ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA

ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA
O SCEGLI NOI O SCEGLI LORO

campagna contro la contenzione meccanica

per giulio

per giulio
Visualizzazione post con etichetta anticlericale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta anticlericale. Mostra tutti i post

sabato 5 dicembre 2015

NO INQUISIZIONE NO INDICE DEI LIBRI PROIBITI -comunicato dell'associazione del Libero Pensiero su Vatileaks

Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Union Mondiale des Libres Penseurs -  International Humanist and Ethical Union

 

APPELLO – COMUNICATO STAMPA

 NO INQUISIZIONE   NO INDICE DEI LIBRI PROIBITI
 
 

LA REPUBBLICA ITALIANA TUTELI  LA LIBERTÀ DI STAMPA

 

Gli organi istituzionali difendano i giornalisti Fittipaldi e Nuzzi
 
.
Dal 24 novembre lo Stato della Città del Vaticano ha messo sotto processo due giornalisti, Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi, per aver riferito gli scandali finanziari della S. Sede nei loro documentatissimi libri inchiesta (rispettivamente Avaritia e Via crucis), stampati in Italia.
 
Il Vaticano non contesta la veridicità dei documenti pubblicati, ma il fatto di averli resi noti, violandone la “segretezza” a cui li avrebbe voluti confinare.
 
Sotto processo, quindi, non sono solo i due giornalisti, cittadini della Repubblica Italiana.
 
Sotto processo è il diritto (anzi, il dovere professionale) del giornalista di divulgare le notizie di cui è a conoscenza.
Sotto processo è la libertà di stampa, garantita dalla Costituzione italiana, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
 
Sotto processo sono la libertà di pensiero, di comunicazione e di critica.
 
Non sorprende che questi fondamentali diritti umani non siano riconosciuti dalla monarchia assoluta vaticana, che per altro non ha mai sottoscritto la Dichiarazione universale dei diritti umani, né la Carta dell’Unione Europea.
 
Sorprende, invece il silenzio dello Stato italiano, che a livello istituzionale sta lasciando i due giornalisti in balia del tribunale papalino, il quale vieta agli imputati persino la difesa di avvocati non accreditati dal Foro ecclesiastico.
 
Lo Stato italiano deve pronunciarsi allora ufficialmente in difesa dei due giornalisti, denunciando la violenta intimidazione che con questo processo si sta perpetrando per intimorire tutti i giornalisti italiani, al fine di dissuaderli dall’indagare su ciò che il Vaticano non gradisce si sappia.
 
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”

martedì 26 agosto 2014

1984 - 2014 : 30 anni fa a Fano il primo meeting anticlericale

1984-2014: 30 anni fa a Fano il primo meeting anticlericale. Una mostra multimediale ne presenta le edizioni, i materiali, gli ospiti, le pubblicazioni. A Fano, presso l’Infoshop di via G. da Serravalle 16, dal 29 al 31 agosto con orario 18/21. La mostra è a cura di Alternativa libertaria- FdCA e dell’ Archivio- Biblioteca E.Travaglini. Il meeting anticlericale si è svolto a Fano per 15 anni, diventando un punto di riferimento nella battaglia italiana per il rispetto della diversità culturale e della libertà di pensiero, in un Paese tuttora per molti aspetti fortemente arretrato rispetto al riconoscimento di libertà individuali e di diritti civili invece ritenuti scontati in altri paesi d’Europa: dal testamento biologico alla fecondazione eterologa, ai diritti civili delle coppie di fatto. Storia di autogestione e di sfide, di repressione (dai tentativi di vietare l’esposizione della scritta “meeting anticlericale” al divieto di usare spazi pubblici nel 1990), e di caos creativo, punto d’incontro dal quale nel 1986 nacque anche la prima versione organizzata della protesta civile contro la scorretta “conta dei fedeli” cattolici in Italia: l’Associazione per lo Sbattezzo. Piccola Woodstock italiana, il meeting ha avuto tanti ospiti illustri e grandi performances, è stato fanese sino al 1998 diventando poi itinerante con tappe in diverse città italiane. Completamente autogestito, ha usato spazi pubblici allora semi abbandonati: la Rocca Malatestiana, il Bastione Sangallo, il Chiostro san Michele. Sono gli anni dell’avvio del papato di Wojtyla, eletto nel 1978, e delle manovre finanziarie e politiche che sfociano nello scandalo dello Ior, nel 1982 con l’incriminazione del cardinale Paul Marcinkus e l’assassinio di Roberto Calvi. Sono anche gli anni della riforma dell’insegnamento della religione nelle scuole pubbliche, con la legge Falcucci del 1985, e la protesta di chi si ritrova, non volendo frequentare l’ora di religione cattolica, messo ai margini dell’orario scolastico. Sono gli anni in cui Craxi col ‘nuovo Concordato’ vara l’otto per mille, allora riservato alla sola confessione cattolica. C’è tanto da discutere, e i libertari e anarchici fanesi dell’attivissimo Circolo Papini si vedono catapultati nel grande successo dell’iniziativa, che giunge, edizione dopo edizione, a servire il “Menù eretico” alla mensa autogestita con oltre 500 pasti al giorno. Decine di gruppi musicali e di artisti decidono di contribuire con spettacoli gratuiti, ogni edizione riempie i campeggi, pensioni e alberghi fanesi. Negli anni seguenti i principali mass media nazionali mandano inviati, e quelli internazionali (tra cui il Times) si interessano al meeting. Da quel 3/5 agosto del 1984, il meeting è rimasto testimone di libertà e di anticonformismo ed anche, forse, un esempio di come oggi sia invece difficile intersecare contestazione, spontaneità e creatività per socialità che deve sottostare alla commercializzazione, a maggiore burocrazia e alle solite pressioni del potere politico. Certo, i benpensanti fanesi che fecero guerra ai meeting, con il passare degli anni hanno avuto ben altro di cui “scandalizzarsi”: le rivelazioni shock sulla pedofilia nel clero, gli omicidi e gli scandali dei Corvi in Vaticano, le inchieste sullo IOR hanno riconfermato da sé la grande corruzione insita nei tradizionali modelli del potere temporale della Chiesa cattolica; la realtà ormai fa sembrare ingenua la stessa satira anticlericale. Ma se ancora adesso alcuni benpensanti hanno reazioni scomposte di fronte alla parola “anticlericale” (lo abbiamo visto lo scorso anno con la “censura” alla presentazione alla Rocca Malatestiana di un libro su Joyce Lussu ed i meeting) è perché forse questa è la chiave di lettura politica più efficace di tanto malaffare italiano e l’esorcismo di tanta retorica che cela dietro alla religiosità quegli schemi tipici di lobby e clientelismo dei quali il nostro Paese purtroppo non vuole ancora fare a meno. Evento Fb: https://www.facebook.com/#!/events/574438046000514/? ref_dashboard_filter=upcoming Per altre informazioni: http://www.arivista.org/? nr=356&pag=dossier_anticlericale http://www.bibliotecaliberopensiero.it/http://it.wikipedia.org/wiki/Associazione_per_lo_Sbattezzo

