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per giulio

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giovedì 2 marzo 2017

Kurdistan iraniano

La rivoluzione islamica nasconde una repressione crescente contro le donne e le popolazioni indipendentiste tradite dalla Nuova Repubblica: soprattutto i Curdi.
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L'11 febbraio del 1979, le forze di Khomeini, insieme con settori della sinistra, islamisti e indipendentisti, rovesciavano la monarchia dei Pahlevi. Sempre l'11 febbraio, dopo la morte di centinaia di manifestanti durante le rivolte che si erano diffuse in più di un anno, venne istituito un Consiglio di transizione che ha portato all'attuale Repubblica dell'Iran. Il 1979 fu un momento cruciale per l'Iran e tutto il Medio Oriente, che avrebbe trasformato le condizioni geopolitiche e strategiche del paese nella regione, della regione con il mondo e anche del mondo con l'Iran.

Con la caduta della dinastia Pahlevi, il vuoto di potere è stato riempito dalla teocrazia degli Ayatollah. La rivoluzione islamica nasconde una repressione crescente contro le donne e le popolazioni indipendentiste tradite dalla Nuova Repubblica: soprattutto i Curdi. Sotto la tutela dei giuristi islamici le donne sono state segregate nelle aree pubbliche, sono state costrette a indossare burqa e chador, la coeducazione di maschi e femmine è stata vietata, i divorzi sono unilaterali (ad esempio, se è l'uomo che lo  desidera), per continuare con i delitti d'onore , la morale islamica governa sia la vita privata che pubblica, il tutto sotto pena di morte. Simile destino attende i Curdi e le Curde intrappolati/e  sotto questa Repubblica. Il regime non perdona loro il  tentativo di aver perseguito l'indipendenza con la Repubblica di Mahabad (1941-1946), nè l'insurrezione curda contro la nuova autorità di Khomeini (1979), nè la rivendicazione dell'autodeterminazione del Rojhilat (Kurdistan iraniano).

La guerra santa: uno  strumento unificante

Quando il vuoto di potere è stato riempito dagli ayatollah dopo la caduta della dinastia,  i Curdi si sono rivoltati contro le autorità locali dei Pahlevi del Rojhilat e avevano occupato le loro terre ancestrali. I "rivoluzionari khomeinisti" hanno cercato di placare la rivolta con la morte e la repressione, fallendo nel loro tentativo. Il Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (KDP) ha ricevuto il sostegno incondizionato da parte della popolazione e le autorità del nuovo governo sono state costrette a negoziare. Le promesse di autodeterminazione da parte dei rivoluzionari prima della "presa" del potere verranno disattese, Khomeini negò la possibilità di autonomia per i Curdi e li accusò di  separatismo. Nel frattempo, in vista delle crescenti tensioni, entrambe le parti in conflitto riorganizzavano le forze decimate: Khomeini fece accordi con le forze repressive pro-Pahlevi e riunificò il comando militare, mentre i rivoluzionari del PDKI riorganizzarono le loro forze dopo i massacri subiti dai khomeinisti .

Lo scontro era imminente. Alla vigilia del Newroz (Capodanno curdo) i peshmerga curdi attaccarono il quartier generale della polizia in tutto il Kurdistan iraniano, mentre le forze repressive si ritiravano. Dopo le celebrazioni del Newroz ci fu un cessate-il-fuoco e ripresero i negoziati. Il cessate-il-fuoco durò meno di un mese e in aprile i battaglioni iraniani attaccarono le popolazioni curde, gli scontri furono durissimi e la popolazione fu massacrata. L'artiglieria pesante intervenne contro la popolazione, la cavalleria leggera attaccava le case. Tutto il territorio del Rojhilat venne occupato da forze di invasione e i membri del PDKI lottarono fino alla morte, o furono fatti prigionieri e impiccati o nel migliore dei casi scelsero l'esilio. L'insurrezione venne schiacciata e i colonialisti, incoraggiati, saccheggiarono tutti i beni dei rivoluzionari/e curd/e.

Dopo l'enorme dispiegamento militare, migliaia di basi iraniane vennero stabilite al confine con il Rojhilat. I popoli del Kurdistan iraniano si ritrovarono controllati da nuclei di guardia militare che vigilavano sui movimenti della  popolazione di villaggio in villaggio. Una vasta rete di repressione si diffuse sul territorio curdo e ancora oggi, nel 2017, non è stata ritirata. Venne proibito il culto delle ancestrali religioni curde, venne vietata l'istruzione nella lingua madre e venne imposta l'istruzione in Farsi -la lingua persiana- le manifestazioni vennero vietate insieme al diritto di organizzarle, vietata l'aperta professione di cultura curda, imposto il burqa per le donne, ecc. Lo stato iraniano mostrava il suo regno del terrore, da un lato, mentre dall'altro promuoveva politiche di assimilazione islamica. La maggioranza dei popoli curdi trova ancora il proprio rifugio spirituale tra sunniti e sciiti. Ma venne dichiarata una guerra santa: o stai con Dio o contro di lui (o sei con me o contro di me) e a stabilire i parametri erano i giuristi islamici iraniani.

L'espropriazione culturale: un genocidio moderno

Dopo il trionfo della rivoluzione islamica la rivolta curda venne schiacciata e le aree liberate del Rojhilat rimasero in mani persiane. Migliaia di guerriglieri furono costretti all'esilio, molti di loro trovarono la morte nelle lunghe marce attraverso le montagne al confine tra Iran e Iraq. Da allora le montagne sono il rifugio per le forze rivoluzionarie, per la lotta guerrigliera e  i tentativi di auto-determinazione del popolo curdo continuano.

