„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

venerdì 13 marzo 2015
NO OGM E SFRUTTAMENTO MANODOPERA !!!
Appuntamento con i *Semi Salvadis* in *via Tolmezzo 87* a Udine
*Contro lo sfruttamento della terra e delle persone controinformazione
e **proposte
di resistenza.*
Domenica 15 marzo *
*ore 18.00*
* LA SCHIAVITU' NON E' **"PASSATA"**?ANZI SI!*
*"L’organizzazione di caporalato che mi ha ingaggiato in Puglia per
raccogliere pomodori era un’organizzazione di tipo camorristico: chi si
ribellava veniva picchiato davanti a tutti e qualcuno ci rimetteva anche la
vita. Stiamo parlando dell’Italia.”*
*Così Fabrizio Gatti descrive le condizioni in cui vivono i raccoglitori di
pomodori nel Sud Italia. Manodopera stagionale, proveniente dall’Africa e
dall’Europa dell’Est, clandestina e quindi ricattabile. Manodopera che
ufficialmente non esiste e quindi che non ha diritti (ha però il dovere di
lavorare, velocemente, tanto, per pochi soldi, controllata a vista dal
caporale).*
* Manodopera che non può denunciare lo sfruttamento a cui è sottoposta, sia
per le botte da parte dei caporali che per il rischio di rimpatrio da parte
delle stesse istituzioni, spesso corrotte e complici dello Schiavismo nell’
Italia del nuovo millennio.*
* Manodopera sorvegliata a vista, trasportata come bestiame in giro per le
campagne dal nord al sud, che raramente riesce a sottrarsi al meccanismo di
sfruttamento e violenza.*
* Il ritratto delineato da Gatti nella sua inchiesta (l’Espresso – 2006)
non è un caso isolato ma la condizione dominante nelle campagne del
Meridione, come anche nelle manifatture del Veneto, il perno stesso su cui
può ruotare l’economia della grossa produzione Made in Italy.*
*Ne discutiamo con un giovane migrante di Marrakech che ci testimonierà la
sua esperienza lavorativa nelle campagne della Basilicata e con un compagno
che ci parlerà delle sue conoscenze fatte sul campo della capitanata
foggiana ; parleremo dell’emarginazione dei lavoratori stranieri nei luoghi
di raccolta e sulla grande filiera dello sfruttamento e sulle possibili
pratiche di solidarietà alle lotte bracciantili. *
*A SEGUIRE CENA VEGAN *
*ore 21.00 FARINA,DAL CAMPO ALLA TAVOLA *
*All’uso accentrato della terra, alla mercificazione del cibo ed allo
sfruttamento dei lavoratori, presenteremo un progetto che sta prendendo
forma nel Friuli Orientale, riguardante la coltivazione dei cereali con una
modalità diversa, coinvolgendo tutta la filera dal produttore al
consumatore. *
*Ce ne parlerà E. del Molino Tuzzi di Dolegna del Collio (GO).*
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