In Grecia continuano le iniziative di lotta contro il pacchetto di licenziamenti, tagli a pensioni e servizi, svendita di beni comuni prescritte dalla trojka (FMI, UE, BCE) al governo greco in cambio dell'ennesimo prestito per dare ossigeno al malato per poterne spremere le ultime energie prima del default. Il pacchetto avvelenato è stato approvato dal parlamento il 12 febbraio, mentre ad Atene e in numerose altre città greche scoppiava la rivolta popolare. Nella capitale gli scontri sono andati avanti per ore, mentre la popolazione in lotta applaudiva gli anarchici che rispondevano con forza agli attacchi della polizia. In quella giornata ci sono stati oltre cento arresti. Le accuse sono molto gravi: resistenza, attacco incendiario, lesioni. Molto intenso è anche il dibattito nel movimento sulle prospettive per l'immediato futuro, poiché in tanti sta crescendo la consapevolezza della necessità di un esodo conflittuale dall'istituito. I primi segni ci sono: i lavoratori dell'azienda elettrica si rifiutano di staccare la luce ai morosi, quelli dell'ospedale di Kirkis decisono di occuparlo e autogestirlo per garantire a tutti l'accesso ai servizi sanitari. Ne abbiamo parlato ai microfoni di radio Blackout con un compagno greco, Georgios.
Ascolta l'intervista: http://anarresinfo.noblogs.org/2012/02/21/rivolta-sociale-in-grecia/
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
mercoledì 22 febbraio 2012
venerdì 17 febbraio 2012
Friuli NO TAV , verso la manifestazione del 25 febbraio in val di Susa
Incontro-dibattito
con
Eleonora Ponte ed Alberto Fiorentini
attivisti NO TAV della Valsusa
Sabato 18 febbraio
ore 20.30
presso la
Sala Conferenze di Villa Dora
a San Giorgio di Nogaro
http://info-action.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1520:no-tav-friuli-veneto-e-valsusa-uniti-nella-lotta&catid=82:noi
con
Eleonora Ponte ed Alberto Fiorentini
attivisti NO TAV della Valsusa
Sabato 18 febbraio
ore 20.30
presso la
Sala Conferenze di Villa Dora
a San Giorgio di Nogaro
http://info-action.net/index.php?option=com_content&view=article&id=1520:no-tav-friuli-veneto-e-valsusa-uniti-nella-lotta&catid=82:noi
ATENE IN FIAMME: INCENDIO D’EUROPA - presidio a Genova in Piazza Ferrari ore 17
Presidio a Genova
La Sezione FdCA Nino Malara di Genova ed il Circolo Montseny di Alternativa Libertaria organizzano per venerdì 24 febbraio 2012, alle ore 16:00, un presidio al quale sono invitati tutti i soggetti politici, sociali sindacali della città. Il presidio si terrà venerdì 24 febbraio 2012 alle 16:00 in Piazza De Ferrari e poi ci si sposterà in Piazza Matteotti per rendere omaggio alla memoria dello studente greco Costantino Georgakis, che lì si diede fuoco il 19 settembre 1970 per protestare contro il regime dei colonnelli.
In Grecia il sistema economico speculativo internazionale, diretto dalla famigerata Troika (BCE – UE – FMI), sta svelando il suo volto peggiore. “Riforme” sociali e tagli, operati dall’irresponsabile e collaborazionista governo ellenico, stanno letteralmente affamando una popolazione chiamata a pagare il conto di una crisi che non ha prodotto.
La crisi, causata invece dal capitalismo internazionale con l’intento di difendere i propri privilegi ed il sistema bancario, ha riportato il Paese ad incubi sociali che si pensavano debellati da decenni:
licenziamenti di massa
disoccupazione a livelli stratosferici
salari e pensioni tagliati di oltre il 50 % dall'oggi al domani
istituzioni pubbliche e servizi sociali a tutela dei più poveri e dei più deboli al collasso
interruzione dell’erogazione dell’elettricità e del gas a cittadini e strutture pubbliche (ospedali, scuole, ecc.) insolventi
ricorso sempre più diffuso alle organizzazioni di carità da parte dei cittadini
fuga dal Paese di chi può ancora permetterselo, in particolare dei giovani
Tutto questo sostenuto da una brutale repressione poliziesca e da una propaganda mediatica che va oltre il ridicolo, bollando genericamente come black - blok migliaia di lavoratori, pensionati, studenti, casalinghe, che occupano le piazze di Atene, Salonicco e delle maggiori città greche e che si difendono dagli attacchi delle forze dell’ordine, le quali utilizzano massicciamente contro di loro anche gas lacrimogeni vietati dalle convenzioni internazionali.
In questo clima di guerra sociale del Capitale contro le classi subalterne, l’unica buona notizia è il tentativo, da parte della popolazione, di autorganizzarsi. Per la prima volta nella storia della Grecia moderna si cerca infatti di praticare l'autogestione, adottata su larga scala dalla società civile: in aziende pubbliche, ospedali e là dove le bollette non si possono pagare, i servizi sono riallacciati e garantiti da comitati di cittadini.
