ADERISCI AD ALTERNATIVA LIBERTARIA/FdCA

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per giulio

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venerdì 17 luglio 2020

COSTRUIAMO UN ALTERNATIVA LIBERTARIA A NORD EST

Se sei qui a leggere non una volta ma ti ci ritrovi spesso forse vuol dire che anche tu sei un libertario
...e se ci conoscessimo ?
...scrivici le tue opinioni sui temi d'attualità... sui post che leggi nei canali della federazione di Alternativa Libertaria... leggi e diffondi il nostro foglio telematico ...creiamo fra i nostri contatti una comunità libertaria ...interagiamo 

 






























CONTATTI
Per contattare i compagni referenti dell'area nord-est scrive a : altlibnordest@fdca.it oppure fdca@fdca.it 

sabato 29 aprile 2017

VELENI A NORD-EST

UN AMARO AMARCORD TRA I MIASMI INQUINANTI DEL NORD-EST , RICORDI DI UN'EPOCA IN CUI, FORSE, SI POTEVA ANCORA IMPEDIRE LA CATASTROFE AMBIENTALE, STRISCIANTE O DILAGANTE...














SI SCRIVE MITENI, SI LEGGE RIMAR

(Gianni Sartori)

Avvertenza: questo non è, assolutamente, un articolo di informazione sull'inquinamento da PFASS che sta impregnando le acque e i corpi del Veneto. Soltanto un necrologio, un amaro amarcord condito di qualche considerazione su come funziona il capitalismo, quello del nord-est in particolare. Per gli aspetti tecnici potete attingere alle puntuali denunce pubblicate da qualche anno a questa parte su Quaderni Vicentini. In tempi non sospetti, quando invece un noto quotidiano locale ignorava o minimizzava la grave situazione che si andava delineando.
Non è nemmeno un invito a intervenire per rimediare. Da tempo ho la convinzione che cercare di fermare il degrado ambientale sia quasi impossibile. Nel Veneto senza “quasi”. Qui la catastrofe è ormai completa, per quanto subdola e inavvertita. Il territorio veneto e ancor più quello vicentino (un'autentica “poltiglia urbana diffusa” da manuale) hanno raggiunto livelli di contaminazione e cementificazione tali che soltanto un'apocalisse di ampia portata potrebbe, forse, porvi rimedio. Ripristinando in parte quell'ordine naturale che oggi come oggi appare irrimediabilmente stravolto.

Prendiamo atto comunque che se pur molto tardivamente, la questione PFASS ha assunto rilevanza non solo locale ma anche regionale (vedi la richiesta di analizzare l'acqua “potabile” nelle scuole in provincia di Rovigo). Ma per quanto riguarda la “sfilata degli ipocriti” (i sindaci vicentini che hanno manifestato a Lonigo contro l'inquinamento da PFASS) direi che si commenta da sola. Dov'erano le istituzioni in tutti questi decenni (almeno 4, dagli anni settanta) mentre la RIMAR prima e la MITENI (cambia il nome, ma l'azienda fisicamente è sempre la stessa) poi versavano schifezze direttamente nelle nostre acque e indirettamente nel nostro sangue?
Solo una facile “profezia”. E' probabile che tra una decina d'anni altri sindaci sfileranno nel Basso Vicentino (magari, azzardo, in quel di Albettone, uno dei tratti più riempiti da scarti di fonderia e altre schifezze) per esprimere una tardiva e altrettanto ipocrita indignazione per l'inquinamento prodotto dai rifiuti tossici (metalli pesanti) ammucchiati a tonnellate sotto la A31.
Non dovendo preoccuparmi di fornire numeri e dati sull'inquinamento prodotto dalla exRimar, ora Miteni (ampiamente disponibili in rete), attingo a qualche ricordo personale*riesumando speranze e delusioni di quando, ormai 40 anni fa, forse si sarebbe ancora potuto arginare la marea tossica non più strisciante, ma ora dilagante.

Un accenno soltanto all'apprezzabile richiesta (per quanto simbolica e fuori tempo massimo, a mio avviso) avanzata da qualche oppositore di “parametri certi sulla soglia di inquinanti presenti nelle acque con cui si abbeverano gli animali e si irrigano i campi, così come è doveroso da parte del Governo dare una risposta immediata per fare fronte alla crisi che per ovvie ragioni rischia di precipitare su chi lavora di agricoltura, soprattutto considerando il fatto che l’inquinamento da Pfass ha contaminato anche la catena alimentare, come risulta da una serie di prime analisi effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità in alcune zone del Veneto. Sia sul siero umano che su alcuni alimenti come uova e pesci emerge infatti la presenza di contaminazione, come abbiamo sottolineato in una risoluzione indirizzata al Governo a dicembre.”

Una presa di posizione modesta, scontata, ma sempre meglio che niente.
D'altra parte: l'avete voluto il capitalismo? E allora godetevelo, cazzo!

AMARCORD
Metà anni settanta. Qualche anno prima avevo (coerentemente o sconsideratamente...non l'ho ancora capito) rinunciato al posto statale da insegnante elementare, pur avendo vinto il concorso. La scelta (comunque sofferta per un giovane proletario figlio di proletari, con scarse alternative) veniva dopo aver scoperto che l'assunzione comportava un giuramento (allo Stato delle stragi? Mai!). Ero quindi tornato allo scaricamento e stivaggio di camion alla Domenichelli, in notturna, alternando con saltuari lavori da operaio (tra le altre, la Veneta-Piombo di Alte-Ceccato: tutta salute!).
Finendo poi inchiodato per qualche anno alla fresa, nel “retrobottega” di una microazienda artigiana con orari prolungati.
Fu durante un breve periodo di transizione di circa 20 giorni (transitavo da operaio in una microazienda a commesso in una libreria) che tornai a scaricare con una delle due o tre famigerate “cooperative” **di facchinaggio esistenti in città. Questo mi consentiva, paradossalmente, di staccare dal lavoro in orari decenti (tra le cinque e le sei di sera), mentre prima in genere finivo verso le 19,30-20. Una possibilità per frequentare Radio Vicenza, all'epoca gestita da amici e compagni di area libertaria, in particolare Rino Refosco e Rosy. Doveva essere la fine del 1976 , mi pare. Lo deduco dal fatto che quasi ogni sera qualcuno dedicava una canzone (in particolare “Ma chi ha detto che non c'è?” di Manfredi) al compagno Claudio Muraro da poco arrestato (nel 1976) e ancora detenuto a Vicenza, prima di finire nel “circuito dei camosci” delle carceri speciali (a Pianosa, mi pare).
Dalla radio veniva denunciata con ostinazione la recente scoperta che la RIMAR (“Ricerche-Marzotto”) scaricava fetide sostanze nelle acque correnti dell'Alto Vicentino. In particolare quelle della Poscola, un nome a cui ero sentimentalmente legato. Nasceva infatti dall'omonima grotta situata a Priabona, un “aperitivo” prima del Buso della Rana.
Denuncia dopo denuncia, non mancarono velati consigli di “lasciar perdere, non mettersi contro qualcuno troppo grande per voi...”. Se non vere e proprie minacce, quasi.
Tutto qui, per quanto mi riguarda. Tornai quindi ai miei soliti orari e le mie frequentazioni calarono sensibilmente (o forse per scazzi personali e comunque “avevo altro da fare”).