giovedì 26 giugno 2014

LIBERO PENSIERO N° 68

SEGNALIAMO L'USCITA DEL NUMERO 68, GIUGNO 2014 DEL TRIMESTRALE Libero Pensiero con articoli di Carlo Anibaldi, Alvaro Belardinelli, Maria Barbalato, Marina Boscaino, Paolo Cimarelli, Stefania Friggeri, Andrea Frova, Maria Longo, Maria Mantello, Mariapiera Maranzana, Bruno Segre, Sergio Scarpino La rivista è regolarmente spedita in abbonamento postale a iscritti e sostenitori della Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno" su www.periodicoliberopensiero.it vi offriamo una lettura gratuita di alcuni articoli su www.periodicoliberopensiero.it nel rispetto della normativa Agcom offriamo in lettura gratuita alcuni articoli EDITORIALE UNO SPETTRO SI AGGIRA PER L’EUROPA Maria Mantello ALCUNI ARTICOLI : IL MONDO SALVATO DALLA CULTURA Maria Mantello LICEO CLASSICO, UN’ECCELLENZA CHE DISTURBA Alvaro Belardinelli CONCORDATO, DIAMOCI UN TAGLIO Paolo Cimarelli CROCIATA OMOFOBA: ALL’INDICE I LIBRETTI DELL’UNAR Marina Boscaino SE QUESTO È UN SANTO Carlo Anibaldi ATTUALITÀ DELLA RESISTENZA Alvaro Belardinelli 194, PROVE DI SHARIA CATTOLICA Stefania Friggeri 8‰, FAVOREGGIAMENTO DI STATO PRO CEI Maria Barbalato GABRIEL GARCIA MARQUEZ Maria Longo GIORDANO BRUNO E LA RELATIVITÀ. QUANTO GLI DEVE GALILEO GALILEI Mariapiera Marenzana PROIEZIONI CELESTI Nicola Palermo La rivista è regolarmente spedita in abbonamento postale a iscritti e sostenitori della Associazione Nazionale del Libero Pensiero "Giordano Bruno" sostieni il libero pensiero sostieni la tua libertà C/C n°77686004 IBAN: IT29 Y076 0103 2000 0007 7686 004 BIC/SWIFT: BPPIITRRXXX Per iscriversi alla Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno” è necessario compilare e spedire via e.mail la scheda di iscrizione (scarica .pdf oppure .doc))ed effettuare il versamento annuale di euro 50 (o più) su conto corrente postale n°77686004 intestato a ASSOCIAZIONE NAZIONALE DEL LIBERO PENSIERO “GIORDANO BRUNO”

martedì 17 settembre 2013

Cattolicesimo e dittatura . sabato 21 settembre 2013 , Venezia , marghera

incontro con Giovanni Levi storico e studioso di sistemi ecomici e reti sociali introduce Piero Brunello docente di Storia Sociale Università di Venezia sabato 21 settembre 2013 ore 17,30 Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo 209 / Marghera VE Non ci si è mai domandati perché la totalità degli stati cattolici (la Francia è esclusa: è un paese pieno di cattolici ma non è un paese cattolico) dall’Europa all’America latina hanno conosciuto lunghi periodi di dittatura negli ultimi cento anni. La dittatura non è una specialità dei paesi cattolici, ma è necessario riflettere sul fatto che esiste un carattere comune a tutti i paesi cattolici. Per rispondere c’è bisogno di una lettura su tempi lunghi, che indaghi le radici storiche del fenomeno. Il fatto che nei paesi cattolici i singoli debbano continuamente confrontarsi con due sistemi normativi – quello dello Stato e quello della Chiesa – fa sì che le norme politiche e civili siano vissute come moralmente inferiori alle regole della religione cattolica. Debolezze e cattivi comportamenti sono considerati come elementi costitutivi della natura dell’uomo, a cui si chiede pentimento e a cui si concede perdono: e questo crea una sostanziale debolezza del sistema politico e delle istituzioni civili e politiche, che appaiono estranee, ostili, ingombranti. Nei secoli si è venuta così formando un’antropologia cattolica che informa i comportamenti quotidiani, il rapporto tra cittadini e istituzioni, l’atteggiamento nei confronti delle regole e delle infrazioni alle regole, i modi con cui affrontare e risolvere i conflitti. La degenerazione della vita democratica deriva proprio dal senso di impotenza dei cittadini, dalla loro diffidenza, dal disinteresse per istituzioni che non sono state prodotte da loro. Il caso dell’Italia – fino ai giorni nostri – è particolarmente illuminante. Giovanni Levi Storico e studioso di sistemi ecomici e reti sociali, ha insegnato nelle università di Torino e di Venezia. Tra i fondatori, assieme a Carlo Ginzburg, della “microstoria”, uno dei contributi più innovativi della storiografia di fine Novecento, ha diretto la rivista “Quaderni storici”, e con Ginzburg la collana “Microstorie” per l’editore Einaudi. E’ stato tra i primi a promuovere la diffusione della storia orale in Italia. Tra i suoi libri: L’eredità immateriale. Carriera di un esorcista nel Piemonte del Seicento (Einaudi, 1985), tradotto in molte lingue. Con Jean-Claude Schmitt ha curato l’opera Storia dei giovani (Laterza, 1994). Piero Brunello Insegna Storia sociale all’università Ca’ Foscari di Venezia. Tra i suoi libri più recenti: Storie di anarchici e di spie. Polizia e politica nell’Italia liberale, Donzelli, Roma 2009; Ribelli, questuanti e banditi. Proteste contadine in Veneto e in Friuli (1814-1866), Cierre, Verona 2011 (1 ed. Marsilio 1981). Nei suoi studi si è occupato del Quarantotto, di migrazioni, di scrittura, di storia urbana, di figure e vicende dell’anarchismo, di culture popolari.

