sabato 15 dicembre 2012
ore 17,30
Ateneo degli Imperfetti
Via Bottenigo 209 / Marghera VE
incontro con
Massimo Amato
docente di Storia economica
all’ Università Bocconi di Milano
introduce
Elis Fraccaro
Laboratorio Libertario
Quella in cui il mondo si trova dal 2007
è una crisi epocale. Iniziata cinque anni
fa come una crisi di liquidità dei mercati
finanziari si è ben presto rivelata una crisi
della liquidità come fondamento della
finanza di mercato.
Ma allora perché, di tutte le riforme
per uscire dalla crisi di cui si parla, la
riforma del sistema finanziario non è
più all’ordine del giorno? Forse perché
l’alternativa, prima ancora dall’essere
difficile da realizzare, è difficile da
pensare.
E tuttavia la riforma del sistema finanziario
e monetario non è impossibile né da
pensare né da realizzare. A tutti i livelli. E
a due condizioni: smettere di identificare,
contro ogni discorso omologante,
mercato e capitalismo, e imparare a
vedere, contro ogni apparenza, nella
finanza il fondamento cooperativo
dell’economia.
Questa in sintesi la tesi che Massimo
Amato presenterà riallacciandosi al suo
ultimo libro: M. Amato, L. Fantacci, Come
salvare il mercato dal capitalismo: Idee
per un’altra finanza. (Donzelli, Roma
2012)
Massimo Amato
insegna Storia economica all’Università Bocconi
di Milano.
Tra le sue pubblicazioni: Il bivio della moneta (Egea,
1999), Le radici di una fede. Per una storia del rapporto
tra moneta e credito in Occidente (Bruno Mondadori,
2008). L’enigma della moneta e l’inizio dell’economia
(et al. edizioni, 2010). Insieme a Luca Fantacci ha
pubblicato Fine della finanza. Da dove viene la crisi e
come si può pensare di uscirne (Donzelli 2009) e Come
salvare il mercato dal capitalismo (Donzelli 2012
„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

martedì 11 dicembre 2012
mercoledì 5 dicembre 2012
NO MUOS TOUR ALLA CASA DEI BENI COMUNI , TREVISO
SERATA NOMUOS
M.U.O.S. (Mobile User Objective System) è un moderno sistema di telecomunicazioni satellitare della marina militare statunitense,
dotato di cinque satelliti e quattro stazioni di terra, di cui una a
Niscemi, dotate di tre grandi parabole del diametro di 18,4 metri e due
antenne alte 149 metri. Sarà utilizzato per coordinare tutti i sistemi
militari statunitensi dislocati nel globo, in particolare i droni (aerei
senza pilota). Ricerche scientifiche dimostrano le enormi ricadute
sulla salute, sulla fauna e la flora dovute alla contaminazione del
territorio per mezzo delle onde elettromagnetiche a bassa e alta
frequenza emanate da queste antenne. Contro la devastazione del
territorio e la sua militarizzazione e per la tutela dell'ambiente e
delle persone che lo abitano nasce il coordinamento dei comitati NO MUOS, vasto movimento popolare che pratica i principi della democrazia diretta e partecipativa e dell'azione diretta.
Ore 20.30 incontro con:
ANTONIO MAZZEO giornalista e attivista NOMUOS, autore del libro-inchiesta
“UN ECO MUOS-TRO A NISCEMI l'arma perfetta per i conflitti del XXI secolo”
Edito da Sicilia Punto L (Ragusa) (euro 4), il lavoro sarà
presto disponibile in versione e-book con Errant Editions.
Ore 22.00 concerto dei:
BACIAMO LE MANI
l'albero delle seppie tour
ADESSO BASTA!!!
YANKEE GO HOME!!! MIRIKANI JATIVINNI!!!
