vuole una "civiltà" essenzializzata [1], o di quello di matrice religiosa qualunque sia. Certo gli esponenti di tali fascismi concordano tra loro ideologicamente, ognuno cercando di mobilitare i propri adepti poter finanziare il loro progetto: quello del mito essenzialista dello "scontro di civiltà" con le sue conseguenze sanguinose per le classi lavoratrici. Attentati strumentali al sistema razzista Se, con la pretesa di fare dell'umorismo, Charlie Hebdo ha riprodotto stereotipi razzisti e ha partecipato alla stigmatizzazione della minoranza musulmana, pur scagionandosi da qualsiasi intento razzista, questa constatazione non deve farci perdere di vista l'essenziale: prendere come bersaglio un giornale identificato / etichettato come "di sinistra", significa voler sviluppare l'islamofobia nella sinistra e distruggere le ultime forme di solidarietà anti-razzista che esistono con la minoranza nazionale musulmana. E così aprire la strada a una nuova ondata razzista, i cui recenti attacchi islamofobici sono i primi passi. A livello internazionale, vuol dire anche voler mettere a tacere qualsiasi critica all'ideologia religiosa, in nome della "blasfemia", in una strategia di intimidazione e di uccisione di giornalisti ad opera dei cosiddeti takfiri [2], come in Tunisia e in Turchia . L'attacco antisemita, nel frattempo, si inserisce in una visione razzista del mondo portata avanti dall'ideologia takfiri, ma anche nella lunga storia dell'antisemitismo europeo diffuso dal potere coloniale nelle colonie francesi, all'interno della logica del "divide et impera", opponendo tra di loro ebrei e musulmani per preservare il potere coloniale. (Si veda il comunicato federale del CGA sul tema: www.cga.org/content/contre-lantisemitisme-autodefense-antifasciste-et-luttes-populaires). Lo scopo di questi atti in Europa è anche quello di innescare un'ondata di islamofobia, spingere la minoranza musulmana nel fascismo religioso che si presenta come il suo protettore, mentre contribuisce al contrario al rafforzamento del sistema razzista. Nei paesi a maggioranza musulmana, dove costoro possono permettersi di presentarsi nelle vesti di oppositori dell'imperialismo, e dove i takfiri agiscono nella repressione del movimento operaio, le loro vittime sono in maggior parte musulmani. Convergenze di correnti fasciste Il fascismo di tendenza nazionalista, nel frattempo, partecipa alla stessa dinamica: per presentarsi come protettore della "nazione", dell' "occidente bianco e cristiano" cavalcando l'onda degli attentati e moltiplicando da par suo gli attacchi di islamofobia per accentuare la frattura tra musulmani e non musulmani, e quindi portare l'assalto al potere. Per quanto apparentemente opposte, queste due correnti del fascismo perseguono invece lo stesso progetto politico: diffondere il razzismo, il sessismo, l'omofobia, la lesbofobia, la transfobia, la repressione anti-operaia, la guerra del "tutti contro tutti", la sottomissione all'ordine dominante. I fascisti religiosi takfiri, come i nazionalisti francesi o europei, chiedono di essere scelti come versioni alternative gli uni agli altri, ma in realtà sono due versioni convergenti del fascismo. Questa ascesa del fascismo nelle sue varie forme è una manna dal cielo per la borghesia, poichè sostituisce lo scontro di classe, la messa in discussione del sistema capitalistico, imperialista, razzista e patriarcale, per scatenare la guerra di "tutti contro tutti". L'impasse della sacra unione Lo Stato, nel frattempo, e quasi tutte le formazioni politiche borghesi, hanno chiamato il popolo all'unità nazionale: il "popolo" che si prende per mano, gli sfruttati con gli sfruttatori, gli oppressi con gli oppressori contro gli nemico comune, per lo scontro di civiltà. E 'anche probabile che le nuove misure di sicurezza vengano prese in nome della lotta contro il terrorismo, approfittando dello shock emotivo, pur di limitare di nuovo le nostre libertà e aumentare la repressione della protesta popolare. Per un'alternativa: per l'unità popolare! Di fronte a tutto questo, ci rifiutiamo di essere incastrati nel fuoco incrociato tra il patriottismo da un lato e i fascisti dall'altra, siano nazionalisti o religiosi, che stanno cercando di reclutare la maggioranza nazionale e le minoranze nazionali. Rifiutiamo le due facce della stessa medaglia: il nazionalismo e il suo progetto imperialista e razzista così come il fascismo religioso. Per sviluppare invece la solidarietà popolare anti-razzista e la lotta contro i nostri sfruttatori, come parte del movimento operaio rivoluzionario internazionale. Prendiamo esempio dalla resistenza curda a Kobanê, ma anche dai rivoluzionari, in Siria o altrove, che hanno dimostrato il modo per spezzare questo circolo vizioso, nella lotta contro l'imperialismo e contro i fascisti religiosi. Groupe de Lyon de la Coordination des Groupes Anarchistes (traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali) Note: [1] Ridurre un individuo ad una sola entità, ad una sola delle sue dimensioni. [2] Il takfirismo è una corrente politico-religiosa violenta che difende un'interpretazione letterale e reazionaria della religione musulmana e ritiene che tutte le persone che si oppongono alla loro idelogia, comprese anche persone musulmane, siano da considerare come obiettivi da colpire militarmente. E' una corrente fascista della religione musulmana.

