Il voto alla Camera del 14 maggio che ha fatto passare il disegno di legge sulla sicurezza pone per la prima volta in questo paese le basi legali per attuare politiche discriminatorie a tutti i livelli della società civile verso altri esseri umani e lavoratori immigrati in Italia in cerca di un futuro migliore.Nonostante le proteste della società civile, nonostante le voci di semplice buonsenso degli operatori, nonostante i tentativi di limare gli articoli più eclatanti, con il reato di clandestinità si sancisce di fatto la riduzione in schiavitù di donne e uomini che abitano questo paese, privandoli dei diritti più elementari e consegnandoli di fatto alla malavita organizzata internazionale che gestisce questo immenso mercato di braccia.Il grande affare securitario che investe le città, i quartieri, le scuole, gli ospedali, le famiglie con badanti, le fabbriche riceverà a breve la legittimazione parlamentare e aprirà legalmente la caccia a tutti coloro che vengono additati a nemici del popolo italiano solo perché colpevoli di essere clandestini. Senza documenti perché sbarcati da “barconi” e non da voli di linea, con il permesso scaduto perché privati dalla crisi di un permesso di soggiorno legato al contratto di lavoro o perché vittime della burocrazia, irregolari perché costretti a lavorare in nero, invisibili perché figli di clandestini, tutti appaiono potenziali nemici del popolo italiano. Anche se su di loro poggiano sempre di più le casse dello stato e i lavori di cura. E sarà anche reato di favoreggiamento della clandestinità mettere in atto pratiche di solidarietà verso gli immigrati senza permesso di soggiorno, dar loro lavoro, curarli, accoglierli a scuola. La caccia colpirà così anche chi combatte le discriminazioni, chi contrasta il razzismo e il veleno del neo-fascismo che serpeggia nei quartieri delle nostre città, chi non si arrende a questo imbarbarimento che si vuole trasformare in senso comune.
LEGGI TUTTO SU www.fdca.it
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio
martedì 19 maggio 2009
mercoledì 13 maggio 2009
Sabato 16 maggio - ore 18.00 - RIBELLI SENZA CONGEDO present. libro+cena sociale
Sabato 16 maggio 2009 - ore 18.00
presso il PREFABBRIKATO in Via Pirandello, 22 a Villanova (PN)
presentazione libro con l'autore
MARCO ROSSI
storico e collaboratore di Umanità Nova
RIBELLI SENZA CONGEDO
Rivolte partigiane dopo la Liberazione (1945-1947)
Attorno alla data del 25 aprile 1945, considerata e celebrata come l'anniversario della Liberazione, permangono ancora molti equivoci e rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti opposti.
La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25 Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l'insurrezione popolare contro il fascismo e l'occupazione nazista, negando che quella guerra civile e sociale aveva un "prima" e, soprattutto, che conobbe un "dopo" tutt'altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della
cosiddetta pacificazione nazionale.
Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante ricostruzione del passato è l'esperienza, comune a migliaia di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla Liberazione,
tornarono in montagna "per rifiuto di abitare nella Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli operai alla disoccupazione".
Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte, rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale della Resistenza.
segue dibattito
poi CENA SOCIALE+DJset al Barabbacaffè
organizza
Iniziativa LIbertaria
presso il PREFABBRIKATO in Via Pirandello, 22 a Villanova (PN)
presentazione libro con l'autore
MARCO ROSSI
storico e collaboratore di Umanità Nova
RIBELLI SENZA CONGEDO
Rivolte partigiane dopo la Liberazione (1945-1947)
Attorno alla data del 25 aprile 1945, considerata e celebrata come l'anniversario della Liberazione, permangono ancora molti equivoci e rimozioni, dettate da un evidente utilizzo politico della storia, sino al punto di ventilare la cancellazione di tale festa per sancire la conclusione della guerra che vide gli italiani combattersi su fronti opposti.
La principale mistificazione riguarda proprio la data stessa del 25 Aprile con cui si vorrebbe far iniziare e concludere l'insurrezione popolare contro il fascismo e l'occupazione nazista, negando che quella guerra civile e sociale aveva un "prima" e, soprattutto, che conobbe un "dopo" tutt'altro che composto e riconciliato sotto la bandiera della
cosiddetta pacificazione nazionale.
Uno dei fatti che contraddicono palesemente questa rassicurante ricostruzione del passato è l'esperienza, comune a migliaia di partigiani che, a distanza di poco più di un anno dalla Liberazione,
tornarono in montagna "per rifiuto di abitare nella Repubblica che mitraglia i contadini, libera i fascisti e mette gli operai alla disoccupazione".
Tali insorgenze, nonostante le considerevoli dimensioni raggiunte, rimangono a tutt’oggi una parentesi pressoché ignorata e sconosciuta, a causa dell’evidente dissonanza che rappresentò e ancora rappresenta per la storia ufficiale della Resistenza.
segue dibattito
poi CENA SOCIALE+DJset al Barabbacaffè
organizza
Iniziativa LIbertaria
BRUTTI CARATTERI 5 editoria e culture indipendenti Verona 15 16 / 22 23 24 maggio 2009
«Una città senza panchine prima o poi finirà col culo per terra»
John G. Bighawk
Brutti Caratteri è giunto quest’anno alla quinta edizione. Un evento completamente e da sempre autofinanziato, a garanzia della nostra volontà di autonomia, consapevoli che la cultura per essere libera non può e non deve asservirsi ad alcun potere. Anzi.
VENERDÌ 15 MAGGIO
circolo Pink
via scrimiari 7
ore 19.00
Una crisi, tante crisi. La fine del mercato e della sua idea.
con Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, autore di “Senza Misura. I limiti del lessico globale” (Bfs, 2008)
L’attuale crisi costituisce l’epilogo di una serie di contraddizioni emerse all’interno del capitalismo finanziario degli ultimi vent’anni.
In questo senso è una crisi che contiene in sé più crisi diverse, dalla crisi immobiliare a quella finanziaria fino a quella industriale. Di fronte all’idilliaca idea che possa essere l’occasione di un ripensamento del nostro modo di vivere e del modello di sviluppo, si prospetta l’ipotesi che produca crescita della xenofobia, abbattimento dei diritti sindacali, darwinismo sociale, devastazione ambientale, riarmo e guerre: una società sempre più chiusa e “disciplinare”, dove il ruolo dei divieti (dai piccoli e quotidiani a quelli alla circolazione delle persone su scala globale) diventa centrale.
A seguire buffet e proiezione de
“La fabbrica dei tedeschi” (M. Calopresti, 2008).
Costruita attraverso ricerche sul campo e testimonianze dei parenti delle vittime, la docu-fiction ripercorre i tragici avvenimenti accaduti nel dicembre 2007 nell'acciaieria ThyssenKrupp a Torino dove, a seguito di un grave incidente, morirono sette operai.
Nel prologo gli attori Valeria Golino, Monica Guerritore, Luca Lionello, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro, Vincenzo Russo e Giuseppe Zeno impersonano i parenti delle vittime e rievocano gli ultimi momenti di semplice quotidianità prima della tragedia.
