„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

martedì 3 febbraio 2015
Stiamo vincendo a Kobanê oggi e vinceremo in tutto il Kurdistan domani!
Oggi, le bande criminali che gli Stati avevano creato per i loro interessi si stanno ritirando da Kobanê lasciandosi alle spalle le rovine che hanno provocato. Mentre l'eco della vittoria della resistenza sale per le vie di Kobanê, si rafforza la convinzione della libertà al di sopra delle stesse rovine. Come ebbe a dire il compagno Durruti:"Non abbiamo paura delle rovine". Oggi e domani, a Kobanê ed in molti altri posti, sappiamo che una nuova vita nascerà tra quelle stesse rovine.
Sono stati 130 giorni in cui il cuore della Rivoluzione della Rojava ha continuato a pulsare per le strade di Kobanê.
Sono stati 130 giorni in cui il popolo ha resistito a costo della vita con la forza dell'auto-organizzazione e della volontà.
Sono stati 130 giorni in cui le donne sono state protagoniste nella lotta per la libertà.
Sono stati 130 giorni in cui non solo a Kobanê o a Suruç; ma ovunque nella regione c'è stata mobilitazione. Sono caduti i confini e la solidarietà ha unito tutti nella resistenza.
Sono stati 130 giorni in cui a Kobanê è cresciuta la speranza, non solo contro l'ISIS, ma anche contro gli Stati di Assad, dell'Unione Europea e della Turchia e contro i media che hanno alimentato il disfattismo dicendo che "Kobanê sarebbe caduta!", contro il capitalismo e contro lo Stato.
Sono stati 130 giorni in cui le persone che hanno resistito lo hanno fatto per conquistarsi la libertà.
Kobanê ha resistito per 130 giorni contro i confini che separavano le esistenze, contro gli assassini che distruggevano vite, contro le bande criminali create dagli Stati. Nei liberi territori di Kobanê è cresciuta la resistenza, è sbocciata la speranza, è iniziata una nuova vita.
Oggi, dopo mesi di battaglie, di innumerevoli vite perse a causa degli attacchi dello Stato e delle bande criminali, la vittoria della resistenza e la crescente rabbia contro gli assassini trova eco in tutta la regione. La vittoria della resistenza si espande oggi da Mistenur Hill a Mekteba Reş, da Memite a Kaniya Kurda.
Oggi, le bande criminali che gli Stati avevano creato per i loro interessi si stanno ritirando da Kobanê lasciandosi alle spalle le rovine che hanno provocato. Mentre l'eco della vittoria della resistenza sale per le vie di Kobanê, si rafforza la convinzione della libertà al di sopra delle stesse rovine. Come ebbe a dire il compagno Durruti:"Non abbiamo paura delle rovine". Oggi e domani, a Kobanê ed in molti altri posti, sappiamo che una nuova vita nascerà tra quelle stesse rovine.
Biji Serketina Kobane!
Lunga vita alla vittoria di Kobane!
DAF- Devrimci Anarşist Faaliyet
Link esterno: http://www.anarsistfaaliyet.org
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/FdCA - ufficio relazioni internazionali)
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