di Segio Bellavita portavoce Rete 28Aprile Fiom
Non sappiamo come si concluderà la cosiddetta trattativa su rappresentanza e democrazia avviata semiclandestinamente tra i vertici di Cgil Cisl Uil e Confindustria. Trattativa che pareva fino a pochi giorni fa in dirittura d'arrivo ed oggi e' nuovamente scomparsa nel mellifluo pantano della difficile composizione dei diversi e sostanziosi interessi padronali,politici e sindacali in gioco. Non conosciamo ovviamente i dettagli dell'accordo che verrà, ne' il livello di asprezza del sistema sanzionatorio che accompagnerà il nuovo modello di relazioni. Cosi come non sappiamo quale giudizio particolareggiato esprimerà il comitato centrale della fiom sull'accordo stesso. Quello che sappiamo con certezza è che si prefigura un sistema corporativo, liberticida e autoritario in cui il voto dei lavoratori diventa, non già la conquista del diritto democratico a decidere sui contratti che li riguardano, ma esattamente lo strumento per accompagnare la contrattazione di ricatto, di restituzione e per impedire infine l'esercizio dell'opposizione sindacale. Così come sappiamo purtroppo, che la maggioranza del gruppo dirigente Fiom ha dato via libera proprio a quel patto sociale. Lo ha fatto in maniera esplicita, senza tentennamenti ne' infingimenti. ll massimo organismo Fiom riunito giovedì 23 maggio era infatti chiamato a esprimere un giudizio compiuto sui contenuti della trattativa a livello confederale. La seduta cadeva dopo gli esecutivi unitari del 30 aprile scorso che hanno licenziato l'intesa Cgil Cisl Uil su rappresentanza e democrazia che è oggi oggetto della trattativa con Confindustria. In relazione Landini ha presentato l'accordo interno a Cgil Cisl Uil come una sostanziale affermazione delle battaglie della Fiom per il diritto democratico dei lavoratori di decidere sui contratti che li riguardano. Un giudizio che non condividiamo ed anzi riteniamo reticente rispetto alla vera natura del patto che si profila. Per questa ragione abbiamo provato a ragionare su un solo punto, il tema dell'esigibilità degli accordi. Proponendo di riconfermare quella che pareva un'ovvietà: la contrarietà Fiom al modello Marchionne che esclude i sindacati non firmatari cancellandone la rappresentanza interna e che per questa ragione impedisce il diritto dei lavoratori ad opporsi ad accordi capestro. Il modello, per capirci, che ancora oggi tiene la Fiom e i suoi delegati fuori dai cancelli e senza agibilità. Eppure quella che doveva essere un'ovvietà, è stata considerata addirittura alternativa al giudizio positivo sull'intesa Cgil Cisl Uil espresso nell'ordine del giorno finale della segreteria nazionale e posta in votazione contrapposta. L'ennesimo voto di fiducia al segretario che impedisce, ormai da anni, la libera discussione del Comitato Centrale. Una scelta grave che conferma la linea del progressivo rientro, dopo aver abbandonato ogni volontà conflittuale, negli angusti spazi del sindacalismo complice, ne più ne meno di quello che da tempo fanno le altre categorie della Cgil, della Cisl e della Uil. Con la sostanziale differenza che chi pagherà il prezzo più alto per questo rientro sono esattamente i delegati e le delegate Fiom che in questi anni hanno lottato, resistito e creduto nel loro sindacato. Non abbiamo detto no a Marchionne perché mancava un posto a tavola, ma esattamente perché volevamo rovesciare quel tavolo imbandito a spese dei lavoratori. La nostra battaglia riparte da qui.
--
Newsletter di del sito Rete28aprile.it
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
lunedì 27 maggio 2013
venerdì 17 maggio 2013
Repressione via facebook in spagna !
La mattina del 15 maggio, l'Ateneu llibertarii di Sabadell
(Barcellona) è stato perquisito.
Cinque anarchici sono stati arrestatio in
quello che sembra far parte di un nuovo piano governativo per
reprimere i movimenti libertari in Spagna. Sembra che i cinque siano
stati presi di mira da parte della polizia perché sono stati
considerati responsabili del contenuto di una
pagina Facebook che al governo, ovviamente, non piaceva. Essi saranno
portati in tribunale venerdì (oggi, ndr).
Lo spazio libertario Ateneu Llibertarii è di proprietà del
CNT-AIT, e il sindacato Sabadell ha la sua sede lì. È anche un
luogo di incontro per gli altri anarchici e anche per le assemblee del 15M. Il
raid è stato ordinato dal Tribunale Nazionale ed è stato eseguito senza
mandato. Le cinque persone arrestate erano presumibilmente del
gruppo Bandera Negra, anche se alcuni attivisti del territorio e la
Madrid Gruppo di Bandera Negra dicono che la situazione non è chiara. bandera
Negra non ha potuto confermare questa informazione e la cosiddetta "Bandera
Negra collettiva "può essere un gruppo virtuale su Facebook, non legata alla
Bandera Negra di Madrid. Gli arrestati sono stati accusati di
" apologia di terrorismo".
La polizia sostiene che stavano complottando attività terroristiche. Queste
accuse sono inserite nel contesto di un recente allarme anarchico sui
media, in cui ci sono state segnalazioni di "anarchici pericolosi in visita"
secondo inverosimili teorie del complotto, che i media ovviamente
utilizzano per dare supporto all'operato della polizia.
Oltre a Sabadell, in Catalogna la polizia regionale sta lanciando
raid su richiesta della Audiencia Nacional in altre città
e ci sono voci che un 'azione nazionale contro
anarchici si allargherà a tutta la Spagna.
E 'chiaro che si tratta di nuovi tentativi da parte delle autorità di
criminalizzare i movimenti sociali, specialmente alla luce del malessere sociale
e della corruzione e degli scandali del governo.
Gli anarchici in tutta la Spagna stanno rispondendo alla repressione.
aggiornamenti possono essere trovati qui:
https://www.facebook.com/ateneu.ateneullibertarisabadell
(Barcellona) è stato perquisito.
Cinque anarchici sono stati arrestatio in
quello che sembra far parte di un nuovo piano governativo per
reprimere i movimenti libertari in Spagna. Sembra che i cinque siano
stati presi di mira da parte della polizia perché sono stati
considerati responsabili del contenuto di una
pagina Facebook che al governo, ovviamente, non piaceva. Essi saranno
portati in tribunale venerdì (oggi, ndr).