mercoledì 10 luglio 2013

Il “nuovo corso” del Vaticano - di Lucio Garofalo

Le cronache vaticane dimostrano che non era affatto assurdo pensare che le dimissioni di Ratzinger fossero riconducibili alle lotte intestine tra le opposte cordate (in primis l’Opus Dei) che dilaniano la curia romana sulla questione dello IOR, la banca vaticana.
Apparentemente questa sembra una piccola filiale di provincia, eppure il flusso di capitali che passano attraverso tale banca è immenso, si parla di movimenti finanziari dell’ordine di centinaia di miliardi di dollari. E’ tramite questo istituto che si compiono le operazioni più spericolate delle industrie belliche, i riciclaggi di fondi neri provenienti da ogni angolo del mondo, il traffico dei farmaci ecc. Il vantaggio offerto da questa minuscola banca consiste nel fatto che finora è stata totalmente inaccessibile e segreta, non avendo su di sé alcun organo di controllo internazionale, non essendo quotata in borsa ed avendo partnership solo con alcune banche svizzere ed alcuni paradisi fiscali.
Papa Ratzinger voleva porre fine a tutto ciò nominando una commissione anti-riciclaggio con a capo il cardinale Nicora e Gotti Tedeschi a capo della banca. Fatto sta che sia Gotti Tedeschi che il cardinale ottennero una normativa anti-riciclaggio (mai applicata) e si misero in contatto con analoghi istituti anti-riciclaggio italiani ed esteri. Inoltre, essi mostrarono una chiara disponibilità a collaborare con la magistratura. Furono fatti fuori dal cardinale Bertone e da quelli che stanno dietro di lui, prelati e speculatori finanziari.
Per Joseph Ratzinger, ricattato mediante i documenti trafugati dal suo maggiordomo, sfidare tutto ciò poteva significare una dose di veleno nella tazza di tè. Un pericolo che non è ancora definitivamente fugato, ma che oggi può correre seriamente il nuovo papa.
Non a caso il ruolo del nuovo pontificato si è subito manifestato ed è probabilmente quello di liquidare il capitalismo, per promuovere la cosiddetta “terza via”, ovvero l’alternativa (si fa per dire) rappresentata da Santa Romana Chiesa. Così come il pontificato di Wojtyla (dietro cui agiva, nemmeno tanto nell’ombra, in veste di consigliere, l’allora cardinale Ratzinger) ebbe il mandato di liquidare il socialismo reale dell’Est europeo. Naturalmente è una mia impressione, ma nemmeno tanto vaga. Si intravedono già numerosi indizi in tal senso. Sta di fatto che nell’odierna fase storica, percorsa da una crisi epocale che non è solo di natura economica, la chiesa è costretta a riavvicinarsi ai popoli diseredati della terra. Né dobbiamo dimenticare che nel campo delle strategie camaleontiche la chiesa è da sempre una vera specialista, una campionessa mondiale, per cui non conviene assolutamente sminuire le sue ambizioni.
Ambizioni che non riguardano il breve o medio termine, ma si proiettano nel lungo periodo, per cui non vanno sottovalutate. In questo momento storico, segnato da una crisi irreversibile che investe il capitalismo su scala globale, la chiesa, con tutti i suoi gangli e le sue ramificazioni nel mondo, ha intercettato gli umori e le sofferenze dei popoli ed è costretta, per sopravvivere alla crisi ed al crollo finale del capitalismo, a mostrarsi con uno spirito evangelico, ad apparire una chiesa pauperistica e francescana.
E’ appunto questa la strategia camaleontica che la chiesa sa di dover adottare in questa fase storica, come ha fatto in duemila anni. Altrimenti si sarebbe già estinta da tempo.
Si sa che lo stato della chiesa non è troppo in salute e che riflette la crisi complessiva in cui versa la società capitalista. Nondimeno, la chiesa ha conosciuto ben altre tempeste.
In questo momento storico la chiesa sa che deve aderire, almeno sul piano verbale e formale, alle istanze ed alle rivendicazioni provenienti dai popoli della terra. Deve schierarsi con i poveri, quantomeno a chiacchiere, predicando bene. E si sa che sul terreno delle prediche i preti giocano in casa e la storia insegna che sono maestri e campioni insuperabili. Nel contempo, essi non sono così ottusi e miopi come i capitalisti.
L’attuale corso politico di Santa Romana Chiesa sembra orientato verso una sorta di “pauperismo” in salsa vaticana. Per convenienza, la chiesa si sta avvicinando alle masse umili e diseredate del pianeta. Non è un caso che la chiesa sopravviva da duemila anni, mentre il capitalismo conta appena pochi secoli di vita ed è in crisi da almeno cent’anni.
Lucio Garofalo

