„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
domenica 22 febbraio 2015
Irlanda: ondata di arresti, lo Stato colpisce il movimento contro la tassa sull'acqua
E' in corso da tempo in Irlanda una rivolta contro l'ennesima tassa da austerity, questa volta è la tassa sull'acqua. Nelle aree residenziali del paese ci sono conflitti che vedono da una parte i residenti e dall'altra la Garda (la polizia di stato, ndt) insieme ai sorveglianti privati che devono installare i contatori dell'acqua. Ci sono stati cortei di decine di migliaia di persone. Questa settimana, prendendo a pretesto un piccolo incidente di 3 mesi fa quando gli attivisti del movimento bloccarono con un sit di 2 ore l'auto del Tanaistes (termine che indica il vice-primo ministro irlandese, ndt), la polizia irlandese ha fatto delle perquisizioni nelle case di 21 attivisti del movimento. Quello che segue è il report sulla retata della scorsa settimana a cura del Workers Solidarity Movement.
Prima giornata: notizia shock stamattina nel sentire che la polizia aveva arrestato 4 attivisti del movimento contro la tassa sull'acqua perchè implicati nel sit-in di 3 mesi prima che aveva costretto la vice-primo ministro Joan Burton a restare bloccata nella sua auto per un paio d'ore. I 4 arrestati della frazione di Jobstown sono Paul Murphy, Scott Matherson, Mick Murphy e Kieran Mahon.
Gli arresti erano stati effettuati prima delle 7 del mattino, quando la polizia si è presentata nella case dei 4 attivisti. Eirigi (gruppo repubblicano irlandese, ndt) ha così descritto l'arresto di Scott:
"‘Intorno alle 7 del mattino, una dozzina di poliziotti con 5 auto sono arrivati a casa di Scott Masterson. Scott era l'unico adulto in casa e stava preparando le sue figliolette per andare a scuola. Quando la compagna di Scott è rientrata a casa, di ritorno dal lavoro, ha trovato 8 poliziotti in casa insieme a Scott ed alle due bambine. Scott è stato poi arrestato, ammanettato e tenuto in strada per alcuni minuti prima di essere portato nel commissariato di Tallaght.
Il giornalista amico della polizia, Paul Williams, ha aperto il notiziario del mattino dicendo che questo era il risultato di tre mesi di indagini.
Le ingenti risorse spese per 3 mesi di indagini e l'ampio uso di forze di polizia per presentarsi all'alba davanti alle case delle persone rivelano la natura eminentemente politica di questi arresti. E tutto questo per ritorsione contro una piccola protesta che aveva bloccato un'esponente politico del Partito Laburista che non gode di grande popolarità.
Credono, con questa repressione, di intimidire il movimento di massa contro la tassa sull'acqua?
E' stata subito indetta una manifestazione di protesta davanti alla sede della polizia di Tallaght, dove erano stati portati alcuni degli arrestati, dato che Paul Murphy era stato condotto a Terenure e Mick Murphy al commissariato di Rathfarnham, dove è in corso una manifestazione di protesta. Una manifestazione di solidarietà con la protesta è stata indetta anche davanti al commissariato di Coolock.
Pomeriggio della prima giornata: alla fine del pomeriggio due dei 4 arrestati di Jobstown sono stati rilasciati. Dopo essere stati prelevati in casa loro all'alba, persino davanti ai loro figli e tenuti in stato di fermo per 6 ore, sono stati rilasciati senza nessuna accusa. Gli altri 2 non sono stati ancora rilasciati. Paul Murphy alle 19.00 era ancora dentro.
Si tratta di una bieca operazione da polizia politica, messa in moto per i titoli dei giornali di Denis O'Brien (miliardario dei mezzi di comunicazione, ndt). Speriamo sia l'ultimo morso di questo rabbioso Partito Laburista prima di finire nella pattumiera della storia insieme al Green Party (nelle elezioni del 2011 ha perso tutti i seggi nel parlamento irlandese, ndt) ed al PD (Progressive Democrats, partito liberal-conservatore scioltosi nel 2009, ndt)
Ancora proteste davanti a molte sedi della polizia in serata, sia quelle direttamente coinvolte in questa azione repressiva sia in altre località. Per mesi la polizia ha eseguito gli ordini di minacciare ed intimidire le comunità locali. La pantomima di questa mattina non è che l'ultimo stadio.
Sappiamo già delle proteste a Rathfarnam, a Coolock (alle 19) davanti alle sedi della polizia, come pure a Bridewell alle 18. Fate sapere di altre proteste in corso e nel caso organizzatele dove non ce ne sono e fatelo sapere.
Questo comunicato del comitato di Stoneybatter (quartiere di Dublino, ndt) Contro la Tassa sull'Acqua spiega perchè hanno indetto una manifestazione:
"Questa mattina alle 7.00, 4 attivisti del movimento sono stati arrestati nelle loro case con modalità stravaganti e sensazionali.
In periodi di austerity e di tagli, pensare che la polizia abbia speso così tante risorse in 3 mesi di "indagini" a carico di questi attivisti è a dir poco vergognoso.
I fatti di questa mattina puzzano di polizia politica. Invece di "difendere la pace", la polizia ha dimostrato di essere diventata nient'altro che una pedina nel gioco che stringe la politica neoliberista del FMI attorno alle nostre gole.
Noi non ci stiamo! Venite stasera alle 18.00 davanti alla sede della polizia di Bridewell per chiedere di mettere fine alla repressione.
Chi viene arrestato?
Oggi sembra la giornata giusta per chiedersi cos'è peggio: passare un paio d'ore in un'auto di lusso oppure passare una vita intera intrappolati nella povertà del sistema del Direct Provision (il sistema dei campi profughi e dei richiedenti asilo, ndt). Una povertà di cui la vice-primo ministro porta la diretta responsabilità. Non solo ella fa parte del governo che tiene migliaia di persone in condizioni di miseria ma lei è anche responsabile per la miserabile rata di mantenimento di 19,10 euro alla settimana che è sempre la stessa da 10 anni. Persino il precedente ministro della giustizia aveva paragonato questo sistema a quello del campi di prigionia - poco prima che venisse realizzato.
Forse domani la polizia farà un raid nella lussuosa dimora della vice-primo ministro a Cabra e la porterà in commissariato per interrogarla sulle migliaia di profughi che lei mantiene in stato detentivo non per un'ora o due ma per anni ed anni.
Seconda giornata: si parla di almeno 2 e forse altri 4 arresti nella mattinata in connessione con la protesta avvenuta a Jobstown tre mesi prima. Non se ne sa ancora nulla in dettaglio ma il comitato "Tallaght dice NO" fa sapere che:
"confermato che un ragazzo appena 16enne si è visto 10 poliziotti arrivare a casa sua con 3 auto, picchiare forte alla porta, fare i gradassi in casa e seguirlo al piano di sopra mentre il ragazzo si vestiva per poi portarlo via...
Questo è del tutto scandaloso. Questo ragazzo non ha fatto nulla per meritarsi questo trattamento, è un ragazzo stimato da molte persone, un ragazzo fantastico che si batte per il suo futuro e per quello della sua gente oggi!"
e
"mi dicono ora che mio cognato è stato arrestato con l'accusa di "detenzione illecita" in connessione con il fiasco della Joan Burton a Jobstown. Credo che lo tengano nella sede della polizia di Tallaght. Sarò lì tra poco. Questa stronzata fascista deve emergere per quella che è, una palese tirannia. Chiunque voglia darci una mano, per favore ci raggiunga. Portate le bandiere ed i cartelli."
C'è una protesta in corso davanti alla sede della polizia di Tallaght. Vale la pena rilevare che la notte scorsa i giornalisti addomesticati con la polizia hanno pubblicato su diversi giornali articoli che parlano di un totale di 20-40 arrestati.
Terza giornata: Come un ingranaggio, la repressione di stato contro il movimento anti-tassa sull'acqua continua pure questa mattina con altri arresti a Tallaght. In un caso sono stati impiegati non meno di 8 poliziotti per arrestare all'alba un ragazzo di 14 anni.
Non siamo ancora sicuri del numero (certi 4 arrestati), ma presumibilmente avremo altri 4 arresti a completare il disegno messo in atto nei 2 giorni precedenti. Questa è da un lato la calcolata e deliberata azione di intimidazione e di punizione nei confronti di un'intera comunità per aver costretto una ministra del Partito Laburista a stare per 2 ore in macchina. Dall'altro lato è il progetto di spaventare tutti quelli che nel paese si sono opposti nel silenzio alle politiche del governo.