Lo spazio libertario Ateneu Llibertarii è di proprietà del
CNT-AIT, e il sindacato Sabadell ha la sua sede lì. È anche un
luogo di incontro per gli altri anarchici e anche per le assemblee del 15M. Il
raid è stato ordinato dal Tribunale Nazionale ed è stato eseguito senza
mandato. Le cinque persone arrestate erano presumibilmente del
gruppo Bandera Negra, anche se alcuni attivisti del territorio e la
Madrid Gruppo di Bandera Negra dicono che la situazione non è chiara. bandera
Negra non ha potuto confermare questa informazione e la cosiddetta "Bandera
Negra collettiva "può essere un gruppo virtuale su Facebook, non legata alla
Bandera Negra di Madrid. Gli arrestati sono stati accusati di
" apologia di terrorismo".
La polizia sostiene che stavano complottando attività terroristiche. Queste
accuse sono inserite nel contesto di un recente allarme anarchico sui
media, in cui ci sono state segnalazioni di "anarchici pericolosi in visita"
secondo inverosimili teorie del complotto, che i media ovviamente
utilizzano per dare supporto all'operato della polizia.
Oltre a Sabadell, in Catalogna la polizia regionale sta lanciando
raid su richiesta della Audiencia Nacional in altre città
e ci sono voci che un 'azione nazionale contro
anarchici si allargherà a tutta la Spagna.
E 'chiaro che si tratta di nuovi tentativi da parte delle autorità di
criminalizzare i movimenti sociali, specialmente alla luce del malessere sociale
e della corruzione e degli scandali del governo.
Gli anarchici in tutta la Spagna stanno rispondendo alla repressione.
aggiornamenti possono essere trovati qui:
https://www.facebook.com/ateneu.ateneullibertarisabadell
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Zitto il nemico ti ascolta! di Giorgio Cremaschi - rete 28 aprile
Giovedì 16 Maggio 2013 15:31
Giorgio Cremaschi - gcremaschi.r28@gmail.com
Se Silvio Berlusconi esprime sfacciatamente il peggio del passato e del presente del nostro paese, il Presidente Giorgio Napolitano rappresenta con il massimo della onestà e del rigore una Italia senza futuro. Apprendiamo da Il Messaggero che il Presidente chiama tutti alla calma e ai toni bassi, il leader della destra così come quegli splendidi bresciani che in massa l'hanno contestato. E questa politica a bassa voce viene invocata anche per gli impegni assunti da governi e Parlamento con l'Unione Europea. State zitti, l'Europa ci ascolta. (...)
Non ci sono illusioni da coltivare, secondo Giorgio Napolitano, sul fatto che si possa in breve abbandonare la politica di austerità e rigore. I patti europei, il fiscal compact, la Troika non lo permettono. Quindi non ci saranno risorse per la mitica ripresa, per i disoccupati, i precari e i cassaintegrati, i pensionati. Non ci saranno risorse se non per qualche aggiustamento e qualche dilazione di catastrofi sociali. I conti non lo permettono.
Da questo punto di vista meglio la brutalità del Presidente, che il ridicolo balletto di chiacchiere dei partiti di governo. Che promettono sapendo di non poter mantenere e che ogni tanto parlano di rinegoziare in Europa, sapendo che questo non è assolutamente alla loro portata.
Quindi l'austerità ed il massacro sociale continueranno, perché essi vengono considerati il mezzo per far ripartire l'economia. Non c'è più la politica dei due tempi, prima il rigore e i sacrifici poi la crescita, con cui ci imbrogliavano una volta. Ora ci chiariscono che è dalla purificazione, dalla igiene sociale del rigore che nasce la nuova economia competitiva.
È il messaggio che viene dalla Grecia. Qui per la prima volta dalla crisi una agenzia di rating ha emesso un verdetto positivo. In Grecia si può investire perché con il 70 % di giovani disoccupati, con i salari dei pochi occupati ridotti del 30%, con tutto quel che ancora vale messo all'asta, si può comprare a prezzi stracciati.
Il disastro sociale e civile della Grecia sta diventando una opportunità economica per la finanza internazionale, come la ricostruzione di un paese distrutto dalla guerra. Questa è la ripresa. Quindi se vogliamo accelerarla da noi dobbiamo smetterla di frenare il rigore. Prima ci autodistruggiamo, prima arriva il momento di ripartire.
Peccato però che le previsioni più ottimistiche ci informino che il prodotto lordo del paese tornerà ai livelli pre crisi nel 2020, mentre la disoccupazione di massa neppure allora sarà riassorbita. Il presente attuale è solo l'avvio di un futuro eguale o peggiore.
Giorgio Napolitano rappresenta con il massimo dell'onestà e del rigore una sinistra che ha rinunciato ad essere se stessa. Che ha accettato i dogmi della economia liberale e che ora condivide le follie dei trattati e delle istituzioni europee che impongono l'austerità. Una sinistra che in tutto il continente contribuisce alla distruzione dello stato sociale e dei diritti del lavoro. E che soprattutto si è assunta il compito di spiegare che a tutto questo non c è alternativa.
Che questa sinistra sia in crisi in tutto il continente è solo un atto di giustizia.
Il futuro si costruisce abbandonandola e mettendo in discussione subito la politica di austerità con tutti i suoi vincoli e trattati europei. Urliamolo se necessario, così finalmente i popoli europei udiranno da noi cose giuste e utili anche per loro.
Ps. Ho visto che Maurizio Landini sostiene che la manifestazione del 18 maggio non è contro il governo. E contro chi è allora?
Ma dai Maurizio, le cose sulla occupazione che giustamente chiede la FIOM questo governo non vuole e non può farle e non le farà. Sarà il primo avversario di esse.
Semmai si può dire che solo contro il governo non basta, che bisogna chiamare in causa Giorgio Napolitano e i vincoli europei che ci massacrano. Io nel mio piccolo il 18 scendo in piazza contro tutto questo.
www.rete28aprile.it
Giorgio Cremaschi - gcremaschi.r28@gmail.com
Se Silvio Berlusconi esprime sfacciatamente il peggio del passato e del presente del nostro paese, il Presidente Giorgio Napolitano rappresenta con il massimo della onestà e del rigore una Italia senza futuro. Apprendiamo da Il Messaggero che il Presidente chiama tutti alla calma e ai toni bassi, il leader della destra così come quegli splendidi bresciani che in massa l'hanno contestato. E questa politica a bassa voce viene invocata anche per gli impegni assunti da governi e Parlamento con l'Unione Europea. State zitti, l'Europa ci ascolta. (...)