E pensare che in anni non sospetti avevo avuto anche modo di visitarla, la RIMAR intendo. Doveva essere verso la fine del 1967 o l'inizio del 1968, sicuramente prima del 19 aprile e della storica rivolta operaia (a cui, casualmente, mi capitò di assistere, ma ve lo racconto un'altra volta, magari per il 50°) con abbattimento della statua del feudatario locale.
Mi capitava allora di andare qualche pomeriggio a Valdagno in autostop per frequentare la piscina comunale aperta in periodo invernale. Un tardo pomeriggio stavo giusto rientrando a Vicenza quando un macchinone si fermò in risposta al mio pollice levato. Salgo e il signore dopo un po' si presenta. Era uno dei fratelli Marzotto, nientemeno. Evidentemente metteva in pratica i principi paternalistici su cui si fondava la dinastia.
Il clima doveva già aver cominciato a surriscaldarsi (quello sociale, non si parlava ancora dei cambiamenti climatici) perché il borghese che gentilmente si prestava a farmi da autista commentò alcuni recenti episodi di contestazione al consumismo sostenendo (vado a memoria, sono passati 50 anni) che per la “felicità” della gente era indispensabile che tutti potessero godere di auto, frigoriferi e lavatrici. Poi, caso mai, si poteva pensare...non ricordo a cosa, sinceramente.
Dato che non dovevo sembrare molto convinto di questo elogio della merce, mi propose una visita alla sua fabbrica d'avanguardia che sorgeva lungo il percorso. Fu così che mi affidò a un tecnico per una visita guidata della RIMAR. Poco convinto il tecnico, poco convinto anch'io che temevo di non trovare un altro passaggio prima di notte, la visita fu alquanto frettolosa e mi rimase soltanto la sensazione di un leggero bruciore alle mucose respiratorie. Per chi non è del posto, segnalo che la già denominata Rimar oggi si chiama Miteni, dopo aver cambiato due-tre volte nome, consiglio di amministrazione e in parte proprietà.
Tutto qui.Ricordo solo che un'altra volta presi un passaggio dall'altro Marzotto, il fratello in politica nel PLI. Evidentemente ci tenevano a mostrarsi generosi con le masse popolari appiedate.
Ma dopo il 19 aprile le cose cambiarono, evidentemente e non mi capitò più l'onore di un autista chiamato Marzotto. In compenso, nel febbraio 1969 (all'epoca dell'occupazione della fabbrica) tornai a Vicenza con la grandissima compagna, partigiana e giornalista dell'Unità, Tina Merlin (ma questa è un'altra storia).

Gianni Sartori

* nota 1: “Preserva i tuoi ricordi, è tutto quello che ti resta” P. Simon (cito a memoria)

** nota 2 : “famigerate” perché, come scoprii a mie spese, oltre a praticare una forma mascherata di caporalato, non versavano mai alcun contributo, nonostante richiedessero la consegna del libretto di lavoro. Perché? In caso di incidente potevano sempre dire di averti assunto proprio quel giorno e di non aver ancora compilato le “carte”.
Una nota polemica anche per alcuni “compagni”. Ricordo benissimo che per gli amici di Potere Operaio la mia scelta era stata classificata da “lumpenproletariat”. Detto da loro, di estrazione medio e piccolo-borghese pareva un complimento. Questo nella prima metà degli anni settanta. Dopo, nella seconda metà dei settanta, quando erano già diventati quelli di AutOp, le cose cambiarono con la scoperta dell'”operaio sociale”. Addirittura a Scienze Politiche di Padova si organizzarono corsi e seminari sulle cooperative di facchinaggio. Ma non ne ricordo uno che fosse uno di costoro (devo far nomi?) che sia venuto una sola volta a scaricare camion. Avevo invece condiviso spesso tali attività ricreative con il già citato compagno anarchico Claudio Muraro (fratello della filosofa Luisa Muraro, quella dell'Erba Voglio e della Signora del gioco) sia alla Domenichelli che alla Olimpico-traslochi. 

 RIPRESO da http://www.anarkismo.net/article/30209

APPARSO anche su  http://www.ilpopoloveneto.it/rubriche/finis-terrae/2017/04/27/38191-si-scrive-miteni-si-legge-rimar

martedì 15 settembre 2015

Un saluto a pugno chiuso

Apprendiamo che questo fine settimana è scomparso dopo lunga malattia il compagno Gianfranco Coccoli , esponente di punta della sinistra sindacale e di classe in CGIL e Fiom del Veneto . Lo ricordiamo per la massima disponibilità al confronto dialettico , per la capacità ad rimanere con i piedi nella base e non rimanere indifferente alla mutazione del sindacato in questi anni . I funerali si terranno mercoledì 16 settembre. Alle ore 9:00 apertura della camera ardente obitorio di Padova dietro ospedale civile via Alvise Cornaro 2. Commiato finale ore 10:30 Cimitero Maggiore di Padova, via del Cimitero sul cavalcavia di Chiesanuova. Sono gradite secondo le volontà del compagno Coccoli bandiere rosse e striscioni di fabbrica.