PER UNA CAMPAGNA ANTIMILITARISTA E AMBIENTALISTA CHE PARTA DALLA LOTTA AL MUOStro DI NISCEMI
VI ASPETTIAMO NUMEROSI GIOVEDI' 6 DICEMBRE ALLE 20.30 (PUNTUALI) ALLA CASA DEI BENI COMUNI IN VIA ZERMANESE 4, TREVISO
FEDERAZIONE DEGLI ANARCHICI COMUNISTI CON LE OPERAIE E GLI OPERAI IN SCIOPERO IL 5/6 DICEMBRE
La Federazione dei Comunisti
Anarchici esprime la sua piena solidarietà ai lavoratori ed alle
lavoratrici metalmeccanici della FIOM ed alle operaie ed operai che saranno comunque in sciopero ed in
manifestazione qui a Padova come in tante altre città tra il 5 e il 6 dicembre. In questi lunghi anni di crisi economica, provocata da scelte
anti-operaie precise e lungimiranti da parte del capitalismo internazionale
ed italiano, inasprite poi dai vari governi statali, le condizioni di vita
dei lavoratori hanno subito un tremendo peggioramento, anche a
causa di rinnovi contrattuali sfavorevoli.
In particolare nel settore metalmeccanico si sta estendendo
il modello FIAT e si sta mettendo in discussione l'esistenza stessa del
Contratto Nazionale e si va ad un ennesimo accordo separato (cioè senza la
FIOM)in cui:
- si intende aumentare l'orario di lavoro su base
giornaliera e settimanale così come si vuole portare lo straordinario a 250 ore
annue, mentre ci sono decine di migliaia di licenziamenti e di chiusure di
fabbriche e la cassa integrazione è aumentata del 315% dal 2008;
- si intende derogare dal CCNL per quanto riguarda i salari,
non pagando i minimi salariali garantiti dal contratto nazionale per collegare
le retribuzioni alla produttività nella singola fabbrica,dove vige un clima di
distruzione di diritti e di tutele, fino alla sanzione punitiva in caso di
sciopero o di lotte auto-organizzate;
- si intende mettere in discussione il pagamento delle prime
tre giornate di malattia per indirizzare i lavoratori verso un fondo nazionale
pagato dai salari operai che dovrebbe finanziare una sorta di assistenza
sanitaria contrattuale, mentre il governo pensa a smantellare la sanità
pubblica;
- si intende concedere il diritto alla rappresentanza e
rappresentatività solo alle organizzazioni sindacali che firmino i contratti
che impone Federmeccanica, escludendo in questo caso la FIOM, così come sono tuttora
escluse le organizzazioni sindacali di base, pur presenti e riconosciute dai
lavoratori in tante fabbriche italiane.
In un paese in cui l'attacco ai salari, ai diritti e
all'occupazione è tutt'uno con l'attacco alle libertà sindacali ed alla
democrazia sindacale, il diritto di sciopero e di rivendicarlo pubblicamente
,con coraggiose manifestazioni a viso aperto che attraversino città sempre più
blindate dalle forze di Stato- è una dimostrazione della capacità delle classi
lavoratrici di opporsi alle politiche governative e confindustriali che impoveriscono
i lavoratori, emarginano i sindacati combattivi e reprimono chi osa lottare.
I comunisti anarchici stanno, oggi come sempre, dalla parte
degli operai, dalla parte di chi lotta.
Per la redistribuzione delle ricchezze; per aumenti salariali;
per la riduzione dell'orario di lavoro; per la
libertà ed il diritto all'auto-organizzazione sindacale in
fabbrica e nei posti di lavoro.
FDCA ( NORD EST )
Etichette:
Federazione dei Comunisti Anarchici,
fiom,
SCIOPERO,
sindacale,
veneto,
veneto appuntamenti
Ilva : no al ricatto tra salute e lavoro !
Sabato 8 dicembre ore 18 al TUTTINPIEDI a Mestre
presentazione del volantone de "Il Picchetto" -per l'autorganizazione degli operai , precari e disoccupati .
ASSEMBLEA DIBBATITO SULL'ILVA
TUTTIMPIEDI , Piazza canova , 1°laterale via san marco , Mestre (VE)
presentazione del volantone de "Il Picchetto" -per l'autorganizazione degli operai , precari e disoccupati .
ASSEMBLEA DIBBATITO SULL'ILVA
TUTTIMPIEDI , Piazza canova , 1°laterale via san marco , Mestre (VE)
Solidarietà a Stefano. Contro il fascismo non un passo indietro!.
Domenica 2 dicembre nei pressi della Stazione Centrale di Milano è stato
accoltellato Stefano un compagno molto noto e attivo di Milano. Dalla
ricostruzione appare evidente che si è trattato di un agguato fascista.