Nel corso dei decenni successivi, le forze di Khomeini hanno costretto le persone a migrare in modo sistematico. Migliaia di persone sono state costrette a lasciare le loro case, i villaggi e il territorio, per essere trasferite in nuove aree. L'habitat che le ha viste crescere, che ha modellato la loro cultura e la loro vita, è stato occupato al fine di fornire la terra per i proprietari persiani. Tra il 1980 e il 1990 circa 40.000 persone troveranno la morte per mano del regime di Teheran. La guerra Iran-Iraq ha colpito duramente attraverso i confini della popolazione curda, che è stata decimata considerevolmente. All'espropriazione delle loro terre, alla detenzione e all'assassinio, è seguita una rigorosa politica di privazione del diritto di associazione e di espressione delle religioni autoctone.

Tuttavia, nel decennio 1995-2005 c'è stata qualche apertura democratica nei confronti dei Curdi e delle diverse culture etniche all'interno dei confini iraniani. Il governo di Mohammad Khatami (1997 - 2005) ha promosso tavoli di dialogo con i rappresentanti curdi, che sono stati chiamati a sedere in parlamento. La lingua curda è stata permessa ufficiosamente, le espressioni curde legalizzate e alcuni partiti politici sono entrati nel parlamento della Repubblica. Ma queste coraggiose, anche se timide, libertà verranno presto contrastate dal vasto apparato di repressione radicato nello stato. Le forze  militari sono state istruite per schiacciare i Curdi e la macchina statale è per sostenere un'identità unica: l'Iran.

Il 2005 è stato un punto di svolta per i separatisti curdi. L'omicidio di un giovane curdo per mano delle forze repressive iraniane, visto in tutto il mondo, darà inizio ad una serie di rivolte popolari simili a quelle del 1999, quando fu imprigionato Abdullah "Apo" Ocalan dal regime turco. Queste rivolte si sono diffuse non solo in tutto il Rojhilat ma anche a  Teheran e in diverse province in cui le maggioranze etniche si oppongono al regime. Dal 2005 al 2011, dopo il clamore delle rivolte popolari, sono  nate delle organizzazioni radicali: i socialisti libertari, i marxisti-leninisti e gli  indipendentisti. Hanno forgiato nuove strutture di guerriglia non più in esilio, ma all'interno delle città più importanti. Il Partito per la vita libera in Kurdistan (PJAK), un gruppo scissionista del Partito Democratico del Kurdistan Iraniano (KDP), ha ripreso le tattiche di lotta per l'autonomia contro il regime invasore, per ripristinare l'autodeterminazione e la vita democratica confederata all'interno dell'Iran.

La risposta: rivoluzione permanente fino alla autodeterminazione popolare


La campagna di repressione contro la nazione curda si è intensificata. La repressione politica e culturale peggiora sempre di più mentre vengono vergate queste righe. Il regime iraniano ha aumentato il numero dei prigionieri politici con condanna a morte. Gli argomenti segregazionisti per condannare un curdo al martirio vanno dalla "inimicizia contro Dio" (perchè non professa la stessa religione, o perchè è ateo, o per aver resistito ad una guardia iraniana) all'abbigliamento (soprattutto per le donne che non indossano il burqa) fino ad una manifesta affiliazione curda. Dalla metà del 2014 alla metà del 2016, 12.000 Curdi sono stati condannati al carcere, una cifra che non include le migliaia di sparizioni e uccisioni extragiudiziali. Nel 2016 un certo numero di attivisti curdi sono stati accusati di attività terroristiche e condannati all'impiccagione. Attualmente, a migliaia sono in attesa di esecuzione per le loro attività a favore della causa curda. Questi dati non includono i vari gruppi etnici oppressi del paese.
L'Unione delle donne libere del Kurdistan orientale (Kjar) ha lanciato un appello alla popolazione curda di fronte all'intensificarsi delle esecuzioni, degli arresti e delle torture contro i militanti e contro i civili. Adottando le tesi del Confederalismo democratico avanzate da Abdullah Ocalan, il Kjar ha avvertito il regime iraniano che se non vuole fare i conti con la storia e continua a ignorare le richieste di libertà dei popoli curdo e persiano, tra gli altri, è prevedibile l'avvento di una situazione simile a quella dell'Iraq, della Siria e della Turchia. La lotta rivoluzionaria si è intensificata e con essa il confronto per la creazione di un modello democratico che rispetti singolarità etniche, politiche e religiose, alla ricerca di una nazione democratica, multietnica, multireligiosa in uno stato laico.

Il Partito per la vita libera in Kurdistan ha attualmente 3.000 guerriglieri e guerrigliere in armi. Nonostante il cessate il fuoco del 2011 (a causa dell'inizio della guerra civile in Siria), e data la situazione in Medio Oriente, le speranze di cambiamenti significativi all'interno dell'Iran non sono ancora andati perduti. Una grande alleanza delle forze curde e l'unità nazionale del movimento sta fermentando nei fronti di battaglia. La situazione attuale porta alla preparazione di una risoluzione specifica della questione curda. Nonostante gli scontri spasmodici tra le forze regolari iraniane e i guerriglieri e guerrigliere del PJAK, ancora resta aperta una soluzione pacifica e democratica che contempli la multiculturalità nella regione.

Siamo di fronte ad un processo rivoluzionario in tutto il Kurdistan, le quattro regioni (Rojhilat, Rojava, Bakur e Bashur) devono affrontare varie situazioni di combattimenti di misura maggiore o minore a seconda dello stato occupante (Iran, Siria, Turchia e Iraq). Solo un approccio globale alla questione curda, il rilascio dei prigionieri e dei prigionieri politici, il riconoscimento della parità di diritti tra uomini e donne, la liberazione delle donne, il riconoscimento del multiculturalismo che compone la regione, la secolarizzazione degli stati-nazione, per apprestarsi alla formazione di una nazione democratica, faranno riacquistare la pace nella regione.

***

Nel frattempo, Abdullah Ocalan vive nell'isola-prigione di Imrali. Il leader dei popoli liberi del Kurdistan ha trascorso 18 anni  evocando carezze ed abbracci, di cui può godere solo simbolicamente. I libri gli sono stati amici, dandogli senno e  saggezza. La tortura a cui è costretto dall'isolamento da tutte le forme di vita, fatta eccezione per i microrganismi che crescono tra le pareti destinate a fargli da volta, non è riuscita a piegare il suo spirito. Apo è una poesia scritta mille volte nella lotta del popolo curdo per l'auto-determinazione, è la lotta delle donne e degli uomini di buona volontà per un mondo più giusto, pluralista e democratico. Il socialismo libertario cresce nelle menti delle persone che lottano per dare un senso alla loro vita, nella storia delle società fino alla giornata trionfale in cui il popolo deciderà di farlo proprio.
(traduzione a cura di Alternativa Libertaria/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

ultimi report de "Non dite che non lo sapevate"

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Non dite che non lo sapevamo n°526

L'esercito israeliano continua a provocare i Palestinesi di Al Hama e di Ras Al Ahmar nel 
nord della Valle del Giordano. Le autorità puntano a far sì che i Palestinesi 
abbandonino i loro villaggi.

Lunedì 7 novembre 2016, i soldati israeliani sono giunti nell'accampamento palestinese di Al Hama, 
hanno distrutto e confiscato tutte le tende che avevano tirato su dopo l'ultima demolizione. 

Giovedì 10 novembre, i soldati israeliani sono giunti a Ras Al Ahmar ed hanno consegnato ordinanze di sgombero 
per 2 giorni (domenica 11 e lunedì 13 novembre) a tutti gli abitanti. 
Sembra che l'esercito israeliano intenda fare esercitazioni militari su quel sito.


Non dite che non lo sapevamo n°528

I Palestinesi che vivono ad 'Arab Abu Farda,  sono vicini a Moshav Batzra nell'area Sharon 
Nel 1948 erano diventati profughi e si stabilirono a sud-est di Qalqilia. Si comprarono la terra nel 1952.
Venerdì 17 novembre 2016, l'esercito israeliano hanno bloccato l'ingresso del villaggio dalla 
strada 55. L'altro ingresso è solo per i veicoli 4x4. Ora gli autobus ed i camion non possono più entrare o 
uscire.


Non dite che non lo sapevamo n°529

L'esercito israeliano persiste nei suoi sforzi di espellere i Palestinesi dalla Palestina 
settentrionale della Valle del Giordano, ed i coloni ebrei continuano ad invadere le terre 
palestinesi, senza alcun impedimento.
Agli inizi della settimana i soldati israeliani hanno presentato ordinanze di evacuazione provvisoria agli 
abitanti di Ras Al Ahmar. L'esercito prevede 3 giorni di manovre in quell'area. Si pensa 
che saranno avacuati da martedì a giovedì (6-8.12) dalle 9.00 del mattino 
fino alle 5.00 del pomeriggio ogni giorno.
Martedì 29 novembre 2016, i soldati hanno confiscato un altro trattore che appartiene ad un 
palestinese di Ras Al Ahmar.
Lunedì 28 novembre, coloni forse di Mekhola hanno arato campi palestinesi. I 
proprietari hanno mostrato ai soldati i documenti comprovanti una sentenza della Corte Suprema sul loro  
pieno diritto alla terra. I soldati li hanno scacciati e non hanno impedito  
l'invasione dei coloni.
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Mercoledì 30 novembre, agenti del governo scortati dalla polizia hanno demolito ancora una volta 
il villaggio beduino di Al Araqib nel Negev.


Non dite che non lo sapevamo n°530

Martedì 6 dicembre 2016, i soldati israeliani sono giunti nel villaggio di Fassail 
nella Valle del Giordano palestinese e vi hanno demolito 3 unità abitative e due di servizio 
appartenenti a 2 famiglia. Per una di queste famiglie, questa è già la quarta  
demolizione nell'anno. L'altra famiglia è rimasta senza riparo per la notte.
Nello stesso giorno, l'esercito israeliano ha confiscato altri 2 trattori a Ras Al Ahmar, nella 
parte settentrionale della Valle del Giordano palestinese.
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Mercoledì 7 dicembre, agenti del governo scortati dalla polizia sono arrivati per una giornata di  
demolizioni delle località beduine nel Negev. A Sa'wa, a est di Hura, hanno demolito una unità 
abitativa. Nel wadi Gawain (Mulada) a est di Hura, hanno demolito una cisterna di acqua. Ad Al 
Ghara, ad ovest del campo di volo di Nevatim, un beduino è stato costretto a demolire la sua casa con le sue mani 
sotto pressioni della polizia.

Non dite che non lo sapevamo n°531

Lunedì 12 dicembre 2016, due contadini del villaggio palestinese di Turmus 'Ayya 
hanno scoperto che 166 di alberelli di ulivo sono stati sradicati e distrutti sul 
posto. Il sospetto è che i coloni di un avanposto a ovest di Adei siano gli autori del 
crimine.