mercoledì 8 aprile 2015

La stagione del folk revival + APPELLO

sabato 11 Aprile 2015 ore 17,30 All’Ateneo degli Imperfetti La stagione del folk revival in Italia incontro con: Felice Liperi critico musicale La vicenda umana e artistica dei quattro artisti di cui si parla nel saggio Stelle del folk italiano (Rosa Balistreri, Caterina Bueno, Enzo Del Re, Matteo Salvatore, Esplorazioni/manifestolibri, 2014), prende corpo sulla scia della stagione musicale del folk revival emersa negli anni Cinquanta del ‘900 proprio con l’obiettivo di riscoprire e rivitalizzare la musica e la cultura popolare . Informiamo tutti i compagni, amici, frequentatori dell’Ateneo degli Imperfetti che il sito www.ateneoimperfetti.it è aggiornato sempre con le nuove iniziative e contiene l’archivio di tutte le attività finora svolte. Inoltre è disponibile l’”attestato originale di imperfezione” con un contributo di 20€ per sostenere le attività dell’Ateneo. Come d’abitudine la convivialità post conferenza si regge sulla condivisione del cibo e del bere: è pertanto auspicabile che tutte le persone contribuiscano a rendere ricca e appetitosa la nostra mensa ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- APPELLO ALLA SOLIDARIETà CON L'ATENEO Care amiche e cari amici, care compagne e cari compagni, per la terza volta in un lasco di tempo abbastanza ravvicinato, abbiamo ricevuto “visite” non proprio gradite all’Ateneo. Nottetempo infatti, qualche sera fa, sconosciuti sono penetrati nella nostra sede e hanno rubato microfoni, mixer, cavi, amplificatore dell’impianto voci. Inoltre hanno portato via lo schermo audiovisivo e un amplificatore che serviva per le manifestazioni all’aperto. Come ben sapete noi non abbiamo, per scelta etica, né finanziamenti, né sponsorizzazioni, ma manteniamo la struttura (affitto, lavori, bollette, ecc.) e promuoviamo conferenze, eventi, presentazioni, seminari, convegni, ecc., facendo conto solo ed esclusivamente sul contributo mensile e volontario dei membri del Laboratorio Libertario e di altri “utopisti” come noi che, quando lo desiderano, offrono piccole somme di denaro e/o disponibilità per lavori e iniziative. Siamo orgogliosi di questa nostra imperfezione rispetto alla “perfezione” dei sistemi in voga per iniziative di questo genere. La nostra autonomia è in questo modo sempre salvaguardata e ciò ci ha permesso in questi anni di creare e di far diventare, assieme alla vostra partecipazione e al vostro sostegno, questo spazio così originale e così vivo di cultura, di sperimentazioni, di creatività e, soprattutto, di umanità. Siamo fuori dal tempo della competizione, della ricerca del successo, della confessionalità, ma dentro un tempo della libertà. Questa volta abbiamo bisogno della vostra solidarietà e del vostro affetto e per questo apriamo una sottoscrizione per poter far fronte a questa nuova realtà. Ognuno si senta libero e autonomo, anche solo pochi euro, messi assieme, possono servire a mantenere l’ Ateneo degli Imperfetti, quella realtà diversa e libera che è grazie a noi tutti. Chi lo desidera può donare dei soldi a qualche membro del Laboratorio o farceli avere tramite qualche amico, nelle forme e nei modi che ciascuno desidererà. Non siamo soliti chiedere sostegni in denaro a nessuno, ci costa più chiedere che lasciar stare, ma questa volta ne abbiamo la necessità. Grazie di cuore, in ogni caso, per continuare a condividere con noi questa piccola utopia libertaria. Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo, 209 30175 Marghera (VE) tel. 327.5341096 www.ateneoimperfetti.it

martedì 27 gennaio 2015

Etnografia del quotidiano

sabato 31 gennaio 2015 ore 17,30 Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo 209 / Marghera VE presentazione del libro etnografia del quotidiano uno sguardo antropologico sull’Italia che cambia elèuthera editrice, Milano 2014 ne discutiamo con l’autore Marco Aime Docente di Antropologia culturale Università di Genova L’Italia appare come una società frammentata che di conseguenza agisce in modo disordinato, cosa che impedisce il nascere di una coscienza collettiva. Da qui deriva anche la criticità del rapporto tra cittadino e Stato, un’istituzione che nel nostro paese conserva i tratti tipici dei regimi autoritari, sebbene celati nelle pieghe della legalità. Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo, 209 30175 Marghera (VE) tel. 327.5341096 www.ateneoimperfetti.it

martedì 14 ottobre 2014

homo comfort

homo comfort il superamento tecnologico della fatica e le sue conseguenze ne discutiamo con l’autore Stefano Boni docente di Antropologia culturale e Antropologia politica La vita comoda piace a tutti, ma è proprio questa accettazione generale e acritica che va interrogata per comprendere i cambiamenti epocali indotti dall’imperante ipertecnologia Prepotentemente entrata nella nostra routine quotidiana, la comodità si configura dunque come un fatto sociale totale che ha dato vita a una forma inedita di umanità: l’Homo comfort SABATO 18 Ottobre 2014 alle ore 17:30 All’Ateneo degli Imperfetti Stefano Boni (Roma,1970) si è dottorato a Oxford in Social Anthropology e ha svolto ricerche sul campo in Ghana, Venezuela e Italia. Attualmente insegna Antropologia culturale e Antropologia politica presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Con elèuthera ha già pubblicato Vivere senza padroni (2006) e Culture e poteri (2011). “Siamo sempre più dipendenti da protesi e trattamenti che ci tengono in vita, ma che riducono le nostre capacità di goderla”. Serge Latouche La vita comoda piace a tutti, ma è proprio questa accettazione generale e acritica che va interrogata per comprendere i cambiamenti epocali indotti dall’imperante ipertecnologia. Prepotentemente entrata nella nostra routine quotidiana, la comodità è diventata non solo uno stile di vita ma anche un modo di conoscere che ha plasmato la cultura materiale e gli stessi modelli valutativi. Si configura dunque come un fatto sociale totale che ci consente di indagare la cesura antropologica che ha dato vita a una forma inedita di umanità: l’Homo comfort. Un’umanità che va liberandosi dalla fatica e dal dolore, ma che al contempo perde facoltà sensoriali e abilità conoscitive costruite nel corso dei secoli, diventando sempre più dipendente da una tecnologia che usa ma non conosce. Si delinea così un nuovo modo di stare-nelmondo che risulta si comodo, ma anche funzionale al mantenimento dell’ ordine stabilito. Informiamo tutti i compagni, amici, frequentatori dell’Ateneo degli Imperfetti che il sito www.ateneoimperfetti.it è aggiornato sempre con le nuove iniziative e contiene l’archivio di tutte le attività finora svolte. Inoltre è disponibile l’”attestato originale di imperfezione” con un contributo di 20€ per sostenere le attività dell’Ateneo. Come d’abitudine la convivialità post conferenza si regge sulla condivisione del cibo e del bere: è pertanto auspicabile che tutte le persone contribuiscano a rendere ricca e appetitosa la nostra mensa Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo 209 / Marghera VE www.ateneoimperfetti.it

giovedì 9 ottobre 2014

10 ottobre giornata di mobilitazione del mondo della scuola

In occasione della giornata nazionale di mobilitazione della scuola indetta da varie realtà studentesche e del sindacalismo di base in regione vi saranno due cortei: uno a Trieste e uno a Udine. TRIESTE: ore 8.30 piazza Goldoni UDINE: ore 8.30 piazzale Cavedalis TREVISO: ore 8.30 in stazione dei treni Il 10 ottobre gli studenti di molte città italiane scenderanno in piazza con un corteo per rivendicare una scuola pubblica, aperta ed inclusiva contro il ''patto educativo'' Renzi-Giannini, che continua a riproporre il modello neoliberista ed aziendalistico imposto alla scuola dalle riforme degli ultimi anni. La richiesta è quella di una scuola degna fuori dalle logiche del mercato, di un sapere libero che non si basi su di una meritocrazia malsana. Il definanziamento della scuola pubblica incide inesorabilmente anche sull'edilizia scolastica: ogni anno si constatano nuovi danni e l'inadeguatezza strutturale degli edifici scolastici, che mette ogni giorno a dura prova l'incolumità di chi all'interno di quelle strutture passa la maggior parte della sua giornata. Gli studenti scenderanno in piazza anche contro ogni forma di razzismo, sessismo e xenofobia, rigettando ogni forma di nuovo e vecchio fascismo all’interno delle scuole per costruire dal basso e tutte e tutti insieme una scuola accessibile, solidale e di qualità. Oggi, 7 Ottobre, gli studenti hanno organizzato iniziative di lancio della manifestazione, per informare i giovani di ogni problema che affligge la scuola pubblica. I volantinaggi, svolti nei luoghi più frequentati delle varie città, sono stati un'ottima occasione per confrontarsi con studenti e cittadini e capire come migliorare insieme la situazione attuale, per costruire un futuro migliore! TREVISO Questo primo pomeriggio, il Coordinamento degli Studenti Medi di Treviso, si è trovato davanti alla Stazione fs, luogo di passaggio di molti studenti che ogni mattina l’attraversano per dirigersi nelle relative scuole. Ha organizzato un’iniziativa blitz di volantinaggio e di stesura di uno striscione con su scritto “Di la verità Renzi, nella scuola che vuoi creare, c’è spazio per pensare? “. La domanda, di carattere sarcastico, è indirizzata al Governo Renzi e all’attuale ministro della pubblica istruzione Giannini che, con la nuova proposta di riforma che non è altro che una continuazione della riforma Gelmini fortemente contestata dai movimenti studenteschi, si propone di attuare una Scuola-Azienda, non considerando il fine primo della scuola: la formazione dell’individuo in tutta la sua completezza fisica, intellettuale ma soprattutto CULTURALE. È chiaro che invece questa riforma, come le precedenti, mira a una privatizzazione del sistema scolastico, a una omologazione di tutti gli studenti attraverso la somministrazione del test INVALSI e a una progressivo annullamento della libertà di insegnamento che i professori hanno e, cercano, in tutti i modi di mantere. Proprio per questo, siete tutti invitati studenti, professori, personale ATA alla manifestazione organizzata per venerdì 10 ottobre alle ore 8.30 in stazione dei treni a Treviso.

