„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

martedì 27 gennaio 2015
I bancari sono un’altra cosa
Il 30 gennaio le lavoratrici e i lavoratori bancari scioperano per il rinnovo del contratto nazionale: la voglia di lottare contro gli scredidati banchieri è alta, le organizzazioni sindacali non devono deludere le aspettative ripetendo le conclusioni in perdita dei contratti precedenti!
I banchieri hanno presentato la loro piattaforma in risposta alla piattaforma rivendicativa approvata nelle assemblee e hanno disdettato in contatto nazionale da rinnovare, i banchieri vogliono:
- maggior orario di lavoro
- minor stipendio
- divisione contrattuale tra gli addetti al settore (metalmeccanici, commercio, contratti per centri servizi diversi dalla rete degli sportelli, tutti comunque con stipendi inferiori)
- retribuzione individuale variabile rapportata a quanto si vende (alla faccia della tutela del risparmio della clientela…)
- abolizione degli inquadramenti per mansioni a favore di inquadramenti legati al mero giudizio aziendale
- trasformazione del sindacato in una appendice aziendale delle decisioni padronali assegnandogli il ruolo di derogare in peggio sia delle leggi sia dei contratti collettivi in vigore.
A tutto ciò occorre rispondere con mobilitazioni adeguate e con obiettivi chiari e condivisi da tutta la categoria:
➢ la vertenza dovrà durare tutto il tempo necessario a una conclusione positiva, i banchieri non cambieranno posizione tanto facilmente
➢ gli aumenti di stipendio base dovranno essere veri e non compensati da tagli ad altre voci economiche (scatti, tfr, indennità etc.) come invece accaduto in passato
➢ basta dividere tra lavoratori in servizio e nuovi assunti: è già stata una scelta fallimentare che ha allontanato i giovani dal sindacato
➢ ridurre l’orario di lavoro per contrastare i tagli al personale annunciati (48.000 nel triennio?)
➢ tenere tutte le attività svolte dalla banche in un unico contratto di lavoro (area contrattuale)
➢ dare ai lavoratori del settore la possibilità di eleggere i propri rappresentanti sindacali e di votare gli accordi per evitare che il sindacato diventi una casta separata sottoposta al ricatto delle agibilità sindacali erogate dai banchieri
➢ nessun cedimento alle pretese padronali, unire tutti i lavoratori in una unica vertenza per i contratti, banche, finanza, credito cooperativo, assicurazioni, etc. il piano del padrone è ovunque sempre lo stesso: le persone sono una merce, si compra, si usa, si vende e si butta… unire tutte le vertenze e lottare uniti.
Area “Il sindacato è un’altra cosa – opposizione Cgil” della Fisac
www.sindacatounaltracosa.org
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento