„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

mercoledì 30 gennaio 2013
I Demoni del potere: dominio e rivolta tra Eschilo e Dostoevskij - Sabato 2 febbraio , Ateneo degli Imperfetti , Marghera
i Demoni del potere:
dominio e rivolta tra
Eschilo e Dostoevskij
incontro con
Giorgio Brianese
docente di Ontologia dell’esistenza
all’Università Cà Foscari di Venezia
introduce
Francesco Codello
Laboratorio Libertario
alle ore 17.30 di sabato 2 febbraio 2013 presso :
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)
tel. 327.5341096
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La disfatta dei salari , i sindacati e Petrolini - di Giorgio Cremaschi , rete 28 aprile
Ci sono notizie che durano il tempo di una breve del telegiornale, e poi vengono inghiottite dal bidone aspiratutto degli scandali e della campagna elettorale, mescolati tra loro.
L'ISTAT ci ha comunicato che la dinamica attuale dei salari è la peggiore degli ultimi trent'anni. Questo dato dovrebbe essere alla base di ogni proposta che si fa per affrontare la crisi. Ma non è così. La caduta dei salari è diventata un dato di colore, fa parte dello spettacolo del dolore mostrato in televisione, sul quale meditano e dissertano i candidati. Ma senza che si pronunci la frase semplice e brutale: aumentare la paga!
Poco tempo fa il CNEL ha comunicato un altro dato su cui riflettere davvero. Negli anni 70 la produttività del lavoro in Italia è stata la più alta del mondo, poi è solo calata. Sì, proprio quando il lavoro aveva più salario e più diritti,"rendeva " di più!
Anche questa notizia è stata rapidamente metabolizzata e poi successivamente ignorata dal sistema politico informativo. Immaginiamo infatti come sia difficile collegarla alla precedente. La produttività e i salari calano assieme da trenta anni, ma non ci sarà un rapporto tra i due dati?
No, una seria analisi su tutto questo non la si può fare, altrimenti bisognerebbe concludere che sono fallimentari tutte, ma proprio tutte le politiche economiche e sociali tese ad agire sulla compressione del costo del lavoro.
Insomma tutte le politiche del lavoro di tutti i governi degli ultimi trenta anni hanno concorso a determinare il disastro attuale. E tutte le ricette in continuità con esse, flessibilità competitività blablabla, cioè quelle delle principali coalizioni che si contendono il governo del paese, sono inutili, sbagliate, dannose.
Ma tutto questo non avviene, anche perché mancano all'appello coloro che per funzione per primi dovrebbero sollevare scandalo ed indignazione per tutto questo.
Il grande comico Petrolini una volta si trovò in teatro uno spettatore che dalla galleria lo insultava.. Ad un certo punto interruppe la recita e si rivolse al disturbatore dicendo: io non ce l'ho con te, ma con chi ti sta vicino e non ti butta di sotto!
I grandi sindacati confederali hanno accompagnato con i loro accordi questi trenta anni di ritirata dei salari e del lavoro, a volte ottenendo come scambio vantaggi di ruolo e potere. I lavoratori andavano indietro, ma il sindacato confederale andava avanti sul piano istituzionale.
Il disastro dei salari ed il declino economico sono dunque anche figli delle politiche di moderazione rivendicativa, di concertazione e complicità, che hanno prevalso in questi ultimi trenta anni nel movimento sindacale.
Grazie a queste politiche, per lungo tempo l'organizzazione del sindacato confederale non ha risentito del peggioramento delle condizioni del mondo del lavoro. Finché Monti ha ufficialmente affermato che si poteva fare a meno anche di quello scambio, il consenso sindacale non era più necessario, si potevano massacrare le pensioni senza accordo. Così dopo la ritirata del lavoro è cominciato il vero declino sindacale.
Non è vero che i sindacati non servono, ma è vero che il sindacato che pensa di sopravvivere continuando ad accettare le compatibilità e i vincoli economici degli ultimi trenta anni non serve più a niente. Neanche a se stesso.
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Egitto , In risposta ai rinvii a giudizio di Alessandria , Comunicato del Movimento Socialista Libertario
Comunicato del Movimento Socialista Libertario
In risposta ai rinvii a giudizio di Alessandria
La scorsa domenica, nel corso dell'udienza nel tribunale di Alessandria che doveva emettere un verdetto sugli agenti di polizia accusati di aver ucciso dei manifestanti durante gli scontri del gennaio 2011, la polizia a guardia del tribunale ha iniziato a provocare i familiari delle vittime che facevano un pacifico presidio a sostegno delle loro ragioni, così come avevano fatto nelle udienze precedenti. Dopo la provocazione, la polizia ha caricato la folla con violenza. La carica è diventata rapidamente un corsa ad arrestare chiunque si trovasse lì intorno, con conseguenti percosse ed arresti. Trentuno persone sono state arrestate e trasferite nel famigerato carcere di Al Gharbanyat nella regione di Borg El Arab (45 km a sud di Alessandria) senza concedere agli arrestati di poter contattare i loro parenti o i loro avvocati.
Tra gli arrestati ci sono 4 nostri compagni, anche se non stavano partecipando nè al presidio fuori del tribunale nè agli scontri con la polizia. Questi compagni sono:
1. Mohammed Izz al-Din
2. Amir Assad
3. Mohammed al-Badri
4. Mohammed Hussein
Si stavano prendendo un caffè dopo aver distribuito come al solito dei volantini, il che ci induce a pensare che il loro arresto non sia stato casuale ma premeditato. Già, perchè questi compagni sono tra i militanti puiù attivi del MSL, sono presenti in ogni sciopero ed in ogni manifestazione ed i servizi di sicurezza li conoscono molto bene. Le accuse contro i 31 arrestati sono: cospirazione a scopo di vandalismo e distruzione di beni pubblici, violenza contro le forze della legge e dell'ordine.
Mercoledì 23 gennaio, c'è stata un'udienza per la richiesta di prolungare i termini di carcerazione, anche se la polizia faceva obiezione ad un trasferimento dei prigionieri, sollevando questioni di sicurezza. L'accusa ha accolto l'assurda richiesta della polizia ed ha rinviato l'udienza al 30 gennaio presso il tribunale di Borg El Arab e non presso quello di Mansheya (Alessandria) dove si sono svolti gli scontri. Questa decisione condanna gli arrestati a restare altri 10 giorni in prigione senza nessuna giustificazione legale. Nonostante questo, i media e le organizzazioni per i diritti umani restano silenziosi.
Noi accusiamo il Ministro degli Interni di abuso e di ritorsione contro i nostri compagni e gli altri arrestati, sia per la violenta repressione che per la loro reclusione senza accuse fondate per un periodo di 10 giorni in un carcere di altra sorveglianza, quando dovevano semplicemente essere ritenuti "in attesa di giudizio".
Noi accusiamo anche il governo fascista dei Fratelli Musulmani di stare dietro questa repressione contro ogni persona ed ogni comitato popolare che reclami i propri diritti, insieme a coloro che li sostengono contro il governo e i suoi accoliti.