mercoledì 24 settembre 2014

BASTAAAAA!!!

Non ne possiamo più! Non ne possiamo più di avere l'assistenza domiciliare tagliata, le rette degli asili nido alzate, i tagli alle attività culturali e sportive, vedere I parchi della città senza manutenzione del verde, un quartiere intero come Villaggio San Marco con problemi di salute per i veleni del sottosuolo, di avere scarafaggi in casa, pantegane che si aggirano per le strade, fognature senza manutenzione! Non ne possiamo più dei tagli agli stipendi ai comunali ed ai lavoratori! Non ne possiamo più di pagare tasse sulla prima casa, non ne possiamo più di pagare la Veritas, di pagare bollette che non ci permettono di arrivare alla fine del mese! Non ne possiamo più neppure di vedere le stesse facce della politica degli ultimi 20 anni, del centro sinistra e del centro destra, che ancora vanno in giro per la città. Loro, i responsabili del degrado, loro che si sono arricchiti, che adesso ci dicono che risolveranno I problemi. Loro che li hanno creati I problemi: con le tangenti del MOSE (un MILIARDO di euro), con le assunzioni di dirigenti ex-sindacalisti ed ex-politici nelle aziende del comune o direttamente in Comune. Un sindaco arrestato, una giunta inquisita, i vertici del PD e del PDL in galera e noi ne paghiamo le conseguenze. Non ne possiamo più neppure dei giornali che lasciano spazio ai responsabili del degrado, intervistandoli come se fossero delle persone perbene. I giornali ieri mettevano in prima pagina Chisso e Orsoni, ora mettono in prima pagina i tirapiedi di Chisso, Orsoni che si candidano come futuri sindaci. Questi tirapiedi vogliono fare i sindaci per mettere le mani sui soldi che arriveranno per la gestione del MOSE e per proteggere I loro padrini politici. Questi sono una banda di criminali. Non possiamo pagare noi lavoratori, disoccupati, pensionati, artigiani e piccoli commercianti per questi delinquenti. Devono essere loro (I politici che hanno governato Venezia negli ultimi 20 anni) a pagare restituendo I soldi che hanno rubato col MOSE e con la gestione di Venezia negli ultimi 20 anni. Vogliamo i servizi. Nessun taglio ai salari! Assieme possiamo vincere e difendere i nostri diritti. Organizziamoci insieme in un comitato popolare per la difesa dei servizi e dei salari. Scriveteci a tuttinpiedi@gmail.com Venite alla riunione del lunedi sera alle 21.00 in Piazza Canova 1 Mestre-Laterale Viale San Marco. Collettivo Tuttinpiedi

ECONTHEVALLE(Y) SERATA BENEFIT NOTAV - MEL (BL)

ECONTHEVALLE(Y) SERATA BENEFIT NOTAV SABATO 27 SETTEMBRE A MEL (BL) PALAZZO DELLE CONTESSE ORE 20.00 (VIN, BIRA E PASTIN) SOUND BY: EFFETTO TOPATA & STRAGEMOTIVA ORGANIZZA IL B.A.S. DI MEL (BL) (BRIGATA ANARCHICA SBARDELLOTTO)

giovedì 18 settembre 2014

TU SEI MALEDETTA .Convegno di studi, Venezia 20-21 Settembre 2014

Convegno di studi, Venezia 20-21 Settembre 2014 Tu sei maledetta Uomini e donne contro la guerra: Italia, 1914-19181914- In occasione del centenario della Prima Guerra Mondiale, il Centro studi libertari – Archivio G. Pinelli di Milano e l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera promuovono due giornate di studio sulle diverse forme di opposizione, disobbedienza, protesta, nonviolenza e dissenso che si verificarono nel primo conflitto mondiale in Italia, alla luce di analoghe esperienze europee e non solo. Il convegno si terrà presso la Sala San Leonardo. Campo San Leonardo, Cannaregio 1584 VE Inizio lavori: Sabato ore 14:30 Domenica ore 9:30 Eventi correlati: · * rassegna cinematografica per tutto il mese di Settembre · * mostra fotografica · * cena (su prenotazione) sui ricettari di difesa alimentare durante la prima guerra ispirata alla ricerca di Andrea Perin · * recital …e il ritorno per molti non fu Per il programma dettagliato consultare il volantino Informiamo tutti i compagni, amici, frequentatori dell’Ateneo degli Imperfetti che il sito www.ateneoimperfetti.it è aggiornato sempre con le nuove iniziative e contiene l’archivio di tutte le attività finora svolte. Inoltre è disponibile l’”attestato originale di imperfezione” con un contributo di 20€ per sostenere le attività dell’Ateneo. Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo, 209 30175 Marghera (VE) tel. 327.5341096 www.ateneoimperfetti.it

martedì 26 agosto 2014

Verona vs 99 Posse!! Chi può suonare in città lo decide il sindaco amico dei fasci?