Il documentario si compone della narrazione dei testimoni, di quello che successe quella notte e nelle settimane precedenti e dei racconti dei protagonisti sui terribili giorni seguenti.
Una pellicola che dà voce alla rabbia, alle domande senza risposta di come sia potuto accadere, al dolore dei parenti delle vittime.
SABATO 16 MAGGIO
Esposta
via interrato dell'acqua morta, 13/b
ore 17.00
Incontro
Lo spazio pubblico segnato dai divieti.
Ovvero come su di una panchina si può consumare la guerra ai poveri e al tempo da dedicare al pensiero e alle relazioni.
Divieti. Dalle poltrone del potere chi governa non ha altra risposta alla crescente precarietà delle nostre vite. E mentre la crisi mostra a tutti il corpo nudo di un sistema sociale fondato sulla rapina, chi amministra lo spazio pubblico cerca fantasmi e capri espiatori, sempre fra i più deboli. Costruisce paure, chiede sicurezza, offre false soluzioni in forma di divieti. Sradica panchine dalle piazze, oppure le fabbrica in nuovi modelli, con barre che le attraversano uguali ai muri che vorrebbe per dividere, per rinchiudere tutto ciò che non è omologato a sé.
Le panchine, un simbolo. Un piccolo oggetto di arredo urbano diventa il segno di uno spazio pubblico che si vuole svuotato, palcoscenico per spettacoli inutili invece che luogo di scambio, opportunità di relazione. Ma una semplice panchina conosce storie che nessuna ordinanza può vietare. Parole, incontri, viaggi, solitudini, povertà, passioni. Su una panchina, tra l’altro, è possibile sdraiarsi al sole e fermarsi a leggere un libro. Tra l’altro.
"La città come luogo politico"
Chiara Zamboni (Università di Verona, esponente della comunità filosofica Diotima)
"Sosta vietata"
Stefano Maffei (Politecnico di Milano, autore di “Panchina-Bench”, Eleuthera, 2002)
"Vivere la città come tessitura di relazioni"
Donatella Franchi (Artista bolognese che associa la pratica artistica alla pratica politica delle relazioni. Ha organizzato incontri sull'arte facendo riferimento al pensiero della differenza)
SABATO 16 MAGGIO
Piazza Isolo
ore 19.30 (gradita la puntualità)
Happening. Performance con sedie di uomini e donne contro i divieti.
TUTTE.I IN PANCHINA
Non vogliamo stabilire un record ma unire tante sedie fino a formare una lunghissima e simbolica panchina che attraversi la piazza e lo spazio. Una panchina su cui stare, su cui mangiare, dormire, leggere, pensare, bere, sperare, disubbidire...
Un modo semplice per riappropriarci delle cose belle e sensate che si fanno in un parco, come magari sdraiarsi a guardare il sole e le stelle, senza sentire nella schiena quel fastidioso divisorio o la voce di qualcuno che proibisce di stenderti perchè ora non si può più... questione di sicurezza.
Se hai ancora voglia di respirare senza altri divieti portati una sedia da casa e uniscila alle nostre.
E se vuoi proprio esagerare e attentare al decoro urbano porta anche quanto necessario per passare del bel tempo sulla luuuunga panchina liberata.
LE PIAZZE SONO PIÙ ACCOGLIENTI SE ARREDATE DI PERSONE!
Se vuoi stare in panchina con noi faccelo sapere, prenotandoti su:
panchinari@gmail.com
A seguire reinterpret/azione del concetto di Panchina a cura di artist* solidali e la redazione de Il traghetto mangiamerda
ore 22.00
rinfresco-buffet
da Esposta
Brutti Caratteri proseguirà il fine settimana successivo - 22, 23 e 24 maggio - presso la fattoria didattica Giarol Grande di porto San Pancrazio.
Il resto del programma lo trovi su:
http://veronainforme.noblogs.org/
www.ecn.org/porkospino
www.circolopink.it
www.esposta.net
John G. Bighawk
Brutti Caratteri è giunto quest’anno alla quinta edizione. Un evento completamente e da sempre autofinanziato, a garanzia della nostra volontà di autonomia, consapevoli che la cultura per essere libera non può e non deve asservirsi ad alcun potere. Anzi.
VENERDÌ 15 MAGGIO
circolo Pink
via scrimiari 7
ore 19.00
Una crisi, tante crisi. La fine del mercato e della sua idea.
con Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, autore di “Senza Misura. I limiti del lessico globale” (Bfs, 2008)
L’attuale crisi costituisce l’epilogo di una serie di contraddizioni emerse all’interno del capitalismo finanziario degli ultimi vent’anni.
In questo senso è una crisi che contiene in sé più crisi diverse, dalla crisi immobiliare a quella finanziaria fino a quella industriale. Di fronte all’idilliaca idea che possa essere l’occasione di un ripensamento del nostro modo di vivere e del modello di sviluppo, si prospetta l’ipotesi che produca crescita della xenofobia, abbattimento dei diritti sindacali, darwinismo sociale, devastazione ambientale, riarmo e guerre: una società sempre più chiusa e “disciplinare”, dove il ruolo dei divieti (dai piccoli e quotidiani a quelli alla circolazione delle persone su scala globale) diventa centrale.
A seguire buffet e proiezione de
“La fabbrica dei tedeschi” (M. Calopresti, 2008).
Costruita attraverso ricerche sul campo e testimonianze dei parenti delle vittime, la docu-fiction ripercorre i tragici avvenimenti accaduti nel dicembre 2007 nell'acciaieria ThyssenKrupp a Torino dove, a seguito di un grave incidente, morirono sette operai.
Nel prologo gli attori Valeria Golino, Monica Guerritore, Luca Lionello, Silvio Orlando, Rosalia Porcaro, Vincenzo Russo e Giuseppe Zeno impersonano i parenti delle vittime e rievocano gli ultimi momenti di semplice quotidianità prima della tragedia.
Il documentario si compone della narrazione dei testimoni, di quello che successe quella notte e nelle settimane precedenti e dei racconti dei protagonisti sui terribili giorni seguenti.
Una pellicola che dà voce alla rabbia, alle domande senza risposta di come sia potuto accadere, al dolore dei parenti delle vittime.
SABATO 16 MAGGIO
Esposta
via interrato dell'acqua morta, 13/b
ore 17.00
Incontro
Lo spazio pubblico segnato dai divieti.
Ovvero come su di una panchina si può consumare la guerra ai poveri e al tempo da dedicare al pensiero e alle relazioni.
Divieti. Dalle poltrone del potere chi governa non ha altra risposta alla crescente precarietà delle nostre vite. E mentre la crisi mostra a tutti il corpo nudo di un sistema sociale fondato sulla rapina, chi amministra lo spazio pubblico cerca fantasmi e capri espiatori, sempre fra i più deboli. Costruisce paure, chiede sicurezza, offre false soluzioni in forma di divieti. Sradica panchine dalle piazze, oppure le fabbrica in nuovi modelli, con barre che le attraversano uguali ai muri che vorrebbe per dividere, per rinchiudere tutto ciò che non è omologato a sé.
