„La parola comunismo fin dai più antichi tempi significanon un metodo di lotta, e ancor meno uno speciale mododi ragionare, ma un sistema di completa e radicaleriorganizzazione sociale sulla base della comunione deibeni, del godimento in comune dei frutti del comunelavoro da parte dei componenti di una società umana,senza che alcuno possa appropriarsi del capitale socialeper suo esclusivo interesse con esclusione o danno dialtri.“ Luigi Fabbri
per giulio

mercoledì 26 gennaio 2011
Dignità operaia
classe operaia della Fiat di Torino sceglie la dignità , così come è
stato per i lavoratori di Pomigliano: i diritti non sono in svendita e
la libertà dei lavoratori conquistata con anni di lotte e di sacrifici
non può essere cancellata e sacrificata sull’altare della concorrenza
antisolidale del capitale e dell’aziendalismo fascista.
Il tentativo di Fiat e Confindustria di ridisegnare i rapporti
sindacali scaricando sulla pelle dei lavoratori i costi della crisi e
l’inefficienza del sistema industriale non resterà rinchiuso al mondo
Fiat, con la benedizione di tutto un ceto politico, che va dal Partito
Democratico agli uomini del Governo Berlusconi e che, per bocca di
Sacconi e dei media complici, già intravedeva nel prossimo futuro
rapporti aziendali dove sia per sempre bandita la possibilità dei
lavoratori ad organizzarsi collettivamente per contrattare la propria
condizione ed il proprio salario. Le relazioni sindacali e sopratutto
le condizioni di lavoro vengono così riportate indietro di decenni,
con il “coraggio” di decantare la modernità della miseria come
requisito e condizione di vita per la classe operaia nei prossimi
decenni.
Il risultato di Mirafiori conferma ancora una volta che non vi è più
nulla da sacrificare sull’altare dell’aziendalismo e del patriottismo
industriale, il terreno su cui indietreggiare è finito.
In questa come nella maggior parte delle recenti vicende sindacali,
occorre sottolineare la subalternità della Camusso e del gruppo
dirigente CGIL nell’elaborazione della strategia contrattuale della
confederazione; elaborazione che rimane nel perimetro degli avversari
Confindustria/Fiat/CISL/UIL, nel momento in cui risulta fondamentale
invece avere una strategia autonoma che punti a creare rapporti di
forza per scardinare il progetto Confindustria/Marchionne. Questa
subalternità ha trovato linfa nei riti che puntano alla salvaguardia
della burocrazia e nello squallido legame tra buona parte di questa e
il partito democratico.
Il tutto si traduce in un reiterato rifiuto della proclamazione dello
sciopero generale, che non fa altro che comprimere la forte volontà
di lotta che sta emergendo in tanti settori della società.
Per questo lo sciopero del 28 gennaio indetto dalla Fiom ha già
assunto le caratteristiche di una mobilitazione generale, con la
partecipazione di praticamente tutto il sindacalismo di base , pur con
distinzioni importanti, e di settori importanti della società civile,
che insieme confermano:
- il carattere generale della mobilitazione su tutto il territorio nazionale,
- il ruolo della Fiom come catalizzatore di un fronte sociale,
- l’attualità e la praticabilità del sindacalismo conflittuale,
mostrando i primi ed importanti risultati nell’unificazione delle
lotte e dei percorsi che costituiscono la base indispensabile ad ogni
opposizione sociale che possa praticare conflitto per l’autonomia di
classe in risposta ai violenti attacchi che lavoratori , disoccupati,
precari e studenti, tutti, non sono più disposti a tollerare.
Le risposte autoritarie del governo e del padronato ed i tentativi di
umiliare la classe operaia con ricatti occupazionali e con il sostegno
dei grandi mezzi di informazione, come nel recente caso della Fiat a
Torino, svelano in modo evidente la non disponibilità del proletariato
a farsi rinchiudere nelle gabbie delle compatibilità di mercato,
ritrovando quella dignità e quella consapevolezza che nessun patto tra
burocrazie sindacali vendute e impresa può rinchiudere nella fabbrica
lager.
Il 28 gennaio è una tappa fondamentale di un percorso che vede il
protagonismo dei lavoratori assumere sempre più chiaramente
l’espressione della ricomposizione di classe come primo obiettivo per
il fronte sociale che si sta dimostrando possibile e praticabile.
Lo sciopero dei metalmeccanici per ottenere un contratto collettivo di
lavoro per tutti, per la democrazia sindacale, è lo sciopero di tutti
per rifiutare il fascismo aziendale dei tanti Marchionne che, con la
complicità decennale dei governi, hanno destrutturato il mondo del
lavoro per avere una classe operaia sottomessa e ricattabile alle
esigenze del profitto dei pochi .