Quando il Capitale avrà staccato la spina alla Grecia, facendola precipitare nel medioevo, si dedicherà agli altri Paesi europei non “virtuosi”. La lista nera è già pronta: Irlanda, Portogallo, Spagna, Italia…
La Grecia è oggi quello che potrebbe diventare l’Italia domani!
E’ ormai evidente che per uscire dalla situazione di continua crisi economica che caratterizza i nostri tempi occorre superare questo modo di produzione, che tutto divora per preservare se stesso. Non saranno lo stucchevole gioco delle alternanze di governo, né le grandi coalizioni, né i governi tecnici all’interno di queste compatibilità economiche, né improbabili e sinistri ritorni di fiamma nazionalistici a risolvere i problemi. Solo la crescita di un’ opposizione sociale di massa a livello europeo sarà in grado di far pagare la crisi a chi l’ha creata e di indicare la strada verso l’emancipazione dal Capitale e dalla sua finanza.
Sosteniamo il popolo greco in lotta e auspichiamo per la Grecia e per tutti i Paesi un futuro di libertà, con un' economia al servizio degli esseri umani e non degli speculatori.
Esigiamo l'immediata scarcerazione di tutti gli arrestati durante le manifestazioni e la cessazione di ogni forma di repressione da parte delle forze di polizia.
Federazione dei Comunisti Anarchici Sez. N. Malara Genova
– Alternativa Libertaria Circolo F. Montseny Genova
Circolo comunista centro storico
-PRC circolo Geymonat
Anarchici e Libertari del Tigullio
fdca.genova@yahoo.it
Difesa Sindacale seminario del 26 febbraio 2012 Firenze , Per il rilancio dell'egualitarismo nell'azione sindacale
Per il rilancio dell’egualitarismo nell’azione sindacale
SEMINARIO di Difesa Sindacale comunisti anarchici in cgil
26 febbraio 2012
Ore 9,30
Sede FLC – CGIL, Piazza Indipendenza n.8 Firenze
ore 9,30:
Presentazione: Carmine Valente - Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL - Livorno
Saluto: John Gilbert - Segretario FLC - CGIL – Firenze
Ore 10,00:
Coordina: Saverio Craparo
-Per il rilancio dell’egualitarismo nell’azione sindacale quale premessa per l’unità di classe di tutti gli sfruttati
Giulio Angeli - Comitato Direttivo FLC – CGIL - Pisa
-Egualitarismo e politiche contrattuali nella realtà della crisi.
Mario Salvadori - Segretario Generale FILT – CGIL - Lucca -
Comunismo anarchico, lotta di classe, egualitarismo.
Adriana Dadà - Università di Firenze
0re 11,30
Dibattito:
coordina: Stefania Baschieri
0re 13,00 Pausa con piccolo buffet
Ore 14.00 Prosieguo dibattito
Ore 15,30 Chiusura lavori
SEMINARIO di Difesa Sindacale comunisti anarchici in cgil
26 febbraio 2012
Ore 9,30
Sede FLC – CGIL, Piazza Indipendenza n.8 Firenze
ore 9,30:
Presentazione: Carmine Valente - Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL - Livorno
Saluto: John Gilbert - Segretario FLC - CGIL – Firenze
Ore 10,00:
Coordina: Saverio Craparo
-Per il rilancio dell’egualitarismo nell’azione sindacale quale premessa per l’unità di classe di tutti gli sfruttati
Giulio Angeli - Comitato Direttivo FLC – CGIL - Pisa
-Egualitarismo e politiche contrattuali nella realtà della crisi.
Mario Salvadori - Segretario Generale FILT – CGIL - Lucca -
Comunismo anarchico, lotta di classe, egualitarismo.
Adriana Dadà - Università di Firenze
0re 11,30
Dibattito:
coordina: Stefania Baschieri
0re 13,00 Pausa con piccolo buffet
Ore 14.00 Prosieguo dibattito
Ore 15,30 Chiusura lavori
La grande crisi . Considerazioni libertarie sul declino politico , sociale ed economico del sistema italia - 23 febbraio 2012 Ferrara
In data 23 febbraio 2012
si svolgerà a partire dalle ore 21:00 presso i locali del Centro
Sociale “La Resistenza” sito in Via della Resistenza n.34, la
conferenza dibattito che affronterà il tema
“La Grande Crisi.
Considerazioni libertarie sul declino politico, sociale ed economico
del sistema Italia”.
Introduce
Giorgio Franchi
a nome del Gruppo Libertario Remo Tartari, seguiranno gli interventi di
-Luciano Nicolini editore e redattore di Cenerentola - Mensile
Libertario
-Toni Iero saggista, economista e collaboratore di
Cenerentola - Mensile Libertario.
Gruppo Libertario Remo Tartari Ferrara
si svolgerà a partire dalle ore 21:00 presso i locali del Centro
Sociale “La Resistenza” sito in Via della Resistenza n.34, la
conferenza dibattito che affronterà il tema
“La Grande Crisi.