martedì 17 settembre 2013

Stati e forze reazionarie: giù le mani dalla rivoluzione siriana

A partire dal marzo 2011, è in corso in Siria un processo rivoluzionario. Il popolo è insorto contro il sanguinario regime fascista di Bashar al-Assad e contro il Partito Ba'ath. Non essendo nè un "complotto imperialista", nè un "complotto islamista" e nemmeno un "complotto sionista", questa rivoluzione popolare sta dentro quella più globale rivolta contro il capitalismo, per la giustizia e la libertà, che si è sviluppata tra gli oppressi e gli sfruttati dall'Egitto alla Cina, dalla Russia alla Turchia, dall'Europa al Brasile, dalla Tunisia alla Siria. La brutale repressione da parte del "laico" regime fascista Questa rivolta è stata affrontata con una brutale repressione da un regime che ha scelto di giocare la carta del settarismo religioso mentre si autorappresentava ipocritamente come "protettore delle minoranze", un regime che massacrava i suoi oppositori, fossero adulti o bambini. Questo regime è stato sostenuto dal regime clerico-fascista dell'Iran e dall'imperialismo russo. La repressione ha portato una rivolta che inizialmente era pacifica alla scelta di militarizzarsi, per necessità di autodifesa. Le strumentalizzazioni delle potenze imperialiste in competizione Come in ogni processo rivoluzionario, alcune forze, estranee agli scopi rivoluzionari, hanno cercato di strumentalizzare gli eventi allo scopo di far emergere obiettivi che non hanno nulla a che vedere con quella libertà e quella uguaglianza, così tanto perseguite dal popolo siriano insorto. Al momento della sua militarizzazione, il processo rivoluzionario si è trovato a dover far fronte ad una contro-rivoluzione interna: alcuni movimenti reazionari e clerico-fascisti, finanziati, armati e sostenuti dalla Arabia Saudita, dal Qatar e dalla Turchia ma anche dai miliardari sauditi, hanno cercato fortemente di far deviare il processo rivoluzionario allo scopo di trascinarlo nella regionale contesa politico-religiosa tra fascismo religioso sciita e fascismo religioso sunnita. Questi movimenti hanno un vantaggio militare sulla laica rivoluzione siriana grazie al loro ruolo quali emanazioni e clienti dei regimi fascisti e dell'imperialismo occidentali, un vantaggio militare che viene usato per soffocare la dinamica rivoluzionaria. Agendo da veri feudali signori della guerra che controllano le loro aree tramite il terrore, queste forze non esitano a spianare la strada all'esercito del regime dietro pagamento in contanti. Tali forze svolgono anche il ruolo di braccio armato della Turchia contro il movimento curdo, massacrando e stuprando su commissione, all'interno della guerra regionale contro il popolo curdo. Contro-rivoluzione esterna ed interna: Stati e religiosi fascisti uniti contro il popolo curdo ed arabo Nell'area curda della Siria, nel frattempo, è in corso uno specifico processo rivoluzionario, all'interno della battaglia del movimento popolare curdo per l'autonomia regionale, che si oppone al regime, ma che si rifiuta di sacrificare la causa curda sull'altare del nazionalismo arabo delle ideologie nazionaliste siriane. Questo desiderio di autonomia ha portato i Curdi a doversi scontrare sia col regime che con i reazionari nazionalisti ed islamisti, entrambi oppositori di una terza via per ragioni tra loro diverse. La Francia ha mantenuto per lungo tempo stretti rapporti col regime siriano. Insieme agli Stati Uniti ed ai loro alleati regionali, Arabia Saudita, Qatar ed Israele, è finita per sostenere la contro-rivoluzione