Le panchine, un simbolo. Un piccolo oggetto di arredo urbano diventa il segno di uno spazio pubblico che si vuole svuotato, palcoscenico per spettacoli inutili invece che luogo di scambio, opportunità di relazione. Ma una semplice panchina conosce storie che nessuna ordinanza può vietare. Parole, incontri, viaggi, solitudini, povertà, passioni. Su una panchina, tra l’altro, è possibile sdraiarsi al sole e fermarsi a leggere un libro. Tra l’altro.
"La città come luogo politico"
Chiara Zamboni (Università di Verona, esponente della comunità filosofica Diotima)
"Sosta vietata"
Stefano Maffei (Politecnico di Milano, autore di “Panchina-Bench”, Eleuthera, 2002)
"Vivere la città come tessitura di relazioni"
Donatella Franchi (Artista bolognese che associa la pratica artistica alla pratica politica delle relazioni. Ha organizzato incontri sull'arte facendo riferimento al pensiero della differenza)
SABATO 16 MAGGIO
Piazza Isolo
ore 19.30 (gradita la puntualità)
Happening. Performance con sedie di uomini e donne contro i divieti.
TUTTE.I IN PANCHINA
Non vogliamo stabilire un record ma unire tante sedie fino a formare una lunghissima e simbolica panchina che attraversi la piazza e lo spazio. Una panchina su cui stare, su cui mangiare, dormire, leggere, pensare, bere, sperare, disubbidire...
Un modo semplice per riappropriarci delle cose belle e sensate che si fanno in un parco, come magari sdraiarsi a guardare il sole e le stelle, senza sentire nella schiena quel fastidioso divisorio o la voce di qualcuno che proibisce di stenderti perchè ora non si può più... questione di sicurezza.
Se hai ancora voglia di respirare senza altri divieti portati una sedia da casa e uniscila alle nostre.
E se vuoi proprio esagerare e attentare al decoro urbano porta anche quanto necessario per passare del bel tempo sulla luuuunga panchina liberata.
LE PIAZZE SONO PIÙ ACCOGLIENTI SE ARREDATE DI PERSONE!
Se vuoi stare in panchina con noi faccelo sapere, prenotandoti su:
panchinari@gmail.com
A seguire reinterpret/azione del concetto di Panchina a cura di artist* solidali e la redazione de Il traghetto mangiamerda
ore 22.00
rinfresco-buffet
da Esposta
Brutti Caratteri proseguirà il fine settimana successivo - 22, 23 e 24 maggio - presso la fattoria didattica Giarol Grande di porto San Pancrazio.
Il resto del programma lo trovi su:
http://veronainforme.noblogs.org/
www.ecn.org/porkospino
www.circolopink.it
www.esposta.net
mercoledì 6 maggio 2009
presentazione libro "la comunità escludente: La Nuova Destra tra piccole patrie e Europa nazione" + video Borghezio in Esclusiva
Sabato 9 maggio, ore 18.00, al Prefabbrikato di Via Pirandello, 22 a Villanova si terrà la presentazione del libro "la comunità escludente: La Nuova Destra tra piccole patrie e Europa nazione" (ed. Zero in condotta) di Pietro Stara, collaboratore del settimanale Umanità Nova.
Sarà presente l'autore, che viene da Genova e da anni segue le trasformazioni della cosiddetta "Nuova Destra", o meglio la "Nouvelle Droite", nata in Francia nel 1968 da diverse esperienze della destra radicale e neofascista francese, nel tentativo di rinnovare, anche energicamente, i paradigmi ideologici e gli orizzonti politici di un movimento che era entrato in profonda crisi di pensiero. Il tentativo di rinnovamento porta una parte dei maggiori intellettuali di riferimento a staccarsi sempre più dalle aree politiche di provenienza e li conduce a cercare una "sintesi"quanto mai difficoltosa tra temi solitamente ad uso della sinistra radicale ed una lettura "a destra" degli stessi.
Pietro Stara analizza alcuni temi cari alla Nuova Destra, ormai diffusa, almeno dal punto di vista intellettuale, in molte parti dell'emisfero "Occidentale", cercando di riportarli alla loro origine, che non è tanto quella appartenente a gruppi o gruppuscoli che si richiamano al fascismo od al nazismo, quanto ad una visione specificatamente "a destra" del mondo.
Uno dei maggiori esponenti è Alain De Benoist, più volte invitato a Pordenone sia da Cinemazero, Pordenonelegge e Historia a dimostrazione della percezione bipartisan di questo "razzismo differenzialista" che rispetto a quello "organicista" recupera temi come il femminismo, l'ecologismo ecc, per riproporli a "motivazione" comune per andare "oltre la destra e la sinistra".
Pietro Satara si interroga infatti su categorie politiche utilizzate spesso, ed in maniera disinvolta, "a sinistra", esplorando non soltanto il loro utilizzo, ma anche il significato delle definizioni prese in questione.
Prima dell'incontro verrà proiettato in esclusiva un video (che sta facendo il giro su Youtube e Blog) dove Mario Borghezio, ospite d'onore del meeting organizzato da Nissa Rebela, movimento di estrema destra francese, viene ripreso fuorionda e a sua insaputa mentre tiene lezione sulle tecniche da utilizzare per riconquistare il potere da parte di fascisti, infiltrandosi dentro movimenti e partiti di stampo territoriale e regionalista, riferendosi chiaramente alla Lega Nord.
Capire quali siano le basi culturali e ideologiche che stanno alla base di partiti come la Lega Nord in un territorio come il nostro, le azioni concrete (assalti ai campi Rom e ai clandestini, ronde padane) e legislative come la Bossi-Fini, i CIE, l'accanimento verso i migranti ed altre ancora è fondamentale per ostacolarle sul terreno di una politica solidale e antirazzista.
Iniziativa Libertaria Pordenone
Sarà presente l'autore, che viene da Genova e da anni segue le trasformazioni della cosiddetta "Nuova Destra", o meglio la "Nouvelle Droite", nata in Francia nel 1968 da diverse esperienze della destra radicale e neofascista francese, nel tentativo di rinnovare, anche energicamente, i paradigmi ideologici e gli orizzonti politici di un movimento che era entrato in profonda crisi di pensiero. Il tentativo di rinnovamento porta una parte dei maggiori intellettuali di riferimento a staccarsi sempre più dalle aree politiche di provenienza e li conduce a cercare una "sintesi"quanto mai difficoltosa tra temi solitamente ad uso della sinistra radicale ed una lettura "a destra" degli stessi.
Pietro Stara analizza alcuni temi cari alla Nuova Destra, ormai diffusa, almeno dal punto di vista intellettuale, in molte parti dell'emisfero "Occidentale", cercando di riportarli alla loro origine, che non è tanto quella appartenente a gruppi o gruppuscoli che si richiamano al fascismo od al nazismo, quanto ad una visione specificatamente "a destra" del mondo.