Nonostante il rinvio a giudizio dei nostri compagni, non ci rassegneremo ad accettare la tirannia di Stato, e lanciamo un appello internazionalista alla solidarietà a tutte le organizzazioni anarchiche e rivoluzionarie. Vi chiediamo di manifestare il vostro sostegno ai nostri compagni di fronte alle ambasciate ed ai consolati egiziani.
La nostra lotta continuerà fino a che lo Stato ed il capitalismo non saranno aboliti.
Movimento Socialista Libertario, Egitto
24 gennaio 2013
Traduzione: FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Link esterno: http://www.facebook.com/pages/%D8%A7%D9%84%D8%AD%D8%B1%...05619
Mali: Areva val bene una guerra
Pensavate che l'Africa Francese fosse una cosa del passato? E invece no, e nonostante la retorica di Hollande su questi temi, così come di molti altri, il Partito Socialista e l'UMP sono come 2 facce della stessa medaglia.
La "Francia non alcun interesse nel Mali", ha dichiarato François Hollande alla stampa il 16 gennaio. "Siamo solo al servizio della pace." Davvero la Francia non ha interessi nella regione del Sahel? E nemmeno nelle miniere di uranio del Niger, sfruttate da Areva [1] per rifornire le centrali nucleari francesi?
Certamente, il fatto che un esercito di Salafiti detti legge nel nord del Mali non piace a nessuno - non piace agli abitanti locali condannati a vivere sotto il giogo di quei fanatici nè agli altri Stati della regione che temono una destabilizzazione, e nemmeno agli altri abitanti del Mali, che vedono il loro paese diviso in due e sulla soglia del collasso.
Ma se la situazione preoccupa particolarmente la Francia, lo è perchè innanzi tutto in anni recenti, l'estrazione di uranio nel Niger era diventata pericolosa a causa delle ripetute incursioni e dei rapimenti. E' soprattutto per questa ragione che oggi l'esercito francese sta usando i bombardamenti aerei e si accinge all'intervento di terra.
Questo intervento permette alla Francia anche di riguadagnare il suo ruolo-guida nella regione nei confronti degli alleati USA i quali per parecchi anni hanno addestrato -invano a quanto pare- l'esercito del Mali per combattere la "guerra al terrore".
Gli interessi economici e geopolitici pesano enormemente, molto più delle mani mozzate o dei mausolei distrutti.
Quelli che in Mali oggi gridano "Vive la France" e coloro che vedono in François Hollande un liberatore [2] bisogna che guardino alla realtà della situazione.
Sconfiggere i Salafiti, liberare gli abitanti di Gao o di Timbuktu - doveva essere compito del Mali, possibilmente con l'aiuto dei paesi vicini. Solo così si sarebbe dato un segnale di rottura nei confronti della dipendenza vis-à-vis dalla precedente potenza coloniale.
Nel lasciar fare l'Eliseo, e persino nel sostenerne con sollievo l'intervento militare, la Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS), il Movimento per la Liberazione di Azawad [3], il governo ad interim del Mali ed anche un "anti-imperialista" come Captain Sanogo [4] si sono legati deliberatamente per il futuro al carro neo-colonialista ed insieme a loro anche i popoli dell'Africa Occidentale.
Alternative Libertaire denuncia anche che in Francia è in atto un inasprimento dei servizi di sicurezza, collegati a questa guerra, con il passaggio al codice rosso del Vigipirate [5] e col ritorno dello spauracchio del terrorismo che viene usato per aumentare la repressione e per colpire gli islamici e gli africani, gli eterni "nemici interni".
Soldati francesi a casa!
Compagni africani, dite no al neo-colonialismo!
....e no anche al nucleare!
Alternative Libertaire
16 gennaio 2013
Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali.
Notes:
1. http://lexpansion.lexpress.fr/afrique/pourquoi-areva-reste-t-il-au-niger-malgre-les-dangers_239131.html
2. http://www.humanite.fr/monde/les-maliens-de-france-entre-angoisse-et-soulagemen-513006
3. http://www.tamazgha.fr/Le-MNLA-met-en-garde-quant-aux.html
4. http://www.malijet.com/actualite-politique-au-mali/flash-info/61047-guerre-au-mali-apres-dioncounda-le-capitaine-sanogo-remercie-la-.html
5. nota del traduttore: in Francia è il sistema di allerta per la sicurezza nazionale
Link esterno: http://www.alternativelibertaire.org/
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venerdì 25 gennaio 2013
La Conferenza elettorale della Cgil - di Giorgio Cremaschi
Alle compagne e ai compagni interessati
[red. sito rete28aprile www.rete28aprile.it]
La Conferenza elettorale della Cgil
24.1.2013 Primo piano
di Giorgio Cremaschi
Non dovrà certo lamentarsi la segreteria della CGIL se l'informazione collocherà la sua conferenza programmatica nel contesto della campagna e dei messaggi elettorali. E neppure potrà sdegnarsi se il principale sindacato italiano verrà collocato e misurato nella geografia delle correnti del centrosinistra.
È questo il ruolo assegnato da Monti, l'ala sinistra Camusso Vendola da tagliare assieme a quella destra di Maroni e forse Berlusconi. I malumori delle correnti del PD sul rinnovo della foto di Vasto , con il segretario della CGIL al posto di Di Pietro, insomma il teatrino non sarà una distorsione, ma un inevitabile effetto della scelta compiuta.
La segreteria CGIL ha convocato la conferenza, anticipandone la data rispetto a quella prevista, proprio per avere la presenza esclusiva dei leaders del centrosinistra. Un ruolo centrale nella conferenza è riservato a Giuliano Amato, sì proprio il pensionato di platino riserva della presidenza della repubblica, autore nel 92 di un disastroso accordo sindacale che Trentin definì come un agguato prima di firmarlo e dimettersi.
La conferenza nasce dunque così, come il lancio nel mondo del lavoro della campagna elettorale di Bersani e Vendola e di quella presidenziale di Amato.
Il Piano del Lavoro, che richiama nel titolo quello rivendicato negli anni 50 dalla CGIL di Di Vittorio, con quel piano c'entra ben poco.
La proposta è costruita tenendo ben conto del programma elettorale di Italia Bene Comune e delle sue compatibilità. I patti europei, che sono alla base delle disastrose politiche di austerità e che il PD conferma, vengono accettati. La proposta per il lavoro si basa su misure fiscali e interventi pubblici nell'abito delle compatibilità date. Siamo dunque di fronte a una sorta di grande emendamento alle politiche di rigore del governo Monti e della Unione Europea, che comunque vengono accettate nei loro principi di fondo.
Non può che essere così se si vuol far parte di uno schieramento politico: se ne accettano i capisaldi e si lavora nel territorio da essi delimitato per allargare lo spazio per i propri interessi. La segreteria della CGIL non chiede la cancellazione per nessuna delle controriforme del lavoro e delle pensioni di questi anni, solo qualche correzione e misure aggiuntive che però partono dalla accettazione di quanto sanzionato.