Perciò la Federazione dei Comunisti Anarchici invita tutti i libertari
e gli anarchici su posizioni di classe a impegnarsi per la piena
riuscita e la crescita delle mobilitazioni e invita tutti i
lavoratori e le lavoratrici a scioperare e a partecipare, al di la
delle sigle di appartenenza sindacale, allo sciopero del 28 gennaio
(27 in Emilia Romagna) per affermare il diritto dei lavoratori a poter
scegliere il proprio sindacato, perché la democrazia sia dentro i
cancelli delle fabbriche ed a tutti sia garantito il diritto ad
organizzarsi collettivamente per la difesa degli interessi di classe,
continuando una fase di lotte e di rivendicazioni nel mondo del
lavoro e nella società civile per indire uno sciopero generale che
rilanci l’opposizione sociale di questo paese.
78 ° Consiglio dei Delegati Fdca
Fano 28 gennaio 2011
Segnala questo messaggioSabato 29 gennaio h.10.00 Presidio per il lavoro a Mestre
Presidio per il LAVORO
BELLA SCUSA, LA CRISI...
Da quando è esplosa la crisi economica del sistema dei padroni, migliaia sono
stati i licenziamenti e il tasso di disoccupazione è al 10% (il più alto dal 1992
ad oggi).
Solo nella provincia di Venezia sono 6000 i disoccupati iscritti negli uffici per
l'impiego.
In questa situazione molte sono le aziende, le fabbriche che hanno utilizzato
strumentalmente la crisi per licenziare, trasferirsi all'estero, ristrutturare.
Qui a Porto Marghera c'è chi ha scelleratamente usato la crisi per motivare
chiusure già da tempo programmate (come Sirma, Montefibre, il comparto
chimico).
Ed ora i lavoratori licenziati, o cassintegrati, sono costretti ad accettare
qualsiasi condizione di lavoro, quando lo trovano, per poter arrivare a un
salario più dignitoso del sussidio Inps.
Le varie istituzioni (governo, comune, provincia, regione) nulla stanno
facendo per aiutare i lavoratori ad uscire dalla disoccupazione.
E nulla stanno facendo i sindacati e le varie organizzazioni politiche che si
dicono difensori dei diritti e delle condizioni dei lavoratori.
E' ora e tempo che noi lavoratori prendiamo nelle nostre mani la lotta per
il posto di lavoro e un salario dignitoso.
Facciamo sentire la nostra voce e vedere le nostre facce a chi non vuole
ascoltare e vedere quali sono i reali problemi dei lavoratori.
Sabato 29 gennaio ore 10.00
presidio davanti sede
Municipio Mestre via Palazzo
Ogni lunedi dalle 16,30 alle 19,30 sportello disoccupati in
Piazza Canova 1 (laterale viale San Marco)
COSTRUIAMO INSIEME LA LISTA DISOCCUPATI PER CHIEDERE
ALLE ISTITUZIONI DI INTERVENIRE
tel 3406972133 tuttinpiedi@gmail.com
giovedì 20 gennaio 2011
SULL'ASSENZA DI INFO-ACTION DAL NOSTRO SITO
salud!
Dibattito con il Pcl sulla tunisia
MERCOLEDI' 26 GENNAIO, ORE 20,30
VIA SAN DONA' 278
SALA DELL'ASSOCIAZIONE PIETRO TRESSO MESTRE-VENEZIA
La rivoluzione tunisina ha conosciuto la sua prima vittoria. Ora è necessario che non si arresti, continui fino allo smantellamento di tutte le istituzioni della dittatura: dalla convocazione di una vera assemblea costituente al necessario sviluppo di strutture di potere operaio e popolare.
La liberazione dei lavoratori e delle masse popolari tunisine dalla fame e dallo sfruttamento è infatti possibile solo con uno sviluppo permanente della rivoluzione: dagli obbiettivi democratici a quelli sociali di liberazione dal capitale imperialistico e dal suo partner minore, la borghesia tunisina, che la dittatura di Ben Alì e il suo partito (Raggruppamento democratico costituzionale) rappresentava e rappresenta.
Una Tunisia realmente libera può essere solo una Tunisia socialista in cui il potere sia nelle mani dei consigli (o comitati) di lavoratori, contadini e masse povere delle città e delle campagne.