Uno dei maggiori esponenti è Alain De Benoist, più volte invitato a Pordenone sia da Cinemazero, Pordenonelegge e Historia a dimostrazione della percezione bipartisan di questo "razzismo differenzialista" che rispetto a quello "organicista" recupera temi come il femminismo, l'ecologismo ecc, per riproporli a "motivazione" comune per andare "oltre la destra e la sinistra".
Pietro Satara si interroga infatti su categorie politiche utilizzate spesso, ed in maniera disinvolta, "a sinistra", esplorando non soltanto il loro utilizzo, ma anche il significato delle definizioni prese in questione.
Prima dell'incontro verrà proiettato in esclusiva un video (che sta facendo il giro su Youtube e Blog) dove Mario Borghezio, ospite d'onore del meeting organizzato da Nissa Rebela, movimento di estrema destra francese, viene ripreso fuorionda e a sua insaputa mentre tiene lezione sulle tecniche da utilizzare per riconquistare il potere da parte di fascisti, infiltrandosi dentro movimenti e partiti di stampo territoriale e regionalista, riferendosi chiaramente alla Lega Nord.
Capire quali siano le basi culturali e ideologiche che stanno alla base di partiti come la Lega Nord in un territorio come il nostro, le azioni concrete (assalti ai campi Rom e ai clandestini, ronde padane) e legislative come la Bossi-Fini, i CIE, l'accanimento verso i migranti ed altre ancora è fondamentale per ostacolarle sul terreno di una politica solidale e antirazzista.
Iniziativa Libertaria Pordenone
PISA 7 MAGGIO 1972 Franco Serantini anarchico di vent'anni moriva a Pisa il 7 maggio 1972.
Due giorni prima, mentre partecipava ad una manifestazione antifascista di protesta contro il comizio dell'on. Giuseppe (Beppe) Niccolai del Movimento sociale italiano, alcuni uomini del 2° e 3° Plotone della 3a Compagnia del 1° Raggruppamento celere di Roma lo avevano barbaramente pestato a sangue.
Fermato e trasportato nel carcere del Don Bosco, il giorno seguente, nonostante manifestasse un malessere generale, era stato interrogato da un magistrato e sottoposto ad una superficiale visita medica. La mattina del 7 maggio venne trovato agonizzante nella sua cella e trasportato d'urgenza al pronto soccorso dove si spense.
Il certificato di morte parla di "ematoma intracranico post-traumatico", chi assisterà all'autopsia dichiarerà di aver visto un corpo massacrato dai colpi ricevuti durante l'arresto.
Una storia tragica di questo paese, purtroppo non l'unica, di cui gli esecutori all'epoca sono stati gli uomini preposti all'"ordine pubblico" e il mandante il governo del democristiano Giulio Andreotti e del ministro degli interni Mariano Rumor.
Pisa, come molte altre città, fu destinata ad essere il banco di prova di una campagna elettorale provocatoria e violenta, incentrata sull'ordine pubblico: unico obiettivo di questa campagna fu di portare allo scontro "militare" le opposizioni, soprattutto quelle extraparlamentari, per poter avallare la tesi degli opposti estremismi e riaffermare l'autorità dello Stato. Sono passati 37 anni e di Serantini si continua a parlare, la sua morte è ancora una ferita aperta nella storia recente della società italiana. Se ne parla, anche se, ad esempio, una parte della città di Pisa - come una parte delle forze politiche - vorrebbe una volta per tutte sotterrare di nuovo quel nome e la sua storia.
Il motivo di questa accesa guerra alla memoria è semplice: si vuole nascondere le responsabilità di chi ha guidato il Paese, promosso, organizzato ed eseguito, con cinica determinazione, quella stagione passata alla storia come "gli anni di piombo" ma che sarebbe più appropriato definire l'epoca del terrorismo di Stato e delle stragi impunite.
Troppo spesso negli ultimi decenni i "vincitori" hanno presentato il conto a quella parte politica, che viene considerata la madre spirituale del "terrorismo rosso", scordandosi, non a caso, la dinamica dei fatti e le responsabilità oggettive, anche se con obiettivi diversi, delle forze di governo, dei servizi segreti interni ed esteri, degli apparati polizieschi e dei neofascisti nello scatenamento di quella stagione di violenza.
Oggi sono i politici che vogliono fare la storia e le loro fonti predilette sono le sentenze dei tribunali e i media prezzolati ma in realtà la storia di quel decennio è ancora in gran parte da scrivere. Grazie a molti la memoria di Serantini non si è persa, vive nei cuori delle donne e degli uomini che continuano a credere e a battersi per gli ideali di giustizia sociale e libertà per i quali ha vissuto Franco.
La memoria di Serantini resiste, sui muri delle città, nelle canzoni, nei teatri, nei libri e nelle pagine web. Recentemente, un giovane musicista d'origine pisana, Francesco Filidei, gli ha dedicato anche un'opera che è stata presentata al Festival musicale di Montecarlo.Una memoria che giorno dopo giorno, testardamente, ricorda la scomoda verità: Franco Serantini, per la sua scelta di campo antifascista e libertaria, fu ucciso due volte: la prima da coloro che ne devastarono il corpo, la seconda da uno Stato che per scelta politica non volle fare "giustizia", perché ovviamente lo Stato non può processare se stesso.
Franco B.
In ricordo di Franco Serantini BFS 30 anni
Nell’ambito del trentennale delle attività della Biblioteca Franco Serantini di Pisa sono organizzate una serie di manifestazioni
Mercoledì 6 maggio ore 18.00 Cinema Arsenale, vicolo Scaramucci 4, Pisa:
proiezione del documentario “S’era tutti sovversivi” di Giacomo Verde (dedicato alla memoria di Franco Serantini); presentazione della nuova edizione de “Il sovversivo: vita e morte dell’anarchico Serantini” di Corrado Stajano (BFS edizioni, 2008) con: Paolo Finzi - redattore di A rivista anarchica; Franco Bertolucci - Biblioteca F. Serantini
Giovedì 7 maggio dalle 17.00 alle 22.00 in Piazza XX settembre a Pisa; presidio informativo con libri e altro... mostra su Serantini e la biblioteca - sketch teatrali;dalle 19.00 aperitivo musicale con i Sonalastrana
Fermato e trasportato nel carcere del Don Bosco, il giorno seguente, nonostante manifestasse un malessere generale, era stato interrogato da un magistrato e sottoposto ad una superficiale visita medica. La mattina del 7 maggio venne trovato agonizzante nella sua cella e trasportato d'urgenza al pronto soccorso dove si spense.
Il certificato di morte parla di "ematoma intracranico post-traumatico", chi assisterà all'autopsia dichiarerà di aver visto un corpo massacrato dai colpi ricevuti durante l'arresto.
Una storia tragica di questo paese, purtroppo non l'unica, di cui gli esecutori all'epoca sono stati gli uomini preposti all'"ordine pubblico" e il mandante il governo del democristiano Giulio Andreotti e del ministro degli interni Mariano Rumor.