clerico-fascista. Il movimento popolar-rivoluzionario siriano, del tutto laico in sè, si trova invece ad essere deliberatamente isolato da tutte queste forze: il suo obiettivo, l'autodeterminazione del popolo siriano, è una questione di fatto totalmente estranea agli interessi imperialisti in competizione che si stanno affrontando in suolo siriano. Sia i clerico-fascisti che il regime sono super-armati: il popolo è disarmato Il flusso delle armi scorre verso i reazionari religiosi e verso i clienti dei fantocci del Consiglio Nazionale Siriano, tramite l'Occidente, la Turchia, l'Arabia Saudita ed il Qatar. Ma le armi arrivano anche al regime grazie all'Iran, alla Cina ed alla Russia. Il popolo siriano ed i rivoluzionari laici sono i soli, intanto, ad essere senza armi, poichè l'incubo peggiore per entrambi i blocchi imperialisti in competizione è che il popolo possa difendersi da sè, sia contro il regime che contro i clerico-fascisti ed i predatori imperialisti che stanno cercando di scippare la rivoluzione al popolo siriano. Un intervento contro-rivoluzionario I recenti successi militari del regime, favoriti da questa devastante politica attuata dai reazionari e dai clerico-fascisti takfiristi, strumenti del Qatar e dell' Arabia Saudita, nonchè degli Stati Occidentali, che sono dovuti al sostegno iraniano e russo, hanno spinto gli Stati Occidentali ed i loro alleati in Medio Oriente a prendere in considerazione un intervento militare: il cui scopo non ha nulla a che vedere col "proteggere il popolo siriano", come essi dicono, quanto piuttosto ha molto a che fare con la loro strumentalizzazione del conflitto all'interno della contesa regionale. Questo intervento sarebbe un nuovo passo nel tentativo di riprendere il controllo sul processo rivoluzionario e di strumentalizzarlo all'interno della partita geopolitica regionale. Il popolo siriano che vuole la libertà si trova tra l'incudine ed il martello. Fin dall'inizio del processo rivoluzionario la grande maggioranza del popolo siriano ha dovuto opporsi a qualsiasi intervento esterno, chiedendo solo i mezzi per autodifendersi. Questi mezzi gli sono stati sempre megati, con la scusa che "non si sapeva in quali mani le armi sarebbero finite". Tuttavia, i clerico-fascisti sono pieni di armi, come pure i soldati del regime. E qui sta l'ipocrisia dei regimi occidentali, dato che il destino del popolo siriano è l'ultima delle loro preoccupazioni. Dalla nostra parte, dalla parte del popolo, dalla parte della libertà contro tutti gli Stati Sostenere il movimento popolare siriano, rifiutare tutti gli interventi e la contro-rivoluzione clerico-fascista: questo è l'enorme compito che grava sui lavoratori, soprattutto negli Stati che stanno guidando la contro-rivoluzione, sia sostenendo il regime sia sostenendo le forze reazionarie che puntano ad instaurare una nuova dominazione a spese del popolo. In Francia, in Russia, in Iran, negli Stati Uniti, in Turchia ed in Israele, deve sentirsi forte la nostra voce: Tenete le vostre mani sanguinarie lontane dalla rivoluzione siriana! No al clerico-fascismo, no al fascismo "laico": Sostenere le rivoluzioni laiche, degli Arabi e dei Curdi. No ai bombardamenti. Armi per l'auto-difesa popolare del popolo siriano! Segreteria per le Relazioni Internazionali Coordination des Groupes Anarchistes, Francia (traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali) Link esterno: http://www.c-g-a.org

mercoledì 10 luglio 2013

Egitto: nè con la peste clerico-fascista, nè con l'ira dei militari!