martedì 2 luglio 2013

L’ateo, il credente, il chierico di Maria Mantello

L’ateo, il credente, il chierico di Maria Mantello


In questo articolo, scritto per il “Rasoio di Occam” in occasione dell’uscita del numero di MicroMega intitolato "Ateo è bello, almanacco del lIbero Pensiero , si spiega perché il mondo religioso continua a non tollerare la presenza atea....

leggi tutto: http://ilrasoiodioccam-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/06/26/l%e2%80%99ateo-il-credente-il-chierico/



e su www.periodicoliberopensiero.it

venerdì 15 febbraio 2013

Sulle dimissioni dell’amministratore delegato della premiata ditta vaticana.

Tutti a scervellarsi, dopo le dimissioni di papa Ratzingher, e non sono pochi quanti si sforzano di trovare motivi e ragioni di queste strane dimissioni. E allora via, a sfogliare il diritto canonico con la speranza di avere conferme alla scelta del papa abdicatore, è inevitabile il tuffo nella storia: a memoria di secoli non si ricorda di un papa che abbia rassegnato le proprie dimissioni,anche perché secondo la gerarchia vaticana avrebbe dovuto rassegnarle direttamente nelle mani di dio. Ma forse la stanchezza del papa non sarà stata diagnosticata da qualche santo, in un paradiso più o meno fiscale, ma è più quella di chi naviga in un mare di debiti e di vincoli di bilancio, quelli del vaticano e dei suoi benefattori. Dobbiamo credere alla debolezza umana di un papa teologo che , con gli anatemi che hanno caratterizzato la sua carriera tra le fila dell’armata dei curati, con le crociate continue, alimentate dalla reazione politica imperante, contro gli omosessuali, contro il comunismo, contro tutto ciò che metteva la chiesa cattolica di fronte alle contraddizioni della società, ed ai tentativi tesi a superarli ha di fatto ricondotto la chiesa cattolica all’ottocento, quando i peggiori nemici erano il liberalismo, la democrazia ed il socialismo? A un senso di fallimento dovuto al crollo della popolarità papale svelato da un uso disinvolto dei social network, dove invece che raccomandazioni ed indulgenze si beccano contumelie e domande provocatorie? Alla solitudine di una chiesa sempre meno dialettica e quindi fragile, alla concorrenza spietata di religioni più giovani, e quindi più aggressive? Forse tutto vero, ma non si può pensare che la stanchezza di un papa sia dovuta solo alla propria crisi di rappresentanza, alle pecorelle ormai adulte ed abituate a vivere la propria vita senza il filtro della morale cattolica. Più sensatamente si può supporre che, vista la crisi economica, la sua scelta non sia tanto differente da quella di qualsiasi amministratore delegato messo in minoranza dal consiglio di amministrazione. Non perché vi sia una riscoperta della democrazia tanto odiata che prende vita all’interno del consiglio di amministrazione, ma perché come sempre è la forza degli azionisti a fare la differenza. Ricordiamo che il Vaticano è e resta uno Stato a tutti gli effetti con un centro finanziario che gestisce il capitale immobiliare (APSA, il Patrimonio Apostolico Santa Sede), con un ministero dell’economia, e da una banca, lo (IOR) istituto opere religiose. Lo IOR è da sempre un paradiso per il riciclaggio di denaro, grazie alla sua extraterritorialità, che verrà a mancare dovendosi uniformarsi alle leggi europee, ma che ha fatto sì che ingenti capitali siano stati investiti nelle banche degli amici tedeschi, sottraendoli a Unicredit e Intesa San Paolo. Evidentemente si vuole coprire quanto di sporco vi sia non solo nei 23 milioni di euro incriminati, che hanno dato il via allo spionaggio con il sacrificio del maggiordomo, finito per essere colpevole di stare dalla parte opposta del papa. Ci sono anche l’obolo di San Pietro, in declino da anni, i debiti accumulati con il comune di Roma e sempre pagati dal contribuente italiano, la perdita del S.Raffaele di Milano, aggiudicato a Rotelli che ne ha la gestione finanziaria diretta, e tutta la difficoltà della sanità pontificia che, grazie alla crisi, si è vista tagliare miliardi di euro di finanziamento pubblico e che sta costringendo le varie fazioni dei porporati a ridefinire il proprio rapporto economico con la finanza e con gli Stati, a partire da quello italiano. 115.000 immobili,9000 scuole, 4000 ospedali e cliniche di vario ordine, un capitale immobiliare di miliardi di euro, la sottrazione al fisco, solo in Italia di 6 miliardi di euro all’anno, che grazie al concordato Stato Chiesa non possono essere verificati, tant’è che il Vaticano denuncia un capitale immobiliare di soli 50.000.000 di euro, forse per rispettare almeno nominalmente il voto di povertà. La riconversione di immobili in alberghi esentasse che sono la base gratuita di ingenti incassi nelle casse Vaticane del turismo religioso sfuggono finora ad ogni controllo fiscale, ma rischiano almeno parzialmente di cadere sotto la scure dell’IMU. Una matassa intricata, e forse è da ricercarsi tra gli azionisti di maggioranza, curati e laici, l’impossibilità del capo della chiesa a ricomporre interessi finanziari divergenti. Non basta evidentemente l’aver cacciato Gotti Tedeschi dallo IOR per avere il controllo del sistema finanziario vaticano, che, per mantenersi deve poter continuare ad avere un flusso di capitali ingenti. Le richieste della unione europea sulla trasparenza inducono a pensare che non sia più possibile avere nel cuore di Roma una piattaforma finanziaria come se fossero le isole Kaiman, un paradiso fiscale dedito al riciclaggio di danaro e non sottoposto a nessun accertamento fiscale. E i debiti accumulati, in un periodo di forte crisi economica, mettono in crisi un sistema parassitario che vive di trasferimenti pubblici, dove il patto di stabilità farà il resto aprendo scenari complicati nella vita economica legata alle finanze vaticane. Forse non basteranno le dimissioni del amministratore delegato, ci vorrà un miracolo. Segreteria Nazionale FdCA, 14 febbraio 2013

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)