Non dite che non lo sapevamo n°534

Giovedì 29 dicembre 2016, agenti del governo scortati dalla polizia sono giunti nei villaggi beduini del 
Negev per una giornata di demolizioni. A Bir Hadaj, vicino al kibbutz di Revivim, hanno distrutto 
un'unità abitativa. A A-Sir village, a sud di Beer Sheva, hanno distrutto un'abitazione. Ad 
Al Ghara, vicino il comune di Hura, hanno distrutto un'abitazione. A Khirbet Al Batal, vicino Rahat, 
hanno distrutto un'abitazione. Ad Abu Talul, a sud del comune di Segev Shalom, hanno 
distrutto un'abitazione. Ad Al Humra, vicino Darijat, hanano costretto un uomo a demolire la sua stessa casa.
Giovedì 5 gennaio 2017, ad Al Ukbi vicino Hura, hanno demolito una tenda-ospedale 
(Sig). Ad Al Zarnug vicino Nevatim, hanno distrutto un ovile. Ad Al Fur’a, vicino Arad, hanno 
demolito due abitazioni.



Non dite che non lo sapevamo n°535

Martedì 10 gennaio 2017, truppe israeliane sono venute a chiudere un acquedotto che portava 
acqua da Ras Al Ahmar ad Al Hadidiya nella Valle del Giordano palestinese.

Importante! Un colono nella vicina Roi consuma 450 litri di acqua al giorno. Ad Hadidiya 
un palestinese ne consuma 20 litri al giorno.

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Non ho alcuna idea di cos'altro si potrebbe scrivere sulla situazione di Al Arakib. Giovedì 
12 gennaio 2017, ancora una volta agenti del governo scortati dalla polizia hanno confiscato tre veicoli, una 
cisterna d'acqua ed un carrello, ed ancora una volta hanno demolito il villaggio.



Non dite che non lo sapevamo n°536

L'esercito israeliano ha pianificato di aprire una strada per bypassare il villaggio palestinese di Nabi Elias (a est della 
città di Qalqiliya in Cisgiordania) a vantaggio dei coloni ebrei dell'area. A tal fine ha 
confiscato 104 dunams appartenenti ai villaggi di Nabi Elias, Izbat Tabib e Azoun.

Sabato 7 gennaio 2017, l'esercito ha impedito ad attivisti israeliani per i diritti umani di  
entrare nell'area per manifestare insieme ai Palestinesi.

Lunedì 16 gennaio 2017, l'esercito israeliano ha iniziato a sradicare 1000 ulivi appartenenti  
ai contadini palestinesi dell'area. I soldati hanno arrestato un attivista israeliano, hanno  
fermato un palestinese ed un'altra attivista israeliana. 

 Non dite che non lo sapevamo n°537

Il nuovo avanposto nell'area di Umm Zuka nella Valle del Giordano palestinese è stato 
costruito vicino ad una base militare israeliana. La cosa non ha impedito ai coloni di Umm Zuka 
di sviluppare l'avanposto e -al pari dei coloni dell'avanposto di Al Hama- di cacciare via i pastori 
palestinesi dalle loro terre.
Mercoledì 1 febbraio 2017, i coloni del'avanposto di Al Hama hanno aggredito i pastori 
di Samara. Il giorno dopo quegli stessi pastori sono sttai aggrediti dai coloni di Umm Zuka 
alla guida di un mini-trattore. Sabato 4 febbraio, di nuovo i coloni hanno cercato di aggredire i pastori 
di Samara, Ein Al Hilwa e Makhoul, ma i volontari israeliani che li hanno accompagnati  
hanno impedito l'aggressione. 

 Non dite che non lo sapevamo n°538

Spesso devo scegliere le notizie da diffondere tra tutte quelle che mi giungono. Questa volta 
scelgo di condividere questa determinazione con i miei lettori.
All'inizio della settimana pensavo di scrivere sull'espansione dell'insediamento di Leshem  e dei 
danni che sta provocando al vicino villaggio palestinese di Deir Balut. Ma poi 
sono stato informato della confisca di 326 dunams appartenenti ai villaggi di Jalud e  
Turmus Aya. Poi sono giunte le notizie sulle demolizioni di case a Ras Al Ahmar ed a Kardala nella 
Valle del Giordano palestinese a nord. Ed altre demolizioni nei villaggi palestinesi 
intorno a Gerusalemme che sono stati già annessi da Israele, e su cui si scrive raramente. Dopo 
tutto sono più centrali e quindi più visibili.
Mercoledì 8 febbraio, abbiamo temuto per una nuova demolizione ad Umm Al Hiran nel 
Negev. Che non è avvenuta. Invece è stato distrutto di nuovo Al Arakib. Un container 
è stato distrutto ad Al Zarnouk, ed un residente beduio è stato costretto a demolire la sua casa a
Wadi Al Na'am , ancora nel Negev.
Ditemi allora, su cosa dovrei scrivere?

For further information: amosg@shefayim.org.il

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* From my blog at: http://ilanisagainstwalls.blogspot.com
See at the blog previous reports about the joint struggles the Anarchists Against the Wall 
take part in.
(traduzione  cura di AL/fdca - Ufficio Relazioni Internazionali)

 See also: Stories from the year 2100 - 50 years after the revolution
 http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses.html
http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses-it.html
http://ilan.shalif.com/anarchy/glimpses/glimpses-heb.html

Ahdut (Unity) blog: http://unityispa.wordpress.com/
Ahdut (Unity) Position paper about the Palestinian struggle
English - http://www.anarkismo.net/article/27019
Arabic - http://www.ahewar.org/debat/show.art.asp?aid=430180

Palestina-Israele, celebrazione dei 12 anni di lotta persistente a Bil'in ed una piccola vittoria*

 Palestina-Israele, celebrazione dei 12 anni di lotta persistente a Bil'in ed una piccola vittoria*


I mutamenti regionali ed il nuovo ministro della guerra israeliano che è chiaramente contro l'annessione di
ulteriori parti della Palestina (e persino per rinunciare a parti annesse nel 1948) hanno portato alla 
attenuazione della repressione contro la lotta popolare non armata. Sono mesi che le forze israeliane 
hanno ridotto le provocazioni contro le manifestazioni del venerdì organizzate dagli attivisti dei villaggi e dagli 
anarchici contro il muro. A Bil'in hanno quasi smesso del tutto col lancio di lacrimogeni 
e con l'uso di proiettili, a volte hanno cercato di impedirci di avvicinarci al muro della separazione...  
I partecipanti alla grande manifestazione per il 12° anniversario non hanno visto nemmeno un soldato
se non alla fine della manifestazione quando i ragazzi hanno forzato l'apertura del cancello del muro e da parte dei soldati c'è stata
una delle reazioni più miti che si siano mai viste. Il fallimento del grande progetto degli USA di sovvertire i paesi della
regione esportando terrore (Al Quida, Daesh ed avanguardie sciite) li ha obbligati ad un compromesso 
con l'Iran, sulla Rojava (e probabilmente con Assad in Siria, con la Russia ed i Palestinesi).


Bil'in

Venerdì 18-11-16. Nella 660esima manifestazione settimanale, 7 israeliani con gli anarchici contro  
il muro e 3 attivisti internazionali si sono uniti agli attivisti del villaggio nella manifestazione 
dedicata a all'attivista di Ni'ilin, Saleh Hawaghah, del comitato di coordinamento arrestato poche 
settimane fa con false accuse. Questa settimana le forze di stato ci hanno bloccato sulla strada per 
il muro della separazione vicino al percorso dello smantellato muro della separazione.Durante lo  
scontro hanno minacciato di arrestarci ed hanno fermato un fotografo che hanno 
rilasciato alla fine della manifestazione.
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10211056344667678
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1022238247885404
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/10209829908037361
https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/10211141940847344
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1064190183680313
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1064187487013916
Manifestazione di venerdì 25-11-16. 7 Israeliani degli anarchici contro il muro 
e 10 internazionali si sono uniti agli attivisti del villaggio nella marcia verso il cancello 
del muro della separazione. Le forze di stato israeliane ci hanno aspettato vicino al cancello e di hanno chiesto 
di far immediatemente ritorno al villaggio sotto minaccia di arresti. Dopo un po' di contrattazione ci
hanno concesso di restare lì a manifestare per 5 minuti poi estesi ad altri  15 minuti. 
Dopo mesi di vani sforzi, il comandante aveva imparato il mio nome, mi si è avvicinato e mi ha preso per un braccio 
lamentandosi che mi stavo trattenendo oltre i 20 minuti concordati ed poi mi ha "sollecitato" a far ritorno al 
villaggio il più rapidamente possibile.
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1070450019720996
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/10209890072421433
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1029448340497728
2-12-16 Nel primo venerdì piovoso dell'inverno, 5 Israeliani e 4 attivisti internazionali si 
sono uniti a 6 attivisti di Bil'in e ad altri 2 attivisti palestinesi nell'ininterrotta catena di 
manifestazioni del venerdì in quasi 12 anni. Quando siamo giunti al cancello del muro della separazione, 
le forze armate israeliane ci stavano aspettando. Come al solito, hanno dichiarato l'area 
zona militare chiusa proibendoci di restare lì. Come al solito hanno minacciato 
di arrestarci. E come al solito noi ci siamo rifiutati di andare via ed abbiamo contrattato un breve tempo di manifestazione. Siamo stati vicino 
al cancello per un po' e poi per un tempo più lungo ma un po' più distanti dai soldati... finchè abbiamo 
ceduto al brutto tempo e siamo ritornati al villaggio.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1035742616534967
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1035734976535731
https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/10211275247659931
9-12-16  Bil'in my love... 9-12-16 manifestazione del venerdì. 9 Israeliani con gli anarchici 
contro il muro si sono uniti ad una quindicina di attivisti internazionali ed agli abitanti di 
Bil'in per la manifestazione contro il muro della separazione, contro i coloni e l'occupazione, ma anche dedicata 
alla memoria del martire Ziad Abu Ein. La polizia di frontiera israeliana ci ha bloccato
vicino alla strada del muro smantellato al memoriale di 
Bassem (Fil.), martire del villaggio. Dopo circa mezz'ora di di confronto con la polizia 
siamo ritornati al villaggio.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1035742616534967
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https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1088923011207030
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1042258712550024
16-12-16 Bil'in, manifestazione del venerdì. Come al solito negli ultimi tempi poca gente ma un evento soprendente. 
5 Israeliani degli anarchici contro il muro si sono uniti ai 10 attivisti internazionali 
ed a quelli del villaggio. La manifestazione era dedicata al martire Ziad Abu Ein - 
ucciso in una manifestazione in un altro villaggio. Dopo essersi ritrovati alla querceta di Abo Lamun vicino al 
muro della separazione, abbiamo proseguito lungo il muro verso il cancello nord. Quando eravamo vicini
una piccola unità di soldati ci stava aspettando. Abbiamo avuto un lungo ma tranquillo 
confronto con le forze di stato israeliane. Per più di mezz'ora hanno minacciato di 
arrestarci - chiamando i pacifici attivisti locali ed israeliani per nome... ma hanno 
fermato per un po' solo un attivista internazionale. Hanno anche lanciato un lacrimogeno 
... ci hanno fatto delle foto...ma durante il confronto uno degli attivisti del villaggio 
non si è sentito bene, per cui il comandante ha ordinato ai soldati di portargli una 
bottiglia d'acqua. Dopo quasi 12 anni di manifestazioni del venerdì, ancora soprese.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1047908731985022
https://www.facebook.com/iyad.burnat/posts/1538528076161550
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1047909421984953
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1097377787028219
https://www.facebook.com/abdallah.aburahma.3/posts/1217396558346652
23-12-16 https://www.facebook.com/abdallah.aburahma.3/posts/1224255134327461
https://www.facebook.com/iyad.burnat/posts/1546610808686610