Anche la CISL fa la stessa cosa con Monti e la sua agenda, che in alcuni suoi punti è indigesta persino per gli stomaci di ferro dei dirigenti di quella organizzazione : si sostiene lo schieramento elettorale e si prova a condizionarlo dall'interno.
La domanda ingenua da porsi è dunque: come mai i gruppi dirigenti dei due principali sindacati italiani salgono in politica proprio nel momento di massima caduta del consenso dei cittadini verso di essa? Perché non contano più sulla forza e il valore dell'agire sociale, perché non spendono il proprio residuo consenso, non alto ma superiore a quello dei partiti, nel far pesare per via indipendente il lavoro massacrato dalla crisi?
Perché le sconfitte del lavoro di fronte alla crisi hanno prodotto nei gruppi dirigenti sindacali la paura di perdere tutto.
Il disastroso accordo del 92 che abbiamo ricordato segnò per il sindacato confederale l'avvio della stagione della concertazione. Durante essa il confronto di vertice tra governo e parti sociali amministrò le politiche liberiste sul lavoro e sullo stato sociale. Il risultato fu che i lavoratori peggioravano progressivamente le loro condizioni, ma il sindacato che amministrava questa ritirata acquisiva funzioni e potere.
Con la crisi economica questo sistema è saltato e il sindacato confederale ha visto arretrare progressivamente la propria posizione di potere, assieme al nuovo peggioramento delle condizioni dei propri rappresentati.
La Cisl ha pensato di reagire con l'aziendalismo. Ma nel chiuso della sua stanzetta anche Bonanni non può fare a meno di riconoscere che in Fiat la sua organizzazione conta meno dell'ultimo caporeparto.
La CGIL ha cercato disperatamente di riconquistare un tavolo vero di concertazione e su questo si è mobilitata. Ma non ci è riuscita e l'ultimo dei governi tecnici, a differenza dei predecessori Dini e Ciampi, si è dato merito di aver soppresso la concertazione.
Alla base del neo collateralismo dei gruppi dirigenti della CGIL e della CISL sta dunque la sconfitta nelle proprie strategie. E con essa la paura di perdere tutto, di diventare completamente marginali.
Certo si potrebbe partire da questa situazione per rinnovare completamente l'azione sindacale, riorganizzassi attorno alla sofferenza delle persone in carne de ossa, riconquistare e comunicare voglia di conflitto, cambiare strategia e pratica dopo più di venti anni di accettazione del liberismo e delle compatibilità. Ma questo non è nella natura di gruppi dirigenti e di una struttura di apparati che è stata così educata secondo un modello sindacale istituzionale e concertativo, da non saper che fare in un diverso contesto.
Nell'attuale collateralismo di CGIL e CISL c'è dunque uno spirito rassegnato e triste, rappresentato da un concetto più volte chiaramente espresso: con l'azione sindacale non ce la facciamo più, abbiamo bisogno di partiti e governi amici.
Chi non si rassegna al declino sindacale deve dunque seguire una via completamente diversa da quella indicata da questa triste conferenza. Per quel che ci riguarda cominciamo il primo a febbraio a Milano ad organizzare l'opposizione CGIL, convinti che l'indipendenza del sindacato dai padroni dai governi e dai partiti sia oggi necessaria e vitale come non mai.
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Contestato Grillo a Salerno 21/01/2013. Diffondete
NOI CHE NON ABBIAMO GRILLI PER LA TESTA...
A Salerno è cominciata la campagna elettorale. I primi candidati a scendere in piazza sono stati quelli del movimento 5 stelle con un comizio del loro "guru" e "capo politico" Beppe Grillo. Chi come noi sostiene e pratica l'autorganizzazione, il rifiuto della delega e delle illusioni istituzionali, ha colto l'occasione per ribadire il proprio astensionismo attivo e criticare le posizioni di tutti i vari schieramenti in campo. Nel caso del movimento 5 stelle, non si può tacere su alcune posizioni populiste, stataliste, giustizialiste, nazionaliste, xenofobe, razziste e fasciste presenti in tale movimento. Il m5s si basa su un rapporto diretto tra un capo carismatico e le masse popolari, rappresenta in maniera idealizzata un inesistente “popolo”, senza contraddizioni di classe (populismo). Crede nel ruolo positivo dello Stato e nella possibilità di riformarlo in maniera giusta ed etica, senza corruzione e sprechi (Statalismo). Propugna una nazione chiusa in se stessa e in concorrenza con le altre nazioni (Nazionalismo). Vuole un paese che controlli in modo ancora più severo i flussi migratori (xenofobia), specialmente nei confronti di rom e rumeni additati come criminali (razzismo), sostiene un superamento delle categorie politiche di destra e sinistra, rendendosi complice di una voluta sottovalutazione del pericolo rappresentato da formazioni dichiaratamente fasciste (fascismo). Per questi e altri motivi, anche noi eravamo in piazza a contestare il comizio di Grillo e del M5S, a ribadire che l'Antifascismo non è una principio ed una pratica superata, ma un valore da difendere, che il fascismo è ancora presente in Italia, e che CasaPound – con la quale Grillo pochi giorni fa dialogava amabilmente sottolineando la condivisione di alcuni punti programmatici - a Salerno come in altre parti d'Italia, è stata protagonista di omicidi razzisti, aggressioni, devastazioni a Centri sociali ecc.. . Abbiamo ricordato che storicamente i fascisti aggredivano lavoratori in lotta, distruggevano sedi sindacali, e che oggi in paesi devastati dalla crisi come la Grecia i fascisti rilanciano il loro classico ruolo di cani da guardia del sistema contro gli antagonisti, i lavoratori e i migranti. Abbiamo fatto notare che il fascismo in Italia esiste ancora e che lo viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, dall'avanzare dell'arroganza padronale alla repressione attuata dagli apparati dello Stato, alle organizzazioni fasciste presenti sui nostri territori. Abbiamo ribadito, sul palco, che concetti come «non siamo nè di destra nè di sinistra» (usati molto spesso dai grillini oltre che dai fascisti), aprono le porte alle forze reazionarie e ad una guerra tra i poveri, e che l' unico modo per riprenderci in mano le nostre vite è smetterla di delegare ai governanti. Non è stato facile esprimere le proprie posizioni, spintonati dagli astanti, tra i fischi e le ingiurie di chi preferiva lo show di Grillo, microfoni improvvisamente spenti, censure da parte dei media, l'intervento e le minacce degli agenti della digos di portarci in questura e che solo la compattezza del gruppo ha evitato.