Chi verrà messo a tacere?
Manifestazione indetta per le 18.30 di giovedì davanti il Dipartimento di Giustizia a Stephen's Green. Facciamo che sia una manifestazione di massa e di quelle arrabbiate che dice allo Stato ora basta!
Quarta giornata: quarto giorno dei raid della polizia in corso contro gli attivisti del movimento anti-tassa sull'acqua. I primi report dicono che altri poliziotti si sono presentati in altre 4 case, due degli arrestati hanno meno di 18 anni, uno ne ha 15. Questo deliberato tentativo di terrorizzare una comunità fa sì che sia ancora più importate andare davanti al Dipartimento di Gustizia a manifestare con forza - ci sono stati 5 arresti questa mattina, che portano il totale a 17, nessuno degli arrestati nei giorni precedenti è stato accusato di qualcosa fino ad oggi. Tutti i 5 sono stati rilasciati senza accuse, come ci si aspettava, con un fascicolo inviato al DPP ( Director of Public Prosecutions, il procuratore generale, ndt)
17 persone in totale sono state prese dalle loro case all'alba con una calcolata azione di vendetta politica che deve aver avuto come minimo un cenno o un occhiolino da parte del governo. Non è possibile che un poliziotto anziano rischi la sua carriera in un'azione senza precedenti di evidente repressione politica contro una comunità se non fosse certo di fare ciò che si desidera. Ben pochi avevano illusioni nel Partito Laburista prima che andasse al potere, ma coloro che a sinistra ne facevano parte era tollerati come degli ingenui ottimisti. Quei giorni sono finiti, chi è ancora nel partito ha scelto di stare contro la classe lavoratrice.
Il disegno di questi arresti conferma che questa repressione rientra in uno scenario politico di terrore verso le persone per rimetterle in riga. Tutti gli attivisti politici arrestati finora sono stati presi nel primo giorno, una sorta di selezione che dimostra come non si tratta di giustizia o di persone che fanno un sit-in davanti ad un'auto, bensì di un tentativo ben calcolato per dividere un movimento. Lo Stato spera che gli arresti spaventeranno "l'Irlanda moderata" tanto da allontanarla da posizioni radicali, ecco perchè è essenziale che ci si mobiliti per difendere tutti gli arrestati.
Oltre alla manifestazione di stasera, "Tallaght dice No" ha deciso di fare un corteo sabato da An Cosan a Jobstown alle 13.30 per convergere sulla stazione di polizia di Tallaght Garda. L'intenzione è quella di dimostrare la nostra assoluta delusione per la corruzione nel governo e nel sistema politico! E' urgente partecipare ad entrambe le manifestazione, stasera e sabato.
Quinta giornata: purtroppo giungono notizie di ulteriori raid di polizia contro il movimento anti-tassa sull'acqua anche stamattina con tre arresti già accertati, si presume che ce ne saranno altri in breve tempo.
Due degli arrestati sono una coppia, la loro figlia ha detto che li hanno portati alla polizia di Tallaght. Anche un altro 18enne è stato arrestato.
Link esterno: http://www.wsm.ie/water-charge
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/Fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)
mercoledì 18 febbraio 2015
Je suis laique
Associazione Nazionale del Libero Pensiero
“Giordano Bruno”
Fondata nel 1906
www.periodicoliberopensiero.it
Nel ringraziare tutti per la straordinaria partecipazione al nostro convegno del febbraio us.Nel nome di Giordano Bruno, Je suis laique vi segnaliamo il filmato dell'evento : http://www.periodicoliberopensiero.it/images/17-febbraio-2015/17febb2015.html
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domenica 15 febbraio 2015
conferenza stampa del coordinamento biodiversistà del FVG
In questi giorni abbiamo seguito con sofferenza il susseguirsi delle notizie riguardanti la solita questione degli ogm in agricoltura che, nella nostra regione, vergognosamente, si ripresenta puntualmente da più anni.
Vergognosamente perchè crediamo sia giunta l'ora di lasciarcela alle spalle una volta per tutte ed iniziare un percorso serio che restituisca un senso ad un sistema agricolo che ha perso ogni relazione con i valori fondamentali dell'agricoltura, che sono quelli di nutrire in modo sano ed adeguato gli esseri viventi (uomini, animali e piante) in equilibrio con le risorse e le diversità ambientali e a tutela e salvaguardia delle stesse, cominciando dal locale per arrivare al globale.
L'industrializzazione sempre più spinta del settore agricolo, caratterizzato dalle produzioni monocolturali e iniziato con la cosiddetta “rivoluzione verde”, si è dimostrato un fallimento completo sotto tutti gli aspetti: nutrizionale, ambientale , economico e sociale.
Fame (nei paesi poveri) e malnutrizione (nei paesi ricchi), inquinamento delle falde acquifere da pesticidi e nitrati, effetto serra e cambiamenti climatici ( 18% del totale solo da allevamento), depauperamento e desertificazione dei suoli, perdita della biodiversità colturale, culturale e ambientale (deforestazione, riordini fondiari, ecc.), neolatifondismo, abbandono delle campagne, urbanizzazione e cementificazione del territorio, perdita di potere contrattuale degli agricoltori a favore delle speculazioni del mercato finanziario sul cibo, ….e potemmo continuare ancora a lungo nell'elencare le ripercussioni negative dell'attuale modello agroalimentare.
L'abbiamo già ribadito più volte, le coltivazioni transgeniche non sono innovative ma rappresentano l'evoluzione più spinta di un sistema agricolo ed agroalimentare sbagliato e fallito che con gli ogm porta con se il grave rischio di conseguenze irreversibili sull'ambiente, sulla salute, sull'economia e sulla società.
E non facciamoci ingannare dalla falsa propaganda “scientista” dei paladini del transgenico!
Negli Stati Uniti, tra i maggiori produttori di ogm, stanno venendo alla luce innumerevoli problematiche legate a queste coltivazioni:
•I fenomeni di resistenza di infestanti e parassiti ai principi attivi delle piante ogm sono sempre più incontrollabili, al punto che sono stati prodotte e autorizzate nuove varietà transgeniche tolleranti all'uso di più pesticidi, tra i quali il famigerato “agente arancio”usato in Vietnam.
•I fiumi e le falde acquifere sono contaminati dai pesticidi presenti nei residui delle coltivazioni transgeniche, per questo, negli Usa, i valori massimi di contaminanti ammessi nelle acque potabili sono molto più elevati di quelli europei (fino a 7000 volte per alcuni di essi)
•Tracce di pesticidi e diserbanti utilizzati nelle colture transgeniche vengono rilevati nelle urine e nel sangue della popolazione rurale ed urbana.
•In 20 anni il 90% delle farfalle Monarca sono sparite , vittime delle colture industriali ogm e dei loro pesticidi. Per proteggerle è in corso la richiesta di iscrizione di questi insetti alla lista delle specie in via di estinzione.
Infine, per quanto riguarda le recenti novità legislative, crediamo che, pur introducendo la libertà di divieto degli ogm per gli stati membri a livello europeo e dimostrando una certo grado di opposizione all'utilizzo degli stessi in agricoltura con il nuovo decreto nazionale e l'attuale legge regionale, esse presentino comunque delle grosse lacune per cui le multinazionali biotech, direttamente , tramite accordi commerciali internazionali (vedi TTIP) o indirettamente , tramite i loro “sicari” locali, tenteranno sempre di aggirarle per evitare limiti ai loro profitti. Per questo è necessario che le istituzioni rispondano con fermezza!
Prima ancora di essere un garbuglio di leggi, le scelte agricole ed alimentari dei popoli sono un diritto inalienabile che deve svilupparsi in equilibrio con le risorse ambientali e culturali. La terra e il cibo sono dei beni comuni e non della merce!
Quindi va cercata e distrutta ogni coltivazione ogm presente sui nostri territori e le aziende agricole coinvolte devono essere punite e messe sotto sequestro cautelativo.
Noi continueremo a vigilare affinché le norme vigenti, che in Italia e in Friuli vietano le coltivazioni transgeniche, vengano fatte rispettare!