Non ci sono illusioni da coltivare, secondo Giorgio Napolitano, sul fatto che si possa in breve abbandonare la politica di austerità e rigore. I patti europei, il fiscal compact, la Troika non lo permettono. Quindi non ci saranno risorse per la mitica ripresa, per i disoccupati, i precari e i cassaintegrati, i pensionati. Non ci saranno risorse se non per qualche aggiustamento e qualche dilazione di catastrofi sociali. I conti non lo permettono.
Da questo punto di vista meglio la brutalità del Presidente, che il ridicolo balletto di chiacchiere dei partiti di governo. Che promettono sapendo di non poter mantenere e che ogni tanto parlano di rinegoziare in Europa, sapendo che questo non è assolutamente alla loro portata.
Quindi l'austerità ed il massacro sociale continueranno, perché essi vengono considerati il mezzo per far ripartire l'economia. Non c'è più la politica dei due tempi, prima il rigore e i sacrifici poi la crescita, con cui ci imbrogliavano una volta. Ora ci chiariscono che è dalla purificazione, dalla igiene sociale del rigore che nasce la nuova economia competitiva.
È il messaggio che viene dalla Grecia. Qui per la prima volta dalla crisi una agenzia di rating ha emesso un verdetto positivo. In Grecia si può investire perché con il 70 % di giovani disoccupati, con i salari dei pochi occupati ridotti del 30%, con tutto quel che ancora vale messo all'asta, si può comprare a prezzi stracciati.
Il disastro sociale e civile della Grecia sta diventando una opportunità economica per la finanza internazionale, come la ricostruzione di un paese distrutto dalla guerra. Questa è la ripresa. Quindi se vogliamo accelerarla da noi dobbiamo smetterla di frenare il rigore. Prima ci autodistruggiamo, prima arriva il momento di ripartire.
Peccato però che le previsioni più ottimistiche ci informino che il prodotto lordo del paese tornerà ai livelli pre crisi nel 2020, mentre la disoccupazione di massa neppure allora sarà riassorbita. Il presente attuale è solo l'avvio di un futuro eguale o peggiore.
Giorgio Napolitano rappresenta con il massimo dell'onestà e del rigore una sinistra che ha rinunciato ad essere se stessa. Che ha accettato i dogmi della economia liberale e che ora condivide le follie dei trattati e delle istituzioni europee che impongono l'austerità. Una sinistra che in tutto il continente contribuisce alla distruzione dello stato sociale e dei diritti del lavoro. E che soprattutto si è assunta il compito di spiegare che a tutto questo non c è alternativa.
Che questa sinistra sia in crisi in tutto il continente è solo un atto di giustizia.
Il futuro si costruisce abbandonandola e mettendo in discussione subito la politica di austerità con tutti i suoi vincoli e trattati europei. Urliamolo se necessario, così finalmente i popoli europei udiranno da noi cose giuste e utili anche per loro.
Ps. Ho visto che Maurizio Landini sostiene che la manifestazione del 18 maggio non è contro il governo. E contro chi è allora?
Ma dai Maurizio, le cose sulla occupazione che giustamente chiede la FIOM questo governo non vuole e non può farle e non le farà. Sarà il primo avversario di esse.
Semmai si può dire che solo contro il governo non basta, che bisogna chiamare in causa Giorgio Napolitano e i vincoli europei che ci massacrano. Io nel mio piccolo il 18 scendo in piazza contro tutto questo.
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lunedì 13 maggio 2013
5X1000 ad alternativa libertaria !
Perché non destinare il tuo 5x1000 ad
Per farlo, basta indicare nell'apposita riga del 730 o del modello UNICO il codice fiscale dell'associazione:
90015930416
Il ricavato sarà usato per sostenere progetti di editoria e
solidarietà libertaria, anche internazionali.
CORDENONS INQUINAMENTO DA METALLI PESANTI : QUALE TUTELA PER AMBIENTE E ABITANTI? giovedi 16 maggio 2013
Giovedì 16 maggio, ore 21.00
sala R. Appi - Centro Culturale ALDO MORO
CORDENONS
INQUINAMENTO DA METALLI PESANTI:
QUALE TUTELA PER AMBIENTE E ABITANTI?
ne discutiamo con
Giuseppe Rizzardo
Ass.ne L'Ambiente è Vita
Stefano Del Cont Bernard
Autore di uno studio sull’inquinamento da piombo nei poligoni militari
(”Dal militare al civile”, 2006 ed. Kappa Vu)
Il poligono militare dei magredi, che si estende su una vasta area nel comune di Cordenons, subisce un inquinamento massiccio in quanto storicamente adibito alle esercitazioni militari.
Recentemente è risultato sforare in più punti le soglie consentite con forti presenze di metalli pesanti di varia natura e tossicità. A che punto è l’iter di verifica e bonifica? E soprattutto quanto ne sappiamo noi cittadini delle conseguenze di questo inquinamento? E ancora, quali sono gli strumenti che possiamo adottare per salvaguardare i nostri territori e la nostra salute?
A queste ed altre domande cerchermo di dare una risposta con i relatori ospiti e quanti da anni sono attivi nelle lotte ecologiste.
Organizza
GRUPPO DI MUTUO SOCCORSO - CORDENONS
info@difesambientale.org
www.difesambientale.org
sala R. Appi - Centro Culturale ALDO MORO
CORDENONS
INQUINAMENTO DA METALLI PESANTI:
QUALE TUTELA PER AMBIENTE E ABITANTI?
ne discutiamo con
Giuseppe Rizzardo
Ass.ne L'Ambiente è Vita
Stefano Del Cont Bernard
Autore di uno studio sull’inquinamento da piombo nei poligoni militari
(”Dal militare al civile”, 2006 ed. Kappa Vu)
Il poligono militare dei magredi, che si estende su una vasta area nel comune di Cordenons, subisce un inquinamento massiccio in quanto storicamente adibito alle esercitazioni militari.