Pisa, come molte altre città, fu destinata ad essere il banco di prova di una campagna elettorale provocatoria e violenta, incentrata sull'ordine pubblico: unico obiettivo di questa campagna fu di portare allo scontro "militare" le opposizioni, soprattutto quelle extraparlamentari, per poter avallare la tesi degli opposti estremismi e riaffermare l'autorità dello Stato. Sono passati 37 anni e di Serantini si continua a parlare, la sua morte è ancora una ferita aperta nella storia recente della società italiana. Se ne parla, anche se, ad esempio, una parte della città di Pisa - come una parte delle forze politiche - vorrebbe una volta per tutte sotterrare di nuovo quel nome e la sua storia.
Il motivo di questa accesa guerra alla memoria è semplice: si vuole nascondere le responsabilità di chi ha guidato il Paese, promosso, organizzato ed eseguito, con cinica determinazione, quella stagione passata alla storia come "gli anni di piombo" ma che sarebbe più appropriato definire l'epoca del terrorismo di Stato e delle stragi impunite.
Troppo spesso negli ultimi decenni i "vincitori" hanno presentato il conto a quella parte politica, che viene considerata la madre spirituale del "terrorismo rosso", scordandosi, non a caso, la dinamica dei fatti e le responsabilità oggettive, anche se con obiettivi diversi, delle forze di governo, dei servizi segreti interni ed esteri, degli apparati polizieschi e dei neofascisti nello scatenamento di quella stagione di violenza.
Oggi sono i politici che vogliono fare la storia e le loro fonti predilette sono le sentenze dei tribunali e i media prezzolati ma in realtà la storia di quel decennio è ancora in gran parte da scrivere. Grazie a molti la memoria di Serantini non si è persa, vive nei cuori delle donne e degli uomini che continuano a credere e a battersi per gli ideali di giustizia sociale e libertà per i quali ha vissuto Franco.
La memoria di Serantini resiste, sui muri delle città, nelle canzoni, nei teatri, nei libri e nelle pagine web. Recentemente, un giovane musicista d'origine pisana, Francesco Filidei, gli ha dedicato anche un'opera che è stata presentata al Festival musicale di Montecarlo.Una memoria che giorno dopo giorno, testardamente, ricorda la scomoda verità: Franco Serantini, per la sua scelta di campo antifascista e libertaria, fu ucciso due volte: la prima da coloro che ne devastarono il corpo, la seconda da uno Stato che per scelta politica non volle fare "giustizia", perché ovviamente lo Stato non può processare se stesso.
Franco B.
In ricordo di Franco Serantini BFS 30 anni
Nell’ambito del trentennale delle attività della Biblioteca Franco Serantini di Pisa sono organizzate una serie di manifestazioni
Mercoledì 6 maggio ore 18.00 Cinema Arsenale, vicolo Scaramucci 4, Pisa:
proiezione del documentario “S’era tutti sovversivi” di Giacomo Verde (dedicato alla memoria di Franco Serantini); presentazione della nuova edizione de “Il sovversivo: vita e morte dell’anarchico Serantini” di Corrado Stajano (BFS edizioni, 2008) con: Paolo Finzi - redattore di A rivista anarchica; Franco Bertolucci - Biblioteca F. Serantini
Giovedì 7 maggio dalle 17.00 alle 22.00 in Piazza XX settembre a Pisa; presidio informativo con libri e altro... mostra su Serantini e la biblioteca - sketch teatrali;dalle 19.00 aperitivo musicale con i Sonalastrana
lunedì 4 maggio 2009
Angelica, ragazza Rom romena ingiustamente in carcere, chiede giustizia. Il 7 maggio a Napoli, processo di Appello
Il 7 maggio a Napoli, processo di appello per la giovane Rom Angelica. Gruppo EveryOne: "E' stata condannata in base al pregiudizio medievale secondo cui i Rom rubano bambini".Napoli, 4 maggio 2009. "La giovane Rom ha subito una condanna assurda, senza prove, senza indagini approfondite, senza buon senso," dichiarano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau. "Abbiamo inviato al giudice del Tribunale d'Appello un dossier che ne dimostra l'innocenza". Il grande giurista Juan de Dios Ramirez Heredia si è detto pronto a "indossare la toga per difenderla, accanto all'avvocato Valle". Angelica viene da Bistrita-Nasaud città della Transilvania. Era arrivata in Italia da pochi mesi con il giovane marito Emiliano e alcuni familiari. Ha una figlia di 3 anni, Alessandra Emiliana, che è rimasta in Romania. "Ma come possono pensare che io abbia cercato di rapire una bambina?" protesta Angelica davanti a un attivista di EveryOne, che ha avuto il permesso dal giudice di visitarla. "Sono una mamma e se qualcuno mi portasse via la bambina, morirei dal dolore". A Napoli la ragazza viveva di elemosina "e di qualche piccolo furto," confessa, "ma solo quando non sapevo come procurarmi da vivere, perché il mio sogno era quello di lavorare, se solo avessi avuto un'occasione". Il 10 maggio Angelica viene arrestata con un'accusa terribile: una donna di Ponticelli afferma di averla sorpresa mentre avrebbe tentato di rapire la sua bambina in fasce. "Per entrare nella stanza in cui dormiva la piccola," ricostruiscono gli attivisti, "Angelica avrebbe dovuto trovare contemporaneamente aperti il cancello esterno, il portone dell'edificio e la porta blindata dell'appartamento, senza imbattersi in un inquilino e senza che la piccola, una volta afferrata, si mettesse a piangere. Tutto questo, in un periodo caratterizzato a Ponticelli da una vera e propria fobia nei confronti degli 'zingari', tanto che tre mesi prima era nato un Comitato di Ponticelli per il problema dei Rom. Inverosimile". Leggendo gli atti del processo e il dispositivo di sentenza, si rileva che non esistono prove a carico di Angelica, ma solo la testimonianza della madre della bambina neonata. "Non vediamo perché la donna avrebbe dovuto mentire," scrive il magistrato. "E' una sentenza priva di razionalità, proprio per la 'zingarofobia' che si era impadronita in quei giorni degli abitanti di Ponticelli," prosegue EveryOne. "La Storia ci insegna che fin dal Medioevo la sola presenza di 'zingari' vicino a un bambino 'cristiano' faceva gridare le comunità locali al ratto di minore. Anche volendo credere alla buona fede dell'accusatrice, il fattore-pregiudizio non può in alcun modo essere ignorato nel giudizio di un caso come questo. Una perizia, che non è stata mai eseguita, avrebbe dimostrato che Angelica avrebbe dovuto muoversi al rallentatore per essere vista dalla madre, già sul pianerottolo e con la bimba in braccio, e quindi raggiunta e bloccata. Sembra che la madre della neonata descriva una propria paura piuttosto che un evento reale. I seguito è ancora più irreale. La madre leva la piccola dalle braccia di Angelica, rientra in casa, pone la bambina a terra, grida e... Angelica è rimasta ancora sul pianerottolo, giusto per farsi raggiungere dal nonno della neonata e poi da altri vicini, che cercano di linciarla". Alcuni cittadini di Ponticelli hanno ricordato che l'accusatrice ha precedenti giudiziari per falso ideologico. Le stesse conclusioni tratte dal Gruppo EveryOne e dal giurista spagnolo Heredia sono state tratte dal giornalista investigativo spagnolo Miguel Mora sulle pagine di El Pais: "Il teorema che ha portato alla condanna si basa solo sulle parole contraddittorie dell'accusatrice. "Il caso di Angelica ha scatenato gli abitanti di Ponticelli," commentano gli attivisti, "che in men che non si dica hanno sgomberato con brutalità i terreni occupati da Rom romeni, che erano al centro di un progetto urbanistico in attesa di un finanziamento pubblico di milioni di euro, finanziamento che poco dopo il 'pogrom' sono arrivati". Angelica, secondo la giurisprudenza, è una "minore non accompagnata" e il legislatore ritiene che un minore di età debba rimanere in Istituto il minor tempo possibile, favorendo tutte le possibilità di reinserimento sociale. "Ma Angelica è già dentro da un anno," conclude EveryOne, "e sconcerta il fatto che non le sia stato concesso il patrocino gratuito per un motivo surreale: era impossibile al magistrato stabilire le sue condizioni economiche in Romania". Se in appello sarà fatta giustizia, per Angelica si aprono due possibilità: tornare in Romania e ricostruirsi una vita con i suoi cari oppure restare in Italia, grazie a una famiglia che si è offerta di aiutarla in un percorso di inserimento sociale positivo, in attesa di ricongiungersi alla famiglia. Intanto il suo caso ha destato l'attenzione della Commissione europea, del Cerd (Nazioni Unite) e delle più importanti organizzazioni contro la discriminazione e gli abusi che colpiscono il popolo Rom in Europa, da Union Romani a ERRC, dall'OSI al Coordinamento Antirazzista Sa Phrala.