Coordinamento per la tutela della biodiversità FVG
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giovedì 12 febbraio 2015
LE SCHIERE NERE CONTRO IL NAZISMO - presentazione
Pordenone Sabato 14 febbraio ore 18.00
Saletta ex Convento S. Francesco P.le Motta
LE SCHIERE NERE CONTRO IL NAZISMO [La Fiaccola, 2014]
incontro con l’autore David Bernardini
Uniforme nera, cappello da carpentiere, si diffondono in Germania nel corso del 1930, come gruppi di autodifesa delle manifestazioni anarco-sindacaliste e libertarie in genere. Sono le Schwarze Scharen, qualcosa di simile ai nostri “arditi del popolo”.
Circolo Libertario E. Zapata
NA BISTAR! LA REALTA' DEL GENOCIDIO ROM E SINTI
Associazione Dai un Calcio al Razzismo e PnRebel con il patrocinio del Comune di Pordenone
Vi invitano all'inaugurazione dellaMOSTRA
“NA BISTAR! LA REALTA' DEL GENOCIDIO ROM E SINTI”
Presso il Chiostro della Biblioteca Civica di Pordenone
Un momento di riflessione e di commemorazione delle vittime
accompagnato da musica
Paolo Forte - fisarmonica
Alberto De Martin - chitarra
e piccolo rinfresco
“Temo che l'Europa stia dimenticandosi il suo passato e che Auschwitz stia soltanto dormendo. Le politiche e le azioni di antiziganismo mi spaventano enormemente e mi rendono molto triste"
- Ceija Stojka -
La mostra è gentilmente concessa dall'Ass. Rom Anticamente Network di Genova in collaborazione con l'Ass. Intercultural Nakeramos di Barcellona e la rete TernYpe. L'idea é nata da Seo Cizmic ed un gruppo di
giovani rom all'interno di un progetto per l'educazione all'Olocausto, con l'obiettivo di far conoscere la storia di questo popolo, appartenente alla minoranza più grande d'Europa, ancor oggi relegato ai margini e vittima di razzismo su base etnica.
La mostra sarà visitabile fino al 21 febbraio 2015.
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sabato 14 febbr. Pordenone ore 11 Conferenza presentazione Petizione rischio nucleare
VI trasmetto copia del comunicato stampa con la comunicazione della conferenza stampa di sabato prossimo 14/2 a PN saletta Degan della Biblioteca Comunale in piazza XX Settembre.
CONFIDANDO NELLA PARTECIPAZIONE DI TUTTE/I FATE GIRARE QUESTA MAIL TRA I VOSTRI CONTATTI INVITANDO PERSONE INTERESSATE.
Nel corso della conferenza sono disponibili volantini per raccolta firme,
Michele
COMUNICATO STAMPA
Dopo la pubblicazione dello studio promosso dal Governo austriaco nel corso di un convegno internazionale a Vienna lo scorso dicembre dove si ipotizzavano le conseguenze dello scoppio delle bombe nucleari di Aviano, a seguito di un attacco o incidente, si è costituito a Pordenone il Comitato "rischio nucleare" composto da un diversi cittadine e cittadini della provincia, con sede presso l'Oratorio della Parrocchia di Vallenoncello a Pordenone.
Con l'avvio di una Petizione alle autorità (Prefetto, Sindaci e Presidente Provincia) si vogliono avere notizie sulla presenza nucleare nella base Usaf di Aviano, sulle misure di sicurezza attivate, sui piani evacuazione e sicurezza previste a protezione della popolazione e le esercitazioni predisposte in caso che ciò avvenga.
Per presentare il Comitato, il testo della Petizione e le iniziative previste è convocata per sabato 14 febbraio alle ore 11 presso la saletta Degan della Biblioteca Civica in piazza XX Settembre una conferenza stampa.
Nel corso della stessa verranno proiettate alcune diapositive sullo studio austriaco.
Comitato “Rischio Nucleare”
Per info: rischionucleare@gmail.com
Tel 0434 578140 (Giacomo), 3384475550 (Michele)
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Non farsi intimidire, non smobilitare! Tutta la nostra solidarietà al compagno Vicente!
Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.
Ed è a loro che va ed andrà la nostra solidarietà insieme ad ogni lavoratore con cui alziamo i nostri pugni. Non ci faremo intimidire ed in ogni manifestazione, in ogni presidio, in ogni sciopero ed in ogni occupazione staremo spalla a spalla con tutti coloro che lottano!
[Português] [Français]
Non farsi intimidire, non smobilitare! Tutta la nostra solidarietà al compagno Vicente!
Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.
E' a loro che va ed andrà la nostra solidarietà insieme ad ogni lavoratore con cui alziamo i nostri pugni. Non ci faremo intimidire ed in ogni manifestazione, in ogni presidio, in ogni sciopero ed in ogni occupazione staremo spalla a spalla con tutti coloro che lottano!
In gennaio, alla vigilia della ripresa delle lotte contro l'aumento delle tariffe nei trasporti e per la difesa del mantenimento dei trasporti pubblici al 100% a Porto Alegre, abbiamo saputo della condanna comminata al compagno Vicente, militante della FAG (Federaçao Anarquista Gaùcha) nonchè attivista del Blocco di Lotta per i Trasporti Pubblici a Porto Alegre. Vicente è stato condannato ad un anno e mezzo di carcere per danni alla proprietà pubblica e per crimini ambientali. "Crimini" che egli avrebbe commesso nell'aprile 2013 nel corso di una manifestazione davanti al Municipio di Porto Alegre. Questa è la prima condanna al carcere a Porto Alegre e per noi si tratta di un evidente tentativo di intimidire ed impaurire il gruppo di attivisti e di realtà che stanno ridando forza alle lotte in questo inizio del 2015. Un espediente politico storicamente usato dai settori dominanti della nostra città come in tutto il mondo: sbattere in galera chi si ribella. Non smobiliteremo e lo dimostreremo con la nostra solidarietà militante nelle strade!
E la criminalizzazione continua…
Il fatto che la condanna sia stata emessa giusto una settimana prima della ripresa nel 2015 delle proteste del Blocco di Lotta per i Trasporti Pubblici non è altro che una scelta discrezionale del potere giudiziario. Un segno da dare all'apertura dell'anno e che allo stesso tempo interferisce nei casi che sono stati giudicati fin dal 2013: aggiungendo nuovi nomi e attribuendo nuovi crimini ai nomi. La condanna in questo contesto punta ad avere lo stesso effetto di un proiettile di gomma o di una granata assordante: un tentativo di intimidire e di spezzare quelle lotte che nelle strade osano mettere in discussione i profitti dei capitalisti e le evidenti connivenze tra imprese e pubbliche autorità.
Non siamo di fronte a casi isolati: la criminalizzazione non si è affatto allentata con il declino delle proteste di strada contro la Coppa del Mondo del 2014, anzi le recenti mosse dei governi e degli apparati repressivi indicano il contrario. Anzi, a Sao Paulo, a Rio de Janeiro ed in molte altre città del paese in cui sono ricominciate le manifestazioni contro gli aumenti dei biglietti degli autobus, la repressione sta usando gli stessi espedienti contro i manifestanti: gas lacrimogeni, proiettili di gomma ed arresti arbitrari. Rafael Braga Vieira, di Rio de Janeiro, che fino ad ora era stato l'unica persona ad essere condannato per le proteste del 2013, è sempre in carcere, mentre a Porto Alegre vengono riaperti dei casi ed aggiunti nuovi nomi, ed ecco che arriva la prima condanna comminata senza alcuna prova. E' il vecchio sistema giudiziario borghese che si sta schierando nella lotta tra oppressori ed oppressi che è ben lungi dall'essere finita.
Tuttavia, la lotta e l'organizzazione di coloro che sono alla base della società non è certo iniziata oggi e continuerà. Occorre mobilitare i giovani, i lavoratori, i senzacasa e le comunità (marginalizzate) delle periferie. Le manifestazioni di strada del 2013 avevano aperto nuove possibilità nella gestazione di esperienze di organizzazione e di lotta di cui l'insieme della sinistra conflittuale ed anticapitalista aveva bisogno per poter avanzare, mettendo da parte il vecchio avanguardismo, le pratiche settarie ed autoritarie che sfortunatamente ancora permeano i discorsi e le pratiche di molte organizzazioni. Noi crediamo che solo così potremo costruire quella forza sociale che, dal basso, metterà in moto l'auto-organizzazione e radicherà il suo orizzonte nel bisogno di una trasformazione sociale di tutta la società. Un vero fronte degli oppressi e dei diseredati in solidarietà con tutti i compagni incarcerati, torturati, assassinati e scomparsi.