Contro e oltre le elezioni, continueremo a portare avanti le lotte sulle quali quotidianamente siamo impegnati: dal reddito incondizionato alla lotta per la casa, per servizi pubblici e gratuiti, contro l'alta velocità e le devastazioni ambientali , per un istruzione libertaria, contro la repressione eccetera. Lotte che delineano già le nostre rivendicazioni e le nostre proposte, elaborate collettivamente in assemblee formatesi dal basso, lotte che perseverano e maturano ogni giorno di più attraverso pratiche di autorganizzazione al di fuori dei meccanismi istituzionali. Non crediamo nella possibilità di riformare o migliorare il sistema. Questo sistema va abbattuto attraverso forme di resistenza e di attacco, attraverso l'azione diretta volta a liberare quanto più possibile le nostre vite dalla macchina oppressiva dello Stato - Capitale.
In una città dove i migranti ed i senza tetto vengono perseguitati dalle forze dell'ordine, incaricate dal Comune di "ripulire" la città, dove non si può manifestare liberamente, dove ogni forma di dissenso è criminalizzata e messa a tacere, dove la cantierizzazione selvaggia la fa da padrone in nome delle «grandi opere» e della città europea, dove i compagni antifascisti vengono denunciati per aver cancellato delle scritte fasciste e i compagni/e impegnati/e nelle lotte sociali subiscono repressione,
Noi diciamo no al fascismo ed agli amici dei fascisti, qui e ovunque!
NON DELEGARE, NON VOTARE, LOTTA !
Kollettivo Wobbly
Video della protesta:
http://www.youtube.com/watch? v=RhP-xRy711M
https://www.youtube.com/watch? v=5f0avmdNRSE
L'Inferno - Ali Mukulel
ALL’ATENEO DEGLI IMPERFETTI
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)
tel. 327.5341096
VENERDI’ 25 Gennaio alle ore 20,30
L'INFERNO
raccontato con le sole parole di Dante.
Con Ali Mukulel
SCHEDA:
L'inferno è la prima delle tre cantiche de La Commedia scritta da dante Alighieri, in cui si racconta di un uomo perso, disperato, ormai sconfitto dai suoi demoni e senza più speranza, che viene salvato dallo spirito del suo poeta preferito, Virgilio, colui che più di tutti gli insegnò attraverso le sue opere ciò che è più caro a Dante.
Virgilio gli dichiara che il modo migliore per avere la meglio contro i suoi demoni non è quello di affrontarli direttamente, ma di conoscere l'animo umano in tutte le sue manifestazioni: dalle brutture in cui può cadere fino alle vette di beatitudine che può raggiungere.
Armato di ciò che gli è più caro, la Poesia, Dante si addentra nel primo dei tre mondi dove sono raccolte tutte le manifestazioni di debolezze e brutture dell'uomo fino a raggiungerne il centro irradiante.
In questa Avventura Dante incontrerà uomini che tengono la loro testa in mano, alberi parlanti, fiamme parlanti, uomini che nel loro tentativo di parlare fanno ribollire la palude nella quale sono immersi, con il loro gorgoglio, Cerbero il cane a tre teste, Medusa, le Erinni, ed altro ancora, fino a incontrare Lucifero, bloccato nel ghiaccio creato da lui stesso: immobile, fisso e alieno a qualsiasi evoluzione.
Dante da molta importanza al movimento. Per lui il movimento è la rappresentazione fisica dall'essere vivi. Tutto il racconto è un continuo muoversi, i sentimenti si muovono, non si provano, i pensieri si muovono. Le parole che usa per raccontare spingono il lettore a creare mentalmente l'immagine della situazione in cui si trova Dante in quel momento.
Per Dante lo scopo dell'uomo è evolversi, conoscere e imparare.
Mi sono sempre domandato se l'Inferno, così coinvolgente e vivo nella sua descrizione, potesse essere raccontato dall'inizio alla fine. Non la recita di un canto preceduta da una sua parafrasi, e nemmeno una lettura. Ma se potesse essere raccontato senza nessuna spiegazione, come ogni racconto pretende. Percorrere il viaggio di Dante con le sue sole parole.
Oppure se la lingua sia ormai diventata ostica e aliena a tal punto da essere rilegata solamente nell'ambito scolastico, o con un esperto che faccia da tramite.
Certo l'Inferno è pieno di così tanti personaggi che è impossibile conoscerli tutti per chi ascolta. Ma non è forse così per molti dei racconti che ci sono cari? Quante volte sono stati proprio i racconti a spingerci a cercare la storia di questo o quel personaggio?
Quindi la domanda unica è: le parole di Dante sono ormai datate, e quindi prima di essere dette debbono essere spiegate,o possono ancora accendere l'immaginario di chi le ascolta?
Chi è Ali Mukuel?
Ali Mukulel, nato a Padova il 19/12/1972.
Diplomato alla scuola di Teatro di Giovanni Poli a Venezia.
Ha recitato in:
per la Regia di Naira Gonzales: 'Sette uomini di marzapane'
per la regia di Adriano: Jurissevich Il cavaliere del pestello ardente. Di Francis Beaumont
per la regia di Marinella Anaclerio: Il signor di Poursegnac di Molier
per la regia momopipdeus: Pierre Rivière
per la regia di Virgilio Zernitz: La Mandragola di Macchiavelli. La Venexiana Anonimo. La Moscheta di Ruzzante. Le done de casa soa di Goldoni. La casa Nova di C. Goldoni
per la regia di Anton Milenine: Il libro di Giobbe ( studio pedagogico sull'attore e messa in scena. I giocatori di gogol. All'uscita del teatro di Gogol
per la regia di Ali Mukulel: Idolori del giovane Werther di goethe (adattamento di Ali Mukulel per progetto Teatro nei locali). Il grande inquisitore da i Fratelli karamazov di Dostoevskij. Memorie del sottosuolo di Dostoevskij. L'Inferno dalla Commedia di Dante Alighieri (pensato come spettacolo itinerante da portare in giro con carretto e asinella)
E per la compagnia francese Clochard: ha realizzato la scenografia dello spettacolo “Memorie del sottosuolo” di Dostoevskij per la compagnia francese Clochard.
Siete tutti invitati
giovedì 24 gennaio 2013
SPAGNA 1936 - 1939 , LA RIVOLUZIONE TRADITA -conferrenza a Ferrara
Sabato 2 febbraio presso la Sala Conferenze della Residenza Santo Spirito di Vicolo Santo Spirito, 11 Ferrara
conferenza
"SPAGNA 1936 - 1939: la rivoluzione tradita".
Programma:
- Ore: 15:30 Presentazione
- Ore: 15:40Proiezione del documentario “Spagna 1936: l'utopia si fa storia”
- Ore 16:20 Dibattito con Massimiliano Ilari ricercatore storico
INCONTRO PROMOSSO dal Gruppo Libertario "Remo Tartari" di Ferrara
INFO 347/8658932 gliremotartari@gmail.com
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SPAGNA 1936 - 1939
mercoledì 23 gennaio 2013
Buone elezioni. E buona dittatura a tutti... - ELEZIONI POLITICHE 2013
Comunicato Seg. Naz. FdCA
Il 24 e 25 febbraio un gruppo consistente di candidati al senato ed alla camera cercherà di farsi votare da milioni di italiani promettendo un nuovo governo ed il migliore dei mondi possibili. Così i vari salvatori dei conti bancari e del riequilibrio classista a garanzia della accumulazione capitalista si ergeranno per un momento a paladini della democrazia e della salvezza nazionale.