Il nuovo governo tunisino di unità nazionale, sostenuto dall’imperialismo, rappresenta la continuazione del sistema di potere capitalistico e di sfruttamento semicoloniale del Paese; contro questo governo borghese, a cui si sono associati i partiti socialdemocratici e riformisti, è necessario mantenere la ferma opposizione e l'indipendenza politica ed organizzativa dei lavoratori, del sindacato e del movimento di lotta popolare.
Giornata della memoria ricordiamoci l'Homocaust
26 gennaio presso la bibblioteca civica di Ceneda a Vittorio Veneto alle ore 20 e 30 ,
organizza e presenta la sezione mandamentale ANPI di Vittorio Veneto , con la partecipazione di ARCI LESBICA , SHAKE LGBTE di Conegliano (ass. lebiche-gay-transgender-etero) , ass. AGEDO (generitori e amici di omosessuali) e il Dottor Marco Inghilleri psicoterapeuta mediatore famigliare
venerdì 14 gennaio 2011
Senza Dio
presentazione del libro SENZA DIO del buon uso dell’ateismo di Giulio Giorello.
La presentazione avverrà sabato 22 gennaio 2011 alle ore 17.30 all’Ateneo degli Imperfetti, in Via Bottenigo 209 a Marghera (Ve).
Interverranno Giulio Giorello (autore) e Giampietro Bert
lunedì 10 gennaio 2011
MEMORIALE: A 30 ANNI DALLA MORTE DI UMBERTO TOMMASINI (1896-1980) A VIVARO (PN)
DOMENICA 16 GENNAIO
ORE 9.30 Sala Consiliare del Comune di VIVARO – Pordenone
PROGRAMMA
ore 9.30 proiezione video con intervista a U. Tommasini (1976)
ore 10.00 introduzione, saluti e intervento di Gianluigi Bettoli (Storico locale)
ore 10.30 interventi di Claudio Venza e Clara Germani (co-autori del libro su Umberto Tommasini)
ore 11.00 interventi di amici e compagni di Umberto Tommasini e del pubblico
ore 11.30 esecuzione di alcuni pezzi del repertorio musicale anarchico
ore 12.00 deposizione di una corona presso il cimitero di Vivaro in memoria di Tommasini
La giornata si concluderà con un pranzo presso un agriturismo locale. (per info e prenotazioni scrivere a info@zapatapn.org)
organizzazione a cura di
Circolo Libertario E. ZAPATA (PN) e Gruppo Anarchico GERMINAL (TS)
in collaborazione con l’Ecomuseo Lis Aganis
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UMBERTO TOMMASINI
Operaio e militante ma soprattutto uomo libero e solidale, Tommasini (1896-1980) è un tipico anarchico della sua generazione: non un dirigente od un teorico, di quelli che fanno la storia ufficiale, e neppure un esecutore, un ingranaggio delle macchine partitiche e sindacali.
Affrontò il carcere e mise di frequente a repentaglio la vita con estrema naturalezza e serenità, mantenne intatta la propria integrità e corenza fra scontri armati, condanne, evasioni e ancora preparazione di attentati a Mussolini, conflitti all’interno del movimento operaio e libertario… incontrando e spesso scontrandosi con figure di rilievo della storia italiana (Rosselli, Berneri, Di Vittorio, Vidali, Bordiga, Valiani, Pertini, Pannella…).
Diresse Umanità Nova.
A lui è intitolata la biblioteca del Centro Studi Libertari di Trieste.
sabato 8 gennaio 2011
Newsletter del 7 gennaio di ARANEA
Eventi veneto e dintorni:
* Mercoledì 12 gennaio ore 18 - Palazzina Briati, Dorsoduro, Venezia
“LE RELAZIONI PERICOLOSE: MATRIMONI E DIVORZI TRA FEMMINISMO E MARXISMO” …Incontro con Cinzia Arruzza – autrice del libro
Il femminismo ha modificato le società moderne permettendo alle donne di conquistare diritti e partecipare alla vita politica. Nel corso della sua storia si è incontrato e scontrato con la cultura della sinistra a cominciare dal marxismo.
Il libro analizza i matrimoni e i divorzi tra questi due pensieri e le risposte divergenti offerte nel corso della storia dalle teoriche femministe: si è tentato di fare dell’oppressione di genere un’estensione del rapporto di sfruttamento, di leggere i rapporti tra uomini e donne in termini di antagonismo di classe, o ancora di affermare la priorità dell’oppressione patriarcale rispetto allo sfruttamento capitalista. L’autrice propone di superare la vecchia dialettica delle “priorità”, analizzando la trasformazione delle logiche patriarcali durante il capitalismo e individuando gli intrecci tra rapporti di sfruttamento, dominio e oppressione.