Recentemente è risultato sforare in più punti le soglie consentite con forti presenze di metalli pesanti di varia natura e tossicità. A che punto è l’iter di verifica e bonifica? E soprattutto quanto ne sappiamo noi cittadini delle conseguenze di questo inquinamento? E ancora, quali sono gli strumenti che possiamo adottare per salvaguardare i nostri territori e la nostra salute?
A queste ed altre domande cerchermo di dare una risposta con i relatori ospiti e quanti da anni sono attivi nelle lotte ecologiste.
Organizza
GRUPPO DI MUTUO SOCCORSO - CORDENONS
info@difesambientale.org
www.difesambientale.org
Vertenza del San Raffaele di Milano , la lotta paga !
ascolta la trasmissione di radio onda d'urto sulla vertenza del san raffaele condotta dai compagni dell'Usi-ait e USB
http://www.radiondadurto.org/2013/05/10/la-lotta-paga-accordo-al-san-
http://www.radiondadurto.org/2013/05/10/la-lotta-paga-accordo-al-san-
storiAmestre compie 25 anni
Per celebrare i primi 25 anni di vita dell’associazione (la data del primo convegno La città invisibile, organizzato in collaborazione con il Movimento di Cooperazione Educativa, risale al marzo 1988), grande festa di storiAmestre:
sabato 25 maggio 2013, presso il forte Mezzacapo (via Scaramuzza, Zelarino, Venezia)
dalle ore 18, con cena di autofinanziamento
Programma:
ore 18: visita al forte, aperitivo all’aperto, discorsi celebrativi (seri e semiseri), intermezzi musicali
ore 20: cena all’interno del forte
a seguire: musiche rock e blues del gruppo B Movie Band, in collaborazione con l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera
e in più: lotteria con ricchi premi
Il contributo richiesto è di 15 euro a persona (i biglietti della lotteria sono a parte); bambini 10 euro
Sostenete storiAmestre
Le prenotazioni vanno fatte entro lunedì 20 maggio:
per mail: giannarosa.vivian@cheapnet.it
per telefono: 333 8265358 oppure al 335 7673393
Seguiranno ulteriori dettagli...
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)
tel. 327.5341096
sabato 25 maggio 2013, presso il forte Mezzacapo (via Scaramuzza, Zelarino, Venezia)
dalle ore 18, con cena di autofinanziamento
Programma:
ore 18: visita al forte, aperitivo all’aperto, discorsi celebrativi (seri e semiseri), intermezzi musicali
ore 20: cena all’interno del forte
a seguire: musiche rock e blues del gruppo B Movie Band, in collaborazione con l’Ateneo degli Imperfetti di Marghera
e in più: lotteria con ricchi premi
Il contributo richiesto è di 15 euro a persona (i biglietti della lotteria sono a parte); bambini 10 euro
Sostenete storiAmestre
Le prenotazioni vanno fatte entro lunedì 20 maggio:
per mail: giannarosa.vivian@cheapnet.it
per telefono: 333 8265358 oppure al 335 7673393
Seguiranno ulteriori dettagli...
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)
tel. 327.5341096
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09.05.13 - Boicotta Benetton di Giorgio Cremaschi
Lo sappiamo oramai cosa è la globalizzazione per il lavoro. È un sistema di sfruttamento brutale delle persone a cui vengono negati o sottratti diritti sanciti dalle leggi dagli accordi internazionali dai principi della civiltà e della democrazia. Dopo la tratta degli schiavi che finanziò la prima grande rivoluzione industriale della fine del 700, questa globalizzazione è ciò che le somiglia di più. Come allora produce ricchezza anche se la distribuisce in maniera vergognosa. Come allora le briciole di questa accumulazione si distribuiscono a vasto raggio, ne ricevono anche tanti che ricchi non sono, anche coloro che sono vittime di questo moderno schiavismo. (...)
Ma questo non vuol dire che tutti siamo colpevoli allo stesso modo. No, non ci sto. Rifiuto la moderna versione della propaganda degli schiavisti del sud degli Stati Uniti, che nell'800 spiegavano che anche gli operai di New York usavano il cotone fatto dagli schiavi.
Odio gli indifferenti e i complici, ma distinguo. Viviamo tutti nello e dello stesso sistema criminale dalla globalizzazione capitalista, ma tra chi di questo sistema tira i fili delle decisioni e trae i massimi profitti, e chi con tutte le sue contraddizioni cerca di abolirlo c'è una bella differenza.
Perché se c'è il sistema schiavista, ci sono anche i proprietari di schiavi e i caporali che ne eseguono gli ordini.
Io dico che i Benetton sono dei criminali, perché se si appalta il lavoro in Bangladesh a certi prezzi, a certe imprese, a certe autorità, se si pretende un certo guadagno per maglietta, non si può non sapere che la gente muore per farle.
Non sono certo i soli, ma devono pagare, da qualche parte bisogna pur cominciare.
Quindi chiedo che i Benetton siano incriminati dalla magistratura per corresponsabilità nella strage di Dacca.
Credo giusto che si lanci una campagna di boicottaggio di tutti i prodotti Benetton. Domando che il parlamento faccia una inchiesta sulle proprietà di questa famiglia: perché sono concessionari delle autostrade e fanno le magliette in Bangladesh, è compatibile? Per me no.
Insomma basta con questa logica assolutoria , tutti responsabili nessuno responsabile e avanti così... qui il colpevole c è e diamoci da fare.
www.rete28aprile.it
Ma questo non vuol dire che tutti siamo colpevoli allo stesso modo. No, non ci sto. Rifiuto la moderna versione della propaganda degli schiavisti del sud degli Stati Uniti, che nell'800 spiegavano che anche gli operai di New York usavano il cotone fatto dagli schiavi.
Odio gli indifferenti e i complici, ma distinguo. Viviamo tutti nello e dello stesso sistema criminale dalla globalizzazione capitalista, ma tra chi di questo sistema tira i fili delle decisioni e trae i massimi profitti, e chi con tutte le sue contraddizioni cerca di abolirlo c'è una bella differenza.
Perché se c'è il sistema schiavista, ci sono anche i proprietari di schiavi e i caporali che ne eseguono gli ordini.
Io dico che i Benetton sono dei criminali, perché se si appalta il lavoro in Bangladesh a certi prezzi, a certe imprese, a certe autorità, se si pretende un certo guadagno per maglietta, non si può non sapere che la gente muore per farle.
Non sono certo i soli, ma devono pagare, da qualche parte bisogna pur cominciare.