Un teatro dell'assurdo messo in scena dalle borghesie italiche, di cui ridere se non fossimo in una fase così tragica, grazie alla macelleria sociale fatta dai provvedimenti liberticidi ed autoritari dal governo Monti, sostenuto dai due terzi del parlamento e prima di lui dalle politiche liberiste berlusconiane ed un po' piddine che hanno ridotto alla povertà milioni di lavoratori e di pensionati, da sempre oggetto delle scelte classiste della borghesia finanziaria salita al potere nella fase liberista del capitalismo.
Leggi tutto...
http://fdca.it/analisi/elezioni-2013.htm
giovedì 17 gennaio 2013
Fòc al fòc ... Goliardo Fiaschi
http://circoloanarchicogfiaschi.wordpress.com/2012/04/27/foc-al-foc-goliardo-fiaschi-una-vita-per-lanarchia/
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Mes3hacklab a Marghera con crypto party di autofinanziamento
Mes3hacklab.
presso il tuttinpiedi a Marghera (VE) (piazzetta canova 1)
How to by pass Internet censorship
h.17.00
Dimostrazione di installazione di software per
l'invio di mail crittate su windows, linux ed android.
h. 20.00
crypto buffet di auto finanziamento hacklab.
Ciao a tutti
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martedì 15 gennaio 2013
Algeria: Repressione dei lavoratori disoccupati a Ouargla
Lo scorso 2 gennaio ci sono stati gravi scontri durante una manifestazione organizzata dal comitato nazionale per la difesa dei diritti dei disoccupati (CNDDC), che fa parte del sindacato SNAPAP.
Per un'ora, giusto nel centro della città, la polizia ha usato lacrimogeni e manganelli per disperdere i manifestanti, facendo parecchi arresti.
In prima mattinata, centinaia di giovani disoccupati avevano bloccato il centro-città di Ouargla per protestare contro la gestione dell'occupazione in questa città petrolifera nel sud del paese.
Le strade sono state chiuse al traffico e chiusi la maggior parte dei negozi e dei caffè. Le rivendicazioni puntavano alle dimissioni di tutti i dirigenti degli uffici del lavoro ed anche del ministro del lavoro Tayeb Louh, ed all'insediamento da parte del governo di una unità di crisi che iniziasse un dialogo con i lavoratori disoccupati.
Quando i manifestanti hanno bloccato il traffico, le forze di polizia hanno brutalmente caricato la manifestazione per ripristinare la circolazione.
Arresto di Tahar Belabes
Tahar Belabes, Coordinatore della Commissione Nazionale per i diritti dei disoccupati, che fa parte del sindacato SNAPAP, è stato arrestato il mercoledì pomeriggio sull'uscio di casa. Tahar non è stato arrestato nel corso della manifestazione mattutina - la polizia stava aspettando che ritornasse a casa per poterlo arrestare.
E' stato rilasciato 3 giorni dopo ed è in attesa di processo.
Chi è Tahar Belabes?
Tahar Belabes ha avuto una vita difficile fin dall'infanzia. Dopo la morte di suo padre durante un pellegrinaggio alla Mecca, si è suicidato il suo unico fratello, lasciando Tahar e la sua famiglia privi di qualsiasi risorsa ed in condizioni di grande povertà.
Ha invano passato anni a cercarsi un lavoro per aiutare la sua famiglia, trovando sempre porte chiuse, cosa che gli ha fatto prendere coscienza dell'ingiustizia e delle disuguaglianze che affliggono migliaia di giovani che si trovano nelle sue stesse condizioni. Si è unito ad altri giovani disoccupati per rivendicare una vita dignitosa con accesso all'occupazione per tutti.
Tahar Belabes non è un criminale - è un giovane che ha preso coscienza dalla sua dura esperienza di vita.
Gruppo di lavoro per il Nord Africa
Segreteria per le Relazioni Internazionali della CGT
Traduzione a cura della FdCA-Ufficio Relazioni Internazionali
Link esterno: http://rojoynegro.info/articulo/sin-fronteras/argelia-r...argla
Palestina-Israele, la lotta unitaria va forte nonostante gli scettici
Bab Al Shams (la porta del sole) ha segnato un passo in avanti nelle azioni dirette non-armate organizzate dal comitato unitario dei comitati popolari dei villaggi coinvolti. I partiti politici che sostengono marginalmente la lotta non sono riusciti da tempo a cooptarla. La creatività del comitato unitario si è manifestata ad un livello superiore in questa azione, costringendo lo Stato israeliano a venir meno alle sue pretese di legge ed ordine, ad agire contro la sua stessa Alta Corte ed a distruggere il campeggio. I media mondiali sono stati nuovamente "arruolati" per promuovere la lotta non-violenta contro l'occupazione. In ogni villaggio in cui si sono tenute le manifestazioni settimanali, alcuni attivisti sono stati tenuti nelle retrovie per garantire il prosieguo della lotta unitaria.
Bab Al Shams
Progetto dei Comitati Popolari. Venerdì 11 gennaio dozzine di palestinesi hanno realizzato un avanposto nell'area E1 tra Gerusalemme e Maale Edomim istituendo la "Area di non evacuazione". Gli attivisti, che hanno portato con sè tutto il necessario per piantare 25 tende permanenti, hanno dichiarato che intendono espandere il loro insediamento permanente: "noi terremo questo villaggio con ostinazione".
"centinaia di Palestinesi hanno realizzato questa mattina (venerdì) un avanposto sulla E1 , che hanno battezzato "Bab al-Shams" (Porta del Sole). Gli attivisti, che hanno portato con sè tutto il necessario per piantare 25 tende permanenti, hanno detto che intendono espandere l'iniziale avanposto per trasformarlo in un insediamento permanente. La polizia è giunta sul luogo ma non ha ancora deciso come regolarsi con gli attivisti."
"Abdullah Abu Rahma, una figura di spicco della lotta palestinese, ha detto che l'appello per la realizzazione di un avanposto era stato lanciato più di un mese fa, in particolare tra i Palestinesi nei quartieri e nelle comunità le cu terre erano a rischio di esproprio per la costruzione di nuovi insediamenti coloniali. Tra gli altri sono stati coinvolti anche attivisti da Hattori, Issawiya, Abu Dis, e Anata Alaizrih.
Uno degli organizzatori, Mohammed Khatib, ha detto: "E' un atto simbolico, ma è pure una risposta agli insediamenti israeliani. Inviamo così un messaggio alla comunità internazionale perchè faccia immediatamente qualcosa per fermare gli insediamenti israeliani."
Con la realizzazione di questo campeggio, il gruppo ha diffuso questa dichiarazione: "Noi, figli e figlie di Palestina, annunciamo la realizzazione del villaggio di Bab al-Shams (Porta del Sole), su mandato del popolo, senza pemesso delle autorità d'occupazione, senza aver chiesto il permesso a nessuno, perchè questa terra è la nostra terra e noi abbiamo il diritto di costruirvi sopra."