Collettivo Femminista e Lesbico VengoPrima http://vengoprima.noblogs.org/
* Mercoledì 12 gennaio ore 18:30 - Libera Cafe (circolo Pink) via Scrimiari 7, Verona
Aperitivo e cena benefit
http://www.autistici.org/liberaa/
* Sabato 15 gennaio ore 19 - C.P.O. Gramigna - via fornaci 397, zona torre, padova
ore 18.00 - aggiornamento sulla situazione dei compagni (Silvia, Costa e Billy) e chiacchere sul nucleare
ore 19.00 - aperitivo
a seguire serata e djset
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http://www.autistici.org/aranea
aranea@anche.no
martedì 4 gennaio 2011
STAMPA DI MOVIMENTO
panevin/pignarul/falò epifanico - Libertario "virtuale" a udine
pignarul Libertario [falò epifanico]"virtuale" contro il CIE di Gradisca,
contro la repressione, per il CSA di Udine ad un anno dallo sgombero
https://csascalonuovo.noblogs.org/post/2010/12/23/pignarul-libertario-2011/
SPETTACOLO DEDICA A DE ANDRE' , AD AURONZO IL 7 GENNAIO
7 gennaio 2011 - ore 21 | ad Auronzo (Bl) - Palus San Marco in Villa Gregoriana |
MORTI SUL LAVORO NEL 2010 ecco i numeri
PIEMONTE 28 (21 NEL 2009).
LOMBARDIA 81 (69 NEL 2009).
VAL D'AOSTA 3 (5 NEL 2009).
LIGURIA 16 (17 NEL 2009).
VENETO 54 (37 NEL 2009).
TRENTINO ALTO ADIGE 32 (25 NEL 2009).
FRIULI 7 (16 NEL 2009).
EMILIA ROMAGNA 40 (53 NEL 2009).
TOSCANA 29 (32 NEL 2009).
UMBRIA 6 (10 NEL 2009).
LAZIO 41 (44 NEL 2009).
MARCHE 13 ( 20 NEL 2009).
ABRUZZO 21 (26 NEL 2009).
MOLISE 3 (9 NEL 2009)
CAMPANIA 47 (41 NEL 2009)
PUGLIA 46 (24 NEL 2009).
BASILICATA 6 (7 NEL 2009)
CALABRIA 18 (10 NEL 2009)
SICILIA 42 (44 NEL 2009)
SARDEGNA 24 (15 NEL 2009)
LE REGIONI CON IL MAGGIOR INCREMENTO DI VITTIME SONO STATE:
PUGLIA +96%, CALABRIA +95%, SARDEGNA + 35%. E VENETO + 31,5%.
LE REGIONI CHE HANNO REGISTRATO UN FORTE CALO DELLE VITTIME SONO STATE:
MOLISE -300% VAL D'AOSTA -60% FRIULI -57%, UMBRIA-50%, MARCHE - 35%, EMILIA
ROMAGNA -27%
SULLE AUTOSTRADE E ALL'ESTERO SONO STATE DOCUMENTATE 35 VITTIME NEL 2010
L'EDILIZIA VEDE AUMENTARE NEL 2010 LE VITTIME DEL +3,6%. IN TERMINI ASSOLUTI
PASSA DA 161 VITTIME DEL 2009 A 167 DEL 2010
L'AGRICOLTURA HA AVUTO NEL 2010 165 VITTIME CON UN AUMENTO RISPETTO AL 2009
DEL 4,3%. IN TERMINI ASSOLUTI PASSA DA 158 VITTIME DEL 2009 A 165 DEL 2010.
L'INDUSTRIA PASSA DA 71 VITTIME DEL 2009 A 73 DEL 2010 +3,25%.
PROVINCE CON IL MAGGIOR NUMERO DI VITTIME
BOLZANO E BRESCIA 21
ROMA 21
MILANO 19
NAPOLI 17
FOGGIA 16
BARI E VICENZA 13
PALERMO 12
TREVISO E TRENTO 11
ETÀ DELLE VITTIME
DAI 16 AI 19 ANNI 3 (0,55%).
DAI 20 AI 29 ANNI 53 ( 8,9%)
DAI 30 AI 39 98 (16,8%)
DAI 40 AI 49 113 (19,3%)
DAI 49 AI 59 116 (19,8%)
DAI 59 AI 69 87 (14,4%)
DAI 70 AI 79 37 (3,7%)
DAGLI 80 AI 90 13 (1,8%)
DAI 69 AI 90 SONO MORTI QUASI ESCLUSIVAMENTE AGRICOLTORI SCHIACCIATI DAI
TRATTORI CHE GUIDANO