Quindi chiedo che i Benetton siano incriminati dalla magistratura per corresponsabilità nella strage di Dacca.
Credo giusto che si lanci una campagna di boicottaggio di tutti i prodotti Benetton. Domando che il parlamento faccia una inchiesta sulle proprietà di questa famiglia: perché sono concessionari delle autostrade e fanno le magliette in Bangladesh, è compatibile? Per me no.
Insomma basta con questa logica assolutoria , tutti responsabili nessuno responsabile e avanti così... qui il colpevole c è e diamoci da fare.
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#15M: Sciopero unitario della logistica
Il mondo della logistica è ancora scosso dal protagonismo e dalla determinazione dei lavoratori. Dopo il ben riuscito sciopero del 22 Marzo 2013, l’assemblea interregionale dei delegati sindacali del S.I. Cobas e dell’A.D.L. Cobas ha proclamato lo stato di agitazione e un nuovo sciopero unitario di 24 ore indetto per il 15 Maggio a partire dalle ore 6:00.Ancora una volta, sul piatto c’è il rinnovo del CCNL, scaduto il 31 Dicembre scorso, e lo smantellamento definitivo del sistema delle cooperative, che – in un settore di fondamentale importanza come quello della circolazione delle merci – costringe i lavoratori (per la gran parte immigrati) ad accettare condizioni di lavoro quasi schiavistiche, senza vincoli di orario e senza garanzie salariali.
A tutto questo i lavoratori si sono opposti in maniera decisa e autorganizzata, scavalcando divisioni etniche e sindacali, inchiodando CGIL, CISL e UIL alle loro responsabilità e rivendicando diritti e dignità.
Invitiamo tutti a seguire le azioni che saranno messe in campo da qui al 15 Maggio e a sostenere e dare visibilità a una lotta che ha già dimostrato di poter conseguire importanti vittorie.
Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto di S.I. Cobas e A.D.L. Cobas.
Blocchiamo il sistema circolatorio del Capitale!
COMUNICATO SINDACALE
Bologna, 19 aprile 2013
L’assemblea interregionale dei delegati sindacali S.I. Cobas e A.D.L. Cobas riunitisi il 19 aprile a Bologna, in relazione alla vertenza sul rinnovo del CCNL di settore (trasporto merci e logistica) scaduto il 31/12/12 e alle condizioni lavorative effettivamente esistenti nei vari magazzini, rivendicano l’applicazione di medesime condizioni contrattuali indipendentemente dalla committenza di riferimento e dalla cooperativa/società di appartenenza.
La difesa della condizione e del salario degli operai passa attraverso l’unità dei lavoratori e la piattaforma elaborata dalle nostre OO.SS. sintetizza gli obiettivi sindacali di settore.
Al silenzio delle controparti riguardo la nostra piattaforma e le nostre richieste d’incontro, l’assemblea decide formalmente l’immediata apertura dello stato di agitazione in tutti i magazzini con iniziative sindacali senza preavviso nei tempi e nei modi che i lavoratori riterranno più opportune e l’indizione di 24 ore di sciopero unitario da effettuarsi a partire dalle ore 6:00 di mercoledì 15 maggio 2013.
S.I. Cobas / ADL Cobas
A tutto questo i lavoratori si sono opposti in maniera decisa e autorganizzata, scavalcando divisioni etniche e sindacali, inchiodando CGIL, CISL e UIL alle loro responsabilità e rivendicando diritti e dignità.
Invitiamo tutti a seguire le azioni che saranno messe in campo da qui al 15 Maggio e a sostenere e dare visibilità a una lotta che ha già dimostrato di poter conseguire importanti vittorie.
Pubblichiamo di seguito il comunicato congiunto di S.I. Cobas e A.D.L. Cobas.
Blocchiamo il sistema circolatorio del Capitale!
COMUNICATO SINDACALE
Bologna, 19 aprile 2013
L’assemblea interregionale dei delegati sindacali S.I. Cobas e A.D.L. Cobas riunitisi il 19 aprile a Bologna, in relazione alla vertenza sul rinnovo del CCNL di settore (trasporto merci e logistica) scaduto il 31/12/12 e alle condizioni lavorative effettivamente esistenti nei vari magazzini, rivendicano l’applicazione di medesime condizioni contrattuali indipendentemente dalla committenza di riferimento e dalla cooperativa/società di appartenenza.
La difesa della condizione e del salario degli operai passa attraverso l’unità dei lavoratori e la piattaforma elaborata dalle nostre OO.SS. sintetizza gli obiettivi sindacali di settore.
Al silenzio delle controparti riguardo la nostra piattaforma e le nostre richieste d’incontro, l’assemblea decide formalmente l’immediata apertura dello stato di agitazione in tutti i magazzini con iniziative sindacali senza preavviso nei tempi e nei modi che i lavoratori riterranno più opportune e l’indizione di 24 ore di sciopero unitario da effettuarsi a partire dalle ore 6:00 di mercoledì 15 maggio 2013.
S.I. Cobas / ADL Cobas
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solidarietà
venerdì 3 maggio 2013
A fianco del popolo palestinese - iniziativa al Tuttinpiedi di Mestre (VE)
Sabato 4 maggio h.17.30 al Tuttinpiedi incontro con i volontari
che dal 2004 sono presenti nei territori occupati.
Una testimonianza di lotta importante.
TUTTINPIEDI , piazzetta Canova 1, laterale di viale San Marco, Mestre (VE)
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No al porcellum sindacale - di Giorgio Cremaschi . 30.4.2013
Nella mia lunga esperienza sindacale non mi era mai capitato di vivere
in prima persona la scena madre del film 'L'uomo di marmo'.. Ora mi è
successo.
Ero sfuggito alle maglie strette della selezione preventiva di coloro che avevano diritto a partecipare alla riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL. Su circa 150 persone ero la sola in dissenso con la proposta sulla rappresentanza illustrata dalla relazione di Bonanni.
Ho pertanto presentato la mia regolare richiesta di intervento, a cui non ho avuto alcuna risposta da una presidenza che guardava le nuvole. Allora, conclusa la relazione sono intervenuto con una mozione d'ordine, chiedendo di sapere se il dibattito era aperto a tutti i partecipanti che formalmente ne avevano il diritto oppure no.