Considerazioni libertarie sul declino politico, sociale ed economico
del sistema Italia”.
Introduce
Giorgio Franchi
a nome del Gruppo Libertario Remo Tartari, seguiranno gli interventi di
-Luciano Nicolini editore e redattore di Cenerentola - Mensile
Libertario
-Toni Iero saggista, economista e collaboratore di
Cenerentola - Mensile Libertario.
Gruppo Libertario Remo Tartari Ferrara
giovedì 16 febbraio 2012
Palestina-Israele, la lotta unitaria potrebbe fare da modello per la terza Intifada disarmata
Le forze di stato israeliane hanno colpito Nabi Salih più duramente rispetto agli altri villaggi vicini che hanno manifestato contro il muro della separazione. Colpita pù duramente di Ma'sarah, o delle vicine Bil'in e Ni'lin, anche Beit Ummar che confina con il muro della separazione, e le cui manifestazioni unitarie sono anche contro il vicino insediamento coloniale. Le tre nuove località di lotta unitaria: Ad-Dik, Kufr Qaddum e Qaryut che sono più all'interno della Cisgiordania occupata hanno subito una repressione sproporzionata. Sembra che le autorità israeliane abbiano paura che "il cattivo esempio" faccia scuola e si sviluppi in una intidafa disarmata per neutralizzare la quale non hanno i mezzi. (Per anni hanno cercato di mettere fine alle manifestazioni a Bil'in e Ni'lin, ma hanno fallito dal momento che non potrebbero giustificare un inasprimento dei mezzi repressivi necessari)
Beit Ummar
http://www.fdca.it/wall/
Beit Ummar
http://www.fdca.it/wall/
martedì 14 febbraio 2012
LOUISE MICHEL Conegliano 15 febbraio 2012
ultimo FILM del CINEFORUM di febbraio organizzato dal COMITATO per IL SUPERAMENTO della CRISI di CONEGLIANO
INFORMAGIOVANI al BISCIONE, piazzale ZOPPAS stazione corriere, adiacenze stazione FS ore 20:30
MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ORE 20:30:
LOUISE-MICHELFrancia (2008)di Gustave de Kervern e Benoît Delépine La storia di un gruppo di operaie francesi e il progetto di far fuori il loro ex datore/padrone di lavoro
non mancate
INFORMAGIOVANI al BISCIONE, piazzale ZOPPAS stazione corriere, adiacenze stazione FS ore 20:30
MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ORE 20:30:
LOUISE-MICHELFrancia (2008)di Gustave de Kervern e Benoît Delépine La storia di un gruppo di operaie francesi e il progetto di far fuori il loro ex datore/padrone di lavoro
non mancate
domenica 12 febbraio 2012
Pro e contro il risorgimento , 150 anni di usi politici - di Piero Brunello presso L'Ateneo degli imperfetti di Marghera
Carissimi
ci siamo posti una domanda per rispondere alla quale ci aiuta Piero Brunello, docente di storia sociale alla Università di Venezia, per parlarci del risorgimento e dell'uso che ne ha fatto la politica da 150 anni.
SABATO 18 Febbraio alle ore 17:30
Piero Brunello ci parlerà:" Pro e contro il risorgimento, 150 anni di usi politici"
Seguirà il consueto intrattenimento culinario, (ognuno porti qualcosa).
A presto
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo 209, Marghera 30175 Mestre (VE)
ci siamo posti una domanda per rispondere alla quale ci aiuta Piero Brunello, docente di storia sociale alla Università di Venezia, per parlarci del risorgimento e dell'uso che ne ha fatto la politica da 150 anni.
SABATO 18 Febbraio alle ore 17:30
Piero Brunello ci parlerà:" Pro e contro il risorgimento, 150 anni di usi politici"
Seguirà il consueto intrattenimento culinario, (ognuno porti qualcosa).
A presto
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo 209, Marghera 30175 Mestre (VE)
sabato 11 febbraio 2012
Foibe, giornata del ricordo ...
"A Pola xe l’Arena La Foiba xe a Pisin Che buta zo in quel fondo Chi ga certo morbin (1)" .
(Canto dei giovani fascisti di Pisino, 1919)
(1) "A Pola c’è l’Arena, a Pisino c’è la foiba: in quell’abisso vien gettato chi ha certi pruriti." Lo squadrista istriano Giorgio Alberto Chiurco, nella sua Storia della rivoluzione fascista (Vallecchi Editore, Firenze, 1929) si gloria di un’orrenda serie di violenze, tra cui l’infoibamento di slavi e antifascisti italiani. Cfr. Giacomo Scotti, Foibe e foibe, «Il Ponte della Lombardia», n. 2. febbraio/marzo 1997, numero speciale.