Per più di 2 anni, in Egitto la contro-rivoluzione ha assunto il  potere nella forma duale dello Stato e della borghesia. Da un lato, i Fratelli Musulmani, che rappresentano la ruota di scorta della borghesia mercantile e degli stati occidentali per prevenire un'eventuale rivoluzione sociale, si erano presi la gestione degli affari sociali. Dall'altro, l'esercito, che rapppresenta la spina dorsale dello Stato egiziano, ha mantenuto le sue posizioni chiave nell'economia egiziana, attraverso i monopoli, ma anche all'interno della struttura politica.

Questa alleanza oggettiva era stata costruita a spese della classe lavoratrice egiziana e delle classi popolari, ma anche a spese delle donne, delle minoranze religiose, come pure a spese di tutti coloro che desideravano la libertà e l'uguaglianza sociale. Questa alleanza si è fondata su una repressione sanguinaria, fatta di ammazzamenti e di arresti di attivisti della classe lavoratrice, sull'uso degli stupri come strumento di terrore politico, sulla proibizione degli scioperi operai.

Ma nello stesso tempo, la lotta per il potere tra queste due componeni delle classi dominanti non si è mai fermata. Lo scorso novembre, i Fratelli Musulmani avevano rimosso il generale Tantaoui dal Supremo Consiglio delle Forze Armate (SCAF), senza mettere in discussione il potere dei militari, anzi usandolo contro la rivolta popolare.

Nonostante ciò, la rivolta contro il fascismo religioso e contro il potere dell'esercito è rapidamente cresciuta in un contesto sempre più drammatico per la classe lavoratrice. A questo punto, alcuni settori della borghesia e gli stati occidentali non hanno più visto i Fratelli Musulmani quale ruota di scorta di contenimento della rabbia popolare.

Per cui lo scorso 2 luglio, l'esercito egiziano ha preso il potere con la forza, mettendo oggettivamente fine alla alleanza con i Fratelli Musulmani. L'esercito ha quindi strumentalizzato la rivolta popolare per i suoi interessi, che sono ben lontani da quelli delle classi popolari, delle donne e delle minoranze religiose. Ma non si può tacere degli abusi commessi in passato dall'esercito, nè della loro posizione di potere nell'economia.

La situazione mostra chiaramente la necessità per le classi popolari di organizzarsi su basi autonome per evitare la strumentalizzazione delle lotte e delle vittime. Come hanno scritto i nostri compagni egiziani del Movimento Socialista Libertario lo scorso 25 giugno:
«Quello che sta succedendo non è altro che un giro di valzer di poltrone tra due partiti in lotta per il potere (statale); questi due partiti cercano di strumentalizzare il movimento rivoluzionario per trarne vantaggio, ed il movimento rivoluzionario viene interpretato da queste due forze rivali in lotta per il potere (statale) .

Le masse possono mantenere il loro potere solo se si auto-organizzano, se si uniscono contro queste due forze in competizione che impediscono al movimento il diritto di praticare la democrazia assumendo liberamente le decisioni che riguardano le nostre vite. I nemici della rivoluzione sono il potere (statale) e chiunque sia in lizza per prenderselo, siano essi i Fratelli Musulmani, il clero, gli imprenditori o i militari>
 

 
Solidarietà con il movimento popolare egiziano, solidarietà con il Movimento Socialista LIbertario egiziano !
Nessuna dittatura laica, nessuna dittatura religiosa: solo auto-organizzazione popolare!

Segreteria per le Relazioni Internazionali - Coordination des Groupes Anarchistes (France)

Link esterno: http://www.c-g-a.org
(traduzione a cura di FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali)

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)