2015: avanzare nell'organizzazione, circondare di ancora più solidarietà coloro che lottano!
I criteri di selettività del sistema penale sono emersi con tutta la loro evidenza in questo caso. In tutto questo processo che era iniziato con una dozzina di persone accusate di danneggiamenti commessi nel corso di una manifestazione di più di 1000 persone, abbiamo visto archiviare tutti i casi dei sospettati uno per uno, per dare la colpa invece solo ad un ragazzo nero di ideologia anarchica che era tra gli aaccusati ed a cui ora si aggiunge un altro ragazzo nero del PSTU (Partito Socialista Operaio Unificato). Sappiamo come la ragione fondamentale di questa condanna sia di natura politico-ideologica ma noi non possiamo omettere il fatto che la pelle nera dell'accusato sia un fattore importante.
Gli ultimi casi hanno gettato luce sulla criminalizzazione in atto contro i collettivi ed i movimenti anarchici. Nel 2013, la nostra sede è stata perquisita ed i nostri libri confiscati, subendo pesanti provvedimenti investigativi in cui ciò che veniva giudicato erano le nostre posizioni rispetto all'autorità, al governo, alle forze di polizia e ad altri temi importanti per l'ideologia anarchica. Opuscoli, manifesti e libri sono stati portati come prove, come se si trattasse di prove circostanziali a conforto di un qualche ruolo attribuibile alla nostra ideologia quale mentore intellettuale degli atti di vandalismo e di saccheggi che hanno avuto luogo nel corso delle manifestazioni del 2013, a cui avevano partecipato più di 50.000 persone a Porto Alegre.
Il compagno Vicente, come altri militanti ed attivisti di altre organizzazioni, di altri collettivi e di altre ideologie non è il primo e non sarà l'ultimo giovane nero ed anarchico ad essere condannato in questo Brasile razzista. Migliaia di persone nere ed in condizione di povertà vengono sterminate e condannate quotidianamente dalla polizia militare all'interno di questo sistema giudiziario borghese e razzista.
Solidarietà con tutti i compagni perseguitati per le loro lotte!
Basta con la polizia militare!
L'ideologia anarchica non si presta alle caricature!
Federação Anarquista Gaúcha – FAG – Gaúcha Anarchist Federation
Traduzione: Alternativa Libertaria/Fdca - Ufficio Relazioni Internazionali
Link esterno: http://www.federacaoanarquistagaucha.org
mercoledì 11 febbraio 2015
Ripresa dalla Great Recession ? - conferenza della rivista e sito COUNTDOWN a Milano
Venerdi 27 Febbraio 2015 ore 18.00
Libreria Odradek
Via Principe Eugenio 28, Milano
La rivista e il sito web Countdown organizzano
una discussione su
Ripresa dalla Great Recession ?
Per contatti, informazioni e la richiesta dei dati utilizzati :
cdownjournal@gmail.com
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giovedì 5 febbraio 2015
Realizzare le speranze nate dalle lotte, disfarsi delle illusioni
In pochi giorni l'Unione Europea è stata scossa da due fatti senza precedenti.
Il primo: l'emissione di 1140 mld di euro di Quantitative Easing (QE) da parte della Banca Centrale Europea (BCE).
Il secondo: la vittoria della coalizione di sinistra Syriza nelle elezioni greche.
Nel mirino del “bazooka” di Draghi
La BCE non è un istituto di beneficenza ed è affatto interessata alle sorti delle classi lavoratrici europee.
Infatti, questa imponente emissione di liquidità verso i mercati finanziari, tramite le banche centrali degli Stati, punta a far risalire il tasso d'inflazione verso quella soglia del 2% ritenuta virtuosa per l'eurozona. Riducendo gli oneri per i debiti sovrani, dovrebbero liberarsi risorse a favore della crescita; nella speranza che le banche immettano, in prestiti e mutui a imprese e famiglie, i ricavi dalla vendita dei titoli di stato, dovrebbe beneficiarne la domanda aggregata e quindi le vendite, la produzione, le assunzioni.
Il tutto in un contesto di generalizzata depressione salariale, di contrazione dei diritti dei lavoratori (vedi la Reforma Laboral in Spagna o il Jobs Act in Italia), di indebolimento indotto della capacità di rappresentanza delle organizzazioni dei lavoratori nelle politiche nazionali e nei posti di lavoro.
Ma, siccome la BCE non fa regali, il “bazooka” non sembra tanto puntato sui mercati, quanto nei confronti dei paesi con debiti sovrani più esposti, come tutta l'area mediterranea della UE.
Il QE, infatti, fluisce solo verso quegli Stati con “investment grade”, cioè con una valutazione dei loro bond superiore a “titoli spazzatura”, così come stabilito dalle criminogene agenzie di rating internazionali.
Da questo punto di vista, la Grecia non dovrebbe usufruirne per i prossimi 6 mesi e l'Italia è appena sopra la soglia di “bond spazzatura”.
Inoltre, in caso di bancarotta/default di uno Stato, i costi sarebbero ripartiti solo per il 20% tra gli Stati membri dell'UE, mentre il restante 80% darebbe luogo ad un intervento di salvataggio da parte della BCE col programma OMT (Outright Monetary Transactions). Il che spingerebbe indirettamente su politiche di spesa sociale e del lavoro sempre più antiproletarie.
Germania & sodali strepitano, ma non ignorano gli effetti benefici che avrebbe un euro debole ed una ripresa della domanda europea sulle loro esportazioni.
Non è un caso che da Davos, i premier di Finlandia (falco) ed Irlanda (uscita a costo di lacrime&sangue dal programma di aiuti europei) avevano lanciato messaggi di disponibilità su modifiche alle condizioni del famigerato “memorandum” imposto alla Grecia, alla luce dell'intento di Syriza di alleggerire il fardello del debito greco (175% del PIL).
Bella Ciao Syriza!!
La resistenza del proletariato greco ha per ora portato alla vittoria di Syriza nelle elezioni per il parlamento.
Dopo il calo delle mobilitazioni contro la troika nel corso degli ultimi anni, Syriza rappresenta al tempo stesso sia una speranza per la Grecia (e non solo) sia una pericolosa illusione.
Inevitabilmente, l'ottuso perseguimento di una stabilità finanziaria e di bilancio sulla base delle politiche di austerità ha prodotto un fattore di instabilità all'interno del sistema UE, proprio in quel paese che è stato per anni criminalizzato e punito ed infine intimidito dalle istituzioni europee fino a pochi giorni dal voto.
Sarebbe illusorio pensare che la coalizione Syriza possa compiere miracoli anticapitalistici andando allo scontro frontale con l'UE, ma intanto è riuscita a dare rappresentanza a parte della disperazione e della resistenza greca ed a tenere a bada la temibile destra nazista di Alba Dorata, peraltro già sparita dalle strade grazie soprattutto all'azione di vigilanza e di prevenzione della comunità anarchica greca.
Conosciamo bene i limiti e la sterilità delle politiche elettorali e parlamentari nel rappresentare e garantire gli interessi delle classi lavoratrici, tuttavia assumiamo materialisticamente questo passaggio elettorale greco come una seria contraddizione che si apre nel fianco orientale dell'UE nonché un punto di riferimento per aggregazioni della sinistra anticapitalista in altri paesi, non necessariamente solo a scopi elettorali, come nel caso di Podemos in Spagna.
Costruire reti e fronti sociali anticapitalisti e libertari
In Italia, non si sono mai avute in questi 7 anni di ristrutturazione capitalistica né le condizioni per la nascita di movimenti come quello degli indignados spagnoli o di “occupy”, né le condizioni per il costituirsi di coalizioni elettorali paragonabili per nascita e sviluppi a Syriza e Podemos.
E sarebbe meglio evitare imitazioni, dato negli ultimi anni la scelta elettoralista si è dimostrata disastrosa per chi oggi guarda alla Grecia come qualcosa da emulare.
Le realtà sociali e politiche che oggi in Italia lottano per il diritto alla casa, per i diritti dei profughi e degli immigrati, per contrastare le punitive politiche del lavoro previste dal Jobs Act, per contrastare il razzismo ed il neofascismo nei nostri territori, per fermare il sacco del paese attraverso le grandi opere e gli EXPO a lavoro gratuito, sono le uniche in grado di costruire un progetto alternativo a carattere solidale ed anticapitalista.