Stefano è uno dei compagni più noti dell'aria antagonista milanese e uno
degli amici più cari di Dax violentemente ucciso dieci anni fa dai
fascisti. Questa aggressione si somma a tutta
una serie di provocazioni contro i compagni in un periodo in cui manifestare diventa un reato e si sprecano le repressioni dei movimenti. Le forze “dell'ordine” come al solito si accaniscono contro i compagni, gli operai e gli studenti e non muovono un dito contro i fascisti tollerati se non foraggiati dalle istituzioni e dalla politica. Non siamo nati ieri e tutto questo non ci stupisce affatto. Quando i padroni e i loro servi della politica o delle istituzioni non reggono più il peso delle proteste arrivano i fascisti sempre pronti ad intervenire contro chi si ribella. E' questo il loro ruolo storico, quello dei cani da guardia dei padroni.
Come compagni genovesi siamo solidali con Stefano (che rivogliamo al più presto a lottare con noi) e con i compagni milanesi. La nostra solidarietà è attiva: a Genova gli antifascisti sono attenti e risponderanno sempre ai fascisti, ai razzisti e a chi prova ad alimentare l'odio verso i più deboli. Siamo gli eredi del 30 giugno 1960, il fascismo non avrà da noi un minimo di agibilità politica. Non un passo indietro!
Collettivo Universitario AutAut357, Lokomotiv Zapata, Federazione dei Comunisti Anarchici Genova, Genoa Antifà Ultras, Brigata Claudio Spagna Genova, Rifondazione Comunista Circoli Geymonat e Bianchini, Unione degli Studenti Genova, Polisportiva Black Panthers
una serie di provocazioni contro i compagni in un periodo in cui manifestare diventa un reato e si sprecano le repressioni dei movimenti. Le forze “dell'ordine” come al solito si accaniscono contro i compagni, gli operai e gli studenti e non muovono un dito contro i fascisti tollerati se non foraggiati dalle istituzioni e dalla politica. Non siamo nati ieri e tutto questo non ci stupisce affatto. Quando i padroni e i loro servi della politica o delle istituzioni non reggono più il peso delle proteste arrivano i fascisti sempre pronti ad intervenire contro chi si ribella. E' questo il loro ruolo storico, quello dei cani da guardia dei padroni.
Come compagni genovesi siamo solidali con Stefano (che rivogliamo al più presto a lottare con noi) e con i compagni milanesi. La nostra solidarietà è attiva: a Genova gli antifascisti sono attenti e risponderanno sempre ai fascisti, ai razzisti e a chi prova ad alimentare l'odio verso i più deboli. Siamo gli eredi del 30 giugno 1960, il fascismo non avrà da noi un minimo di agibilità politica. Non un passo indietro!
Collettivo Universitario AutAut357, Lokomotiv Zapata, Federazione dei Comunisti Anarchici Genova, Genoa Antifà Ultras, Brigata Claudio Spagna Genova, Rifondazione Comunista Circoli Geymonat e Bianchini, Unione degli Studenti Genova, Polisportiva Black Panthers
lunedì 3 dicembre 2012
Presentazione del Codice Etico per la stampa in caso di Femminicidio. Uno strumento per riflettere sui modi coi quali la stampa presenta i casi di violenza sulle donne redatto da Femminismi.
Venerdì 7 dicembre, ore 18.30, Pesaro, Biblioteca V. Bobbato (Galleria dei Fonditori 64, Centro Commerciale Miralfiore - 1° piano)
Presentazione del Codice Etico per la stampa in caso di Femminicidio.
Uno strumento per riflettere sui modi coi quali la stampa presenta i casi di violenza sulle donne redatto da Femminismi.
Introduce Monia Andreani, Università di Urbino.
Introduce Monia Andreani, Università di Urbino.
Interviene Maria Teresa Manuelli, giornalista della associazione GIULIA (Giornaliste unite libere autonome).
Aderiscono: UDI Pesaro, Donne in nero Fano, Se Non Ora Quando Pesaro, Centro Antiviolenza Pesaro. Patrocina la Provincia di Pesaro e Urbino.