Il nome dell'avanposto palestinese nella E1 è tratto dal romanzo "Bab al-Shams" di Elias Khoury. Il libro racconta la storia di rifugiati palestinesi in Libano dopo la guerra del 1948.
Viene anche detto nel comunicato che "noi abbiamo costruito questo villaggio perchè non possiamo più restare in silenzio di fronte all'avanzare della costruzione di insediamenti coloniali sulle terre che ci hanno rubato, e perchè crediamo che l'azione diretta e la resistenza popolare ci faranno raggiungere i nostri scopi. Siamo decisi a tenere a tutti i costi questo villaggio ed a non abbandonarlo, fino a che i Palestinesi non riguadagneranno il diritto alla proprietà su Questa terra. "
Secondo gli attivisti, "per decenni, i governi israeliani hanno usato la tattica del fatto compiuto sul terreno, mentre la comunità internazionale continuava a restare silente. E' tempo di cambiare le regole del gioco. Ora siamo noi a determinare il fatto compiuto sul terreno, sulla terra che è nostra. L'azione, a cui hanno partecipato donne ed uomini del nord e del sud, è organizzata dai comitati popolari. Nei prossimi giorni terremo qui seminari e dibattiti, eventi culturali ed artistici, come pure proiezioni cinematografiche." http://fbcdn-sphotos-e-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/1...n.jpg
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Il villaggio palestinese di Bab Al-Shams resta in piedi. Di fronte alle dichiarate minacce di sgombero da parte di Netanyahu e sotto l'assedio dell'esercito israeliano, il villaggio di Bab Al shams continua resistere arditamente.
Sabato 12 gennaio
L'esercito israeliano e la polizia hanno messo sotto assedio il nuovo villaggio palestinese di Bab Al shams sin dalle prime ore del mattino, bloccando tutte le strade d'accesso. L'area è stata dichiarata zona militare chiusa. Il villaggio è stato inaugurato ieri su terra palestinese, a est di Gerusalemme, in un'area che Israele chiama E1, destinata all'espansione dell'insediamento di Ma’ale Edomim.
Nonostante l'assedio, un centinaio di simpatizzanti da tutta la Palestina sono riusciti a raggiungere il villaggio, passando su un percorso roccioso. Stamattina presto, Abdallah Abu Rahmah del Comitato di Coordinamento della Lotta Popolare ha detto: "Israele ha sfidato la legislazione internazionale per decenni costruendo insediamenti illegali su terreni rubati e demolendo le case dei palestinesi. Noi siamo qui per dire che l'impunità israeliana deve finire. Noi abbiamo il diritto di costruire e di vivere sulla nostra terra”.
Questa mattina ai residenti del villaggio è stato notificato dalla polizia israeliana che sarebbero stati sgomberati nonostante un'ordinanza emessa dall'Alta Corte Israeliana, con cui si proibisce la demolizione del villaggio per sei giorni. Gli ufficiali hanno informato i residenti che l'ordinanza proibisce la rimozione delle strutture del villaggio ma non dei suoi abitanti. Nonostante questa ordinanza, il governo israeliano ha fatto ricorso all'Alta Corte perchè la revocasse. Poichè un crescente numero di forze israeliane si è concentrato intorno al villaggio, apparentemente per preparare l'attuazione dello sgombero, i residenti di Bab Al shams restano fermi nella loro risoluzione di restare sulla loro terra.
Nel frattempo, i soldati israeliani hanno impedito ai giuristi palestinesi Hannan Ashrawi, Saeb Arekat e Ahmed Majdalani di raggiungere il villaggio ed hanno confiscato a Majdalani la sua VIP card.
Il famoso scrittore libanese, Elias Khury, autore del romanzo epico Bab Al shams, dopo aver saputo del nome dato al villaggio ha telefonato ai residenti per esprimere il suo sostegno. "Voi avete ridato vita a Bab Al-Shams", ha detto "Vorrei essere lì con voi."
Domenica 13 gennaio alle 3.00 del mattino, circa 500 soldati israeliani hanno dato inizio all'evacuazione. "Forze di sicurezza israeliane evacuano gli attivisti palestinesi dall'avanposto di tende nell'area E-1
Numerose forze di sicurezza israeliane portano via i manifestanti nonostante la contemporanea ordinanza dell'Alta Corte
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http://www.youtube.com/watch?v=6d90GTrTuCY
http://www.youtube.com/watch?v=1l7lhonjObk
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Gli attivisti riportano che due autobus pieni di attivisti arrestati a Bab al-Shams sono arrivati al checkpoint di Qalandia dove i fermati sono stati rilasciati. Altri, però, sono rimasti in custodia israeliana per un altro po' prima di essere liberati. A. dice che c'erano 5 soldati per ciascun residente, che sono stati percossi con dei bastoni e che ci sono molti feriti.
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Bil'in
Dozzine di palestinesi e di attivisti pro-Palestinesi (Israeliani ed internazionali) hanno rischiato l'asfissia dopo aver inalato i lacrimogeni israeliani sparati a Bil'in dall'esercito israeliano nel corso della manifestazione contro gli insediamenti e contro il muro dell'Apartheid.
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.39054268103834...26831
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Ma'asara
Foto: soldati israeliani che guardano la parola libertà fatta con palle di neve nel corso della manifestazione non violenta.
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Nabi Saleh
Durante la manifestazione settimanale a Nabi Saleh, l'esercito israeliano ha tentato di reprimere la protesta usando acqua putrida e raffiche di proiettili d'acciaio ricoperti di gomma insieme a lacrimogeni fin dall'inizio della manifestazione.
"Abbiamo cercato di raggiungere la fonte, ma l'esercito ci ha attaccato; abbiamo tentato una lunga trattativa con loro ma poi ci hanno puntato i fucili addosso". Attivisti riportano che la manifestazione a Nabi Saleh è stata a ranghi ridotti (a causa del tempo) ma molto energica.
Sette attivisti (internazionali ed israeliani degli anarchici contro il muro) sono stati arrestati col pretesto di essere entrati in una "zona militare chiusa". Alcuni manifestanti sono stati feriti da proiettili di gomma, uno dei quali (Mutaz Tamimi) ha subito una ferita al viso ed è stato ricoverato in ospedale per essere medicato, dopo una lunga attesa dato che i soldati sionisti impedivano all'ambulanza di avvicinarsi all'area per soccorrerlo. A dozzine sono stati soffocati dai lacrimogeni.
Israel Puterman http://www.youtube.com/watch?v=LOT0h2dnN6w
David Reeb http://youtu.be/INZGlPEQc8M
Tamimi Press http://www.youtube.com/watch?v=m_Sxc968WsU
Haim Schwarczenberg http://www.facebook.com/media/set/?set=a.30636854948284...50543
Arresti:
aggiornamento a cura di L. R.: "la polizia israeliana sta deliberatamente trattenendo in mezzo al gelo i 5 attivisti israeliani ed i 2 attivisti internazionali arrestati nel corso della manifestazione di Nabi Saleh, senza dubbio come forma di punizione per aver sostenuto i palestinesi.