(Canto dei giovani fascisti di Pisino, 1919)
(1) "A Pola c’è l’Arena, a Pisino c’è la foiba: in quell’abisso vien gettato chi ha certi pruriti." Lo squadrista istriano Giorgio Alberto Chiurco, nella sua Storia della rivoluzione fascista (Vallecchi Editore, Firenze, 1929) si gloria di un’orrenda serie di violenze, tra cui l’infoibamento di slavi e antifascisti italiani. Cfr. Giacomo Scotti, Foibe e foibe, «Il Ponte della Lombardia», n. 2. febbraio/marzo 1997, numero speciale.
SABATO 18 FEBBRAIO PARTECIPIAMO TUTTE E TUTTI A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM
SABATO 18 FEBBRAIO PARTECIPIAMO TUTTE E TUTTI A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM
"DEMOCRAZIA AL LAVORO"
comunicateci le vostre adesioni per le partenze da Vittorio, Conegliano, Treviso, Oderzo e Castelfranco. Rivolgersi presso le camere del lavoro cgil
"DEMOCRAZIA AL LAVORO"
comunicateci le vostre adesioni per le partenze da Vittorio, Conegliano, Treviso, Oderzo e Castelfranco. Rivolgersi presso le camere del lavoro cgil
CINEFORUM Comitato lavoratori superamento crisi di Conegliano - 3° film Louise Michel
MERCOLEDI 15 SERA IL TERZO FILM del CINEFORUM di febbraio
INFORMAGIOVANI al BISCIONE, piazzale ZOPPAS stazione corriere, adiacenze stazione FS ore 20:30
MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ORE 20:30: LOUISE-MICHELFrancia (2008)di Gustave de Kervern e Benoît Delépine La storia di un gruppo di operaie francesi e il progetto di far fuori il loro ex datore/padrone di lavoro...NON MANCATE!
INFORMAGIOVANI al BISCIONE, piazzale ZOPPAS stazione corriere, adiacenze stazione FS ore 20:30
MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ORE 20:30: LOUISE-MICHELFrancia (2008)di Gustave de Kervern e Benoît Delépine La storia di un gruppo di operaie francesi e il progetto di far fuori il loro ex datore/padrone di lavoro...NON MANCATE!
VIADANA - Il movimento anarchico in lombardia tra ottocento e novecento con riflessi nella bassa padana , del prof. Maurizio Antonioli
La Società Storica Viadanese organizza
Domenica 12 febbraio 2012 ore 17.00
MuVi via Manzoni, 4 - Viadana –
Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Sala della Permanente
Il movimento anarchico in Lombardia tra Ottocento e Novecento con riflessi nella Bassa Padana
prof. Maurizio Antonioli
Ordinario di Storia contemporanea e di Storia del Movimento Sindacale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano
Domenica 12 febbraio 2012 ore 17.00
MuVi via Manzoni, 4 - Viadana –
Galleria Civica d’Arte Contemporanea, Sala della Permanente
Il movimento anarchico in Lombardia tra Ottocento e Novecento con riflessi nella Bassa Padana
prof. Maurizio Antonioli
Ordinario di Storia contemporanea e di Storia del Movimento Sindacale presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Milano
giovedì 9 febbraio 2012
Tribunale del riesame per 4 No Tav: carcere per Luca e Giorgio, ai domiciliari Zeno e Federico
Tribunale del riesame per 4 No Tav: carcere per Luca e Giorgio, ai
domiciliari Zeno e Federico
Oltre a Tobia Imperato trasferito nel carcere di Cuneo, anche Luca
Cientanni è stato spostato per punizione nel carcere di Ivrea.
Questa mattina, lo riferisce l'avvocato Lamacchia, il tribunale del
riesame si è pronunciato sulle richieste di scarcerazione dei quattro No
Tav per i quali c'è stata l'udienza il 6 febbraio.
Luca Cientanni e Giorgio Rossetto restano in carcere, a Federico Guido e
Zeno Rocca sono stati concessi i domiciliari. L'udienza del riesame per
gli altri No Tav è stata fissata il 13 febbraio: l'esito si saprà il
prossimo fine settimana.
Giungono notizie dal carcere da Gabriela Avossa, le cui condizioni di
detenzione sono particolarmente dure: è rinchiusa in una cella senza
finestre e dorme in un letto pieno di pulci.
Un motivo in più per essere in tanti alla manifestazione del 25 febbraio
da Bussoleno a Susa.
Per informazioni e approfondimenti: http://anarresinfo.noblogs.org
I No Tav protestano in carcere: Tobia trasferito per punizione
Giovedì 9 febbraio. Il No Tav non si arresta. Nemmeno in carcere. Alle
Vallette martedì scorso quattro dei No Tav arrestati il 26 gennaio per le
giornate di lotta e di resistenza del 27 giugno e del 3 luglio hanno
protestato attivamente contro la cancellazione delle ore di "socialità"
concesse dall'amministrazione penitenziaria.
La vendetta non si è fatta attendere: questa mattina l'anarchico Tobia
Imperato è stato trasferito nel carcere di Cuneo.