Se non ci fosse la Giunta di Flavio Tosi (infarcita di ogni tipo di fascisti, razzisti, xenofobi ed integralisti) uno potrebbe pensare di trovarsi in una città come le altre… ma Verona non è una città come le altre! Verona è la città dove per il compleanno dell’Hellas Verona si permette a due gruppi dichiaratamente neonazisti (Sumbu Brothers e 1903) di esibirsi dal palcoscenico dell’Arena di Verona (concesso gratuitamente dal Comune). Verona è la città dove gli ex squadristi picchiatori fanno carriera politica: Nicola Pasetto e Luca Bajona (che nei primi anni ’80, da militanti del Fronte della Gioventù, spaccarono la testa con un crick ad un antifascista) diventarono, rispettivamente, deputato e vicesindaco. Andrea Miglioranzi (ex componente della band nazirock Gesta Bellica, militante del Veneto Fronte Skinheads) è divenuto presidente dell’Azienda Municipalizzata Igiene Ambientale. Marcello Ruffo (CasaPound Italia, che l’anno scorso festeggiò la laurea con una “caccia ai rossi” a mano armata in giro per i locali di Veronetta) è presidente della Commissione Cultura della III Circoscrizione, eletto con la lista civica del sindaco. Verona è la città dove il sindaco sfila alla testa di un corteo organizzato da gruppi di estrema destra come Forza Nuova (fondato da Roberto Fiore, ex terrorista di Terza Posizione) e quando l’anno dopo alcuni militanti proprio di quel gruppo politico aggrediscono ed uccidono un ragazzo in pieno centro storico lo stesso sindaco dichiara ai giornali che “è un caso su un milione, poteva capitare a chiunque” (ipse dixit). Verona è la città dove l’unica voce autenticamente resistente (il CSOA La Chimica) viene letteralmente demolita, rasa al suolo, polverizzata per volere del sindaco Flavio Tosi (condannato in via definitiva per “propaganda ed istigazione all’odio razziale”) neanche tre mesi dopo essere stato eletto. Verona è la città dove si organizzano incontri istituzionali contro la violenza politica e chi li organizza è un consigliere di circoscrizione con due processi a carico per aggressione a mano armata ai danni di chi la pensava diversamente da lui. Verona è la città dove nel 1995 furono approvate le tristemente famose mozioni omofobe in Consiglio Comunale (per rispondere all’Unione Europea che chiedeva uguali diritti per tutt*, gay/etero/trans che fossero) e dove nel 2014 ne è stata approvata un’ulteriore che impegna il Comune a “vigilare sui libri di testo in cui si parla di identità di genere”. In mezzo a questi due episodi una valanga di aggressioni a sfondo razzista ed omofobo. L’ultima capitata giusto un paio di settimane fa in un paese della provincia. Verona è la città dove il Comune sceglie, per rappresentarlo all’interno dell’Istituto per la Storia della Resistenza (già, proprio la Resistenza Antifascista), un appartenente alla destra estrema. E a Verona succede anche che i 99 Posse, gruppo napoletano con una ventennale storia di militanza antifascista, vengano tacciati di “istigare alla violenza” nel classico tentativo mistificatorio di fare un unico grande calderone di ogni avvenimento senza minimamente cercare di discernere tra chi durante la Resistenza ha agito per la libertà e chi invece per toglierla. Il 25 aprile 2015 sarà il 70° anniversario della Liberazione dal Nazifascismo. Una nuova, grande mobilitazione servirà per cancellare i rigurgiti di quella violenza fascista che, sconfitta dagli eventi, deve essere per sempre consegnata alle pagine più nere dei libri di storia. CONTRO IL FASCISMO E LA SUA VIOLENZA ORA E SEMPRE RESISTENZA! Kollettivo Autonomo Antifascista Verona