Perciò solo un conflitto sociale diffuso e reticolare, sistematico e costante, in grado di esprimere crescente radicalità dal basso, indirizzata verso la riappropriazione e l'autogestione di risorse comuni, patrimoniali e ambientali, culturali ed economiche, può proporsi come elemento esogeno di rottura democratica e libertaria di netto segno anticapitalista, nei territori e nel paese.
A noi comunisti anarchici e libertari il compito storico e sempre attuale di saper federare queste realtà in reti di mutuo appoggio, in fronti di lotta che perseguono un progetto di sinistra comunista e libertaria.
Alternativa Libertaria/FdCA
89° Consiglio dei Delegati
Fano, 1 febbraio 2015
Call – Workshop “Freelance, professionisti atipici e degli ordini, lavoratori della conoscenza”
Strike Meeting, II atto – Roma 13-14-15 febbraio
Dopo tante promesse, Renzi ha colpito a morte (o quasi) i freelance. In particolare quelli più fragili che, a partire dal 2011, si sono avvalsi dei vantaggi del regime dei minimi. Il regime forfettario introdotto dalla Legge di stabilità aumenta l'imposta sostitutiva dal 5 al 15%, diversifica i limiti di fatturato, penalizzando i lavoratori della conoscenza (da 30.000 euro a 15.000 euro l'anno). Anche l'introduzione del coefficiente di redditività, necessario a calcolare l'imponibile, punisce i freelance che operano nel campo del lavoro creativo e della produzione scientifica.
Nella legge di stabilità il governo Renzi non ha voluto evitare l'aumento dei contributi alla gestione separata Inps dal 27,72% al 29,72% che penalizzeranno gravemente i lavoratori autonomi con la partita Iva. E’ stato calcolato che il reddito netto medio di questi autonomi è di 515 euro mensili (con un compenso lordo medio di 18.640 euro annui). L’aumento dei contributi ridurrà ancora di più questi importi. Questo significa: disoccupazione, lavoro nero o informale, perdita di quel poco che la crisi ha lasciato a questi lavoratori.
Neanche a dirlo, i freelance sono stati esclusi dai famosi 80 euro e dall'estensione dell'ASpI: i nuovi ammortizzatori sociali riguarderanno i parasubordinati (i collaboratori a progetto), ma non le partite Iva. Infine la mazzata imposta dalla riforma Fornero, l'aumento vertiginoso dell'aliquota INPS (gestione separata): già dal primo gennaio è stato raggiunto il 30%. Calcoli alla mano, un freelance che rientra nel regime forfettario non può che vivere al di sotto della soglia di povertà. E le cose di certo non vanno meglio per i professionisti degli ordini: da segnalare in primo luogo l'accanimento della Cassa forense sui giovani avvocati.
Siamo consapevoli che si tratta di un mondo eterogeneo, difficile da organizzare attraverso le forme sindacali tradizionali. Ma l'offensiva è netta, e molto dura, impone quanto meno una risposta unitaria. Lo Strike Meeting, giunto al suo II atto dopo il successo dello Sciopero sociale del 14 novembre scorso, può essere l'occasione giusta per avviare un confronto virtuoso, mettere in rete saperi, intensificare le relazioni, promuovere campagne comuni.
Invitiamo freelance, professionisti atipici e degli ordini, lavoratori della conoscenza a partecipare numerosi al workshop che si svolgerà sabato 14 febbraio (ore 10, presso Esc – via dei Volsci 159) all'interno della cornice dello Strike Meeting.
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mercoledì 4 febbraio 2015
Nel nome di Giordano Bruno - je suis laïque
Anche quest’anno l’Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”, in collaborazione con Roma Capitale, ricorderà il 17 febbraio a Roma in piazza Campo dei Fiori (ore 17.00), il grande filosofo Giordano Bruno, mandato al rogo dalla lucida follia della Santa Inquisizione il 17 febbraio del 1600.
Il convegno, al titolo ormai tradizionale “Nel nome di Giordano Bruno” aggiunge quest’anno il sottotitolo "je suis laïque”, come omaggio anche ai liberi pensatori del Charie Hebdo che hanno pagato con la vita il coraggio della loro satira dissacratoria: proclama di non sottomissione a chi pretende che la religione sia al di fuori di ogni possibilità di analisi e critica.
Dopo l’attentato di Parigi al Charlie Hebdo, per l’Europa e il mondo democratico, per chi lotta per la democrazia e i diritti, la questione della laicità assume ancor di più valore di baluardo sia in "casa nostra", che contro la furia di dominio teocratico dei cecchini e tagliatori di teste jiadisti che sognano un unico popolo di sottomessi a un unico libro in nome di un unico dio.
Je suis laïque, è allora il grido di resistenza attiva nella rivendicazione orgogliosa delle radici occidentali della democrazia, nella volontà di difenderla da chi sta cercando d’imporre la massificazione integralista della sua guerra santa, e nella desertificazione della individualità cannibalizza ogni sentimento di amore e solidarietà elevando odio e rapina a sistema di potere.
Je suis laïque è la forza della ragione nell’intransigenza della tutela del primario diritto umano alla libertà di pensiero, valore fondante della civiltà occidentale, dell’Europa dei diritti e della democrazia che nella scelta e nel dubbio ha le proprie radici laiche.
Radici che continuano a sbocciare anche se il fideismo cerca di reciderle, come scriveva Giordano Bruno: «Sono amputate radici che germogliano, son cose antique che rivegnono, son veritadi occolte che si scuoprono: è un nuovo lume che dopo lunga notte spunta all’orizonte et emisfero della nostra cognizione, et a poco a poco s’avicina al meridiano della nostra intelligenza».
Di Giordano Bruno e della sua filosofia libertaria e attualissima, baluardo di laicità, parleremo martedì 17 febbraio a partire dalle ore 17.00 sotto il monumento a Giordano Bruno in Piazza Campo de’ Fiori a Roma.
Un convegno a cielo aperto, che col patrocinio di Roma Capitale e del Centro Internazionale di Studi Telesiani, Bruniani Campenelliani “Alain Segonds - Giovanni Aquilecchia”, dopo la cerimonia di deposizione delle corone e i saluti istituzionali del Comune di Roma e di Nola continuerà con le relazioni di Maria Mantello (Giordano Bruno, né dogmi – né padroni); Franco Ferrarotti (Giordano Bruno, la poesia della libertà); Carlo Bernardini (laicità, libertà e scienza). Partecipazione artistica del Centro studi Enrico Maria Salerno e delle musiciste Lucia Ianniello e Maria Giuditta Santori. Presenta la scrittrice Antonella Cristofaro.
Maria Mantello, presidente della Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Union Mondiale des Libres Penseurs - International Humanist and Ethical Union
Associazione Nazionale del Libero Pensiero “Giordano Bruno”
Fondata nel 1906
www.periodicoliberopensiero.it
Nel nome di Giordano Bruno
je suis laïque
http://www.periodicoliberopensiero.it/images/17-febbraio-2015/Locandina_17_febraio_2015.pdf
Roma Piazza Campo de’ Fiori
martedì 17 febbraio 2015 ore 17.00
C e r i m o n i a deposizione corone e saluti istituzionali
Interventi musicali: Lucia Ianniello tromba - Maria Giuditta Santori percussioni
C o n v e g n o
Maria Mantello – Giordano Bruno, né dogmi, né padroni
Franco Ferrarotti - Giordano Bruno, la poesia della libertà
Carlo Bernardini – Laicità – Scienza - Libertà
Partecipazione artistica del Centro Studi Enrico Maria Salerno
Presenta Antonella Cristofaro
MEGLIO FISCHI CHE FIASCHI
riceviamo e volentieri pubblichiamo iniziativa libertaruia e radicale del compagno Michelazzi Claudio
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Campagna di sensibilizzazione abuso di alcol e somministrazione indiscriminata.
Questa campagna nasce con l'intento di portare alla luce tematiche, conflitti e manifestazioni di disagio, strettamente legati ad uno dei principali problemi che investono le comunità dell'area dolomitica e bellunese: l'abuso di alcol e la somministrazione, spesso indiscriminata e senza freno, di bevande alcoliche a minori e a soggetti visibilmente alterati o con disabilità.
Basta tacere. guardiamoci negli occhi e parliamo del problema. La conoscenza genera ulteriore conoscenza e ulteriore consapevolezza.