Angeletti mi ha risposto a nome di tutta la presidenza di no, parlavano solo gli oratori concordati preventivamente dalle segreterie... A questo punto ho detto che fare una riunione sulla democrazia ed escludere preventivamente chi è in dissenso, anche se avrebbe tutti i diritti di intervenire, è una precisa rappresentazione di ciò che si vuole fare.
Ero solo in quella sala a non essere d'accordo, che paura avevano di sentire le mie ragioni per 5 minuti? Ma non volevano proprio sentirle e quando la mia indignazione mi ha spinto a dire alle loro facce ipocritamente sorridenti che si dovevano vergognare e che in fondo la loro intolleranza corrispondeva a quello ha stavano decidendo sulla rappresentanza, cioè la cancellazione del dissenso, sono esplosi.
Ho visto una mano che cercava di staccare la corrente dal microfono, mentre diversi segretari confederali mi si avvicinavano e cominciavano a spingermi giù dal palco, uno di loro mi sussurrava di preoccuparmi per la mia salute. Interveniva il servizio d'ordine che a spintoni mi accompagnava fuori dalla porta della sala. Se non fossimo stati in una riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL si sarebbe detta una scena di violenza.
Ripeto io avevo formale diritto a parlare in quella sala, ma quel diritto non mi è stato negato per caso.
L'accordo sulla rappresentanza che CGIL CISL UIL stanno definendo con la Confindustria è infatti un brutale atto di normalizzazione autoritaria delle relazioni sindacali. Esso stabilisce che il diritto alla rappresentanza ce l'hanno solo coloro che preventivamente accettano quell'accordo. Cioè puoi partecipare alla misurazione della rappresentanza e alle elezioni delle rsu solo se accetti la flessibilità e le deroghe ai contratti e soprattutto se ti impegni a non scioperare se in disaccordo. Esattamente quanto è avvenuto alla Fiat di Marchionne, che ora viene esteso a tutti.
La nuova rappresentanza sindacale seleziona preventivamente chi ha il diritto alla democrazia e chi no. È il tavolo che che decide chi rappresenta i lavoratori e non sono i lavoratori che scelgono chi li rappresenta al tavolo.
È come se la riforma elettorale del governo Letta stabilisse che alle prossime elezioni politiche potranno partecipare solo coloro che votano oggi la fiducia al governo delle larghe intese. Non vorrei che l'accordo sindacale gli suggerisse l'idea.
D'altra parte tutto questo è in perfetta sintonia con l'impianto politico del governo appena varato, in un certo senso ne rappresenta il versante corporativo. CGIL CISL UIL e Confindustria varano oggi il governissimo delle parti sociali. Ma il fatto più grave non è neanche questo. Il fatto più grave è che chi non è d'accordo non ha più né diritto di parola né diritto di rappresentanza.
Questo è il fatto enorme, enorme è la sopraffazione che si sta organizzando e che, come sempre, per riuscire ha bisogno del silenzio. Che viene alimentato dalla solita stampa di governo, che ora esalta la ritrovata unità sindacale. Quando invece quella di oggi è l'esatto opposto della unità sindacale degli anni 60 e 70. Quella apriva la via alle conquiste del lavoro e della democrazia, quella includeva. Questa subisce e accetta le regole imposte dal mercato e dalle imprese, riduce la democrazia, esclude.
Per questo bisogna fare tacere ogni voce di dissenso.
L'accordo sulla rappresentanza è troppo scandaloso perché lo si conosca veramente. Deve passare attraverso la rappresentazione politica mediatica che ne cancella i contenuti reali. Le voci fuori dal coro sono pericolose...qualcuno potrebbe accorgersi che il re è davvero nudo.
Per questo non ci fermeremo e continueremo a spiegare con tutte le forze che abbiamo cosa è davvero il porcellum sindacale e perché bisogna combatterlo.
www.rete28aprile.it
Ero sfuggito alle maglie strette della selezione preventiva di coloro che avevano diritto a partecipare alla riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL. Su circa 150 persone ero la sola in dissenso con la proposta sulla rappresentanza illustrata dalla relazione di Bonanni.
Ho pertanto presentato la mia regolare richiesta di intervento, a cui non ho avuto alcuna risposta da una presidenza che guardava le nuvole. Allora, conclusa la relazione sono intervenuto con una mozione d'ordine, chiedendo di sapere se il dibattito era aperto a tutti i partecipanti che formalmente ne avevano il diritto oppure no.
Angeletti mi ha risposto a nome di tutta la presidenza di no, parlavano solo gli oratori concordati preventivamente dalle segreterie... A questo punto ho detto che fare una riunione sulla democrazia ed escludere preventivamente chi è in dissenso, anche se avrebbe tutti i diritti di intervenire, è una precisa rappresentazione di ciò che si vuole fare.
Ero solo in quella sala a non essere d'accordo, che paura avevano di sentire le mie ragioni per 5 minuti? Ma non volevano proprio sentirle e quando la mia indignazione mi ha spinto a dire alle loro facce ipocritamente sorridenti che si dovevano vergognare e che in fondo la loro intolleranza corrispondeva a quello ha stavano decidendo sulla rappresentanza, cioè la cancellazione del dissenso, sono esplosi.
Ho visto una mano che cercava di staccare la corrente dal microfono, mentre diversi segretari confederali mi si avvicinavano e cominciavano a spingermi giù dal palco, uno di loro mi sussurrava di preoccuparmi per la mia salute. Interveniva il servizio d'ordine che a spintoni mi accompagnava fuori dalla porta della sala. Se non fossimo stati in una riunione degli esecutivi CGIL CISL UIL si sarebbe detta una scena di violenza.
Ripeto io avevo formale diritto a parlare in quella sala, ma quel diritto non mi è stato negato per caso.
L'accordo sulla rappresentanza che CGIL CISL UIL stanno definendo con la Confindustria è infatti un brutale atto di normalizzazione autoritaria delle relazioni sindacali. Esso stabilisce che il diritto alla rappresentanza ce l'hanno solo coloro che preventivamente accettano quell'accordo. Cioè puoi partecipare alla misurazione della rappresentanza e alle elezioni delle rsu solo se accetti la flessibilità e le deroghe ai contratti e soprattutto se ti impegni a non scioperare se in disaccordo. Esattamente quanto è avvenuto alla Fiat di Marchionne, che ora viene esteso a tutti.