venerdì 18 luglio 2014

NOTAV: la tratta della Venezia-Trieste rimandata ad altra epoca

SEGNALAZIONE DA REDAZIONE INFO-ACTION DI TRIESTE Dal piccolo 2014-07-13, 20 Regione RIVOLUZIONE SUI BINARI A MILANO IN TRE ORE di Giovanni Tomasin wTRIESTE Ferrovie dello Stato conta entro il 2016 di ridurre a un’ora e 15 minuti il tempo di percorrenza fra Trieste e Venezia e a tre ore e 6 minuti (14 in caso di più fermate) quello fra il capoluogo regionale e Milano. Sarebbe una autentica rivoluzione, l’uscita per Trieste e la regione da uno status di marginalità e di penalizzazione. Il risultato sarebbe raggiungibile essenzialmente con due manovre: entro il 2016 il tratto lombardo della Tav dovrebbe essere completato, con quanto consegue rispetto alla velocità dei convogli; con una serie di lavori mirati a sanare i “colli di bottiglia”, le pendenze e i raggi di curvatura, e con nuove tecnologie per il controllo del traffico ferroviario nella tratta veneta e friul-giuliana sarebbero poi recuperate altre decine di minuti sugli attuali tempi di percorrenza. E il secondo capitolo di lavori – non parliamo dunque dei cantieri Tav – sarebbe spesabile con investimenti sostenibili anche in tempi di grave penuria di risorse pubbliche. Insomma, non saremmo di fronte all’ennesimo libro dei sogni. L’aveva annunciato nei giorni scorsi la presidente della Regione, Debora Serracchiani, in seguito a un summit romano con i vertici e i tecnici di Fs. Una rassicurazione importante, visto che i collegamenti ferroviari del Friuli Venezia Giulia con il resto d’Italia sono un tasto dolente da diversi anni. Ora un documento della Rete ferroviaria italiana (Rfi fa parte del gruppo Fs) illustra come la società intenda raggiungere questo risultato. E siamo in grado di anticiparlo. Quattro fasi d’intervento Va da zero a tre la scansione degli interventi che Fs intende mettere in campo. L’ultimo, la fase 3, riguarda la possibilità di introdurre l’alta velocità in regione e, sebbene il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi abbia ribadito di recente la «priorità dell’opera per il governo», resta per il momento sospesa agli interrogativi di opportunità, tempi e finanziamenti. Le fasi comprese fra 0 e 2, però, sono quelle che dovrebbero giungere a compimento entro un paio d’anni: Serracchiani qualche giorno fa ha annunciato al top managment di Allianz Italia, riunito a Trieste, l’impegno da parte di Fs a investire 50 milioni di euro per la velocizzazione della linea. Il documento di Rfi qualifica le prime tre fasi come «interventi finanziati per 30 milioni di euro nel Dl Fare». La fase zero Il primo passaggio contempla interventi sul tratto di ferrovia compreso fra Venezia e Quarto d’Altino (dal km 4 al km 16). Come tutti quelli successivi, prevede modifiche agli impianti tecnologici Te ed Is; l’adeguamento del tracciato con la modifica delle geometrie delle curve; interventi di opere civili nell’ambito di Quarto d’Altino e dell’ex fermata di Gaggio; l’inserimento del “blocco automatico banalizzato a correnti codificate” (Bab cc), un dispositivo che regola in modo automatico il distanziamento dei treni. Il recupero di tempi stimati è di un minuto per i treni di rango C (la maggior parte dei treni destinati al trasporto passeggeri) e di un minuto e mezzo per i treni di rango P (la classe di treni che si sposta a velocità superiori al rango C). La fase uno Il secondo passaggio prevede interventi generici sulla tratta compresa fra Quarto d’Altino e Portogruaro (dal km 18 al km 58), con modifiche di geometria del binario, opere civili e interventi Te ed Is. Il recupero nel minutaggio calcolato per questa fase è di 2,5 minuti per il rango C e di 4 minuti per il rango P (3,5 minuti per il rango C e 5,5 minuti per il rango P nel complesso). Secondo le previsioni i treni di ultimo modello potrebbero raggiungere i 200 chilometri orari in questo tratto. La fase due Il terzo momento della velocizzazione si interessa della parte di tracciato compresa fra Latisana e il bivio di San Polo a Monfalcone (dal km 75 al km 109,5). Verrà attuato l’adeguamento del tracciato con interventi sulle curve da Latisana a Cervignano. Piccole varianti di tracciato verranno realizzate fino a al km 99 (poco prima di Cervignano), con ulteriori modifiche alle curve e piccoli interventi nei chilometri rimanenti. Previste anche in questo caso le modifiche agli impianti tecnologici. I recuperi stimati in questo caso sono di 2,5 minuti per il rango C e di 3,5 minuti per il rango P. I tempi di percorrenza La relazione di Rete ferroviaria italiana si conclude con una coppia di tabelle che riassume i guadagni di minutaggio previsti alla fine degli interventi: non soltanto quelli appena descritti sulla linea Venezia-Trieste, ma anche quelli di carattere organizzativo generale e sul resto del tracciato fino a Milano. Secondo Rfi i treni di rango C a lavori ultimati (nel 2016) impiegheranno tre ore e sei minuti (o 14 in caso di più fermate) da Trieste a Milano, un’ora in meno rispetto al collegamento più rapido attuale (e si tratta di un treno in andata e uno al ritorno da Milano, particolarmente veloce solo perché ferma esclusivamente a Verona e a Mestre). Quanto ai tempi di percorrenza da Trieste a Mestre saranno di un’ora e un quarto rispetto all’ora e mezza odierna (ma in effetti i “Frecciabianca” non impiegano mai meno di un’ora e 45 minuti). Per il rango P i tempi previsti sono di due ore e 54/46 minuti da Trieste a Milano e di un’ora e otto minuti per la Trieste-Mestre. La fase tre L’ultima fase delineata da Rfi è la Tav e, come titola un celebre film dei comici britannici Monty Python, è «qualcosa di completamente diverso»: costo previsto di un miliardo e ottocento milioni di euro, decine di chilometri di varianti di tracciato, alta velocità prevista su quasi tutto il tracciato con una forte decelerazione dopo Monfalcone. Ma se e come questo debba tradursi in pratica è ancora tutto da vedere 014-07-15, 17 LA RIVOLUZIONE SUI BINARI INCASSA IL SÌ DI LEGAMBIENTE TRIESTE Via libera alla velocizzazione della linea ferroviaria del Friuli Venezia Giulia che consentirà di unire Trieste a Milano in poco più di tre ore e a Venezia in soli 68 minuti. E che intonerà le campane a morte all’aborrita Tav. Legambiente non ha dubbi e brinda alla “rivoluzione” sui binari: «Nonostante la presidente Debora Serracchiani non se la senta di dichiarare morta e sepolta la Tav, è del tutto evidente che a quel progetto faraonico, che andava contro il parere di tutte le amministrazioni locali e che portava con sè un costo esorbitante, non ci crede più nessuno». L’associazione ambientalista apprezza invece che gli interventi di velocizzazione sulla rete esistente, «quelli che la nostra associazione caldeggiava già più di dieci anni fa», stiano finalmente prendendo forma. Nel dettaglio Legambiente cita la “velocizzazione e aumento di capacità della attuale linea Trieste–Venezia sul tratto Latisana–Pieris compresa l’eliminazione dei passaggi a livello”, gli “interventi di miglioramento funzionale e tecnologico del nodo di Monfalcone e delle connessioni con Porto e Fincantieri”, la cancellazione di «una serie di interventi dannosi e obsoleti sulle infrastrutture di mobilità come ad esempio il collegamento autostradale A23 – A27». E aggiunge: «Con questi interventi, che consentiranno di portare la velocità dei treni a 200 Km/h, si vedrà realizzato quanto indicato dall’Unione europea, che stabiliva chiaramente che l’alta velocità è costituita anche da “linee specialmente ristrutturate per l’alta velocità, attrezzate per velocità pari a circa 200 km/h”». Legambiente esprime invece le perplessità sugli interventi (necessari) di modernizzazione del Bivio San Polo «in assenza di una progettazione specifica svincolata dall’attuale progetto preliminare della Tav» e sulla realizzazione del Polo intermodale di Ronchi dei Legionari perché «la nuova stazione di Ronchi aeroporto sembra sarà costituita da una modesta fermata “passante” in evidente contraddizione con le esigenze dei passeggeri provenienti dall’aeroporto e con le enormi dimensioni del parcheggio».

Ogm in Friuli Venezia Giulia: Déjà vu

Il 9 luglio scorso il Corpo forestale della regione FVG avrebbe dovuto bonificare il campo coltivato a Mon 810 a Colloredo di Montalbano, come annunciato il 26 giugno dal vice-presidente della regione e assessore alle attività produttive Sergio Bolzonello, durante un incontro avvenuto dopo un presidio sotto la sede istituzionale dell’amministrazione del FVG. E invece, la forestale si è trovata di fronte trattori e un nutrito gruppo di persone che ne hanno impedito la bonifica. Addirittura con la notizia del 14 luglio apprendiamo che la Procura di Udine ha deciso di non sequestrare quel campo, né di fare alcun tipo di intervento, e sta valutando il da farsi e nel frattempo quel mais sta fiorendo e il suo polline si sta propagando nell’ambiente. Questa tragica situazione é il risultato di un quadro legislativo contraddittorio e carente che, pur dichiarando fuorilegge le coltivazioni transgeniche (abbiamo un decreto interministeriale il 187 del 2013 e una legge regionale la 5 del 2104 con una moratoria), non é in grado di fermare le azioni provocatorie di chi coltiva Mon 810. La farsa della Procura di Udine é l'ennesima dimostrazione che le leggi valgono solo per difendere gli interessi dei potentati economici, mentre il singolo cittadino si vede calpestare quotidianamente i più elementari diritti: per chi protesta e lotta contro gli Ogm ci sono i divieti a manifestare, mentre per chi fa il gioco delle multinazionali come la Monsanto é permesso qualsiasi deroga legislativa. E non poteva mancare, infine, l'atteggiamento pilatesco dell'amministrazione comunale di Colloredo di Montalbano che non degna la minima attenzione all'iniziativa di alcune persone che, di fronte alla fioritura delle piante di mais transgenico e al baraccone dei pro-ogm, hanno provato ad organizzare una raccolta di firme, cercando l'appoggio del consiglio comunale. Il nostro scetticismo verso le “leggi imbroglione” e le dichiarazioni di facciata di qualche politico locale non può che aumentare dopo quanto deciso dalla Procura di Udine, mentre si rafforza in noi l'idea che ė finito il tempo delle parole e che solo l'azione diretta potrà fermare gli interessi criminali di chi minaccia la nostra autodeterminazione alimentare, come ci insegnano i movimenti contadini d'oltralpe. 15 luglio 2014 COORDINAMENTO TUTELA BIODIVERSITA’