Scriviamo al Presidente della Corte di Appello di Napoli Sezione Minorenni dr Vincenzo Trione e al Presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli dr. Stefano Trapani:
info@tribunalenapoli.it
tribmin.napoli@giustizia.it
Per informazioni:
info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com
Scriviamo al Presidente della Corte di Appello di Napoli Sezione Minorenni dr Vincenzo Trione e al Presidente del Tribunale per i Minorenni di Napoli dr. Stefano Trapani:
info@tribunalenapoli.it
tribmin.napoli@giustizia.it
Per informazioni:
info@everyonegroup.com
www.everyonegroup.com
PRIMO MAGGIO: DIFENDERE, ALLARGARE E CONDIVIDERE LE LOTTE
Primo maggio, ieri come oggi, significa rispetto per lemobilitazioni dei lavoratori di tutto il mondo che hannosofferto, pagando anche con le proprie vite, nelle lotte percambiare la condizione di uomini e donne sottoposte alcontrollo del capitalismo nel mondo.Noi comunisti anarchici rivendichiamo la lotta per uncambiamento radicale della società verso una società dilibertà, uguaglianza e solidarietà, ma non possiamodimenticare che in molti paesi non si è ancora raggiuntoil livello minimo di garanzie di espressione sindacale, ec'è chi lavora a condizioni e salari subumani. Il nostropensiero oggi va a queste realtà con il rafforzamentodelle reti di sostegno alle lotte dei popoli di tutto ilmondo.Nei paesi dell’Occidente, "culla delle libertà", ildestino di uomini e donne che lavorano è diventato negliultimi due decenni sempre peggiore; precarizzazione,flessibilità, parole magiche sposate da destra e sinistrain tempi non sospetti, sono ora sotto gli occhi di tutti neiloro effetti per i durissimi colpi di una crisi nata propriodalla diminuzione dei salari e dalla distruzione di posti dilavoro.Gli Stati, i vertici del G8 lo sanno e scelgono larepressione, l’oppressione e lo sfruttamento. Scelgono disalvare le banche prima di tutto, le aziende prima di tutto.Le lavoratrici ed i lavoratori possono aspettare chéintanto possono continuare a indebitarsi per poter vivere.Ma anche in tempi di dura crisi il Primo maggio continua aricordare che sono le lotte dei lavoratori, autorganizzate efederate, che conquistano i diritti. Che non sono maiacquisiti per sempre.Ma che vanno difesi, allargati e condivisi con le lotte.Perché, e le mobilitazioni in tutto il mondo lo hannoricordato in questi mesi di crisi, le lotte di massa, dalbasso, autogestite, sono nel sangue e nella memoria storicade movimento dei lavoratori e contrastano i dirigenti delcapitalismo internazionale ed i governi di tutto il mondo innome della giustizia sociale e della difesa degli interessimateriali del mondo del lavoro.Il compito dei comunisti anarchici e dei rivoluzionari perla libertà e l'uguaglianza è di raccogliere questamemoria e portarla nelle lotte del presente, quale forzaagente parte costitutiva del movimento dei lavoratori, unmovimento che deve diventare una vera forza rivoluzionariain grado di distruggere il capitalismo e inaugurare unanuova era di libertà, solidarietà e uguaglianza.
1 Maggio 2009
Alternative Libertaire (Francia)
Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia)
Workers Solidarity Movement (Irlanda)
Zabalaza Anarchist Communist Front (Sud Africa)
1 Maggio 2009
Alternative Libertaire (Francia)
Federazione dei Comunisti Anarchici (Italia)
Workers Solidarity Movement (Irlanda)
Zabalaza Anarchist Communist Front (Sud Africa)
martedì 21 aprile 2009
APPELLO PER UNA SOTTOSCRIZIONE STRAORDINARIA PER L'ABRUZZO
Dal 6 aprile 2009, giorno in cui l'Abruzzo è stato sconvolto daglieffetti devastanti del terremoto, i militanti dello Spazio Libero 51dell'Aquila si sono immediatamente attivati per offrire alla comunitàabruzzese il massimo sostegno attraverso azioni di concretasolidarietà. Grazie al prezioso aiuto di tante compagne e compagni dialtre regioni d'Italia, è stato possibile reperire beni di primanecessità per distribuirli alle popolazioni stremate dal terremoto.Inoltre, uno dei molti elementi qualificanti di questa azione solidaleimprontata ai principi dell'autogestione, è la volontà di garantire ilfondamentale diritto dei più piccoli all'istruzione e allasocializzazione, riattivando le iniziative educative e scolastiche.I militanti dello Spazio Libero 51, tra i quali sono attivi e presentidiversi compagni anarchici e libertari, stanno vivendo questaesperienza insieme alla comunità abruzzese - di cui sono parteintegrante - in condizioni di gravissima precarietà. Manca la casa,manca il lavoro, mancano molti punti di riferimento.Per questo motivo ci rivolgiamo a tutto il movimento anarchicolanciando una sottoscrizione straordinaria in favore dei compagniabruzzesi per far fronte alle quotidiane e crescenti necessità legatealla loro vita e alla loro iniziativa solidale nella martoriata terrad'Abruzzo.Pertanto, invitiamo tutte e tutti a effettuare i propri versamenti sulconto corrente postale n. 96032198 intestato a Edoardo Pugliellispecificando la causale "A SOSTEGNO DEI COMPAGNI ABRUZZESI"(per bonifici bancari: IT-76-B-07601-03600-000096032198)Commissione di Corrispondenza della Federazione Anarchica Italiana - FAI20/04/2009cdc@federazioneanarchica.orgwww.federazioneanarchica.org
lunedì 20 aprile 2009
Primo Maggio a Verona per ricordare Nicola Tommasoli

NICOLA E' OGNUNO DI NOI - MANIFESTAZIONE
Alle cittadine e ai cittadini veronesi, alle ragazze
e ai ragazzi, alle migranti e ai migranti, i nuovi cittadini che
conoscono bene parole come intolleranza e razzismo, alle tante realtà
formali ed informali: ritroviamoci in piazza a manifestare contro la
violenza fascista che un anno fa ha stroncato la vita di Nicola Tommasoli
PER NON DIMENTICARE
VERONA - VENERDI' 1 MAGGIO 2009
Piazza Santa Toscana Verona - ore 14.00 (quartiere Veronetta, vicino alla stazione di Porta Vescovo)
Partenza corteo ore 15.00
Arrivo in piazzetta Nicola Tommasoli (Porta Leoni)
-------------------------
Assemblea Cittadina 17 maggio 2008
giovedì 16 aprile 2009
Pasqua: medico denuncia una donna straniera che aveva bisogno di cure
Di lei conosciamo solo la nazionalità. E' nigeriana.