Secondo quanto scrivono i quotidiani La Stampa e CronacaQui direttori e
secondini delle carceri di mezza Italia non vorrebbero i detenuti No Tav,
perché sono diventati punto di riferimento per gli altri prigionieri e la
situazione, già incandescente per il sovraffollamento, rischia di dilagare
in proteste più ampie.
Un motivo in più per essere in tanti alla manifestazione del 25 febbraio
da Bussoleno a Susa - dove gli anarchici sociali promuovono uno spezzone
rosso e nero.
Di seguito la lettera dalle Vallette di Tobia Imperato e Giorgio Rossetto
sulla protesta di martedì 7 febbraio:
A tutti i compagni/e
Vogliamo farvi sapere che ieri, mentre si svolgeva il concerto davanti al
carcere, noi abbiamo dato corso a una protesta contro le pesanti
condizioni di agibilità interna.
Al detenuto spettano, per disposizione ministeriale, 4 ore d'aria. In più
sono concesse 2 ore di socialità, in cui i detenuti dovrebbero, appunto,
socializzare tra loro.
Fino a poco tempo fa in queste ore venivano aperte le celle e si poteva
passeggiare nel corridoio o, volendo, entrare in un'altra cella.
Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto d'ora, ci fanno entrare
nelle celle in cui vogliamo stare.
In questi giorni d'emergenza freddo è impossibile uscire all'aria anche
perché i cortili sono invasi dalla neve e non si sono attrezzati con
scarpe adatte. Se non vai all'aria ti obbligano a stare chiuso in cella.
Ieri sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite. Invece
di aprire tutte le celle contemporaneamente venivano aperte una alla
volta, ti portavano alla cella che volevi e ti richiudevano nuovamente.
Quando ci hanno aperto noi (Tobia e Giorgio) siamo rimasti in corridoio
rifiutando di farci nuovamente rinchiudere. Allora han provato a metterci
contro gli altri, dicendo che fino a quando noi eravamo in corridoio non
avrebbero più aperto a nessuno. Dopo esserci consultati con gli altri
detenuti, abbiamo deciso di non desistere.
Dopo un po' di minacce, hanno chiamato la squadretta, composta da mezza
dozzina di agenti nerboruti, con il chiaro intento di intimidirci. Al
nostro netto rifiuto di rientrare in cella, ci hanno presi di peso e
sbattuti dentro, senza però usare violenza.
Dopo una decina di minuti siamo stati convocati dal Direttore che, con
modi gentili e molto paternalismo si lamentava che era la terza protesta
di questo tipo che avevano messo in atto.
Noi, dopo aver precisato che non volevamo favori ne privilegi personali,
abbiamo presentato a nome di tutti i detenuti della sezione una serie di
richieste di agibilità minima.
Il direttore ha risposto che ci avrebbe riflettuto sopra e ci avrebbe
fatto sapere.
Adesso stiamo valutando il da farsi.
Come i banchieri cercano di far pagare la crisi ai lavoratori, in carcere
si cerca di far pagare il sovraffollamento ai detenuti. Vengono
progressivamente ridotte le dotazioni (detersivi, carta igienica, ecc.) e,
con la scusa di maggiori difficoltà di gestione, gli spazi di agibilità.
La lotta non si fermerà.
i detenuti del 26 gennaio 2012
Giorgio e Tobia
Per chi volesse scrivere, inviare telegrammi di solidarietà a Tobia questo
è l'indirizzo del carcere:
Tobia Imperato
Casa Circondariale
via Roncata 75,
12100 Cuneo
domiciliari Zeno e Federico
Oltre a Tobia Imperato trasferito nel carcere di Cuneo, anche Luca
Cientanni è stato spostato per punizione nel carcere di Ivrea.
Questa mattina, lo riferisce l'avvocato Lamacchia, il tribunale del
riesame si è pronunciato sulle richieste di scarcerazione dei quattro No
Tav per i quali c'è stata l'udienza il 6 febbraio.
Luca Cientanni e Giorgio Rossetto restano in carcere, a Federico Guido e
Zeno Rocca sono stati concessi i domiciliari. L'udienza del riesame per
gli altri No Tav è stata fissata il 13 febbraio: l'esito si saprà il
prossimo fine settimana.
Giungono notizie dal carcere da Gabriela Avossa, le cui condizioni di
detenzione sono particolarmente dure: è rinchiusa in una cella senza
finestre e dorme in un letto pieno di pulci.
Un motivo in più per essere in tanti alla manifestazione del 25 febbraio
da Bussoleno a Susa.
Per informazioni e approfondimenti: http://anarresinfo.noblogs.org
I No Tav protestano in carcere: Tobia trasferito per punizione
Giovedì 9 febbraio. Il No Tav non si arresta. Nemmeno in carcere. Alle
Vallette martedì scorso quattro dei No Tav arrestati il 26 gennaio per le
giornate di lotta e di resistenza del 27 giugno e del 3 luglio hanno
protestato attivamente contro la cancellazione delle ore di "socialità"
concesse dall'amministrazione penitenziaria.