mercoledì 16 luglio 2014

OGM: NON E’SOLO UN CAMPO

Il 26 giugno scorso c’è stato un presidio davanti alla sede istituzionale della regione Friuli Venezia Giulia, con striscioni colorati, distribuzione di volantini e interventi che hanno ribadito un secco no a questa agricoltura che inquina e devasta il territorio, e di come gli Ogm siano una risposta paradossale delle multinazionali che hanno trasformato l’agricoltura contadina in agroindustria. A seguito del presidio c’è stato un incontro con l'assessore Sergio Bolzonello al quale è stata presentata a più voci l'urgenza di intervenire per l'eliminazione dei campi OGM in Friuli considerando i tempi biologici della fioritura e impollinazione che attualmente si sta verificando, e non aspettando i tempi canonici della Magistratura (30-60 giorni del ricorso e così via). Dopo le prima incertezze e consultando il legale a cui la regione si riferisce, l'Assessore ha promesso l’impegno dell’Amministrazione regionale a far rispettare la normativa vigente: · Decreto Interministeriale del 12/07/2013 denominato “Adozione delle misure d’urgenza ai sensi dell’art. 54 del Regolamento CE n.178/2002 concernenti la coltivazione di varietà di mais geneticamente modificato MON 810” pubblicato sulla GU Serie Generale n.187 del 10-8-2012 • 2 sentenze, del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato, che si oppongono al ricorso fatto contro il suddetto Decreto • a questo provvedimento sono state inserite delle specifiche norme sanzionatorie per cui chi semina, coltiva e raccoglie OGM per venderli, rischia dai 6 mesi ai tre anni di condanna penale e una multa da 10 mila a 30mila euro, sancito nel decreto legge del 24/06/2014 n. 91 pubblicato sulla GU del 25/06/2014 • Una Legge regionale (LR 5/2014) che modifica la LR 5/2011, che definisce la Regione FVG territorio OGM FREE in applicazione alla normativa comunitaria vigente e che recentemente è stata ratificata dalla CE tramite il silenzio/assenso. • Una moratoria regionale inserita nella LR 5/2014 che vieta per 12 mesi la coltivazione degli ogm in FVG e contiene delle norme sanzionatorie che prevedono multe da 5000 a 50000 euro (attualmente Fidenato è stato multato per 10000 euro per ogni campo coltivato) e la distruzione delle colture transgeniche in atto. Quindi, per tutto il pacchetto di leggi e decreti che definiscono la normativa, il vice Presidente della Regione FVG e Assessore alle attività produttive Bolzonello, ha impegnato la Regione Friuli a procedere con una Ordinanza di distruzione delle colture ogm emessa lo stesso 26 giugno verso il conduttore dei campi transgenici, lasciando che egli stesso possa procedere entro 5 giorni e poi se ciò non si fosse verificato, avvisata la Procura, distruzione immediata da parte della Forestale regionale. Il 09 luglio, finalmente il Corpo Forestale passa all’azione trinciando tutti i campi coltivati a MON 810, tranne quello di Colloredo di Montalbano ( frazione di Laibacco ) in provincia di Udine, dove si sono trovati a picchetto un gruppo di agricoltori plagiati dalla Monsanto, alcuni di loro simpatizzanti e attivisti di Casa Pound, i quali hanno impedito la bonifica di quell’area trincerando con i trattori l'entrata del campo. Durante la mattinata sono arrivate le dichiarazioni di Bolzonello il quale sostiene la necessità di far rispettare la normativa e pertanto, nel giro di qualche giorno anche quel campo sarà estirpato. Il responsabile della forestale, a Colloredo ha confermato che stanno procedendo a norma di legge in un'operazione a carattere ovviamente riservato. Il Coordinamento tutela biodiversità fvg e il Coordinamento zeroogm del Veneto non pensano comunque che la battaglia sia finita, anzi per noi è solo l’inizio di una lunga stagione di lotte, ricordiamo infatti che la legislatura vigente sanzionatoria ha carattere temporaneo, la moratoria del FVG scade la prossima primavera e il Dlgs del 10 agosto 2013 scadrà a febbraio 2015. Ovviamente c'è comunque anche la legge regionale che dovrebbe bloccare definitivamente le coltivazioni friulane, ( ma su questo si hanno comunque delle riserve ). Si attende la decisione della Comunità Europea, la quale si esprimerà al mese di settembre per approvare le modifiche alla legge comunitarie 18/2001, secondo la quale ogni Stato membro avrà la facoltà di decidere di legiferare affinché il proprio territorio rimanga Ogm-free. Anche su queste modifiche esistono comunque molti dubbi, nostri e dei vari movimenti no ogm nazionali (Task force, associazione noogm) dal momento che potrebbero non portare ad un'effettiva libertà di scelta, mancando, sembra, la possibilità che prima esisteva, di agire con clausola di salvaguardia e quindi anche per fini ambientali e di salute. Per di più siamo prossimi alla stipula degli accordi del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership) e con questi della perdita della sovranità agricola, alimentare e commerciale dei Paesi che firmeranno. Si tratta dell'accordo fra Ue e Stati Uniti per il libero scambio: creazione di un mercato unico per merci, investimenti e servizi tra Stati Uniti e Unione Europea attraverso l'abolizione dei dazi e l'uniformazione di leggi e regolamenti internazionali. Ma con la possibilità di commerciare maggiori quantità di merci, entrano però obblighi a cui sottostare, regole dettate dalle multinazionali e da un mercato Statunitense in cui tra l'altro, sono presenti ormoni, additivi e transgeni in qualità e quantità non accettate fino ad ora dalla popolazione Europea. Se gli Stati firmatari, una volta stipulato l'accordo, non si comporteranno adeguatamente (direttamente valutati dai sistemi commerciali multinazionali), saranno obbligati a pagare pesanti sanzioni. Un accordo che rischia di cambiare completamente le nostre vite da qui a breve. Qui di libertà e sovranità degli Stati non si parla. Altro aspetto di rilievo su cui lavorare è la questione della mangimistica: infatti, se la normativa vigente vieta la coltivazione di colture transgeniche, dal 2004 non è vietata l’importazione di soia e mais Ogm proveniente dal continente americano, destinate alla produzione di mangimi che vanno ad alimentare animali allevati normalmente in modo intensivo. Una delle tante bugie che riguardano gli OGM è legata alle micotossine, i pro OGM affermano che essi risolverebbero tale problematica. Una falsità! Infatti negli Usa, dove il mais coltivato è quasi tutto OGM, i limiti massimi di aflatossine sono di gran lunga pià alti che in Italia e UE. Un problema legato invece alla mancata rotazione, all'alta densità delle coltivazioni, agli stress e climatici Per quello che riguarda la soia poi, esistono anche altri aspetti che riguardano l'uso indiscriminato di diserbanti, sempre dominio delle Multinazionali. Siamo consapevoli delle difficoltà che il settore primario si trova ad affrontare ma invitiamo tutti i produttori a non farsi illudere dalle facili promesse che propongono una soluzione che è in realtà un paradosso a dei problemi creati dallo stesso sistema produttivo, come un cane che si morde la coda. Invitiamo tutti gli agricoltori a riscoprire i saperi contadini e ad emanciparsi dal dominio delle multinazionali. COORDINAMENTO TUTELA BIODIVERSITA’ FVG COORDINAMENTO ZEROOGM VENETO