Aderiscono: UDI Pesaro, Donne in nero Fano, Se Non Ora Quando Pesaro, Centro Antiviolenza Pesaro. Patrocina la Provincia di Pesaro e Urbino.
Giornalisti e giornaliste sono invitati/e a partecipare, per portare testimonianze e discuterne con noi.
Abbiamo cominciato a lavorare sulla complessa tematica della violenza che sfocia nell’omicidio di una donna - come momento terminale di una spirale di odio e violenza maschile nei confronti delle donne – perché non potevamo più sopportare questo male che attraversa la nostra società e anche il nostro territorio. Infatti anche nella nostra Provincia ci sono stati casi di omicidi di donne che noi non abbiamo dimenticato e che non possiamo dimenticare. Sofia che faceva la ballerina ed è stata uccisa a martellate dal convivente perché “non voleva cambiare vita”: era il 2008, lei aveva 21 anni. Franca aveva 53 anni, il marito è venuto da Padova per freddarla con due colpi di pistola. Varvara era moldava e aveva 45 anni, era il 2005, l’omicida aveva avuto una breve relazione con lei. Tutte e tre uccise a Fano. Mariangela aveva la sua stessa età, è stata uccisa a Urbania da un “amico” a cui aveva “detto di no”, era il 2009. Donatella aveva 36 anni, è stata uccisa dal fidanzato che “aveva paura che lei non lo amasse più” a Saltara. A San Lorenzo in Campo nel settembre del 2011 viene uccisa Gabriella, poi il caso della giovane Andrea di Cagli ad aprile di quest’anno, lei è sopravvissuta.
Abbiamo deciso di chiamare questo tipo di reato con il nome con cui è riconosciuto nel quadro giuridico internazionale – femminicidio – che è ogni reato di violenza fino all’omicidio compiuto contro una donna perché è una donna che si comporta in modo diverso da quello che un uomo pretende da lei e per questo atto di libertà quest’uomo le usa violenza (verbale, fisica, sessuale, economica). Siamo un gruppo di donne e vogliamo dare il nostro contributo per costruire una cultura di libertà per noi donne e per le donne delle generazioni future – una cultura in cui una donna possa immaginare la sua felicità senza essere per forza sottoposta alla tutela o al giudizio di un uomo o di più uomini, una cultura di solidarietà tra donne e di solidarietà con gli uomini che rispettano le donne.
Siamo convinte che per spezzare il circolo continuo di violenza in questi anni, è importante promuovere una comunicazione che abbia il coraggio di dire quello che accade nei casi di violenza maschile contro le donne, quindi che abbia il coraggio civile di non alimentare elementi giustificatori o promuovere in qualunque modo una cultura che attenui il senso di gravità della violenza compiuta dagli uomini contro la vita e la libertà delle donne.
Abbiamo deciso di chiamare questo tipo di reato con il nome con cui è riconosciuto nel quadro giuridico internazionale – femminicidio – che è ogni reato di violenza fino all’omicidio compiuto contro una donna perché è una donna che si comporta in modo diverso da quello che un uomo pretende da lei e per questo atto di libertà quest’uomo le usa violenza (verbale, fisica, sessuale, economica). Siamo un gruppo di donne e vogliamo dare il nostro contributo per costruire una cultura di libertà per noi donne e per le donne delle generazioni future – una cultura in cui una donna possa immaginare la sua felicità senza essere per forza sottoposta alla tutela o al giudizio di un uomo o di più uomini, una cultura di solidarietà tra donne e di solidarietà con gli uomini che rispettano le donne.
Siamo convinte che per spezzare il circolo continuo di violenza in questi anni, è importante promuovere una comunicazione che abbia il coraggio di dire quello che accade nei casi di violenza maschile contro le donne, quindi che abbia il coraggio civile di non alimentare elementi giustificatori o promuovere in qualunque modo una cultura che attenui il senso di gravità della violenza compiuta dagli uomini contro la vita e la libertà delle donne.
Il Codice Etico è una nostra proposta da discutere e condividere – un documento in sei punti redatto a partire da una disamina del materiale bibliografico internazionale e in particolare dal codice pubblicato da Zero Tolerance.
Femminismi, donne di Fano-Pesaro-Urbino.
http://femminismi.wordpress.com
http://femminismi.wordpress.com
Iscriviti a:
Post (Atom)