Le forze di occupazione hanno rilasciato l'ultimo arrestato intorno a mezzanotte. Sono stato liberato in una notte freddissima, ma tra caldi abbracci, succo e falafel. Era freddo (specialmente nelle lunghe ore in cui siamo stati tenuti all'aperto), non passava mai (specialmente dopo che avevano lasciato andare tutti gli altri, mi sono seduto per terra, immaginando se sarei stato solo io a passare la notte) e mi annoiavo (ho letto quasi tutto il numero del venerdì di Israel Today, risolto un cruciverba con Michal e letto metà libro di Camus, La Peste), ma è stato un fermo relativamente sopportabile e credo che siamo stati tutti più o meno bene. Gli Israeliani tra noi hanno ricevuto un'ordinanza di 2 settimane di restrizioni da Nabi Saleh. Gli internazionali sono stati convocati in aereporto per domenica, e noi abbiamo fatto gli scongiuri perchè non fossero rimpatriati. Grazie mille a tutti voi che ci avete sostenuto dall'esterno, ed a tutti coloro che ci hanno sostenuto dall'interno.
http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2013/0111/122....html
Attivisti palestinesi denunciano l'uso da parte delle forze di sicurezza israeliane di un liquido puzzolente, soprannominato "puzzola", contro i manifestanti ed , in certi casi, sulle case private, a rischio della vita di tutti.
Lo scorso venerdì, 4 gennaio, la polizia di confine israeliana ha diretto i getti di acqua-puzzola verso la casa della famiglia Tamimi nel villaggio di Nabi Saleh nella Cisgiordania occupata, dopo la manifestazione settimanale contro la confisca della terra da parte di Israele.
Un fotografo ha ripreso un tank israeliano che spruzza il liquido putrido sulla casa di una famiglia palestinese. Un portavoce della polizia di confine, Supt Shai Hakimi, ha detto al The Irish Times che il getto era diretto ai lanciatori di pietre palestinesi che erano sul tetto della casa.
Ma nella foto non si vede nessun individuo sulla casa.
“Le forze israeliane hanno colpito la mia casa a Nabi Saleh dozzine di volte. In un'occasione il potente getto ha rotto una finestra ed anche il televisore che era vicino a mio figlio di 7 anni. Le sostanze chimiche nell'acqua-puzzola distruggono i mobili e non c'è detergente che possa togliere il tanfo.”
Le dichiarazioni del portavoce della polizia di confine sono stati smentiti da Haim Schwarczenberg, il fotografo israeliano testimone del fatto.
“Non c'era nessun giovane lanciatore di pietre sul tetto della casa,” ha detto al The Irish Times la scorsa notte. “Questa non è la prima volta che questo liquido puzzolente viene spruzzato sulle case della gente e non è la prima volta che sono testimone di come le autorità israeliane infliggano punizioni collettive alla gente di questo villaggio.”
I residenti di Nabi Saleh, un piccolo villaggio di meno di 600 abitanti, a nord-ovest di Ramallah,ospitano da 4 anni le manifestazioni settimanali contro la confisca della terra e contro il vicino insediamento ebraico di Halamish.
http://on.fb.me/WJAdql
Ni'ilin
Venerdì, scontri dopo che l'esercito l'israeliano ha attaccato la pacifica manifestazione contro il muro dell'apartheid
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.18627084139516...09315
Qaddum
Cari amici
i migliori auguri a tutti
Oggi abbiamo fatto una manifestazione combattiva con quasi 600 palestinesi
oltre ai nostri amici israeliani e dell'ism.
L'esercito e la polizia di confine israeliani hanno sparato molti lacrimogeni
tutti diretti sui manifestanti.
Molte persone sono rimaste soffocate.
Nessun arresto e nessun ferito.
please vedete il link:http://www.facebook.com/AlMasira.KufurKaddom/photos_stream
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.5135233486697...14816
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Colline sud di Hebron 12.1.2013
Guy Butavia http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10151347840302...92137
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Ilan Shalif
http://ilanisagainstwalls.blogspot.com/
Anarchici Contro Il Muro
http://www.awalls.org
Traduzione a cura di FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali
Sito in italiano su Anarchici Contro il Muro:
Link esterno: http://www.fdca.it/wall
Lettera aperta degli operai dell'Alfa di Arese a Nichi Vendola
“Caro Vendola, ricordati di noi ex-Alfa di Arese”
GLI OPERAI DELLA FABBRICA MILANESE NON RIESCONO A RICOLLOCARSI.
Caro compagno Vendola,
nei giorni scorsi hai denunciato “Il carattere conservatore
di un governo che si è nascosto sotto il velo della neutralità tecnica”.
Hai detto che “una parte delle classi dirigenti sceglie il modello Marchionne
come nuo-
va ideologia di riferimento” .Ti sei stupito di : “come Mario
Monti non riesca a vedere il dolore che ha provocato nelle
viscere della società italiana”.
Che “ci azzeccano” queste parole
con quello che sta avvenendo qui ad Arese? Quando l’Alfa
Romeo venne chiusa dalla Fiat, 70 operai specializzati che la-
voravano alle catene o ai motori ecologici, sono stati ricol-
locati, con un accordo firmato dalla Regione, in un’azienda di
servizi che lavorava per le ditte che si sono insediate nell’area e
che occupano oltre 1000 lavoratori, in maggioranza precari.
Per 9 anni siamo stati “flessibili” e abbiamo
accettato tutto, dalle pulizie alla manuten-
zione delle strade, ma abbiamo anche denun-
ciato la presenza della ‘ndrangheta quando il
prefetto di Milano diceva che “in Lombardia
la mafia non esiste”. Nel febbraio 2011 la ditta
“Innova Service” ci ha licenziati. Il giudice ci
ha dato ragione ma nel frattempo la proprie-
tà dell’area (ABP) ha affidato il nostro lavoro
a cooperative di lavoratori sottopagati.
CARO NICHI,
sai chi è che difende ABP? Il senatore Pietro Ichino, fino a settimana scor-
sa uomo del Pd, ora passato con Monti.
Da due anni siamo sulla strada. Da un anno non riceviamo più
neppure l’assegno di disoccupazione. Molti campano con l’
aiuto dei genitori in pensione. Altri stanno per perdere la casa.
Pochi giorni fa la Regione Lombardia, ha dato il via libera al
piano di rilancio dell’area ex Alfa Romeo (2 milioni e mezzo di
metri quadri); due società, IPER ed Euromilano (Unipol, Le-
gacoop, Acli-Cisl, Compagnia delle Opere e Intesa Sanpaolo)
investiranno 800 milioni per costruire il supermercato più
grande d’Europa e un centro residenziale offrendo lavoro a
3000 persone. A tutti tranne che a noi. A noi vengono offerti
15.000 euro e un “aiuto” a cercarci un lavoro solo se rinun-
ceremo a ogni pretesa di trovarlo nell’area ex Alfa Romeo e con
le ditte che vi lavorano e che vi lavoreranno. Una buonuscita
che assomiglia molto a uno sfratto. A quella “pulizia etnica” che
Marchionne ha attuato con gli operai della Fiom e anche dello
Slai Cobas, anche se nessuno ne parla.