Sappiamo che si è rivolta al pronto soccorso di Conegliano (Comune in provincia di Treviso, la città in cui regna quel sindaco che dal palco dei suoi comizi dice che vuole eliminare dalla faccia della terra gli stranieri, quel gentilini che sarà processato il 4 giugno per istigazione all'odio razziale). La donna nigeriana è stata denunciata dal medico "perchè non convinto delle sue generalità". Così ci dicono le fonti stampa tutte vicine al pdl che giustificano il fatto e si premurano a dire che comunque prima sarebbe stata curata e poi trasferita in commissariato dove l'avrebbero riconosciuta come persona che aveva già ricevuto un ordine di espulsione. Così è stata mandata via. Per il medico tanto champagne, premi e cotillon. Anche se ha fatto una cosa che non è ancora prevista dalla legge [ QUI tutti i dettagli su com'e' la legge e come vorrebbero che fosse dopo l'approvazione dell'emendamento della lega]. Anche se non c'e' solidarietà (parola tanto sbandierata in questi giorni) in un gesto del genere. Anche se è da irresponsabili spingere gli immigrati a tenersi le malattie condannandoli a morire in scantinati di fortuna. Anche se oggi è pasqua, cosa che per noi non conta niente perchè non siamo cattoliche ma per quelli della lega che si dicono cristiani dovrebbe contare qualcosa. Vorremmo proprio conoscerlo questo medico e guardarlo negli occhi e capire come può un essere umano fare questo ad un altro essere umano. Come si può giurare di curare chiunque ne abbia la necessità e poi fare una scelta sulla base della razza. Quale sarà la giustificazione questa volta. Sentirà il bisogno di giustificarsi? Cosa sta succedendo in Italia? Dov'e' finita la famosa pietas cristiana, della strafottutissima cultura cristiana che siamo costrett* a subire come si trattasse di "diritto naturale" e viene usata dai moderati reazionari per zittire il buon senso di tanti laici come noi. Dov'e' la binetti, la chiesa, tutti i cosiddetti amanti della vita. Dove sono gli ipocriti. Dove sta la pietà. guardate più spesso questo sito!!!
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/04/13/pasqua-medico-denuncia-una-donna-straniera-che-aveva-bisogno-di-cure
Sappiamo che si è rivolta al pronto soccorso di Conegliano (Comune in provincia di Treviso, la città in cui regna quel sindaco che dal palco dei suoi comizi dice che vuole eliminare dalla faccia della terra gli stranieri, quel gentilini che sarà processato il 4 giugno per istigazione all'odio razziale). La donna nigeriana è stata denunciata dal medico "perchè non convinto delle sue generalità". Così ci dicono le fonti stampa tutte vicine al pdl che giustificano il fatto e si premurano a dire che comunque prima sarebbe stata curata e poi trasferita in commissariato dove l'avrebbero riconosciuta come persona che aveva già ricevuto un ordine di espulsione. Così è stata mandata via. Per il medico tanto champagne, premi e cotillon. Anche se ha fatto una cosa che non è ancora prevista dalla legge [ QUI tutti i dettagli su com'e' la legge e come vorrebbero che fosse dopo l'approvazione dell'emendamento della lega]. Anche se non c'e' solidarietà (parola tanto sbandierata in questi giorni) in un gesto del genere. Anche se è da irresponsabili spingere gli immigrati a tenersi le malattie condannandoli a morire in scantinati di fortuna. Anche se oggi è pasqua, cosa che per noi non conta niente perchè non siamo cattoliche ma per quelli della lega che si dicono cristiani dovrebbe contare qualcosa. Vorremmo proprio conoscerlo questo medico e guardarlo negli occhi e capire come può un essere umano fare questo ad un altro essere umano. Come si può giurare di curare chiunque ne abbia la necessità e poi fare una scelta sulla base della razza. Quale sarà la giustificazione questa volta. Sentirà il bisogno di giustificarsi? Cosa sta succedendo in Italia? Dov'e' finita la famosa pietas cristiana, della strafottutissima cultura cristiana che siamo costrett* a subire come si trattasse di "diritto naturale" e viene usata dai moderati reazionari per zittire il buon senso di tanti laici come noi. Dov'e' la binetti, la chiesa, tutti i cosiddetti amanti della vita. Dove sono gli ipocriti. Dove sta la pietà. guardate più spesso questo sito!!!
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/04/13/pasqua-medico-denuncia-una-donna-straniera-che-aveva-bisogno-di-cure
mercoledì 15 aprile 2009
Autogestione della miseria
La rete televisiva statunitense Fox (prop. Murdoch) insieme all'Endemol (quelli di Grande Fratello) lancia un nuovo reality: "Someone's Gotta Go", ossia "qualcuno se ne deve andare". Ogni puntata della nuova reality avrà come protagonista una piccola azienda con una quindicina di dipendenti, in difficoltà a causa della crisi. Obiettivo dello "spettacolo": il licenziamento di uno dei dipendenti, e a decidere saranno gli stessi dipendenti che avranno accesso a tutti gli archivi aziendali sui dipendenti, con informazioni sullo stipendio, cui contratti, le mansioni, e così via. L'ideatore della schifezza difende la sua creazione dicendo che "sarà un'opportunità di promuovere il potere del dipendente". Autogestione della miseria, insomma.