La vendetta non si è fatta attendere: questa mattina l'anarchico Tobia
Imperato è stato trasferito nel carcere di Cuneo.
Secondo quanto scrivono i quotidiani La Stampa e CronacaQui direttori e
secondini delle carceri di mezza Italia non vorrebbero i detenuti No Tav,
perché sono diventati punto di riferimento per gli altri prigionieri e la
situazione, già incandescente per il sovraffollamento, rischia di dilagare
in proteste più ampie.
Un motivo in più per essere in tanti alla manifestazione del 25 febbraio
da Bussoleno a Susa - dove gli anarchici sociali promuovono uno spezzone
rosso e nero.
Di seguito la lettera dalle Vallette di Tobia Imperato e Giorgio Rossetto
sulla protesta di martedì 7 febbraio:
A tutti i compagni/e
Vogliamo farvi sapere che ieri, mentre si svolgeva il concerto davanti al
carcere, noi abbiamo dato corso a una protesta contro le pesanti
condizioni di agibilità interna.
Al detenuto spettano, per disposizione ministeriale, 4 ore d'aria. In più
sono concesse 2 ore di socialità, in cui i detenuti dovrebbero, appunto,
socializzare tra loro.
Fino a poco tempo fa in queste ore venivano aperte le celle e si poteva
passeggiare nel corridoio o, volendo, entrare in un'altra cella.
Ultimamente ci fanno uscire e, dopo un quarto d'ora, ci fanno entrare
nelle celle in cui vogliamo stare.
In questi giorni d'emergenza freddo è impossibile uscire all'aria anche
perché i cortili sono invasi dalla neve e non si sono attrezzati con
scarpe adatte. Se non vai all'aria ti obbligano a stare chiuso in cella.
Ieri sera, nella nostra sezione le condizioni sono state inasprite. Invece
di aprire tutte le celle contemporaneamente venivano aperte una alla
volta, ti portavano alla cella che volevi e ti richiudevano nuovamente.
Quando ci hanno aperto noi (Tobia e Giorgio) siamo rimasti in corridoio
rifiutando di farci nuovamente rinchiudere. Allora han provato a metterci
contro gli altri, dicendo che fino a quando noi eravamo in corridoio non
avrebbero più aperto a nessuno. Dopo esserci consultati con gli altri
detenuti, abbiamo deciso di non desistere.
Dopo un po' di minacce, hanno chiamato la squadretta, composta da mezza
dozzina di agenti nerboruti, con il chiaro intento di intimidirci. Al
nostro netto rifiuto di rientrare in cella, ci hanno presi di peso e
sbattuti dentro, senza però usare violenza.
Dopo una decina di minuti siamo stati convocati dal Direttore che, con
modi gentili e molto paternalismo si lamentava che era la terza protesta
di questo tipo che avevano messo in atto.
Noi, dopo aver precisato che non volevamo favori ne privilegi personali,
abbiamo presentato a nome di tutti i detenuti della sezione una serie di
richieste di agibilità minima.
Il direttore ha risposto che ci avrebbe riflettuto sopra e ci avrebbe
fatto sapere.
Adesso stiamo valutando il da farsi.
Come i banchieri cercano di far pagare la crisi ai lavoratori, in carcere
si cerca di far pagare il sovraffollamento ai detenuti. Vengono
progressivamente ridotte le dotazioni (detersivi, carta igienica, ecc.) e,
con la scusa di maggiori difficoltà di gestione, gli spazi di agibilità.
La lotta non si fermerà.
i detenuti del 26 gennaio 2012
Giorgio e Tobia
Per chi volesse scrivere, inviare telegrammi di solidarietà a Tobia questo
è l'indirizzo del carcere:
Tobia Imperato
Casa Circondariale
via Roncata 75,
12100 Cuneo
venerdì 3 febbraio 2012
CINEFORUM del COMITATO per IL SUPERAMENTO della CRISI di CONEGLIANO
CINEFORUM del COMITATO per IL SUPERAMENTO della CRISI di CONEGLIANO
INFORMAGIOVANI al BISCIONE, piazzale ZOPPAS stazione corriere adiacenze stazione FS
MERCOLEDI 01 FEBBRAIO ORE 20:30:
I LUNEDI AL SOLE (Los lunes al sol) 2002 Spagna/Francia/ItaliaAttori: Javier Bardem, Luis TosarRegia: Fernando León de Aranoa... I lunedí al sole racconta con toni agrodolci le vicissitudini di alcuni operai dei cantieri navali di Vigo licenziati a causa della riconversione industriale.Per loro i giorni della settimana sono tutti uguali: il lunedì come la domenica.Una storia di presenze e assenze, di telefoni che non squillano mai, di ricordi, preoccupazioni e speranze…
MERCOLEDI 08 FEBBRAIO ORE 20:30:
FUGA DAL CALL CENTER 2010 ItaliaAttori: Angelo Pisani, Isabella TabariniRegia: Federico RizzoUn affresco di una generazione in bilico tra sogni e incertezze, incoscienza e paura del futuro..
MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ORE 20:30:
LOUISE-MICHELFrancia (2008)di Gustave de Kervern e Benoît Delépine La storia di un gruppo di operaie francesi e il progetto di far fuori il loro ex datore/padrone di lavoro
NON MANCATE!
INFORMAGIOVANI al BISCIONE, piazzale ZOPPAS stazione corriere adiacenze stazione FS
MERCOLEDI 01 FEBBRAIO ORE 20:30:
I LUNEDI AL SOLE (Los lunes al sol) 2002 Spagna/Francia/ItaliaAttori: Javier Bardem, Luis TosarRegia: Fernando León de Aranoa... I lunedí al sole racconta con toni agrodolci le vicissitudini di alcuni operai dei cantieri navali di Vigo licenziati a causa della riconversione industriale.Per loro i giorni della settimana sono tutti uguali: il lunedì come la domenica.Una storia di presenze e assenze, di telefoni che non squillano mai, di ricordi, preoccupazioni e speranze…
MERCOLEDI 08 FEBBRAIO ORE 20:30:
FUGA DAL CALL CENTER 2010 ItaliaAttori: Angelo Pisani, Isabella TabariniRegia: Federico RizzoUn affresco di una generazione in bilico tra sogni e incertezze, incoscienza e paura del futuro..
MERCOLEDI 15 FEBBRAIO ORE 20:30:
LOUISE-MICHELFrancia (2008)di Gustave de Kervern e Benoît Delépine La storia di un gruppo di operaie francesi e il progetto di far fuori il loro ex datore/padrone di lavoro
NON MANCATE!
ACQUA PUBBLICA / AL VIA LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE
ACQUA
PUBBLICA / AL VIA LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE
Autoriduciamo
le bollette per rispettare il referendum
Tra
questo e il prossimo week end, con mobilitazioni diffuse, azioni
comunicative e presenza in tutti i territori, il Forum italiano dei
movimenti per l'acqua lancerà ufficialmente in tutto il Paese
la campagna di "obbedienza civile". Sarà obbedienza
civile perché proponiamo a tutte le donne e gli uomini del Paese di
obbedire al voto espresso nel giugno scorso dal popolo italiano,
attivandosi in prima persona e collettivamente per contrastare
l'illegittimità delle tariffe applicate da tutti i gestori e
pretendere il giusto pagamento della tariffa sull'acqua.
Spiegare
di cosa si tratti è molto semplice. Lo scorso giugno, oltre 26
milioni di donne e uomini di questo Paese, attraverso un doppio sì
al voto referendario, hanno aperto la strada alla
ri-pubblicizzazione
della
gestione del servizio idrico e, abolendo dalla tariffa la cosiddetta
"adeguata remunerazione del capitale investito", hanno
stabilito che sull'acqua non possano essere fatti profitti. Su questo
punto la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 26/2011 di
ammissione del quesito referendario, ha stabilito come l'esito
positivo del pronunciamento popolare fosse immediatamente
applicabile. Tuttavia, utilizzando le motivazioni più
stravaganti, a otto mesi dal referendum, nessuna istituzione
locale e nessun ente gestore ha ancora applicato la riduzione
della tariffa (per una percentuale che varia tra il 12 e il 25% da
territorio a territorio), come previsto dal voto della
maggioranza assoluta del popolo italiano. Si tratta di un gravissimo
attacco alla democrazia che, al pari delle normative approvate dal
precedente governo Berlusconi e dall'attuale governo Monti in
tema di liberalizzazione dei servizi pubblici locali, vuole
affossare nei fatti la volontà popolare, che da sempre afferma
l'acqua come bene comune e diritto umano universale e reclama
una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato.
Dopo
aver per decenni propagandato il mantra "privato è bello",
oggi i poteri forti dei grandi capitali finanziari, resisi
drammaticamente conto della perdita di consenso alle politiche
liberiste, giocano la carta del "privato è ineluttabile",
facendosi scudo della crisi e delle cosiddette esigenze dei
mercati. Temono in realtà la fine di un business garantito,
legato al fatto che l'acqua è un bene essenziale alla vita
stessa delle persone e dunque con un consumo mai comprimibile, anche
in tempi di drastico abbattimento dei redditi e delle
condizioni di vita delle persone. Di fronte ad istituzioni
pubbliche a tutti i livelli succubi degli interessi delle
multinazionali e del sistema finanziario, il popolo dell'acqua
ha deciso di lanciare questa nuova mobilitazione per il rispetto del
voto referendario e per la riappropriazione sociale dei
beni comuni e della democrazia. La campagna, già partita con
successo in alcune città (Arezzo, Genova, Roma etc.), chiederà
a tutti i cittadini, utenti singoli o condominiali, di restituire al
mittente le bollette che non prevedano la decurtazione della
quota relativa alla remunerazione del capitale investito (i
profitti), dichiarando la propria volontà di ricalcolare la tariffa
e di pagarne solo la parte legittima, nonché chiedendo il
rimborso di quanto sinora versato in eccesso. Per poter
fare questo, verranno attivati in ogni paese, quartiere, municipio,
città, sportelli di consulenza e di supporto legale da parte
dei comitati per l'acqua, mentre ogni informazione è già oggi
accessibile sul sito www.acquabenecomune.org.