Bene, caro Nichi,
sai chi gestisce questa “soluzione”? Due uomini di “sinistra” : Ales-
sandro Pasquarelli, della direzione di Legacoop Lombardia e
amministratore delegato di Euromilano e il suo proconsole Ro-
berto Imberti, che fa anche parte della segreteria provinciale di
SEL a Milano ed è nella testa di lista di Sel in Lombardia alle
elezioni politiche per il Senato.
Vendola, puoi chiedere a Imberti e Pasquarelli come “riescano a non vedere il
dolore che sta
provocando nelle viscere“ degli ex-operai Alfa Romeo? Sarebbe
questa l’“offerta alternativa” al duo Monti-Marchionne?
Aspettiamo una tua risposta.
Ci trovi presso la portineria Sud Ovest dell’Alfa Romeo di Arese
dove siamo in presidio dall’11 febbraio 2011. 23 mesi fa. O in
Cdf Alfa Romeo, dove siamo al freddo e al buio perché i “pa-
droni” (compresi prossimi senatori di Sel) per scoraggiarci non
ci attaccano luce e riscaldamento. Telefax 0244428529 (fun-
ziona solo quando attacchiamo il generatore di fortuna).
http://www.slaicobas.it/
http://www.youtube.com/slaicobas
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venerdì 11 gennaio 2013
Freedom Not Fear 9/2/2013 Ca'Tron Venezia
Freedom Not Fear 9/2/2013 Ca'Tron Venezia
Tuttinpiedi mestre
Per maggiori info
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martedì 8 gennaio 2013
Una vita straordinaria ! - conferenza su Malatesta a Pordenone 12/01/13
Sabato 12 gennaio 2013 - ore 17:30
presso prefabbrikato, via Pirandello 22 (quariere Villanova), Pordenone
ERRICO MALATESTA: UNA VITA STRAORDINARIA
"il rivoluzionario italiano più temuto da tutti i governi e le questure del regno"
Presentazione dei primi 2 volumi delle opere complete di Errico Malatesta [ed. Zero in condotta e La Fiaccola]
"Un lavoro lungo e paziente… Il socialismo anarchico dell'Agitazione, 1897–1898"
“Verso l’anarchia. Malatesta in America (1899-1900)"
interverrà l’autore
DAVIDE TURCATO
studioso del pensiero di Malatesta
Malatesta è stato, senza dubbio, l'esponente più importante del movimento anarchico di lingua italiana.
Protagonista della storia del movimento dal periodo dell'Internazionale fino al fascismo, con il suo contributo al dibattito teorico e politico e di organizzatore e agitatore, ha rappresentato un punto di riferimento ineludibile per più generazioni di militanti e per le diverse correnti dell'anarchismo.
Persona di riconosciuta umanità, modestia e coerenza personale, la sua lunga esperienza di esiliato ha contribuito inoltre, nei numerosi paesi in cui si è trovato a vivere, lavorare e svolgere attività politica e sindacale, a fare di lui lo snodo di una ricca rete di relazioni di carattere internazionale.
Malatesta non ha lasciato sistemazioni teoriche della sua visione dell'anarchismo, così come non ha voluto scrivere le sue memorie. L'evoluzione del suo pensiero e il senso del suo percorso biografico vanno dunque ricostruiti, in primo luogo, attraverso la grande mole dei suoi scritti destinati ai giornali e agli opuscoli di propaganda, gli interventi in conferenze e comizi, la fitta corrispondenza.
SEGUIRA' CENA SOCIALE
Organizza: Circolo Libertario Emiliano Zapata
Link esterno: http://www.zapatapn.org
Comunicato di solidarietà alla Baracca occupata di padova
http://baraccaoccupata.noblogs.org/?p=496
"Apprendiamo che stamattina all’alba si è proceduto allo sgombero della sede del collettivo Baracca Occupata Autogestita in via Marzolo a Padova.
Nei confronti di chi ricerca spazi di libertà e autogestione la risposta dell’amministrazione cittadina, del rettorato, della questura, della disinformazione, e di tutte le altre necrosi della società è sempre la repressione vestita in antisommossa.
Le idee non si sgomberano.
Solidarietà ai/lle compagn* della Baracca.
“Le libertà non vengono date. Si prendono”
P. Kropotkin
Gruppo Libertario La Formica"
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Radioazione al Tuttinpiedi di Mestre
Sabato 12 gennaio 2013 h. 17 al circolo Tuttinpiedi di Mestre
Presentazione della radio che fa controinformazione e che sostiene le lotte!
www.radiazione.info
A seguire buffett... 5 euri
Ciao
mercoledì 2 gennaio 2013
Udine Pignarul libertario
Udine 6 gennaio 2013 Pignarul libertario presso l'ex caserma osoppo
--> Per l'Autogestione <-----
La crisi del capitalismo è irreversibile e si manifesta a tutti i livelli amplificando quelli che sono i guasti di una società basata da secoli sullo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sulla donna e sulla natura.
Stiamo ritornando indietro su tutto: dal diritto al lavoro al diritto allo studio, dalle pensioni ai servizi, dalla sanità ai trasporti; in ogni aspetto dell’organizzazione sociale le cose stanno peggiorando.
Dobbiamo aggiungere che la crisi dell’economia della crescita infinita è accompagnata inevitabilmente da una crisi delle risorse naturali e dai mutamenti climatici di derivazione antropogenica.
Assistiamo infine all’aggravarsi
chiaramente nel mondo politico, economico, finanziario ed istituzionale
accaparrarsi gli ultimi soldi, comunque rapinati a chi lavora.
Le “Grandi Opere”, la TAV, il rigassificatore, l’elettrodotto, le autostrade, le mega centrali, servono solo a foraggiare le lobby affaristiche e a devastare l’ambiente. Le lotte
importantissime e vanno sostenute e coordinate in tutta le Regione.
L’autogestione sul territorio, nella scuola, nell’informazione, e soprattutto nella cultura, per elaborare il progetto di una nuova società sostenibile, richiede di sottrarsi dai meccanismi della società gerarchica e di sperimentare una nuova etica solidarista fuori e contro la mentalità competitiva ed una nuova politica fuori e contro i Partiti.
Infine, l’autogestione diventerà un’esigenza pratica e reale anche per far fronte ai problemi di una crisi che non farà che aggravarsi, nell’illusione della ripresa e con oltre 2 mila miliardi di debito pubblico che le bande affaristiche hanno provocato e continuano ad incrementare, ipotecando il futuro delle giovani generazioni.
Pignarul libertario a Udine nel'ex caserma
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