Più siamo e meglio sarà per il nostro futuro.
Claudio Michelazzi
Per aderire:
E-Mail: claudiomichelazzi@gmail.com
Cell. 3498351636
Alcol: danni da abuso
Danni al fegato
L'organo più danneggiato dall'abuso di alcol è il fegato, poiché come abbiamo visto, è il principale deputato alla sua metabolizzazione. Con un crescendo di effetti negativi, possono quindi insorgere:
steatosi epatica o fegato grasso (importante accumulo di trigliceridi a livello epatico), condizione reversibile se l'individuo smette di bere.
Se il soggetto continua ad abusare di alcol la steatosi finisce col compromettere la funzionalità del fegato, a causa del manifestarsi di un processo infiammatorio che prende il nome di epatite alcolica.
Con il passare del tempo tale condizione può evolversi in senso negativo dando origine ad un processo fibrotico (cicatriziale), comunemente noto come cirrosi epatica. Tale malattia, assolutamente irreversibile e progressiva, può causare, anche se non necessariamente, epatocarcinoma, cioè la comparsa di un tumore al fegato.
Per approfondire: steatosi alcolica, epatite alcolica
Altri Danni dell'alcool
Altri danni:
denutrizione (l'alcolista spende tutte le sue risorse energetiche per consumare alcol e, dal momento che questa sostanza è estremamente calorica, mangia poco, introducendo pochi nutrienti).
Avitaminosi, sia per ridotta assunzione di verdura e frutta fresca, sia per ostacolo diretto dell'alcol all'assorbimento delle varie vitamine.
Infiammazione a carico di vari distretti del tubo digerente: esofagite, gastrite, pancreatite.
Cardiopatia alcolica (dilatazione delle cavità cardiache, riduzione della gittata).
Alterazioni della sessualità (calo della libido, infertilità, impotenza).
Tumori del tubo digerente (cavo orale, esofago). A tal proposito è bene ricordare che questi effetti dannosi sono sinergici con quelli del fumo.
L'alcol, infine, è deleterio anche per il feto. I figli di donne alcoliste hanno elevata probabilità di soffrire di sindrome fetale alcolica (deficit mentale, microcefalia e malformazioni cardiache).
Per approfondire: alcolismo ed ipovitaminosi, alcol e gastrite, alcol e gravidanza
Dipendenza e sindrome da astinenza
L'alcolismo ha una base genetica; esiste, cioè, una predisposizione individuale al consumo di alcol. La dipendenza è caratterizzata da queste condizioni e comportamenti:
maggiore tolleranza nei confronti dell'alcol;
sintomatologia da astinenza se si interrompe l'assunzione di alcolici;
assenza di controllo sul livello di assunzione;
ricerca di alcol come priorità;
sospensione di ogni altra attività per bere;
prosecuzione del consumo di alcol malgrado i danni fisici e psichici.
Dopo una parziale o totale astensione dall'alcol compare la sindrome da astinenza, caratterizzata da una vasta sintomatologia:
tremori, nausea, vomito;
sudorazione profusa;
ansia, insonnia;
allucinazioni, sia visive che uditive;
confusione con disorientamento spazio-temporale;
disartria, atassia (difficoltà di articolare le parole e di coordinare in modo armonico i vari movimenti);
convulsioni (12-48 ore dopo la sospensione);
DIVIETO DI VENDITA BEVANDE ALCOLICHE AI MINORI: nuove regole per bar e negozi
Nel 2012 sono state apportate sostanziali modifiche sia al regime di vendita che di somministrazione di bevande alcoliche rivolte ai minori (ove per somministrazione si intende vendita per il consumo sul posto).
Il legislatore ha infatti inteso rafforzare il preesistente divieto di somministrazione da parte di un esercente un’osteria o altro pubblico esercizio di bevande alcoliche a un minore di anni sedici o a infermo di mente, già previsto dall’art. 689 del codice penale e sanzionato con una pena dell’arresto fino ad un anno, prevedendo una tutela anche per i minori di anni 18.
La Novità:
Per i minori di anni 16:
- L’esercente che, somministrando alcol ai minori di 16 anni o a infermi di mente, commette tale reato più di una volta sarà soggetto anche ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 25.000 euro con la sospensione dell’attività per tre mesi;
- La stessa pena (arresto fino a un anno) è prevista anche per chi pone in essere una delle citate condotte attraverso DISTRIBUTORI AUTOMATICI che non consentano la rilevazione dei dati anagrafici dell’utilizzatore mediante sistemi di lettura ottica dei documenti, a meno che non ci sia presente personale incaricato a effettuare tale controllo.
Per i minori di anni 18:
- Il DIVIETO DI SOMMINISTRARE bevande alcoliche è esteso anche ai minori di anni 18; fermo restando la violazione penale nel caso i consumatori siano minori di anni 16, chiunque somministri bevande alcoliche a ragazzi di età compresa tra i 16 e i 18 anni soggiace ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 250 a 1.000 euro; se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione da 500 a 2.000 euro con la SOSPENSIONE dell’attività per tre mesi;
- Sempre per i minori di anni 18 è ora introdotto il DIVIETO DI VENDITA di bevande alcoliche: la sanzione amministrativa è sempre la stessa (da 250 a 1.000 euro; se il fatto è commesso più di una volta si applica la sanzione da 500 a 2.000 euro con la SOSPENSIONE dell’attività per tre mesi).
E’ utile inoltre evidenziare che chiunque vende o somministra bevande alcoliche (il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiarito che il termine “vendere” deve essere interpretato come “fornire, mettere a disposizione” sia in un bar che in un negozio) ha l’obbligo di chiedere all’acquirente, all’atto dell’acquisto, l’esibizione di un documento di identità, tranne nei casi in cui la maggiore età dell’acquirente sia manifesta.
martedì 3 febbraio 2015
Stiamo vincendo a Kobanê oggi e vinceremo in tutto il Kurdistan domani!
Oggi, le bande criminali che gli Stati avevano creato per i loro interessi si stanno ritirando da Kobanê lasciandosi alle spalle le rovine che hanno provocato. Mentre l'eco della vittoria della resistenza sale per le vie di Kobanê, si rafforza la convinzione della libertà al di sopra delle stesse rovine. Come ebbe a dire il compagno Durruti:"Non abbiamo paura delle rovine". Oggi e domani, a Kobanê ed in molti altri posti, sappiamo che una nuova vita nascerà tra quelle stesse rovine.
Sono stati 130 giorni in cui il cuore della Rivoluzione della Rojava ha continuato a pulsare per le strade di Kobanê.
Sono stati 130 giorni in cui il popolo ha resistito a costo della vita con la forza dell'auto-organizzazione e della volontà.
Sono stati 130 giorni in cui le donne sono state protagoniste nella lotta per la libertà.
Sono stati 130 giorni in cui non solo a Kobanê o a Suruç; ma ovunque nella regione c'è stata mobilitazione. Sono caduti i confini e la solidarietà ha unito tutti nella resistenza.
Sono stati 130 giorni in cui a Kobanê è cresciuta la speranza, non solo contro l'ISIS, ma anche contro gli Stati di Assad, dell'Unione Europea e della Turchia e contro i media che hanno alimentato il disfattismo dicendo che "Kobanê sarebbe caduta!", contro il capitalismo e contro lo Stato.
Sono stati 130 giorni in cui le persone che hanno resistito lo hanno fatto per conquistarsi la libertà.
Kobanê ha resistito per 130 giorni contro i confini che separavano le esistenze, contro gli assassini che distruggevano vite, contro le bande criminali create dagli Stati. Nei liberi territori di Kobanê è cresciuta la resistenza, è sbocciata la speranza, è iniziata una nuova vita.
Oggi, dopo mesi di battaglie, di innumerevoli vite perse a causa degli attacchi dello Stato e delle bande criminali, la vittoria della resistenza e la crescente rabbia contro gli assassini trova eco in tutta la regione. La vittoria della resistenza si espande oggi da Mistenur Hill a Mekteba Reş, da Memite a Kaniya Kurda.
Oggi, le bande criminali che gli Stati avevano creato per i loro interessi si stanno ritirando da Kobanê lasciandosi alle spalle le rovine che hanno provocato. Mentre l'eco della vittoria della resistenza sale per le vie di Kobanê, si rafforza la convinzione della libertà al di sopra delle stesse rovine. Come ebbe a dire il compagno Durruti:"Non abbiamo paura delle rovine". Oggi e domani, a Kobanê ed in molti altri posti, sappiamo che una nuova vita nascerà tra quelle stesse rovine.
Biji Serketina Kobane!
Lunga vita alla vittoria di Kobane!
DAF- Devrimci Anarşist Faaliyet
Link esterno: http://www.anarsistfaaliyet.org
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - ufficio relazioni internazionali)
lunedì 2 febbraio 2015
Palestina-Israele, il 20 febbraio compie 10 anni la lotta di Bil'in che ha ispirato la lotta popolare organizzata e non armata
Gli attivisti di Bil'in non furono i primi ad aderire alla lotta popolare non armata contro il muro della separazione, contro l'occupazione e contro l'insediamento dei coloni. Tuttavia, gli attivisti di Bil'in insieme agli Anarchici Contro il Muro furono i primi a dare inizio ad una lotta persistente settimana dopo settimana. Gli attivisti dei villaggi più vicini e quelli più lontani sono venuti a Bil'in per portare il loro sostegno, per trarne ispirazione ed iniziare insieme la lotta anche nei loro villaggi. Ni'ilin, Ma'asare, Beit Umar per alcuni anni... e poi ancora altri villaggi che lottano contro l'invasione dei coloni e contro i posti di blocco degli occupanti come Nabi Saleh and Qaddum. E' cresciuto il livello di organizzazione e delle attività col comitato di coordinamento delle lotte dei comitati locali e proprio recentemente col comitato di un gruppo di villaggi nel sud della Cisgiordania occupata.
Bil'in
Venerdì 23 gennaio 2015. Oggi a Bil'in eravamo in 12 israeliani degli Anarchici Contro il Muro, circa una dozzina di internazionali e decine di residenti. Quando abbiamo inziato a muoverci dal villaggio in direzione dell'area delle terre restituite, le forze armate israeliane non hanno aspettato un minuto a sparare candelotti lacrimogeni. Grazie al vento favorevole, non sono riusciti a disperderci, arretrando solo un po' di fronte a spari di proiettili di gomma.
Dopo più di un'ora di scontri, le forze di stato se ne sono andate.
Un giovane palestinese, Mohammed Abu Rahma è stato seriamente ferito alla testa da un proiettile di gomma israeliano. Risultano colpiti e feriti dai proiettili di gomma anche altri 3 palestinesi tra cui un giornalista.
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/7074845...50876
https://www.facebook.com/hamza.burnat/posts/790617247658998
Hamde Abu Rahma:
"Dopo che il ragazzo era stato ferito, i soldati lo hanno inseguito, dato che lui non riusciva a correre bene. Volevano arrestarlo, ma io l'ho preso tra le mie braccia e l'ho portato di corsa verso l'ambulanza. L'esercito ci sparava addosso da distanza ravvicinata. Io mi occupo di fare foto per documentare la vita sotto l'occupazione, ma quando vediamo qualcuno nei guai, scatta subito il nostro senso di umanità per cui dobbbiamo sempre aiutarci l'un l'altro."
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1529933253943713
https://www.facebook.com/video.php?v=804566692925414
Bil'in - 30-1-15, tre settimane al decimo anniversario. A mezzogiorno di venerdì, 13 israeliani degli Anarchici Contro il Muro e molti attivisti internazionali si sono uniti agli attivisti di Bil'in per la manifestazione settimanale contro il muro della separazione, contro il muro ed in soldarietà con la 14enne Malak incarcerata dopo essere stata falsamente accusata di aver tirato delle pietre addosso ai soldati. Sebbene il vento da ovest portasse i gas verso di noi, alcuni manifestanti sono riusciti ad aggirare i soldati evitando così i gas. Dopo un bel pezzo, quando il gas era giunto sul villaggio, la maggior parte di noi si è dispersa.
https://www.facebook.com/hamde.a.rahma/posts/1532469903...90048
https://scontent-a-mxp.xx.fbcdn.net/hphotos-xpf1/v/t1.0...2B43D
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/7111223...53769
https://www.facebook.com/video.php?v=10204973459189175&...20161
Taki Bornat https://www.facebook.com/video.php?v=865300783491816
Haitham Al Khatib https://www.facebook.com/video.php?v=10204973459189175
Ma'asra
venerdì 30-1-2015, Ancora una volta, i residenti e gli attivisti internazionali si sono radunati per fermare gli insediamenti a Ma'asara, con lo slogan “Stop al furto delle terre palestinesi". Ed ancora una volta, l'esercito ha atteso i manifestanti per tirargli addosso centinaia di candelotti lacrimogeni insieme a granate assordanti e proiettili ricoperti di gomma per fermare e reprimere il corteo. I manifestanti hanno avuto problemi respiratori a causa delle inalazioni di gas.
https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10226771...28046
Nabi Saleh
Venerdì 23/1/2015 - La manifestazione settimanale è partita da Piazza dei Martiri, con bandiere palestinesi ed egiziane e con frequenti slogan contro l'occupazione in tutte le sue forme ed espressioni. Nel tentativo di aprirsi un accesso alle terre confiscate prima di avvicinarsi al checkpoint, i manifestanti hanno subito una pioggia di centinaia di candelotti di gas tossici da parte dell'esercito, proiettili di gomma e quelli veri (noti come TOTO) sapendo che il villaggio è esposto a continui attacchi durante la chiusura settimanale del cancello di ferro all'ingresso del villaggio nonchè ad incursioni con ispezioni nelle case ed arresti. Inoltre, ieri, si è visto un nuovo tipo di bombe a lunga gittata.
La manifestazione di protesta a Nabi Saleh è giunta dopo una settimana di incursioni dell'esercito nel villaggio con arresti di residenti, pare usando una nuova arma che contiene uno sconosciuto componente chimico di colore arancio.
https://www.facebook.com/PopularStruggle/posts/10153092...31507
Bilal Tamimi https://www.youtube.com/watch?v=_F0DD66Hg94
http://schwarczenberg.com/?p=3360
Dvid Reeb http://youtu.be/RDdqrINMM-M
Oggi 30-1-15 Protestando contro la sistematica detenzione di bambini e minorenni da parte dell'esercito, i residenti di Nabi Saleh e gli attivisti hanno manifestato contro la recente condanna al carcere comminata alla 14enne Malak al-Khatib. Malak è stata accusta di lancio di pietre ed è stata indotta a patteggiare due mesi di prigione con una multa di 6000NIS. Attualmente è detenuta nella prigione di Hasharon, con altre detenute palestinesi. L'esercito ha tentato di disperdere i manifestanti usando gas lacrimogeni, proiettili d'acciaio ricoperti di gomma e proiettili veri (“tutu”). Un bambino è rimasto ferito da un proiettile vero e portato a Salfit per cure mediche.
http://schwarczenberg.com/?p=3670
https://www.facebook.com/nariman.tamimi.1/posts/1037911...58232
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/102049...60612
David Reeb http://youtu.be/29f30wRcrjA
Ni'lin
Un soldato israeliano che balla un canto di guerra palestinese nel corso di una protesta contro il muro dell'Apartheid nel villaggio di Ni'lin in Cisgiordania il 23.01.2015
https://www.facebook.com/video.php?v=1576893669188916
Kufr Qaddoum
Un ragazzo palestinese è stato colpito alla testa da un candelotto lacrimogeno a Kufr Qaddoum durante la manifestazione settimanale non violenta che punta a riaprire la strada chiusa del villaggio. I soldati hanno sparato sui manifestanti con proiettili di gomma e lanciato candelotti lacrimogeni provocando decine di feriti. Ma, nonostante ciò, la manifestazione è proseguita urlando per la fine delle violenze, delle punizioni collettive e del terrorismo contro l'umanità che Israele pratica ogni giorno contro i Palestinesi. Il governatore di Qalqilia, Rafi Rawajbeh, ha partecipato alla manifestazione con alcuni rappresentanti di Al Fatah con la sua commissione colonizzazione e resistenza al muro. Guarda il video https://www.youtube.com/watch?v=hHaJb7HoceQ
30-1-15 - Almeno un manifestante disarmato è stato colpito alla testa dall'esercito israeliano con proiettili d'acciaio ricoperti di gomma. Miracolosamente ha urlato per il dolore.
Oltre cento partecipanti locali alla manifestazione settiamanale a kufr Qaddum!