La nuova rappresentanza sindacale seleziona preventivamente chi ha il diritto alla democrazia e chi no. È il tavolo che che decide chi rappresenta i lavoratori e non sono i lavoratori che scelgono chi li rappresenta al tavolo.
È come se la riforma elettorale del governo Letta stabilisse che alle prossime elezioni politiche potranno partecipare solo coloro che votano oggi la fiducia al governo delle larghe intese. Non vorrei che l'accordo sindacale gli suggerisse l'idea.
D'altra parte tutto questo è in perfetta sintonia con l'impianto politico del governo appena varato, in un certo senso ne rappresenta il versante corporativo. CGIL CISL UIL e Confindustria varano oggi il governissimo delle parti sociali. Ma il fatto più grave non è neanche questo. Il fatto più grave è che chi non è d'accordo non ha più né diritto di parola né diritto di rappresentanza.
Questo è il fatto enorme, enorme è la sopraffazione che si sta organizzando e che, come sempre, per riuscire ha bisogno del silenzio. Che viene alimentato dalla solita stampa di governo, che ora esalta la ritrovata unità sindacale. Quando invece quella di oggi è l'esatto opposto della unità sindacale degli anni 60 e 70. Quella apriva la via alle conquiste del lavoro e della democrazia, quella includeva. Questa subisce e accetta le regole imposte dal mercato e dalle imprese, riduce la democrazia, esclude.
Per questo bisogna fare tacere ogni voce di dissenso.
L'accordo sulla rappresentanza è troppo scandaloso perché lo si conosca veramente. Deve passare attraverso la rappresentazione politica mediatica che ne cancella i contenuti reali. Le voci fuori dal coro sono pericolose...qualcuno potrebbe accorgersi che il re è davvero nudo.
Per questo non ci fermeremo e continueremo a spiegare con tutte le forze che abbiamo cosa è davvero il porcellum sindacale e perché bisogna combatterlo.
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lunedì 22 aprile 2013
Resistenza oltre il 25 aprile a Mestre , gli Arditi del Popolo
Romeo Semenzato (nato a Chirignago nel 1899) apparteneva alla sezione ardito-popolare di Mestre dove risiedeva e il suo assassinio per mano fascista avvenne il 22 agosto 1921.
Quella domenica, a Dolo era stata convocata una manifestazione di solidarietà antifascista per protestare contro l’arresto di alcuni sovversivi di Mestre “colpevoli” di aver percosso una spia fascista; all’iniziativa presero parte diverse decine di arditi del popolo (una settantina, secondo «La Gazzetta di Venezia»), tra cui il forte gruppo di Dolo, e quelli provenienti da Mestre e da Camponogara (dove era stato bastonato il segretario del fascio).
Alcuni fascisti (tra i quali il diciassettenne Marco Rota, ritenuto il responsabile dell’uccisione) che seguivano il corteo degli arditi del popolo aprirono in fuoco mirando nel mucchio, colpendo Semenzato, ventiduenne, anarchico.
Il 25 agosto del 1946, l'allora sezione locale del PCI di Dolo erige una targa in memoria di Romeo. Questa targa, che doveva resistere ad imperitura memoria, rischia oggi di finire dimenticata nell'incuria, nell'indifferenza e nel vandalismo. Non vogliamo che questo accada.
Per questo il prossimo 25 aprile intendiamo rendere onore alla memoria di Romeo e di quanti come lui hanno lottato contro il fascismo, consci che la resistenza inizia ben prima di quella data e di certo lì non si conclude, bensì continua a tutt'oggi.
Invitiamo tutti coloro che nutrono sinceri sentimenti antifascisti e credono nella reale possibilità di un cambiamento radicale ad unirsi a noi giovedì 25 aprile alle 15.00 nei pressi del molino di Dolo affinché non si perda il filo della memoria.
"Un solco profondo di sangue e di macerie fumanti divide fascisti e arditi"
Argo Secondari - Fondatore degli Arditi del Popolo, Roma 29 giugno 1921
Collettivo Tuttinpiedi Mestre tuttinpiedi@gmail.com
Quella domenica, a Dolo era stata convocata una manifestazione di solidarietà antifascista per protestare contro l’arresto di alcuni sovversivi di Mestre “colpevoli” di aver percosso una spia fascista; all’iniziativa presero parte diverse decine di arditi del popolo (una settantina, secondo «La Gazzetta di Venezia»), tra cui il forte gruppo di Dolo, e quelli provenienti da Mestre e da Camponogara (dove era stato bastonato il segretario del fascio).
Alcuni fascisti (tra i quali il diciassettenne Marco Rota, ritenuto il responsabile dell’uccisione) che seguivano il corteo degli arditi del popolo aprirono in fuoco mirando nel mucchio, colpendo Semenzato, ventiduenne, anarchico.
Il 25 agosto del 1946, l'allora sezione locale del PCI di Dolo erige una targa in memoria di Romeo. Questa targa, che doveva resistere ad imperitura memoria, rischia oggi di finire dimenticata nell'incuria, nell'indifferenza e nel vandalismo. Non vogliamo che questo accada.
Per questo il prossimo 25 aprile intendiamo rendere onore alla memoria di Romeo e di quanti come lui hanno lottato contro il fascismo, consci che la resistenza inizia ben prima di quella data e di certo lì non si conclude, bensì continua a tutt'oggi.
Invitiamo tutti coloro che nutrono sinceri sentimenti antifascisti e credono nella reale possibilità di un cambiamento radicale ad unirsi a noi giovedì 25 aprile alle 15.00 nei pressi del molino di Dolo affinché non si perda il filo della memoria.
"Un solco profondo di sangue e di macerie fumanti divide fascisti e arditi"
Argo Secondari - Fondatore degli Arditi del Popolo, Roma 29 giugno 1921
Collettivo Tuttinpiedi Mestre tuttinpiedi@gmail.com
25 aprile 2013 , pordenone Allerta antifa !