6-1-17 La manifestazione più strana. 7 Israeliani si sono uniti ad altrettanti attivisti internazionali 
ed a quelli del villaggio per la manifestazione settimanale.Punto di incontro il bosco di Abu Lamun per poi
proseguire lungo il muro della separazione fino al cancello con i soliti slogan. Quando siamo arrivati
lì, le forze di stato israeliane ci stavano aspettando con autoblindo fuori dal cancello e di hanno mostrato 
un'ordinanza di zona militare chiusa intimandoci di far ritorno al villaggio - come avevano fatto 
spesso negli ultimi mesi. La sorpresa c'è stata quando di fronte al nostro ignorare l'ordinanza e proseguire verso il 
cancello, loro non hanno mosso un dito. I manifestanti si sono fatti coraggio e sono saliti sulle autoblindo...di fronte 
ad una garbata protesta del comandante delle forze di stato.
Dopo un po' un gruppo di giovani ha iniziato uno scontro con i soldati ai margini della 
manifestazione: hanno lanciato contro i soldati due candelotti e molte pietre. La risposta delle
fore di stato è stata quella di ritirarsi dietro il muro, chiudere il cancello e poi lanciare
candelotti sui giovani. 
Dopo un po', gli attivisti del villaggio sono riusciti a richiamare i giovani e tutti siamo ritornati al villaggio.  
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1118251641607500
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1118252414940756
https://www.facebook.com/iyad.burnat/posts/1572326979448326
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https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1118416731590991
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13-1-17 manifestazione del venerdì: 9 Israeliani con gli anarchici contro il muro (compresi 3 militanti 
dei comunisti-anarchici di Ahdut-Unity) si sono uniti ai 10 internazionali ed agli attivisti del villaggio. 
Il tema della manifestazione era come al solito contro l'occupazione e contro i coloni e in aggiunta 
la menzione di Al Kuds (a Gerusalemme).
Le forze di stato israeliane hanno tenuto un profilo molto basso - muovendosi come se non fossero dietro 
il cancello e senza rispondere ad alcun "invito". Dopo una lunga attesa abbiamo proseguito lungo il muro dal cancello 
ad un punto vicino il parco di Abu Lamun. Lì i giovani hanno scalato 
il muro, mettendovi bandiere palestinesi.
Solo dopo che un ragazzo ha tagliato la ceentralina del sistema elettronico di sorveglianza, i soldati hanno manifestato la loro presenza, 
hanno sparato molti lacrimogeni e persino colpito alla testa con un proiettile uno dei ragazzi 
ferendolo. Dopo i primi soccorsi è stato portato in ospedale.
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1123678464398151
https://www.facebook.com/Mohammed.Yasin.photography/posts/818920364913994
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https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10211649113686533
israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=nEz29xxrQx4
20-1-17
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1074250889350806
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https://www.facebook.com/drrateb.aburahmah/posts/10211785091925719
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1129577263808271
https://www.facebook.com/Mohammed.Yasin.photography/posts/822394744566556
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10211718915231528 ***********
27-1-17 https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1081191355323426
3-2-17 Oggi grande rabbia contro il muro della separazione e contro i coloni 
- 9 Israeliani, 9 in delegazione da Ramallah, 5 internazionali e circa una dozzina di 
attivisti del villaggio. Abbiamo manifestato lungo il muro fino al cancello - scandendo i nostri slogan. Le 
forze armate israeliane si sono fatte vedere sulla collina dietro il muro della separazione e più tardi 
sul muro stesso, ma astenendosi da qualsiasi azione. Dopo un po' di tempo in cui gli attivisti 
hanno espresso ai soldati cosa pensavano di lor, siamo tornati al villaggio.
https://www.facebook.com/anat.matar/posts/1242941382450068
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1141933162572681
10-2-17 623esima manifestazione del venerdì - in preparazione del prossimo venerdì per la celebrazione dei 12 anni 
di lotta unitaria contro l'occupazione e contro le ruberie dei coloni. 10 Israeliani con gli 
anarchici contro il muro insieme a circa 10 internazionali e ad una delegazione di 10 attivisti da 
Ramallah si sono uniti agli attivisti del villaggio in una manifestazione senza
la presenza delle forze di stato. Solo un autoblindo sulla strada dietro il 
muro ci ricordava che non eravamo da soli... Per preparare la manifestazione ci siamo radunati al bosco di Abu 
Lamun vicino al muro. Abbiamo manifestato da lì - con cartelli e slogan- al cancello nord 
del muro. Dopo aver bussato a lungo sul cancello 
senza ottenere alcuna reazione, abbiamo manifestato lungo il muro verso sud dove ci siamo confrontati 
con alcuni coloni che stavano andando all'altro lato del muro fino alla fine della manifestazione 
chiedendosi se le forze di stato israeliane saranno presenti alla prossime celebrazioni del venerdì. 
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1093589307416964
https://www.facebook.com/mohamed.b.yaseen/posts/1148251385274192
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10211925681960567
Bil'in, venerdì, 17-2-17, 12° anniversario della lotta unitaria contro l'occupazione ed i
coloni. Circa 60 Israeliani degli anarchici contro i muro e gli attivisti locali 
si sono uniti agli attivisti internazionali, ai Palestinesi delle città e dei villaggi dai più vicini ai più lontani. A 
mezzogiorno, abbiamo manifestato dal centro del villaggio con bandiere e striscioni, scandendo slogan contro 
il muro della separazione che ha sostituito quello vecchio. Dopo essersi fermati per un momento al 
muro vicino al bosco di querce di Abu Lamun, abbiamo manifestato lungo il muro fino al  
lato nord. Lì ci siamo fermati un po' di più... ma le forze di stato israeliane se  
ne stavano al di là del muro. Solo alla fine della manifestazione quando i giovani sono riusciti a forzare  
l'apertura del cancello, i soldati hanno reagito. Sono arrivati con gli autoblindo ed hanno attaccato i 
giovani - fermandone 3 per un po'. Due giovani feriti sono stati ricoverati in ospedale.
 https://www.facebook.com/bmansour1/posts/10210965134197289
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10210965045635075
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/10210712989633849
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10211993851864772