[fonte: http://www.huffingtonpost.com]
[fonte: http://www.huffingtonpost.com]
martedì 14 aprile 2009
4° edizione torneo antirazzista di calcio a 5
Anche quest'anno si terrà il "Torneo antirazzista di calcio a 5" presso l’impianto sportivo di via Pirandello a Villanova di Pordenone il 29/30/31 maggio 2009. L’iniziativa, nata quattro anni fa su proposta dell’associazione “Dai un calcio al razzismo”, ha riscontrato, nell’arco degli anni, un progressivo interesse da parte di molte realtà sociali, sportive e di pubblico.
La sua formula vincente è di coniugare il torneo di calcio, tifo e colore negli spalti, con momenti di convivialità e confronto attraverso la proposta di concerti musicali, dibattiti, proiezione di filmati ed esposizione di mostre ma non solo: anche l'interesse verso altri sport avrà una sua continuità grazie alla 2° edizione del Torneo di Criket.
Giunti alla 4° edizione di quest'evento, che in questi anni ha veduto realizzarsi diversi incontri in seno ad un territorio che vede una presenza molto alta di migranti (oltre 14%), vogliamo insistere nell'obiettivo di maggior coinvolgimento attivo nell'organizzazione stessa del torneo a partire dalle squadre miste e internazionali affinchè si riesca a migliorare l'incontro di culture e lo sviluppo di una solidarietà senza confini grazie ad un calcio che è prima di tutto gioco e passione.
Il Programma per quest'anno prevede per Venerdi 29 maggio dalle ore 20.00 l'apertura della manifestazione con la presenza di un ospite del mondo dello sport e il sorteggio squadre e dalle ore 21:30 la serata continua con un concerto gruppi locali; per Sabato 30 maggio dalle ore 09.00 avrà Inizio il torneo, alle ore 18.30 Spriz con personaggio dello sport e a seguire dibattito, alle ore 20.30 Concerto con gli Arbe Garbe e alle 23.00 la serata continua con soundsystem; per Domenica 31 maggio dalle ore 09.00 ci saranno le Semifinali, alle ore 14.00/15.00 inizio 2° Torneo di Criket, ore 16.00 Inizio Festa Latina, ore 18.00 ci sarà la Finale del Torneo di calcio a 5 e per le ore 19.00 la Premiazioni e il rinfresco.
Approfittiamo per comunicare l'apertura delle iscrizioni al Torneo per le squadre interessate inviando un email a info@daiuncalcioalrazzismo.org o contattando i numeri di cell. 329.0274834 - 340.5807894 e rinnoviamo a tutta la cittadinanza l'invito a partecipare.
La sua formula vincente è di coniugare il torneo di calcio, tifo e colore negli spalti, con momenti di convivialità e confronto attraverso la proposta di concerti musicali, dibattiti, proiezione di filmati ed esposizione di mostre ma non solo: anche l'interesse verso altri sport avrà una sua continuità grazie alla 2° edizione del Torneo di Criket.
Giunti alla 4° edizione di quest'evento, che in questi anni ha veduto realizzarsi diversi incontri in seno ad un territorio che vede una presenza molto alta di migranti (oltre 14%), vogliamo insistere nell'obiettivo di maggior coinvolgimento attivo nell'organizzazione stessa del torneo a partire dalle squadre miste e internazionali affinchè si riesca a migliorare l'incontro di culture e lo sviluppo di una solidarietà senza confini grazie ad un calcio che è prima di tutto gioco e passione.
Il Programma per quest'anno prevede per Venerdi 29 maggio dalle ore 20.00 l'apertura della manifestazione con la presenza di un ospite del mondo dello sport e il sorteggio squadre e dalle ore 21:30 la serata continua con un concerto gruppi locali; per Sabato 30 maggio dalle ore 09.00 avrà Inizio il torneo, alle ore 18.30 Spriz con personaggio dello sport e a seguire dibattito, alle ore 20.30 Concerto con gli Arbe Garbe e alle 23.00 la serata continua con soundsystem; per Domenica 31 maggio dalle ore 09.00 ci saranno le Semifinali, alle ore 14.00/15.00 inizio 2° Torneo di Criket, ore 16.00 Inizio Festa Latina, ore 18.00 ci sarà la Finale del Torneo di calcio a 5 e per le ore 19.00 la Premiazioni e il rinfresco.
Approfittiamo per comunicare l'apertura delle iscrizioni al Torneo per le squadre interessate inviando un email a info@daiuncalcioalrazzismo.org o contattando i numeri di cell. 329.0274834 - 340.5807894 e rinnoviamo a tutta la cittadinanza l'invito a partecipare.
Da Kabul a Strasburgo: la NATO è la guerra!
Lo Stato francese, che ha riunito a Strasburgo i capi di Stato della NATO in occasione del vertice di questa organizzazione al servizio delle politiche imperialiste, ha fatto di tutto perché la contestazione non si potesse esprimere. Da mesi, ha cercato di creare un clima di paura intorno a questa scadenza ed ha cercato di condizionare la popolazione perché accettasse il principio di uno stato d'emergenza (la creazione di vaste zone vietate ai manifestanti a Strasburgo, i controlli incessanti, l'aumento della videosorveglianza, gli arresti preventivi, il blocco dei veicoli dei manifestanti sulle strade di accesso, e così via). Ma 30.000 persone hanno affrontato questi attacchi al diritto di manifestare, manifestando sabato 4 aprile nella capitale alsaziana per denunciare la guerra della NATO in Afganistan e chiedere lo scioglimento di questa organizzazione criminale.Era proprio quello che non sopportavano le autorità francesi, che hanno fatto di tutto per provocare i manifestanti, bloccando gli accessi ai luoghi di assemblea, eliminando i trasporti pubblici per due giorni, e attaccando la manifestazione a colpi di gas lacrimogeni ancor prima della sua partenza. In seguito hanno incanalato il passaggio della manifestazione verso alcune zone spopolate e decentrate della città; poi hanno fatto di tutto per porre fine a questa mobilitazione, circondando i partecipanti, tormentandoli e gassandoli abbondantemente.Alternative Libertaire denuncia questa strategia della tensione che consiste nel mettere una città sotto assedio per suscitare un clima di terrore al fine di giustificare la violenza poliziesca. In tali condizioni, non bisogna poi meravigliarsi che una parte dei manifestanti abbia attaccato alcuni simboli dell'ordine capitalista e della polizia.Questa dimostrazione di forza, degna di uno Stato autoritario non impedirà la futura moltiplicazione delle rivolte, delle lotte e degli scioperi non solo contro un ordine che mira soprattutto a rafforzare i privilegi di una minoranza ma anche a favore di una società egualitaria dove non esistano lo sfruttamento, la discriminazione ed il dominio imperialista.Alternative Libertaire5 aprile 2009Traduzione a cura di FdCA-Ufficio relazioni internazionali
http://alternativelibertaire.org
http://alternativelibertaire.org
Iscriviti a:
Post (Atom)