Solidarietà alle compagne e ai compagni della Mensa occupata

Questa mattina alle 11 nella zona universitaria di Padova la polizia ha sgombrato la Mensa Occupata di via Marzolo in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo dell'autorità giudiziaria. I 13 compagni identificati durante lo sgombero sono stati denunciati. Il sindaco leghista Massimo Bitonci ha subito colto l'occasione per esternare il suo pensiero reazionario: «A nome dell'amministrazione ringrazio le donne e gli uomini della questura e del comando di polizia locale che hanno portato a termine lo sgombero dell'ex mensa di via Marzolo, occupata da gruppi antagonisti. Padova è una città aperta e accogliente, che vuole valorizzare creatività e culture giovanili, anche critiche, ma solo nell'ambito del rispetto delle regole. Regole senza le quali non vi può essere alcuna crescita sociale» Dovrebbe spiegare il sindaco leghista quali siano le «regole» che hanno permesso all'Università di Padova di chiudere la mensa nel 2010 e di tenerla chiusa per i quattro anni successivi, quale sia la città «aperta ed accogliente» che priva gli studenti di una mensa e di una casa dello studente mentre l'Ente Regionale per il Diritto alla Studio e l'Università spendono centinaia di migliaia di euro in una causa tra loro per decidere chi ne sia proprietario e chi debba affrontare le spese necessarie a riaprirla. Dovrebbe spiegare il sindaco leghista quale tipo di «crescita sociale» rappresenti una mensa ristrutturata nel 2005 che viene chiusa dopo solo 5 anni per un danno strutturale senza che nessuno paghi per lo scempio di denaro pubblico. Ma le uniche regole che interessano al sindaco leghista sono quelle che servono a disciplinare chi sta in basso. I padroni della città possono invece dormire sonni tranquilli. Per loro evidentemente non ci sono regole da rispettare. Da questo punto di vista il sindaco leghista Bitonci è degno erede dei suoi predecessori. Tutta la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne che nel gennaio di quest'anno avevano occupato l'ex mensa Marzolo restituendola alla città e che oggi sono in mobilitazione contro lo sgombero. Rete dei Comunisti - Padova

giovedì 26 giugno 2014

LA BOJE !!!!!!!!!!!!!!!!

Venerdì 27 giugno 2014 alle ore 21 presso il teatro Don Bosco di Rovigo ci sarà la prima rappresentazione del dramma in due atti "La Boje in Polesine" di Gianni Sparapan.

mercoledì 4 giugno 2014

La grande abbuffata del Mo.SE - InfoAut l'informazione di parte

da www.infoaut.org Trentacinque arresti bipartisan da Pd a Forza Italia e un centinaio di indagati a vario titolo per concussione, corruzione e riciclaggio di denaro: questo è quanto emerge dall’inchiesta sul Mo.SE di Venezia. Correva il 2011 quando è stata annunciata la costruzione del Mo.S.E. (Modulo Sperimentale Elettromeccanico) per la difesa della laguna veneziana con un fondo di 630 milioni di euro. L’indagine è iniziata nel febbraio 2013 e ha portato all’arresto di Nicolò Buson e Giorgio Baita, ex-manager della Mantovani (gruppo che fa parte della Cav e coinvolto anche nell’Expo2015), oggi, il consiglieri regionale Pd Giampiero Marchese, il sindaco Pd Giorgio Orsoni (ai domiciliari) e l’assessore regionale alle Infrastrutture Forza Italia Renato Chisso sono stati tratti in arresto insieme ad altre 32 persone. Nell’occhio del ciclone è finito anche l’ex governatore, ex ministro e attualmente senatore e presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera, Giancarlo Galan, per il quale la Procura ha chiesto alla Camera il via libera per procedere con l’arresto. Le tangenti, cumulate con l’ormai classico meccanismo dei fondi neri che venivano depositati nelle banche estere sui conti dei politici, mettono in evidenza il sistema integrato tra regione e città che, seppur di colore diverso, sono in sinergia e perfettamente unite dalla spartizione dei bottini. Il progetto del Mo.SE aveva come concessionario unico il Consorzio Venezia Nuova (Cav), il quale tramite anche il project financing, pilotava gli appalti per la realizzazione dell’opera tra 70% a Venezia e 30% a Roma. Un ruolo non secondario hanno avuto i servizi segreti e le questure locali che hanno fornito informazioni riservate riguardo alle indagini. Coinvolto anche l’ex generale della Guardia di Finanza, Emilio Spaziante, il quale, in quanto, commissario governativo inviato, è stato strettamente legato alla cricca romana. L’impasto tra politica e imprese è palese in quanto la magistratura alle acque di Venezia è un ramo del Ministero dei trasporti e il Pd è uno dei partiti maggiormente coinvolto: il progetto del Mo.SE ha visto il maggior contributo nel 2006, proprio quando De Pietro rivestiva la carica di questo ministero. Lo scandalo di oggi esemplifica in maniera chiara come le grandi opere siano un bancomat per i partiti, dalla Valsusa al Mo.SE, passando per l’Expo2015. Se inizialmente, in maniera populista qualcuno riteneva che fosse un atteggiamento tipico della destra, gli indagati del Mo.SE dimostrano che non c’è alcuna differenza tra destra e sinistra, ma si tratta di un unicum territoriale e nazionale che non vede l’ora di spartirsi il bottino delle tangenti. Abbiamo commentato la vicenda con Massimo, un compagno veneziano che da anni segue e combatte le peripezie del Mo.S.E.

martedì 3 giugno 2014

PADOVA SERATA A SOSTEGNO DELLA LOTTA NO MUOS

Il Centro di Documentazione Anarchico di Padova in collaborazione con AltrAgricoltura Nord Est presenta MERCOLEDI' 11 GIUGNO (presso AltrAgricoltura Nord Est) SERATA A SOSTEGNO DELLA LOTTA NO MUOS ORE 18,30 proiezione documentario "come il fuoco sotto la brace" di Giuseppe Firrincieli ORE 19,30 aperitivo sociale ORE 20,30 incontro con Pippo Gurrieri, della redazione di Sicilia Libertaria e attivista NO MUOS. presentazione del libro "NO MUOS ORA E SEMPRE. I PERCORSI DEL MOVIMENTO" ORE 22,00 musica dal vivo con SALVO RUOLO e i GRIMOON. Entrata libera. info: www.altragricolturanordest.it tel 049 73 80 587 email elcida@inventati.org Il compagno Gurrieri sarà ospite le serate del 12 a trieste presso il gruppo germinal Fai di via bosco , ed il 14 presso il Circolo Zapata a Pordenone in via pirandello 22 quartiere villanova

sabato 17 maggio 2014

Bakunin a venezia

in occasione dei 200 anni dalla nascita incontro e dibattito sulla figura e il pensiero di Michail Bakunin (1814-1876) Interverranno: nico berti Il pensiero politico di Bakunin pietro adamo Bakunin e la critica della scienza lorenzo pezzica Bakunin in Italia francesco codello L’istruzione integrale contro la meritocrazia SABATO 17 Maggio 2014 alle ore 14:30 All’Ateneo degli Imperfetti Ateneo degli Imperfetti Via Bottenigo, 209 30175 Marghera (VE) tel. 327.5341096 www.ateneoimperfetti.i

IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)