„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

giovedì 27 novembre 2014
OVUNQUE KOBANE
Kobane è la città del Kurdistan siriano sotto attacco da parte delle milizie di ISIS.
A Kobane e nella regione del Rojava la popolazione ha dato vita, da più di due anni, a forme di sperimentazione più o meno ampie di autogoverno
territoriale e di superamento delle discriminazioni di genere. E' una regione del nord della Siria, abitata in prevalenza da gente di lingua curda ma anche assira, caldea, turca, armena, araba.
Si tratta di una zona da troppo tempo scenario di scontri di potere, tanto su base regionale quanto globale, che continuano a martoriare la popolazione.
Lo sanno bene gli uomini e le donne in armi che difendono la propria autonomia non solo dalle truppe dell’ISIS ma anche dalle pressioni degli Stati Uniti, che subordinano il proprio appoggio alla resistenza alla rinuncia all'esperienza di autogoverno popolare. Le frontiere con la Turchia restano serrate per i volontari e le armi dirette a Kobane sotto assedio, così come per chi è in fuga dalle zone occupate; l'esercito turco non si è fatto scrupolo a sparare sugli attivisti accorsi in aiuto dei profughi. Il passaggio però è garantito alle truppe del Kurdistan iracheno, regione controllata da vent’anni dal PDK, partito filo statunitense di Barzani. Il PDK nei mesi scorsi ha di fatto lasciato a ISIS campo libero, ritirandosi di fronte all'avanzata senza curarsi della popolazione civile, soccorsa – per quanto possibile - dalle milizie del PKK (turco) e del YPG (siriano). Il PDK ora tenta di accreditarsi come unico referente della resistenza in armi, marginalizzando le milizie di autodifesa popolare che concretamente da mesi resistono all'assedio, tra mille difficoltà e in condizione di inferiorità numerica e militare.
L’autogoverno del Rojava sta dimostrando sul campo la possibilità di un’alternativa alla spartizione del Medio Oriente, alla guerra fratricida, alla oppressione femminile, alla rapina delle risorse. Ma si trova stretto in una morsa di interessi contrapposti, assediato e minacciato quotidianamente nella sua stessa esistenza.
Di tutto questo, in Italia i media mainstream hanno parlato poco e male, quasi esclusivamente in una generica - e spesso razzializzante e quindi razzista - chiave anti-islamica. Nonostante ciò, molte sono state le iniziative dal basso che hanno cercato di raccontare, conoscere, capire. Una verità che, seppur parziale, tenta di dar voce a chi direttamente ogni giorno lotta e resiste.
OVUNQUE KOBANE
“autogoverno e resistenza popolare in Rojava”
PORDENONE Sabato 29 ore 18.00
via Pirandello, 22
sede E. ZAPATA
conferenza con Yilmaz Orkan
rapp. UIKI ~ Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia
organizza il
Coordinamento Libertario Regionale
www.info-action.net
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento