I GIORNI DEI RICORDI
storia, storiografia e manipolazioni sulle foibe e il confine orientale
Quali processi comunicativi costruiscono una «narrazione» sostitutiva
della storia? Come l’immaginario pubblico viene modellato e definito
intorno a codici comunicativi empatici? Quale finalità politica sottende
a una operazione di questa natura? A queste domande proviamo a a
rispondere grazie al lavoro di Federico Tenca Montini, grazie anche suo
libro "Fenomenologia di un martirologio mediatico. Le foibe nella
rappresentazione pubblica dagli anni Novanta ad oggi", (Edizioni Kappa
VU), un testo agile che affronta in modo originale i processi di
composizione del «discorso pubblico» sulla questione del confine
orientale.
Affonteremo poi la
questione con Lorenzo Filipaz, triestino e figlio di un esule istriano.
Dal ramo materno è di ascendenza slovena. Fa parte del gruppo di
inchiesta su Wikipedia «Nicoletta Bourbaki».
In questa occasione
esporrà la sua analisi in merito alle manipolazioni politico-mediatiche
sorte attorno al Bus de la Lum dall'immediato dopoguerra e fino ai
giorni nostri.
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IL PROGRAMMA
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incontro con
- Federico Tenca Montini/ricercatore
autore di "Fenomenologia di un martirologio mediatico.
Le foibe nella rappresentazione pubblica dagli anni Novanta ad oggi"
- Lorenzo Filipaz/blogger
membro del gruppo d’inchiesta su Wikipedia “Nicoletta Bourbaki” e collabora attivamente con il Collettivo Wu Ming
seguirà dibattito
sarà presente un banchetto con libri e dossier sul tema
Organizza
NEA (Osservatorio Antifascista del Nord-Est) e Osservatorio Antifascista Vittoriese in collaborazione con ANPI Vittorio Veneto
#11F #VV #igiornideiricordi #OAV #NEA
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
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mercoledì 8 febbraio 2017
I GIORNI DEI RICORDI - Pordenone
La
Casa del Popolo si è offerta di ospitare la nostra conferenza del 10
febbraio sulla complessità del confine orientale “i giorni dei ricordi”.
Non avevamo dubbi che la disponibilità di un luogo storico, simbolo
ieri della resistenza al nazifascismo e oggi della pluralità di un posto
vivo, radicato nel quartiere di Torre senza mai rinunciare ai valori
antirazzisti e antifascisti, potesse venire meno.
Ma avevamo un vezzo, una caparbia determinazione a riconoscere nel centro di una città l’accoglienza di quei luoghi che si vantano d’essere centri di cultura, dell’eccellenza della cultura (una città candidata addirittura a "capitale della cultura!). C'eravamo quasi riusciti.
Volevamo avere voce, o meglio, volevamo "dare voce" a vagiti di verità contro una becera propaganda che non conosce rispetto della storia, della ricerca, delle differenze.
Abbiamo trovato conferme di un sindaco e dei suoi sgherri (come altro chiamarli?) piazzati nelle varie poltrone che contano, che nonostante la spolverata liberaleggiante in campagna elettorale ha immediatamente mostrato cosa ci sia sotto: la solita prepotente arroganza del potere, di cui i fascisti han sempre fatto vanto.
E scopriamo che nelle commemorazioni ufficiali tra relatori e relatrici compare un "figlia di esule istriano"...anche tra i nostri relatori c'è un "figlio di esule istriano", evidentemente ci sono figli di serie A e altri di serie B, alcuni possono parlare e altri devono tacere. Se si aggiunge che questa "figlia" è pure una ex collega di partito del sindaco l'imbarazzo e la vergogna per quanto stiamo assistendo raggiunge limiti insperati.
Lo squallido dietrofront del Teatro Verdi ha però fatto emergere le crepe di questa corazzata di mammut parcheggiati in una cristalleria, abbiamo raccolto solidarietà, sostegno persino da parti che non ci aspettavamo. Ci sembra già molto.
La conferenza ci sarà, dunque, il 10 febbraio alle ore 20.45 alla Casa del Popolo, vedremo come risponderà la città.
Se il governo cittadino ha gettato la maschera sulle proprie attitudini autoritarie, pezzi di società, luoghi storici come la Casa del popolo hanno, di fatto, dato una lezione a questi signori: la libertà di parola e di pensiero trovano sempre qualcuno disposto ad accoglierli.
Non ci siamo fermati né ci fermeremo.
Noi ricordiamo tutto!
PnRebel
Ma avevamo un vezzo, una caparbia determinazione a riconoscere nel centro di una città l’accoglienza di quei luoghi che si vantano d’essere centri di cultura, dell’eccellenza della cultura (una città candidata addirittura a "capitale della cultura!). C'eravamo quasi riusciti.
Volevamo avere voce, o meglio, volevamo "dare voce" a vagiti di verità contro una becera propaganda che non conosce rispetto della storia, della ricerca, delle differenze.
Abbiamo trovato conferme di un sindaco e dei suoi sgherri (come altro chiamarli?) piazzati nelle varie poltrone che contano, che nonostante la spolverata liberaleggiante in campagna elettorale ha immediatamente mostrato cosa ci sia sotto: la solita prepotente arroganza del potere, di cui i fascisti han sempre fatto vanto.
E scopriamo che nelle commemorazioni ufficiali tra relatori e relatrici compare un "figlia di esule istriano"...anche tra i nostri relatori c'è un "figlio di esule istriano", evidentemente ci sono figli di serie A e altri di serie B, alcuni possono parlare e altri devono tacere. Se si aggiunge che questa "figlia" è pure una ex collega di partito del sindaco l'imbarazzo e la vergogna per quanto stiamo assistendo raggiunge limiti insperati.
Lo squallido dietrofront del Teatro Verdi ha però fatto emergere le crepe di questa corazzata di mammut parcheggiati in una cristalleria, abbiamo raccolto solidarietà, sostegno persino da parti che non ci aspettavamo. Ci sembra già molto.
La conferenza ci sarà, dunque, il 10 febbraio alle ore 20.45 alla Casa del Popolo, vedremo come risponderà la città.
Se il governo cittadino ha gettato la maschera sulle proprie attitudini autoritarie, pezzi di società, luoghi storici come la Casa del popolo hanno, di fatto, dato una lezione a questi signori: la libertà di parola e di pensiero trovano sempre qualcuno disposto ad accoglierli.
Non ci siamo fermati né ci fermeremo.
Noi ricordiamo tutto!
PnRebel
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