Ni'ilin

Venerdì 18-11-16 Manifestazione settimanale in solidarietà con la riabilitazione del prigioniero Khawaja, con immagini riprese dai media 
palestinesi dell'esercito di occupazione 
che spara raffiche di lacrimogeni sui manifestanti provocando casi di soffocamento. Molti non ne possono più 
dell'occupazione, mentre alla fine della manifestazione ci sono state case attaccate da sud da raffiche di
lacrimogeni.
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=1242672765805122
israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=9YHpGMPUZg4
25-11-16 venerdì
israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=eNCx5p1cf70
09.12.2016 israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=_mUddwzZOkQ
16/12/16 https://www.facebook.com/muhamed.ameera/posts/1287581274647604
24-12-16 israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=TIP0Ozb1vxo
6-1-17 https://antinarrativeblog.com/2017/01/06/%D9%86%D8%B9%D9%84%D9%8A%D9%86-nilin-6-1-2017/
https://www.facebook.com/muhamed.ameera/posts/1319200648152333
13-1-17 https://www.facebook.com/muhamed.ameera/posts/1325480204191044
27-1-17 https://www.facebook.com/muhamed.ameera/posts/1342389562500108
https://www.facebook.com/LunaDitLulu/posts/1834185113502173
https://www.facebook.com/messages/t/100001872326801
https://antinarrativeblog.com/2017/01/28/%D9%86%D8%B9%D9%84%D9%8A%D9%86-nilin-27-1-2017/
3-2-17 https://www.facebook.com/LunaDitLulu/posts/183766642315404
israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=4C1EZZsouZY
David Reeb https://youtu.be/xXT8xBIxNig
02/10/2017 Arbor day: israelpnm https://www.youtube.com/watch?v=5vBmZ8WXTZo


Evacuazione del nuovo "villaggio" palestinese Yasser. III

Ci siamo mossi con diverse decine di attivisti palestinesi della lotta non-violenta contro 
l'occupazione. Abbiamo tirato su una tenda vicino ad un avanposto di coloni israeliani nella 
Valle del Giordano. La protesta era contro tante cose, ma specialmente contro la demolizione di 
edifici nell'area C della Valle del Giordano (32 edifici sono stati demoliti negli ultimi mesi 
nell'area vicina). La costruzione di avanposti da parte dei coloni rende dura la vita 
dei residenti palestinesi e di altri. La nostra protesta è stata dichiarata illegale dalla polizia e 
dai soldati.
Dopo circa 4 ore siamo stati attaccati con grande violenza: percosse con il calcio dei fucili, 
granate assordanti, lacrimogeni, proiettili di gomma e spray al pepe. Due israeliani sono stati arrestati, quattro 
Palestinesi sono stati ricoverati in ospedale e parecchi altri assistiti sul posto. 
https://www.youtube.com/watch?v=XwMcTDJIhe8
https://www.facebook.com/mhmad.hmdan.77/videos/719690671527341/
English http://972mag.com/the-different-ways-israel-treats-jewis…/…/
Arabic http://www.alquds.com/pdf/1479450255423969200/1479450278000/
30-12-16 Ultima manifestazione del venerdì dell'anno. 9 Israeliani e circa una dozzina di attivisti 
internazionali si sono uniti ai residenti nella manifestazione dedicata alla memoria del martire Jawaher 
Abu Rahma ucciso dai lacrimogeni nella manifestazione del 31-12-2010. Dopo esserci radunati nella querceta di Abu Lamun
abbiamo manifestato scandendo slogan lungo il muro della separazione fino al cancello nord. Questo 
venerdì le forze di stato israeliane sono rimaste al di là del muro accusandoci di 
aver violato la nostra dichiarazione di manifestazione non-armata in quanto alcuni giovani lanciavano pietre 
verso il cancello.
Dopo diverso tempo siamo ritornati al villaggio.
https://www.facebook.com/rani.fatah/posts/10211519445124900
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/videos/10210246033200230/
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1058138987628663
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/10210245672471212
https://www.facebook.com/Mohammed.Yasin.photography/posts/811141415691889
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/videos/10210246033200230/
https://www.facebook.com/anatllanat/posts/1058138987628663
https://www.facebook.com/haytham.alkhateeb/posts/10210245672471212
https://www.facebook.com/Mohammed.Yasin.photography/posts/811141415691889

Qaddum

12/27/2016  una dozzina di terroristi mascherati con bastoni ed armi hanno preso in ostaggio un  
bambino di 6 anni mentre mettevano trappole umane durante la manifestazione 
settimanale a Kufr Qaddum https://www.youtube.com/watch?v=uPDo31qEnIY
https://www.youtube.com/watch?v=uPDo31qEnIY
30-12-16 https://www.youtube.com/watch?v=akpXgURVUXs
6-1-17 I residenti stanno cercando di respingere le ruspe israeliane.... che distruggono le loro 
strade ed invadono le terre
https://www.facebook.com/AlMasira.KufurKaddom/photos/a.1448012401887475.1073742093.271405776214816/1448015658553816/?type=3
13-1-17 Scontri tra leoni palestinesi e forze sioniste si sono verificati a Kafr Qaddum, 
durante la protesta pacifica settimanale contro il muro e contro l'occupazione. 
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1464764146878967.1073742095.271405776214816&type=3
https://www.facebook.com/permalink.php?story_fbid=369862993376166&id=100010574040732
https://antinarrativeblog.com/2017/01/13/%D9%86%D8%B9%D9%84%D9%8A%D9%86-nilin-13-1-2017/
2-2-17 
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1508835995805115.1073742099.271405776214816&type=3
https://www.facebook.com/Akhdut/posts/1556028184422361
https://www.facebook.com/pg/AlMasira.KufurKaddom/photos/?tab=album&album_id=1511022855586429
17_2_2017‎.https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1545506415471406.1073742102.271405776214816&type=3