Sarà
una nuova campagna dal basso, cui tutte le donne e gli uomini
del Paese potranno partecipare direttamente per dire ancora una volta
a lor signori che il nostro voto va rispettato, che l'acqua e i beni
comuni non sono un debito e che la democrazia è affare troppo
serio per lasciarla in mano a un gruppo di professori con laurea in
pensiero unico del mercato.
*
Attac Italia - Forum italiano dei movimenti per l'acqua.
PUBBLICA / AL VIA LA CAMPAGNA DI OBBEDIENZA CIVILE
Autoriduciamo
le bollette per rispettare il referendum
Tra
questo e il prossimo week end, con mobilitazioni diffuse, azioni
comunicative e presenza in tutti i territori, il Forum italiano dei
movimenti per l'acqua lancerà ufficialmente in tutto il Paese
la campagna di "obbedienza civile". Sarà obbedienza
civile perché proponiamo a tutte le donne e gli uomini del Paese di
obbedire al voto espresso nel giugno scorso dal popolo italiano,
attivandosi in prima persona e collettivamente per contrastare
l'illegittimità delle tariffe applicate da tutti i gestori e
pretendere il giusto pagamento della tariffa sull'acqua.
Spiegare
di cosa si tratti è molto semplice. Lo scorso giugno, oltre 26
milioni di donne e uomini di questo Paese, attraverso un doppio sì
al voto referendario, hanno aperto la strada alla
ri-pubblicizzazione
della
gestione del servizio idrico e, abolendo dalla tariffa la cosiddetta
"adeguata remunerazione del capitale investito", hanno
stabilito che sull'acqua non possano essere fatti profitti. Su questo
punto la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 26/2011 di
ammissione del quesito referendario, ha stabilito come l'esito
positivo del pronunciamento popolare fosse immediatamente
applicabile. Tuttavia, utilizzando le motivazioni più
stravaganti, a otto mesi dal referendum, nessuna istituzione
locale e nessun ente gestore ha ancora applicato la riduzione
della tariffa (per una percentuale che varia tra il 12 e il 25% da
territorio a territorio), come previsto dal voto della
maggioranza assoluta del popolo italiano. Si tratta di un gravissimo
attacco alla democrazia che, al pari delle normative approvate dal
precedente governo Berlusconi e dall'attuale governo Monti in
tema di liberalizzazione dei servizi pubblici locali, vuole
affossare nei fatti la volontà popolare, che da sempre afferma
l'acqua come bene comune e diritto umano universale e reclama
una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico integrato.
Dopo
aver per decenni propagandato il mantra "privato è bello",
oggi i poteri forti dei grandi capitali finanziari, resisi
drammaticamente conto della perdita di consenso alle politiche
liberiste, giocano la carta del "privato è ineluttabile",
facendosi scudo della crisi e delle cosiddette esigenze dei
mercati. Temono in realtà la fine di un business garantito,
legato al fatto che l'acqua è un bene essenziale alla vita
stessa delle persone e dunque con un consumo mai comprimibile, anche
in tempi di drastico abbattimento dei redditi e delle
condizioni di vita delle persone. Di fronte ad istituzioni
pubbliche a tutti i livelli succubi degli interessi delle
multinazionali e del sistema finanziario, il popolo dell'acqua
ha deciso di lanciare questa nuova mobilitazione per il rispetto del
voto referendario e per la riappropriazione sociale dei
beni comuni e della democrazia. La campagna, già partita con
successo in alcune città (Arezzo, Genova, Roma etc.), chiederà
a tutti i cittadini, utenti singoli o condominiali, di restituire al
mittente le bollette che non prevedano la decurtazione della
quota relativa alla remunerazione del capitale investito (i
profitti), dichiarando la propria volontà di ricalcolare la tariffa
e di pagarne solo la parte legittima, nonché chiedendo il
rimborso di quanto sinora versato in eccesso. Per poter
fare questo, verranno attivati in ogni paese, quartiere, municipio,
città, sportelli di consulenza e di supporto legale da parte
dei comitati per l'acqua, mentre ogni informazione è già oggi
accessibile sul sito www.acquabenecomune.org.
Sarà
una nuova campagna dal basso, cui tutte le donne e gli uomini
del Paese potranno partecipare direttamente per dire ancora una volta
a lor signori che il nostro voto va rispettato, che l'acqua e i beni
comuni non sono un debito e che la democrazia è affare troppo
serio per lasciarla in mano a un gruppo di professori con laurea in
pensiero unico del mercato.
*
Attac Italia - Forum italiano dei movimenti per l'acqua.
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