25 aprile Pordenone
ore 9.00 P.le Ellero allerta antifa+bella ciao
ore 10.30 ex caserma Martelli
ricordo partigiani+corone
sound system+interventi+ cibo+musica
Ore 17.00 polisportiva villanova-pordenone
area festa in piassa, Via Pirandello
CONCERTO
*POZDAM - post punk
*Nor-east-rebels - oi! core
*Cape carneval polaroid
* Haters Gonna Hate - punk rock
*Pablo Perissinotto - cantautore
ingresso gratuito
rifornimento cibo+bevande
Coordinamento Antifascista Pordenonese
ore 9.00 P.le Ellero allerta antifa+bella ciao
ore 10.30 ex caserma Martelli
ricordo partigiani+corone
sound system+interventi+ cibo+musica
Ore 17.00 polisportiva villanova-pordenone
area festa in piassa, Via Pirandello
CONCERTO
*POZDAM - post punk
*Nor-east-rebels - oi! core
*Cape carneval polaroid
* Haters Gonna Hate - punk rock
*Pablo Perissinotto - cantautore
ingresso gratuito
rifornimento cibo+bevande
****** ama la musica odia il fascismo ******
Coordinamento Antifascista Pordenonese
Montebelluna (TV) - Giornate Resistenti 2013
Montebelluna (TV) - Giornate Resistenti 2013
Villa Correr Pisani, Biadene di Montebelluna (TV)
11esima edizione di Giornati Resistenti
dal 24 al 28 aprile 2013 a Biadene di Montebelluna presso Villa Correr Pisani Via Aglaia Anassillide 5.
Tutti i giorni bar, pizzeria, ristoro con piatti caldi, frasca dei vini, caffetteria ya basta, libreria, mercatino dell'artigianato e del riuso, installazioni artistiche su tema LGBT (Lesbico, Gay, Bisessuale e Transgender).
-------------------------- ---------
MERCOLEDÌ 24 APRILE
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h 20.30
L'eclisse della democrazia
di e con Vittorio Agnoletto, voce narrante e con Marco Fusi Small Ensemble
A seguire
Concerto di Luca Bassanese
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GIOVEDÌ 25 APRILE
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h 13.00
Pranzo sociale:Costo:
10 euro menù VEGAN proposto dall'associazione "Campagne per gli animali"
15 euro churrasco (aperitivo, piatto di carne con contorno verdura e dolce, vino, acqua e caffè)
Attenzione, il pranzo è su prenotazione, non basta "partecipare" all'evento facebook!
Per prenotare chiamare Erika: 3897955181
Specificare il numero di persone e se vegetariani!
h 15.00
Immaginare la società della decrescita
Presentazione con gli autori del libro: Bruna Bianchi, Paolo Cacciari, Adriano Fragano, Paolo Scroccaro.
Terra Nuova Edizioni
h 16.00 TEATRO BINOTTO
"... 'na guera tuta da rider!"
Monologo teatrale del partigiano Gionni dal fascismo alla Resistenza
autore ed interprete: Simone Menegaldo
Musiche: Emanuele Dall'Acqua
ENTRATA AL TEATRO: OFFERTA LIBERA
h 17.30
Poetry Slam
h 21.00
Concerto Resistente
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VENERDÌ 26 APRILE
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h 21.00 - Live
✩ Davide Vettori ✩
✩ Pink Holy Days ✩
✩ Management del DolorePost-Operatorio ✩
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SABATO 27 APRILE
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h 16.00
RiciclArti
Workshop di riciclo artistico
Bella YO!JAM
(Live/Dj set/Bella YO!Contest)
dalle 17.00 :
✩ Bella YO!CONTEST ✩
Gara di gruppi
A seguire dj set Funky/Hip Hop :
TONO & JAMES CELLA
h 21.00 live :
✩ MACRO BEATS REC. ✩
(Ghemon + Kiave + Mecna + Macro Marco)
Opening :
Bella YO!TEAM
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DOMENICA 28 APRILE
-----------------------------------
dalle h 14:30 fino al calar del sole nel parco della Villa stand per costruzione palline e palloncini, dedicato ai più piccini.
Spazio libero per giocolare!
Portate tutti gli strumenti che avete a casa...e se non li avete, non importa! Al parco della villa ce ne sarà per tutti!
dalle h 15.00 esterno Teatro Binotto
Biblioteca Vivente
Letture e interazioni su tema LGBT
dalle h 16:00, workshop di palline/clavette - flowerstick
- contact - bolas(poi/kiwido) con Fabio - Davide - Beppe - Chiara.
Sia per principianti che per navigati!
h 17:00
SPETTACOLO della COMPAGNIA DUO DI PICCHE!
Uno spettacolo scoppiettante, dove s'intrecciano giocoleria, acrobatica, equilibrismo, musica dal vivo e tanto umorismo. Una compagnia di saltimbanchi e cialatani che non vede l'ora di catapultarti nel loro mondo immaginario!
h 18.00
Spettacolo di danza nel Teatro Binotto
"L'INVISIBILE DELLA PIENEZZA"
KHORAKHANE’DANZA/KALSA COMPAGNIA DANZA
drammaturgia di Giovanni Cilluffo, che cura le coreografie, per la regia di Luciano Firi.
Biglietto entrata al teatro Binotto 5€
h 19.00
Spettacolo teatrale
La Beffa delle Vacche
Atelier Teatrale CarroNavalis
Streghe - inquisitori e caccia alle streghe nell’Europa moderna - incontri all'ateneo degli Imperfetti di Marghera (VE) 27 aprile 2013
SABATO 27 APRILE alle ore 17:30
All’ATENEO DEGLI IMPERFETTI
Streghe
inquisitori e caccia alle streghe nell’Europa moderna
Fra Medioevo ed Età moderna furono diverse centinaia di migliaia le persone, soprattutto donne, processate e spesso mandate a morte con l’accusa di essere streghe
conversazione con:
Federico Barbierato
ricercatore di Storia moderna Università di Verona
Come d’abitudine la convivialità post conferenza si regge sulla condivisione del cibo e del bere: è pertanto auspicabile che tutte le persone contribuiscano a rendere ricca e appetitosa la nostra mensa
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)
tel. 327.5341096
All’ATENEO DEGLI IMPERFETTI
Streghe
inquisitori e caccia alle streghe nell’Europa moderna
Fra Medioevo ed Età moderna furono diverse centinaia di migliaia le persone, soprattutto donne, processate e spesso mandate a morte con l’accusa di essere streghe
conversazione con:
Federico Barbierato
ricercatore di Storia moderna Università di Verona
Come d’abitudine la convivialità post conferenza si regge sulla condivisione del cibo e del bere: è pertanto auspicabile che tutte le persone contribuiscano a rendere ricca e appetitosa la nostra mensa
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo, 209
30175 Marghera (VE)
tel. 327.5341096
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