L'esercito israeliano ha invaso il centro del villaggio, spruzzando acqua fetida sulle case, sulle persone e sui mezzi delle TV parcheggiati lungo il percorso!
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.8782991721921...14816
https://www.youtube.com/watch?v=Z8IzhyHnHn8
Sheikh Jarrah
venerdì 23/1/2015
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10153026228194183
venerdì 30/1/2015 - 5 anni fa ho imparato qui un'importante lezione sulla lotta politica, grazie agli straordinari abitanti di questo quartiere e grazie alla polizia israeliana. Ora tutto è molto più tranquillo, il che non è necessariamente una buona cosa per quanto ci riguarda.
Colline sud di Hebron
23/1/2015 Quattro palestinesi arrestati durante un'azione sulle colline sud di Hebron (villaggio di Susia)
https://www.youtube.com/watch?v=2K4ebhbLZ2o
Nekodim
Younes Arar: "30 gennaio 2015. I Comitati Popolari della Cisgiordania meridionale hanno organizzato oggi un piantumazione di ulivi su un terreno privato palestinese adiacente all'illegale insediamento coloniale sionista di Nekodim dove vive Avigdor Liberman, il ministro degli affari esteri dell'occupazione terrorista sionista, a est di Betlemme. Siamo stati intercettati da decine di soldati e coloni sionisti pesantemente armati mentre eravamo diretti sull'area, siamo stati attaccati e costretti e retrocedere, ma abbiamo insistito nel voler raggiungere l'area prefissata dove piantare i nostri ulivi. Per 15 anni, al proprietario del terreno non è stato permesso di entrare e di piantare alberi. Dopo circa un'ora ci hanno permesso di piantare gli alberi a patto di lasciare il luogo entro 15 minuti, il che voleva dire piantare gli alberi in solo un quarto d'ora. Ma noi una volta raggiunto il posto ci siamo preso tutto il tempo per piantare gli alberi sotto i fucili puntati dei soldati e dei coloni sionisti che hanno cercato di fermarci,di terrorizzarci, ma noi abbiamo piantato i nostri alberi."
Ni'ilin
Saeed Amireh:
"La libertà è vedere il sorriso far ritorno sul viso di ogni singola persona del villaggio oggi! Finalmente dopo tante incursioni notturne nel villaggio da parte dell'esercito con oltre 45 giovani arrestati, oggi Ni'lin celebra il rilascio di 3 di questi giovani con grande gioia e felicità!
essi sono: mio cugino Khamis Amireh di 39 anni, dopo 7 mesi passati in carcere.
Khalil Amireh di 22 anni,dopo 22 mesi passati in carcere.
Abed alqader Nafi di 23 anni, dopo 15 mesi di carcere.
Speriamo di festeggiare al più presto la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi inshallah :-)"
https://www.facebook.com/saeed.almafea/posts/1015357013...39447
Tel Aviv
Giovedì 29-1-15 manifestazione in solidarietà con Malak. Eravamo circa in 100, israeliani e palestino-israeliani. Con cartelli e canti. Di fronte alla sede del comando militare israeliano.
Il tribunale israeliano ha condannato una 14enne a 2 mesi di carcere e ad una multa di $1523.
Malak è ritenuta la più giovane detenuta attualmente condannata in un carcere israeliano. Lei è solo una dei 7000 ragazzi che sono stati arrestati fin dall'inizio della seconda Intifada nel settembre 2000, molti dei quali stanno scontando la condanna.
https://www.facebook.com/video.php?v=10206192179349950
Ammanettata ed in lacrime, la 14enne Malak al-Khatib del villaggio di Beitin, nel distretto di Ramallah, è stata condannata a 2 mesi di carcere dal tribunale militare di Ofer per l'accusa di lancio di pietre e posseso di un coltello.
Dopo 23 giorni di detenzione, Malak è stata condannata a 2 mesi di carcere e ad una multa di 6000 shekels ($1523), anche se lei nutriva speranze di essere rilasciata per ritornare alla sua famiglia che vive nell'angoscia da quando Malak è stata arrestata il 31 dicembre 2014.
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Non dite che non lo sapevamo n°439
Martedì 20 gennaio 2015, i soldati sono arrivati a Rifa'iyya, un villaggio palestinese tra Dirat e Zif sulle Colline Sud di Hebron, dove hanno demolito tre case ed un ovile. 28 persone sono rimaste senza un tetto.
Questions and queries: amosg@shefayim.org.il
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* dal mio blog: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - Ufficio Relazioni Internazionali)
domenica 1 febbraio 2015
Analisi logica delle illogicità di Lega nord.
FALSO: i rifugiati non sono clandestini ma hanno fatto richiesta di asilo. Le spese non le paga lo Stato ma la UE che ha destinato all’Italia decine di milioni di euro (solo 10,8 milioni per il 2011-2013) per le Politiche e sistemi di asilo (Decisione 573/2007). Descrivere queste persone come “clandestine” (ricordiamoci che in questo paese l'immigrazione clandestina è un crimine, anche se secondo noi la libera circolazione di ogni individuo è un diritto inalienabile), significa diffamarle, soprattutto se, come fa Lega nord, si fa cenno poi ai “furti” compiuti da stranieri, fenomeno che non c’entra nulla coi rifugiati!
UNA FALSITA’: tanto è vero che la stessa Lega poi, accennando al trattato di Schengen, rende implicito il fatto che la maggior parte delle persone che compiono furti negli appartamenti hanno un regolare documento di identità EUROPEO. Il problema è quindi territoriale e non c’entra l’immigrazione da paesi extra europei. Immigrazione che non è “senza regole e senza limiti”, ma regolato proprio dalla loro Bossi-Fini, e con un flusso in discesa del 12,3%. Negli stessi testi inerenti i “clandestini” inesistenti contro cui la Lega protesta a Fano si accenna poi alla solidarietà con i vignettisti uccisi a Parigi, si cerca quindi di usare il tragico fatto per addossare ai profughi una presunta appartenenza al radicalismo islamico.
FALSO: guardiamo allora i paesi di origine di questi ospiti, Bangladesh, Etiopia, Gambia, Nigeria, paesi dei quali solo uno è a maggioranza islamica, e dai quali si fugge proprio perché avversi al regime politico, l’Etiopia è a maggioranza cristiana, in Nigeria si fugge da Boko Haram. Cosa c’entra l’Isis? Assolutamente niente. L’uso della solidarietà a Charlie hebdo è quindi strumentale. Quelle persone hanno perso la vita, ricordiamolo, per mano di due cittadini francesi, nati in Francia, non per mano di clandestini. Sempre che per la Lega nord Fano le persone con lontane origini razziali differenti dalla loro debbano per sempre portarsi addosso un marchio: e questo è razzismo e basta. Non lo diciamo solamente noi, lo dicono le tante associazioni e persone che si occupano di povertà e solidarietà sociale che in questi giorni hanno criticato duramente le illazioni di Lega nord.
E poi arriva Oriana Fallaci, fatta resuscitare da Lega nord Fano in questo sit-in con letture dei suoi ultimi testi, quelli scritti dopo il suo ritiro a New York, tra il 1990 e il 2006, anno della sua morte. Fallaci vagheggiava di un complotto islamico per conquistare il mondo dal suo appartamento, nel quale viveva reclusa. Dopo l’attentato di Bin Laden del 2001 poi scrisse testi durissimi contro l’Islam, confondendo l’uso politico dell’islamismo radicale con l’islam in generale. Un bell’esempio di lucidità riproporla oggi, nel momento in cui tutte le associazioni di musulmani in Europa si schierano contro la violenza.
ULTIMA FALSITA’, la guerra tra poveri… le colpe dei tagli alla sanità sarebbero non di Spacca ma dei profughi, il fatto che non ci siano aiuti ai disoccupati sarebbe colpa non di Renzi ma degli immigrati. Eppure sappiamo anche che a lucrare nella maniera più spudorata coi fondi europei sull’accoglienza è stata una lobby condotta dal fasci-mafioso Carminati, è stato un gruppo di persone che proprio coi suoi amici in Parlamento poi tuonava contro gli immigrati. Che differenza c’è quindi tra noi nati in Italia e i profughi che fuggono dai loro Paesi o gli immigrati che cercano lavoro qua? Nessuna, siamo comunque usati da chi vuole lucrare sulla nostra pelle e sul nostro lavoro, e proprio per questo che non dobbiamo dividerci, ma unirci.
Alternativa libertaria- FdCA Fano, Pesaro
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