Ferroviere e Ferrovieri

8 Marzo 2017 Sciopero Nazionale
ANCHE PER LE FERROVIERE E I FERROVIERI ITALIANI
Se non valgo non produco!
L’Italia è il fanalino di coda dell’uguaglianza di genere sul lavoro, inoltre nel nostro paese 6,8 milioni di donne hanno subito nel corso della propria vita una qualche forma di violenza.
Peraltro le politiche istituzionali sui diritti delle donne, mirano cinicamente a parificare al ribasso i generi in nome della disponibilità totale, della flessibilità, dello sfruttamento.
Il lavoro precario, esploso con il job act (art.18, contratti a “tutele crescenti”, voucher, stages gratuiti, apprendistato dequalificato, contratto a tempo determinato senza causale) rende ancora più drammatica l’assenza di servizi ed altre forme di reddito di conciliazione tra lavoro produttivo e lavoro di cura della famiglia.
La situazione lavorativa delle donne in FS è emblematica di una condizione di sfruttamento che colpisce tutti; le mansioni, gli orari, le vessazioni, i pericoli a cui tutto il personale è esposto, rende infatti particolarmente vulnerabile il genere femminile.
Particolarmente gravosa è oggi la possibilità di curare la propria famiglia con ritmi e turni che impongono violentemente il lavoro come occupazione primaria, estraniando lavoratrici e lavoratori dalla propria vita familiare e personale.
L'8 Marzo 2017, raccogliendo l'appello internazionale di “Non Una di Menos”, il sindacalismo di base ha proclamato sciopero contro le discriminazioni sistemiche e le violenze sulle donne e contro lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori.
NEL SETTORE FERROVIARIO SCIOPERIAMO PER:
·         La lotta contro discriminazioni, vessazioni e violenze.
·         La sicurezza di lavoratrici e lavoratori.
·         Il superamento della precarietà nel lavoro.
·         Il diritto alla equa distribuzione\conciliazione tra lavoro e tempo libero e familiare.
·         Adeguati servizi e diritti di cura della famiglia per le lavoratrici e i lavoratori.
·         Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario.
·         Cancellazione della riforma pensionistica Fornero, per un equo sistema pensionistico che riconosca le lavorazioni ferroviarie usuranti e agevoli in uscita le donne in tutti i comparti.
·         Contro privatizzazioni, svendite e smantellamenti, per un contratto unico del ferro.
·         Per la difesa e l'estensione del welfare universale, contro i pacchetti di welfare aziendale che sottraggono soldi e servizi a lavoratrici\ori e alla collettività a solo beneficio delle casse dei sindacati di comodo.
8 Marzo 2017 Sciopero Nazionale
Per tutte le Ferroviere e i Ferrovieri
Delle aziende: Gruppo FSI, Trenitalia, RFI, Mercitalia, Serfer, Trenord, NTV, Rail Traction Company, Captrain Italia , SBB Cargo Italy, DB Cargo Italia, Rail Cargo Italia, InRail, Crossrail Italia, General Transport Service, Compagnia Ferroviaria Italiana, OceanogateItalia, Interporto Servizi Cargo, Fuori Muro Servizi portuali e ferroviari.
Dalle 00.00 alle 21.00 del 8 Marzo 2017
(salvo servizi minimi essenziali previsti dalla legge 146)


Cub Trasporti cub-trasporti@libero.it         SGB ferrovierisgb@gmail.com 

solidarietà alla INNSE di Milano

Il benevolo padrone Camozzi ci ha sommerso di denunce,
lettere di sospensione, multe.
Ci trascina da un’aula all’altra del tribunale del lavoro di Milano.
Per vendicarsi della nostra resistenza allo smantellamento della fabbrica
sta impegnando i giudici di Milano in un lavoro estenuante.
E’ arrivato sino a rifiutare l’arbitrato dell’ispettorato del lavoro e
chiede al giudice di esaminare quasi 40 provvedimenti disciplinari,
dalle multe ai 3 giorni di sospensione.
Come operai della INNSE, oltre alle iniziative sindacali in fabbrica,
ci siamo attrezzati per rispondere legalmente, causa per causa,
udienza per udienza ma tutto ciò ha un costo esagerato.
Il benevolo Camozzi ha tanti soldi da investire in studi legali, guardie,
carte bollate, la sua potenza economica la usa contro di noi.
Noi dovremmo avere il supporto legale della Fiom di Milano,
siamo tutti iscritti paghiamo la tessera in media da 30 anni.
Ma la Fiom ci ha abbandonati da quando abbiamo votato tutti NO
al loro schema di accordo inconsistente.
Non ci rimane nient’altro che la solidarietà degli operai come noi,
dei sostenitori ed anche di chi non è qui,
ma capisce che alla INNSE si sta combattendo
una lotta fra prepotenza e giustizia sociale.
Vi ringraziamo anticipatamente per il vostro contributo.


IX Congresso Nazionale della FdCA

IX Congresso Nazionale della FdCA
1-2 novembre 2014 - Cingia de' Botti (CR)